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Israele - Gaza, le news. Netanyahu dispone negoziati immediati su fine guerra e rilascio ostaggi

Israele - Gaza, le news. Netanyahu dispone negoziati immediati su fine guerra e rilascio ostaggi
Secondo il Guardian, l’83% dei morti nella Striscia sono civili. L’Idf smentisce. Iniziate le operazioni per occupare Gaza. Condanna di 21 Paesi al piano E1: "Inaccettabile"
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Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver iniziato l'invasione di Gaza City. "Abbiamo già forze operative alla periferia della città, a cui se ne aggiungeranno altre. I nostri obiettivi restano il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas. Non ci fermeremo finché non saranno completati", ha detto il capo di Stato maggiore il generale Eyal Zamir.

Intanto 21 Paesi, tra cui l’Italia, definiscono “una violazione del diritto internazionale" il piano per l’insediamento E1 in Cisgiordania. Mentre sono 27 gli Stati, tra cui Gran Bretagna, Francia e Germania, che hanno chiesto a Israele di consentire "un accesso immediato e indipendente ai media stranieri" a Gaza. Dove, secondo un’inchiesta del Guardian, l’83 per cento delle persone uccise dall’Idf sarebbero civili. L’esercito israeliano smentisce.

Onu, attacco israeliano su centro per rifugiati e agenzia Ocha

L'Ocha, l'agenzia Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari, ha segnalato che questa mattina un attacco aereo israeliano ha colpito un sito improvvisato per sfollati a Gaza, vicino alla struttura Onu a Deir al Balah, utilizzata come ufficio e residenza. "Il sito improvvisato - ha dichiarato una portavoce dell'Onu - che ospitava circa 200 famiglie, avrebbe ricevuto un avviso a breve termine dall'esercito israeliano ed è stato evacuato immediatamente prima dell'attacco". "Sebbene non siano state riportate vittime - ha aggiunto - i rifugi delle persone e i loro beni sono stati danneggiati o distrutti. La struttura dell'agenzia Onu ha subito danni lievi e, come ci si può immaginare, l'incidente è stato traumatico per il personale presente

Onu: a Gaza migliaia di bambini ridotti alla fame o costretti a lavorare

Migliaia di bambini a Gaza ridotti alla fame o costretti a svolgere lavori minorili. E' l'allarme lanciato dall'Onu nel corso dell'incontro quotidiano con i media internazionali, al Palazzo di Vetro. "I 320 mila bambini sotto i cinque anni - ha dichiarato una portavoce delle Nazioni Unite - sono a rischio di malnutrizione acuta, con un aumento delle malattie e dei rischi per la salute a lungo termine". "Nel frattempo - ha aggiunto - i nostri partner segnalano un incremento del lavoro minorile, con bambini impegnati nella raccolta di macerie, nel commercio ambulante e in altri lavori informali. Il disagio psicologico è diffuso tra i bambini che sono stati ripetutamente sfollati"

Netanyahu ai media: non è in programma l’invio di una delegazione in Qatar o Egitto per i negoziati

Non è in programma "in questa fase" l'invio di una delegazione israeliana in Qatar o in Egitto per colloqui sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. Lo ha fatto sapere l'ufficio di Benjamin Netanyahu, al Times of Israel, dopo che il primo ministro ha annunciato di aver "ordinato di avviare negoziati immediati" per il rilascio di tutti gli ostaggi a Gaza e la fine della guerra alle condizioni di Israele.

Sa’ar incontrerà Rubio mercoledì a Washington

Gideon Sàar farà il suo primo viaggio a Washington la prossima settimana da quando è stato nominato ministro degli Esteri di Israele nel novembre dello scorso anno, come confermato da un funzionario israeliano al Times of Israel. Secondo quanto affermato dal funzionario, mercoledì Sàar incontrerà il Segretario di Stato americano Marco Rubio.

Media, gli Usa chiedono a Israele di ridurre le operazioni in Libano

Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di ridurre le operazioni militari "non urgenti" in Libano, temendo che i continui raid delle Idf possano compromettere gli sforzi del governo libanese per disarmare Hezbollah. Lo riferisce Axios, citando due fonti informate. Tel Aviv sostiene che i suoi attacchi siano una risposta alle violazioni della tregua stabilita lo scorso novembre da parte del movimento sciita, mentre Beirut accusa Israele di violare sia il cessate il fuoco sia la sua sovranità nazionale.

Almeno 48 morti a Gaza nei raid dell’Idf

Raid delle forze israeliane su Gaza City e i suoi dintorni dopo il richiamo di 60mila riservisti per l'inizio della nuova operazione militare che oggi la Croce rossa ha definito come "intollerabile", ultima in ordine di tempo delle tante voci di condanna ai piani di Benjamin Netanyahu. Sono almeno 48 i morti negli ultimi raid dell'Idf, 26 dei quali a Gaza City

Netanyahu dispone l’avvio di negoziati immediati per rilascio ostaggi e fine guerra

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di aver disposto l'avvio immediato dei negoziati per il rilascio di tutti gli ostaggi a Gaza e la conclusione della guerra a condizioni accettabili per Israele. “Ho ordinato l'avvio immediato dei negoziati per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la fine della guerra, a condizioni accettabili per Israele". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video dichiarando di aver approvato i piani militari per "prendere il controllo di Gaza City per sconfiggere Hamas". "Queste due cose, sconfiggere Hamas e rilasciare tutti i nostri ostaggi, vanno di pari passo", ha detto Netanyahu.

Tajani, insediamento E1 compromette soluzione a due Stati

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha firmato oggi una dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di altri 20 Paesi e l'Unione Europea, per condannare fermamente la decisione israeliana di procedere con nuovi insediamenti in Cisgiordania chiedendone la revoca immediata. Lo rende noto la Farnesina. Nella dichiarazione si ribadisce come tale decisione costituisca una violazione del diritto internazionale, minando l'obiettivo comune di garantire sicurezza e prosperità in Medio Oriente. Tajani ha sottolineato al proposito come "questo piano compromette irrimediabilmente la soluzione a due Stati, dividendo il futuro Stato palestinese e limitando l'accesso dei palestinesi a Gerusalemme".

Ministero della Sanità di Gaza respinge l’appello dell’Idf a evacuare il nord della Striscia

Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha respinto l'appello dell'esercito israeliano a preparare piani di evacuazione per il personale nel nord della Striscia, in vista di un'offensiva militare volta a conquistare l'area. "Il ministero della Sanità esprime il proprio rifiuto di qualsiasi passo che comprometta quel che resta del sistema sanitario dopo la distruzione sistematica compiuta dalle autorità d'occupazione", si legge in un comunicato ufficiale, che sottolinea come un provvedimento del genere "priverebbe più di un milione di persone del loro diritto alle cure mediche ed esporrebbe la vita dei residenti, dei pazienti e dei feriti a un pericolo imminente".

Idf: avanziamo su Gaza City, obiettivo è liberare gli ostaggi

L'esercito israeliano sta portando avanti le operazioni per conquistare Gaza City. Lo ha indicato il capo di Stato maggiore delle Idf, il generale Eyal Zamir, durante una visita a Khan Yunis, nel sud di Gaza. "Abbiamo già forze operative alla periferia della città, a cui se ne aggiungeranno altre. I nostri obiettivi restano il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas. Non ci fermeremo finché non saranno completati", ha detto Zamir rivolgendosi ai soldati della 188esima Brigata meccanizzata, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Secondo Zamir, Hamas ha subito un "colpo duro" e "continueremo a colpirlo ovunque, finché e dove è necessario". Riguardo ai 60mila riservisti richiamati per l'offensiva, il generale ha precisato: "Li chiamiamo solo quando è necessario. Sono certo che risponderanno fino al completamento della missione".

Idf smentisce l’inchiesta del Guardian secondo cui l’83% dei morti a Gaza sono civili

L’Idf ha negato quanto affermato in un'inchiesta pubblicata dal Guardian secondo cui i dati di un "database classificato dell'intelligence militare" indicano che 5 palestinesi su 6 uccisi a Gaza durante la guerra sono civili, affermando che gli autori dell'articolo mancano di "competenze militari di base". "I numeri nell'articolo non sono corretti e non riflettono i dati presenti nei sistemi Idf", ha affermato. "Durante la guerra vengono condotte continue valutazioni di intelligence sul numero di terroristi eliminati nella Striscia, basate su vari metodi e su ricerche incrociate provenienti da diverse fonti", prosegue la risposta.

27 Paesi chiedono a Israele libero accesso media a Gaza

Ventisette Paesi, tra cui Gran Bretagna, Francia e Germania, hanno chiesto a Israele di consentire "un accesso immediato e indipendente ai media stranieri" nel territorio palestinese assediato di Gaza. "Giornalisti e operatori dei media svolgono un ruolo essenziale nel mettere in luce la devastante realtà della guerra", hanno affermato i membri della Media Freedom Coalition in una dichiarazione congiunta

Londra convoca l’ambasciatore di Israele per il piano sulla Cisgiordania

Il Foreign Office britannico ha convocato l'ambasciatore israeliano nel Regno Unito dopo che Israele ha approvato mercoledì il progetto per un insediamento in Cisgiordania che taglierebbe il territorio in due. Lo riferisce lo stesso ministero degli Esteri del Regno Unito. "Oggi l'ambasciatrice di Israele nel Regno Unito è stata convocata dal Ministero degli Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo. Sua Eccellenza Tzipi Hotovely è stata convocata in risposta alla decisione del Comitato superiore di pianificazione israeliano di approvare i piani per la costruzione di insediamenti nell'area E1, a est di Gerusalemme", ha riferito il Foreign Office

Condanna di 21 Paesi, tra cui l’Italia, al piano sulla Cisgiordania: "Inaccettabile"

Il grande piano di insediamento nella Cisgiordania occupata, approvato da Israele, è "inaccettabile" ed è "una violazione del diritto internazionale". La condanna arriva da 21 paesi, tra cui Italia, Regno Unito e Francia, in una dichiarazione congiunta. "Condanniamo questa decisione e chiediamo con la massima fermezza che venga immediatamente revocata", hanno aggiunto i paesi. Si prevede che questo progetto chiave per la costruzione di 3.400 case nella Cisgiordania occupata taglierà in due il territorio palestinese, compromettendo la continuità territoriale di un possibile stato palestinese

Inchiesta del Guardian: “L’83% dei morti a Gaza sono civili”

L'Idf conferma che a Gaza le vittime civili sono da record. I dati classificati dall'intelligence militare israeliana, ottenuti da un'inchiesta del Guardian insieme alla rivista palestinese +972, indicano che cinque palestinesi su sei uccisi dalle forze israeliane a Gaza erano civili, un tasso estremo raramente eguagliato negli ultimi decenni di guerra. A maggio, 19 mesi dopo l'inizio della guerra, i funzionari dell'intelligence israeliana avevano elencato 8.900 combattenti di Hamas e della Jihad Islamica palestinese come morti o "probabilmente morti", secondo l'indagine. A quel tempo, 53.000 palestinesi erano stati uccisi dagli attacchi israeliani, secondo le autorità sanitarie di Gaza, un bilancio che includeva combattenti e civili. I combattenti nominati nel database dell'intelligence militare israeliana rappresentavano solo il 17% del totale, il che indica che l'83% delle vittime erano civili.
"Si tratta di una percentuale di vittime civili fra le vittime complessive inusualmente alta, in modo particolare perché va avanti così da molto tempo", ha commentato Therèse Pettersson, dell'Uppsala Conflict Data Program, che raccoglie ed elabora i dati delle vittime civili in tutti i conflitti aperti nel mondo. Può accadere per una singola battaglia, o episodio, ma mai come media sull'intero conflitto, ha precisato. Cifre così alte, ha precisato l'esperta, si ritrovano solo a Srebrenica, ma non quindi nell'intera guerra bosniaca, nel genocidio in Ruanda e nell'assedio di Mariupol nel 2022, secondo dati elaborati dal 1989

Al Jazeera: “Salgono a 40 i morti a Gaza dall'alba”

Sale ad almeno 40 morti il bilancio dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani a Gaza dalle prime ore di questa mattina, di cui otto uccise mentre attendevano di ricevere aiuti. Lo scrive Al Jazeera che cita fonti nella Striscia

Appello Italia e altri partner per l’accesso ai media stranieri

L'Italia, insieme ad altri 26 Paesi che aderiscono alla "Media Freedom Coalition", ha firmato un appello al governo di Israele, affinché consenta l'accesso immediato a Gaza a giornalisti e media, chiedendo a tutte le parti del conflitto ogni sforzo per garantire la sicurezza degli operatori dell'informazione. Lo rende noto la Farnesina. Già negli scorsi giorni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva definito inaccettabili gli attacchi contro i giornalisti a Gaza, segno del livello di violenza ormai raggiunto dal conflitto e dell'urgenza di mettere fine all'uccisione di vittime innocenti. Il ruolo dell'informazione è difatti fondamentale nel mettere in luce la devastante realtà della guerra e per questo è necessario garantire l'accesso in sicurezza dei media anche alle zone di conflitto. L'Italia e i suoi partner ribadiscono la condanna contro attacchi deliberati e contro ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dei media, ricordando che il diritto internazionale umanitario prevede l'obbligo di proteggere quanti operano per assicurare la libertà d'informazione anche durante i conflitti. Viene, inoltre, rinnovato l'appello a un percorso che garantisca pace e sicurezza durature e la realizzazione della soluzione a due Stati, attraverso il cessate-il-fuoco, il rilascio degli ostaggi e l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza. La Media Freedom Coalition è stata istituita nel 2019 ed è una partnership che riunisce oggi oltre 50 paesi e organizzazioni internazionali che lavorano per sostenere e difendere la libertà di stampa e la sicurezza di giornalisti e operatori dell'informazione.

Dati Idf dimostrano che su sei palestinesi uccisi cinque sono civili

Dati classificati raccolti dall'Idf sembrano indicare che a Gaza su sei palestinesi uccisi dalle forze militari israeliane, cinque sono civili, rende noto il Guardian al termine di una inchiesta congiunta con la rivista palestinese "+972" e il sito in ebraico "Local Call". L'intelligence israeliana ha infatti raccolto 8.900 nomi di esponenti di Hamas e della Jihad islamica morti o "probabilmente morti", solo il 17 per cento del totale delle vittime che, secondo fonti della sanità di Gaza, erano, nel momento in cui stati raccolti i dati, 53mila. "Si tratta di una percentuale di vittime civili fra le vittime complessive inusualmente alta, in modo particolare perché va avanti così da molto tempo", ha commentato Therése Pettersson, dell'Uppsala Conflict Data Program, che raccoglie ed elabora i dati delle vittime civili in tutti i conflitti aperti nel mondo. Può accadere per una singola battaglia, o episodio, ma mai come media sull'intero conflitto, precisa, indicando, come casi con un numero più elevato di vittime civili, Solo Srebrenica, ma non quindi l'intera guerra bosniaca, il genocidio in Ruanda e l'assedio di Mariupol nel 2022, secondo i dati elaborati dal 1989.

Netanyahu: “Esercito prenderà controllo di Gaza e guerra finirà presto”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'esercito israeliano (Idf) prenderà il controllo totale della Striscia di Gaza, indipendentemente da un'eventuale intesa con Hamas. In un'intervista a Sky News, Netanyahu ha affermato: "Lo faremo in ogni caso, non c'è alcun dubbio: Hamas non resterà a Gaza". Il premier ha inoltre sottolineato che la guerra è ormai prossima alla conclusione, definendola "una guerra su sette fronti che include l'Iran e le sue milizie alleate". Netanyahu ha ribadito che Israele continuerà le operazioni militari fino a garantire il pieno controllo sulla regione e la rimozione della leadership di Hamas.

Il Cairo, Israele dimostra "disprezzo" verso mediatori

Il ministero degli Esteri egiziano ha accusato Israele di dar vita a Gaza e in Cisgiordania a una "pericolosa escalation", annunciando che "ciò riflette il suo completo disprezzo per gli sforzi dei mediatori e per l'accordo proposto per un cessate il fuoco e il rilascio di ostaggi".

Idf avvia colloqui con medici di Gaza,"presto evacuazione"

Le forze dell'esercito israeliano hanno iniziato i colloqui con i funzionari medici e le organizzazioni internazionali nel nord della Striscia di Gaza come parte dei preparativi per l'operazione 'Carri di Gideon B'. Lo riferisce il portavoce dell'Idf, aggiungendo che "gli ufficiali hanno sottolineato alle autorità mediche che l'infrastruttura ospedaliera nel sud della Striscia di Gaza è stata adattata a beneficio dell'accoglienza dei malati e dei feriti, insieme all'aumento dell'importazione di attrezzature mediche necessarie in conformità con le richieste delle organizzazioni umanitarie internazionali". Ynet, riferisce inoltre che, l'ufficiale dell'Amministrazione di Coordinamento e Collegamento per Gaza ha detto a una fonte di alto livello del sistema sanitario: "Vi sto parlando della possibilità che l'esercito entri a Gaza City - ci sarà un'evacuazione completa nel sud della Striscia di Gaza".

Idf demolisce diverse case in Cisgiordania

Israele ha demolito diverse case nel nord della Valle del Giordano in Cisgiordania, nonostante un ordine che posticipi le demolizioni fino al 3 settembre. La demolizione, effettuata dalle forze dell'Idf e dall'Amministrazione Civile - l'ente responsabile dell'applicazione delle leggi edilizie in Cisgiordania - riguardato circa tre strutture a Ein al-Hilweh, una comunità di diverse famiglie palestinesi della zona.

Lazzarini: “A Gaza carestia deliberata, fame strumento di guerra”

La carestia nella Striscia di Gaza è "deliberata" e la fame viene usata come "strumento di guerra". Lo denuncia Philippe Lazzarini, commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, l'Unrwa. Nella Striscia di Gaza "abbiamo una popolazione che è estremamente debole che dovrà affrontare una nuova grande operazione militare", ha detto. Secondo Lazzarini, "molti semplicemente non avranno la forza di affrontare un nuovo spostamento" nell'enclave.

Israele ha distrutto 80% delle strutture di aiuto a Gaza

Israele ha distrutto quasi l'80% delle strutture di aiuto a Gaza. Lo ha rivelato il direttore della rete delle Ong palestinesi, Amjad Shawa, ad Al Jazeera. Dal primo giorno della guerra a Gaza, Israele ha preso di mira le via di accesso per gli aiuti umanitari per i palestinesi nella Striscia, lasciando le persone nell'enclave senza cibo, medicine o riparo, ha denunciato il direttore del 'Palestinian Ong Network'. "Le ong palestinesi sono state obiettivo di numerosi attacchi, che hanno causato l'uccisione di 230 operatori umanitari e il ferimento di centinaia di loro", ha raccontato Shawa: "Questo ha portato alla distruzione di quasi l'80 percento delle loro sedi centrali e delle strutture di aiuto umanitario". Il presidente delle Ong palestinesi ha aggiunto che stanno anche affrontando una grave crisi finanziaria a causa del forte calo dei finanziamenti internazionali.

Ue, no a cambiamenti territoriali o demografici a Gaza

"L'Ue respinge qualsiasi tentativo di cambiamenti territoriali o demografici nella Striscia di Gaza; per quanto riguarda Hamas, mantiene inoltre una posizione chiara secondo cui non deve avere alcun ruolo nel futuro governo e nella sicurezza di Gaza". Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anita Hipper, nel briefing con la stampa, commentando l'offensiva israeliana a Gaza. "Sui piani del governo israeliano di procedere con l'operazione militare a Gaza, anche la presidente" della Commissione europea, Ursula von der Leyen, "si è espressa chiaramente in merito. Posso fare riferimento a un suo intervento di inizio mese, in cui ha affermato che la decisione del governo israeliano di prolungare ulteriormente l'operazione militare a Gaza deve essere rivista", ha sottolineato la portavoce aggiunta della Commissione Ue, Arianna Podestà. "Allo stesso tempo - ha aggiunto - deve esserci il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti in condizioni disumane, e gli aiuti umanitari devono avere accesso senza ostacoli a Gaza per fornire ciò che è urgentemente necessario sul terreno. E' necessario un cessate il fuoco immediato".

Gaza, almeno 70 palestinesi morti nelle ultime 24 ore

Almeno 70 palestinesi, tra cui 18 persone in attesa di aiuti umanitari, sono stati uccisi e 356 feriti nelle ultime 24 ore a seguito dei raid israeliani su Gaza. Lo ha reso noto il Ministero della Salute dell'enclave. Secondo i dati diffusi, dall'inizio della guerra il 7 ottobre 2023 il numero complessivo delle vittime palestinesi è salito a 62.192 morti e 157.114 feriti. Il ministero ha inoltre precisato che, dal 27 maggio, data in cui Israele ha introdotto un nuovo meccanismo di distribuzione degli aiuti tramite la statunitense Ghf, sono stati uccisi 2.036 civili in cerca di aiuti e oltre 15.064 sono rimasti feriti.

Croce Rossa: “Intollerabile escalation militare di Israele a Gaza”

"E' intollerabile" l'escalation militare decisa da Israele nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa, Christian Cardon, all'Afp, affermando che "l'intensificazione delle ostilità a Gaza significa più morti, più sfollamenti, più distruzioni e più panico". Cardon ha aggiunto che "Gaza è uno spazio chiuso, da cui nessuno può fuggire e dove l'accesso all'assistenza sanitaria, al cibo e all'acqua pulita sta diminuendo". Inoltre "nel frattempo la sicurezza degli operatori umanitari peggiora di ora in ora". Tutto "questo è intollerabile", ha concluso il portavoce del Cicr, che partecipa alle operazioni umanitarie sul campo e ha preso parte a tutte le operazioni di scambio di ostaggi detenuti a Gaza con prigionieri palestinesi detenuti in Israele.

Media, attacchi Idf su Gaza, 6 palestinesi uccisi dall'alba

Almeno sei palestinesi sono stati uccisi negli attacchi dell'esercito israeliano (Idf) nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi: lo riportano i Servizi di emergenza della Striscia e fonti mediche citate da Al Jazeera. Il servizio di emergenza e ambulanza di Gaza riferisce che un palestinese è stato ucciso e almeno altri 15 sono rimasti feriti un attacco israeliano vicino ad un centro di assistenza a nord di Rafah, nel sud del territorio. Inoltre, fonti mediche dell'ospedale Nasser affermano che almeno cinque palestinesi sono stati uccisi in un attacco dell'Idf con droni a nord-ovest della città di Khan Younis, sempre nel sud di Gaza.

Idf: “Un fallimento l’attacco di Hamas alle truppe di Khan Yunis”


Le Idf hanno ammesso che è stato "un fallimento" l'attacco condotto ieri da Hamas contro un accampamento militare israeliano a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, dove i miliziani sono riusciti a entrare in un edificio dove erano di stanza le truppe. In base all'indagine preliminare condotta dalle Idf sull'attacco, i miliziani di Hamas sono usciti da un tunnel a circa 40-50 metri dalla postazione militare israeliana, dove si trovavano truppe della brigata di fanteria Kfir e del 74esimo battaglione corazzato. Gli uomini di Hamas, si legge nel report, hanno piazzato esplosivi, portato una barella, apparentemente con l'obiettivo di rapire un soldato e attaccato le truppe dopo essere usciti dal tunnel. Nove miliziani di Hamas hanno attaccato direttamente i soldati, otto sono stati uccisi nel giro di due ore e il nono poco dopo. Nelle vicinanze sono stati uccisi altri sei militanti che fornivano supporto a distanza. Tre soldati delle Idf sono stati feriti, uno dei quali gravemente. Il tunnel era noto ai militari e una parte di esso era stata precedentemente demolita.

Al-Sisi visiterà Arabia Saudita, focus su rapporti e Gaza

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi visiterà l'Arabia Saudita su invito del principe ereditario Mohammed bin Salman. "I colloqui si concentreranno sulle modalità per rafforzare il partenariato tra i due Paesi e sui recenti sviluppi nella regione, in particolare la guerra a Gaza", ha riferito Yedioth Ahronoth, citando Il Cairo.

Guterres: “Cessate il fuoco immediato”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto un cessate il fuoco immediato a Gaza, dopo che Israele ha annunciato i primi passi di un'operazione per prendere il pieno controllo di Gaza City. "E' fondamentale raggiungere immediatamente un cessate il fuoco a Gaza per evitare la morte e la distruzione che un'operazione militare contro Gaza City causerebbe", ha dichiarato Guterres dal Giappone, dove partecipa a una conferenza sullo sviluppo africano. Guterres ha nuovamente chiesto il rilascio incondizionato degli ostaggi tenuti da Hamas. Il numero uno dell'Onu ha sollecitato inoltre Israele a revocare la decisione di espandere la costruzione di insediamenti "illegali" in Cisgiordania.

Leader opposizione a Netanyahu, hai i nostri voti per accordo tregua

Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha assicurato al premier Benjamin Netanyahu il sostegno del suo partito Yesh Atid a qualsiasi accordo per la tregua a Gaza che riporti a casa gli ostaggi. Per Lapid, i 24 voti del partito centrista dovrebbero servire a neutralizzare l'opposizione dei partiti di estrema destra, alleati di governo di Netanyahu, contrari a qualsiasi intesa per un cessate il fuoco. "Ricordo a Netanyahu che ho una rete di sicurezza di 24 voti per qualsiasi accordo sugli ostaggi. Non ha nemmeno bisogno di dare nulla in cambio, basta riportarli a casa", ha scritto il leader dell'opposizione su X. Dopo il via libera di Hamas all'ultima proposta di tregua presentata dai mediatori, è attesa la risposta di Israele: secondo i media, dovrebbe arrivare entro domani. Intanto però il ministro della Difesa Israel Katz ha approvato i piani militari per la conquista e occupazione di Gaza City e 60 mila richiami sono già stati inviati ai riservisti.

Usa: protesta anti-israeliana a sede Microsoft, 18 arresti

Almeno 18 persone sono state arrestate da agenti di polizia durante una protesta anti-israeliana dei lavoratori fuori dalla sede centrale di Microsoft a Redmond, nello Stato di Washington. La protesta avviene mentre l'azienda tecnologica promette una revisione "urgente" dell'uso della sua tecnologia da parte dell'esercito israeliano durante la guerra in corso con Hamas a Gaza. Durante i due giorni consecutivi di protesta presso il campus Microsoft, i lavoratori hanno chiesto al gigante della tecnologia di interrompere immediatamente i suoi rapporti commerciali con Israele. I manifestanti hanno spruzzato vernice rossasu un cartello storico che riporta il logo aziendale.

Microsoft ha dichiarato di aver incaricato uno studio legale di indagare sulle accuse riportate dal quotidiano britannico The Guardian secondo cui le Forze di difesa israeliane (Idf) avrebbero utilizzato la piattaforma di cloud computing Azure di Microsoft per archiviare i dati delle telefonate ottenuti tramite la sorveglianza di massa dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.

L’Idf dà il via all’invasione Gaza City

Poche ore dopo l'adozione di un piano di conquista da parte del governo, le Forze di difesa israeliane (Idf) annunciano di aver iniziato l'invasione di Gaza City.
"Le nostre forze controllano già la periferia della città", ha affermato il portavoce delle Idf, il generale di brigata Effie Defrin, mentre il premier Benjamin Netanyahu ordina di accelerare le operazioni per conquistare le ultime roccaforti di Hamas a Gaza.
L'approvazione del piano di conquista di Gaza City e le prime operazioni si svolgono sullo sfondo di una proposta di Hamas, sostenuta dai mediatori Egitto e Qatar, per un accordo parziale che includerebbe il rilascio di 10 ostaggi viventi e un cessate il fuoco di 60 giorni. Israele deve ancora dare una risposta formale a questa proposta.

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