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Il sindaco di Istanbul in tribunale: l’ira della folla, scontri e arresti

(afp)

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Imamoglu in aula per l’udienza di convalida dell’arresto: “Contro di me accuse false e immorali”. Oggi le primarie del Chp per eleggerlo candidato presidente. Il rais turco lo attacca: “Vuole il caos”
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ISTANBUL – Ancora piazze in rivolta, lacrimogeni sulla folla, arresti (oltre 300) e processi: in Turchia si combatte una battaglia politica campale. A migliaia ieri sono tornati per le strade di Istanbul, nonostante il bando alle manifestazioni e un imponente schieramento di polizia, una catena umana a protezione del Comune e del sindaco Imamoglu che veniva trasportato al palazzo di Giustizia da un convoglio di oltre 10 blindati, per l’udienza di convalida dell’arresto.

(reuters)

Contro di me accuse «immorali e infondate», si è difeso il politico considerato il più forte rivale di Erdogan e che oggi, se la polizia non fermerà le urne, verrà eletto a furor di popolo candidato alle prossime presidenziali nelle primarie del suo partito, il Chp repubblicano. Accuse, ha detto Imamoglu in una appassionata auto-difesa, «che si basano su prove fabbricate ad arte per imbastire l’inchiesta e che mirano a colpire …

ISTANBUL – Ancora piazze in rivolta, lacrimogeni sulla folla, arresti (oltre 300) e processi: in Turchia si combatte una battaglia politica campale. A migliaia ieri sono tornati per le strade di Istanbul, nonostante il bando alle manifestazioni e un imponente schieramento di polizia, una catena umana a protezione del Comune e del sindaco Imamoglu che veniva trasportato al palazzo di Giustizia da un convoglio di oltre 10 blindati, per l’udienza di convalida dell’arresto.

(reuters)

Contro di me accuse «immorali e infondate», si è difeso il politico considerato il più forte rivale di Erdogan e che oggi, se la polizia non fermerà le urne, verrà eletto a furor di popolo candidato alle prossime presidenziali nelle primarie del suo partito, il Chp repubblicano. Accuse, ha detto Imamoglu in una appassionata auto-difesa, «che si basano su prove fabbricate ad arte per imbastire l’inchiesta e che mirano a colpire la mia reputazione e credibilità. Chi si cela dietro tutto questo dovrà risponderne dinanzi a un tribunale. Con la forza dei milioni di persone che mi sostengono - ha aggiunto - continuerò a lottare per giustizia e verità fino alla fine della mia vita».
(reuters)

Lo scontro è senza esclusione di colpi. Immediatamente risponde il presidente Erdogan, che l’opposizione accusa di aver trasformato la Turchia in una autocrazia, prendendo il controllo di tutte le istituzioni, dai media alla magistratura. «Hanno attaccato le nostre forze di polizia e tentato di minacciare i membri della nostra magistratura. Vogliono creare il caos, non saranno in grado di distruggere l’ordine pubblico con le provocazioni e non lo permetteremo. Nessuno è al di sopra della legge», ha tuonato, definendo i manifestanti «vandali e gruppi di sinistra marginali».

I leader del Chp restano asserragliati nel palazzo di Sarachane di Istanbul, il Comune. Se verrà confermato l’arresto, Imamoglu decadrà dall’incarico, la polizia potrebbe fare irruzione, sgomberare l’edificio e installarci un fiduciario del governo. Sarebbe un colpo esiziale per l’opposizione e il più antico partito della Turchia repubblicana. Il senso di quanto alta sia la posta in gioco lo dà l’intervento dell’ex presidente Abdullah Gul. Conservatore, moderato, tra i fondatori dell’Akp, il partito di governo e di Erdogan, presidente quando il Rais era primo ministro: «Le ingiustizie fatte al presidente Erdogan e a me stesso non dovrebbero essere ripetute», dice ricordando l’arresto di Erdogan quando era ancora anche lui candidato sindaco di Istanbul. «Tali errori non dovrebbero essere commessi contro Ekrem Imamoglu, che è stato eletto democraticamente sindaco. Lo stato di diritto e l’equità non devono essere persi». Parole che fanno rumore, e arrivano insieme alla solidarietà di diversi leader politici di opposizione, dai curdi ai nazionalisti.

I seggi per le primarie oggi si apriranno in un clima di alta tensione. La città è blindata. Il divieto di manifestare è stato esteso fino al 27 e la prefettura di Istanbul ha anche annunciato che «non sarà consentito l’ingresso o l’uscita dalla nostra città a individui, gruppi e veicoli che potrebbero partecipare ad attività illegali, individualmente o collettivamente».

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