Esteri

Israele-Hamas, le news del 9 luglio. Rubio: “Sanzioni sulla relatrice Onu Francesca Albanese”

Israele-Hamas, le news del 9 luglio. Rubio: “Sanzioni sulla relatrice Onu Francesca Albanese”
(afp)
Netanyahu: “Trump vuole accordo? No a ogni costo”. Così il ministro degli Esteri israeliano ha spiegato di essere seriamente intenzionato a raggiungere il cessate il fuoco. E che dopo quello temporaneo potrebbero iniziare i negoziati anche per arrivare a quello permanente
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Nonostante lo stallo dei negoziati in corso a Doha, in Qatar, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha detto che “la tregua a Gaza è realizzabile”. E che "se si raggiungesse un cessate il fuoco temporaneo, saremmo disposti a negoziarne uno permanente".

Intanto, però, il numero di palestinesi morti a causa dei bombardamenti israeliani continua a crescere: sarebbero 105 nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Salute a Gaza. 530 i feriti. E si intensificano anche gli attacchi dell’Idf nel sud del Libano dove è stato ucciso un comandante di Hezbollah.

Netanyahu, non vogliamo sfollare palestinesi da Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele non sta cercando di sfollare con la forza i palestinesi, ma vuole semplicemente offrire a coloro che sono interessati ad andarsene l'opportunità di farlo. "Non stiamo cacciando nessuno e non credo che questo sia il suggerimento del presidente Trump", ha detto Netanyahu in risposta alla domanda di un giornalista al Campidoglio prima del suo incontro con il leader della maggioranza del Senato John Thune. Lo riporta il Times of Israel.

Hamas: “Disposti a rilasciare 10 ostaggi come parte dell’accordo”

Hamas ha annunciato di aver mostrato "flessibilità" nei colloqui in corso con Israele, giunti al quarto giorno, dichiarandosi disposto a rilasciare dieci ostaggi nell'ambito di un possibile accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione ufficiale, riportata dal Times of Israel, il movimento palestinese ha sottolineato che sta lavorando "in modo serio e con spirito positivo con i mediatori per superare gli ostacoli", pur riconoscendo che permangono divergenze su alcune questioni fondamentali. Tra i nodi ancora da sciogliere figurano l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza, il ritiro delle forze israeliane dal territorio e la necessità di garanzie concrete per un cessate il fuoco permanente. Nonostante la rarità di un simile comunicato durante negoziati in corso, il messaggio non segnala però progressi concreti nelle trattative.

Netanyahu, Trump vuole accordo? "Non ad ogni costo"

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è arrivato al Congresso degli Stati Uniti per un incontro con il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune. Prima dell'incontro, Netanyahu ha dichiarato ai giornalisti: "Vogliamo porre fine al dominio di Hamas a Gaza, in modo che non rappresenti una minaccia. Nel perseguire il nostro obiettivo comune, abbiamo condiviso strategia e tattiche, che implicano un coordinamento completo piuttosto che pressioni. Il Presidente Trump vuole un accordo, ma non a qualsiasi prezzo. Anch'io. Israele ha altre richieste e stiamo lavorando insieme per raggiungerlo. C'è cordialità e una buona cooperazione qui come mai prima, nulla di simile è esistito con nessun altro Presidente. Stiamo lavorando diligentemente per ottenere il rilascio degli ostaggi, mantenendo le nostre posizioni".

Usa: “Ribelli Houthi hanno rapito superstiti della nave affondata nel Mar Rosso”

L'ambasciata degli Stati Uniti in Yemen, con sede a Riad, ha accusato i ribelli Houthi di aver rapito i membri superstiti dell'equipaggio della nave Eternity C, attaccata e affondata nel Mar Rosso nei giorni scorsi. Secondo la dichiarazione pubblicata su X, i ribelli avrebbero prima ucciso alcuni membri dell'equipaggio e poi catturato i sopravvissuti. "I terroristi Houthi hanno rapito numerosi superstiti dell'equipaggio dell'Eternity C dopo aver ucciso i loro compagni e affondato la nave", ha scritto l'ambasciata, chiedendo la loro "liberazione immediata e incondizionata".

Media, “negoziati a Doha avanzano con arretramento Idf a Gaza”

Secondo indiscrezioni da parte di diplomatici arabi ottenute dai media israeliani, la presentazione da parte di Israele di nuove mappe ai mediatori di Doha che mostrano un ritiro parziale e più ampio dell'Idf durante la tregua proposta di 60 giorni, ha fatto avanzare i negoziati tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco. Channel 12 rivela che ieri all'incontro a Washington tra l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e un alto funzionario del Qatar per discutere della tregua a Gaza era presente anche il ministro israeliano e capo negoziatore Ron Dermer. Fonti direttamente a conoscenza dei colloqui affermano che l'incontro si è concentrato sull'entità del dispiegamento dell'Idf durante il cessate il fuoco e ci sono stati alcuni scambi tesi. Witkoff e il rappresentante del Qatar hanno detto a Dermer che la mappa iniziale del dispiegamento delle truppe israeliane era inaccettabile e avrebbe fatto fallire l'accordo. Il Qatar ha aggiunto che Hamas avrebbe respinto qualsiasi accordo che prevedesse un ritiro limitato e ha chiesto che Doha non venisse ritenuta responsabile in caso di fallimento dei negoziati sulla questione. Dopo l'incontro, Israele ha presentato una mappa rivista che prevede un maggiore arretramento. Secondo alcune fonti, la nuova proposta ha portato a progressi nei colloqui, sebbene permangano ancora notevoli lacune.

Trump: “Tregua a Gaza possibile questa settimana o la prossima”

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che ci sono "ottime possibilità" di un cessate il fuoco a Gaza questa settimana o la prossima, dopo aver incontrato martedì per la seconda volta in due giorni il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere della situazione. "Abbiamo una possibilità questa settimana o la prossima", ha dichiarato Trump ai giornalisti.

Rubio: “Sanzioni sulla relatrice speciale Onu sui territori palestinesi”

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato sanzioni degli Stati Uniti contro Francesca Albanese, l'italiana relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi, "per i suoi sforzi illegittimi e vergognosi di sollecitare un'azione della Corte penale internazionale contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani". "La campagna di guerra politica ed economica di Albanese contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata. Saremo sempre al fianco dei nostri partner nel loro diritto all'autodifesa", ha dichiarato Rubio.

Herzog, dopo Gaza normalizzare relazioni con Paesi arabi

Dopo la guerra a gaza, Israele dovrà continuare a lavorare per normalizzare le relazioni con i paesi arabi vicini. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog, in un discorso alla cerimonia di laurea del National Security College. "Questo è il nostro 'dopodomani' e dobbiamo iniziare a parlarne e a lavorare per questo", ha sottolineato Herzog, aggiungendo che la "vittoria completa" arriverà solo quando il Paese saprà come trasformare la sua vittoria militare in una mossa politica. Sarebbe "un grave errore strategico" se Israele rinunciasse alle opportunità che si presentano, ha avvertito.

Capo Stato maggiore Israele: doveroso ampliare cerchia servizio leva

Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha annunciato la necessità di reclutare ebrei ultra-ortodossi e aumentare il numero di coloro che prestano servizio nell'Idf: "Dobbiamo rafforzare la nostra resilienza nazionale, espandere significativamente la cerchia del servizio e assicurarci che l'idf sia forte, pronto e determinato - in ogni arena e in ogni momento".

Hegseth incontra Netanyahu, Israele alleato esemplare

In occasione dell'incontro con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, al Pentagono, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito Israele un "alleato esemplare", che combatte per proteggere se stesso. "Ci sono molti alleati. E poi ci sono alleati che agiscono", ha detto Hegseth che ha elogiato "l'abilità con cui avete realizzato" gli attacchi israeliani al programma nucleare iraniano. Il segretario alla Difesa Usa ha sottolineato "l'abilità, il coraggio e la bravura" dei piloti statunitensi coinvolti nell'operazione, anche "nella difesa di Israele".

Houthi rivendicano attacco a nave mercantile nel Mar Rosso

Gli Huthi hanno rivendicato la responsabilità di un attacco che ha affondato una nave mercantile all'inizio di questa settimana, la seconda ad essere colpita in meno di 24 ore. "La forza navale delle forze armate yemenite ha preso di mira la nave (Eternity C)", ha detto il portavoce militare Houthi Yahya Sarei, rivendicando solidarietà con i palestinesi di Gaza e dicendo che la nave era diretta verso Eilat in Israele.

Israele porta a Doha nuove mappe del ritiro dell'Idf da Gaza

Israele ha presentato ai mediatori di Doha una nuova serie di mappe che mostrano il ritiro parziale delle truppe dell'Idf durante la tregua di 60 giorni in discussione nei colloqui, per limitare la presenza israeliana nella Striscia. Lo hanno riferito al Times of Israel un diplomatico arabo e una fonte a conoscenza della questione. Secondo le fonti, il precedente ritiro parziale da Gaza è stato respinto da Hamas e la questione è diventata il principale punto di attrito nei negoziati. Israele insiste nel restare nel corridoio Morag, nella parte meridionale di Gaza, vicino a dove ha dichiarato di voler creare una "città umanitaria" in cui l'intera popolazione della Striscia dovrebbe essere evacuata.

Netanyahu arrivato al Pentagono per incontro con Hegseth

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e sua moglie Sara sono arrivati al Pentagono dove sono stati accolti dal segretario alla Difesa americano Pete Hegseth e da sua moglie. Una banda militare ha suonato gli inni nazionali.

Gaza, militari israeliani hanno iniziato ad accerchiare Beit Hanun

I militari israeliani affermano di aver allargato le operazioni di terra contro Hamas a Beit Hanun, nel nord di Gaza. "L'unità di combattimento della Brigata Givati - riferisce il sito di notizie israeliano Ynet sulla base di quanto reso noto da un portavoce delle Idf - si è unita alla Divisione 99 e ha avviato le operazioni per accerchiare Beit Hanun". Le Idf affermano di "operare per distruggere le infrastrutture del terrore, eliminare i terroristi e annientare le capacità di Hamas nell'area"

Netanyahu, "buone probabilità" per tregua a Gaza

"Penso che ci siano buone probabilità di raggiungere il cessate il fuoco". Lo ha ribadito il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista a Fox Business, durante la sua visita a Washington, prima di incontrare il segretario alla Difesa Pete Hegseth al Pentagono. "Trump ed io crediamo nella dottrina della pace attraverso la forza. Prima viene la forza, poi la pace", ha aggiunto. "Abbiamo dimostrato molta forza e ci sembra che la pace porti molti frutti, e saremo in grado di espandere gli Accordi di Abramo, creando una realtà inimmaginabile in Medio Oriente, portando prosperità e stabilità", ha assicurato Netanyahu. Come riferisce Times of Israel, tra i principali nodi da sciogliere nei colloqui in corso a Doha c'è il dispiegamento delle truppe israeliane in caso di cessate il fuoco: Tel Aviv insiste affinchè rimangano nel Corridoio Morag a nord di Rafah.

Due ex ostaggi rapiti il 7 ottobre annunciano nozze

Rapiti insieme il 7 ottobre da Hamas a Nir Oz, due ex ostaggi liberati l'anno scorso hanno annunciato le nozze. Sasha Troufanov e Sapir Cohen erano stati portati via dai miliziani insieme alla madre e alla nonna di lui e tenuti prigionieri a Gaza. Le tre donne sono state liberate durante il primo cessate il fuoco nel novembre 2023. Troufanov è stato rilasciato lo scorso febbraio dopo oltre 400 giorni di prigionia nelle mani della Jihad islamica palestinese. Dopo il suo rilascio, Cohen ha raccontato che il fidanzato le aveva detto di aver pregato durante la prigionia affinché lei trovasse un altro uomo, perché credeva che non sarebbe mai tornato a casa.

Tajani, l’ unica prospettiva per la pace è la soluzione dei due Stati

"Abbiamo ribadito la nostra contrarietà a ogni forma di sfollamento forzato della popolazione palestinese", ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo al Question Time alla Camera. Secondo il ministro, l'unica prospettiva per la pace nella Striscia di Gaza è "il processo politico che porti a due Stati che convivano in pace e in sicurezza".

Idf, truppe in Libano per raid mirati contro Hezbollah

L'esercito israeliano ha annunciato che truppe sono entrate nel Libano meridionale nell'ambito di operazioni mirate per smantellare le infrastrutture di Hezbollah. "A seguito di informazioni di intelligence e dell'identificazione di armi e infrastrutture terroristiche di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale, i soldati hanno avviato operazioni speciali mirate per smantellarle e impedirgli di ristabilirsi nell'area", si legge in un comunicato. Si tratterebbe della prima operazione terrestre dell'Idf in Libano dopo il cessate il fuoco raggiunto alla fine dello scorso novembre. L'intesa prevedeva il ritiro dell'Idf dal Libano e il ripiegamento del movimento sciita filo-Iran a nord del fiume Litani, a circa 30 chilometri dal confine israeliano, lasciando l'esercito libanese e le forze di pace Onu come uniche forze armate nella zona. Israele si è ritirato ma ha mantenuto cinque avamposti, definiti strategici, al di là della Blue Line in zona libanese.

Msf, a Gaza quasi la metà delle vittime sono bambini

Medici Senza Frontiere ha pubblicato un'indagine retrospettiva sulla mortalità a Gaza, condotta tra i membri dello staff e i loro familiari, che mette in evidenza un tasso di mortalità allarmante nella Striscia, in particolare tra i bambini, a causa della guerra portata avanti da Israele. Rispetto alle stime precedenti al 7 ottobre 2023 del ministero della Salute, il tasso di mortalità nella popolazione esaminata è risultato 5 volte superiore. Nei bambini sotto i 5 anni la mortalità è risultata invece 10 volte superiore, mentre nei neonati sotto il mese di vita 6 volte superiore. I risultati emersi dall'indagine si rivelano, inoltre, coerenti con i dati forniti dal ministero della salute palestinese.

Netanyahu: “Buone possibilità di raggiungere l’accordo”

"Stiamo parlando di un cessate il fuoco di 60 giorni, durante i quali metà degli ostaggi vivi e metà di quelli deceduti saranno restituiti a Israele dai mostri di Hamas". Così ha dichiarato in un'intervista a Fox News il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo di credere che ci siano "buone possibilità di raggiungere questo cessate il fuoco, così come di raggiungere gli obiettivi che ho fissato all'inizio".

Ministero della salute a Gaza: “105 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore”

Il ministero della Salute a Gaza, guidato da Hamas, ha dichiarato che 105 palestinesi sono stati uccisi e 530 feriti nelle ultime 24 ore. Dall'avvio della guerra in 57.680 hanno perso la vita nella Striscia.

Gideon Sa’ar: "Il cessate il fuoco a Gaza è realizzabile".

Israele è "seriamente intenzionato" a raggiungere un cessate il fuoco con Hamas a Gaza. Così ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, dicendosi convinto che un'intesa sia "raggiungibile".

Tajani: “Italia tra i paesi che hanno accolto più rifugiati da Gaza”

"I 150 bambini di Gaza accolti in Italia? Il merito non è mio ma di tutto il sistema degli Esteri e della Difesa", ha detto Antonio Tajani durante l'assemblea annuale dell'Anbi.
"Siamo, insieme all'Egitto e al Qatar, il Paese al mondo che ha accolto il maggior numeri di rifugiati da Gaza. Oltre ai bambini - ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri - abbiamo accolto anche i grandi e credo che questo sia un vanto per l'Italia".

Media, si intensificano i raid israeliani in Libano

Nelle ultime ore almeno 4 persone sono state uccise in Libano dall'aviazione israeliana, mentre una serie di raid e sorvoli sono in corso nel sud del Paese. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna.

Secondo l'ospedale Nasser, almeno 40 palestinesi sono stati uccisi nella notte

Secondo l'ospedale Nasser, almeno 40 palestinesi sono stati uccisi durante la notte, nella città meridionale di Khan Younis. Gli attacchi arrivano mentre il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu è a Washington per incontrare il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Avvertimenti a Netanyahu dagli ultraortodossi: rischia di perdere il potere

Dal mondo ultraortodosso è arrivato un avvertimento: il premier israeliano Benjamin Netanyahu stia attento perché, come Winston Churchill "ubriaco di vittoria", potrebbe perdere il potere. È questo il messaggio contenuto in un'editoriale a firma di Yated Ne’eman, portavoce di una delle due fazioni all'interno del partito United Torah Judaism, membro della coalizione di governo. Paragonando Netanyahu a Churchill, Ne’eman ha ricordato che il politico britannico "era un grande statista" che però, "ebbro di vittoria", "non ascoltò i bisogni della gente esausta". "Divenne subito chiaro che, per quanto brillante e talentuosa fosse stata la sua performance durante una guerra, non era sufficiente per definirlo un 'leader'" e benché fosse la "persona giusta durante la guerra", per alcuni "non era esattamente il leader giusto per il periodo successivo". Nel frattempo, ha osservato Nèeman, "il suo rivale politico, il Partito Laburista, stava silenziosamente costruendo un governo alternativo".
Un avvertimento per Netanyahu alla luce della tensione che si è venuta a creare nella coalizione a causa della legge per l'esenzione degli ultraortodossi dalla leva militare obbligatoria, che nonostante le promesse elettorali non è stata ancora approvata.

La presenza dell’Idf a Gaza, il nodo irrisolto dei negoziati

La presenza delle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza resta l'unico, ma cruciale, nodo ancora irrisolto nei negoziati indiretti in corso per il cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. Fonti con accesso diretto ai colloqui a Doha, citate da Sky News, confermano che il punto più dibattuto resta la permanenza militare israeliana nell'enclave palestinese. Secondo quanto appreso dall'emittente britannica, le delegazioni israeliana e di Hamas hanno trovato un'intesa su due punti chiave: la gestione degli aiuti umanitari e la garanzia degli Stati Uniti sul fatto che Israele non riprenda unilateralmente le ostilità allo scadere del cessate il fuoco previsto per 60 giorni. Per quanto riguarda gli aiuti, le parti hanno concordato che a occuparsene sarà un soggetto terzo, né controllato da Hamas né da Israele. Questo escluderebbe dal processo la Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione controversa sostenuta da Israele e Stati Uniti, che non potrà operare nelle aree dove le Idf non presenti. L'intesa prevede un maggiore coinvolgimento delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali

Teheran, bene la condanna ai raid di Israele da parte di Riad

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a Gedda e ha espresso apprezzamento per la condanna di Riad sui recenti raid di Israele contro l'Iran e gli sforzi del principe per garantire sicurezza e stabilità nella regione. L'incontro è avvenuto nella tarda serata di ieri dopo che Araghchi è arrivato in Arabia Saudita tornando dal vertice dei Brics a cui ha partecipato in Brasile. Secondo quanto riferisce Irna, il principe ereditario saudita, da parte sua, ha espresso la speranza che il cessate il fuoco tra Iran e Israele contribuisca a rafforzare la stabilità e la sicurezza nella regione e ha affermato che Riad sostiene il dialogo attraverso mezzi diplomatici per risolvere le controversie. Durante la sua visita, Araghchi ha inoltre incontrato l'omologo saudita, Faisal bin Farhan, e il ministro della Difesa, Khalid bin Salman.

Difesa Civile di Hamas: 20 morti nella notte a Gaza per attacchi israeliani

Almeno 20 persone, tra cui sei bambini, sono morti in due raid che Israele ha condotto nella notte sulla Striscia di Gaza. Lo ha indicato all'Afp il portavoce della Difesa civile controllata da Hamas, Mahmud Basal, precisando che il primo attacco ha colpito poco dopo la mezzanotte una tenda che ospitava sfollati a Khan Yunis, nel sud dell'enclave, e il secondo ha colpito il campo profughi di Shati nel nord.

Idf, ucciso un comandante di Hezbollah in Libano

Un comandante di Hezbollah è stato ucciso ieri sera in un attacco sferrato da un drone israeliano nel Libano meridionale. Ad annunciarlo sono state le forze di difesa israeliane, precisando che l'attacco nella città di Babliyeh, a sud di Sidone, ha ucciso Hussein Ali Muzhir, comandante Hezbollah nella zona del fiume Zahrani. "Nell'ambito del suo ruolo, Hussein ha condotto numerosi attacchi con razzi contro lo Stato di Israele e le truppe dell'Idf. Inoltre, recentemente è stato coinvolto in tentativi di ripristinare le capacità di artiglieria del gruppo terroristico di Hezbollah nel Libano meridionale", afferma l'esercito in una dichiarazione citata dal Times of Israel

Netanyahu: “Nuove opportunità per ampliare gli Accordi di Abramo”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo il nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, ha affermato che si stanno aprendo opportunità per ampliare gli Accordi di Abramo. Lo riporta Haaretz. Il premier ha aggiunto che "ci sta lavorando" insieme al presidente americano. Netanyahu ha poi precisato che nel faccia a faccia con il tycoon si è anche parlato degli sforzi per liberare gli ostaggi. "Non molleremo su questo nemmeno per un attimo", ha detto.

Quinto round di colloqui in Qatar: cessate il fuoco lontano

Un quinto round di colloqui in Qatar su un possibile accordo tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco e un accordo sugli ostaggi a Gaza si è concluso senza progressi significativi. Lo riporta il canale saudita Asharq News, citando fonti informate. Un funzionario palestinese avrebbe affermato che la situazione è "in stallo", accusando il team negoziale israeliano di "limitarsi ad ascoltare anziché negoziare" e di consultarsi su "ogni questione" con i funzionari in Israele. Il funzionario sostiene che il team israeliano non ha l'autorità di prendere decisioni concrete e che questa è "una continuazione della politica dilatoria del primo ministro Benjamin Netanyahu volta a impedire qualsiasi potenziale accordo".

Concluso dopo un’ora e mezza l’incontro tra Netanyahu e Trump

Donald Trump ha incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyhau alla Casa Bianca per 90 minuti. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali fra le differenze che restano da risolvere per un accordo su Gaza c'è quella del ritiro dell'Idf dalla Striscia. Sia nell'incontro di lunedì che in quello di martedì alla Casa Bianca si è discusso infatti sul riposizionamento delle truppe israeliane. Hamas - riporta Axios - chiede che l'Idf si ritiri sulle stesse linee stabilite prima che il precedente cessate il fuoco fallisse in marzo. Israele rifiuta di farlo. Il nodo degli aiuti umanitari sarebbe invece stato risolto, così come quello relativo alla richiesta di Hamas, che vuole garanzie degli Stati Uniti sul fatto che Israele non sia in grado di iniziare unilateralmente la guerra alla fine dei 60 giorni di cessate il fuoco.
Sugli aiuti si è concordato che nelle zone di Gaza da cui si ritirerà l'Idf saranno forniti dall'Onu o da organizzazioni internazionali non affiliate a Israele o Hamas. Sulle garanzie americane, l'inviato speciale Steve Witkoff ha inviato un messaggio ad Hamas sostenendo che Trump è impegnato a estendere il cessate il fuoco se le trattative per mettere fine alla guerra durano più di 60 giorni.

Netanyahu alla Casa Bianca: evita i giornalisti all’ingresso

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è alla Casa Bianca per l'incontro con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo afferma il suo ufficio.
Netanyahu non è entrato dall'ingresso West Executive, dove normalmente ci sono i giornalisti e le telecamere.

Witkoff rinvia il volo per Doha: negoziati ancora bloccati

L'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medioriente Steve Witkoff ha rinviato il suo volo per Doha, dove avrebbe dovuto partecipare ai colloqui in corso tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco a Gaza e l'accordo per il rilascio degli ostaggi. Lo hanno detto al Times of Israel due fonti a conoscenza della questione. Secondo le fonti, inizialmente Witkoff avrebbe dovuto partire per il Qatar oggi, ma non è stata ancora fissata una nuova data di partenza. L'inviato statunitense ha informato i mediatori che ha ancora intenzione di recarsi a Doha per contribuire a portare a termine l'accordo ma la sua decisione di rinviare il viaggio indica quindi che sono ancora necessari progressi.

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