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Israele - Gaza, le news. Eliseo, spregevole legare riconoscimento della Palestina all’antisemitismo

AFP or licensors
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L’esercito israeliano: “Siamo nel mezzo di una campagna su più fronti, prolungata e senza precedenti”. La nuova proposta prevede un cessate il fuoco di 60 giorni nella Striscia in cambio di uno scambio parziale di prigionieri
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Una nuova proposta per un possibile cessate il fuoco nella Striscia arriva sul tavolo di Hamas, che dice sì. "Vogliono tornare a discutere un accordo perché temono che invaderemo Gaza City", affermano dal governo Netanyahu. Il capo di Stato maggiore israeliano Zamir ha approvato il piano per l'occupazione e lo presenterà oggi al Ministro della Difesa, secondo i media locali. I mediatori di Qatar ed Egitto propongono una tregua iniziale di 60 giorni per poter avviare negoziati e il rilascio in due distinte tranche dei 49 ostaggi.

Israele chiama 60 mila riservisti per l’offensiva a Gaza

Circa 60.000 riservisti israeliani riceveranno gli ordini di chiamata che l'Idf emetterà a partire da domani per l'offensiva pianificata a Gaza City, a condizione che il ministro della Difesa Israel Katz approvi la decisione, secondo fonti di sicurezza. Lo riporta Times of Israel, precisando che gli ordini non sono immediati e i riservisti riceveranno almeno due settimane prima di doversi presentare in servizio. Il numero di riservisti richiamati si aggiunge alle decine di migliaia di riservisti attualmente in servizio nelle riserve. Non è previsto che tutti i riservisti richiamati partecipino all'operazione per la conquista di Gaza City, poiché alcuni sostituiranno le truppe permanenti dell'esercito su altri fronti.

Onu: ancora vittime tra chi cerca cibo a Gaza

Nelle ultime 24 ore, le Nazioni Unite hanno ricevuto segnalazioni di vittime in sparatorie avvenute lungo le rotte designate per i convogli umanitari, dove spesso si radunano folle in attesa di prendere rifornimenti dal retro dei camion. "Questi episodi - ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric - sono stati riportati in aree militarizzate da Israele nel Nord di Gaza, a Deir al Balah e a Khan Younis". "Nel frattempo - ha aggiunto - i nostri colleghi sul campo segnalano anche intensi scontri tra l'esercito israeliano e i gruppi armati palestinesi, inclusi raid aerei e bombardamenti in cinque quartieri della città di Gaza, con segnalazioni dell'avanzare di carri armati e truppe di terra"

Media, Katz discute con i vertici dell’Idf il piano per l’attacco a Gaza

Il ministro della Difesa israeliano Katz sta attualmente discutendo per approvare i piani per un attacco a Gaza con il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir. Lo rivela Ynet, aggiungendo che nella discussione è coinvolto anche il vice capo di stato maggiore Tamir Yadai, il capo dell'intelligence militare, il Cogat, il direttore delle operazioni, rappresentanti dello Shin Bet e altri alti funzionari della difesa. La notizia arriva mentre si attende ancora la risposta di Israele in merito alla proposta di una tregua nella Striscia di Gaza avanzata dai mediatori di Qatar ed Egitto e approvata da Hamas.

Eliseo, indegno legare l’antisemitismo al riconoscimento della Palestina

L'analisi secondo la quale la decisione della Francia di riconoscere lo Stato di Palestina da settembre spiegherebbe l'aumento delle violenze antisemite in Francia è sbagliata, indegna e non rimarrà senza riposta": questo il commento dell'Eliseo alla lettera del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al presidente francese Emmanuel Macron. Il quale, annuncia la presidenza, "risponderà al premier israeliano per posta, prima di qualsiasi comunicazione pubblica a mezzo stampa".

Casa Bianca, Hamas avrebbe accettato la proposta di tregua dopo le parole di Trump

La proposta di accettare la tregua con Israele da parte di Hamas sarebbe legata al messaggio pubblicato ieri sui social dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. "Non penso sia una coincidenza - ha detto, rispondendo a una domanda dei giornalisti - che Hamas abbia accettato la proposta dopo che il presidente degli Stati Uniti ha postato ieri su Truth un messaggio molto forte". "Vedremo il ritorno degli ostaggi - aveva scritto Trump - solo quando Hamas sarà affrontata e distrutta. Prima avverrà, migliori saranno le possibilità di successo".

Lettera di medici e associazioni al governo italiano: evacuare le persone bisognose di cure da Gaza

Una lettera aperta firmata dai presidenti di Arci, Caritas, Fcei, Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Medici senza frontiere e Sant'Egidio per chiedere ai ministri Antonio Tajani e Matteo Piantedosi di sostenere l'evacuazione delle 14mila persone da Gaza bisognose di cure e assistenza medica attualmente presenti sul territorio sotto attacco da parte di Israele. Nonostante il Meccanismo di Protezione civile dell'Ue sia stato attivato un anno fa per organizzare il programma di trasferimenti medici verso l'Europa, infatti, il numero di tali evacuazioni è stato a oggi largamente insufficiente, si ricorda nella lettera: "La situazione a Gaza è ormai catastrofica. La popolazione vive sotto attacco ed è stretta nella morsa della fame. Il sistema sanitario è devastato e non riesce a far fronte ai bisogni immensi”.

Idf e Shin Bet: ucciso il terrorista che aveva rapito Yarden Bibas

Il terrorista Kamal Salem Najjar dell'ala militare di Hamas, che ha preso parte al rapimento di Yarden Bibas, è stato ucciso. Lo hanno riferito il portavoce dell'Idf e quello dello Shin Bet, aggiungendo che l'eliminazione di Kamal Salem Najjar, è avvenuta il 10 agosto scorso, sotto la guida del Comando Sud dell'esercito israeliano.

Doha, la proposta accettata da Hamas include un percorso verso la tregua permanente

La proposta dei mediatori arabi, accettata da Hamas, "include un percorso chiaro verso un cessate il fuoco permanente e la consideriamo la migliore offerta possibile nelle attuali circostanze". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari. Il piano prevede il rilascio di circa la metà degli ostaggi rimanenti - vivi e morti - durante una tregua iniziale di 60 giorni. In seguito, è previsto il rilascio della seconda metà se le parti riusciranno a raggiungere un accordo sui termini di un cessate il fuoco permanente. "L'atmosfera che circonda i colloqui è positiva", ha dichiarato Ansari durante una conferenza stampa. "Speriamo di raggiungere un accordo il prima possibile e, se si raggiunge un'intesa, questa deve essere attuata immediatamente e senza indugio", ha aggiunto.

Netanyahu a Macron: agire contro l’antisemitismo entro il Capodanno ebraico

In una lettera il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato il presidente francese Emmanuel Macron ad agire contro l'antisemitismo entro il 23 settembre. "Vi invito a sostituire la debolezza con l'azione, l'appeasement con la volontà, e a farlo prima di una data precisa: il Capodanno ebraico, il 23 settembre 2025", si legge nella missiva datata 17 agosto. "Sono preoccupato per l'allarmante aumento dell'antisemitismo in Francia e per la mancanza di azioni decisive da parte del vostro governo per affrontarlo. Negli ultimi anni, l'antisemitismo ha devastato le città francesi", ha sostenuto Netanyahu.

Netanyahu a Macron: “Il riconoscimento della Palestina alimenta il fuoco antisemita

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato il presidente francese Emmanuel Macron di alimentare l'antisemitismo. "Il vostro appello per uno Stato palestinese getta benzina sul fuoco antisemita. Non è diplomazia, è 'appeasement'. Premia il terrore di Hamas, rafforza il rifiuto di Hamas di liberare gli ostaggi, incoraggia coloro che minacciano gli ebrei francesi e alimenta l'odio per gli ebrei che ora infesta le vostre strade", ha scritto Netanyahu in una lettera.

Media, Israele risponderà entro venerdì alla proposta di cessate il fuoco

Israele ha fatto sapere che fornirà entro venerdì la sua risposta ai mediatori internazionali sul nuovo piano di cessate il fuoco per Gaza, accettato da Hamas. Lo riferisce il Guardian, riportando i dettagli della proposta che prevederebbe il rilascio graduale di circa la metà degli ostaggi ancora in vita, così come la restituzione di altrettanti corpi, in cambio di circa 150 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, alcuni dei quali stanno scontando l'ergastolo, durante un cessate il fuoco previsto di 60 giorni. Tale piano si avvicina molto alle linee generali di un accordo inizialmente suggerito dall'inviato speciale Usa, Steve Witkoff.

Media, l’Egitto ha proposto di trasferire le armi di Hamas al Cairo

L'Egitto avrebbe proposto il trasferimento delle armi di Hamas al Cairo per un periodo di tempo non specificato per disarmare il gruppo militante palestinese durante la ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza. E' quanto ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan, precisando che l'iniziativa rientra nel piano egiziano per un governo temporaneo di tecnocrati palestinesi che gestiscano la Striscia per diversi anni dopo la guerra, sotto la supervisione dell'Autorità nazionale palestinese. La rinuncia alle armi è sempre stata una linea rossa per Hamas, che finora l'ha pubblicamente esclusa.

Media, la politica israeliana non è cambiata, liberare tutti gli ostaggi

Un alto funzionario politico israeliano ha affermato a Ynet che "la politica di Israele è coerente e non è cambiata. Israele chiede il rilascio di tutti i 50 ostaggi in conformità con i principi stabiliti dal governo per porre fine alla guerra. Siamo nella fase decisionale finale per Hamas e non lasceremo indietro un solo ostaggio".

Sa’ar attacca la premier danese dopo le critiche a Netanyahu

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha attaccato la premier danese Mette Frederiksen per le critiche da lei rivolte all'omologo israeliano Benjamin Netanyahu, definendole un "insulto" al "sistema democratico israeliano". Le minacce di sanzioni da parte di Copenaghen "non avranno alcun effetto su Israele", ha aggiunto il capo della diplomazia dello Stato ebraico. Venerdì scorso Frederiksen aveva sostenuto che Netanyahu è diventato "un problema" e che Israele starebbe meglio senza di lui al comando, pur chiarendo che la decisione finale spetta agli israeliani stessi. Nell'intervista, la premier danese aveva denunciato la violenza dei coloni in Cisgiordania, l'opposizione del governo alla soluzione dei due Stati e la guerra israeliana a Gaza.

Padre Romanelli, bombardamenti notte e giorno

A Gaza si continua a "pregare per la pace". Lo dice ai media vaticani il parroco della Sacra Famiglia di Gaza, padre Gabriel Romanelli, secondo cui nella zona della parrocchia, definita "pericolosa", "si sentono dei bombardamenti notte e giorno. Alcuni lontani, altri più vicini. Delle volte arrivano pure delle schegge", perché "purtroppo la guerra continua. E, con la guerra, ogni giorno si aggiungono morti, feriti, distruzioni, e crescono i bisogni di ogni tipo per l'intera popolazione civile di Gaza". Romanelli poi precisa che "non c'è stato ordine di evacuazione in quest'area del nostro quartiere, quella della Old City di Gaza, dentro il grande quartiere del Zeytoun".

Hamas, nelle ultime 24 ore 60 morti a Gaza, totale sale a 62.064

Nelle ultime 24 ore a Gaza sono morti 60 palestinesi e 343 sono rimasti feriti. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, guidato da Hamas, precisando che il bilancio totale dall'inizio della guerra è di 62.064 morti.

Qatar: “Proposta di tregua Hamas quasi identica a quella di Israele”

Secondo il Qatar, la proposta di tregua per Gaza accettata dal movimento palestinese Hamas replica quasi interamente un piano precedente approvato da Israele. La valutazione arriva dal Qatar, Paese mediatore nel conflitto. Hamas ha dato "una risposta molto positiva, riproducendo quasi interamente" un piano "precedentemente accettato da Israele" su una tregua nella Striscia di Gaza, combinata con il rilascio degli ostaggi detenuti nel territorio palestinese, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al-Ansari.

Netanyahu contro premier australiano: “Albanese ha tradito Israele e abbandonato gli ebrei australiani”

"La storia ricorderà Albanese per quello che è: un politico debole che ha tradito Israele e abbandonato gli ebrei australiani". Con queste parole il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha attaccato il premier australiano in risposta alla crescente tensione diplomatica tra i due Paesi. Il commento arriva dopo che il governo israeliano ha revocato i visti ai rappresentanti diplomatici di Canberra presso l'Autorità Palestinese, una mossa ritorsiva in seguito alla decisione dell'Australia di bloccare l'ingresso del deputato di estrema destra Simcha Rothman, membro della coalizione di Netanyahu. Il ministro degli Esteri australiano Penny Wong ha definito la revoca dei visti da parte di Israele una "reazione ingiustificata" e ha aggiunto: "In un momento in cui il dialogo e la diplomazia sono più necessari che mai, il governo Netanyahu sta isolando Israele e minando gli sforzi internazionali per la pace e per una soluzione a due Stati". Le tensioni tra Canberra e Gerusalemme sono aumentate dopo che l'Australia ha annunciato l'intenzione di riconoscere lo Stato palestinese all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di settembre, provocando una serie di mosse reciproche tra i due governi.

Wafa, attacchi Idf a Gaza, 25 civili uccisi dall'alba

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che dall'alba di oggi almeno 25 civili sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani su varie zone della Striscia di Gaza: tra le vittime ci sono otto persone che aspettavano gli aiuti umanitari.

Hamas: “Anteposto interesse nazionale accettando l’ultima proposta di tregua”

"Abbiamo anteposto l'interesse nazionale". Con queste parole Taher al Nunu, leader di Hamas, ha annunciato l'accettazione da parte del movimento palestinese di una proposta di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza, dove dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023 hanno perso la vita - secondo le autorità di Hamas - oltre 62.000 palestinesi. In un comunicato, al Nunu ha spiegato che l'accordo include "garanzie da parte degli Stati Uniti, le quali sono state accettate", e ha aggiunto: "Speriamo che questa proposta porti a porre fine alla guerra" puntando a "una maggiore protezione dei civili a Gaza e ad alleviare le sofferenze umanitarie cui la popolazione è sottoposta a causa della prolungata occupazione israeliana". Il leader di Hamas ha precisato che l'attuazione della proposta avverrà "una volta ricevuto il via libera dall'altra parte". Ha inoltre confermato che Egitto e Qatar, in qualità di mediatori, hanno elaborato il testo basandosi su una proposta precedente. Dal Cairo, un alto funzionario del servizio di informazione egiziano ha confermato che il documento "è già nelle mani di Israele" e ha aggiunto: "La palle è ora nel campo israeliano".

A Tel Aviv nuove proteste per chiedere il rilascio degli ostaggi

Nuove proteste di attivisti e parenti degli ostaggi israeliani trattenuti nella Striscia di Gaza si sono registrate stamani a Tel Aviv. E' stato brevemente bloccato, riportano i media israeliani, un tratto della Ayalon Highway, in direzione sud, per ribadire la richiesta di un accordo che porti al rilascio delle persone tenute prigioniere a Gaza e contestare i piani del governo israeliano per Gaza City. "La conquista di Gaza equivale a sacrificare gli ostaggi e i soldati", è stato lo slogan della protesta. Secondo il giornale Haaretz, agenti di Polizia hanno interrotto l'iniziativa e "minacciato" di multare sette attivisti e un fotografo della testata per violazioni del codice della strada.

Media, 21 morti dall'alba a Gaza in attacchi Israele

Gli attacchi dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 21 persone dall'alba. Tra le vittime, sei sono state uccise negli attacchi alle tende che ospitano gli sfollati a Khan Younis e quattro in un attacco a una tenda a Deir el-Balah. L'agenzia di stampa statale palestinese Wafa ha riferito che 10 persone, tra cui due bambini, sono state uccise a Deir el-Balah o nelle sue vicinanze. Ha aggiunto che due persone sono state uccise mentre attendevano aiuti nei pressi di Beit Lahiya, nel nord di Gaza, e che 53 di loro sono rimaste ferite.

Nave con 1.200 tonnellate di cibo per Gaza in arrivo in Israele

Una nave con 1.200 tonnellate digeneri alimentari destinati alla Striscia di Gaza si sta avvicinando al porto di Ashdod, nel sud di Israele, riporta il Times of Israel. La nave, battente bandiera panamense, è salpata da Cipro ieri e trasporta 52 container contenenti aiuti alimentari come pasta, riso, alimenti per neonati e prodotti in scatola. Circa 700 tonnellate di aiuti provengono da Cipro, acquistati con i fondi donati dagli Emirati Arabi Uniti al cosiddetto Fondo Amalthea, istituito lo scorso anno per consentire ai donatori di contribuire agli aiuti via mare. Il resto proviene dall'Italia, dal governo maltese, da un ordine religioso cattolico di Malta e dala ong kuwaitiana Al Salam Association. Una volta scaricati ad Ashdod, i container verranno caricati su camion e portati dai dipendenti delle Nazioni Unite addetti agli aiuti umanitari nelle aree di stoccaggio e nei siti della World Central Kitchen, un'organizzazione no profit che ha distribuito aiuti a Gaza.

Il Marocco invia ulteriori 100 tonnellate di aiuti a Gaza

Il Ministero degli Affari esteri marocchino ha dichiarato che il Re Mohammed VI del Marocco ha impartito istruzioni per inviare ulteriori aiuti umanitari alla popolazione di Gaza per via aerea.
Nella dichiarazione si spiega che questi aiuti comprendono circa 100 tonnellate di cibo e medicinali destinati specificamente ai gruppi vulnerabili, in particolare bambini e neonati.

Il capo di Stato maggiore dell’Idf: “Israele a un punto di svolta nella guerra”

Il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, ha affermato che Israele è a un "punto di svolta nella guerra", in vista della "fase successiva" dell'offensiva contro Hamas. "Siamo nel mezzo di una campagna su più fronti, prolungata e senza precedenti. Siamo a un punto di svolta nella guerra, in vista del passaggio alla fase successiva dell'Operazione 'Carri di Gedeone', che si concentra sull'intensificazione del colpo contro Hamas a Gaza City", ha dichiarato Zamir agli ufficiali superiori durante una conferenza tenutasi presso la Divisione di Gaza. Alla conferenza hanno partecipato anche il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz. "Stiamo preparando e approvando i piani. Dovete predisporre tutti i quadri per la continuazione degli sviluppi operativi", ha detto Zamir agli ufficiali.

Netanyahu: “Dalla risposta di Hamas è evidente che sono sotto enorme pressione”

"Ho sentito le notizie dei media e da questo emerge una cosa: Hamas è sotto un'enorme pressione". È questa la dichiarazione diffusa da Benjamin Netanyahu, e ripresa da Barak Ravid, a commento della risposta con cui Hamas ha accettato la proposta di cessate il fuoco a Gaza avanzata dai mediatori di Qatar e Egitto.

Reuters: “Hamas ha accettato l’ultima proposta di cessate il fuoco a Gaza”

Hamas ha informato i mediatori di aver accettato l'ultima proposta di cessate il fuoco a Gaza, lo ha riferito un funzionario del gruppo all'agenzia Reuters. Il funzionario non ha fornito ulteriori dettagli

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