Esteri

Israele - Gaza, le news dell’8 settembre. Netanyahu ai residenti di Gaza City: “Andatevene”

Israele - Gaza, le news dell’8 settembre. Netanyahu ai residenti di Gaza City: “Andatevene”
Attentato a Gerusalemme: sei morti. Spagna: “Stop alla vendita di armi a Israele e divieto di accesso ai porti spagnoli per petroliere israeliane che riforniscono l’Idf”. In risposta, Israele sanziona vicepremier spagnola Diaz e una ministra
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Cinque persone sono morte e quindici sono rimaste ferite durante un attentato a Gerusalemme. Secondo Channel 12, alcuni terroristi sarebbero saliti su un autobus e avrebbero aperto il fuoco sui passeggeri. I media israeliani sottolineano che due terroristi sono stati uccisi. Gli Stati Uniti hanno avanzato una nuova proposta ad Hamas: la consegna di tutti gli ostaggi in cambio dello stop alle operazioni militari a Gaza City.

Media, “Via libera da Trump, il genero elabora il piano per Gaza”

Il ministro israeliano Ron Dermer, capo negoziatore e principale consigliere di Netanyahu, ha incontrato oggi a Miami l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Donald Trump, per discutere dell'accordo sugli ostaggi, la fine della guerra a Gaza, e del piano Usa per il 'giorno dopo' la guerra: lo ha riferito un alto funzionario americano a Barak Ravid di Channel 12 spiegando che Kushner ha di fatto ricevuto da Trump il 'via libera' per elaborare il piano americano per il dopoguerra nella Striscia. La fonte ha affermato che Israele avrà influenza sul piano, "ma non sarà il piano di Bibi, né quello di Dermer".

Media, il premier del Qatar preme su Hamas perché accetti l’accordo

Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha fatto pressione sui leader politici di Hamas affinché "rispondano positivamente" all'ultimo accordo di cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti durante i colloqui tenutisi oggi a Doha: lo riporta il Times of Israel.

Barghouti, attacchi sono una scusa di Israele per punizione collettiva

Israele usa gli attentati come scusa per "punizioni collettive" nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania, con l'obiettivo ultimo di annettere i Territori.
Lo ha denunciato ad Al Jazeera Mustafa Barghouti, segretario generale dell'Iniziativa Nazionale Palestinese, sottolineando che gli attacchi, come quello di Gerusalemme Est stamane, sono seguiti da una "escalation delle politiche di punizione collettiva che comunque ci sono". Questo "schema esiste anche senza attacchi", ha sottolineato il politico palestinese. "E' solo che (Israele) sfrutta questo momento per giustificare e intensificare le punizioni collettive contro i palestinesi". L'obiettivo finale è "chiaro", ha aggiunto Barghouti, ovvero "l'annessione della Cisgiordania e lo sfollamento e la pulizia etnica della sua popolazione".

Netanyahu: “Colpiremo con forza i covi del terrore in Cisgiordania”

Israele colpirà con forza i "covi del terrore" in Cisgiordania, dopo l'attentato a Gerusalemme Est che ha fatto sei morti. "Eliminare questi due terroristi non è sufficiente, così come non lo è perseguire sostenitori e complici. La mia direttiva è di colpire con forza i covi del terrore. Abbiamo già eliminato i covi del terrore in tre campi profughi. Abbiamo semplicemente evacuato la popolazione da lì e raso al suolo tutte le infrastrutture terroristiche, e la mia direttiva è di fare lo stesso in altri covi del terrore", ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Tajani: “Israele ha sbagliato, i palestinesi hanno diritto ad avere uno Stato”

"Israele ha sbagliato in questa ultima fase perché è andato al di là dei limiti della reazione giustificata e proporzionata". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista al Tg4, ribadendo che "il governo italiano lavora per costruire un cessate il fuoco e per dar vita finalmente a una realtà che comprenda due popoli con due Stati". Tajani ha sottolineato che l'Italia "è amica di Israele e amica del popolo palestinese" e ha puntato il dito anche contro Hamas, "corresponsabile di tutto ciò che accade perché si sta facendo scudo del proprio popolo e quindi è corresponsabile anche delle morti che ci sono". "I palestinesi - tuttavia - hanno diritto ad avere un loro Stato. È un'operazione diplomatica lunga e difficile, ma l'obiettivo deve essere la pace. Condanniamo gli attacchi terroristici contro i civili in Israele: non sono atti eroici, peggiorano la situazione".

Il ministro ha chiesto di fermare subito gli attacchi anche in Cisgiordania: "È ora di finirla con gli attacchi contro le comunità cristiane, non perché la vita di un palestinese cristiano valga più di quella di un palestinese non cristiano, ma perché le comunità cristiane sono elementi di pace e stabilità. Colpirle è un regalo che si fa a Hamas". Tajani ha citato l'intervento di padre Brian Faltas, custode di Terra Santa, ricordando che "in tutto il Medio Oriente i cristiani sono portatori di pace e gli attacchi contro di loro sono profondamente sbagliati".

Sul fronte libanese, Tajani ha confermato che "i militari di Unifil dovrebbero ritirarsi a fine 2026, quindi di questo abbiamo ottenuto la proroga" e ha rivendicato il ruolo dell'Italia nell'addestramento dell'esercito libanese: "È garanzia di stabilità e anche per disarmare Hezbollah, una decisione presa dal governo libanese che dovrebbe restituire autorità al governo centrale". Il ministro ha annunciato la disponibilità italiana a partecipare, una volta finita la guerra, a "un'eventuale missione internazionale per riunificare Gaza e Cisgiordania e costruire lo Stato palestinese, sotto guida araba".

Axios, a Miami incontro Witkoff-Kushner-Dermer su Gaza

L'inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, ex consigliere e genero del presidente Usa Donald Trump, hanno incontrato oggi a Miami il ministro israeliano per gli Affari Strategici e confidente del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Ron Dermer, per discutere di Gaza. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid citando un funzionario americano.
Gli Usa nei giorni scorsi hanno avanzato una nuova proposta per un cessate il fuoco nella Striscia e la liberazione degli ostaggi.

Abu Mazen a Londra per un incontro con Starmer

Incontro in serata del premier britannico Keir Starmer con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen a Londra. L'iniziativa, che arriva mentre Londra si avvicina al riconoscimento di uno Stato palestinese durante l'Assemblea Generale Onu a fine mese, "fa parte degli sforzi in corso del primo ministro per raggiungere una soluzione politica al conflitto in corso a Gaza", ha dichiarato Downing Street.
Abu Mazen è arrivato a Londra ieri sera per una visita di tre giorni. La sua intenzione è utilizzare l'incontro con Starmer a Downing Street per chiedere la fine "dell'aggressione, della distruzione e della fame inflitte al popolo palestinese", hanno fatto sapere dal suo ufficio. Nel Regno Unito arriverà domani anche il presidente israeliano Isaac Herzog per una visita ufficiale, durante la quale tuttavia non è chiaro se vedrà Starmer. Nell'agenda del capo di Stato ci sono incontri con organizzazioni della comunità ebraica, nonchè "membri del Parlamento, rappresentanti pubblici e influencer".

Quattro soldati israeliani uccisi nel nord di Gaza

Quattro soldati della brigata corazzata 401 dell'Idf sono stati uccisi questa mattina a Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza. Gli uomini di Hamas hanno attaccato un carro armato che rientrava da un'operazione notturna lanciando un ordigno all'interno del mezzo attraverso una delle aperture e hanno sparato contro il comandante. Tre delle vittime sono state identificate: Amit Aryeh Regev, 19 anni, Uri Lamad, 20 anni, e Gadi Kotel, 20 anni. Il nome del quarto soldato non è ancora stato autorizzato per la pubblicazione.

Netanyahu ai residenti di Gaza City, "andatevene"

L'abbattimento di alti edifici a Gaza City "è solo la prima mossa di una potente operazione. Dico ai residenti: siete stati avvertiti, andatevene!". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

1.500 attori e lavoratori: "Boicottare il cinema legato a Israele"

Oltre 1.500 attori e lavoratori dell'industria cinematografica, tra cui Olivia Colman e Mark Ruffalo, hanno promesso di non collaborare con enti cinematografici israeliani accusati di essere "implicati nel genocidio" a Gaza. "Ci impegniamo a non proiettare film, apparire o collaborare in alcun modo con istituzioni cinematografiche israeliane - inclusi festival, cinema, emittenti televisive e case di produzione - implicate nel genocidio e nell'apartheid contro il popolo palestinese", si legge in una lettera aperta pubblicata sul Guardian.


Tra i firmatari figurano gli attori britannici Aimee Lou Wood, Josh O'Connor e Tilda Swinton, gli attori americani Ayo Edebiri e Cynthia Nixon e i registi Ken Loach e Yorgos Lanthimos. La lettera, organizzata dal gruppo Film Workers for Palestine, si dice ispirata da registi di spicco che in passato si rifiutarono di proiettare i loro lavori nel Sudafrica dell'apartheid come parte di un più ampio boicottaggio culturale.

"In questo urgente momento di crisi, in cui molti dei nostri governi stanno rendendo possibile la carneficina a Gaza, dobbiamo fare tutto il possibile per affrontare la complicità in questo orrore incessante", si legge nella nota. Tra gli esempi citati, il Jerusalem Film Festival e il Docaviv Documentary Film Festival, che "continuano a collaborare con il governo israeliano". Nel mirino viene messa "la complicità istituzionale, non l'identità".

Sumud Flotilla, “Non siamo sorpresi dalle dichiarazioni dell’Ue, dispiaciuti per l’inconsistenza delle istituzioni”

"La presa di posizione della Commissione Europea riguardo alla nostra missione non ci sorprende. Ci spiace che un'istituzione che dovrebbe rappresentare tutti noi europei non faccia altro che ripetere i talking point di sempre, senza riuscire ad andare oltre il perimetro politico dell'inconsistenza". Lo dicono in un comunicato stampa gli attivisti della delegazione italiana di Global Sumud Flotilla, la flotta di barche internazionali che salperanno per portare aiuti umanitari a Gaza. Le parole degli attivisti arrivano in risposta alle dichiarazioni rilasciate oggi dalla portavoce della Commissione Europea, Eva Hrncirova, che ha esortato a "non incoraggiare la Sumud Flotilla perché potrebbe aggravare la situazione e mettere a rischio i propri partecipanti".

Hrncirova, rilevano gli attivisti, "ha dichiarato che stanno cercando di aumentare il numero di camion che entrano a Gaza, ma dovrebbe essere a conoscenza del fatto che se prima del 7 ottobre ogni giorno entravano a Gaza 500 camion di aiuti (circa 15 mila al mese), da inizio anno ad oggi ne sono entrati circa 1.400 in totale, nessun camion tra marzo e maggio, da quando Israele ha impunemente violato il cessate il fuoco. Gli ultimi dati del World Food Programme parlano di 470.000 persone in condizione di carestia (fame catastrofica - Fase 5 della Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare - IPC). Inoltre, vogliamo ricordare che ai cancelli della famigerata 'Gaza Humanitarian Foundation' sono state uccise più persone del 7 ottobre. Di quali canali stiamo parlando", chiedono dalla Flotilla.

Sanchez, “La storia giudicherà l’indifferenza a Gaza come complicità'”

"La storia non giudicherà l'indifferenza con riserva. Quando i media internazionali potranno entrare a Gaza, ci renderemo conto che stiamo assistendo a uno dei momenti più oscuri del XXI secolo. La storia sarà implacabile. E giudicherà l'indifferenza come complicità. Davanti alla continua barbarie, niente è sufficiente finché non avrà fine". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, intervenendo a un incontro con un gruppo di cooperanti nella giornata internazionale del Cooperante, presso l'Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale (Aecid). Sanchez ha anzitutto ribadito la "più energica condanna" all'attentato odierno a Gerusalemme Est, che ha provocato sei vittime, fra cui un giovane di 25 anni di nazionalità spagnola residente in Israele. Per poi illustrare il pacchetto di sanzioni contro Israele che approverà domani il Consiglio dei ministri per "fermare la barbarie" sulla Striscia di Gaza.


"La Spagna è dal lato corretto della storia", ha evidenziato il leader socialista, che ha parlato di "fallimento morale della comunità internazionale" rispetto al conflitto di Gaza. "Quella dello scrittore israeliano Etgar Keret è una voce coraggiosa tra i silenzi codardi in Israele, che parla di “routine della morte", ha anche detto Sanchez. "Questa amnesia dell'indignazione - ha proseguito - è la stessa che ha portato molti a dimenticare la foto di Aylan, il bambino siriano annegato in una spiaggia della Turchia. Oggi torna sui nostri giornali e telegiornali, dieci anni dopo, e ci interroga su dove sia quella solidarietà", ha concluso il leader socialista.

Capo Idf: “Chiusa l’area da cui provenivano i terroristi di Gerusalemme”

Il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha visitato oggi un punto di osservazione in Cisgiordania da cui provenivano i terroristi che hanno compiuto l'attacco a Gerusalemme. "Ho ordinato la chiusura totale dell'area da cui sono arrivati i terroristi. Proseguiremo con un impegno operativo e d'intelligence determinato e continuo, inseguiremo le cellule terroristiche ovunque e colpiremo infrastrutture e organizzatori", ha dichiarato Zamir. "Dobbiamo studiare, indagare e trarre le lezioni necessarie. In tutte le aree stiamo intensificando le operazioni per conseguire la sconfitta definitiva di Hamas, agendo in modo offensivo e proattivo". Zamir ha aggiunto che l'attentatore è stato neutralizzato da un soldato della brigata Asmonea insieme a un civile ortodosso: "È un esempio della prontezza operativa che ci si aspetta dalle nostre truppe", ha detto, esprimendo apprezzamento per la freddezza e la determinazione dimostrate.

Herzog dopo l’attentato, “Combattiamo il male assoluto”

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha commentato l'attacco terroristico a Gerusalemme, in cui sei persone sono state uccise, dichiarando: "È un giorno doloroso e difficile. Cittadini innocenti sono stati uccisi e feriti a sangue freddo su un autobus in piena città da terroristi malvagi. L'attentato sconvolgente ci ricorda ancora una volta che stiamo combattendo contro il male assoluto". "Il mondo deve capire contro cosa ci troviamo a confrontarci e deve interiorizzare che il terrorismo non ci piegherà mai e non raggiungerà i suoi obiettivi. Il mio cuore è con le famiglie in lutto con condoglianze e abbracci commossi. Prego per la guarigione dei feriti, nel corpo e nell'anima", ha aggiunto.

(ansa)

Fonti di Hamas: “Irrealizzabile la consegna di tutti gli ostaggi in un giorno”

Fonti di Hamas considerano le proposte attualmente presentate per la cessazione della guerra a Gaza "piene di insidie e mine che devono essere disinnescate, affinché includano condizioni eque in grado di soddisfare le richieste di tutte le parti, con particolare attenzione alla fine del conflitto, priorità assoluta per Hamas e le fazioni palestinesi". Lo riferisce il quotidiano panarabo Al-Sharq Al-Awsat, secondo cui le stesse fonti hanno confermato "l'apertura del movimento a valutare le proposte ricevute, evitando posizioni rigide che potrebbero complicare ulteriormente il quadro negoziale".

Le fonti hanno inoltre hanno riferito che alcune delle idee discusse prevedono la consegna di tutti gli ostaggi nel primo giorno di cessate il fuoco, una condizione giudicata "difficilmente realizzabile". Le fonti di Hamas hanno comunicato ai mediatori, come riportato dal quotidiano di proprietà saudita, che "non è possibile rilasciare contemporaneamente gli ostaggi vivi e i corpi dei deceduti nel primo giorno di cessate il fuoco", precisando che "alcuni ostaggi sono stati uccisi in luoghi specifici, rendendo necessario un'interruzione delle operazioni militari israeliane per recuperarli da sotto le macerie o da siti occupati dalle forze israeliane".

Secondo le stime, Hamas detiene attualmente 48 ostaggi israeliani, su un totale di 256 persone israeliani e stranieri catturate il 7 ottobre 2023. Stando ai dati ufficiali del governo israeliano, 19 ostaggi risultano ancora certamente in vita.

Le fonti hanno infine indicato - riporta Al-Sharq Al-Awsat - che "le fazioni palestinesi sono pronte a rilasciare un numero di ostaggi vivi nel primo giorno e un gruppo più ampio, comprensivo di vivi e defunti, in una data concordata, poiché sarà necessario del tempo per recuperare i corpi rimanenti".

Il presidente americano Donald Trump aveva avvertito su Truth Social "delle conseguenze del mancato accordo. Questo è il mio ultimo avvertimento, non ce ne sarà un altro!", sostenendo che "ci sarà un accordo a Gaza molto presto", senza fornire ulteriori dettagli, e aggiungendo di credere che saranno restituiti a Israele tutti gli ostaggi, sia i vivi che i deceduti: "Penso che riusciremo a riportarli tutti indietro". Trump ha detto ancora che "gli ostaggi vivi potrebbero essere poco meno di 20".

Metsola: “La situazione a Gaza è inaccettabile, l’Ue faccia di più”

"La situazione in Medio Oriente e a Gaza continua a essere terrificante, con morti e sofferenze indicibili che stanno diventando fin troppo familiari. Non possiamo permettere che l'orrore a cui stiamo assistendo si normalizzi. La situazione è insostenibile e inaccettabile. Troppe persone hanno perso troppo. Troppe sono state uccise. Troppe sono ancora tenute prigioniere. Troppe bombe sono state sganciate. Troppi bambini ora conoscono la guerra e la fame". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in apertura della plenaria.

"So che siamo tutti determinati a contribuire a trovare una via d'uscita che spezzi il ciclo violento della storia e, affinché ciò abbia una possibilità, deve esserci una soluzione politica che preveda la fine della violenza e del terrore e il ritorno degli ostaggi. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco e di una reale prospettiva verso una soluzione a due Stati. Troppo sangue innocente è stato versato. L'Europa deve fare di più per trovare la pace", aggiunge.

Sanchez: “L’Ue sospenda l’accordo con Israele, cosa aspetta?”

La Spagna ha chiesto "la sospensione dell'accordo di associazione tra Ue e Israele, non so cosa stia aspettando l'Europa a sospendere l'accordo". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all'evento organizzato dall'Agenzia Spagnola per la Cooperazione Internazionale (Aecid), in occasione della Giornata dei Cooperanti, a Madrid. Quello che sta succedendo a Gaza "ha una parola per descriverlo ed è genocidio", ha detto Sanchez sottolineando che "la Spagna non distoglierà lo sguardo dalla barbarie, non parteciperà all'esercizio quotidiano di banalizzazione del male". Il premier ha poi rivendicato che il suo governo ha "condannato gli atroci attentati terroristici di Hamas dal primo minuto e chiesto la liberazione degli ostaggi". "Non accetto che si dica che la Spagna non ha condannato gli attentati di Hamas e non ha chiesto la liberazione degli ostaggi", ha affermato.

(afp)

Anp: “I Paesi europei seguano l’esempio della Spagna”

Il ministero degli Esteri palestinese ha accolto con favore le misure annunciate questa mattina dal premier spagnolo Pedro Sanchez per "fermare il genocidio a Gaza". Ne dà notizia l'agenzia palestinese Wafa. Il ministero ha elogiato ancora una volta le posizioni "dell'amico Regno di Spagna", il suo re, il suo governo e il suo popolo, e ha invitato i Paesi, in particolare quelli europei, a "seguire l'esempio" di Madrid e i suoi sforzi per porre fine alla guerra, raggiungere la pace e proteggere la soluzione dei due Stati.

Idf, allarme per drone sul Mar Morto

Sono scattate di nuovo le sirene di allarme in Israele, per l'ingresso di un drone nello spazio aereo del Mar Morto e della Cisgiordania. Lo ha riferito l'Idf sui suoi canali social.

Autorità di Israele confermano l’identità degli attentatori di Gerusalemme

Le autorità israeliane hanno confermato l'identità degli autori dell'attacco terroristico di oggi a Gerusalemme. Si tratta di Mohammad Taha, 21 anni, e Muthanna Amro, 20 anni. "Entrambi sono residenti nella zona di Ramallah e non hanno precedenti arresti", hanno affermato la polizia israeliana e il servizio di sicurezza Shin Bet in una dichiarazione congiunta. Nell'attentato sono state uccise sei persone oltre ai due terroristi.

Comunità ebraiche in Spagna condannano l’attentato a Gerusalemme

La Federazione delle Comunità Ebree di Spagna (Fcje) ha condannato l"attacco terroristico di questa mattina a una fermata dell'autobus e Gerusalemme Est, che ha provocato la morte di almeno sei persone, fra cui il giovane Yaakov Pinto, uno spagnolo di 25 anni originario di Melilla, che si era sposato di recente ed era residente in Israele. "La Fcje dichiara lutto ufficiale in memoria di Yaacol Pinto", segnala la Federazione in un comunicato in cui trasmette il cordoglio ai familiari della vittima e alla comunità israeliana di Melilla, assieme alla "solidarietà alla società israeliana che vive segnata dal terrorismo".

Ue: “La protezione consolare dei membri della Flotilla spetta agli Stati membri”

Quanto alla possibilità per l'Ue di garantire la protezione consolare dei membri della Global Sumud Flotilla, "posso solo sottolineare che le autorità responsabili di garantire la protezione consolare sono gli Stati di appartenenza dei cittadini". Lo detto il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Anouar El Anouni, nel briefing giornaliero con la stampa.

Media, 5 morti in Libano dopo raid aerei israeliani

L'aviazione israeliana ha condotto una serie di bombardamenti nel nord-est del Libano, colpendo le alture dell'Anti-Libano, al confine con la Siria. Secondo le prime informazioni, i raid hanno causato almeno cinque morti e diversi feriti. Israele afferma di aver colpito obiettivi di Hezbollah, il partito armato anti-israeliano. Gli attacchi hanno interessato le zone di Halabta, Harabta, Zeghrin, Sherbin, l'entroterra di Laboue e i dintorni di Nabi Musa, tra Zboud e Sbuba. Testimoni oculari citati dai media hanno filmato almeno quattro grandi colonne di fumo che si innalzavano sopra le colline. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira i "campi di addestramento" dell'unità d'élite di Hezbollah. Sempre secondo l'esercito israeliano, questi campi venivano utilizzati per lo stoccaggio di armi e per addestrare combattenti a compiere attacchi contro Israele. Nelle stesse ore, un pastore libanese è stato ferito alla testa da un ordigno esplosivo lanciato da un drone israeliano nel sud-est del paese. Il giovane è stato soccorso dai caschi blu nepalesi che in quell'area operano nel contesto della missione Onu (Unifil).

Guterres condanna l’attentato a Gerusalemme

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha condannato "fermamente l'attentato terroristico" avvenuto oggi a Gerusalemme, nel quale sei persone sono state uccise e undici ferite. Guterres ha inviato le condoglianze alle femiglie delle vittime e augurato una "pronta guarigione" alle persone ferite.

Armi Usa a Israele potranno passare via basi in Spagna

Il divieto di transito in porti e nei cieli spagnoli che Madrid punta a imporre per navi e aerei che trasportano combustibile o materiale di difesa destinato a Israele, annunciato dal premier Pedro Sanchez, non dovrebbe essere valido nel caso delle basi di Rota e Morón, utilizzate abitualmente come scali dagli Stati Uniti: lo riferisce radio Cadena Ser, citando fonti governative iberiche. Stando a queste fonti, non è infatti prevista una modifica dell'accordo di cooperazione per la Difesa in vigore tra Spagna e Usa che regola l'uso di questi due siti, entrambi situati in Andalusia.

Tale accordo prevede che Madrid venga informata della presenza di materiale militare nei mezzi Usa che fanno scalo nelle due basi, ma non della loro destinazione finale, specifica la Ser.

In dichiarazioni a questa stessa radio, sul tema si è pronunciata la ministra della Gioventù spagnola, Sira Rego, rappresentante della coalizione di sinistra Sumar. "Nessun punto del territorio del nostro Paese dovrebbe essere utilizzato per azioni che abbiano legami con eventuali collaborazioni con un genocidio", ha affermato. Da parte sua, la leader del partito di sinistra radicale Podemos, Ione Belarra, ha sostenuto su X che la questione riguardante le basi di Rota e Morón legittima i dubbi sul fatto che "l'embargo di armi annunciato da Sanchez sia reale".

Idf, “Colpito grattacielo del terrore a Gaza City”

L'Aeronautica militare israeliana ha colpito la torre al Ràiya nella città di Gaza, dove "Hamas ha installato apparecchiature di raccolta di informazioni, ordigni esplosivi e posti di osservazione". Lo riferisce l'Idf affermando che le apparecchiature e le bombe si trovano nell'area vicina all'edificio e da lì i terroristi hanno operato per tutta la durata della guerra contro le truppe. Si tratta del quarto grattacielo di Gaza City colpito dall'Idf in pochi giorni. I civili sono stati avvisati prima del raid.

La Spagna richiama l’ambasciatrice in Israele per consultazioni

La Spagna ha richiamato per consultazioni la sua ambasciatrice in Israele, Ana Salomon Perez, a causa delle "accuse diffamatorie" mosse contro Madrid dal governo Netanyahu e in seguito al divieto di ingresso nel Paese imposto alla vice premier e ministra del Lavoro, Yolanda Diaz, e alla ministra per i Giovani, Sira Rego, entrambe del partito di sinistra Sumar. Lo riferisce il sito di El Pais, precisando che il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Albares, ha richiamato l'ambasciatrice "a causa delle accuse diffamatorie contro la Spagna e delle misure inaccettabili contro due membri del nostro governo", secondo fonti ufficiali del ministero degli Esteri di Madrid.

Hamas plaude al governo spagnolo, “Bene l’embargo sulle armi contro Israele”

Hamas ha accolto con favore le iniziative annunciate dal governo spagnolo per consolidare l'embargo sulle armi contro Israele e ha invitato altri Paesi ad adottare misure simili. "Questa decisione - afferma Hamas - "rappresenta un passo politico e morale significativo nel quadro degli sforzi internazionali per fermare la guerra di genocidio, carestia e sfollamento contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza". Il governo spagnolo ha anche optato per un divieto legale e permanente sull'acquisto e la vendita di tutti i tipi di armi, munizioni e attrezzature militari a Israele. Hamas ha anche accolto con favore la decisione della Spagna di negare il permesso nei porti spagnoli alle navi che trasportano carburante e attrezzature militari destinate alle forze armate israeliane. Il gruppo ha invitato tutti i Paesi che esportano armi in Israele a prendere misure simili, nonché a intensificare "tutte le forme di pressione politica, economica e legale sull'occupazione criminale per costringerla a fermare gli orrendi massacri contro i civili nella Striscia di Gaza".

Incitamento a terrorismo, l’Idf arresta donna liberata nello scambio di ostaggi

La polizia israeliana e le truppe dell'Idf hanno arrestato una donna palestinese, recentemente rilasciata da una prigione israeliana, con l'accusa di incitamento al terrorismo online. Lo riporta Times of Israel. La sospettata, che secondo la polizia è affiliata ad Hamas, è stata liberata tramite uno scambio di ostaggi durante la tregua di Gaza di quest'anno. La donna risiede a Yatta, una città palestinese nel sud della Cisgiordania.

La polizia ha affermato che ha pubblicato post in cui si rallegrava per la morte di un soldato israeliano a Gaza e elogiava gli attacchi missilistici balistici dell'Iran contro Israele durante la guerra di giugno. Al momento dell'arresto, gli agenti le hanno sequestrato il telefono e due computer, ed è stata trasferita per essere interrogata alla stazione di polizia di Hebron.

Diaz, “Dopo le misure contro di me, la Spagna interrompa le relazioni con Israele”

La vice premier spagnola, Yolanda Díaz, chiede che la Spagna interrompa le relazioni con Israele dopo che il governo di Benjamin Netanyahu ha risposto al pacchetto di misure annunciate da Pedro Sanchez "per fermare il genocidio a Gaza" imponendo il divieto di ingresso a lei ed alla ministra della Gioventù, Sira Rego.

"Oggi Netanyahu ha adottato contro la ministra Rego e contro di me misure per impedirci l'ingresso in Israele. Ora è giustificato più che mai interrompere le relazioni con il regime di Netanyahu", ha affermato, in un'intervista a "La Sexta", la ministra del Lavoro nel governo Sanchez, aggiungendo che la coalizione di sinistra da lei guidata, Sumar, continuerà a fare pressioni per ottenere il ritiro dell'ambasciatrice spagnola a Tel Aviv, Ana Maria Solomon.

Nel pacchetto di nove misure annunciate oggi dal premier socialista, che prevedono la formalizzazione in decreto legge l'embargo delle armi ad Israele e il divieto di passaggio nei porti e nei cieli spagnoli di spedizioni di armi destinate ad Israele, non c'era la rottura delle relazioni con Israele, come era stato chiesto dagli alleati di governo.

Wafa: “Almeno 40 uccisi dagli attacchi Idf a Gaza dall'alba”

Almeno 40 civili palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani che hanno preso di mira diverse aree della Striscia di Gaza fin dalle prime ore del mattino. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa che cita fonti mediche, secondo cui il totale include 25 uccisi nel nord di Gaza, un morto nella parte centrale e 14 nella parte meridionale della Striscia.

Netanyahu, circondati villaggi dei due terroristi

L'esercito israeliano ha circondato i villaggi di Katana and Kubeiba, in Cisgiordania, dai quali provenivano i due terroristi che stamane hanno aperto il fuoco a Gerusalemme, uccidendo sei persone e ferendone gravemente altre sette. Lo ha riferito il premier israeliano Benjamin Netanyahu, assicurando che "questi omicidi rafforzano la nostra determinazione a combattere il terrorismo". "Arresteremo chiunque abbia aiutati e inviati (i terroristi), e adotteremo misure ancora più incisive", ha aggiunto. Come ha sottolineato il comandante della Divisione Cisgiordania, il generale di brigata Kobi Heller, "Le forze armate stanno circondando i villaggi di Katana e Kubeiba da cui provenivano i terroristi, perquisendo casa per casa all'interno dei villaggi e interrogando i sospettati. Alcune aree di Ramallah e altre località del settore sono state bloccate per effettuare controlli approfonditi".

Domani a Tel Aviv udienza Netanyahu dopo il rinvio di oggi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha informato la Corte che sarà in grado di testimoniare domani nel suo processo penale in corso al tribunale distrettuale di Tel Aviv. L'udienza, inizialmente prevista oggi, è stata annullata a causa dell'attentato terroristico che ha sconvolto Gerusalemme e tutto il Paese. L'udienza - come la maggior parte di quelle svolte sinora per questo procedimento - si terrà a porte chiuse.

Sanchez condanna attacco Gerusalemme, violenza non è la via

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha condannato l'attentato avvenuto a Gerusalemme Est in cui ha perso la vita anche un cittadino spagnolo di 25 anni. "La mia più ferma condanna per l'attacco avvenuto questa mattina a Gerusalemme Est. Desidero esprimere le mie condoglianze al popolo israeliano e, in particolare, alle famiglie delle vittime, tra cui il cittadino spagnolo Yaakov Pinto. La violenza non è la via giusta. Siamo convinti che la pace in Medio Oriente sia possibile", ha scritto il leader socialista su X.

Sàar, accettata proposta Trump, Hamas deponga armi

Parlando da Budapest insieme con l'omologo Peter Szijjarto, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar afferma che Israele "ha detto sì all'ultima proposta di accordo con Hamas". "Siamo pronti ad accettare un accordo completo che porrebbe fine alla guerra, sulla base della decisione del governo. Le condizioni sono "il ritorno dei nostri ostaggi e che Hamas deponga le armi". "Ma ci sono leader europei che ci chiedono di porre fine alla guerra ora, praticamente incondizionatamente", afferma.

Resi noti i nomi delle altre due vittime dell’attentato

Sono stati resi noti dai media israeliani i nomi delle ultime due vittime dell'attentato avvenuto questa mattina a Gerusalemme e costato la vita a sei persone. Si tratta del rabbino Mordechai Steintzag, 79 anni, e di Sarah Mendelson, 60 anni. Steintzag, emigrato in Israele decenni fa dagli Stati Uniti, era proprietario di un noto panificio a Beit Shemesh chiamato "Dr. Mark's Bakery". Mendelson invece faceva parte della leadership di Bnei Akiva, un movimento giovanile sionista religioso. Stando a quanto riportato la donna stava andando al lavoro presso l'ufficio di Bnei Akiva a Gerusalemme quando è stata uccisa. Oltre a Steintzag e Mendelson le altre vittime sono il cittadino spagnolo residente in Israele Yaakov Pinto di 25 anni, il rabbino Yosef David, 43 anni, il rabbino Levi Yitzhak Fash e Israel Matzner, 28 anni,

Saar conferma vittima spagnola: “Proprio mentre Sanchez attacca Israele”

"Nello stesso momento in cui il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha attaccato Israele, i terroristi palestinesi hanno attaccato e ucciso sei israeliani, tra cui Yaakov Pinto, un nuovo immigrato dalla Spagna". Lo ha scritto su 'X' il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar confermando una vittima spagnola tra le sei persone uccise in un attentato questa mattina a Gerusalemme Est. Sàar ha quindi affermato che il primo ministro spagnolo Pedro "Sanchez e i suoi ministri perversi che hanno giustificato il massacro del 7 ottobre, hanno da tempo scelto di schierarsi con Hamas e contro Israele. Vergognoso!".

Katz, attacco Gerusalemme avrà conseguenze gravi

Lo"spregevole" attacco di due terroristi palestinesi a Gerusalemme, costato la vita a sei persone, avrà "conseguenze gravi e di vasta portata". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. "Come abbiamo sconfitto il terrorismo palestinese nel campo di Jenin e nella Samaria (Cisgiordania, ndr) settentrionale, così faremo presto in altri campi terroristici", ha assicurato, sottolineando che "chiunque sponsorizzi e diriga il terrorismo ne pagherà l'intero prezzo".

Media, Israele prepara un grande attacco contro lo Yemen

Israele si starebbe preparando a lanciare un potente attacco contro lo Yemen. Lo ha indicato una fonte della sicurezza citata a condizione di anonimato dall'emittente al-Arabiya dopo che poco fa le Idf hanno reso noto di aver abbattuto nell'arco di mezz'ora sul sud di Israele tre droni partiti dallo Yemen. Il mese scorso le Idf hanno condotto un raid su Sanàa, la capitale yemenita in mano agli Houthi, che ha causato la morte - tra gli altri - del primo ministro dei ribelli filo-iraniani, Ahmed al-Rahawi.

Shin Bet, fermato sospetto complice attentatori

Lo Shin Bet ha annunciato di aver arrestato un residente di Gerusalemme Est sospettato di aver portato in auto gli attentatori sulla scena dell'attacco. Nell'attentato sono morti sei persone e una ventina sono rimasti feriti, di cui sette in gravi condizioni.

Hamas, a Gaza 65 morti in ultime 24 ore, in tutto 64.522

Nelle ultime 24 ore a Gaza negli attacchi israeliani sono stati uccisi 65 palestinesi, 14 dei quali erano in attesa di aiuti. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, precisando che sei persone sono morte di fame e malnutrizione nelle ultime 24 ore, tra cui due bambini, portando il numero di morti per malnutrizione dall'inizio della guerra a 393, di cui 140 bambini. In totale, 64.522 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza e 163.096 sono rimaste ferite.

Nuovo avviso Idf, evacuate edificio città Gaza sede Hamas

Il portavoce in lingua araba delle forze israeliane, Avichay Adraee, ha diramato un nuovo "avviso urgente" di evacuazione ai residenti di alcune zone della città di Gaza. In particolare, è stato indicato in rosso un edificio "che sarà attaccato nel prossimo futuro a causa della presenza di infrastrutture terroristiche di Hamas al suo interno o nelle sue vicinanze". Agli abitanti della zona è stato intimato di "evacuare immediatamente l'edificio e le tende adiacenti, e dirigersi a sud verso l'area umanitaria di Mawasi, a Khan Younis".

Fra vittime Gerusalemme un rabbino e un cittadino spagnolo

I media israeliani hanno reso noti i nomi di tre delle vittime dell'attentato avvenuto questa mattina a Gerusalemme costato la vita a sei persone. Si tratta del rabbino Yosef David, 43 anni, di Yisrael Matzner, 28 anni, e di Yaakov Pinto, 25 anni. Quest'ultimo - riporta El Mundo - era un'ebreo spagnolo che viveva in Israele, dove si era recentemente sposato. Il Times of Israel aggiunge che tutte e tre le persone decedute erano residenti a Gersualemme.

Presidenza Anp, condanniamo attacchi a civili

La presidenza dell'Autorità nazionale palestinese ha condannato l'attentato di oggi a Gerusalemme. "Condanniamo qualsiasi attacco contro civili palestinesi e israeliani e ogni forma di violenza e terrorismo, indipendentemente dalla loro origine", si legge in una nota della presidenza Anp riportata dall'agenzia Wafa. "La sicurezza e la stabilità nella regione non possono essere raggiunte senza mettere fine all'occupazione, fermare gli atti di genocidio nella Striscia di Gaza e fermare il terrorismo dei coloni in Cisgiordania, compresa Gerusalemme", prosegue l'Anp.
"Il conseguimento dei legittimi diritti del popolo palestinese a uno Stato indipendente e sovrano con Gerusalemme Est come capitale e la garanzia di sicurezza e pace per tutti porranno fine al ciclo di violenza nella regione", si chiude la nota.

Spagna, inaccettabile divieto ingresso a ministri

Il governo spagnolo ha definito "inaccettabile" il divieto di ingresso in Israele della vicepremier Yolanda Diaz e della ministra della Gioventù Sira Rego. "Il governo spagnolo respinge categoricamente le false e calunniose accuse di antisemitismo del governo israeliano nei confronti della Spagna e degli spagnoli, nonché l'inaccettabile divieto di ingresso in Israele a due membri del governo spagnolo", ha dichiarato il ministero degli Affari esteri in una nota ufficiale.

Saar: “Ue ora deve scegliere se con noi o con jhadisti"

Parlando in una conferenza stampa insieme al suo omologo ungherese a Budapest, il ministro degli Esteri Gideon Saaar ha condannato l'"orribile" attacco terroristico compiuto questa mattina a Gerusalemme. "Siamo in guerra contro il terrorismo islamico radicale. L'Europa e la comunità internazionale, ogni Paese, devono ora fare una scelta chiara. Sono dalla parte di Israele o sono dalla parte dei jihadisti?", ha detto Saar, spiegando che il governo "respinge completamente gli attuali tentativi di costringere Israele ad accettare uno stato terrorista palestinese nel cuore della nostra piccola terra". "Non accadrà", scandisce il ministro degli Esteri, sottolineando che "i terroristi che hanno colpito questa mattina provenivano dai territori dell'Autorità Palestinese e la creazione di un tale Stato avrebbe un solo obiettivo: l'eliminazione dello Stato di Israele". Saar conclude affermando che il riconoscimento di uno Stato palestinese "non farà altro che destabilizzare la regione".

Idf, colpiti siti Hezbollah in raid nella Valle della Beqa

Le Forze di difesa israeliane hanno confermato di aver effettuato attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah nella valle orientale della Beqa, in Libano. Secondo i militari, i raid dell'aeronautica militare hanno colpito i complessi militari di Hezbollah appartenenti alla forza d'élite Radwan dell'organizzazione, dove si radunavano gli agenti e dove erano conservate le armi. L'Idf ha affemato che i siti sono stati "utilizzati dall'organizzazione terroristica Hezbollah per condurre addestramenti, preparare i terroristi alla pianificazione e all'esecuzione di attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e lo Stato di Israele".

Ue condanna attacco a Gerusalemme: “Dimostra necessità di cessate il fuoco”

"Condanniamo questo attacco, come condanniamo ogni perdita di vite umane, che deve fermarsi ora". Lo afferma un portavoce della Commissione europea durante il briefing giornaliero con la stampa, in merito all'attentato di stamattina a Gerusalemme Est. "Chiediamo la de-escalation, e questo dimostra quanto necessario e critico sia un cessate il fuoco. I civili di entrambe le parti, sia palestinesi che israeliani, hanno sofferto troppo a lungo e troppo, e questo deve finire ora, ed è tempo di spezzare questo ciclo di violenza", aggiunge.

Flotilla Gaza: Ue, protezione consolare spetta a Stati membri

"Posso solo sottolineare che le autorità responsabili di garantire la protezione consolare sono gli Stati di appartenenza dei cittadini". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Anouar El Anouni, rispondendo a una domanda sulla possibilità per l'Ue di garantire la protezione consolare dei cittadini europei presenti nella missione della Global Sumud Flotilla nel corso del briefing giornaliero con la stampa.

Allarme drone a Dimona, area del programma nucleare di Israele

Una serie di allarmi sono scattati per l'intrusione di un drone a Dimona, dove si trova l'installazione nucleare israeliana, nel deserto del Negev.

Ue, 'flottiglia per Gaza può peggiorare la situazione'

"Non incoraggiamo le flottiglie, possono far peggiorare la situazione e mettono i partecipanti a rischio. Ma questo non significa che sono giustificabili attacchi con droni o mezzi simili. Crediamo che il modo migliore per far arrivare gli aiuti a Gaza sia attraverso i nostri partner: teniamo i canali con Israele aperti, parliamo con le nostro controparti". Lo ha affermato un portavoce della Commissione Europea a proposito del nuovo convoglio in viaggio verso la Striscia.

Dopo attentato scontro tra Alta Corte e Ben Gvir-Netanyahu

Dopo le osservazioni fatte dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e dal primo ministro Benjamin Netanyahu sulla scena dell'attacco mortale a Gerusalemme, contro l'Alta Corte, definita in maniera velata responsabile dell'attentato, è arrivata la risposta dell'organo giudiziario. "E' un peccato che il giorno in cui si è verificato un attacco così orribile, il ministro Ben-Gvir abbia scelto di attaccare l'Alta Corte", si legge nella dichiarazione. "Questa è una dichiarazione miserabile. La magistratura condivide il dolore delle famiglie degli assassinati e augura una piena guarigione ai feriti dell'attacco", ha aggiunto l'Alta Corte. Appena arrivato sul luogo dell'attentato, Netanyahu aveva invitato il sistema giudiziario "a unirsi alla lotta contro il terrorismo".

Idf, evacuazione urgente per i residenti di Gaza City

Il portavoce in lingua araba dell'Idf ha diffuso un avvertimento urgente e ripetuto ai residenti di Gaza city nei blocchi 726, 727, 784, 786 e in particolare della torre Al-Ràiya, segnata in rosso, e delle tende vicine situate all'incrocio tra via Beirut e via Lega Araba. Secondo l'Idf, la struttura sarà colpita a breve a causa della presenza di infrastrutture terroristiche di Hamas all'interno o nelle immediate vicinanze. "Per la loro sicurezza, i residenti sono chiamati a evacuare immediatamente l'area e a dirigersi verso sud, nelle zone umanitarie di Al-Mawasi a Khan Younis".

Israele vieta ingresso a vicepremier e ministro spagnolo dopo annuncio di Sanchez

Dopo l'annuncio del premier spagnolo Pedro Sanchez di una serie di misure "per fermare il genocidio a Gaza", Israele ha risposto vietando l'ingresso nel Paese alla vice premier e ministra del Lavoro Yolanda Diaz e alla ministra per i Giovani, Sira Rego, entrambe del partito di sinistra Sumar.

Jihad islamica palestinese: “Attacco a Gerusalemme è risposta legittima ai crimini di Israele”

L'attacco terroristico condotto questa mattina a Gerusalemme e costato la vita ad almeno sei persone è "una risposta naturale e legittima ai crimini in corso del nemico sionista" contro i palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. E' quanto hanno sostenuto in una nota le Brigate Al-Quds, braccio armato della Jihad islamica palestinese.

Sale a 6 morti il bilancio dell’attacco a Gerusalemme

E' salito a sei morti il bilancio dell'attacco terroristico avvenuto questa mattina all'incrocio di Ramot a Gerusalemme. Lo rende noto l'ospedale Hadassah di Gerusalemme confermando la morte di un'altra persona rimasta ferita nella sparatoria.

Netanyahu, soldato ultraortodosso ha ucciso i terroristi

Il militare che ha neutralizzato i due attentatori nell'attacco di stamattina a Gerusalemme serve come comandante di squadra nella brigata Hashmonaim (Asmonea), la formazione composta da soldati haredi (ultraortodossi) combattenti. Lo ha dichiarato Benyamin Netanyahu arrivato sul posto dell'attentato. L'unità è stata creata per integrare giovani della comunità ultraortodossa nell'Idf, in un contesto di forte dibattito: gran parte degli ultraortodossi si oppongono al servizio militare obbligatorio, suscitando tensioni con il resto della popolazione che vi è chiamata regolarmente.

Netanyahu presente sulla scena dell'attentato

Il primo ministro Benjamin Netanyahu è arrivato sulla scena dell'attacco all'incrocio di Ramot a Gerusalemme. Lo fanno sapere i media ebraici. Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è arrivato all'incrocio di Ramot, nel nord di Gerusalemme, luogo dell'attentato. Il capo della polizia Danny Levy - che si trova attualmente in Germania per una visita ufficiale - non è presente sulla scena della sparatoria. La polizia sta "attualmente cercando di capire come i terroristi siano arrivati sulla scena, chi li abbia portati", ha detto l'assistente commissario Shlomi Bachar.

Gerusalemme, Netanyahu sul luogo dell'attentato: "Distruggeremo Hamas e libereremo gli ostaggi"

Dopo attentato, Idf circonda diversi villaggi a Ramallah

Subito dopo l'attentato di Gerusalemme, le forze dell'esercito israeliano hanno circondato diversi villaggi alla periferia di Ramallah da cui i due terroristi provenivano.

Hamas elogia l’attacco a Gerusalemme: “Operazione eroica”

Hamas ha elogiato l'attacco terroristico a Gerusalemme, costato la vita ad almeno 5 persone, definendolo un'"operazione eroica". In una nota, Hamas ha parlato di una "operazione che è una risposta naturale ai crimini dell'occupazione e alla guerra di sterminio che sta conducendo contro il nostro popolo" Israele. Hamas non ha rivendicato l'azione e non si è assunto la responsabilità dell'attacco, ma ha invitato i palestinesi della Cisgiordania a "intensificare il confronto con l'occupazione e i suoi coloni".

L'Onu accusa Israele, 'retorica genocida' su Gaza

Nuova denuncia dell'Onu contro Israele, i cui leader sono stati accusati oggi da Volker Turk, alto commissario per i diritti umani, di alimentare "una retorica genocida" sulla Striscia di Gaza, come riportano fra gli altri i media britannici. Un territorio già ridotto a "un cimitero", ha rincarato Turk, aprendo a Ginevra la 60/a sessione del Consiglio Onu per i Diritti Umani e invocando una riposta più decisa della comunità internazionale per "mettere fine al massacro": "Sono inorridito dell'utilizzo aperto di una retorica genocida e della vergognosa disumanizzazione dei palestinesi da parte di alti funzionari israeliani".

Attentato Gerusalemme, autori dell’attacco uccisi da soldato e haredi

I due terroristi sono stati colpiti e uccisi da un soldato e da un giovane haredim armato. Entrambi gli autori dell'attentato erano residenti in Cisgiordania, ma senza documenti. Uno di loro viveva a Kubaiba, situato a nord di Ar Hadar, mentre l'altro nel villaggio di Katana, che si trova a nord-ovest di Gerusalemme. Lo riferisce Channel 12, citando la testimonianza della polizia. "Un agente di sicurezza e un civile che erano presenti sulla scena hanno sparato ai terroristi, che sono stati neutralizzati", spiega il rapporto della polizia, la quale aggiunge che il vice capo, Avshalom Peled, è arrivato sulla scena. Anche i genieri della polizia stanno operando sulla scena della sparatoria, controllando la presenza di possibili esplosivi.

Crosetto: “Italia continuerà a sostenere Libano anche senza Onu”

"Difenderemo il più possibile la nostra presenza all'interno del mandato Onu. Se l'Onu deciderà di ritirarla, proporrò al Parlamento un ampliamento della missione bilaterale che ha l'Italia, perché non si abbandona un popolo. Siamo stati lì perché pensavamo fosse utile. Possiamo farlo anche da soli, non con la forza dell'Onu. Occorre che una nazione sappia prendersi delle responsabilità anche singole". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della cerimonia per l'82esimo anniversario della Difesa di Roma.

Netanyahu convoca vertici sicurezza dopo attentato a Gerusalemme

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu sta attualmente tenendo una valutazione della situazione insieme con i vertici della sicurezza nazionale, in seguito all'attentato a Gerusalemme. Lo riferisce l'ufficio del premier.

Attentato Gerusalemme, bilancio sale a 5 morti

Sale a 5 il bilancio dei morti nell'attentato compiuto questa mattina da due terroristi a Gerusalemme. All'ospedale Shaare Zedek, un'altra persona - una donna attorno ai cinquant'anni - è stata dichiarata morta dopo essere stata ferita nell'attacco mortale all'incrocio di Ramot.

Attentato a Gerusalemme: quattro i morti, 15 feriti

Secondo le prime informazioni fornite dal servizio di soccorso del Magen David Adom e dalla polizia, quattro persone sono rimaste uccise nell'attentato a Gerusalemme nord, al Ramot Junction. Quindici persone sarebbero rimaste ferite, di cui sei in maniera grave. Lo riferisce Channel 12. Alcuni terroristi sarebbero saliti su un autobus e avrebbero aperto il fuoco sui passeggeri. I media israeliani sottolineano che due terroristi sono stati uccisi.

Attacco a Gerusalemme, 5 morti e diversi feriti: "neutralizzati" due uomini armati

Attacco a Gerusalemme, 15 feriti: “Due terroristi uccisi”

Quindici persone sono rimaste ferite, di cui sei in maniera grave, questa mattina a Gerusalemme nord durante un attacco con armi da fuoco, lo riferisce il servizio di soccorso. "Due terroristi che hanno sparato sono stati uccisi", riporta Channel 12.

Sánchez: “Spagna vieta vendita di armi a Israele”

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato "l'approvazione urgente" di un decreto legge che consolida l'embargo sulle armi a Israele. Sánchez ha delineato nove azioni attuate dal governo "contro il genocidio" nella Striscia e ha insistito sul fatto che la soluzione dei due Stati "è l'unica possibile". "Il governo ritiene che proteggere il proprio Paese sia una cosa e bombardare gli ospedali o far morire di fame la gente un'altra", ha affermato. Il decreto legge proibisce alle navi o agli aerei che trasportano armi o carburante destinati all'esercito israeliano di fermarsi nei porti o di transitare nello spazio aereo.

Katz: “I tetti delle torri del terrore tremeranno”

“Liberate gli ostaggi e deponete le armi, altrimenti Gaza sarà distrutta e voi sarete distrutti". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, aggiungendo che "un enorme uragano colpirà i cieli di Gaza City e i tetti delle torri del terrore tremeranno: l'Idf continua come previsto e si prepara ad ampliare la manovra per conquistare Gaza".

Media, in proposta Usa garanzie "significative" per Hamas

La nuova proposta americana per un accordo di cessate il fuoco in cambio della liberazione degli ostaggi include "garanzie altamente significative" che Israele non riprenderà i combattimenti finchè saranno in corso i colloqui per porre fine alla guerra. Lo riporta Ynet, citando fonti a conoscenza dei dettagli dei negoziati. Secondo le fonti, l'Idf non manterrà le posizioni attuali se la proposta entrerà in vigore, ed è probabile un "riassetto" durante il cessate il fuoco. La proposta, che secondo una fonte vicina a Benjamin Netanyahu viene "seriamente prendendo in considerazione", prevederebbe che Hamas rilasci tutti i 48 ostaggi, vivi e morti, il primo giorno, mentre Israele rilascerebbe centinaia di detenuti palestinesi accusati di terrorismo e migliaia di altri prigionieri. Inoltre, le forze armate rinuncerebbero alla conquista di Gaza City e rimarrebbero fuori dalla città. Le due parti avvieranno colloqui sulla fine della guerra sotto la supervisione personale di Trump e il cessate il fuoco continuerà finché dureranno i negoziati.

Trump: “Avremo un accordo a Gaza molto presto”

"Avremo un accordo a Gaza molto presto". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, dicendosi fiducioso che tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas torneranno in Israele. "Ci sono 20 persone e 38 cadaveri: li riavremo tutti", ha sottolineato Trump.

Hamas: pronti a trasformare input Usa in accordo globale

Dopo l'ultimo avvertimento del presidente americano Donald Trump ad Hamas, per accettare i termini della proposta americana e raggiungere un cessate il fuoco, il gruppo terroristico, in una dichiarazione ripresa dai media israeliani, ha reso noto di essere "pronto a sedersi immediatamente al tavolo delle trattative per discutere il rilascio di tutti i prigionieri in cambio di una chiara dichiarazione di fine della guerra, un ritiro totale dalla Striscia di Gaza e la creazione di un comitato di palestinesi indipendenti per gestire la Striscia di Gaza". "Hamas - si legge nella dichiarazione rilanciata da The Times of Israel - accoglie con favore qualsiasi iniziativa che contribuisca agli sforzi per fermare l'aggressione contro il nostro popolo". Il gruppo terroristico afferma peraltro di essere in "costante contatto con i mediatori per trasformare queste idee in un accordo globale che soddisfi le nostre richieste".

Nuova proposta Usa ad Hamas: consegnare tutti gli ostaggi per fermare le operazioni a Gaza City

Gli Stati Uniti hanno presentato ad Hamas una nuova proposta che prevede la liberazione di tutti i 48 ostaggi israeliani rimanenti in cambio di un cessate il fuoco immediato e della fine dell'operazione dell'Idf per occupare Gaza City. Lo ha riferito ad Axios un alto funzionario israeliano. Secondo il piano, Israele rilascerebbe tra 2.500 e 3.000 prigionieri e detenuti palestinesi, inclusi centinaia di condannati all'ergastolo per l'uccisione di israeliani. Una volta dichiarato il cessate il fuoco, partirebbero immediatamente i negoziati sulle condizioni per porre fine alla guerra, che includono la richiesta israeliana del disarmo di Hamas e, in parallelo, la richiesta di Hamas per un ritiro completo e definitivo dell'Idf dalla Striscia di Gaza. La proposta prevede che, in caso di risposta positiva, il presidente statunitense Donald Trump si impegnerebbe attivamente per porre fine al conflitto, garantendo il cessate il fuoco fino alla conclusione dei colloqui.

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