I media della Striscia di Gaza riferiscono che carri armati israeliani sono entrati nel cuore di Gaza City. Mentre aerei da guerra e droni stanno provocando enormi esplosioni. I media della Striscia segnalano 37 attacchi in 20 minuti e una fuga di massa dalla zona nord-occidentale della città di Gaza. Nei video postati sui social il cielo appare arancione.
Si è riunito a Doha un vertice straordinario dei Paesi arabi e musulmani convocato dopo l'attacco israeliano contro i negoziatori di Hamas. Il Qatar ha chiesto alla comunità internazionale di sanzionare Israele per i suoi 'crimini' e per aver sabotato i negoziati. E il resto dei leader arabi ha fatto quadrato, con l'Egitto che inviato propri aerei a vigilare sulla riunione e ha coinvolto anche la Turchia.
Trump, Israele non attaccherà di nuovo il Qatar
Israeler non colpirà di nuovo il Qatar. Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se ci fossero garanzie sul fatto che Israele non avrebbe più attaccato
Fonte Stato Maggiore, operazione in corso è solo inizio
Una fonte della Direzione delle Operazioni dello Stato Maggiore conferma che l'operazione in corso a Gaza "è solo l'inizio, c'è un'intera banca di obiettivi".
Fonte Israele conferma attacco a Gaza City, famiglie ostaggi verso casa Netanyahu
C'è anche una fonte della sicurezza israeliana a confermare la notizia dell'attacco a Gaza City, riportato dai media palestinesi: "Stanno attaccando la città di Gaza con la forza", ha detto la fonte all'emittente israeliana Kan. Intanto, secondo la stessa tv, le famiglie degli ostaggi si stanno dirigendo verso la residenza del primo ministro Netanyahu a Gerusalemme.
Famiglie ostaggi, 'potrebbe essere la loro ultima notte'
L'Hostages Families Forum di Israele lancia "un disperato appello" per proteggere i propri cari, accusando il primo ministro Benyamin Netanyahu di averli sacrificati. E' quanto si legge sul Times of Israel. "La 710° notte a Gaza - afferma il gruppo - potrebbe essere l'ultima notte nella vita degli ostaggi che sopravvivono a malapena, e l'ultima notte in cui sarà possibile localizzare e restituire gli ostaggi uccisi per una degna sepoltura". Il Forum sostiene, scrive ancora la testata israeliana, che un numero significativo dei 22 ostaggi considerati vivi da Israele siano detenuti a Gaza City. "Il primo ministro sta consapevolmente scegliendo di sacrificarli sull'altare di considerazioni politiche", aggiunge il gruppo, accusandolo di aver ignorato i consigli del Capo di stato maggiore delle Idf, che avrebbe messo in guardia contro l'operazione.
Netanyahu ringrazia Trump per incrollabile sostegno
"Grazie, Presidente Trump, per il suo incrollabile sostegno alla battaglia di Israele contro Hamas e per il rilascio di tutti i nostri ostaggi", ha twittato il primo ministro Benjamin Netanyahu. Il post arriva pochi minuti dopo che Trump aveva avvertito Hamas che "tutto è perduto" se le notizie secondo cui starebbe trasferendo ostaggi in superficie per cercare di scongiurare un'invasione israeliana di Gaza City si rivelassero fondate.
Onu, a Gaza molti non possono o non vogliono andare via
A Gaza la maggior parte delle persone "non è in grado di andarsene o sceglie di non farlo, perchè sono state sfollate più e più volte". Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Cercare sicurezza a Gaza è impossibile - ha aggiunto - Abbiamo anche sottolineato l'altissimo costo del trasporto per le famiglie".
Raid Idf anche su campo profughi di Nuseirat
Parallelamente all'attacco a Gaza City, i media palestinesi riferiscono di una serie di attacchi aerei dell'esercito israeliano anche sul campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
Potenti attacchi su Gaza city, '37 raid in 20 minuti'
L'esercito israeliano sta attaccando Gaza City in questi minuti con aerei da guerra, artiglieria e droni, i raid stanno provocando enormi esplosioni che si possono sentire da lunga distanza. I media della Striscia segnalano 37 attacchi in 20 minuti e una fuga di massa dalla zona nord-occidentale della città di Gaza. Nei video postati sui social il cielo dell'enclave appare arancione. Il rumore di intense esplosioni si sente anche nel centro di Israele.
Trump, Hamas rilasci ostaggi, usarli come scudo è atrocità
"Ho appena letto una notizia secondo cui Hamas ha spostato gli ostaggi in superficie per usarli come scudi umani contro l'offensiva terrestre di Israele. Spero che i leader di Hamas sappiano a cosa vanno incontro se fanno una cosa del genere. Questa è un'atrocità umana, come poche persone hanno mai visto prima. Non lasciate che ciò accada, altrimenti, tutte le scommesse sono chiuse. Liberate tutti gli ostaggi ora". Lo scrive Donald Trump in un post su Truth Social.
Forum famiglie ostaggi: “Molti dei vivi a Gaza City, Netanayhu sceglie di sacrificarli”
Mentre circolano notizie secondo cui le Idf sono entrate a Gaza City, il Forum delle Famiglie degli Ostaggi lancia un disperato appello per proteggere i propri cari, accusando il Primo Ministro Benjamin Netanyahu di averli sacrificati. "La 710a notte a Gaza potrebbe essere l'ultima notte nella vita degli ostaggi che sopravvivono a malapena, e l'ultima notte in cui sarà possibile localizzare e restituire gli ostaggi uccisi per una degna sepoltura", afferma il gruppo in una dichiarazione. Il gruppo sostiene che un numero significativo dei 22 ostaggi considerati vivi da Israele siano detenuti a Gaza City."Il primo ministro sta consapevolmente scegliendo di sacrificarli sull'altare di considerazioni politiche", aggiunge il gruppo, accusandolo di aver ignorato i consigli del capo di stato maggiore dell'Idf, che avrebbe messo in guardia contro l'operazione.
Aviazione israeliana sta attaccando nord-ovest Gaza City
L'aviazione israeliana sta attaccando Gaza City, principalmente nella parte nord-occidentale. Lo riferisce Channel 12. Una fonte di alto livello della sicurezza che ha parlato con il media israeliano ha spiegato che gli attacchi sono stati "intensi e significativi". Nel centro del paese, i residenti riferiscono di aver sentito forti esplosioni.
Israele entra a Gaza City
I media della Striscia di Gaza riferiscono che carri armati israeliani sono entrati in via Al-Jalaa, nel cuore di Gaza City. Contemporaneamente, sono stati segnalati attacchi con droni ed elicotteri Apache.
Media, in corso attacchi Idf su Gaza City
I media palestinesi riferiscono che l'esercito israeliano sta attualmente colpendo Gaza City con aerei da guerra, artiglieria e droni. Secondo i rapporti, gli attacchi stanno causando massicce esplosioni che possono essere udite da lontano.
Netanyahu, azione su Doha "completamente indipendente"
L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha pubblicato un post sul suo account X in inglese sull'attacco a Doha, in cui si legge che "il quadro presentato dalla Casa Bianca è corretto. L'azione di Israele contro i leader di Hamas a Doha è stata un'azione israeliana completamente indipendente". L'ufficio del premier ribadisce che "Israele l'ha iniziata, l'ha portata avanti e ne ha la piena responsabilità".
Media, intensi bombardamenti Idf su nord-ovest Gaza City
Le forze armate israeliane stanno attaccando con forza nella zona nord-occidentale di Gaza City. Lo riferisce la stampa israeliana. Secondo una fonte della sicurezza citata dal giornalista di Channel 12 Amit Segal, l'Idf ha avviato una serie di attacchi significativi su Gaza City, che continueranno e si intensificheranno.
Axios, Netanyahu informò in anticipo Trump su raid Doha
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu informò il presidente Usa Donald Trump in anticipo, lo stesso martedì scorso di mattina, dell'intenzione di attaccare la dirigenza di Hamas a Doha. Lo ha rivelato il giornalista Barak Ravid citando sette funzionari israeliani secondo i quali la Casa Bianca, contrariamente a quando sostenuto in seguito, sapeva del raid prima, anche se i tempi per fermarlo erano stretti.
Leader Paese del Golfo chiedono misure per attivare il "meccanismo di difesa congiunto"
Doha ospiterà una riunione dell'organismo di difesa congiunto del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc). Lo hanno annunciato i leader del Golfo, alla luce dell'attacco israeliano alla dirigenza di Hamas nella capitale del Qatar la scorsa settimana. In una dichiarazione, rilanciata da Reuters, i leader chiedono misure per attivare il "meccanismo di difesa congiunto" del blocco, senza fornire ulteriori dettagli.
Hamas, altri 2 reporter uccisi a Gaza in attacco Idf
Dopo Mohammed al-Kouifi, altri due giornalisti sono stati uccisi oggi in un attacco israeliano nel quartiere Nassr di Gaza City. Lo ha riferito l'ufficio stampa del governo di Hamas nella Striscia, rilanciato da Al Jazeera, precisando che si tratta del fotografo e cameraman Ayman Haniyeh e della giornalista Iman al-Zamili.
Spagna cancella contratto 700 mln euro per armi Israele
Il governo spagnolo ha annullato un contratto del valore di quasi 700 milioni di euro per lanciarazzi di progettazione israeliana. La decisione arriva dopo che il premier Pedro Sanchez la scorsa settimana ha annunciato che il suo governo avrebbe "consolidato per legge" il divieto di vendita o acquisto di equipaggiamento militare con Israele a causa della guerra condotta dall'Idf a Gaza.
Netanyahu: “Cina e Qatar vogliono bloccarci ma gli Usa sono con noi”
Cina e Qatar guidano una campagna sui media occidentali per "assediare" Israele ed erodere il sostegno da parte dei suoi alleati, ma Tel Aviv può contare sugli Usa.
Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ringraziando una foltissima delegazione di 250 parlamentari Usa arrivati nello Stato ebraico.
"Apprezziamo il vostro sostegno", ha sottolineato il leader israeliano, affermando che "c'è un tentativo di erodere (tale sostegno)". "Un tentativo non tanto di isolare, quanto di assediare Israele che è orchestrato dalle stesse forze che hanno sostenuto l'Iran", ha proseguito, sostenendo che la Repubblica islamica ha tentato "un assedio militare" mentre "Cina e Qatar" stanno organizzando un attacco contro Israele attraverso "i social media del mondo occidentale".
"C'è ora un tentativo di imporre un blocco a Israele da parte di varie entità e paesi, guidati dal Qatar", ha aggiunto Netanyahu, facendo riferimento per il futuro alla necessità di "rafforzare le industrie di armamenti in modo da avere indipendenza" nel settore. Di fronte a questa prospettiva di isolamento, "gli Stati Uniti sono con noi, così come molti altri Paesi. Ma al momento abbiamo un problema incentrato sull'Europa occidentale e stiamo lavorando e continueremo a lavorare per rimuovere questo blocco", ha aggiunto il premier israeliano. "Così come abbiamo avuto successo con il blocco militare, avremo successo anche con il blocco politico".
La Turchia aumenta le ricognizioni di F16 contro Israele
Il governo turco ha deciso di incrementare i pattugliamenti e le ricognizioni da parte degli aerei da guerra in seguito all'attacco sferrato da Israele nella capitale del Qatar, Doha. In base a quanto riferito da diversi media sarebbero stati proprio i servizi di intelligence turchi ad avvisare i leader di Hamas a Doha, permettendo a questi ultimi di evitare di essere colpiti dal bombardamento dei jet israeliani. Questi ultimi hanno infatti utilizzato lo spazio aereo di Iraq e Siria, finendo nei radar turchi. Ora è Ankara che ha deciso di innalzare il livello di allerta, utilizzando soprattutto le proprie basi militari situate nell'est del Paese, in particolare a Diyarbakir e Malatya. In base a quanto riportato le unità di F16 sono state incrementate e con queste il numero di pattugliamenti. Misure già scattate lo scorso giugno, nei giorni del conflitto esploso tra Israele e Iran.
Ankara non sostiene Hamas militarmente, ma ospita un'ufficio politico dell'organizzazione palestinese dove si alternano circa 40 quadri del gruppo in turni di massimo 3 mesi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan vuole assolutamente evitare che questi ultimi vengano colpiti da Israele e ha minacciato conseguenze nei confronti di Tel Aviv nel caso dovessero aver luogo operazioni militari su suolo turco.
Pezeshkian: “Attacchi israeliani sono la conseguenza dell’impunità di cui hanno goduto”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha denunciato le azioni di Israele durante il vertice straordinario arabo-islamico a Doha, attribuendole "all'impunità di cui hanno goduto". "L'attacco d'Israele non è stato uno 'scatto d'impulsò, ma parte delle politiche delle forze israeliane e dell'impunità di cui hanno goduto", ha affermato, sottolineando che "da due anni Gaza i palestinesi stanno soffrendo enormemente e, mentre parliamo, Gaza è ancora sotto il fuoco israeliano". Ha quindi esortato i Paesi arabi e musulmani a unire le forze: "Dovremmo agire insieme per opporci al comportamento israeliano, perché Israele ha violato la sovranità di numerosi Stati arabi e musulmani sotto il falso pretesto dell'autodifesa".
Pezeshkian ha criticato la debolezza delle condanne internazionali, affermando che queste permettono a Israele di continuare gli attacchi impunemente. Ha poi ricordato che Israele non solo "ha violato la sovranità dell'Iran durante la guerra di 12 giorni in giugno, ma ha anche violato la dignità del nostro popolo". Per questo ha lanciato un appello all'unità: "Dobbiamo affrontare queste minacce, ribadendo che ulteriori crimini non possono essere tollerati e non resteremo in silenzio di fronte a quanto accade ora a Gaza o a ciò che è avvenuto a Beirut o in Yemen". Ha infine rimarcato che l'unità dei paesi arabi e islamici deve fondarsi non solo sulla religione condivisa, ma anche sui "principi comuni dell'umanità".
Idf: “Trasferiti a Gaza Sud rari reperti della comunità cristiana”
L'Idf ha reso noto che nei giorni scorsi, in coordinamento con il Cogat e con un'organizzazione internazionale, sono stati trasferiti in un luogo sicuro i rari reperti archeologici della comunità cristiana della Striscia, tra cui mosaici e ceramiche.
La nota riferisce che gli ufficiali hanno operato insieme alla comunità internazionale per garantire lo spostamento del materiale unico dal punto di vista storico. "L'operazione si inserisce in una serie di misure intraprese con partner internazionali per consentire il trasferimento a sud della Striscia di depositi e contenuti appartenenti a organizzazioni internazionali", è stato spiegato. L'Idf ha diffuso documentazione e immagini del trasferimento.
Abbas: “Ferma posizione araba sui crimini di Israele”
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha auspicato una "ferma" posizione da parte dei Paesi arabi rispetto ai "crimini israeliani" sottolineando che Israele "non può essere un partner per la pace e la sicurezza nella regione". Intervenendo a Doha al vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici, Abbas ha anche "invitato la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità, a ritenere Israele responsabile dei suoi crimini e dei ripetuti attacchi ai nostri paesi e ai nostri popoli e, in questa direzione, chiediamo misure pratiche per impedire il ripetersi di queste violazioni".
Abbas ha sottolineato che "il governo radicale di estrema destra di Israele non può essere un partner per la pace e la sicurezza nella nostra regione. Ciò richiede una ferma posizione araba e musulmana e un fermo intervento da parte degli Stati Uniti e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per porre fine a questo stato canaglia e al suo comportamento".
Pezeshkian: “I Paesi arabi e islamici siano più uniti per opporsi a Israele”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rivolto un appello all'unità dei Paesi arabi e islamici, che dovrebbero aumentare la loro "solidarietà e unità" per opporsi a Israele. "Abbiamo solo un'opzione, che è quella di restare uniti, mano nella mano, come ha detto il profeta Maometto, che la pace sia con lui, tutti i musulmani sono fratelli; quindi, dovremmo rimanere come un solo corpo", ha detto Pezeshkian intervenendo a Doha al vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici convocato per decidere misure concrete da adottare in risposta al raid condotto la scorsa settimana da Israele sul Qatar, che aveva come obiettivo i leader di Hamas.
"Dobbiamo opporci a queste minacce, ribadendo che non si possono tollerare ulteriori crimini e che non dobbiamo restare in silenzio di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza o a ciò che è accaduto a Beirut o nello Yemen", ha esortato il presidente iraniano, ricordando che nei 12 giorni di guerra a giugno Israele "non solo a violato la nostra sovranità, ma anche la dignità del nostro popolo".
Al-Sisi: “Israele ha superato il limite, grave sfida da affrontare uniti”
Israele "ha oltrepassato ogni limite" e ora "la regione si trova davanti a una grave sfida" che va affrontata in modo unitario. Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi intervenendo a Doha al vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici convocato per decidere misure concrete da adottare in risposta al raid condotto la scorsa settimana da Israele sul Qatar, che aveva come obiettivo i leader di Hamas.
"Vorrei essere chiaro: questa belligeranza riflette chiaramente che le pratiche israeliane sono andate oltre la logica diplomatica e militare. Hanno oltrepassato ogni limite. Condanniamo fermamente la belligeranza israeliana nei confronti del Qatar", ha detto il presidente egiziano. Al-Sisi ha poi aggiunto che Israele deve comprendere che la sua sicurezza e sovranità non saranno conseguite con la forza, ma rispettando la legge e la sovranità degli altri Stati.
"L’arroganza di Israele richiede una visione condivisa per la sicurezza e la cooperazione regionale", ha affermato al-Sisi, aggiungendo che l'Egitto ribadisce il suo totale rifiuto di prendere di mira i civili e di far morire di fame un intero popolo.
Israele "ha oltrepassato ogni limite" e ora "la regione si trova davanti a una grave sfida" che va affrontata in modo unitario. Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi intervenendo a Doha al vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici convocato per decidere misure concrete da adottare in risposta al raid condotto la scorsa settimana da Israele sul Qatar, che aveva come obiettivo i leader di Hamas.
"Vorrei essere chiaro: questa belligeranza riflette chiaramente che le pratiche israeliane sono andate oltre la logica diplomatica e militare. Hanno oltrepassato ogni limite. Condanniamo fermamente la belligeranza israeliana nei confronti del Qatar", ha detto il presidente egiziano. Al-Sisi ha poi aggiunto che Israele deve comprendere che la sua sicurezza e sovranità non saranno conseguite con la forza, ma rispettando la legge e la sovranità degli altri Stati. "L'arroganza di Israele richiede una visione condivisa per la sicurezza e la cooperazione regionale", ha affermato al-Sisi, aggiungendo che l'Egitto ribadisce il suo totale rifiuto di prendere di mira i civili e di far morire di fame un intero popolo.
Al Sisi: “L’attacco di Israele a Doha è una minaccia agli accordi di pace”
"L'attacco in Qatar è una grave violazione del diritto internazionale e crea un precedente pericoloso". Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi al "Summit di emergenza arabo-islamico" in seguito all'attacco israeliano a Doha. "Avverto che il comportamento incontrollato di Israele aggraverà il conflitto", ha detto Al-Sisi rivolto agli israeliani. "Ciò che sta accadendo ora danneggia il futuro della pace, minaccia la vostra sicurezza e quella di tutti i popoli della regione, blocca ogni possibilità di nuovi accordi di pace e persino danneggia gli accordi di pace esistenti con i paesi della regione", ha concluso.
Erdogan: “Israele assetata di sangue, vuole trascinare la regione nel caos”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha denunciato l'aggressione israeliana durante il vertice straordinario arabo-islamico a Doha, definendo il governo di Benjamin Netanyahu guidato da una "mentalità avida e assetata di sangue". Erdogan ha affermato che "il governo Netanyahu mira a continuare i massacri contro il popolo palestinese e a trascinare la regione nel caos" e ha sottolineato la necessità di "portare i funzionari israeliani davanti alla giustizia secondo i meccanismi legali internazionali".
Erdogan ha inoltre lanciato un appello al mondo arabo e islamico, invitandolo a "raggiungere l'autosufficienza in molti ambiti dello sviluppo e intensificare la cooperazione in questi settori". Ha ribadito l'importanza di "esercitare pressione economica su Israele, poiché le esperienze passate ne hanno dimostrato l'efficacia", e ha aggiunto che "non possiamo accettare lo sfollamento del popolo palestinese, il loro genocidio o la loro spartizione".
Il vertice di Doha: “Le azioni di Israele mettono a rischio gli Accordi di Abramo”
L'attacco israeliano in Qatar della scorsa settimana e le sue altre azioni minacciano gli sforzi per normalizzare i rapporti con i paesi arabi. E' quanto si legge in una bozza del documento finale del vertice arabo-islamico in corso a Doha, ripresa dai media internazionali. "Il brutale attacco israeliano in Qatar e la prosecuzione delle azioni ostili di Israele", si legge, "minacciano le prospettive di pace e convivenza nella regione e mettono in pericolo tutto ciò che è stato raggiunto lungo il percorso di normalizzazione dei rapporti con Israele, inclusi gli accordi attuali e quelli futuri". Un riferimento agli Accordi di Abramo, gli accordi diplomatici firmati nel 2020 e che hanno normalizzato le relazioni tra Israele e alcuni paesi arabi.
Erdogan ai Paesi islamici: “Indebolire Israele economicamente”
"Sul fronte economico, Israele dovrebbe essere messo all'angolo". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel suo intervento durante il vertice della Conferenza per la cooperazione islamica e della Lega Araba a Doha, trasmesso dalla tv di Stato Trt. "Come Turchia, nell'ultimo anno e mezzo abbiamo fermato qualunque transazione con Israele", ha ricordato il leader turco, dopo che nelle scorse settimane Ankara ha anche annunciato di avere chiuso il suo spazio aereo a Israele e che impedirà a navi legate ad Israele di attraccare nei porti turchi.
"Il vero obiettivo del governo di (Benjamin) Netanyahu è continuare il massacro e il genocidio in Palestina e senza alcuna discriminazione portare l'intera regione nell'instabilità", ha aggiunto il leader turco durante il vertice di Doha, organizzato in reazione all'attacco di Israele contro il Qatar della scorsa settimana che puntava a colpire una delegazione di Hamas. Erdogan ha parlato di una "mentalità terrorista" nel governo israeliano e invitato a sanzionare Israele e "portare l'amministrazione israeliana davanti alla giustizia".
Israele: 80 economisti: “Dalla guerra e dal governo un rischio per l’economia”
L'economia israeliana corre un reale pericolo a causa delle gravi conseguenze della guerra a Gaza e della condotta del governo. E' l'allarme lanciato da 80 tra i più importanti economisti israeliani in un documento visionato da Yedioth Ahronoth. "Questo è un severo avvertimento per il timore di una catastrofe economica senza precedenti in Israele, se non si verificherà un drastico cambiamento nell'attuale situazione politica e di sicurezza del Paese, che continua a peggiorare", hanno affermato.
Stamane il premier Benjamin Netanyahu ha riconosciuto la difficile situazione in cui si trova il Paese che sta scivolando verso l'isolamento internazionale. La soluzione, ha aggiunto, è diventare una "super-Sparta" e adottare una economia con "caratteristiche autarchiche". Per il leader dell'opposizione Yair Lapid è una "follia": "L'isolamento non è un destino, è il risultato delle politiche sbagliate e fallimentari di Netanyahu e del suo governo, che stanno trasformando Israele in un Paese del terzo mondo e non stanno nemmeno cercando di cambiare la situazione".
Re Abdullah II: “La risposta a Israele sia chiara, decisa e deterrente”
La risposta all'attacco di Israele al Qatar deve essere "chiara, decisa e, soprattutto, deterrente". Lo ha dichiarato re Abdullah II di Giordania nel suo intervento al vertice dei leader dei Paesi arabo-islamici in corso a Doha. Il raid contro i vertici di Hamas è stato la "prova vivente" che la minaccia di Israele è "senza limiti", ha aggiunto il monarca, secondo quanto riportato da al-Jazeera.
Abdullah II ha quindi denunciato le "politiche espansionistiche" di Israele in Cisgiordania, evidenziando come queste minino "la possibilità di una soluzione a due Stati" e ha auspicato che il vertice possa produrre "decisioni concrete per contrastare le azioni di Israele, mettere fine alla guerra a Gaza e impedire ulteriori espulsioni dei palestinesi".
Premier dell’Iraq: “Approccio alla sicurezza in stile Nato per il mondo arabo-islamico”
Un attacco contro un Paese arabo o islamico venga trattato come un attacco contro tutti, con una risposta collettiva alla sicurezza in stile Nato. E' la proposta che il primo ministro iracheno Mohammed al-Sudani ha elaborato durante il vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici convocato a Doha per decidere misure concrete da adottare in risposta al raid condotto la scorsa settimana da Israele sul Qatar, che aveva come obiettivo i leader di Hamas.
"La sicurezza e la stabilità di qualsiasi paese arabo o islamico sono parte integrante della nostra sicurezza collettiva", ha dichiarato al-Sudani. "Propongo di trattare qualsiasi attacco contro un paese arabo o islamico come una minaccia per tutti i paesi di entrambi i blocchi", ha affermato, aggiungendo di aver proposto di formare "un comitato congiunto arabo-islamico per trasmettere la nostra posizione al Consiglio di sicurezza e agli organismi internazionali". Perché ora "abbiamo una reale opportunità di inviare un messaggio chiaro che confermi che la sicurezza dei nostri Paesi non è una questione di negoziazione", ha sottolineato.
Il premier iracheno ha quindi auspicato che dal vertice emerga "una posizione araba e islamica unitaria che condanni l'attacco" israeliano al Qatar, attacco che ha "superato ogni limite e violato ogni principio umanitario". Rispetto alla necessità di stilare una tabella di marcia per arrivare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, al-Sudani ha sostenuto che non riuscire a dissuadere Israele "porterebbe a ulteriore instabilità e non garantirebbe la sicurezza per nessuna delle parti".
Rubio: “Inaugurerò un sito archeologico nella Città di David”
In conferenza stampa a Gerusalemme, il segretario di Stato Usa ha annunciato che questa sera "inaugurerà e aprirà al mondo un'antica strada recentemente scavata nel Parco nazionale della Città di David, vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme", definendola "uno dei siti archeologici più importanti del pianeta, un sito che ha un profondo significato anche per molte persone negli Stati Uniti".
Il tunnel passa sotto il quartiere palestinese di Silwan e porta ai luoghi sacri. Sebbene alcuni tratti della strada fossero già stati aperti, ora l'Autorità per le antichità israeliane ha completato gli scavi, consentendo ai visitatori di percorrerla a piedi da un'estremità all'altra. Rubio inaugurerà il percorso appena completato alle 19 ora italiana.
La Fondazione Città di Davide ha spiegato che il tunnel, soprannominato 'Via del Pellegrino', è stato scoperto presso la Piscina di Siloe, ai piedi della Città di Davide, un sito archeologico appena a sud della Città Vecchia, che si estende per 600 metri fino al Monte del Tempio, (spianata delle Moschee per i musulmani). Gli archeologi della Fondazione affermano che il percorso era utilizzato durante il periodo del Secondo Tempio (516 a.C.-70 d.C.) dai pellegrini ebrei diretti al Monte del Tempio, il luogo più sacro per la religione ebraica, sacro anche per i musulmani in quanto sede della Moschea di Al-Aqsa. Rubio abbatterà un muro temporaneo costruito vicino agli scavi del Muro Meridionale per "aprire" il 'Cammino del Pellegrino'. Da tempo è in corso una controversia accesa sulla posizione della Città di Davide nel quartiere di Silwan, a Gerusalemme Est.
Aboul Gheit attacca Israele: “Basta silenzio sugli atti di violenza di questo Stato canaglia”
"Basta silenzio sugli atti di violenza di questo Stato canaglia, che sta causando caos, distruzione, uccisioni e fame nella regione". Lo ha dichiarato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, riferendosi a Israele nel suo intervento al vertice dei leader dei Paesi arabo-islamici in corso a Doha.
"In secondo luogo il silenzio sulla violazione del diritto internazionale mina il sistema internazionale stesso", ha affermato Gheit, secondo cui tale atteggiamento ha incoraggiato l'esercito israeliano a credere che "ogni atto è possibile e qualsiasi crimine può rimanere impunito. Ecco perché hanno continuato a diffondere distruzione da un Paese all'altro, a infiammare l'intera religione come se il mondo intero fosse tornato a un'epoca di oscurità e barbarie".
Qatar: “Regione soggiogata da Israele? è una pericolosa illusione”
Il sogno del premier Benjamin Netanyahu di trasformare la regione in una sfera di influenza israeliana è un'illusione pericolosa. Lo ha affermato l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, secondo quando riporta Al Jazeera, aprendo la riunione dei Paesi arabi e islamici indetta a Doha dopo l'attacco della settimana scorsa dell'Idf contro la dirigenza di Hamas nella capitale qatarina.
Thunberg: “Vogliamo dare un messaggio a Gaza che il mondo non li ha dimenticati”
"Stiamo cerando di mandare un messaggio al popolo di Gaza che il mondo non li ha dimenticati: quando i nostri governi mancano di agire, allora non abbiamo altra scelta che prendere la situazione in mano". E' quanto ha dichiarato, parlando con Afp, Greta Thunberg prima di imbarcarsi in una delle barche della Global Sumud Flotilla che oggi sono partite dalla Tunisia.
"La flotta che era partita da Barcellona è già in mare, e ora le barche tunisine stanno salpando, si riuniranno in mare e continueranno insieme per incontrare le barche italiane e greche", recita un comunicato della Flotilla riferendosi alle 18 imbarcazioni salpate sabato da Catania, insieme alla nave di sostegno di Emergency, e alle due barche partite ieri dalla Grecia.
Emiro del Qatar: “L’aggressione israeliana è infida e codarda”
"L'aggressione israeliana è palese, infida e codarda" e la guerra di Israele contro Gaza si è trasformata in una guerra di sterminio. Lo ha affermato l'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, aprendo il vertice dei paesi arabi e islamici nella capitale Doha. Lo riporta Al Jazeera. Il vertice di emergenza si è tenuto dopo la "grave aggressione" che ha preso di mira i leader di Hamas in Qatar, ha spiegato. I cittadini e i residenti sono stati colti di sorpresa, non solo perché l'attacco andava contro la sovranità di uno Stato e violava il diritto internazionale, ma anche a causa di questa "aggressione codarda", ha aggiunto.
Netanyahu: “Israele è isolato, puntare su un’economia autarchica”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha riconosciuto la difficile situazione diplomatica in cui si trova il Paese, indicando la necessità di adottare un'economia autarchica. "Incontreremo alcune barriere nel commercio globale, viviamo in un mondo molto difficile. Potremmo trovarci in una situazione in cui le nostre industrie della difesa saranno bloccate", ha affermato. "Almeno nei prossimi anni, dovremo affrontare questi tentativi di isolamento. Ciò che ha funzionato finora non funzionerà più d'ora in poi".
Il College of Defense Studies sospende le iscrizioni degli studenti israeliani
L’ammissione degli studenti israeliani è sospesa nel Regno Unito, a partire dal 2026, da parte del Royal College of Defence Studies, prestigiosa istituzione universitaria pubblica di studi militari legata al ministero della Difesa britannico. A confermarlo, dopo le anticipazioni del Daily Telegraph, è stato oggi lo stesso dicastero, mettendo in relazione la decisione con l'ulteriore escalation militare d'Israele nella Striscia di Gaza palestinese, più volte criticata dal governo di Londra.
Un portavoce ha precisato che le iscrizioni di allievi israeliani al prossimo anno accademico saranno sospese "temporaneamente", ma che gli studenti già iscritti provenienti dallo Stato ebraico potranno completare i loro corsi. "Le attività di formazione militare britanniche sono aperte da molto tempo anche personale e studiosi provenienti da un largo ventaglio di Paesi stranieri", ha notato, non senza sottolineare l'accento posto nei piani di studi sul tema del "rispetto del diritto umanitario internazionale". Il portavoce ha quindi denunciato come "un errore la decisione del governo israeliano d'intensificare ulteriormente le operazioni militari" nella Striscia e in particolare a Gaza City, ricordando la posizione espressa al riguardo dal governo di Keir Starmer - assieme a diversi alleati - per "un cessate il fuoco immediato" accompagnato dal "rilascio degli ostaggi" israeliani superstiti nelle mani di Hamas e da un grande "incremento degli aiuti umanitari alla popolazione" palestinese allo stremo.
Oxfam all’Ue e al Regno Unito: “Stop al commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania”
“Stop al commercio con gli insediamenti illegali”. E’ quanto chiede Oxfam insieme con decine di altre organizzazioni italiane (tra esse anche Amnesty, Acli, Arci, Rete italiana pace e disarmo, Un Ponte Per”) e internazionali che lanciano una campagna per spingere l’Unione europea, all’Italia e al Regno Unito a vietare il commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
Secondo un rapporto stilato dai promotori della campagna, a causa dell’occupazione israeliana negli ultimi due anni la povertà in Cisgiordania è aumentata dal 12 al 28 per cento, il tasso di disoccupazione è arrivato al 35 per cento. “Negli ultimi anni l’oppressione di Israele sulle comunità palestinesi è diventata ancora più soffocante - spiega Paolo Pezzati, portavoce Oxfam Italia per le crisi umanitarie - è chiara la strategia per frammentare l’economia della Cisgiordania e minare la costruzione di un futuro Stato palestinese”. Nel rapporto sono citate alcune grandi aziende internazionali che “hanno solide relazioni commerciali con gli insediamenti israeliani".
Emiro del Qatar: “L’attacco dell’Idf mirava a sabotare i negoziati”
Il Qatar è un Paese mediatore impegnato per cercare di "porre fine a questa guerra devastante condotta contro il popolo palestinese a Gaza, che si è trasformata in un genocidio". Chiunque prenda di mira in modo persistente e sistematico una parte sta lavorando per far deragliare i negoziati. E' la denuncia dell'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, durante il vertice dei Paese arabi e islamici dopo l'attacco di Israele a Doha.
"I negoziati tra Israele e Hamas stavano per raggiungere un traguardo con l'aiuto di Egitto e Stati Uniti, che ha portato alla liberazione di molti ostaggi", ha sottolineato, puntando il dito contro Israele che "continua con la sua intransigenza e la sua insistenza nel portare avanti la guerra".
Netanyahu: “Israele isolata? Diventerà una Super Sparta”
Israele sarà "una super Sparta" di fronte all'isolamento globale. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando delle sanzioni nei confronti di Israele e degli "investimenti dei Paesi ostili" che pongono il Paese "in una sorta di isolamento". Per questo, Netanyahu ha sottolineato che Israele deve prepararsi a una nuova realtà economica.
"Dovremo adattarci a un'economia con caratteristiche autarchiche. Sono un sostenitore del libero mercato, ma per sopravvivere dovremo garantire la capacità di produrre noi stessi ciò che è necessario per la sicurezza nazionale, in particolare l'industria bellica. Siamo Atene e Sparta, o forse Super-Sparta. Non abbiamo scelta", ha affermato il premier israeliano nel corso di una conferenza sull'economia a Gerusalemme alla presenza del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich
Summit di Doha: “La politica di Israele mina la pace nella regione”
"Il proseguimento delle pratiche aggressive di Israele, in particolare i crimini di genocidio, la pulizia etnica, l'assedio che provoca carestia, così come le attività di colonizzazione ed espansione, minano le prospettive di pace e coesistenza pacifica nella regione". E' uno dei messaggi chiave contenuti nella bozza del documento finale del vertice arabo-islamico di Doha fatto circolare ai media.
Media: “Iniziato il vertice di emergenza arabo-islamico a Doha”
E' iniziato a Doha il vertice di emergenza dei leader dei Paesi arabo-islamici convocato per decidere misure concrete da adottare in risposta al raid condotto la scorsa settimana da Israele sul Qatar, che aveva come obiettivo i leader di Hamas. Lo ha riferito al-Arabiya, precisando che il vertice si è aperto con un intervento dell'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani.
Al Jazeera: “In raid dell’Idf a Gaza 2 morti tra cui reporter”
Due persone sono state uccise, tra cui il giornalista Mohammed Al-Kouifi, e diverse altre sono rimaste ferite dopo che un attacco israeliano ha preso di mira una tenda sul tetto di un edificio residenziale nel quartiere di Nassr, nella parte occidentale di Gaza City.
Lo ha riferito Al Jazeera, precisando che il reporter collaborava con l'agenzia di stampa Safa e il canale televisivo Al-Aqsa. Secondo un conteggio dell'emittente, almeno 278 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi da Israele a Gaza dall'ottobre 2023, inclusi 10 membri della rete.
Premier del Qatar: “Bisogna punire Israele per i suoi crimini”
"La comunità internazionale deve cessare di applicare due pesi e due misure e deve punire Israele per tutti i crimini che ha commesso": lo ha detto il premier del Qatar, Muhammad Al Thani, aprendo il summit arabo-islamico a Doha.
Lapid a premier: “L’isolamento non è sorte ma frutto di errori”
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha criticato duramente le parole del premier Benjamin Netanyahu che ha riconosciuto la situazione di isolamento internazionale in cui si trova il Paese, indicando la necessità di adottare un'economia autarchica. "L'affermazione di Netanyahu secondo cui Israele sta entrando in isolamento e deve adattarsi a un'economia di isolamento è folle. L'isolamento non è un destino, è il risultato delle politiche sbagliate e fallimentari di Netanyahu e del suo governo, che stanno trasformando Israele in un Paese del terzo mondo e non stanno nemmeno cercando di cambiare la situazione", ha sostenuto il leader di Yesh Atid. "Non deve andare per forza così. Israele può tornare ad avere successo, a essere ammirato, con una fiorente economia da primo mondo", ha sottolineato.
Summit di Doha: “Unanime e pieno sostegno al Qatar”
"Pieno sostegno" politico e diplomatico al Qatar è stato espresso oggi all'unanimità dai leader arabo-islamici presenti al vertice indetto dal governo di Doha dopo l'attacco aereo israeliano contro una sede di Hamas nella capitale del ricco paese arabo del Golfo. "Bisogna rafforzare l'unità arabo-islamica nelle organizzazioni internazionali", è uno dei punti del documento in corso di elaborazione al vertice di Doha secondo la tv al Jazeera.
Sa’ar: “Sanchez antisemita e bugiardo, Israele è stato invaso da Hamas il 7 Ottobre”
"Antisemita e bugiardo". Così il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar ha definito il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che oggi ha chiesto che Israele venga bandito dalle competizioni sportive internazionali per le azioni che sta compiendo nella Striscia di Gaza, proprio come è stato fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.
"Israele ha invaso Gaza il 7 ottobre o è stato lo stato terrorista di Hamas a Gaza a invadere Israele e a compiere il più grande massacro di ebrei dai tempi dell'Olocausto? Sanchez e il suo governo comunista sono antisemiti e nemici della verità", ha scritto Sàar in un post su 'X'.
Il titolo di Le Monde su Francesca Albanese: “Voce critica dell’Occidente su Gaza”
"Francesca Albanese, voce critica dell'Occidente su Gaza": questo il titolo di un ampio articolo che il quotidiano francese Le Monde consacra oggi alla figura di Francesca Albanese, l'italiana Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dal 2022. "La relatrice dell'Onu sui territori occupati - sottolinea Le Monde - denuncia i crimini perpetrati da Israele nell'enclave, attirandosi accuse di sostegno al terrorismo". E ancora: "La giurista di 48 anni è divenuta una delle voci della causa palestinese, vigile sui crimini commessi da Israele a Gaza e critica dell'atteggiamento occidentale sul dossier. Posizioni che le sono valse accuse di militantismo da parte dei detrattori". Secondo il saggista Elias Sanbar, citato da Le Monde, "Francesca ha l'audacia di ricordare il diritto in un momento in cui la sua violazione è divenuta la norma".
Video da Gaza: “L’Idf distrugge la torre al-Jafari a Gaza City”
Video postati sui social di Gaza mostrano l'attacco dell'aeronautica militare israeliana che rade al suolo la torre Burj al-Jafari sulla costa di Gaza City. Il raid è avvenuto dopo l'avviso di evacuazione rivolto dall'Idf alle persone nelle vicinanze. Il grattacielo era già parzialmente crollato prima dell'attacco di oggi, che è stato confermato dall'esercito affermando che Hamas ha installato apparecchiature di sorveglianza e ha allestito posti di osservazione per monitorare i movimenti delle truppe e anticiparle.
Idf emette avviso di evacuazione dalla zona del porto di Gaza
Il portavoce arabo delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, ha diramato un avviso di evacuazione dall'area del porto di Gaza, nonché dalla torre di Al-Ghafri e dalle tende vicine nel quartiere di Rimal. Adraee ha comunicato che le Idf attaccheranno presto la torre, a causa "della presenza di infrastrutture terroristiche di Hamas al suo interno o nelle vicinanze", e incoraggia gli abitanti di Gaza ancora presenti nella zona a trasferirsi nella zona umanitaria di Muwasi, a Khan Yunis.
Netanyahu: “Trump è l’amico più grande che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”
Il presidente americano Donald "Trump è l'amico più grande che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando al termine di un incontro con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in Israele. "Continueremo ad agire insieme" per affrontare i nemici comuni e proteggere la nostra civiltà comune, ha affermato Netanyahu parlando della collaborazione tra Stati Uniti e Israele e della "determinazione comune". La visita di Rubio, ha proseguito Netanyahu, è un chiaro segnale che gli Stati Uniti sono al fianco di Israele contro l'antisemitismo e i "governi deboli" che stanno demonizzando Israele.
Rubio: “Hamas è incoraggiato dal riconoscimento dello Stato di Palestina”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato in conferenza stampa che "Hamas è stato incoraggiato dalle iniziative di Francia, Regno Unito e altri Paesi volte a riconoscere uno Stato palestinese". "Sono in gran parte simboliche, non hanno davvero alcun impatto nel farci avvicinare a uno Stato palestinese. L'unico effetto reale che producono è quello di rendere Hamas più audace", ha detto.
Netanyahu: “L’’attacco in Qatar contro Hamas non è fallito”
Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha dichiarato che "l'attacco in Qatar non è fallito. Stiamo ancora aspettando i report finali. Non accetto l'affermazione che l'operazione in Qatar sia fallita, perché il messaggio principale che volevamo trasmettere era che non si gode di immunità in nessun luogo del mondo". Il premier non ha escluso possibili attacchi contro alti esponenti di Hamas ovunque essi si trovino.
Netanyahu: “Rubio in Israele è un chiaro segnale contro l'antisemitismo”
"La presenza di Rubio è un chiaro segnale che gli Stati Uniti sono al fianco di Israele contro l'antisemitismo e i governi deboli che stanno demonizzando il Paese", ha affermato Netanyahu, aggiungendo che il presidente Trump ha dimostrato una leadership coerente, coraggiosa, con azioni chiare per rendere le relazioni bilaterali più forti che mai. "Continueremo ad agire insieme" per affrontare i nemici comuni e proteggere la nostra civiltà comune", ha aggiunto.
Rubio: “Affronteremo le reazioni sull'attacco a Doha”
Alle domande sulla rabbia degli alleati del Golfo per l'attacco dell'Idf a Doha, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha affermato che "alcuni aspetti fondamentali devono ancora essere affrontati, indipendentemente da quanto accaduto". "Ci sono ancora ostaggi a Gaza e Hamas esiste ancora e deve essere eliminato. Tutti questi problemi devono ancora essere affrontati. Gli Stati Uniti si concentreranno sulla loro soluzione".
Sanchez: “Profonda ammirazione per i manifestanti pro-Pal alla Vuelta”
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha espresso "profonda ammirazione" per i manifestanti pro-Pal che nel fine settimana hanno costretto all'interruzione dell'ultima tappa della Vuelta. Sanchez ha inoltre dichiarato che Israele dovrebbe essere escluso dalle competizioni sportive internazionali "finché continuerà la barbarie a Gaza", allo stesso modo in cui le squadre russe erano state escluse dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina.
Msf: “I medici non possono fermare il genocidio a Gaza ma i leader del mondo sì”
"I medici non possono fermare il genocidio, ma i leader mondiali sì", è la nuova campagna internazionale di Medici Senza Frontiere (MSF) rivolta a tutti i capi di governo dei paesi in cui l'organizzazione è presente. In Italia, MSF chiede al governo Meloni di usare tutti gli strumenti politici, diplomatici ed economici soprattutto in vista dell'High level week dell'ottantesima sessione dell'Assemblea generale dell'Onu. "A Gaza non solo è in corso una catastrofe umanitaria, ma anche la distruzione sistematica di un popolo. Israele sta commettendo un genocidio a Gaza contro i palestinesi" dichiara Stefano Di Carlo, direttore generale di MSF in Italia. "Con la loro inazione, il loro silenzio o il loro sostegno diretto alle autorità israeliane, i governi di tutto il mondo, Italia compresa, sono complici di questo genocidio. Hanno l'obbligo morale e legale di reagire, utilizzando ogni strumento politico, diplomatico ed economico a loro disposizione per fermare queste atrocità".
MSF chiede agli Stati di usare urgentemente la loro influenza per fermare il genocidio contro i palestinesi a Gaza, fermare la pulizia etnica e lo sfollamento forzato, garantire un cessate il fuoco immediato e duraturo, revocare l'assedio e consentire la consegna immediata e senza ostacoli di aiuti umanitari indipendenti su larga scala, fermare gli attacchi alle strutture mediche e agli operatori sanitari, smantellare la Gaza Humanitarian Foundation, consentire l'evacuazione medica di coloro che necessitano di cure urgenti e fermare i trasferimenti di armi che uccidono e mutilano le persone. I 1.118 operatori e operatrici umanitari di MSF che lavorano a Gaza non possono fermare questo genocidio. Ma i leader mondiali possono farlo, se solo decidessero di agire. Più di 64.000 persone sono state uccise, tra cui 20.000 bambini, secondo gli ultimi dati del ministero della salute. Il bilancio è probabilmente molto più alto, considerando che molte altre persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Non c'è nessun luogo sicuro a Gaza. Anche se le strutture sanitarie dovrebbero essere protette, gli ospedali sono stati bombardati e le strutture mediche sono state saccheggiate, mettendo in pericolo la vita di personale e pazienti. Oggi nessun ospedale a Gaza è pienamente funzionante. Quelli che rimangono parzialmente operativi sono sovraffollati e gravemente carenti di forniture salvavita.
Sono stati uccisi 12 operatori di MSF dall'inizio del conflitto e il chirurgo ortopedico di MSF, il dott. Mohammed Obeid, è detenuto da Israele da ottobre 2024. In totale a Gaza sono stati uccisi più di 1.500 operatori sanitari. Una perdita enorme per le loro famiglie e per il sistema sanitario di Gaza. Le autorità israeliane stanno soffocando Gaza attraverso un assedio totale che impedisce deliberatamente alla popolazione di accedere a carburante, cibo, acqua e forniture mediche. La carestia è già stata dichiarata nel governatorato di Gaza e le persone stanno morendo di fame. I pochi aiuti alimentari concessi dalle autorità israeliane sono stati crudelmente utilizzati come arma. La Gaza Humanitarian Foundation (GHF), gestita da Israele e finanziata dagli Stati Uniti, è responsabile della morte di 1.400 persone e del ferimento di altre 4.000. La mancanza di acqua potabile sta causando ulteriori sofferenze e malattie. Solo lo scorso mese, i team di MSF hanno curato 4.000 casi di diarrea, una condizione potenzialmente fatale per i bambini già indeboliti dalla malnutrizione. MSF viene regolarmente ostacolata dalle autorità israeliane nel portare attrezzature per la desalinizzazione e altre forniture che potrebbero aumentare l'accesso all'acqua potabile.
Netanyahu: “Immensa ipocrisia per l'attacco di Israele a Doha”
In conferenza stampa congiunta a Gerusalemme con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che c'è una "immensa ipocrisia" nelle critiche a Israele per l'attacco in Qatar contro Hamas, citando la risoluzione delle Nazioni Unite approvata dopo l'11 settembre, secondo cui nessun Paese può ospitare terroristi. "Non si ha questa sovranità quando si fornisce una base ai terroristi", ha dichiarato. Il premier ha mandato un messaggio ai terroristi: "Potete nascondervi, potete scappare, ma vi prenderemo". "I grattacieli abbattuti a Gaza sono roccaforti di Hamas. Il mondo dovrebbe stabilire le proprie priorità e stabilire i fatti giusti" su Gaza", ha aggiunto.
Netanyahu: “Anche io come Kirk minacciato dalla violenza politica”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di sentirti "minacciato anche lui dalla violenza politica", quando gli è stato chiesto di commentare l'omicidio dell'attivista conservatore americano Charlie Kirk. Israele sta subendo una "violenza straordinaria" da parte degli oppositori politici, ha affermato Netanyahu parlando accanto al Segretario di Stato americano Marco Rubio in visita in Israele.
Definendo i suoi oppositori una "minaccia alla democrazia", il premier israeliano ha dichiarato di essere minacciato anche lui. Rubio, dal canto suo, ha affermato che l'omicidio di Kirk è stato come "un lutto in famiglia", sottolineando che era un amico personale di molti membri dell'amministrazione Trump.
Rubio: “Attacco in Qatar? Gli Stati Uniti sono concentrati su cosa viene dopo”
"Siamo concentrati su ciò che verrà dopo". Così il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, rispondendo a chi in conferenza stampa chiedeva dell'attacco israeliano di martedì in Qatar per colpire la leadership di Hamas. "Non solo la fine di Hamas e il disarmo, il rilascio degli ostaggi, ma anche un futuro migliore per il popolo di Gaza. Continueremo a incoraggiare il Qatar a giocare un ruolo di mediatore", ha aggiunto Rubio, parlando a fianco del premier israeliano Benjamin Netanyahu a seguito del loro incontro a Gerusalemme. Netanyahu ha detto, a proposito della domanda sul Qatar, che si è trattato di una decisione indipendente di Israele, della quale si assume la piena responsabilità.
Rubio: “Sostegno incrollabile a Israele per gli obiettivi a Gaza”
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, parlando a Gerusalemme, ha promesso che Washington fornirà "un sostegno incrollabile" a Israele per raggiungere i suoi obiettivi a Gaza. "Il popolo di Gaza merita un futuro migliore, ma quel futuro migliore non può iniziare finché Hamas non sarà eliminato. La barbarie di Hamas è senza precedenti", ha detto Rubio ai giornalisti accanto a Netanyahu.
Rubio: “Gli Usa manterranno massima pressione su Teheran”
Un Iran dotato di armi nucleari rappresenta un "rischio inaccettabile" per il mondo, gli Stati Uniti hanno promesso a Israele che manterranno la "massima pressione" su Teheran per impedirgli di sviluppare un'arma nucleare. Lo dice il segretario di Stato americano Marco Rubio durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Il presidente continua con una campagna di massima pressione", ha detto Rubio, "continuerà ad esserci la massima pressione economica sull'Iran finchè non cambierà rotta".
Sanchez: “Barbarie senza fine, né la Russia né Israele nelle gare”
"Perché si è espulso la Russia e non si espelle Israele" dalle competizioni internazionali? "La nostra posizione è chiara e ferma ed condivisa dalla immensa maggioranza perché è di senso comune: fino a che non avrà fine la barbarie, né Russia né Israele devono essere presenti a nessuna competizione internazionale". Lo ha detto il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, in un incontro con i parlamentari, senatori ed eurodeputati socialisti. "Le organizzazioni sportive devono chiedersi se è etico che Israele continui a partecipare alle competizioni internazionali". ha aggiunto Sanchez.
L'intervento del premier, all'indomani delle proteste alle manifestazioni pro Palestina, che hanno provocato l'annullamento della tappa finale del Giro di Spagna di ciclismo, dopo aver segnato tutte le 21 tappe. Al riguardo Sanchez ha ripetuto quanto aveva affermato domenica: "Ovviamente, condanniamo sempre la violenza. E abbiamo espresso la nostra profonda ammirazione e rispetto per gli sportivi, per i ciclisti della Vuelta de Espana. Ma sentiamo anche un immenso rispetto e ammirazione per la società spagnola che si mobilita contro l'ingiustizia e difende i diritti umani in maniera pacifica. Il suo esempio dovrebbe arrivare a tutti gli angoli del mondo". Rivolto ai socialisti eletti nel Parlamento spagnolo e in quello europeo, il premer ha rivendicato l'azione del suo governo di coalizione minoritaria Psoe-Sumar. "Abbiamo risposto in maniera positiva al nostro impegno per i diritti umani, il diritto internazionale, sia a Gaza che in ucraina. Abbiamo riconosciuto lo Stato di Palestina, cosa che questo stesso mese all'Assemblea generale delle Nazioni Unite faranno altri grandi Paesi europei, per cui non è che eravamo soli, è che siamo stati i primi", ha concluso Sanchez, fra gli applausi dei deputati.
Rubio: “Concentrati sul ruolo di Doha per il rilascio degli ostaggi”
Sull'attacco israeliano a Doha, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha affermato: "Siamo concentrati su ciò che accadrà adesso, sul ruolo che Doha può svolgere nel determinare il rilascio degli ostaggi. Resteremo concentrati su cosa si può fare nella fase successiva", ha detto rispondendo alla domanda se gli Stati Uniti fossero a conoscenza dell'intenzione di Israele di attaccare il Qatar.
Rubio: “Trump impegnato nel ritorno a casa di ogni ostaggio”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in conferenza stampa congiunta a Gerusalemme con il premier israeliano, ha affermato che il presidente Trump "resta impegnato a raggiungere questi obiettivi: che ogni singolo ostaggio deve tornare a casa immediatamente e che Hamas deve essere eliminato come gruppo armato".
Rubio: “Futuro migliore per Gaza solo dopo l’eliminazione di Hamas”
"La popolazione di Gaza merita un futuro migliore, ma quel futuro migliore non può cominciare finché Hamas esisterà e finché tutti gli ostaggi non saranno rilasciati". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, parlando in conferenza stampa a fianco del premier israeliano Benjamin Netanyahu, al termine del loro incontro a Gerusalemme. La visita di Rubio in Israele è giunta dopo l'attacco israeliano di martedì in Qatar, Paese mediatore, con l'intento di uccidere la leadership di Hamas riunita a Doha per discutere la proposta Usa di cessate il fuoco.
Netanyahu: “Nostra la decisione di agire a Doha contro Hamas”
La decisione di Israele di agire contro Hamas in Qatar è stata una "decisione del tutto indipendente": ha ribadito in conferenza stampa a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, "ci assumiamo la piena responsabilità", ha sottolineato, come già aveva fatto il giorno dell'attacco, martedì scorso".
Media: “Rubio andrà in Qatar domani, dopo la sua visita in Israele”
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, si recherà in visita a Doha, la capitale del Qatar, martedì, dopo la sua visita in Israele. Lo riporta la Cnn, citando una fonte diplomatica.
Netanyahu: “La visita di Rubio è un chiaro messaggio sul sostegno degli Usa”
La visita del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è un "chiaro messaggio" che gli Stati Uniti sono al fianco di Israele. Lo dice il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una conferenza stampa con Rubio.
Rubio: “Hamas deve essere eliminato, rilascino gli ostaggi”
Hamas deve essere "eliminato" e gli ostaggi devono essere liberati "immediatamente". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio dopo l'incontro a Gerusalemme con Benyamin Netanyahu e diversi ministri israeliani.
Erdogan vola in Qatar: "Con Doha contro Israele"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è volato questa mattina verso la capitale del Qatar, Doha. Nell'agenda del leader turco il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, ma anche un importante bilaterale con l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al Thani. La visita arriva infatti a pochi giorni dall'attacco sferrato in pieno giorno dagli aerei da guerra israeliani sulla capitale del Qatar. Obiettivo del raid i leader di Hamas, che secondo diverse ricostruzioni, sarebbero riusciti a evitare la morte grazie proprio all'intelligence turca che ha avvisato in tempo i leader dell'organizzazione palestinese. L'attacco in Qatar ha scatenato la rabbia di Erdogan, tornato a minacciare Israele. "Bisogna essere pronti alla guerra se si vuole una pace duratura", ha tuonato il leader turco, che ha poi promesso "azioni congiunte" in una telefonata con l'alleato al Thani, che ha a sua volta promesso di rispondere a Israele. Proprio in Qatar la Turchia può contare su una base militare dove è schierata una unità militare di F16. Tuttavia iniziative da parte Ankara rimangono improbabili, anche alla luce della presenza americana in Qatar, che induce alla prudenza anche lo stesso Erdogan. Negli ultimi giorni la Turchia ha però intensificato le ricognizioni dei propri aerei da guerra nell'est del Paese, in particolare dalle basi di Malatya e Diyarbakir. Una mossa arrivata contemporaneamente al "no comment" del governo turco alle notizie, diffuse da media libanesi e israeliani, secondo cui Tel Aviv avrebbe seriamente preso in considerazione di colpire i leader di Hamas su suolo turco Più che una risposta diretta a Israele Ankara sembra impegnata a investire nelle proprie capacità balistiche e nella difesa aerea. Pochi giorni fa Erdogan ha inaugurato una fabbrica dal valore di 1,5 miliardi di dollari della Aselsan, azienda leader nella produzione di radar e sistemi di Difesa. Lo stesso giorno dell'attacco israeliano in Qatar il governo turco e Aselsan hanno siglato un'intesa da 1,9 miliardi di dollari per sviluppare e produrre "La cupola d'acciaio", un sistema di Difesa aereo indigeno capace di colpire in un raggio di 150 km.
Appena un mese fa sono iniziati i lavori per la costruzione di rifugi anti missile che il governo turco vuole in tutte le 81 province del Paese. Mosse che rispondono alla percezione, diffusa in Turchia in maniera trasversale, che Israele possa attaccare il Paese esattamente come ha fatto in Libano, Iran, Siria e Qatar.
Ue: “Spedite oltre 5 mila tonnellate di aiuti; vanno consegnate a Gaza”
"Ieri, 80 tonnellate di forniture mediche sono arrivate ad Al Arish in Egitto tramite il ponte aereo umanitario dell'Ue. Grazie agli sforzi congiunti dell'Oms e dell'Unfpa. Oltre 5 mila tonnellate di aiuti sono state ora spedite per Gaza. Questo approdo è importante. Ma ciò che conta davvero è la consegna efficace a coloro che soffrono. Con l'intensificarsi dei bisogni, il silenzio non è un'opzione. Un'azione immediata è l'unica via da seguire". Lo scrive su X la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib.
Mattarella: “Insostenibile la disumana situazione a Gaza”
Mattarella: “Insostenibile la disumana situazione a Gaza”
In vista dell'offensiva le famiglie dei rapiti si rivolgono al capo dell’Idf
Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha chiesto un incontro urgente con il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir dopo che i media israeliani hanno riportato i suoi dubbi sulla conquista di Gaza city che 'non porteranno alla resa di Hamas' . "Le vostre dichiarazioni indicano chiaramente che l'operazione Carri di Gedeone 2 non porterà alla resa di Hamas e porterà a una guerra senza fine nella Striscia, vanificando tutti i successi militari ottenuti a un costo enorme", scrive il Forum in una lettera aperta a Zamir. "Non possiamo più aspettare. Chiediamo un incontro immediato. Chiediamo che vi asteniate da azioni inutili che, per definizione, si tradurranno nell'uccisione e nell'assassinio dei nostri cari", scrivono le famiglie. "L'Idf deve presentare una politica chiara ai cittadini e alle famiglie: niente più ostaggi vivi assassinati in cattività a causa delle pressioni militari, e niente più corpi che scompaiono sotto le macerie, perdendo ogni possibilità di localizzarli e restituirli per una degna sepoltura", concludono.
L'inviato Usa Barrack incontra il premier del Qatar a Doha
L'inviato speciale di Donald Trump per la Siria ha incontrato il primo ministro del Qatar prima dell'avvio dek vertice di Doha. Tom Barrack, scrive Sky News, è stato fotografato mentre parlava con Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani.
Il vertice a Doha è stato convocato dopo che la scorsa settimana Israele ha lanciato attacchi contro la capitale del Qatar. Il Qatar è un importante alleato di Washington in Medio Oriente e gli Stati Uniti hanno nel Paese una base militare.
Media: “La Spagna cancella la conferenza dell’incaricata d’affari israeliana”
La Spagna ha annullato una conferenza dell'Incaricata d'Affari israeliana Dana Erlich a Bilbao a seguito delle minacce dei manifestanti filo-palestinesi e del Movimento di Solidarietà con la Palestina. Lo riporta Ynet. I manifesti distribuiti prima del discorso, scrive il sito israeliano, recitavano: "Sionisti, non qui e non da nessuna parte" e "Tagliate tutte le relazioni sulla strada dello smantellamento di Israele".
Hamas nomina i 4 comandanti per il contrattacco con imboscate
Hamas si prepara al cosiddetto "legitimacy ambush" (le imboscate) contro l'Idf a Gaza City nominando diversi comandanti di alto rango per supervisionare i combattimenti sul terreno. Secondo fonti palestinesi, le quattro figure sono Izz al-Din Haddad, capo dell'ala militare, Raed Saad, capo della divisione operativa, Muhammad Odeh, capo dell'intelligence e Mohand Rajab, comandante di alto rango della Brigata Gaza.
Al Jazeera: “L’Idf ha arrestato il segretario di Fatah”
Secondo quanto riportato da fonti dell'emittente televisiva "Al Jazeera", l’Idf avrebbe arrestato il segretario del movimento Fatah, Mahmoud Saleh Sharim, nei pressi di Tulkarem, in Cisgiordania.
Ben Gvir: “È giunto il momento per insediamenti ebraici a Gaza”
Ben Gvir: “È giunto il momento per insediamenti ebraici a Gaza”
Eurovision: C.e.o di Kan Golan Yochpaz: “Non c’è nessun motivo per escludere Israele”
"Non c'è motivo per cui Israele non dovrebbe partecipare all'Eurovision, l'evento non deve diventare politico". Lo dice Golan Yochpaz, CEO dell'emittente pubblica israeliana Kan, che per la prima volta ha commentato il tema del boicottaggio di Israele da parte dei paesi partecipanti all'Eurovision. "Fin dalla fondazione della società, Israele è stato uno dei partecipanti di maggior successo all'Eurovision. Non c'è motivo per cui Israele non debba continuare a essere una parte significativa di questo evento culturale che non deve diventare politico in nessuna circostanza", ha aggiunto.
Tajani: “Valuteremo le proposte dell’Ue per le sanzioni a Israele”
"L'Italia esaminerà e valuterà le proposte che farà la Commissione europea al prossimo Consiglio europeo" sulle sanzioni a Israele ed è disposta a "rafforzare" quelle nei confronti dei coloni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all'inaugurazione dell'anno accademico della Società italiana per la organizzazione internazionale.
Ben Gvir: “A Gaza City costruiremo una zona di lusso per la polizia”
"Il mio piano è - una volta conclusa la vittoria nella città di Gaza - costruire lì un quartiere lussuoso per i poliziotti, con vista sul mare. Sarà uno dei posti più belli del Medio Oriente. L'insediamento porta sicurezza, ed è arrivato il momento di un insediamento ebraico a Gaza". Lo ha detto il ministro messianico di ultradestra Itamar Ben Gvir durante la cerimonia per il Capodanno ebraico (dal 21 settembre) della polizia. Ben Gvir è ministro della Sicurezza.
Media: “Sale a 25 il numero dei palestinesi uccisi oggi a Gaza”
E' salito a 25 morti, tra cui almeno 3 bambini, il numero dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza da stamattina. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera. Solo a Città di Gaza hanno perso la vita 16 persone, riferisce la testata araba.
A Doha in arrivo i leader per il vertice dopo l’attacco di Israele
A Doha i leader arabi hanno iniziato ad arrivare per un vertice di emergenza per discutere le ripercussioni dopo l'attacco israeliano della scorsa settimana.
Al Jazeera riferisce che il primo ministro della Malesia, Anwar Ibrahim, è arrivato ieri sera, insieme al presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud.
A Doha sono presenti anche il presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen e il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh. La Libia sarà rappresentata da Mohamed al-Menfi, presidente del consiglio presidenziale del Paese, mentre i media turchi hanno riferito che al vertice sarà presente anche il presidente Recep Tayyip Erdogan. L'incontro si terrà presso lo Sheraton Hotel, scrive Sky News.
Anche Madrid minaccia di boicottare l’Eurovision se c'è Israele
"Come hanno già fatto Irlanda, Slovenia, Islanda e anche i Paesi Bassi, se non riusciamo a espellere Israele, la Spagna non deve partecipare" alla prossima edizione del festival Eurovision. Lo ha detto il ministro spagnolo della Cultura e portavoce del gruppo di sinistra Sumar, Ernets Urtasun, in un'intervista alla radio nazionale pubblica Rne.
Urtasun ha celebrato l'esito delle manifestazioni pro Palestina ieri a Madrid, riuscite a far cancellare l'ultima tappa della Vuelta de Espana di ciclismo. "Hanno ottenuto l'obiettivo e lanciato un messaggio chiaro al mondo: non tolleriamo che gli eventi sportivi e culturali possano normalizzare un genocidio", ha detto l'esponente di Sumar, alleato del Psoe nel governo di coalizione presieduto da Pedro Sanchez.
Per il ministro della Cultura, "la Spagna è il Paese che più pressione diplomatica sta esercitando su Israele" e Sumar "è riuscito a muovere in maniera considerevole la posizione del governo negli ultimi mesi", rispetto alle sanzioni imposte da Madrid a Israele.
Quanto alle critiche del Partido Popular, secondo Urtasun "dimostrano una mancanza assoluta di credibilità in materia di politica estera, non si è mai lamentato quando si è deciso di escludere la federazione russa" dal festival Eurovision e dalle competizioni sportive internazionali. Urtasun ha espresso "preoccupazione" per la partecipazione di Israele alla prossima edizione della kermesse musicale e ha annunciato la possibile defezione della Spagna "se non riusciamo a escludere Israele".
Tajani: “Netanyahu si fermi, la soluzione non è occupare Gaza o la Cisgiordania”
"Io mi auguro che Netanyahu si fermi. La soluzione non è l'occupazione di Gaza o della Cisgiordania, noi siamo favorevoli alla costruzione di uno Stato palestinese". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a Restart su Rai 3.
"Dobbiamo evitare la distruzione, dobbiamo evitare la carneficina e salvare gli ostaggi, che sono vittime innocenti", ha aggiunto il titolare della Farnesina, esortando Netanyahu a "un senso di responsabilità".
Mitsotakis: “Sostegno ai negoziati, inaccettabile la violazione in Qatar”
"Abbiamo discusso dei recenti sviluppi in Medioriente, dove sosteniamo gli sforzi negoziali per un cessate il fuoco, intrapresi da Stati Uniti, Qatar ed Egitto, ma siamo piuttosto preoccupati per l'inaccettabile violazione della sovranità del territorio del Qatar". Lo dice il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, in conferenza stampa con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ad Atene. "L'ho detto - aggiunge - personalmente all'Emiro stesso, e abbiamo detto che dovremmo anche evitare qualsiasi ulteriore escalation a Gaza, peggiorando così la già drammatica situazione dei civili".
Wafa: “L’Idf chiude l’ingresso alla città di Turmus Ayya a nord di Ramallah”
Le forze israeliane hanno chiuso l'ingresso alla città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, e hanno preso d'assalto la città di Deir Dibwan, a est. Lo riferiscono fonti locali all'agenzia palestinese Wafa, secondo cui "l'esercito di occupazione ha chiuso i cancelli di ferro all'ingresso principale della città di Turmus Ayya, ostacolando la circolazione di migliaia di cittadini nei villaggi e nelle città a nord e nord-est di Ramallah". Nel frattempo, segnala ancora l'agenzia, "le forze di occupazione israeliane hanno preso d'assalto la città di Deir Dibwan, senza che siano state segnalate incursioni o arresti".
Siria, israeliani rapiscono un giovane del Golan
L'esercito israeliano ha rapito un giovane siriano sul lato siriano delle alture del Golan. Lo riferisce la tv governativa siriana secondo cui il giovane è stato rapito dai militari israeliani che occupano l'area siriana nella località di Rafid, a pochi chilometri dal reticolato che separa le Alture occupate da Israele e quelle in parte sotto controllo siriano.
Da dicembre scorso, da quando è cambiato il potere in Siria, l'esercito israeliano ha esteso verso est il suo controllo di territori siriani del Golan e conduce giornalmente raid e incursioni terrestri, affermando di arrestare presunti membri di Hezbollah o "agenti dell'Iran".
In corso colloquio di 3 ore tra Netanyahu e Rubio a Gerusalemme
Un colloquio della durata prevista di tre ore è in corso tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio nell'ufficio del premier a Gerusalemme. Lo ha fatto sapere l'ufficio del primo ministro. Netanyahu e Rubio rilasceranno dichiarazioni dopo l'incontro. Il focus è su Gaza, sui recenti attacchi di Israele contro Hamas in Qatar, sull'Iran e su altre questioni bilaterali.
Madrid, 2 arresti e 22 agenti contusi in proteste pro Palestina
Due persone sono state arrestate e 22 agenti sono rimasti contusi negli scontri durante le preteste pro Palestina ieri a Madrid, che hanno provocato l'interruzione della tappa finale della Vuelta de Espana, secondo quanto ha confermato oggi il delegato del governo nella Comunità di Madrid, il prefetto Francisco Martin. "E' stata un'espressione importante di migliaia e migliaia di persone che sono scese in strada a manifestare in maniera pacifica", ha dichiarato Marin in un'intervista alla Radio Nacional de Espana (Rne). "Non dobbiamo permettere che nessuno mascheri come violenza quella che è stata una manifestazione maggioritariamente pacifica", ha ribadito il prefetto.
In relazione alle critiche mosse dal sindaco e dalla presidente della Comunità di Madrid alle proteste e all'operativo delle forze dell'ordine messo in campo (che ha mobilitato oltre 1.500 agenti di polizia e Guardia Civil), Martin ha sottolineato che le manifestazioni sono state "un'espressione di massa impossibile da contenere e reprimere", alla quale hanno partecipato oltre 100.000 persone.
"Per quanto si ponga l'attenzione su incidenti puntuali, che condanniamo, non si può mascherare come violenza quella che è stata una straordinaria manifestazione pacifica che ha inviato un messaggio di dignità contro la barbarie e il genocidio di Gaza", ha sottolineato il delegato del governo a Madrid. "A qualcuno piace che il popolo resti in silenzio", ha concluso.
Gli Houthi rivendicano il lancio di 4 droni contro Israele
I ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato di aver lanciato un attacco con quattro droni contro Israele, uno dei quali ha preso di mira l'aeroporto di Ramon, nel Sud. Il portavoce militare del movimento filoiraniano, Yehya Sarea, ha dichiarato che il suo gruppo "ha condotto un'operazione militare di alta qualità con quattro droni; tre dei quali hanno preso di mira l'aeroporto di Ramon a Umm al-Rashrash (Eilat) e il quarto contro un obiettivo militare nella regione del Negev (Yemen meridionale), nella Palestina occupata". Il portavoce degli insorti non ha specificato l'ora o la data del nuovo attacco, che ha affermato "ha raggiunto con successo i suoi obiettivi, grazie a Dio". L'esercito israeliano non ha commentato questa rivendicazione dei ribelli yemeniti, nè ha segnalato l'intercettazione di nuovi missili o droni. Gli Houthi lanciano frequentemente droni e missili balistici contro Israele ma la stragrande maggioranza di essi viene intercettata senza che causi vittime o danni.
Sarea ha sottolineato che la milizia sciita "adempie al suo dovere religioso, morale e umanitario e continuerà a difendere coraggiosamente la sua posizione jihadista, basata sulla fede, in solidarietà con il nostro popolo palestinese e a sostegno della sua ferma resistenza". "Tutti i tentativi di indebolire questa posizione falliranno, così come i tentativi precedenti. Non esiteremo a difendere il nostro Paese e non abbandoneremo i nostri doveri verso il popolo palestinese finché l'aggressione contro Gaza non cesserà e il blocco non sarà revocato", ha concluso il portavoce Houthi.
Iran: “Israele è la piaga che sta terrorizzando la regione”
"A Doha con un messaggio chiaro da parte del popolo iraniano. L'Iran è al fianco del Qatar e di tutti i fratelli e le sorelle musulmani, in particolare contro la piaga che sta terrorizzando la regione". Lo ha scritto su X, riferendosi a Israele, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in Qatar per il vertice che riunisce i Paesi della Lega Araba e quelli dell'Organizzazione della cooperazione islamica convocato dopo l'attacco israeliano contro i vertici di Hamas a Doha.
Pezeshkian: “I Paesi musulmani taglino i legami con Israele”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha esortato i Paesi a maggioranza musulmana a tagliare i legami con Israele. "E' possibile che i Paesi islamici taglino i loro legami con questo falso regime e mantengano il più possibile unità e coesione", ha detto Pezeshkian prima di partire per Doha, dove è stato convocato un vertice straordinario delle nazioni arabe e musulmane in seguito all'attacco israeliano alla delegazione di Hamas a Doha, in Qatar. Il presidente iraniano ha auspicato che la riunione "giunga a una conclusione" per quanto riguarda le misure da adottare contro Tel Aviv.
Media: “Sono 17 i morti nei raid israeliani a Gaza”
Dieci persone sono morte nei raid israeliani a ovest della città di Gaza. Attaccate due abitazioni. Sette persone, tra cui due gemelli di sei anni, sono rimaste uccise in un attacco contro una tenda rifugio. In totale le vittime sono 17. Lo scrive Al Jazeera. Le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi sulla città di Gaza mentre l'esercito porta avanti il suo piano di sfollamento forzato dei palestinesi e di conquista del territorio.
Unrwa: “In 4 giorni l’Idf ha bombardato 10 nostri edifici”
"Le Idf hanno bombardato 10 edifici dell'Unrwa a Gaza negli ultimi quattro giorni". Lo rende noto il Commissario generale dell'agenzia delle Nazioni Unite Philippe Lazzarini, precisando che tra questi ci sono sette scuole e due cliniche che hanno ospitato migliaia di sfollati.
Ebadi: “Netanyahu e Khamenei sono responsabili di quanto accade”
"Netanyahu e Khamenei sono entrambi responsabili di quello che accade in Medio Oriente. La cosa più importante che l'Europa può fare per noi è cessare di sostenere la Repubblica Islamica dell'Iran". Discorso analogo per Israele: "Non solo l'Occidente sostiene Israele, anche Cina e Russia lo fanno. Il problema è che, ignorando le risoluzioni delle Nazioni Unite - e questo è quello che Israele sta facendo - appare evidente quanto si sia indebolita l'Onu". Lo afferma in una intervista a La Stampa l'attivista e avvocata iraniana, Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003.
Sull'assegnazione del Nobel a Trump è netta: "Non sono una componente del premio Nobel ma dal mio punto di vista Trump non dovrebbe avere questo riconoscimento. Penso che il comitato non commetterà questo errore. Lo hanno già fatto con Obama ma l'ex presidente Usa ha portato la pace in qualche parte del mondo?".
"Cosa direi a Netanyahu? Che bisogna dimenticare gli interessi politici. Gli israeliani non possono vivere una vita intera in guerra e l'unico modo per raggiungere la pace è un'intesa fra israeliani e palestinesi". Quanto al percorso che potrebbe portare alla pace "bisogna dare - spiega Ebadi - maggiore importanza alla sicurezza dell'umanità non alla sicurezza delle singole nazioni".
Trump: “Israele stia molto attento, il Qatar è un grande alleato degli Usa”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha elogiato il Qatar come un forte alleato degli Stati Uniti commentando il recente attacco di Israele contro i leader di Hamas a Doha. Parlando in un aeroporto del New Jersey prima di tornare a Washington, Trump ha affermato che Israele deve "stare molto attento" e agire contro Hamas ha sottolineato l'importanza del Qatar.
"Il Qatar è un grande alleato degli Stati Uniti. Molte persone non lo sanno. L'emiro è una persona meravigliosa", ha detto. Ribadendo il proprio sostegno a Doha, Trump ha aggiunto: "Siamo con loro. Sono un grande alleato. Conducono anche una vita molto difficile perché sono proprio nel mezzo di tutto".
Media: “Hamas sposta gli ostaggi in superficie per contrastare l’Idf”
In vista dell'operazione dell'esercito israeliano per conquistare Gaza City, Hamas ha spostato gli ostaggi in superficie, in case e tende, per impedire ai militari di operare in determinate aree. Lo hanno riferito fonti palestinesi a Gaza all'emittente pubblica Kan. Ieri, la madre dell'ostaggio Guy Gilboa-Dalal ha dichiarato di essere stata informata che suo figlio è trattenuto in superficie a Gaza City, dopo che la settimana scorsa Hanas aveva pubblicato un video in cui lo si vedeva sul sedile posteriore di un'auto.
Idf: “20mila palestinesi hanno lasciato nella notte Gaza City”
Secondo le nuove stime delle Forze di difesa israeliane, finora oltre 320mila palestinesi hanno evacuato Gaza City in altre zone della Striscia, in vista dell'offensiva pianificata dall'esercito contro Hamas nella zona. L'Idf stima che circa 20mila persone abbiano lasciato Gaza City durante la notte. Lo riporta Times of Israel.
Media: colloqui Usa-Israele sul trasferimento dei leader di Hamas in Tunisia
Stati Uniti e Israele stanno conducendo colloqui riservati, con il coinvolgimento indiretto di alcuni Paesi terzi tra cui l'Iran, su un possibile piano che prevede il trasferimento di esponenti di Hamas dalla Striscia di Gaza alla Tunisia. Lo ha riferito l'analista di sicurezza Matthias Inbar, citato dall'emittente israeliana i24News.
Il progetto ricorda, almeno in parte, il precedente del 1982, quando Yasser Arafat e l'Olp lasciarono Beirut dopo l'invasione israeliana del Libano per stabilirsi a Tunisi. Questa volta, però, i protagonisti sarebbero i vertici di Hamas, formazione di matrice islamista legata ai Fratelli Musulmani e al centro del conflitto in corso a Gaza.
La prospettiva di accogliere i dirigenti del gruppo suscita però malumori in Tunisia, Paese storicamente vicino alla causa palestinese ma dove opinione pubblica e parte del mondo politico guardano con diffidenza a Hamas, soprattutto dopo l'inasprirsi del conflitto con Israele. Secondo fonti citate dall'emittente, l'Iran avrebbe un ruolo discreto di facilitatore, senza apparire ufficialmente nei negoziati.
Media: “Funzionari dell’Idf stanno valutando l’opportunità di terra a Gaza City”
I funzionari militari israeliani stanno valutando l'opportunità di un'operazione di terra a Gaza City, anche se si ritiene che solo un quarto dei residenti abbia lasciato la città, mentre alti funzionari della difesa avvertono che la conquista della città non porterebbe alla sconfitta di Hamas. Lo riporta Haaretz, precisando che, secondo l'esercito, circa 300.000 persone sono già fuggite verso sud, a causa dell'intensificarsi dei combattimenti e dei recenti attacchi contro grattacieli che hanno costretto altri residenti ad abbandonare la città. L'Idf prevede che la maggior parte di coloro che sono ancora a Gaza City se ne andrà una volta iniziata l'operazione di terra.
Media: “10 morti in raid israeliani a Gaza, anche gemelli di 6 anni”
Dieci persone sono morte nei raid israeliani a ovest della città di Gaza. Attaccate due abitazioni. Sette persone, tra cui due gemelli di sei anni, sono rimaste uccise in un attacco contro una tenda rifugio. Lo scrive Al Jazeera. Le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi sulla città di Gaza mentre l'esercito porta avanti il suo piano di sfollamento forzato dei palestinesi e di conquista del territorio.
Media: “Hamas ha trasferito gli ostaggi in superficie per impedire le operazioni dell’Idf”
In vista dell'operazione israeliana per conquistare Gaza City, Hamas ha trasferito gli ostaggi dai tunnel in superficie, in case e tende, per impedire all'esercito di operare in determinate aree. Lo hanno riferito fonti palestinesi a Gaza all'emittente pubblica Kan. Ieri, la madre dell'ostaggio Guy Gilboa-Dalal aveva dichiarato di essere stata informata che suo figlio è trattenuto 'in superficie' a Gaza City, dopo che la settimana scorsa il gruppo terroristico aveva pubblicato un video in cui lo si vedeva sul sedile posteriore di un'auto.
Houti: attaccato con droni l'aeroporto israeliano di Ramon
Le forze armate degli Houthi yemeniti hanno lanciato attacchi con droni contro obiettivi in ;Israele, tra cui l'aeroporto di Ramon vicino alla città di Eilat e un sito militare nel deserto del Negev: lo ha annunciato il portavoce del movimento Yahya Saree. "Le forze armate yemenite hanno condotto con successo un'operazione utilizzando quattro droni. Tre hanno preso di mira l'aeroporto di Ramon nella zona di Umm al-Rashrash (il nome arabo di Eilat), mentre il quarto ha colpito una base militare vicino al Negev", ha dichiarato Saree in un comunicato trasmesso dal canale televisivo Al Masirah, controllato dagli Houthi e ripreso dalla Tass. Secondo il portavoce, "l'operazione ha raggiunto con successo i suoi obiettivi".
Trump: “Il Qatar è un grande alleato degli Usa, Netanyahu deve stare attento”
"Un messaggio per Bibi Netanyahu? Devono stare molto, molto attenti. Devono fare qualcosa contro Hamas. Ma il Qatar è stato un grande alleato degli Stati Uniti. Molti non lo sanno": lo ha detto Donald Trump parlando con i reporter.
L'ho detto all'emiro, che ritengo sia una persona meravigliosa, davvero. Ho detto che a loro servono migliori relazioni pubbliche, perché non si capiscono bene le relazioni pubbliche. Voglio dire, la gente ne parla così male, e non dovrebbe. Il Qatar è stato un grande alleato, quindi Israele e tutti gli altri, dobbiamo stare attenti. Quando attacchiamo le persone, dobbiamo stare attenti", ha aggiunto.
Media: attacchi all’Iran furono preparati da donne del Mossad
A mettere a segno le ultime operazioni del Mossad in Iran sono state agenti donne, che, scrive il Jerusalem Post in una esclusiva, sembrano ormai il nucleo operativo cruciale del servizio segreto israeliano per le operazioni all'estero. Decine di loro si infiltrarono nel territorio della Repubblica Islamica lo scorso giugno, quando si è trattato di colpire il programma nucleare degli ayatollah. Il quotidiano israeliano non è in grado di dire con precisione quali azioni abbiano compiuto le agenti, poiché queste sono classificate, ma ricorda che nel 2024 l'agente "G", specializzata nell'intelligence dei segreti iraniani, fu omaggiata nel giorno dell'Indipendenza con l'accensione di una fiaccola a lei dedicata.
Il ruolo delle donne sembra diventato centrale per il capo del Mossad, David Barnea, che le addestra non più per sedurre i funzionari iraniani o in compiti sdi sorveglianza ma anche per attacchi e reclutamento sul posto di spie. A giugno centinaia di agenti si sono mosse simultaneamente in diverse operazioni, coordinate tra loro, giocando, tra l'altro, sul ruolo di diversi dissidenti iraniani che hanno contribuito a mettere in ginocchio numerose piattaforme radar e di missili balistici. Una volta sul posto, gli operativi hanno fornito informazioni precise ai caccia israeliani sugli obiettivi militari da colpire: solo nel secondo giorno di attacchi Teheran fu in grado di reagire.
Il Mossad, scrive ancora il Jerusalem Post, ha oggi conoscenze a sufficienza per individuare dove si trova l'uranio arricchito iraniano non ancora eliminato, e ne monitora un eventuale uso di Teheran per costruire la bomba atomica. Gli ultimi attacchi israeliani hanno avuto nel mirino le centrali di Natanz, Fordow, e Isfahan, e un'altra decina di siti, ma oltre 400 chili di uranio arricchito al 60% sarebbero rimasti intatti e, se ulteriormente arricchito, basterebbero alla produzione di cinque bombe nucleari.