Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in una conferenza stampa con i giornalisti stranieri che la nuova operazione militare a Gaza avrà una "calendario piuttosto breve". Il premier ha inoltre aggiunto che nella Striscia sono ancora migliaia i terroristi e che per questo va liberata e ha dichiarato di aver ordianto di portare i giornalisti stranieri a Gaza.
Intanto però cresce il fronte del no al piano di occupazione israeliano a Gaza. L'Italia firma un documento assieme a Germania, Gran Bretagna, Francia e altri 5 Paesi nel quale si respinge con forza la decisione del governo Netanyahu di lanciare un'ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia. Anche Mosca condanna Israele. Incontro a Ibiza tra l'inviato Usa Witkoff e il premier del Qatar. Migliaia in piazza a Tel Aviv contro il premier. Il primo carico di aiuti umanitari aviotrasportati dall'Italia paracadutato sulla Striscia
Ucciso a Gaza al-Sharif, volto noto di Al Jazeera
L'esercito israeliano ha ucciso il noto giornalista palestinese Anas al-Sharif, reporter dell'emittente qatariota Al Jazeera, in un attacco di precisione a Gaza City. Lo hanno confermato sia l'esercito che i giornalisti che ancora lavorano nella Striscia. "Recentemente, a Gaza City, l'esercito ha attaccato il terrorista Anas al-Sharif, che si spacciava per un giornalista dell'emittente qatariota Al Jazeera", si legge nel comunicato militare. Israele aveva in diverse occasioni puntato il dito contro al-Sharif, sebbene non abbia mai presentato prove verificabili della sua affiliazione a una milizia.
Media, tank avanzano verso il corridoio di Morag nella Striscia
Il sito di notizie israeliano Ynet scrive che nella Striscia di Gaza, sono circolate notizie di "una sorprendente avanzata dei carri armati delle forze Idf verso la zona del corridoio di Morag", che separa Khan Younis da Rafah nel sud della Striscia. Secondo quanto riportato, gli abitanti di Gaza sono fuggiti dalla zona.
Ufficio di Netanyahu: “Colloquio con Trump su operazione a Gaza”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno avuto un colloquio telefonico, durante il quale "hanno discusso i piani di Israele per prendere il controllo delle rimanenti roccaforti di Hamas a Gaza, al fine di porre fine alla guerra attraverso il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas". Lo ha riferito l'ufficio del premier israeliano, secondo cui Netanyahu "ha ringraziato il presidente Trump per il suo fermo sostegno a Israele fin dall'inizio della guerra".
Netanyahu: “Più giornalisti stranieri potranno entrare a Gaza”
"Abbiamo deciso e ordinato ai militari di invitare giornalisti stranieri, molti più giornalisti stranieri" a Gaza. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, rispondendo in una conferenza stampa a Gerusalemme alle critiche per aver quasi totalmente negato l'accesso a Gaza ai media internazionali. "C'è un problema di sicurezza - ha spiegato - ma penso che questo possa essere fatto in modo responsabile e prudente per preservare la vostra sicurezza". Dopo gli attacchi del 7 ottobre, i media internazionali non sono autorizzati a entrare liberamente nella Striscia e i pochi che vi hanno accesso sono 'embedded' con l'esercito israeliano.
Netanyahu: “Vogliamo liberare la maggior parte degli ostaggi”
"Vogliamo liberare la maggior parte degli ostaggi e sconfiggere Hamas per mettervi fine in modo decisivo. La guerra è durata a lungo anche perché ci siamo fermati per la liberazione degli ostaggi". Lo ha detto in una seconda conferenza stampa il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferito dal sito di Haaretz. Netanyahu ha nuovamente criticato la condotta tenuta da Hamas durante i negoziati, accusando il gruppo di non essere interessato a un accordo e di aver presentato "richieste impossibili": un ritiro totale delle Idf da Gaza, incluso dal corridoio di Filadelfia che "consentirebbe il contrabbando di armi", ed il rilascio dei militanti delle forze speciali delle Brigate al-Qassam. "Sono condizioni di resa che nessun governo responsabile può accettare", ha sottolineato. Il primo ministro ha infine riferito che nella riunione del gabinetto di sicurezza è stata valutata l'ipotesi di circondare Gaza City e condurre raid mirati, ma "la maggior parte dei membri del governo ha ritenuto che ciò non avrebbe portato né a una vittoria decisiva né alla restituzione degli ostaggi".
Media: delegazione di Hamas nei prossimi giorni al Cairo e Doha
Arrivano segnali su una possibile ripresa dei negoziati indiretti tra Israele e Hamas in Egitto e in Qatar. Stando al canale israeliano Channel 12, una delegazione del movimento palestinese basata in Turchia partirà nei prossimi giorni alla volta di Cairo e Doha, facendo ipotizzare ai mediatori su un possibile ritorno delle parti in conflitto al tavolo dei negoziati per discutere del cessate il fuoco e del rilascio degli ostaggi. Secondo l'emittente, un alto ufficiale dello Shin Bet "ha dichiarato durante una recente riunione del gabinetto di sicurezza di ritenere che Hamas stia diventando più flessibile sulle sue richieste a causa dei successi di Israele nell'operazione 'Carri di Gedeone'", aggiungendo che "il ritorno al negoziato è uno scenario probabile".
Netanyahu: “Gaza city capitale del terrore, roccaforte di Hamas”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato nel corso della seconda conferenza stampa della giornata che "il governo ha dato istruzioni all'Idf di passare alla fase decisiva. Ha dato istruzioni di prendere il controllo delle ultime roccaforti rimaste nelle mani di Hamas, con a capo la capitale del terrore: Gaza City". Secondo Netanyahu è "dove si trovano il quartier generale, i comandanti e le infrastrutture, ed è lì che Hamas ha il controllo", riferisce Ynet.
Ambasciatore palestinese all’Onu: “Dovete fermare Israele”
"Dovete agire, dovete fare qualcosa, dovete fermarlo". Così l'osservatore permanente della Palestina alle Nazioni Unite, Riyad Mansour, parlando di Israele, si è rivolto al Consiglio di sicurezza dell'Onu riunito per discutere del piano di occupazione di Gaza. "E' innegabile" che a Israele non interessi quello che dicono all'Onu, "l'unica cosa che importa ora è quello che facciamo", ha detto Mansour, secondo cui "non sono sufficienti" le dichiarazioni del Palazzo di Vetro. "Le vostre azioni oggi determineranno il destino di milioni di persone domani", ha scandito ancora il rappresentante palestinese.
Cina all’Onu: “Gaza appartiene al popolo palestinese”
Fu Cong, rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, intervenendo alla sessione straordinaria del Consiglio di Sicurezza ha affermato che Pechino "si oppone fermamente" a qualsiasi tentativo da parte di Israele di "occupare" Gaza. "Gaza appartiene al popolo palestinese. È parte integrante del territorio palestinese. Qualsiasi azione volta a modificarne la struttura demografica e territoriale deve essere respinta con la massima fermezza e resistenza", ha affermato. "È fondamentale rinvigorire la prospettiva della soluzione dei due Stati, l'unica via praticabile per risolvere la questione palestinese e raggiungere una coesistenza pacifica", ha concluso.
Hamas accusa Netanyahu: “Serie di bugie ai giornalisti”
Hamas ha criticato duramente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per aver detto quella che ha definito una "serie di bugie" durante una conferenza stampa di oggi, in cui ha illustrato la sua visione per la vittoria a Gaza. "Netanyahu continua a mentire, ingannare e cercare di fuorviare l'opinione pubblica. Tutto ciò che Netanyahu ha detto in conferenza stampa è una serie di bugie, e non riesce ad affrontare la verità; invece, lavora sulla distorsione e la nasconde", ha detto Taher al-Nunu, consigliere per i media del capo dell'ufficio politico di Hamas.
Israele all'Onu: “Nessun piano di occupare permanentemente Gaza”
"Israele non ha nessun piano o volontà di occupare permanentemente Gaza, ma di liberare Gaza da Hamas. Questa è la strada verso la stabilità". Lo ha detto il vice ambasciatore israeliano all'Onu, Jonathan Miller, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. "L'obiettivo è il disarmo di Hamas e la liberazione di tutti gli ostaggi", ha aggiunto.
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Netanyahu: “Individuati alcuni candidati per il governo di Gaza”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu afferma che Israele ha individuato "diversi candidati" per un'"autorità di transizione" che governerà Gaza dopo la guerra, sottolineando che il disarmo di Hamas verrebbe prima di tutto in qualsiasi piano postbellico e che Israele non intende rimanere nella Striscia,.
Netanyahu afferma che diversi paesi arabi concordano con Israele sulla necessità del disarmo di Hamas: "E' istruttivo che alcuni paesi arabi, in realtà parecchi, abbiano affermato che Hamas deve essere disarmato. Credo che questo sia il punto di partenza". "Stiamo parlando di diversi candidati, di diverse strutture. Ed è un periodo di transizione, un'autorità di transizione", continua, sottolineando: "Non vogliamo rimanere a Gaza, non è questo il nostro scopo".
"Il nostro obiettivo è assicurarci che Hamas non ci sia più e che chi lo sostituisce non educhi al terrorismo, non paghi per il terrorismo, non lo scateni, ma sia disposto a vivere in pace.
Ci sono candidati... le possibilità di successo qui... penso che siano reali... a patto che portiamo a termine il lavoro", afferma.
"Non possiamo parlare del giorno dopo fino all'eternità. Nessuno ci entrerà se non sterminiamo Hamas. E noi siamo in grado di sterminare Hamas. E stermineremo Hamas".
Usa all'Onu: “Su Gaza ruolo controproducente di troppi Paesi”
"L'incontro di oggi è emblematico del ruolo controproducente che troppi Paesi in questo Consiglio e nel sistema Onu hanno giocato in questa questione. Intanto gli Usa stanno cercando instancabilmente di ottenere la liberazione degli ostaggi, porre fine alla guerra e dare alla gente di Gaza un futuro senza Hamas, ma questo incontro mina tali sforzi". Lo ha detto la vice ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Dorothy Shea, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza.
"Gli Usa sono impegnati a rispondere ai bisogni umanitari, liberare gli ostaggi, e raggiungere la pace", ha aggiunto, ribadendo che Hamas deve essere rimosso dal potere o non ci sarà pace. "Israele ha accettato tre proposte di cessate il fuoco, Hamas le ha respinte, Israele ha il diritto di decidere cosa è giusto per la sua sicurezza", ha detto ancora.
Usa a Onu: “Israele ha diritto a decidere cosa fare”
Gli Stati Uniti hanno accusato Hamas di aver fatto fallire ogni accordo per fermare la guerra a Gaza, ha inoltre difeso la decisione di Israele e criticato chi ha parlato di "genocidio".
"E' una vergogna - ha detto l'ambasciatrice Dorothy Shea nel suo intervento al Consiglio di sicurezza - Il governo di Israele non ha preso la decisione di portare avanti la sua campagna militare nel vuoto, ma dopo mesi di intransigenza da parte di Hamas". Gli Stati Uniti, ha aggiunto, "sostengono il diritto di Israele di difendersi dal terrorismo di Hamas e, in ultima analisi, Israele ha il diritto di decidere cosa sia necessario per la propria sicurezza e quali misure siano appropriate per porre fine alla minaccia rappresentata da Hamas e da altri gruppi simili".
"E' deplorevole - ha continuato - che i membri abbiano nuovamente approfittato della riunione di oggi per accusare Israele di genocidio. Queste accuse sono politicamente motivate e categoricamente false. Fanno parte di una deliberata e cinica campagna di propaganda, mentre Hamas cerca di ottenere vittorie simboliche per compensare la sconfitta totale nella guerra. Gli Stati Uniti respingono integralmente queste accuse".
Netanyahu: “Merz è un amico ma ha ceduto alle pressioni”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz "è un amico, ma ha ceduto alle pressioni" di vari gruppi e delle fake news. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa in merito alla decisione della Germania di sospendere l'invio di armi a Israele. "Spero che cambierà la sua politica. Sapete quando lo farà? Quando vinceremo", ha aggiunto parlando alla stampa estera. "Vinceremo la guerra con o senza il sostegno degli altri", ha quindi assicurato il primo ministro riferendosi alle crescenti critiche internazionali al piano per occupare Gaza City
Netanyahu: “A Gaza vinceremo con o senza sostegno estero”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto all'ondata di critiche contro la decisione del suo governo di estendere la guerra a Gaza, affermando che il Paese è pronto a combattere senza il sostegno degli altri. "Vinceremo la guerra, con o senza il sostegno degli altri", ha dichiarato il primo ministro
Netanyahu: “Ho ordinato di portare i giornalisti stranieri a Gaza”
Netanyahu afferma di aver "ordinato" all'esercito israeliano di far arrivare giornalisti stranieri a Gaza, ma ha sottolineato l'importanza di garantire la sicurezza dei reporter. "La direttiva è in vigore da due giorni", ha detto, aggiungendo: "Penso che dovreste vederla (la Striscia di Gaza)". "Una delle cose che vedrete sono proprio i nostri sforzi per portare cibo a Gaza, vedrete i camion che sono entrati a Gaza e sono ancora in attesa di essere distribuiti. Vedrete i gazawi che combattono contro Hamas. Non lo vedevamo dall'inizio della guerra. E questo è un riflesso del fatto che sanno che ci stiamo avvicinando alla fase finale". Con i giornalisti internazionali a cui Israele ha impedito l'ingresso nella Striscia, i giornalisti palestinesi sono stati gli unici a poter lavorare sul campo nella zona di guerra
Netanyahu: nuovi corridoi umanitari e siti per gli aiuti a Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato in conferenza stampa che verranno designati corridoi sicuri per la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza, l'aumento del numero di punti di distribuzione sicuri gestiti dalla Ghf e un maggior numero di lanci aerei da parte delle forze israeliane e di altri partner.
Netanyahu: “Occupazione modo migliore per finire la guerra”
Il piano del governo israeliano per l'occupazione di Gaza "è il modo migliore per finire la guerra e per farlo rapidamente". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di una conferenza stampa a Gerusalemme.
"Il calendario che abbiamo stabilito per l'intervento è abbastanza rapido", ha spiegato Netanyahu rispondendo ad una domanda in conferenza stampa sui tempi previsto per il piano a Gaza. "Possiamo raggiungere un risultato che salvaguardi la popolazione civile e colpire Hamas allo stesso tempo", ha aggiunto il premier israeliano, "non era il nostro obiettivo smantellare Hamas, ma adesso lo è". Quindi ha sottolineato che "i tempi saranno brevi. Vogliamo porre fine alla guerra".
Netanyahu: “Nella Striscia ancora migliaia di terroristi”
Nella Striscia di Gaza ci sono ancora "migliaia di terroristi armati di Hamas" che si sono impegnati a ripetere "la ferocia dell'attacco" del 7 ottobre del 2023, ha affermato il Premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la conferenza stampa dedicata al piano del suo governo per l'operazione militare per l'occupazione di Gaza City.
Netanyahu: "Gli unici che stanno deliberatamente morendo di fame sono i nostri ostaggi"
"Gli unici che stanno deliberatamente morendo di fame sono i nostri ostaggi". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, mostrando la foto dell'ostaggio Evyatar David fortemente dimagrito
Netanyahu apre la conferenza stampa: “Il nostro obiettivo non è occupare Gaza, è liberarla”
"Il nostro obiettivo non è occupare Gaza, è liberare Gaza, liberarla da Hamas". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aprendo la conferenza stampa oggi per i media stranieri. Di seguito quindi il premier ha illustrato in dettaglio il piano di Israele in cinque punti per l'operazione che era stato anticipato neri giorni scorsi. "Gaza sarà smilitarizzata, Israele avrà responsabilità prevalente sulla sicurezza, sarà istituita una zona di sicurezza al confine con Israele per prevenire incursioni terroriste future e sarà istituita una amministrazione civile che perseguirà una convivenza pacifica con Israele", ha aggiunto Netanyahu descrivendo il piano di Israele una volta sconfitto Hamas.
In Israele interrotta la diretta del Grande Fratello da attivisti per la pace a Gaza
Alcuni attivisti del movimento per la coesistenza ebraico-araba e la giustizia sociale Standing Together sono saliti senza autorizzazione sul palco durante la trasmissione in diretta del reality show 'Grande Fratello' in Israele per protestare contro la guerra a Gaza. Secondo quanto riferito da Haaretz, quattro membri del gruppo sono saliti sul palco, si sono seduti, presi per mano e hanno gridato: "La guerra a Gaza deve finire! La guerra ci sta uccidendo tutti!", mentre la sicurezza cercava di farli scendere dal palco.
Katz: “Le forze militari israeliani rimarranno in Cisgiordania almeno fine a fine anno”
Le forze militari israeliane rimarranno nelle zone della Cisgiordania densamente abitate da profughi palestinesi almeno fino a fine anno, ha reso noto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Jenin, Tulkarem e Nur Shams, sono "focolai di terrorismo" che servono come fronte contro Israele con il sostegno dell'Iran. In seguito all'operazione su vasta scala lanciata dall'Idf a inizio anno "oggi nei campi non c'è più terrorismo". Decine di migliaia di palestinesi sono stati costretti a lasciare le loro case.
Oggi due conferenze stampa di Netanyahu
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nelle prossime ore terrà due conferenze stampa: la prima alle 15:30 italiane, destinata ai giornalisti stranieri, e una seconda in serata, riservata ai media israeliani. Lo riferisce Ynet.
Al-Jazeera: almeno 27 le persone uccise dagli attacchi israeliani a Gaza, dall’alba. Molti in attesa di aiuti
Il numero delle persone uccise negli attacchi israeliani a Gaza nella giornata di oggi è salito ad almeno 27, la maggior parte delle quali erano in cerca di aiuti umanitari. Lo rende noto al-Jazeera, specificando che sei persone sono state uccise dalle forze israeliane mentre aspettavano gli aiuti al valico di Zikim, nel nord-ovest di Gaza; altre otto persone sono state uccise mentre aspettavano aiuti a Khan Younis, nel sud; altre due sono morte vicino al sito GHF nel sud di Gaza, mentre ulteriori quattro persone sono state uccise vicino al corridoio di Netzarim, nel centro di Gaza. Inoltre, sottolinea al-Jazeera, altre sette persone sono state uccise altrove: quattro in un attacco israeliano contro civili a Shujayea e tre nella stessa zona circa un'ora prima.
Le famiglie degli ostaggi indicono uno sciopero per domenica
In Israele gruppi che rappresentano le famiglie degli ostaggi, dei soldati uccisi e delle vittime del massacro di Hamas del 7 ottobre indicono uno sciopero generale per domenica prossima, contro la guerra e il piano del governo di conquistare Gaza City. "Domenica prossima ci fermeremo tutti e diremo: 'Basta, fermate la guerra, restituite gli ostaggi'. Spetta a poi farlo", afferma in una conferenza stampa a Tel Aviv Reut Recht-Edri, il cui figlio Ido Edri è stato assassinato da Hamas al festival musicale Nova. Lo riferisce Times of Israel.
Wafa, 17 civili uccisi a Gaza dall’alba. 11 aspettavano aiuti
Fonti ospedaliere a Gaza affermano che dall'alba di oggi almeno 17 civili sono stati uccisi dal fuoco dell'esercito israeliano (Idf) in diverse zone della Striscia, riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Tra queste vittime, ci sono 11 persone colpite mentre aspettavano gli aiuti umanitari nel centro e nel sud del territorio.
430 mila riservisti israeliani per l’occupazione di Gaza
Il piano dal governo israeliano per l’occupazione di Gaza porterà alla mobilitazione di un massimo di 430 mila riservisti. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan.
Il ministero della Salute di Gaza: altri 5 morti per fame. In totale 217
Il ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas afferma che nelle ultime 24 ore gli ospedali della Striscia hanno registrato cinque nuovi decessi causati dalla fame e dalla malnutrizione, tra cui due bambini. Il dato, si legge in un comunicato pubblicato su Telegram, porta il bilancio totale delle vittime della fame e della malnutrizione a 217 dall'inizio delle ostilità, tra cui 100 bambini.
Anche il Giappone è preoccupato per l’occupazione di Gaza
Il governo di Tokyo si aggiunge alla lista di Paesi contrari all'aggravarsi del conflitto nella Striscia di Gaza, dopo la volontà espressa del premier israeliano Benjamin Netanyahu di prendere il controllo della città, facendo sfollare il milione circa di persone che la abitano. Il Giappone è "fortemente preoccupato per la decisione di Israele di occupare la città di Gaza, con il rischio di un ulteriore aggravamento della già disastrosa situazione umanitaria". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri nipponico, Takeshi Iwaya, esortando "tutte le parti a tornare al tavolo dei negoziati" e a lavorare per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. "Il Giappone si oppone a qualsiasi azione, come questo piano, che comprometta la realizzazione di una soluzione a due Stati" per Israele e Palestina, ha affermato Iwaya. Sulla questione è stata convocata dall'Onu una riunione d'emergenza, dopo che dalla maggioranza dei Paesi del mondo si è alzata una pioggia di critiche
Tajani: “A Gaza una carneficina, rischia di trasformarsi in Vietnam”
Nella Striscia di Gaza "è in corso una carneficina" che "non può continuare". Lo ha dichiarato in un'intervista al Messaggero il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che invitato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a sospendere un'operazione che allontana le prospettive di pace e rischia di trasformarsi in una trappola mortale per le Idf stesse. "L'invasione di Gaza rischia di trasformarsi in un Vietnam per i soldati israeliani", ha sottolineato il vicepremier, "se i vertici dell'esercito hanno qualche perplessità un motivo c'è. Non è questa la via". "Ogni tentativo di annessione di una parte della Striscia o della Cisgiordania mina alla base la costruzione di uno Stato palestinese. E rafforza la causa terroristica di Hamas", ha proseguito Tajani, "attaccare perfino villaggi di cristiani palestinesi, da sempre elemento di stabilità nell'area, è imperdonabile".
Sale a 8 il numero di palestinesi uccisi dagli attacchi israeliani a Gaza questa mattina
E' salito a otto il numero dei palestinesi morti questa mattina negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Nel dettaglio, è salito a quattro il bilancio delle persone uccise mentre erano in fila per ricevere aiuti umanitari nel corridoio di Netzarim. Altre quattro persone sono state uccise da un drone a Khan Yunis.
L’esercito di Israele avvia un’ampia esercitazione a sorpresa
Le forze armate israeliane hanno avviato un'esercitazione di prontezza militare a sorpresa denominata "Alba Nascente" per verificare la preparazione del Quartier Generale e dei principali comandi militari e la loro "capacità di gestire un evento improvviso, esteso, complesso e multiarena". Lo ha riferito il portavoce delle Idf, secondo il quale il test includerà esercitazioni con scenari a sorpresa ed eventi multiarena in tutte le zone di guerra.
Cinque palestinesi uccisi in attacchi israeliani a Gaza
Cinque palestinesi sono morti negli attacchi israeliani delle scorse ore sulla Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera. Nel dettaglio, quattro persone sono decedute in un raid su Khan Younis e un'altra è stata uccisa mentre era in fila per gli aiuti umanitari nel corridoio di Netzarim, al centro del territorio.
Israele: Smotrich ha minacciato di far cadere governo
Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha minacciato di far cadere il governo di Benjamin Netanyahu durante la riunione del gabinetto di sicurezza di giovedì scorso, che decise l'occupazione militare della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'emittente pubblica Kan. Il politico ultraconservatore, che alcune ore fa ha scritto su X di aver "perso la fiducia" nel primo ministro, avrebbe detto, nel corso del vertice, che dal suo "punto di vista", si può "fermare tutto e lasciare che decida il popolo", ovvero andare a nuove elezioni. La coalizione al potere al momento controlla soltanto 60 seggi sui 120 che compongono la Knesset, il Parlamento di Israele, in seguito all'uscita dalla maggioranza degli United Torah Judaism, partito di riferimento degli ebrei ortodossi, e dell'estrema destra di Mk Avi Maoz. Un ritorno alle urne è però possibile solo dopo l'approvazione di una mozione di sfiducia parlamentare contro il governo.
Israele: manifestanti bloccano l’autostrada per Tel Aviv
I manifestanti che da ieri stanno protestando contro le decisioni del governo Netanyahu sull'occupazione di Gaza hanno bloccato l'autostrada Ayalon a Tel Aviv. Lo riportano i media israeliani. Chiedono la fine della guerra e la restituzione di tutti gli ostaggi. Secondo i media israeliani, tre manifestanti sono stati arrestati dalla polizia israeliana.
Idf: colpito militante Hezbollah nel sud del Libano
L’Idf hanno colpito un militante di Hezbollah nella zona di Aynata, nel Libano meridionale, mentre stava raccogliendo informazioni sulle forze israeliane. Lo riporta il Jerusalem Post. Le azioni del terrorista costituiscono una violazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano, hanno aggiunto i militari.
Usa: Trump nomina la portavoce Dipartimento di Stato ambasciatrice Onu
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la nomina della portavoce del Dipartimento di Stato, Tammy Bruce, a vice rappresentante Usa presso le Nazioni Unite. "Sono lieto di annunciare la nomina di Tammy Bruce, grande patriota, personaggio televisivo e autrice di bestseller, a prossimo vice rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, con il grado di ambasciatrice", ha scritto Trump in un post su Truth Social, aggiungendo che Bruce ha "servito con distinzione" nel suo attuale ruolo di portavoce del Dipartimento di Stato e "rappresenterà brillantemente il nostro Paese alle Nazioni Unite".
Israele, granata su abitazione: ferite quattro giovani donne
Quattro donne sono rimaste ferite a causa di una granata lanciata contro un'abitazione ad Ashdod, nel centro di Israele. L'esplosione ha provocato un incendio. Una ragazza di 16 anni è gravemente ferita, le altre tre, di 17, 21 e 23 anni, sono rimasti ferite in modo lieve. La polizia sta indagando ma al momento esclude un attentato di natura terroristica.
Israele: renitenti leva in carcere, protestano gli ultraortodossi
Centinaia di membri dei gruppi chassidici Gur e Boyan, nonché della fazione estremista Jerusalem Faction, stanno protestando fuori dal carcere militare di Beit Lid per denunciare la detenzione di renitenti alla leva ultraortodossi arrestati e detenuti. Secondo la radio dell'esercito citata dai giornali israeliani, i dimostranti stanno intonando slogan contro l'"eretico" Stato di Israele, recitando preghiere e invocando i nomi degli arrestati. Si dice che alcuni membri della Jerusalem Faction stiano cercando di convincere i dimostranti a tentare di entrare nella prigione, ma non viene intrapresa alcuna azione in tal senso.
A Londra 466 arresti per la manifestazione pro Palestina
E' salito a 466 il numero di persone arrestate a Londra dalla Polizia metropolitana della capitale britannica dopo una manifestazione in Parliament Square a sostegno del gruppo filo-palestinese Palestine Action, recentemente dichiarato fuorilegge dal governo laburista per aver compiuto azioni di disturbo e violenza. Dallo scorso luglio, Palestine Action è stata classificata come "organizzazione terroristica" nel Regno Unito, dopo aver vandalizzato due aerei in una base militare della Royal Air Force (RAF) e bloccato l'ingresso al quartier generale dell'azienda di difesa israeliana Elbit Systems a Bristol.
Essere membro del gruppo filo-palestinese, o mostrare sostegno ad esso, è ora considerato un reato che può comportare fino a 14 anni di carcere ai sensi del Terrorism Act del 2000. Ciò nonostante, tra le 500 e le 600 persone - secondo la Polizia - si sono radunate a mezzogiorno davanti al Parlamento, organizzate dall'organizzazione Defend Our Juries, con cartelli con la scritta "Mi oppongo al genocidio. Sostengo Palestine Action", secondo le fotografie pubblicate sui social media.
Parallelamente alla protesta in Parliament Square, centinaia di migliaia di partecipanti sono partiti da Russell Square, accanto al British Museum, secondo gli organizzatori della Palestine Solidarity Campaign, per la cosiddetta Marcia Nazionale per la Palestina verso Downing Street, la residenza ufficiale del Primo Ministro britannico Keir Starmer.
Smotrich critica Netanyahu: “Su Gaza ha ceduto a debolezza”
Il ministro delle Finanze israeliano ed esponente di estrema destra, Bezalel Smotrich, critica la “inversione di rotta” del primo ministro Benjamin Netanyahu su Gaza e aggiunge di aver "perso la fiducia che il primo ministro possa e voglia guidare le IDF alla vittoria". "Nelle ultime settimane, ho lavorato intensamente con il primo ministro per un'azione decisiva verso la vittoria a Gaza", ha scritto Smotrich su X.
"Per settimane, è sembrato che il primo ministro sostenesse il piano. Ne ha discusso i dettagli con me e ha fatto capire che sta lottando per la vittoria e che intende arrivare fino in fondo. Ma purtroppo, ha fatto un'inversione di rotta" ha aggiunto Smotrich. "Il primo ministro e il governo hanno ceduto alla debolezza, hanno lasciato che i sentimenti prendessero il sopravvento sulla mente e hanno deciso di ripetere la stessa cosa, puntando a un'azione militare il cui scopo non è la vittoria, ma fare pressione su Hamas affinchè raggiunga un accordo parziale sulla presa degli ostaggi, affermando chiaramente che se Hamas accetta un accordo, accetteremo di fermarci di nuovo, di ritirarci di nuovo, di permettergli di riprendersi e di riarmarsi di nuovo".
"Non è così che si ottiene la vittoria, non è così che si restituiscono gli ostaggi, non è così che si vince una guerra", ha continuato. "Mandare migliaia di combattenti a manovrare a Gaza City, rischiando la vita e pagando cifre esorbitanti a livello diplomatico e internazionale, solo per fare pressione su Hamas affinchè rilasci gli ostaggi e faccia marcia indietro: questa è una follia immorale e irrazionale", ha detto il ministro della destra israeliana.chiedendo a Netanyahu di riconvocare nuovamente il gabinetto di sicurezza.
Israele: migliaia in piazza contro piano governo su Gaza
Migliaia di persone sono scese in piazza a Tel Aviv, Israele, per chiedere la fine della guerra a Gaza, il giorno dopo la decisione del governo di occupare Gaza City. I manifestanti hanno esposto cartelli e foto degli ostaggi ancora detenuti nei territori palestinesi, esortando il governo a garantirne il rilascio.
Al Jazeera: “Sale a 47 morti il bilancio delle vittime a Gaza”
Aumenta il bilancio delle vittime nella Striscia. Fonti negli ospedali di Gaza affermano che almeno 47 persone sono state uccise oggi negli attacchi israeliani all'enclave. Secondo le stesse fonti, almeno 40 di loro erano in attesa di aiuti.