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Israele Hamas, le news sulla guerra. Media, esplosioni a Teheran e altre tre città iraniane

AFP or licensors
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Secondo fonti del governo il premier israeliano Benjamin Netanyahu è determinato nel raggiungere la tregua e il rilascio degli ostaggi. E sarebbe disposto a mostrare flessibilità riguardo al ritiro dell'Idf dal corridoio Morag. Almeno 47 le persone che sono state uccise dall’alba nella Striscia
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In base a quanto riporta Haaretz citando proprie fonti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e molti altri ministri del suo governo sarebbero contrari, per i costi e i tempi necessari, alla costruzione della cosiddetta "città umanitaria" immaginata dal ministro della Difesa Israel Katz sulle rovine di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Intanto le Idf fanno sapere di aver colpito 100 obiettivi di Hamas a Gaza nelle ultime 24 ore. E i morti nella Striscia salgono a 23 da questa mattina

Anche Agudat Yisrael si ritira da coalizione Netanyahu

In seguito all'annuncio di Degel HaTorah, anche la fazione di Agudat Yisrael ha annunciato il suo ritiro dal governo Netanyahu e dalla coalizione. "Alla luce del fatto che stasera è stata presentata una proposta di legge riguardante la regolamentazione dello status degli studenti di yeshiva presso le autorità di leva militare, che non soddisfa i requisiti e il parere dei nostri leader rabbinici, i membri del Consiglio dei Saggi della Torah hanno intimato ai rappresentanti di Agudat Yisrael di dimettersi dai loro incarichi nella coalizione", si legge nella dichiarazione.

Guterres, serve una soluzione a due Stati

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, afferma che un cessate il fuoco a Gaza non è sufficiente e deve essere parte di una soluzione politica più ampia che includa la creazione di uno Stato palestinese. "E' essenziale che questo cessate il fuoco porti a una soluzione, e questa soluzione può essere possibile solo se sia i palestinesi sia gli israeliani possono avere uno Stato in cui esercitare i propri diritti", ha affermato. Definendo la situazione a Gaza "orribile", Guterres ha affermato che il livello di morte e distruzione "non ha eguali negli ultimi tempi" e viola la dignità umana fondamentale. L'idea che cinque milioni di persone vivano sulla propria terra senza diritti è contraria all'umanità e al diritto internazionale, ha aggiunto. Guterres ha inoltre annunciato l'intenzione di organizzare una conferenza sulla soluzione dei due Stati a luglio.

Media israeliani, a breve arriverà proposta su esenzione leva

A breve il presidente della Commissione per gli Affari Esteri e la Difesa, Yuli Edelstein, dovrebbe presentare il progetto di legge di esenzione dalla coscrizione. La notizia arriva da un alto funzionario ultra-ortodosso, a seguito dell'annuncio da parte della fazione Degel HaTorah del suo ritiro dalla coalizione e dal governo. Lo rivela Ynet. Il rabbino Yisrael Kravitz, che è vicino al rabbino Landau, ha detto in un'intervista alla radio Kol Barama che "se Netanyahu porterà una bozza che è stata concordata dai rabbini, torneremo al governo".

Siria: “Nessuno ha autorità per interferire sui nostri affari interni”

"Nessuno ha l'autorità" di interferire negli affari interni siriani. A dichiararlo è stato il Ministro degli Esteri siriano Asad al-Shibani parlando con il quotidiano saudita al-Hadath in un chiaro riferimento al bombardamento di carri armati da parte delle Forze di difesa israeliane nella Siria meridionale.

Kallas, non abbastanza aiuti a Gaza; serve miglioramento

"La situazione" a Gaza "è molto grave, ed è per questo che dobbiamo vedere un reale miglioramento sul terreno. Una cosa è accordarsi sulla carta, un'altra è vedere questo accordo attuato". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo della riunione Ue-Vicinato meridionale. "Vediamo alcuni segnali positivi di un maggior numero di camion che entrano, più rifornimenti per la popolazione di Gaza. Ma sappiamo bene che questo non è sufficiente e dobbiamo spingere affinchè l'attuazione di ciò su cui abbiamo concordato avvenga realmente sul terreno per migliorare la situazione", ha aggiunto.

Siria: Katz, raid Idf è messaggio a regime, non toccate drusi

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto che l'attacco dell'IDF contro i carri armati in Siria è stato "un messaggio e un chiaro avvertimento al regime siriano. Non permetteremo di danneggiare i drusi in Siria", ha avvertito Katz, sottolineando che "Israele non starà a guardare".

Sàar 'certo' che domani non ci saranno sanzioni dall'Ue

"Sono certo che nessuna delle 10 proposte contenuta nel rapporto sarà applicata dai 27 Stati membri domani". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar a Bruxelles, riferendosi al documento preparato dal Servizio di Azione Esterna dell'Ue che domani sarà discusso dai ministri al Consiglio Affari Esteri in relazione alla revisione dell'articolo 2 del consiglio di associazione.

Siria, forze governative prendono controllo villaggio druso

Le forze governative siriane hanno preso il controllo di un villaggio alla periferia della città prevalentemente drusa di Sweida. Il corrispondente dell'AFP ha visto le forze sotto il Ministero della Difesa schierate nel villaggio druso di Al-Mazraa. "Le forze del Ministero della Difesa si stanno dirigendo verso Sweida", ha detto il comandante di queste forze, Ezzeddine al-Shamayer.

Trump: “Gaza uno dei peggiori affari immobiliari mai fatti”

"Stiamo lavorando, Marco" Rubio "sta lavorando molto duramente insieme a tutti qui nella Striscia, la Striscia di Gaza. Io la chiamo la Striscia di Gaza, uno dei peggiori affari immobiliari mai fatti". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, parlando nello Studio Ovale insieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte. "Hanno ceduto una proprietà fronte mare, uno degli affari peggiori mai conclusi. Ma doveva portare la pace, e invece non ha portato la pace. Ha portato l'opposto. Ma stiamo andando abbastanza bene su Gaza. Steve Witkoff", l'inviato Usa in Medio Oriente, "è qui, e penso che potremmo avere qualcosa di cui parlare abbastanza presto", ha aggiunto.

Idf, non permetteremo minacce militari nel sud del Paese

L'esercito israeliano ha dichiarato che non permetterà la "minaccia" di una presenza militare nel sud della Siria dopo aver colpito diversi carri armati vicino a Sweida, teatro di scontri tra tribù beduine sunnite e combattenti drusi. "La presenza di questi carri armati nel sud della Siria può rappresentare una minaccia per lo Stato di Israele. L'esercito israeliano non permetterà l'istituzione di una minaccia militare nel sud della Siria e opererà contro di essa", ha dichiarato l'Idf.

Hamas, Netanyahu non è disposto a raggiungere accordo

Hamas ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di non voler raggiungere un accordo per porre fine alla guerra a Gaza. "Netanyahu è abile nel contrastare un round di negoziati dopo l'altro e non è disposto a raggiungere alcun accordo", si legge in una dichiarazione diffusa dal canale Telegram di Hamas.

Negoziati in corso per colmare lacune su accordo Gaza

I mediatori nei colloqui tra Hamas e Israele stanno lavorando per colmare le lacune tra le due parti, dopo una settimana di colloqui in Qatar. Lo ha detto all'AFP un funzionario a conoscenza dei negoziati. "I mediatori stanno esplorando attivamente meccanismi innovativi per aiutare a colmare le lacune rimanenti e mantenere lo slancio nei negoziati", ha detto il funzionario che ha chiesto l'anonimato.

Fonti mediche Gaza, 51 persone uccise oggi nella Striscia

Dall'alba di oggi, 51 persone sono state uccise dai bombardamenti condotti dall'Idf nella Striscia di Gaza. Lo rivelano fonti medica di Gaza.

L’ex primo ministro israeliano Olmert: “La città umanitaria sarebbe campo di concentramento”

La "città umanitaria" progettata all'interno di Gaza, destinata a ospitare centinaia di migliaia di palestinesi, sarebbe un "campo di concentramento": lo ha detto l'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert al Guardian. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato la scorsa settimana di aver incaricato l'esercito di promuovere i piani per la zona, che alla fine conterrà l'intera popolazione di Gaza. L'area sorgerà sulle rovine della città di Rafah, nel sud di Gaza, e una volta entrati nella zona, i palestinesi non saranno autorizzati a uscirne. "È un campo di concentramento. Mi dispiace. - ha avvertito Olmert - Se i palestinesi verranno deportati nella nuova 'città umanitaria', allora si potrà dire che si tratta di una pulizia etnica".

Libano, sequestrata una mega fabbrica di Captagon

Le autorità libanesi hanno riferito di aver sequestrato una mega fabbrica di Captagon nella provincia nordorientale di Baalbek vicino al confine con la Siria. L'esercito libanese ha spiegato in una nota che "dopo che la direzione dell'intelligence ha ricevuto informazioni su una grande fabbrica di pillole di Captagon nella città di Yammouneh, Baalbek, una pattuglia della direzione, supportata da un'unità dell'esercito, ha fatto irruzione nella fabbrica". L'esercito ha aggiunto che "si è rivelata una delle più grandi fabbriche sequestrate fino ad oggi". I militari hanno sequestrato una "grande quantità" di pillole, delle quali non è stata specificata la quantità.

Media, almeno 47 persone morte oggi nei raid dell’Idf a Gaza

Almeno 47 persone sono morte dall'alba a Gaza in attacchi delle forze israeliane. Lo ha riferito Al Jazeera citando fonti sanitarie.

Idf, eliminato altro terrorista Hamas responsabile del 7 ottobre

L'df continua a svelare i nomi dei terroristi di Hamas che ricoprivano ruoli apicali uccisi nelle ultime settimane. L'esercito israeliano fa sapere di aver eliminato a Gaza City, il 19 giugno, Muhammad Nasr Ali Quneita terrorista dell'intelligence militare del battaglione Al-Furqan di Hamas, che ha preso parte al raid il 7 ottobre 2023 e ha tenuto Emily Damari nella sua casa all'inizio della guerra.

L’ Idf rinnova il divieto di ingresso al mare a Gaza

Vietato farsi il bagno e pescare: l'esercito israeliano ha rinnovato ieri il divieto di ingresso in mare per i palestinesi che vivono a Gaza. Lo riferisce Haaretz. "Sono state imposte severe restrizioni di sicurezza nell'area marittima adiacente a Gaza e l'ingresso in mare è vietato", ha scritto su X il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee. "Questo è un richiamo ai pescatori, ai nuotatori e ai subacquei: astenersi dall'entrare in mare. Entrare in spiaggia e in acque lungo tutta la Striscia di Gaza mette in pericolo la vostra vita", ha avvertito.

Idf, attacchi contro carri armati nel sud della Siria

Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver condotto un attacco contro diversi carri armati nei pressi del villaggio siriano di Sami', nella zona di Suwayda, nel sud della Siria. Lo riporta Times of Israel.

Media, i partiti ultra-ortodossi abbandoneranno il governo di Netanyahu se non arriva l’esenzione per la leva

I partiti ultra-ortodossi abbandoneranno il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, provocandone il crollo, se non verrà presentato nelle prossime ore un disegno di legge per esentare gli ultra-ortodossi dal servizio militare. Lo riporta Haaretz, citando fonti interne ai partiti in questione. I leader politici si sarebbero incontrati nelle loro abitazioni per parlarne, aggiunge la testata, spiegando che il promotore della mossa sarebbe il leader di Shas, Arye Deri.

Media, esplosioni in 4 città iraniane inclusa Tehran

Esplosioni sono state segnalate oggi a Teheran e in altre tre città iraniane, riporta il canale Telegram israeliano Abu Ali Express, che pubblica immagini di colonne di fumo che si levano nei cieli delle quattro località. Si tratta di Shemiran, il quartiere più settentrionale delle capitale iraniana; della città di Karaj, a circa 40 km a ovest di Teheran; della città di Mashhad, nel nord-est del Paese e di Tabriz, la più grande città dell'Iran nord-occidentale. Il canale non fornisce alcuna informazione sulle possibili cause delle esplosioni, ma riporta che gli utenti Internet iraniani parlano di possibili attività dei servizi israeliani del Mossad.

Media, fase avanzata per i negoziati Ue-Israele per la consegna di aiuti umanitari nella Striscia

Sono ormai in fase avanzata negoziati tra l'Unione europea e Israele per la consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza attraverso tutti i valichi e per il rilascio delle tasse palestinesi che Israele riscuote e dovrebbe trasferire all'Autorità palestinese, stimati in 8 miliardi di shekel (circa 2,3 miliardi di dollari). A riferirlo a Sky News Arabia è stata una fonte palestinese. Da giorni circolano voci di una trattativa dell'Alto rappresentante Kaja Kallas per convincere Israele a consentire un afflusso massiccio di aiuti nella Striscia. I negoziati riguardano anche l'allentamento delle restrizioni al movimento dei palestinesi nella Cisgiordania occupata e la cessazione degli attacchi dei coloni contro i villaggi palestinesi. In cambio, l'Ue rinuncerebbe a imporre le minacciate sanzioni economiche e commerciali a Israele. La mediazione avrebbe il sostegno dell'amministrazione statunitense.

I ministri degli Esteri israeliano e palestinese sono attesi oggi a Bruxelles

I ministri degli Esteri israeliano e palestinese sono attesi a Bruxelles oggi per un incontro con l'Unione Europea. Il governo palestinese nega che ci sarà un incontro anche tra i due funzionari.

Berlino, campi e reinsediamenti forzati sarebbero inaccettabili

“Un campo del genere sarebbe inaccettabile. Il reinsediamento forzato è altrettanto inaccettabile: viola il diritto internazionale". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco in conferenza stampa, rispondendo ad una domanda sugli ipotetici piani del governo israeliano per un campo a Rafah per il reinsediamento dei palestinesi. "Questo campo non è stato istituito, e vorrei solo sottolineare che abbiamo già sentito molte dichiarazioni in questo senso", ha detto ancora il portavoce, aggiungendo che "il cancelliere ha già espresso più volte la sua grande, grandissima preoccupazione per la situazione nella Striscia di Gaza, per la situazione umanitaria". "Il punto - ha proseguito - è che si deve sviluppare una prospettiva futura per Gaza, per i palestinesi che vi risiedono. Una prospettiva in cui queste persone possano occuparsi dei propri affari con responsabilità e autogoverno".

Fonti mediche, i morti per gli attacchi israeliani a Gaza sono 23 dall’alba

Come riporta Al Jazeera, citando fonti mediche, è salito ad almeno 23 il bilancio dei palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi. Una fonte dell'ospedale Al-Shifa ha riferito che tre persone, tra cui una donna, sono state uccise in un attacco israeliano vicino all'università nel sud di Gaza City.

Manifestanti al ministero della Giustizia per protestare contro la possibile destituzione della procuratrice

Manifestanti si stanno barricando nell'edificio del ministero della Giustizia a Gerusalemme, per protestare contro la possibile destituzione della procuratrice generale d'Israele, Gali Baharav-Miara, definita un "attacco della coalizione alle fondamenta della democrazia israeliana". I manifestanti stanno bloccando l'ingresso e l'uscita in vista dell'udienza sulla vicenda, a cui dovrebbe partecipare anche il ministro della Giustizia Yariv Levin, come riporta Ynet.

Netanyahu è contrario alla “città umanitaria”: costi e tempi eccessivi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e molti ministri del suo governo sono contrari, per i costi e i tempi necessari, alla costruzione della cosiddetta "città umanitaria" immaginata dal ministro della Difesa Israel Katz sulle rovine di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive il sito di Haaretz citando proprie fonti, secondo le quali il piano è stato criticato durante la riunione del gabinetto di sicurezza che si è tenuta ieri.

Msf: malnutrizione a Gaza, casi quadruplicati in due mesi

Nelle cliniche Msf di Al-Mawasi, nel sud della Striscia, e di Gaza City, nel nord, i team stanno registrando il più alto numero di casi di malnutrizione mai osservato da Msf nella Striscia. Oltre 700 donne incinte e in fase di allattamento e quasi 500 bambini affetti da malnutrizione severa e moderata, sono attualmente in cura nei centri di alimentazione terapeutica ambulatoriale in entrambe le cliniche. Solo nella clinica di Gaza City, i casi sono quasi quadruplicati in meno di 2 mesi: da 293 a maggio a 983 all'inizio di luglio. Tra questi, 326 sono bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi.

Teheran, risposta dura se va avanti la richiesta di ripristinare le sanzioni

L'Iran ha minacciato una risposta dura se Germania, Francia e Gran Bretagna andranno avanti con una richiesta alle Nazioni Unite di ripristinare le sanzioni, sulla base dell'accordo del 2015. "La questione non ha basi legali o internazionali", ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "La minaccia di utilizzare questo meccanismo è un atto politico e un'azione nella direzione del confronto con l'Iran, che sarà affrontata con una risposta appropriata dell'Iran", ha assicurato.

Teheran, nessuna data per nuovi colloqui Iran-Usa

L'Iran ha reso noto di non aver ancora fissato alcuna data per un incontro tra il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e l'inviato statunitense Steve Witkoff, riguardo al programma nucleare iraniano. "Al momento non è stato fissato alcun giorno, orario o luogo per questo incontro", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. I colloqui tra Teheran e Washington erano in corso prima che Israele iniziasse i bombardamenti contro gli impianti nucleari iraniani il mese scorso, operazione alla quale ha poi partecipato anche Washington.

Al Jazeera, almeno 12 persone sono state uccise durante gli attacchi israeliani nella Striscia dall’alba

Almeno 12 persone sono state uccise durante gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi: lo riporta Al Jazeera, che cita fonti mediche. Una persona è stata uccisa e diverse sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano contro un'autocisterna nel campo profughi di Nuseirat, nel centro di Gaza. Secondo una fonte dell'ospedale Baptist, due persone sono state uccise in un attacco al quartiere di Shujayea, a est di Gaza City. Una fonte medica dell'ospedale Al-Shifa, nel nord di Gaza, ha affermato che cinque palestinesi sono stati uccisi in un attacco nella zona di al-Saftawi.

Fonti, “Netanyahu pronto a compromessi per raggiungere un accordo su Gaza”

Secondo fonti del gabinetto di sicurezza, il premier Benjamin Netanyahu è determinato a raggiungere un accordo su Gaza e per farlo è pronto a scendere a compromessi mai fatti prima. Lo riferisce il sito d'informazione Ynet. In base alle anticipazioni di queste stesse fonti, il capo del governo israeliano è disposto a mostrare flessibilità riguardo al ritiro dell’Idf dall'asse Morag, nonostante la sua precedente opposizione. Le fonti hanno affermato che ci sono contatti a Doha e che le squadre stanno lavorando sodo e discutendo mappe di ritiro aggiornate. "Anche se non si raggiunge un accordo entro un giorno o due, la situazione si sta evolvendo. Potrebbe volerci ancora qualche giorno. Se si raggiunge un accordo, non ci sarà una città umanitaria a Rafah, non verrà mantenuta alcuna zona umanitaria. Netanyahu è disposto a scendere a compromessi su questioni su cui non era mai sceso a compromessi in precedenza", hanno affermato le fonti del gabinetto del primo ministro israeliano.

Ben Gvir: “La città umanitaria è una manovra volta a nascondere l'accordo che si sta preparando”

A dire la sua sul nuovo piano israeliano per la creazione della “città umanitaria” a Gaza è il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir. In un post su X, ha commentato la disputa tra i vertici militari e politici sul futuro dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
"Il dibattito sulla creazione della città umanitaria è principalmente una manovra volta a nascondere l'accordo che si sta preparando. Questa città non verrà certamente istituita nell'ambito dell'accordo di resa stipulato con Hamas, in base al quale le IDF si ritireranno dai territori terroristici conquistati con il sangue dei nostri combattenti, centinaia di terroristi assassini saranno rilasciati e Hamas riceverà ossigeno e tempo aggiuntivo per ricostruire le sue capacità. Le manovre non sostituiscono la vittoria completa", ha scritto Ben Gvir.

Il cancelliere tedesco Merz richiede all’Onu il ripristino sanzioni contro l’Iran

Nel decimo anniversario dell'accordo sul nucleare iraniano, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato di avere richiesto alle Nazioni Unite di attivare il meccanismo di ripristino delle sanzioni economiche contro Teheran. Lo riferisce la stampa tedesca.
La clausola cosiddetta snapback contenuta nel Joint Comprehensive Plan of Action del 14 luglio 2015 prevede che possano essere reintrodotte sanzioni contro l'Iran in caso di mancato rispetto dell'intesa.

L’ex primo ministro israeliano Olmer: “La "città umanitaria" è un campo di concentramento per l'intera popolazione palestinese”

"È un campo di concentramento" per l'intera popolazione palestinese la cosiddetta "città umanitaria" che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha proposto di costruire sulle macerie di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e dalla quale sarebbe vietato andarsene. Lo ha dichiarato l'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert in una intervista al Guardian nella quale parla di "pulizia etnica" e definendo la costruzione del campo un'escalation rispetto ai crimini di guerra che Israele sta già commettendo nella Striscia di Gaza.

Netanyahu contro la procuratrice: "Le accuse a Urich sono infondate"

Nuovo scontro tra il premier Benjamin Netanyahu e la procuratrice generale Gali Baharav-Miara, questa volta sulle accuse penali pendenti contro Jonatan Urich, un importante collaboratore del premier. E' arrivata la risposta di Netanyahu alle dichiarazioni di ieri di Baharav-Miara, dai toni duri: "La vergognosa dichiarazione della procuratrice soprattutto in questo momento particolare, è una decisione infelice che solleva serie preoccupazioni", ha scritto il primo ministro israeliano su X, definendo la "mossa come infondata, pensata per servire un programma diverso, non l'interesse pubblico".

Iran, sul nucleare le posizioni di principio non cambiano

Nei possibili nuovi negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti, le posizioni di principio dell'Iran non cambieranno rispetto a quelle precedenti alla guerra dei 12 giorni con Israele. E l’Iran non accetterà "richieste eccessive", come l'arricchimento zero o limiti al suo programma missilistico. Ad affermarlo è stato il vice ministro degli Esteri iraniano per gli Affari Legali e Internazionali, Kazem Gharibabadi, in un'intervista alla televisione di stato.

Idf, colpiti cento obiettivi terroristici a Gaza nelle ultime 24 ore

Le Forze di difesa israeliane affermano di aver colpito oltre 100 obiettivi terroristici nella Striscia di Gaza durante le ultime 24 ore, mentre i media palestinesi riportano decine di vittime. L'IDF ha precisato che tra gli obiettivi dell'aviazione israeliana figurano agenti, edifici utilizzati da gruppi terroristici, depositi di armi, tunnel e altre infrastrutture terroristiche. L'ultimo bilancio diffuso da fonti di stampa palestinesi fa riferimento a 43 morti, mentre il ministero della Sanità di Gaza - gestito da Hamas - ha precisato che finora sono state uccise oltre 58 mila persone nel confitto con Israele. Gli attacchi si verificano mentre cinque divisioni dell'IDF, composte da decine di migliaia di soldati, continuano a operare in tutta Gaza.

Hamas, oltre 58mila i morti a Gaza da inizio guerra

Il ministero della Salute della Striscia di Gaza gestito da Hamas ha annunciato che sono almeno 58.026 le persone rimaste uccise o presumibilmente morte nei combattimenti nell'enclave palestinese dall'inizio della guerra con Israele il 7 ottobre 2023. Lo riportano i media locali. Il bilancio non può essere verificato e non distingue tra civili e combattenti, sottolineano da parte loro fonti dello Stato ebraico. Il dicastero palestinese afferma che donne e bambini rappresentano più della metà delle vittime.

Abu Mazen: “Hamas rilasci gli ostaggi e consegni le armi all'Anp”

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha esortato Hamas a rilasciare gli ostaggi israeliani che ancora detiene e a consegnare le armi alla stessa Anp, sottolineando che il gruppo islamista "non governerà la Striscia di Gaza" dopo la fine della guerra in corso con Israele. Lo riportano l'agenzia di stampa palestinese Wafa e i media dello Stato ebraico.
In un incontro ad Amman con l'ex primo ministro britannico Tony Blair, Abbas ha chiesto anche il rilascio dei prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane, un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza e l'ingresso senza ostacoli di aiuti umanitari nell'enclave palestinese. Abu Mazen è tornato a chiedere anche che all'Anp venga concesso il controllo della Striscia di Gaza, un'idea a lungo respinta da Israele.

Trump: “Speriamo di sistemare la questione la prossima settimana”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ai giornalisti che sono in corso colloqui sul conflitto israeliano a Gaza e spera in progressi nella prossima settimana, anche se i negoziati per il cessate il fuoco a Doha sono in stallo. "Stiamo parlando e speriamo di sistemare la questione nel corso della prossima settimana", ha detto Trump, facendo eco ai commenti altrettanto ottimistici che ha fatto il 4 luglio.

Media: “Netanyahu a Smotrich, dopo la tregua riprenderà la guerra a Gaza”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che, dopo la proposta di cessate il fuoco di 60 giorni con Hamas attualmente in discussione a Doha, Israele riprenderà la sua guerra a Gaza. Lo riferisce Channel 12. "Dopo la pausa, trasferiremo la popolazione della Striscia verso sud e imporremo un assedio al nord di Gaza", avrebbe detto Netanyahu a Smotrich, che sta cercando garanzie dal premier che la guerra a Gaza riprenderà a pieno regime dopo la fine del cessate il fuoco. Secondo Channel 12, in un incontro a porte chiuse, Netanyahu ha inquadrato il piano di Israele di separare la popolazione civile di Gaza da Hamas e di tenerla in una striscia di Gaza meridionale come una necessità umanitaria per consentire al conflitto di continuare dopo la tregua temporanea.
Smotrich e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir hanno avvertito che si ritireranno dal governo se verrà raggiunto un accordo che ponga fine alla guerra a Gaza con Hamas ancora al potere. Secondo quanto riferito, entrambi i ministri sono stati convocati per incontrare Netanyahu nei giorni scorsi, come parte degli sforzi in corso per raggiungere un accordo.

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