Continua l’avanzata dell’Idf nella Striscia: oggi le forze di difesa sono avanzate verso il centro di Gaza City. E intanto Israele dichiara “terra statale” 45 ettari in Cisgiordania: l’annessione continua. Scontro a distanza tra Macron e Sa’ar. Il presidente francese sottolinea come le ultime operazioni di Israele non fermeranno il riconoscimento dello Stato di Palestina. Mentre il ministro degli Esteri israeliano ribatte: “Macron mina la stabilità della regione con le sue azioni”.
Hamas: “Pronti a un accordo globale e al rilascio degli ostaggi”
In una dichiarazione ufficiale, Hamas ha annunciato di essere pronto a raggiungere un accordo complessivo per porre fine alla guerra e liberare tutti gli ostaggi. "Siamo pronti ad accettare un accordo complessivo, nell'ambito del quale tutti i prigionieri nemici attualmente detenuti verranno liberati, in cambio di un numero concordato di prigionieri palestinesi detenuti da Israele, nel contesto di un'intesa che porterà alla fine della guerra nella Striscia di Gaza", scrive Hamas in una nota. "Tale accordo includerà: Il ritiro completo delle forze d'occupazione da tutta la Striscia; l'apertura dei valichi per l'ingresso di tutti i beni e le necessità della popolazione; l'avvio di un processo di ricostruzione. Inoltre, il movimento rinnova la sua disponibilità a formare un governo nazionale indipendente composto da tecnocrati, che gestisca integralmente gli affari della Striscia di Gaza e si assuma immediatamente tutte le responsabilità in tutti i settori". Hamas aggiunge: "Stiamo ancora aspettando la risposta di Israele alla proposta che le è stata trasmessa dai mediatori il 18 agosto scorso, proposta che è stata accettata dal movimento e dalle fazioni palestinesi".
Media, Netanyahu ha respinto la richiesta di visita di Macron in Israele
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto la richiesta del presidente francese Emmanuel Macron di visitare Israele in vista del riconoscimento da parte di Parigi dello Stato palestinese. Lo riporta l'emittente pubblica Kan, secondo cui Macron avrebbe voluto fare una breve visita all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove si prevede che la Francia si unirà ad altre nazioni occidentali nel riconoscere unilateralmente uno Stato palestinese. Netanyahu, tuttavia, ha condizionato la visita al ritiro dell'iniziativa da parte di Macron. Richiesta che il presidente francese ha respinto. L'ex parlamentare franco-israeliano Meyer Habib ha dichiarato a Kan che Macron aveva recentemente cercato di recarsi in Israele, ma che Netanyahu aveva respinto la sua richiesta. "Macron ha inviato un messaggio a Netanyahu dicendo che voleva venire, ma Netanyahu ha risposto che, date le circostanze attuali, non era il momento giusto", ha detto Habib.
Libano: Condanna Unifil per i droni israeliani, “granate vicino ai caschi blu”
Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano, ha condannato Israele per "uno degli incidenti più gravi" degli ultimi mesi dopo che dei droni israeliani hanno "lanciato quattro granate vicino ai caschi blu Unifil che lavoravano per rimuovere blocchi stradali che ostacolavano l'accesso a una posizione Onu", con una granata arrivata entro 20 metri, e le altre nel raggio di 100 metri, rispetto al personale e i veicoli Onu".
L'esercito israeliano ha risposto spiegando che le proprie truppe avevano "dispiegato diverse granate [stordenti]" in risposta ad "attività sospette", aggiungendo che "nessun fuoco intenzionale è stato diretto contro il personale Unifil". Stando alla forza Onu, Israele era stato informato in anticipo dei piani per svolgere lavori di sgombero stradale in quell'area, a sud-est del villaggio di confine di Marwahin; Unifil ha sottolineato che mettere in pericolo la vita dei caschi blu è "inaccettabile" e una "grave violazione" di una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu del 2006 che ha formato la base del cessate il fuoco nell'area.
Dopo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto lo scorso novembre, Unifil ha assistito l'esercito libanese nello smantellamento dell'infrastruttura militare di Hezbollah nel sud. L'accordo stabilisce che solo l'esercito libanese e i caschi blu possono dispiegarsi nel Libano meridionale, escludendo sia l'esercito israeliano che Hezbollah dalla regione. Tuttavia, Israele ha mantenuto truppe in cinque località che considera strategiche e continua regolarmente a colpire obiettivi di Hezbollah, portando avanti una campagna che intende continuare fino a quando il gruppo militante non sarà disarmato.
Proteste a Gerusalemme, forzati i posti di blocco vicino a casa di Netanyahu
Proseguono e si intensificano le proteste a Gerusalemme per chiedere un accordo a Gaza per la liberazione degli ostaggi. Centinaia di manifestanti hanno sfondato i posti di blocco in piazza Parigi vicino alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu, mentre altri sono riusciti a occupare i binari della metropolitana in via Jaffa, causando lo stop dei treni in entrambe le direzioni. I media israeliani fanno sapere che la polizia ha iniziato a caricare e disperdere i manifestanti.
Media, Rubio non si oppone all’annessione della Cisgiordania
l segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha chiarito in incontri riservati che non si oppone a un'occupazione israeliana di parti della Cisgiordania. A riferirlo è il sito Axios che cita due funzionari israeliani. Trump ha assicurato che l'amministrazione Trump non si metterà di traverso se il governo di Benjamin Netanyahu dovesse decidere di procedere con il piano.
Media, leader palestinesi all'estero sotto stretta sicurezza
Il quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadid riferisce che, a seguito delle minacce israeliane, i leader dei gruppi armati palestinesi che vivono all'estero stanno adottando misure di sicurezza rafforzate.
Secondo una fonte egiziana, il Cairo ha avvertito contro qualsiasi tentativo di colpire Ziyad al-Nakhalah, segretario generale della Jihad islamica residente in Egitto, dopo che erano aumentati i segnali di pericolo nei suoi confronti. La stessa fonte ha rivelato che l'Egitto ha ricevuto di recente una richiesta di mediazione regionale per garantire ad al-Nakhalah una residenza stabile al Cairo. Un dirigente di Hamas ha confermato al quotidiano che anche i membri della leadership politica del movimento presenti in diversi Paesi hanno ricevuto avvertimenti e per questo si muovono con scorte armate. Lo stesso dirigente ha aggiunto che la Turchia ha imposto nuove restrizioni ad alcuni quadri del movimento e ad alcuni detenuti rilasciati recentemente come parte dell'ultimo scambio di ostaggi. Parallelamente, una fonte di Hamas a Doha ha affermato che, dall'inizio della guerra a Gaza, i leader palestinesi all'estero vivono sotto rigidi protocolli di sicurezza, ulteriormente inaspriti nelle ultime settimane. Per motivi di sicurezza e operativi, la dirigenza è stata inoltre dispersa in più sedi fuori dal Paese.
Capo dell’Idf: “Se il piano prosegue servirà imporre governo militare a Gaza”
Il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, intende avvertire il governo che non ci sarà altra scelta se non imporre un'amministrazione militare sulla Striscia di Gaza qualora venissero portati avanti i piani per conquistare Gaza City. Lo riferisce l'emittente Channel 12. "Non ci sarà altra scelta che imporre il governo militare su tutta Gaza a partire da novembre", avrebbe dichiarato Zamir in vista del messaggio che intende rivolgere all'esecutivo. Il capo dell'Idf si oppone al piano del governo di conquistare Gaza City e ha sollecitato l'esecutivo ad accettare l'accordo per un cessate il fuoco che consentirebbe la liberazione degli ostaggi. Zamir, sottolinea l'emittente, eseguirà comunque gli ordini di catturare Gaza City, ma sta avvertendo il governo affinché si prepari alle conseguenze militari e diplomatiche.
Nuove immagini satellitari, gran parte di Gaza è distrutta
Gaza com'era fino al 7 ottobre del 2023 non esiste più: nuove immagini satellitari di Planet Labs Pbc pubblicate da N12 rivelano gli effetti di due anni di guerra. La Striscia è irriconoscibile. Gran parte delle principali città sono state completamente spazzate via, sottolinea N12.
Nella città di Gaza City, che Israele vuole conquistare ora, a essere stata colpita è soprattutto la parte orientale. Il 90% degli edifici del quartiere di Sajaiya sono stati danneggiati. Così anche a Sheikh Ajlin, a sud-ovest, e Nasser, a nord. Più limitata la devastazione nel centro.
A sud, quasi nessuna traccia rimane di Rafah, la maggior parte di Khan Yunis è stata distrutta. Nel nord, stessa sorte è toccata a Jabalia e Beit Hanoun. Al centro, i villaggi intorno a Deir al-Balah sono un lungo 'ground zero'. Secondo le stime, ricorda N12, ci vorranno circa 15 anni per ricostruire Gaza dopo la guerra, e il costo sarà di decine di miliardi di dollari. Inoltre, ci sono decine di milioni di tonnellate di rifiuti, la cui rimozione sarà una sfida enorme.
Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi replica a Trump: “Anche i morti devono tornare a casa”
Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi ha lanciato un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, chiedendo che si impegni per il ritorno di tutti i 48 ostaggi ancora nelle mani di Hamas, inclusi coloro che sono stati uccisi. La richiesta arriva dopo un post di Trump su Truth Social, in cui il presidente aveva parlato di "20 ostaggi", senza menzionare le vittime.
"Rispettiamo profondamente il presidente, ma vogliamo chiarire che questo incubo non potrà finire per la nostra nazione finché tutti i 48 ostaggi non saranno riportati a casa - sia coloro che sono sopravvissuti sia quelli brutalmente assassinati durante questi 700 giorni di inferno", ha dichiarato il Forum, ripreso da Haaretz. L'organizzazione ha inoltre esortato Trump a mantenere gli impegni presi: "Presidente Trump, mantenga la promessa che ci ha fatto più volte. I nostri cari, trattenuti dai terroristi di Hamas, contano sulla sua leadership per essere riportati a casa".
Netanyahu attacca i manifestanti: “Minacciano di uccidermi”
"In una democrazia, la protesta è una cosa legittima. Ma quello che sta accadendo nelle manifestazioni finanziate e politicamente motivate contro il governo ha oltrepassato ogni limite: ogni giorno minacciano di uccidermi, me e la mia famiglia. Si danno anche alla piromania.
Hanno detto che circonderanno la mia residenza con un anello di fuoco, proprio come le milizie fasciste", ha dichiarato in un video il primo ministro, Benjamin Netanyahu. "Parlate di democrazia? Vi comportate esattamente come fascisti. Quello che succede qui è molto semplice: non c'è applicazione della legge. C'è un'escalation", ha detto.
Arcivescovo di Palermo: “A Gaza è in gioco l’umanità, in atto un genocidio”
"E' l'umanità a essere in gioco simbolicamente a Gaza. Quell'umanità che pare progressivamente sparire dall'orizzonte della politica contemporanea, dominata dalle derive nazionalistiche, dalla competizione spietata, dalla guerra ai poveri e ai migranti, dal rifiuto dell'altro. Sembrano essere questi oggi i principi dell'azione politica, esibiti senza vergogna, sbandierati come valori". A dirlo è stato l'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, intervenendo alla conferenza stampa organizzata in Senato in vista della partenza della Global Sumud Flotilla. "Quel che sta accadendo a Gaza in questi giorni - ha sottolineato - è solo uno degli episodi di violenza, di guerra, di distruzione, di cancellazione dei volti e dei corpi dei poveri, che funestano il mondo contemporaneo". Dal Sudan al Congo, dallo Yemen all'Afghanistan si stanno consumando "vicende dolorosissime e spesso misconosciute o poco considerate".
Ma, avverte il presule, Gaza ha un "enorme valore simbolico" per "l'annosità del conflitto, per le sue radici antiche e recenti, per il livello d'odio, per il ruolo di Israele all'interno dell'Occidente". "La condanna dell'attentato del 7 ottobre è stata unanime, così come il mio, il nostro rifiuto di ogni forma di antisemitismo - ha ricordato monsignor Lorefice -. Oggi, però, siamo di fronte a qualcosa di diverso. L'estrema destra della politica israeliana, che non rappresenta in alcun modo la totalità dei cittadini di Israele, ha trasformato la reazione all'attentato in un progetto dichiarato di genocidio e di deportazione della popolazione palestinese. Progetto che ha come obiettivo ultimo la fine di ogni possibilità di costruzione di uno Stato di Palestina, grazie anche alle gravissime violazioni del diritto internazionale in corso ormai da anni in Cisgiordania".
Davanti a questo scenario, avverte l'arcivescovo di Palermo, "siamo chiamati a reagire, non come esponenti di un partito o tifosi di una squadra, ma come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell'umano. Ecco, in nome del Vangelo a cui è ispirata la vita di tanti credenti sparsi per il mondo, in nome del Vangelo della pace a cui costantemente ci richiama Papa Leone XIV, sento e sentiamo il dovere di dire di 'no' a tutto questo, e di porre segni alternativi di disperata speranza. La Global Sumud Flotilla è uno di questi segni", ha concluso Lorefice.
Proteste per Gaza, gli organizzatori accorciano la tappa della Vuelta in Spagna
L'undicesima tappa della Vuelta in Spagna di ciclismo è stata accorciata a causa della presenza di manifestanti pro-palestinesi al traguardo, hanno annunciato gli organizzatori. "A causa di alcuni incidenti alla linea del traguardo, abbiamo deciso di prendere il tempo a tre chilometri prima del traguardo", hanno dichiarato in un comunicato.
Ente giordano, sospesi i lanci degli aiuti su Gaza
La Jordan Hashemite Charity Organization ha sospeso i lanci di aiuti sulla Striscia di Gaza, senza fornire spiegazioni ufficiali. Una fonte governativa di Amman, parlando in condizione di anonimato, ha spiegato che dietro il cambiamento ci sono "ostacoli israeliani" non meglio specificati. La Giordania è pronta a riprendere le operazioni di lancio "se gli ostacoli israeliani saranno rimossi", ha aggiunto la fonte.
Nei giorni scorsi l'emittente pubblica israeliana Kan ha riferito che i lanci aerei sono stati sospesi "fino a nuovo avviso" e che la decisione di Egitto e Giordania - capofila nel progetto - è stata presa da "per motivi propri". Hussein Al-Shebli, a capo dell'ente di beneficenza giordana, ha sottolineato che "si sta lavorando" per organizzare altre modalità per far arrivare a Gaza gli aiuti.
Missile dallo Yemen, sirene d'allarme in Israele
Le sirene d'allarme sono state attivate in numerose aree di Israele per il lancio di un missile balistico dallo Yemen. Lo riferisce l'Idf.
Onu: “Almeno 21mila bambini resi disabili dalla guerra a Gaza”
Almeno 21.000 bambini a Gaza sono stati resi disabili dalla guerra di Israele, iniziata il 7 ottobre 2023 dopo il massacro di Hamas. Lo ha denunciato il Comitato dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità, precisando che circa 40.500 bambini hanno subito "nuove ferite legate alla guerra" in questi due anni e più della metà di loro è rimasta disabile.
Un esponente del Comitato, Muhannad Al-Azzeh, ha anche sottolineato che gli ordini di evacuazione israeliani sono "spesso inaccessibili" alle persone con disabilità uditive o visive, "rendendo l'evacuazione impossibile". E' il caso di una madre sorda a Rafah, uccisa insieme ai suoi figli, ignara delle istruzioni di evacuazione. "I resoconti descrivono anche persone con disabilità costrette a fuggire in condizioni pericolose e indegne, come strisciare nella sabbia o nel fango senza assistenza alla mobilità", ha affermato il Comitato.
Idf: “Granate vicino Unifil per presenza sospetta nella zona”
L'esercito israeliano (Idf), in risposta alle notizie secondo cui ieri alcuni droni israeliani avrebbero lanciato granate vicino al personale Unifil nel sud del Libano, ha affermato che i suoi soldati hanno "lanciato diverse granate stordenti nell'area" dopo avere individuato una presenza sospetta, "per neutralizzare e rimuovere la minaccia". Il chiarimento dell'Idf, che precisa che non sono stati segnalati feriti, è giunto dopo che l'Unifil ha denunciato oggi il lancio di 4 granate avvenuto ieri da parte dell'esercito israeliano vicino a dei caschi blu nei pressi della Linea Blu. "A seguito di un'indagine, è stato preso contatto tramite l'ufficio di collegamento militare per chiarire i dettagli dell'incidente", afferma un portavoce dell'Idf, sottolineando che "non sono stati sparati intenzionalmente colpi contro le forze dell'Unifil e che la sicurezza dei nostri cittadini e delle nostre forze è la nostra massima priorità". "L'Idf continuerà a lavorare per eliminare qualsiasi minaccia allo Stato di Israele", ha concluso il portavoce.
L'Aula di Strasburgo voterà giovedì 11 la risoluzione su Gaza
Martedì prossimo a Strasburgo l'Alto rappresentante Kaja Kallas interverrà nell'ambito della discussione sulla risoluzione su Gaza, dal titolo: "Gaza al punto di rottura: l'azione dell'Ue per combattere la carestia, l'urgente necessità di liberare gli ostaggi e procedere verso una soluzione a due Stati".
Il testo andrà al voto giovedì. Lo rende noto il Parlamento europeo.
Incendio di cassonetti a Gerusalemme, fermati un 60enne e un 80enne
La polizia israeliana ha fermato due abitanti di Gerusalemme, rispettivamente di 60 e 80 anni, sospettati di aver appiccato il fuoco a dei cassonetti stamane nei pressi della residenza del premier Benjamin Netanyahu, in protesta per il mancato accordo sugli ostaggi. L'incendio doloso "ha superato una linea rossa", hanno commentato le forze dell'ordine.
Trump: “Hamas liberi gli ostaggi e la guerra finirà”
"Dite ad Hamas di restituire immediatamente tutti i 20 ostaggi (non 2, 5 o 7!) e le cose cambieranno rapidamente. Finirà!". Lo scrive Donald Trump in un post su Truth.
Deputato Israele: “Multe salate per chi blocca le strade”
Multe salate per chi blocca le strade: è la proposta di legge avanzata dal deputato israeliano Ofir Katz, con il sostegno della coalizione di governo, contro i manifestanti. Come riferisce Yedioth Ahronoth, chiunque blocchi una strada urbana o interurbana, o una strada che conduce a ospedali o altri servizi di emergenza e soccorso, dovrà pagare 14.400 shekel (quasi 3.700 euro), fino ad arrivare a 29.200 (poco meno di 7.500) per chi posiziona oggetti per bloccare o accendere un fuoco sulla strada.
L'importo andrà ad aumentare ogni volta di 22 mila shekel (5.600 euro) per i recidivi. Attualmente, la multa per questo reato è di 250 shekel (64 euro) e non è particolarmente utilizzata dalle forze dell'ordine.
Le proteste anti-governative si sono moltiplicate da quasi tre anni a questa parte in Israele, prima contro la controversa riforma della giustizia e poi per chiedere il ritorno a casa degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza. Ogni sabato sera da oltre un anno e mezzo, i manifestanti si riuniscono a Tel Aviv e protestano contro l'esecutivo di destra guidato dal premier Benjamin Netanyahu. In alcune occasioni, i partecipanti sono stati qualche centinaio di migliaia.
Stamane, nell'ennesima giornata di proteste, attivisti hanno bloccato diverse autostrade nella regione centrale del Paese, compresa quella che collega Tel Aviv a Gerusalemme, e dato fuoco a cassonetti vicino alla residenza ufficiale del premier.
Ap: “Israele costruisce edificio nel centro nucleare di Dimona”
Secondo l'agenzia di stampa americana Ap, immagini satellitari analizzate da sette esperti mostrano l'inizio di lavori di costruzione presso il centro di ricerca nucleare di Dimona, noto come sede dell'arsenale atomico israeliano. Israele non ha rilasciato alcun commento. Tre dei ricercatori ritengono che si tratti di un nuovo reattore ad acqua pesante, capace di produrre plutonio e materiali necessari per armi nucleari. Altri quattro concordano sulla possibilità, ma sollevano anche l'ipotesi che il cantiere sia destinato a un impianto per l'assemblaggio di ordigni. Jeffrey Lewis, esperto del Middlebury Institute, ha spiegato ad Ap che "è difficile immaginare che sia qualcosa di diverso da un reattore, anche se la valutazione resta indiziaria". Israele è considerata l'unica potenza nucleare in Medio Oriente, ma continua a mantenere la politica dell'ambiguità, senza confermare né smentire di possedere armi nucleari. Anche la Casa Bianca ha scelto di non rispondere alla richiesta di chiarimenti.
Capo dell’Idf: “Stiamo intensificando i combattimenti nella Striscia”
"Stiamo intensificando i combattimenti a Gaza e aumentando i colpi inferti all'organizzazione terroristica Hamas. Le forze dell'Idf operano nelle aree che controllano e dominano la città", ha detto il capo di stato maggiore Eyal Zamir che oggi ha visitato la Striscia, dove ha osservato da vicino Gaza city. Parlando alle truppe sul campo, Zamir ha dichiarato: "Siamo entrati nella seconda fase dell'operazione Carri di Gedeone per realizzare gli obiettivi della guerra. Riportare a casa i nostri ostaggi è una missione morale e nazionale. Continueremo a colpire i centri vitali di Hamas fino alla sua sconfitta". E ha aggiunto: "Stiamo creando per Hamas una sensazione costante di essere braccati, ovunque si trovino". Il capo dell'Idf ha sottolineato che "ieri è stata avviata una significativa mobilitazione di riservisti per intensificare l'azione all'interno di Gaza e massimizzare l'impatto su Hamas: "Le forze militari impegnate sul terreno stanno affrontando alcune delle sfide più grandi nella storia dello Stato di Israele", ha detto.
Madrid: “Ferma condanna all’attacco di Israele vicino Unifil”
Il governo spagnolo "condanna fermamente l'attacco israeliano nei pressi di un contingente dell'Unifil che ha minacciato l'incolumità del suo personale e impedito l'adempimento del suo mandato". E' quanto si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri iberico. Madrid ricorda che "tutte le parti devono garantire la sicurezza del personale e delle strutture dell'Unifil e Israele è esortato a rispettare i propri obblighi in materia di diritto internazionale". La Spagna "ribadisce il suo fermo impegno a favore della stabilità del Libano e della piena applicazione della risoluzione 1701".
Il revisore dello Stato di Israele accusa Netanyahu: “Risposta alle crisi inadeguata”
Il revisore dello Stato di Israele Matanyahu Engelman ha pubblicato un rapporto severo sulla gestione del fronte interno israeliano dallo scoppio della guerra "Spade di ferro". Nel documento si afferma che Benjamin Netanyahu, che ha ricoperto la carica di primo ministro per 13 degli ultimi 14 anni e mezzo, aveva l'obbligo di assicurare una risposta alle carenze di lunga data nella preparazione civile alle emergenze. Engelman ha menzionato anche i mandati degli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid, ma ha sottolineato che Netanyahu non ha garantito un adeguato sistema di risposta civile in caso di crisi.
Keir Starmer alla Camera dei Comuni: “A Gaza la situazione è orribile per la carestia”
La situazione a Gaza è "orribile" per la "carestia provocata dall'uomo". Lo ha detto il premier laburista Keir Starmer durante il primo Question Time alla Camera dei Comuni dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari in riferimento a quanto sta accadendo nella Striscia a causa del blocco degli aiuti da parte di Israele. Starmer si è impegnato a parlare con i leader internazionali della situazione drammatica a Gaza rispondendo al leader dei libdem Ed Davey che gli chiedeva di fare pressioni sul presidente americano Donald Trump per porre fine al conflitto durante la visita del leader Usa nel Regno Unito.
David Lammy incontra i familiari degli ostaggi israeliani: “Hamas li rilasci”
Il ministro degli Esteri britannico, David Lammy, ha rinnovato oggi sul suo profilo X l'intimazione di Londra a Hamas affinché "rilasci immediatamente gli ostaggi" israeliani tuttora detenuti nella Striscia di Gaza.
L'appello è stato diffuso sulla scia di un nuovo incontro che Lammy rende noto d'aver avuto ieri con una delegazione di familiari degli "ostaggi di Gaza".
"Le famiglie hanno mostrato una forza e un coraggio incredibili per tutta la durata della loro orrenda odissea", scrive il titolare del Foreign Office, riferendo di aver ricevuto fra gli altri "Moshe Or, il cui fratello Avanitan resta in cattività" da 633 giorni: non senza sottolineare come l'incontro sia stato "profondamente toccante".
Nello stesso messaggio via social, Lammy rilancia peraltro anche l'appello al governo di Benyamin Netanyahu a mettere fine alle operazioni militari nel territorio palestinese, rivendicando l'impegno del governo di Keir Starmer a "lavorare con i partner internazionali per un immediato cessate il fuoco nella Striscia e per una pace duratura".
Benjamin Netanyahu: “De Wever è un leader debole che cerca di compiacere il terrorismo”
Dopo l'annuncio del Belgio di voler riconoscere uno Stato palestinese alle Nazioni Unite entro la fine del mese, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito il suo omologo belga Bart de Wever "un leader debole che cerca di compiacere il terrorismo islamico sacrificando Israele". Su X, il premier israeliano ha scritto: "Vuole nutrire il coccodrillo terrorista prima che divori il Belgio. Israele non lo permetterà e continuerà a difendersi".
Idf: “Nessun attacco intenzionale contro Unifil”
Le forze armate israeliane hanno respinto le accuse di Unifil, sostenendo che nessun colpo è stato sparato intenzionalmente contro i caschi blu nel sud del Libano. "Una forza che operava in un avamposto nel Libano meridionale ha identificato un sospetto e gli ha lanciato contro granate stordenti, per allontanare la minaccia", ha riferito un portavoce. "Diversi soldati Unifil che operavano nella zona vicina hanno riferito che sono stati sparati colpi nella loro direzione e, a seguito di un'indagine, si è tenuta una discussione tramite il canale di collegamento per chiarire l'accaduto", ha aggiunto. "Non è stato sparato deliberatamente contro i soldati Unifil", ha assicurato l'Idf.
Europarlamento verso il voto su risoluzione per Gaza, è prima volta
La plenaria dell'Eurocamera, in programma la prossima settimana a Strasburgo, dovrebbe calendarizzare, per la prima volta dall'inizio delle operazioni militari dell'Idf, un voto su una risoluzione relativa alla situazione a Gaza. Lo apprende l'Ansa da fonti parlamentari. I principali gruppi della maggioranza Ue – Socialisti, Liberali e Popolari – avrebbero trovato un accordo su un titolo di massima che richiama la "crisi umanitaria", "il rilascio degli ostaggi" e l'obiettivo dei "due popoli e due Stati". L'accordo era mancato sino ad oggi: l'aula ha affrontato diversi dibattiti su Gaza senza però mai votare una risoluzione.
Kallas: “Ue non è inattiva su Gaza, ma la leva è nelle mani Usa”
"Mi rifiuto di accettare l'accusa secondo cui l'Europa sarebbe inattiva" nella guerra di Israele a Gaza. "Non è vero. Siamo i più attivi su questo tema tra tutti gli attori internazionali nel mondo. Siamo noi a spingere continuamente. So che non è abbastanza, è per questo che provo frustrazione. Ma non è vero che siamo inattivi. Stiamo davvero cercando di cambiare la situazione sul campo". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas intervenendo all'Euiss. "Siamo i più grandi sostenitori" della Palestina, "stiamo cercando di fare tutto il possibile. Ma se l'America sostiene tutto ciò che fa il governo israeliano, allora la leva che hanno è lì. La leva che abbiamo noi è altrove, purtroppo".
Idf: “Sventato complotto di Hamas per assassinare il ministro Ben-Gvir”
Le forze dell'Idf e lo Shin Bet, i servizi di sicurezza interni israeliani, hanno annunciato di aver sventato un piano di Hamas che prevedeva un attentato contro il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. Secondo una dichiarazione congiunta, la cellula terroristica, operante nell'area di Hebron, stava pianificando di utilizzare droni carichi di esplosivo per compiere l'attacco. Lo riporta Ynet. Le indagini hanno rivelato che il gruppo agiva sotto la direzione della leadership di Hamas in Turchia. Durante l'operazione, le forze israeliane hanno sequestrato diversi droni che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati equipaggiati con ordigni esplosivi per colpire Ben Gvir. I membri della cellula sono stati arrestati e il materiale destinato all'attacco è stato confiscato.
L’oppositore Golan: “Fondi dal Qatar a Netanyahu e alla famiglia”
Il presidente del partito dei Democratici Yair Golan, ha presentato una memoria difensiva in risposta alla causa intentata contro di lui da Benyamin Netanyahu, che lo accusa di diffusione di menzogne sui legami dell'ufficio del premier con il Qatar. Nella sua difesa, Golan afferma che Netanyahu "ha ricevuto favori dal Qatar, che finanzia Hamas". Golan ha aggiunto che esistono "altri eventi che sollevano sospetti": tra cui informazioni su fondi che sarebbero stati trasferiti a Netanyahu e famiglia, alcuni dei quali collegati "all'acquisto di un appartamento in Inghilterra da parte del figlio Avner, avvenuto sotto falsa identità".
Media: “In 70mila via da Gaza City nelle ultime 72 ore”
Con l'intensificarsi delle operazioni militari dell'Idf a Gaza City, tra i 70 e gli 80 mila residenti hanno lasciato la città, la maggior parte nelle ultime 72 ore, dopo che nel weekend si erano contati circa 10mila. La stima viene riferita dal notiziario della tv pubblica Kan che cita fonti della Difesa, secondo cui intanto Hamas sta facendo di tutto per bloccare il movimento della popolazione verso sud, "al fine di usare i civili come scudi umani e per scopi di propaganda". Ma decine di migliaia di residenti sono riusciti ad aggirare i posti di blocco dei miliziani e a lasciare la città.
Crosetto: “Attacco a Unifil di Idf non è errore ma scelta”
“E' un atto rilevante, grave. E la differenza con gli episodi passati è che questo fatto, che ha toccato Unifil ed anche il nostro contingente, non è un errore, una cosa accaduta indipendentemente dalla volontà dell'Idf ma, a quanto ha comunicato Unifil, una scelta precisa. Tanto precisa da parte loro quanto incomprensibile ed inaccettabile da parte nostra. Esprimerò con tutta la forza possibile al mio omologo israeliano la nostra totale disapprovazione (e qualcosa in più) per quanto accaduto". Lo dice al Foglio il ministro della Difesa Guido Crosetto, a proposito del nuovo episodio avvenuto nei pressi della blu line, il confine tra Israele e Libano in cui opera la missione delle Nazioni Unite, con all'interno un importante contingente italiano.
Al Jazeera: 33 palestinesi uccisi oggi negli attacchi israeliani
E' di 33 palestinesi uccisi il bilancio delle vittime a Gaza causate dagli attacchi israeliani dall'alba di oggi. Lo riporta al Jazeera. Almeno tre persone sono state uccise mentre aspettavano i soccorsi nel sud di Gaza. Ieri più di 100 palestinesi, tra cui alcuni giornalisti, sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani su case, quartieri e rifugi.
Smotrich: “Piano per annettere l’82% della Cisgiordania”
Il ministro delle Finanze israeliano e leader dell'estrema destra Bezalel Smotrich ha presentato un piano per annettere la maggior parte della Cisgiordania (circa l'82%), esortando il primo ministro Benjamin Netanyahu a "prendere una decisione storica per applicare la sovranità israeliana a tutte le aree aperte di Giudea e Samaria".
Per il leader di Sionismo religioso, c'è in Israele una "profonda consapevolezza che non potremo mai permettere che una minaccia esistenziale si instauri tra noi, e dopo decenni di esitazione, è tempo di affermarlo chiaramente e di agire di conseguenza". "E' tempo di applicare la sovranità israeliana in Giudea e Samaria e di eliminare una volta per tutte l'idea di dividere la nostra piccola terra e di fondare al suo interno uno Stato terrorista", ha sottolineato in una dichiarazione congiunta con Israel Ganz, capo dello Yesha Council che raggruppa gli insediamenti in Cisgiordania.
Emirati: “L’annessione della Cisgiordania compromette gli accordi di Abramo”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno avvertito Israele che qualsiasi annessione della Cisgiordania costituirebbe una linea rossa per Abu Dhabi e comprometterebbe gravemente lo spirito degli accordi di Abramo che hanno normalizzato le relazioni tra i due Paesi: lo riporta Reuters sul suo sito. "Fin dall'inizio, abbiamo considerato gli accordi come un modo per continuare a sostenere il popolo palestinese e la sua legittima aspirazione a uno Stato indipendente", ha dichiarato Lana Nusseibeh, viceministro per gli Affari Politici e inviato del ministro degli Esteri. "Questa era la nostra posizione nel 2020 e rimane la nostra posizione".
Tajani: “Condanniamo gli attacchi alla missione Unifil”
"Condanniamo gli attacchi alla missione Unifil che lavora per garantire sicurezza e stabilità del Libano". Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'incontro a Roma con l'inviato speciale Usa Boulos dopo che droni israeliani hanno sganciato quattro granate nei pressi delle forze di pace. "Lavoriamo con gli Usa - afferma Tajani per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente a partire dalla Libia. Vogliamo consolidare la cooperazione con i paesi di partenza e di transito del Nord Africa, del Sahel e del Corno d'Africa per combattere la migrazione irregolare e i trafficanti di esseri umani".
Smotrich: “Se l’Anp alza la testa la distruggeremo come Hamas”
Se l'Autorità nazionale palestinese (Anp) "alza la testa" e contesta il piano per la sovranità israeliana in Cisgiordania "la distruggeremo come abbiamo fatto con Hamas". Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich, come riporta il sito di Ynet. "Non c'è mai stato e mai ci sarà uno Stato arabo tra di noi", ha dichiarato Smotrich.
Rivolgendosi al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Smotrich gli ha chiesto: "riunisci il governo e prendi una decisione storica: applicare la sovranità a tutte le aree aperte in Giudea e Samaria. Se lo farai, entrerai nei libri di storia come un grande leader".
Il ministro Smotrich sul piano per la Cisgiordania: “Massimo territorio con il minimo degli arabi”
"Il massimo territorio, il minimo degli arabi". Così il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha sintetizzato l'obiettivo del piano di sovranità di Israele in Cisgiordania. Secondo il ministro, "l'ampio consenso a favore della sovranità deriva dalla consapevolezza che non dobbiamo permettere che una minaccia esistenziale operi al nostro interno. E' giunto il momento di applicare la sovranità israeliana in Giudea e Samaria e di rimuovere la divisione di questo piccolo territorio dall'agenda". Smotrich ha invitato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ad applicare la sovranità in Cisgiordania e ha aggiunto che la sua intenzione è di applicare la legge israeliana all'82% dei territori di Giudea e Samaria, lasciando il 18% ai palestinesi. "Massimo territorio, minimo arabi", ha affermato.
Israele dichiara “terra statale” 45 ettari in Cisgiordania
L'Amministrazione civile del ministero della Difesa israeliano ha dichiarato 'terra statale' 456 dunam (45 ettari) di territorio adiacente all'avamposto illegale di Havat Gilad, nel nord della Cisgiordania, il che significa che sarà disponibile per lo sviluppo di insediamenti e infrastrutture. In precedenza, il terreno faceva parte delle terre amministrative dei villaggi palestinesi vicini di Jit, Tell e Faràata, anche se non si tratta di proprietà privata. Chiunque rivendichi la proprietà privata di queste terre può presentare ricorso entro 45 giorni.
L’esercito israeliano avanza verso il centro di Gaza City
L' esercito israeliano si è addentrato ulteriormente nella città di Gaza con soldati e carri armati che si sono spinti fino a Sheikh Radwan, uno dei quartieri più grandi e affollati del centro urbano: lo riporta Reuters sul suo sito. Nelle ultime settimane, le forze israeliane sono avanzate attraverso la periferia esterna di Gaza City e ora si trovano a pochi chilometri dal centro città, nonostante gli appelli internazionali a fermare l'offensiva. I residenti di Gaza City hanno riferito a Reutes che l'esercito ha distrutto case e accampamenti di tende che ospitavano palestinesi sfollati dopo quasi due anni di guerra.
Hamas: 6 morti per malnutrizione in 24 ore tra cui un bambino
Il ministero di Hamas riferisce con un messaggio su Telegram che nelle ultime 24 ore sono stati registrati 6 decessi a causa di carestia e malnutrizione, tra cui un bambino. Il bilancio complessivo delle vittime legate alla malnutrizione sale così a 367, di cui 131 bambini, afferma il ministero.
Israele lancia il satellite-spia Ofek 19. Katz: “Messaggio ai nemici, vi osserviamo in ogni momento”
Il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato sul suo account X il successo del lancio del satellite-spia "Ofek 19", definendolo un risultato di livello mondiale che solo poche nazioni possiedono. Katz ha espresso gratitudine all'Industria aerospaziale israeliana, al ministero della Difesa, all'Idf. "È un messaggio ai nostri nemici, vi osserviamo in ogni momento", ha scritto il ministro, sottolineando che l'iniziativa rappresenta anche un invito ai popoli della regione a collaborare per un futuro migliore. "Ofek-19" è un satellite di osservazione radar ad apertura sintetica con capacità avanzate, progettato per fornire immagini ad alta risoluzione per scopi di intelligence e sorveglianza", ha spiegato il ministero della Difesa.
Ben-Gvir: “Fuori da casa Netanyahu attentati terroristici”
"Ondata di attentati terroristici questa mattina nei pressi della residenza del Primo Ministro nel quartiere di Rechavia, con il sostegno e l'incoraggiamento del procuratore generale criminale che vuole distruggere il Paese". È quanto scrive in un post sui social il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir, commentando i cassonetti e le auto date alle fiamme fuori dalla casa di Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) MIDEAST ISRAEL PALESTINIANS GAZA CONFLICT]]
Idf, ucciso capo della Jihad che rapì e uccise la famiglia Bibas
Idf e Shin Bet hanno annunciato l'eliminazione di Sabach Salim Sabach Daia, leader della Jihad islamica palestinese a Gaza, responsabile del sequestro di Shiri, Ariel e Kfir Bibas, poi uccisi nella Striscia dai terroristi. Daia era stato nominato di recente alla guida del gruppo dopo che tre suoi predecessori erano stati eliminati in attacchi dell'Idf negli ultimi mesi. Secondo le autorità israeliane, aveva un ruolo diretto nel reclutamento di terroristi in Cisgiordania e in Israele, promuovendo e realizzando attentati. I miliziani dell'organizzazione hanno avuto un ruolo centrale anche nel massacro del 7 ottobre, prendendo parte a uccisioni e rapimenti. Pur non avendo partecipato alla pianificazione dell'offensiva di Hamas, hanno sfruttato le linee di attacco dettate dal movimento islamista sul terreno.
Idf: “Abbattuto il missile balistico lanciato dagli Houthi”
L'Idf rende noto che le difese aeree hanno intercettato il missile balistico lanciato dagli Houthi, dal territorio dello Yemen, contro Israele. Per la prima volta dopo l'attacco dell'esercito a Sanaa che ha ucciso il premier degli Houthi e diversi ministri, le sirene sono state attivate a Tel Aviv e in diverse aree nel centro del Paese. Ieri e nei giorni scorsi, missili e droni lanciati dallo Yemen sono stati intercettati prima di raggiungere il territorio israeliano.
Sirene in Israele per lancio missilistico dallo Yemen
In Israele sono scattate le sirene dopo che l'Idf ha identificato un lancio missilistico dallo Yemen. Lo riferisce Ynet News. Il portavoce dell'Idf ha annunciato che "è stato identificato un lancio di missili dallo Yemen verso il territorio israeliano. I sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia. Seguire le istruzioni del Comando del Fronte Interno". Poco dopo le sirene sono scattate nell'area di Gush Dan, Gerusalemme, Yarkon, Lachish, Shfela e nelle pianure della Giudea. Il livello di allerta è molto alto per il timore di attacchi dallo Yemen, dopo che la scorsa settimana Israele ha ucciso il primo ministro e decine di esponenti governativi yemeniti in un raid su Sanàa.
Libano, Unifil: “Attacco con droni israeliani contro peacekeeper”
La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha segnalato uno degli attacchi israeliani "più gravi" contro il suo personale dal cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah libanese a novembre. "Ieri mattina, droni dell'esercito israeliano hanno sganciato quattro granate vicino alle forze di peacekeeping" nei pressi della Linea Blu, la linea di demarcazione delle Nazioni Unite tra Israele e Libano, ha dichiarato l'Unifil in una nota diramata oggi, denunciando "uno degli attacchi più gravi" contro il suo personale da novembre.
Al momento non sono stati segnalati feriti.
Manifestanti incendiano cassonetti intorno casa Netanyahu
La 'Giornata di disordini' indetta per chiedere la liberazione degli ostaggi e la fine immediata della guerra è cominciata questa mattina presto con i manifestanti che hanno incendiato diversi cassonetti intorno alla residenza del premier Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, per creare un 'anello di fuoco' attorno al luogo. Uno degli incendi è stato appiccato a 100 metri dalla residenza ufficiale del primo ministro. Le leader della protesta sono Anat Engerst, madre del rapito Matan, e Vicky Cohen, madre di Nimrod. Le manifestazioni sono iniziate spontaneamente alle 6,30 (5,30 in Italia) ma erano previste alla Knesset a mezzogiorno.
Il ministro israeliano Sa’ar: “Macron mina alla stabilità della regione”
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha risposto alle critiche del presidente francese Emmanuel Macron riguardo al rifiuto Usa di concedere visti agli alti funzionari palestinesi per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu. "Macron mina la stabilità della regione con le sue azioni e trascina il sistema regionale e internazionale verso passi unilaterali. Le sue azioni sono pericolose. Non porteranno né pace né sicurezza", ha scritto su X. Per il ministro, il capo dell'Eliseo "non è indignato per l'incitamento selvaggio nel sistema educativo palestinese contro Israele e gli ebrei. Inoltre, non protesta contro i pagamenti dell'Anp ai terroristi e alle loro famiglie". "Macron sta cercando di intervenire dall'esterno in un conflitto di cui non è parte, completamente slegato dalla realtà sul campo dopo il 7 ottobre", ha aggiunto.
Macron: “Le azioni di Israele non fermeranno il riconoscimento della Palestina”
Stiamo "lavorando per garantire che, il giorno dopo, Hamas venga disarmato ed escluso da qualsiasi governo di Gaza, che l'Autorità Nazionale Palestinese venga riformata e rafforzata e che la Striscia di Gaza venga completamente ricostruita. Nessuna offensiva, tentativo di annessione o spostamento forzato di popolazioni potrà vanificare lo slancio che abbiamo creato con il Principe ereditario, slancio a cui molti partner hanno già aderito". Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una telefonata con Mohammed bin Salman, con il quale presiederà la Conferenza sulla soluzione dei due Stati a New York il prossimo 22 settembre. "Insieme, facciamo di questa Conferenza sulla soluzione dei due Stati un punto di svolta decisivo per la pace e la sicurezza per tutti nella regione", ha aggiunto.