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Israele - Gaza, le news del 24 agosto. Raid dell’Idf sul palazzo presidenziale di Sana’a

Israele - Gaza, le news del 24 agosto. Raid dell’Idf sul palazzo presidenziale di Sana’a
L’ex ministro Yàalon ha accusato Katz di aver ammesso di aver commesso crimini di guerra. L’Egitto rafforza le truppe al confine con la Striscia
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L'esercito israeliano (Idf) ha attaccato diversi siti militari del gruppo ribelle yemenita Houthi nella capitale Sanaa, tra cui alcuni nelle vicinanze del palazzo presidenziale, di centrali elettriche e a un impianto di stoccaggio di carburante. "Risposta alle ripetute aggressioni del regime terroristico Houthi contro lo Stato di Israele e i suoi civili, inclusi i lanci negli ultimi giorni di missili superficie-superficie e droni verso il territorio israeliano", ha scritto l'Idf in un comunicato. Nella Striscia di Gaza, invece, l’esercito israeliano ha avviato operazioni militari alla periferia di Gaza City. Benny Gantz ha invitato il primo ministro Netanyahu, il leader dell'opposizione Lapid e il presidente Liberman a formare quello che definisce un "governo per riscattare gli ostaggi e per l'equità nel carico", con un mandato chiaro di 6 mesi prima di nuove elezioni.

Parigi convoca ambasciatore Usa in Francia su antisemitismo

Parigi convoca l'ambasciatore statunitense dopo le sue accuse "inaccettabili" sull'antisemitismo in Francia.

Quattro palestinesi uccisi da forze israeliane, cercavano aiuti vicino Gaza

Le forze israeliane hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco quattro palestinesi in cerca di aiuti che attraversavano una zona militare a sud di Gaza City, regolarmente utilizzata per raggiungere un punto di distribuzione alimentare. Lo riferiscono testimoni ad Associated Press. Gaza City è in preda alla carestia dopo 22 mesi di guerra, mentre l'esercito israeliano procede con un'offensiva pianificata per conquistare la città, forse entro pochi giorni. Il ministro della Difesa israeliano ha avvertito che la città, che conta centinaia di migliaia di abitanti, potrebbe essere distrutta. L'ospedale Al-Awda e due testimoni hanno riferito all'Associated Press che i palestinesi sono stati uccisi quando le truppe hanno aperto il fuoco su una folla che si dirigeva verso un sito gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation, un'organizzazione statunitense sostenuta da Israele, nell'area del corridoio di Netzarim, a centinaia di metri dal sito. "Gli spari sono stati indiscriminati", ha detto Mohamed Abed, padre di due figli, del campo profughi di Bureij. Abed e Aymed Sayyad, un altro richiedente aiuto, hanno affermato che le truppe hanno aperto il fuoco quando un gruppo vicino alla testa della folla si è spinto verso il sito prima dell'apertura prevista. Sayyad ha affermato di avere soccorso due persone ferite da arma da fuoco. "Questo incidente non si è verificato vicino al nostro sito né come descritto", ha dichiarato il GHF in un'e-mail. L'esercito israeliano non ha risposto immediatamente alla richiesta di un commento.

Media, colloqui su tregua potrebbero essere in Europa o Emirati

C'è la possibilità che il prossimo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas su un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi si svolga negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta Channel 12 rilanciato dal Times of Israel. C'è anche la possibilità che, se i negoziati dovessero avere luogo, si svolgano in Europa, secondo il canale israeliano. Durante la guerra, colloqui indiretti si sono svolti in Qatar ed Egitto.

Netanyahu, Houthi pagheranno prezzo molto per aggressione

"Chi ci attacca, noi lo attacchiamo. Chi pianifica di attaccarci, noi lo attacchiamo. Credo che l'intera regione stia imparando la forza e la determinazione dello Stato di Israele". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'attacco dell'Idf in Yemen. "Il regime Houthi sta imparando a sue spese che pagherà e sta pagando un prezzo molto alto per la sua aggressione contro lo Stato di Israele", ha sottolineato, congratulandosi con "il capo di Stato maggiore, il comandante dell'Aeronautica Militare e i nostri piloti per un'esecuzione perfetta" del raid contro un obiettivo militare vicino al palazzo presidenziale a Sanàa, centrali elettriche e un deposito di carburante.

Oltre 10mila a Copenaghen protestano contro la guerra a Gaza

Oltre 10.000 persone sono scese in strada e hanno partecipato a una manifestazione pro-palestinese a Copenaghen, chiedendo la fine della guerra a Gaza ed esortando la Danimarca a riconoscere lo Stato di Palestina. Alla marcia hanno preso parte un centinaio di organizzazioni, tra cui Oxfam, Greenpeace e Amnesty, insieme a sindacati, partiti politici, collettivi di artisti e attivisti, compresa la nota ambientalista Greta Thunberg.

Fonti Houthi: due morti e 5 feriti nel raid israeliano su Sana’a

Secondo fonti interne ai vertici degli Houthi, l’attacco militare israeliano su Sana’a avrebbe provocato la morte di due esponenti del gruppo di ribelli yemeniti e il ferimento di altri 5

Israele conferma l’attacco contro i siti Houthi a Sanàa

L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di aver preso di mira diversi siti militari del gruppo ribelle yemenita Houthi nella capitale Sanàa, tra cui alcuni nelle vicinanze del palazzo presidenziale, oltre a centrali elettriche e a un impianto di stoccaggio di carburante. "Gli attacchi sono stati condotti in risposta alle ripetute aggressioni del regime terroristico Houthi contro lo Stato di Israele e i suoi civili, inclusi i lanci negli ultimi giorni di missili superficie-superficie e droni verso il territorio israeliano", ha scritto l'Idf in un comunicato.

Katz pubblica foto premier che segue attacco in Yemen

Dopo l'annuncio da parte dei media yemeniti, arriva anche da Israele la conferma dell'attacco dell'Idf in corso su Sanaa, capitale dello Yemen, con una foto pubblicata dal ministro della Difesa Israel Katz. L'immagine, diffusa dalla stampa israeliana, lo ritrae accanto al premier Benjamin Netanyahu e al capo di stato maggiore dell'Idf, tenente generale Eyal Zamir, impegnati a seguire su dei monitor l'operazione in corso contro gli Houthi.
Lo scatto arriva dal centro di comando dell'Iaf presso il quartier generale militare di Tel Aviv, mentre l'Aeronautica militare israeliana sta bombardando Sanaa. Secondo quanto riferito dai media locali, tra cui il quotidiano Times of Israel, gli attacchi a Sanaa hanno preso di mira una struttura militare vicino a un palazzo presidenziale, un deposito di carburante e due centrali elettriche.

Smotrich,"in corso processo redenzione e conquista terra"

Nel commentare l'attacco dell'Idf in corso in Yemen, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich lo ha presentato come "un processo di redenzione e di conquista della terra". Nel suo intervento all'International Convention Center di Gerusalemme, Smotrich ha affermato che "con l'aiuto di Dio, sconfiggeremo la pioggia di terrore in Yemen proprio come abbiamo sconfitto la testa del polpo in Iran e come i nostri combattenti giusti e devoti stanno sconfiggendo Hamas a Gaza. Anche lì, siamo determinati a continuare fino alla vittoria". Secondo il ministro, "negli ultimi due anni, il popolo di Israele ha visto il sionismo religioso al suo apice di gloria: sul campo di battaglia, tra la popolazione e purtroppo anche nei cimiteri. Non c'è spazio nello Stato di Israele in cui non si veda la sua impronta speciale. Non siamo solo 'sionisti religiosi con la kippah', siamo l'essenza. Siamo in un processo di redenzione e di restituzione della presenza divina a Sion, e di conquista della terra. Costruiremo lo Stato di Israele".

Houthi, sostegno a Gaza a prescindere dal prezzo

Continueremo a sostenere Gaza, a prescindere dal prezzo": lo ha dichiarato Hazem al-Asad, membro dell'ufficio politico degli Houthi, in un post su X, mentre è in corso un attacco dell'aeronautica israeliana contro Sanaa, la capitale dello Yemen. "L'aggressione contro il popolo yemenita è un fallimento, porterà solo delusione al nemico. Ciò che ci preoccupa è fermare l'aggressione e togliere l'assedio a Gaza. Il nostro popolo continuerà a sostenere e assistere la nostra gente a Gaza, a prescindere dal prezzo", ha insistito al-Asad.

Media, l’attacco israeliano avrebbe colpito il palazzo presidenziale

L'attacco israeliano in corso su Sana’a ha preso di mira l'area del palazzo presidenziale e delle basi missilistiche. A riferirlo all'agenzia Reuters sono residenti della capitale dello Yemen. Il corrispondente in Yemen dell'emittente libanese "Al-Mayadeen" ha sottolineato che il palazzo è abbandonato da anni, a seguito di diversi attacchi diretti contro di esso in passato. I ribelli Houthi dello Yemen hanno anche loro affermato che Israele ha colpito la capitale Sana’a. L'emittente televisiva Al-Masirah degli Houthi ha riferito di un'"aggressione israeliana alla capitale Sanaa", senza fornire dettagli.

Houthi, raid di Israele sulla capitale dello Yemen

Le forze israeliane hanno bombardato la capitale yemenita Sana’a, colpendo l'area nei pressi del complesso presidenziale e alcune basi missilistiche. Lo riferisce la tv degli Houthi, al Masirah.

Hamas accusa Netanyahu di ostacolare la pace

Il movimento islamista palestinese Hamas ha accusato sia il Governo israeliano sia la precedente amministrazione statunitense di Joe Biden di aver sabotato le negoziazioni di pace per Gaza. Secondo Hamas, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe rifiutato la scorsa settimana un'offerta di pace accettata dal movimento, che avrebbe potuto porre fine al conflitto ed evitare l'occupazione della città di Gaza. La denuncia fa riferimento a un'intervista rilasciata alla tv israeliana dall'ex portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Matthew Miller, nella quale conferma che Netanyahu stava ostacolando i negoziati a causa della sua "intransigenza", mentre la Casa Bianca preferì non rendere pubbliche le tensioni "per non aiutare Hamas".

Tajani: "Non ci convince ciò che sta facendo Israele”

"Non ci convince ciò che sta facendo Israele e soprattutto l'occupazione nella Cisgiordania, oltre agli attacchi che provocano decine di migliaia di morti fra i civili". Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine del Meeting di Rimini. "Naturalmente Hamas ha una grande responsabilità su ciò che sta accadendo: sta facendo scudo del proprio popolo e non vuole liberare gli ostaggi che ormai li detiene dal 7 ottobre di due anni fa. Quindi serve un lavoro di tutti per far sì che il popolo palestinese possa realizzare il sogno di avere uno Stato ma che anche Israele possa vivere in sicurezza senza che più nessuno pensi di cancellarlo dalla carta geografica", aggiunge.

Ministero della Salute della Striscia, 289 persone morte di fame dall’inizio dell’emergenza

La crisi della fame a Gaza continua a provocare morti tra la popolazione civile. Lo denuncia Munir al-Bursh, direttore del Ministero della Salute della Striscia, secondo cui 289 persone, tra cui 115 bambini, sono morte di fame dall'inizio dell'emergenza. Solo nelle ultime 24 ore, otto palestinesi, incluso un minore, hanno perso la vita a causa della carenza di cibo. Lo riporta Al Jazeera.

Idf, via alle operazioni alla periferia di Gaza City

L'esercito israeliano ha avviato operazioni militari alla periferia di Gaza City. Lo hanno riferito i media israeliani, sottolineando che l'Idf ha affermato che, negli ultimi giorni, le truppe della 401esima brigata corazzata sono tornate a Jabalia, nel nord di Gaza, come parte dell'offensiva volta a rafforzare il controllo dell'esercito nell'area.

Media, almeno 64 morti nelle ultime 24 ore

Il bilancio della guerra a Gaza continua ad aggravarsi. Secondo il ministero della Salute palestinese, dall'ottobre 2023 gli attacchi israeliani hanno causato almeno 62.686 morti e 157.951 feriti. Solo nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto i corpi di 64 persone e 278 feriti, mentre altre 19 persone sono morte e 123 sono rimaste ferite mentre cercavano aiuti. Lo riporta Al Jazeera.

L’Idf alla periferia di Gaza City per preparare l’offensiva

L'Idf afferma di aver avviato operazioni militari alla periferia di Gaza City "in vista di una grande offensiva per conquistare l'intera città". Lo riferiscono i media di Tel Aviv. "Decine di migliaia di riservisti dovrebbero presentarsi in servizio il 2 settembre per l'offensiva, che probabilmente inizierà nelle prossime settimane", si sottolinea.

Yàalon accusa Katz di aver ammesso di aver "commesso un crimine di guerra"

L'ex ministro della Difesa e capo di stato maggiore Moshe Yàalon accusa il ministro della Difesa Israel Katz di aver ammesso di aver "commesso un crimine di guerra" nella Striscia di Gaza quando venerdì ha minacciato di trasformare Gaza City in "Rafah e Beit Hanoun", due città che sono state in gran parte ridotte in macerie dall'attività militare israeliana, durante la pianificata presa di controllo della città da parte delle Idf. Lo scrive il Times of Israel.

Media, l’Egitto rafforza le truppe al confine con Gaza

Il quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed ha riferito che "l'esercito egiziano sta rafforzando le sue forze al confine con Gaza". Il rapporto afferma che l'Egitto è preoccupato per la possibilità che l'esercito israeliano occupi aree che non sono ancora sotto il suo controllo a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza, "il che aprirebbe la porta ai tentativi israeliani di spingere i civili verso il confine egiziano"

Proteste dei parenti degli ostaggi

Come ogni sabato sera, ci sono state le proteste delle famiglie degli ostaggi ancora in mano ad Hamas. E come accade ormai da tempo, i parenti dei rapiti hanno manifestato anche davanti alle case dei ministri del governo. "Siamo venuti per fare un campanello d'allarme al Gabinetto: la scelta di sacrificare i nostri cari sull'altare della guerra eterna significa la perdita di un sentiero eterno. Non ci sarà alcuna espiazione per i siluri ripetuti", ha detto il quartier generale delle famiglie. Yehuda Cohen, il padre del soldato rapito Nimrod Cohen, ha detto di fronte alla casa del ministro della Difesa Katz: "So che il tuo lavoro dipende direttamente dalla lealtà a Netanyahu, se pensi davvero di essere un ministro della Difesa, comportati come tale. Non un ministro della guerra, ma un ministro della Difesa, che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini di Israele e dei soldati che sono stati rapiti sotto la sua sorveglianza".

Media: “Due ostaggi nelle mani di Hamas in condizioni critiche”

Israele ha valutato che "almeno uno o due" degli ostaggi detenuti a Gaza versano in condizioni di pericolo di vita: lo riportano media ebraici citati dal Times of Israel, all'indomani della dichiarazione del presidente statunitense Trump secondo cui sarebbero meno di 20 gli ostaggi ancora in vita. Secondo il canale televisivo israeliano Channel 12, i funzionari israeliani temono che molti degli ostaggi ancora in vita siano in gravi condizioni di salute e abbiano un disperato bisogno di cure mediche. "Il rilascio degli ostaggi è una necessità urgente", ha dichiarato un alto funzionario a Channel 12.

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