Dopo la strage davanti alla clinica a Gaza, dove sono state uccise quindici persone, di cui dieci bambini, mentre erano in coda per la distribuzione del latte in polvere, Netanyahu dice di sperare in un accordo per liberare gli ostaggi entro pochi giorni. Per il premier israeliano ci sono ancora 50 ostaggi imprigionati a Gaza: "20 sicuramente vivi e circa 30 che non lo sono”.
Intanto Medici senza frontiere denuncia di essere stata costretta a evacuare la clinica di Al Attar dopo l’attacco di ieri delle Forze di difesa israeliane nella zona occidentale di Khan Younis. Per i media palestinesi in un raid israeliano nel campo profughi di Jabalia sarebbe morto anche il comandante di Hamas, Iyad Amran.
Anp, coloni Cisgiordania uccidono un palestinese-americano
Un uomo di 23 anni è stato picchiato a morte da coloni durante un attacco contro i palestinesi a nord di Ramallah: lo ha affermato il Ministero della Salute dell'Anp, come riporta l'agenzia Wafa, ripresa dai media israeliani. Un gruppo di palestinesi stava cercando di raggiungere il villaggio di Khirbet al-Tal per protestare contro la creazione di un nuovo avamposto israeliano illegale costruito sul terreno del villaggio, nell'Area B della Cisgiordania, ma decine di coloni hanno iniziato ad attaccarli. La vittima è stata identificata come Saif al-Din Musalat e si dice che avesse anche la cittadinanza americana. Dieci i feriti.
Sinistra israeliana manifesta davanti ad ambasciata Usa
Decine di attivisti israeliani di sinistra hanno organizzato una protesta davanti all'ambasciata statunitense a Gerusalemme Ovest, chiedendo la fine immediata della guerra in corso da parte di Israele nella Striscia di Gaza. "Siamo qui per chiedere la fine del genocidio a Gaza e per respingere il piano di sfollamento di massa a Rafah. No ai campi di detenzione, no alla fame forzata, basta massacri, basta guerra", ha dichiarato Free Jerusalem, che ha organizzato la manifestazione, in un post su X. Lunedì, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva rivelato i dettagli della proposta di una "città-tendopoli", descritta come una "città umanitaria" composta da tende sulle rovine di Rafah, per trasferire 600.000 palestinesi dopo rigorosi controlli di sicurezza, senza la libertà di andarsene in seguito.
Protezione civile, almeno 30 morti oggi a Gaza
Almeno 30 persone sono rimaste uccise in diverse operazioni militari israeliane a Gaza oggi. Lo ha roiferito la Protezione civile della Striscia. Secondo Mohammad al-Moughayyir, un funzionario dell'organizzazione, dieci persone sono state uccise dal fuoco dell'esercito israeliano mentre aspettavano di ricevere aiuti umanitari vicino a Rafah, nel sud di Gaza. Tra le altre vittime, una ragazza e una donna morte in due attacchi aerei sulle città di Gaza e Khan Younis.
Senato accademico dell’università di Pisa: Unipi interrompa rapporti con atenei israeliani
Il senato accademico dell'università di Pisa esprime solidarietà alla relatrice speciale delle nazioni unite sui territori palestinesi, Francesca Albanese, nelle scorse ore sanzionata dal governo degli stati uniti, ed esorta il consiglio d'amministrazione dell'ateneo ad interrompere le relazioni con due università israeliane. La presa di posizione è contenuta in una mozione approvata oggi dall'organismo di governo dell'università. In particolare, nel ribadire la condanna della "pulizia etnica in corso a gaza nei confronti della popolazione palestinese", il senato si rivolge al consiglio di amministrazione dell'ente per chiedere di "interrompere gli accordi quadro con le università Reichman ed Hebrew, in considerazione delle valutazioni effettuate sulla base della documentazione istruttoria presentata" dall'organismo il 14 marzo dell'anno scorso. E si riserva di rivalutare in futuro altri progetti di collaborazione esistenti.
Media, 74% israeliani vuole accordo per rilascio ostaggi e fine guerra
Il 74% degli israeliani è favorevole a un accordo con Hamas che preveda il rilascio degli ostaggi rimasti in cambio della fine della guerra a Gaza. E' quanto emerge da un nuovo sondaggio reso noto dall'emittente Channel 12. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e gran parte della sua coalizione di governo si oppongono a questo scambio, sostenendo che lascerebbe Hamas al potere. Tuttavia, mentre la guerra entra nel suo ventunesimo mese, un numero crescente di israeliani sembra non credere più che il governo sia in grado di sconfiggere Hamas. Inoltre, i critici affermano che Israele ha già da tempo indebolito a sufficienza le capacità militari di Hamas e che cercare di combattere "fino all'ultimo combattente" lascerà le forze di difesa israeliane impantanate indefinitamente a Gaza. Secondo il sondaggio, solo l'8% degli intervistati sostiene l'attuale proposta del governo, che prevede un rilascio scaglionato degli ostaggi. Anche tra gli elettori della coalizione, ha rilevato il sondaggio, il 60% è favorevole a un accordo che ponga fine alla guerra e garantisca il rilascio immediato di tutti gli ostaggi.
Conferenza Onu per due Stati riprogrammata il 28-29/7
La conferenza delle Nazioni Unite, ospitata da Francia e Arabia Saudita, per lavorare a una soluzione a due Stati tra Israele e i palestinesi, è stata riprogrammata per il 28 e 29 luglio. Lo affermano fonti diplomatiche. La Conferenza era stata rinviata il mese scorso quando Israele lanciò l'attacco militare contro l'Iran.
Nyt, Netanyahu respinse pressioni Biden per accordo
Secondo un articolo pubblicato dal 'New York Times', il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, respinse le pressioni dell'amministrazione dell'ex Presidente statunitense Joe Biden affinchè venisse accettato un cessate il fuoco per porre fine alla guerra a Gaza. La notizia afferma che i funzionari dell'amministrazione Biden mostrarono sondaggi con oltre il 50% degli israeliani a favore di un accordo sugli ostaggi piuttosto che la continuazione della guerra a Gaza. Netanyahu gelò i suoi interlocutori: "Non il 50% dei miei elettori".
Media,10 palestinesi feriti in attacco di coloni in Cisgiordania
Dieci palestinesi sono rimasti feriti in un attacco dei coloni al villaggio di Khirbet al-Tal, vicino a Ramallah, avvenuto questa mattina, secondo quanto riportato dai media palestinesi. Lo riporta il Times of Israel. I coloni avevano creato un nuovo avamposto illegale adiacente a Khirbet al-Tal, uno delle decine che si sono moltiplicati in Cisgiordania con scarsi o nessun controllo da parte delle autorità israeliane. I filmati pubblicati sui social media mostrano diversi coloni mascherati che arrivano a bordo di un veicolo armato di bastoni.
Un'altra clip mostra coloni mascherati che lanciano pietre contro i palestinesi. Secondo i media palestinesi, i coloni hanno rotto i vetri di un'ambulanza palestinese giunta sul posto per evacuare i palestinesi feriti.
Fonti, lunedì attesa presenza Sàar a Bruxelles
A quanto si apprende da fonti europee, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, è atteso a Bruxelles per partecipare alla riunione ministeriale Ue-Vicinato meridionale di lunedì prossimo. La sua presenza, non è ancora annunciata ufficialmente, ma sarebbe data per ufficiale secondo alcune fonti. Sono attesi anche i ministri di Giordania e Siria. Altri Paesi della Regione saranno rappresentati a livelli non ministeriali.
Croce Rossa, membro del nostro staff ferito da Idf durante soccorsi a Gaza
Il Comitato della Croce Rossa internazionale ha denunciato che un membro del suo staff e un volontario della Mezzaluna Rossa palestinese sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco sparati dalle Forze di difesa israeliane (Idf) mentre stavano compiendo un'operazione di soccorso nella Striscia di Gaza. Obiettivo della missione era evacuare un membro della Croce Rossa internazionale rimasto ferito e la sua famiglia. La missione era stata coordinata con le autorità, si legge in una nota condivisa su 'X', e il team viaggiava a bordo di "veicoli illuminati e chiaramente contrassegnati con gli emblemi della Croce rossa e della Mezzaluna rossa". Le Idf hanno risposto che "i dettagli dell'incidente sono in fase di indagine" e che "stanno facendo tutto il possibile per ridurre al minimo i danni alle persone non coinvolte".
Idf, uccisi due membri della Jihad islamica nella Striscia di Gaza
L'esercito israeliano ha annunciato in una nota di aver ucciso due membri della Jihad islamica palestinese nella Striscia di Gaza, a quanto si apprende da Haaretz.
Tra i militanti uccisi "figura Fadl Abu al-Ata, comandante del settore Shujaiyeh della Jihad islamica palestinese, che aveva partecipato all'infiltrazione in Israele durante l'attacco del 7 ottobre".
Kallas ha presentato agli Stati Ue 10 opzioni per fare pressione su Israele
Il Servizio di azione esterna dell'Ue, dicastero guidato dall'Alta rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas, ha presentato ai Paesi membri dieci opzioni di azione politica per mettere pressione su Israele affinché migliori la situazione umanitaria a Gaza. Lo si apprende dal Times of Israel, secondo cui le opzioni includono misure importanti come la sospensione dell'Accordo di associazione Ue-Israele e azioni minori, come la sospensione di progetti tecnici. L'ente Ue ha presentato la lista di opzioni nello stesso giorno in cui Kallas ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra Ue e Israele, in cui quest'ultimo si impegna ad aumentare l'accesso umanitario a Gaza consentendo l'afflusso di più camion e riaprendo valichi e corridoi di distribuzione, tra le altre misure. A giugno l'Alta rappresentante aveva parlato di prove rispetto al fatto che Israele non stesse rispettando gli obblighi umanitari derivanti dall'Accordo di associazione. "Il nostro obiettivo non è in alcun modo quello di punire Israele", ma "migliorare la situazione sul terreno" che al momento è "insostenibile", ", ha dichiarato l'Alta rappresentante dopo un incontro con i ministri degli Esteri asiatici a Kuala Lumpur. Le opzioni presentate agli Stati membri Ue sono una risposta a quelli che desideravano una maggiore pressione su Israele affinché ponesse rimedio alla sofferenza dei civili nella guerra a Gaza, che dura ormai da 21 mesi.
Protezione civile, 16 persone uccise oggi da Idf oggi a Gaza
Almeno sedici persone sono rimaste uccise oggi in operazioni dell'esercito israeliano a Gaza. Lo ha riferito la Protezione civile della Striscia. Secondo Mohamad al-Mughayir, capo dell'organizzazione, dieci sono i morti tra i palestinesi in attesa di ricevere aiuti umanitari vicino a Rafah, nel sud di Gaza. Altre sei persone sono state uccise in bombardamenti aerei nelle vicinanze di Khan Younis, sempre nel sud della Striscia.
Hamas: “Le sanzioni a Albanese dimostrano sostegno Usa a crimini israeliani”
Le sanzioni che gli Stati Uniti hanno emesso nei confronti di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, dimostra "il sostegno palese dell'Amministrazione Usa nei confronti dei crimini di guerra sionisti". Così Hamas ha condannato su Telegram le "misure punitive adottate dagli Stati Uniti contro istituzioni e individui che svolgono il loro ruolo professionale e morale nella guerra di sterminio nella Striscia di Gaza, più recentemente nei confronti di Albanese". Si tratta di azioni che "minano i fondamenti del diritto internazionale e umanitario e incoraggiano i leader criminali di guerra dell'occupazione a continuare i loro crimini brutali", ha affermato Hamas. Il gruppo ha chiesto all'Amministrazione statunitense di invertire le sue politiche, "che di fatto ne fanno un attore che partecipa alle campagne per uccidere bambini e donne e distruggere la vita dei civili nella Striscia di Gaza".
Netanyahu è tornato in Israele
Il primo ministro Benjamin Netanyahu è atterrato all'aeroporto israeliano Ben Gurion dopo una visita di quattro giorni a Washington.
Il presidente del Libano esclude la normalizzazione dei rapporti con Israele
Il presidente del Libano Joseph Aoun ha escluso qualsiasi normalizzazione con Israele, sottolineando l'importanza dell'unità nazionale e facendo appello alla collaborazione tra tutte le fazioni politiche libanesi. Lo riporta l'emittente Lbci. "La normalizzazione delle relazioni con Israele non rientra attualmente nell'agenda della politica estera del Libano", ha dichiarato Aoun incontrando una delegazione araba in visita a Beirut. La scorsa settimana il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar aveva parlato della normalizzazione dei rapporti con Libano e Siria.
Onu: da maggio 768 morti mentre cercavano cibo a Gaza. 615 vicino alle sedi di Ghf
Almeno 798 persone sono state uccise mentre cercavano di ricevere aiuti alimentari nella Striscia di Gaza dalla fine di maggio. Lo ha riferito l'ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Dei morti registrati dal 27 maggio, 615 si trovavano nelle vicinanze di centri operati dalla controversa Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele. Altri 183 civili sono stati uccisi lungo i percorsi seguiti dai convogli di aiuti, ha aggiunto.
Hamas accusa Netanyahu di ostacolare l’accordo
Hamas ha accusato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di "porre ostacoli sulla strada verso un accordo" che porterebbe al rilascio degli ostaggi e alla "cessazione dell'aggressione contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza". In un post su Telegram, citato dal sito di al-Jazeera, la fazione palestinese ha denunciato "le dichiarazioni del criminale di guerra Netanyahu con le quali ha informato le famiglie degli ostaggi che un accordo globale su Gaza è impossibile".
Secondo Hamas, queste dichiarazioni "confermano le intenzioni malvagie del criminale di guerra Netanyahu".
Ue, profondo rammarico per le sanzioni a Francesca Albanese
"Ci rammarichiamo profondamente della decisione di imporre sanzioni a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati". Lo dice il portavoce del Servizio per l'Azione esterna dell'Ue, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "L'Ue continuerà a sostenere gli sforzi volti a condurre indagini indipendenti sulle violazioni dei diritti umani e sulle violazioni del diritto internazionale umanitario, comprese quelle che potrebbero costituire crimini internazionali. Continueremo a valutare gli eventi in merito", aggiunge.
Ghf non fa parte dell’accordo Ue-Israele per gli aiuti umanitari a Gaza
L'organizzazione Gaza humanitarian foundation non fa parte dell'accordo raggiunto fra Ue e Israele per aumentare la fornitura di aiuti umanitari a Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "In termini di aiuti sul campo, abbiamo annunciato che l'Ue lavorerà fianco a fianco, e coordinerà le sue operazioni, con tutte le organizzazioni Onu e le ong sul campo, al fine di ottenere una rapida attuazione di queste misure di emergenza", ha detto.
Al Jazeera, 12 morti a Gaza dall’alba
Dalle prime ore del giorno, raid e operazioni delle Idf nella Striscia di Gaza hanno ucciso 12 persone, per lo più in attesa di aiuti umanitari, mentre altre 60 sono rimaste ferite nei pressi di un centro di assistenza a nord-ovest della città di Rafah. Lo riferisce una fonte medica locale citata da Al Jazeera. In un altro attacco, una fonte dell'ospedale Nasser ha detto che due persone sono state uccise nei bombardamenti israeliani nell'area di al-Satar, a nord-ovest della città di Khan Younis.
Media palestinesi, ucciso un comandante di Hamas a Jabaliya
I media palestinesi, rilanciati da quelli israeliani, hanno riferito dell'uccisione di Iyad Amran, comandante di Hamas a Jabaliya. Il comandante del battaglione è stato eliminato in un attacco delle forze di difesa israeliane alla scuola Halima al-Saadiyah, nel campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Al momento non ci sono ulteriori dettagli e l'operazione non è stata ancora confermata da fonti ufficiali.
Msf, incursione israeliana a Gaza ha portato all’evacuazione della clinica di Al Attar
L'incursione delle forze israeliane nella zona occidentale di Khan Younis che ha avuto luogo ieri mattina, ha gravemente compromesso le operazioni in due strutture gestite da Medici Senza Frontiere a Gaza. Lo denuncia Msf in un comunicato in cui precisa che i team di Msf hanno dovuto sospendere le attività ed evacuare la clinica di Al Attar, poiché i carri armati e gli spari israeliani si sono avvicinati fino a 100 metri di distanza. L'incursione militare ha anche impedito il transito delle ambulanze verso l'ospedale Nasser, aggiunge la nota di Msf.
Mar Rosso, nave affondata: recuperate vive quattro persone, ma 10 sono ancora disperse
La società greca Cosmoship Management ha fatto sapere che tre membri dell'equipaggio e una guardia di sicurezza sono stati recuperati vivi nel Mar Rosso mentre dieci membri dell'equipaggio risultano ancora dispersi dopo un attacco degli Houthi alla nave greca Eternity C.
Il cargo è stato attaccato dai ribelli yemeniti lunedì ed è affondato mercoledì. Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco, volto a esercitare pressione per porre fine alla guerra a Gaza.
Netanyahu lascia Washington: "Raggiunti tutti gli obiettivi"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è decollato da Washington per tornare in Israele. "Tutti gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere durante la visita sono stati raggiunti", ha fatto sapere il suo ufficio. La visita di quattro giorni negli Usa è arrivata sulla scia della guerra di Israele al programma nucleare iraniano alla quale si è unita anche Washington. Un'occasione per celebrare una vittoria, accompagnata dalla speranza dei familiari degli ostaggi per un annuncio di un accordo per una tregua a Gaza. "Spero che potremo raggiungerlo in pochi giorni", ha affermato Netanyahu in un'intervista prima di ripartire. "Questa situazione potrebbe finire domani, oggi stesso, se Hamas depone le armi", ha aggiunto. Ma malgrado le pressioni del presidente americano Donald Trump e quelle in patria, i colloqui restano in stallo.
Media: pressioni di Netanyahu per convincere Angela Merkel a licenziare un suo consigliere diplomatico
Oltre dieci anni fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu fece pressioni affinché l'allora cancelliera tedesca Angela Merkel licenziasse il suo consigliere diplomatico, Christoph Heusgen, a causa delle sue posizioni contro le colonie in Cisgiordania. È quanto ha rivelato la rivista Panorama TV, precisando che il fatto è avvenuto durante i negoziati tra Israele e la tedesca Thyssenkrupp per un accordo su sottomarini. L'intesa è finita al centro di un'importante inchiesta per corruzione che ha coinvolto i principali consiglieri di Netanyahu, ma non il premier stesso. Durante i colloqui nel 2010-2011 per la fornitura di sottomarini a Tel Aviv, Heusgen chiese che qualsiasi accordo fosse subordinato all'interruzione della costruzione di insediamenti in Cisgiordania e all'accettazione della creazione di uno Stato palestinese. Le condizioni fecero infuriare Netanyahu tanto che inviò il suo assistente Ron Dermer, oggi potente ministro per gli Affari Strategici, dall'allora ambasciatore di Berlino in Israele, Harald Kindermann, chiedendo che la Merkel licenziasse il suo consigliere. La campagna di pressione - racconta il Times of Israel - raggiunse nuove vette quando il tabloid tedesco Bild citò nel dicembre 2012 un funzionario anonimo del governo israeliano che attaccava duramente la Merkel per aver lasciato troppa libertà di definire le politiche tedesche a Heusgen, il quale voleva "solo parlare di insediamenti". La Merkel non diede ascolto alla richiesta di licenziare il suo consigliere che rimase tale fino al 2017, quando divenne rappresentante di Berlino all'Onu, ma alla fine la Germania abbandonò la richiesta di concessioni ai palestinesi come condizione per l'accordo sui sottomarini.
Netanyahu: “20 ostaggi ancora vivi, spero in un accordo entro pochi giorni”
Netanyahu dice di sperare in un accordo entro pochi giorni in un’intervista a Newsmax: il premier israeliano ha confermato che almeno 20 ostaggi sono ancora vivi, esprimendo la speranza che un’intesa per il loro rilascio possa essere raggiunta a breve. Il leader dello Stato ebraico ha riferito che ci sono ancora 50 ostaggi nelle mani di Hamas, "20 sicuramente vivi e circa 30 che non lo sono". "Voglio liberarli tutti", ha affermato Netanyahu, sottolineando che la proposta di accordo sulla quale stanno lavorando le delegazioni prevede la liberazione di "metà dei vivi e metà dei morti, quindi rimarranno 10 ostaggi vivi e circa 12 deceduti".