"Oggi, per ravvivare la speranza di pace per i palestinesi e gli israeliani e una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina". Con queste parole, pubblicate in un post su X, il premier britannico Keir Starmer ha annunciato il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Regno Unito. Anche Canada, Australia e Portogallo hanno annunciato il riconoscimento formale della Palestina. Mentre poco prima il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva annunciato che Israele combatterà “alle Nazioni unite e in tutte le altre sedi” contro le richieste di istituire uno Stato palestinese, “che metterebbe in pericolo la nostra esistenza e costituirebbe un'assurda ricompensa per il terrorismo".
Nuovi riconoscimenti della Palestina, Netanyahu convoca una riunione. Non invitati i ministri di estrema destra
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuta una riunione di emergenza per discutere le opzioni di risposta di Israele al riconoscimento formale di uno Stato di Palestina da parte di Gran Bretagna, Australia, Canada e Portogallo, alla quale non sono stati invitati i ministri di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. Lo ha riferito l'emittente israeliana Channel 12.
Il ministro degli esteri portoghese: “Riconosciamo lo Stato di Palestina”
"Riconoscere lo Stato di Palestina è il compimento di una politica fondamentale, coerente e ampiamente condivisa", ha dichiarato il ministro Rangel ai giornalisti a New York alla vigilia dell'Assemblea Generale dell'Onu. "Il Portogallo sostiene la soluzione dei due Stati come unica via per una pace giusta e duratura, che promuova la coesistenza e le relazioni pacifiche tra Israele e Palestina", ha aggiunto.
L’Idf conferma uccisione di civili in Libano
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che un attacco aereo condotto oggi a Bint Jbeil, nel sud del Libano, ha eliminato un membro di Hezbollah ma ha provocato anche la morte di diversi civili. Secondo i militari, il bersaglio "operava all'interno di un'area abitata da civili e in violazione delle intese tra Israele e Libano". I media libanesi hanno riferito che il raid ha colpito una motocicletta e un'automobile: a bordo dell'auto si trovavano un padre e i suoi tre figli, rimasti uccisi insieme al presunto militante che viaggiava in moto. L'Idf ha espresso rammarico per la perdita di vite innocenti e ha annunciato l'apertura di un'inchiesta interna, ribadendo di "lavorare quanto più possibile per ridurre i danni ai civili".
Idf, oltre 550mila palestinesi via da Gaza City
"Oltre 550.000 civili hanno lasciato Gaza City e si sono trasferiti a sud", di fronte all'offensiva di terra lanciata dalle forze armate israeliane per conquistare la città nella Striscia. Lo ha riferito l'esercito israeliano, denunciando "tentativi (da parte di Hamas) di impedire ai civili di spostarsi verso sud".
Media, Trump incontrerà leader arabi a margine dell’assemblea generale Onu
Il presidente Usa Donald Trump ha in programma di incontrare martedì prossimo un gruppo selezionato di leader arabi a margine della riunione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York per discutere di come porre fine alla guerra a Gaza. Lo rivela Barak Ravid di Axios, citando due funzionari arabi informate dei fatti. Alla riunione di martedì 23 settembre, prevista per le 14.30 (le 20.30 in Italia), sono stati invitati i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Giordania e Turchia. L'obiettivo dell'amministrazione Usa è che questi Paesi prendano parte a un piano postbellico per Gaza e persino inviino truppe per una forza di stabilizzazione che sostituisca l'esercito israeliano, hanno sottolineato le fonti.
Olmert: “Giorni contati per Netanyahu, è dalla parte sbagliata della Storia”
"Non so chi sostituirà il premier israeliano Netanyahu ma qualcuno prenderà il suo posto prima di quanto si pensi. I suoi giorni sono contati, è dalla parte sbagliata della storia, non rappresenta gli israeliani e i loro interessi". Lo ha dichiarato - dal palco del Festival di Open a Parma - l'ex premier israeliano Ehud Olmert. "La maggioranza degli israeliani non sembra a favore di una soluzione a due Stati - ha aggiunto - Io in realtà dico: se qualcuno avesse detto subito dopo la Seconda guerra mondiale a un britannico, francese o italiano che questi Paesi avrebbero creato un'Unione europea, nessuno ci avrebbe creduto, e invece è quello che è successo. Qualcosa succederà, sono ottimista. Credo in questo processo ma spero che anche l'Autorità Palestinese trovi la forza, qualcuno di più coraggioso di Abu Mazen che invece non firmò il nostro progetto. Servono uomini e donne coraggiose. Le operazioni militari israeliani sono inaccettabili non solo per me, ma per la maggioranza degli israeliani".
Macron: “Liberazione ostaggi condizione per l’apertura della nostra ambasciata”
Il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza è "una condizione imprescindibile prima dell'apertura di un'ambasciata francese" in Palestina. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, alla vigilia dell'annuncio ufficiale del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di parigi, previsto per domani all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Media: “Salgono a 55 i morti in raid dell’Idf dall'alba, 37 a Gaza City”
Sono saliti ad almeno 55 i palestinesi uccisi in attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza dall'alba di oggi e almeno 37 di loro si trovavano a Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere.
Lapid: "Il riconoscimento della Palestina è un disastro politico del governo”
"Il riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese da parte di Gran Bretagna, Australia e Canada è un disastro politico, una mossa sbagliata e una ricompensa per il terrorismo. Un governo israeliano efficiente avrebbe potuto impedirlo. Attraverso un lavoro intelligente e serio, un dibattito politico professionale e un'informazione corretta". Così ha commentato il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid. "Il governo che ci ha causato il peggior disastro in termini di sicurezza della nostra storia, ora ci sta anche causando la crisi politica più grave di sempre", ha aggiunto il leader centrista su X.
Idf: “Oltre mezzo milione di palestinesi evacuato da Gaza City”
Secondo l'esercito israeliano, più di 550.000 palestinesi hanno lasciato Gaza City da fine agosto mentre l'Idf amplia l'offensiva contro Hamas nella zona. Prima dell'inizio dell'operazione militare, si stimava che circa un milione di persone risiedessero nella città. L'esercito ha ordinato l'evacuazione verso una "zona umanitaria" designata nel sud della Striscia, inviando avvisi tramite messaggi vocali e testuali, volantini e telefonate. Lo riporta il Times of Israel.
L'Idf ha reso noto di aver adattato la zona umanitaria per accogliere gli evacuati, ampliando ospedali da campo, riparando linee idriche e impianti di desalinizzazione e garantendo forniture regolari di cibo, tende, medicine e attrezzature mediche. L'esercito ha invitato i civili a seguire le istruzioni ufficiali "per la loro sicurezza e a evitare di restare in aree definite pericolose". Nonostante gli sforzi, l'Idf ha segnalato tentativi da parte di Hamas di impedire lo spostamento dei civili verso sud, "violando il diritto internazionale e sfruttando la popolazione civile come scudo umano per attività terroristiche". Intanto, tre divisioni dell'Idf hanno completato l'ingresso a Gaza City e hanno iniziato "operazioni nelle roccaforti terroristiche di Hamas" nell'area.
Macron: “Liberare gli ostaggi per l’apertura di un’ambasciata in Palestina”
Il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza è "una condizione imprescindibile prima dell'apertura di un'ambasciata francese" in Palestina. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, alla vigilia dell'annuncio ufficiale del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Parigi, previsto per domani all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Saar: “Il futuro di Israele non si decide a Londra o Parigi”
"Il futuro di Israele non si deciderà a Londra o a Parigi, ma a Gerusalemme". Lo dice il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, commentando la decisione di Gran Bretagna, Canada e Australia di riconoscere ufficialmente uno Stato palestinese. "La maggior parte dei Paesi del mondo ha già riconosciuto uno Stato palestinese in passato. Questo è stato ovviamente sbagliato. Ma i Paesi che lo stanno facendo ora, dopo il 7 ottobre, stanno compiendo un'azione sbagliata, scandalosa e immorale". Secondo Saar, "da un lato, è una ricompensa per Hamas. Dall'altro, è una ricompensa per l'Autorità Nazionale Palestinese che paga i terroristi e incoraggia il terrore". Saar ha aggiunto che "il futuro di Israele non si deciderà a Londra o a Parigi, ma qui, a Gerusalemme".
Congresso Ebraico Mondiale: “Riconoscere la Palestina è un grave errore”
Il Congresso Ebraico Mondiale ha pubblicato una risposta su X in merito alla decisione di Gran Bretagna, Canada e Australia di riconoscere uno Stato palestinese: "Qualsiasi leader nazionale che dichiari il riconoscimento di uno Stato palestinese prima che Hamas sia disarmato e sconfitto sta commettendo un grave errore. Così facendo, manda un messaggio a tutti i terroristi del mondo: potete saccheggiare, stuprare e uccidere, e comunque ottenere influenza al tavolo delle trattative", si legge nel post.
Smotrich: “Non c'è più mandato della Gran Bretagna, annettere la Cisgiordania”
La risposta di Israele al riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Gran Bretagna, Canada e Australia deve essere l'annessione della Cisgiordania. Ne è convinto il ministro delle Finanze israeliano e leader dell'estrema destra messianica Bezalel Smotrich. "I giorni in cui la Gran Bretagna e altri Paesi determinavano il nostro futuro sono finiti, il mandato è finito e l'unica risposta alla mossa anti-israeliana è la sovranità sulla patria del popolo ebraico in Giudea e Samaria e l'eliminazione per sempre dall'agenda dell'idea folle di uno Stato palestinese. Signor primo ministro, questo è il momento ed è nelle sue mani", ha scritto su X il capo di Sionismo Religioso.
Hamas: “Il riconoscimento occidentale è una vittoria per i diritti del popolo palestinese”
Mahmoud Mardawi, alto esponente di Hamas, ha salutato le decisioni di diversi Paesi occidentali - in ultimo Gran Bretagna, Canada e Australia - di riconoscere lo Stato palestinese, definendole "una vittoria per i diritti del popolo palestinese e la legittimità della nostra causa". "Inviano un messaggio chiaro: non importa fino a che punto l'occupazione (Israele, ndr) arrivi con i suoi crimini, non potrà mai cancellare i nostri diritti nazionali", ha aggiunto Mardawi in un'intervista all'Afp.
Netanyahu: “Uno Stato Palestinese non ci sarà”
"Uno Stato palestinese non verrà istituito. La risposta all'ultimo tentativo di imporre uno Stato terroristico nel cuore del nostro Paese verrà data dopo il mio ritorno dagli Stati Uniti. Ho un messaggio chiaro per quei leader che riconoscono uno Stato palestinese dopo l'orribile massacro del 7 ottobre: state dando un'enorme ricompensa al terrorismo. E ho un altro messaggio per voi: non accadrà. Uno Stato palestinese non verrà istituito a ovest del Giordano". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu commentando la decisione di Gran Bretagna, Australia e Canada di riconoscere uno Stato palestinese.
Hamas: “Bene il riconoscimento, Stato con Gerusalemme capitale”
L'alto funzionario di Hamas, Mahmoud Mardawi, ha accolto con favore la decisione di Gran Bretagna, Canada e Australia di riconoscere lo Stato di Palestina, definendola "un'importante pietra miliare politica che giunge come risultato delle sofferenze e dei sacrifici compiuti dal popolo palestinese, soprattutto dopo il 7 ottobre a Gaza".
Mardawi, citato dai media israeliani, ha aggiunto che "il riconoscimento riflette anche la volontà dell'opinione pubblica mondiale e il crescente isolamento di Israele", e ha invitato altri Paesi ad aderire all'iniziativa "e a interrompere la normalizzazione con Israele fino alla fine del 'massacro e dell'occupazionè". Secondo lui, "questa è una vittoria per la giustizia della causa palestinese e un passo che porterà a una crescente pressione internazionale per porre fine all'occupazione e istituire uno Stato palestinese sovrano con Gerusalemme come capitale"
Israele respinge categoricamente il riconoscimento unilaterale della Palestina
Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato la propria opposizione al "riconoscimento unilaterale" dello Stato palestinese da parte di Londra e di altri Paesi, avvertendo che la mossa potrebbe "ulteriormente destabilizzare la regione".
"Israele respinge categoricamente la dichiarazione unilaterale di riconoscimento di uno Stato palestinese fatta dal Regno Unito e da alcuni altri Paesi; Questa dichiarazione non promuove la pace, ma al contrario destabilizza ulteriormente la regione e mina le possibilità di raggiungere una soluzione pacifica in futuro", si legge nel comunicato diffuso dal Ministero.
Sanchez: “La destra è incapace di condannare il genocidio di Netanyahu a Gaza”
"La destra è incapace di condannare il genocidio di Netanyahu a Gaza". Lo ha scritto in un messaggio su X il premier spagnolo, Pedro Sanchez, intervenuto oggi alla Festa della Rosa nel pugno del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) in Catalogna. "Difendere la causa dell'Ucraina e di Gaza non è questione di sinistra o di destra, è questione di umanità, di giustizia, di pace", evidenzia il leader socialista nel post.
Da Barcellona Sanchez raggiungerà direttamente New York, per far parte della delegazione iberica, che include il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, alla 80ma Assemblea delle Nazioni Unite, guidata dal capo dello Stato, il re Felipe VI. In occasione anche del 70mo anniversario dell'adesione della Spagna all'Onu, sarà il monarca a tenere il discorso ufficiale all'Assemblea, per sottolineare "l'impegno al più alto livello" del Paese verso il multilateralismo, segnalano fonti ufficiali.
L'agenda di Sanchez si concentra intensamente sulla situazione a Gaza e sulla soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto in Medio Oriente. Il premier assisterà sia all'inaugurazione dell'Assemblea generale Onu martedì che al discorso di Felipe VI mercoledì. La Spagna ha riconosciuto lo Stato di Palestina il 28 maggio 2024, assieme a Irlanda, Norvegia e Slovenia, all'origine di un duro conflitto diplomatico fra Madrid e il governo israeliano. E accoglie con soddisfazione che altre nazioni si allineino alla posizione nella conferenza organizzata per lunedì da Francia e Arabia Saudita. Domani, il capo dell'esecutivo progressista terrà una conferenza alla Columbia University e risponderà alle domande degli studenti, ribadendo la sua visione e l'impegno per la pace.
Olmert: “Netanyahu è dalla parte sbagliata della storia”
"Netanyahu è dalla parte sbagliata della storia e non rappresenta neanche gli interessi degli israeliani". Lo ha detto Ehud Olmert, ex premier israeliano, intervistato al Festival di Open, a Parma, da Sara Menafra, parlando della situazione a Gaza. "Non so chi sostituirà Netanyahu, ma ci sarà qualcuno che lo sostituirà prima di quanto non si pensi", ha detto anche Olmert.
Leader Tory: “Il riconoscimento della Palestina è una decisione disastrosa”
Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte del Regno Unito è una decisione "assolutamente disastrosa" che premia Hamas per il suo terrorismo. Lo dice la leader del partito conservatore britannico, Kemi Badenoch. "Disastroso. Assolutamente disastroso. Ci pentiremo tutti del giorno in cui abbiamo preso questa decisione. Premiare il terrorismo senza alcuna condizione per Hamas. Lascia gli ostaggi a languire a Gaza e non fa nulla per fermare la sofferenza di persone innocenti coinvolte in questa guerra", aggiunge in una dichiarazione sui social.
Olmert: “Non esistono alternative ai due Stati”
"Non esistono alternative a una soluzione a due Stati, Stato israeliano e Stato palestinese, uno di fianco all'altro". Lo ha detto Ehud Olmert, ex primo ministro israeliano, intervistato, a Parma, al Festival di Open, da Sara Menafra, parlando della situazione nella Striscia di Gaza. Olmert è intervenuto insieme all'ex ministro degli Affari Esteri dell'Autorità nazionale palestinese, Nasser al Kidwa.
Libano, almeno 5 morti nei raid dell’Idf nel sud. 3 sono bambini
Strage nel sud del Libano: cinque morti, tra cui tre bambini, in un raid israeliano. Almeno cinque persone hanno perso la vita a Bint Jbeil, nel sud del Libano, in seguito a un attacco con drone israeliano che ha colpito una moto, secondo quanto riferito dal ministero libanese della Sanità e dall'agenzia nazionale Ani.
Idf schierano una terza divisione a Gaza City
Le Idf hanno schierato una terza divisione, la 36a, a Gaza City, mentre l'offensiva contro Hamas si sta espandendo. L'operazione di terra denominata "Carri di Gedeone II" era iniziata lunedì sera con due divisioni. La 36a divisione è stata ritirata da Khan Younis all'inizio di questo mese e le truppe hanno trascorso due settimane a prepararsi per l'offensiva di Gaza City, si legge sui media israeliani. Le IDF affermano che negli ultimi giorni sono stati colpiti decine di obiettivi a Gaza City per consentire alla 36a Divisione di entrare nella zona.
L’ambasciatore palestinese nel Regno Unito Husam Zomlot reagisce all’annuncio di Starmer
L’ambasciatore palestinese nel Regno Unito Husam Zomlot reagisce all’annuncio del primo ministro britannico Keir Starmer sul riconoscimento della Palestina
Libano, drone Idf uccide 4 persone nel sud del Libano: tra le vittime ci sono bambini
Un attacco con droni israeliani ha ucciso almeno quattro persone, tra cui dei bambini, nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese.
Abbas: “Riconoscimento del Regno Unito della Palestina avvicina pace giusta e duratura”
"La decisione del Regno Unito è un passo verso una pace giusta e duratura". Con queste parole il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha accolto - in un comunicato diffuso dal suo ufficio - l'annuncio del riconoscimento da parte di Londra di uno Stato palestinese indipendente.
Israele, riconoscimento Palestina ricompensa per Hamas
"Il riconoscimento" dello Stato di Palestina "non è altro che una ricompensa per il gruppo jihadista Hamas, incoraggiato dalla sua affiliazione alla Fratellanza Musulmana nel Regno Unito. Gli stessi leader di Hamas ammettono apertamente: questo riconoscimento è una conseguenza diretta, il "frutto" del massacro del 7 ottobre. Non lasciate che l'ideologia jihadista determini la vostra politica". Lo scrive sui social il ministero degli Esteri israeliano.
Ben Gvir, ora proporrò l'annessione della Cisgiordania
I falchi del governo israeliano hanno subito risposto a muso duro al riconoscimento dello Stato palestinese da parte di Regno Unito, Canada e Australia. Itamar Ben Gvir ha bollato tale iniziativa "come ricompensa per gli assassini" di Hamas ed ha annunciato di voler "presentare una proposta alla prossima riunione del governo per l'immediata applicazione della sovranità israeliana" anche sulla Cisgiordania. Gli ha fatto eco il collega Miki Zohar: l'unica risposta dovrebbe essere "l'applicazione della sovranità israeliana in Giudea, Samaria e Valle del Giordano". Lo riporta Haaretz.
Starmer: “Nessuna ricompensa a Hamas, pronte sanzioni”
"Hamas è una brutale organizzazione terroristica. Il nostro appello per una vera soluzione a due stati è l'esatto opposto della loro visione piena d'odio. Quindi siamo chiari: questa soluzione non è una ricompensa per Hamas, perchè significa che Hamas non potrà avere futuro, non potrà avere alcun ruolo nel governo, non potrà avere alcun ruolo nella sicurezza". Lo dice il primo ministro britannico Keir Starmer, annunciando la decisione di riconoscere lo stato di Palestina. "Abbiamo già sanzionato e sanzionato Hamas, e faremo di più. Ho diretto i lavori per sanzionare altre figure di Hamas nelle prossime settimane. Nel frattempo, la crisi umanitaria provocata dall'uomo a Gaza raggiunge nuove vette. Il bombardamento incessante e crescente di Gaza da parte del governo israeliano, l'offensiva delle ultime settimane, la fame e la devastazione sono assolutamente intollerabili. Decine di migliaia di persone sono state uccise, comprese migliaia di persone che cercavano di procurarsi cibo e acqua. Questa morte e questa distruzione ci terrorizzano tutti, devono finire", aggiunge Starmer
L'Australia riconosce la Palestina
Anche l'Australia ha riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina, seguendo l'esempio del Canada in attesa dell'annuncio della Gran Bretagna. In una dichiarazione, il primo ministro Anthony Albanese, ripreso da Sky News, ha affermato che la mossa rientra in uno "sforzo internazionale coordinato" con Canada e Regno Unito.
Il Regno Unito riconosce la Palestina
"Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina". Lo annuncia il premier britannico Keir Starmer su X.
Canada riconosce Stato Palestina, è il primo Paese G7
Il Canada riconosce lo stato palestinese. Lo ha scritto su X il primo ministro canadese Mark Carney. Il Canada diventa la prima nazione del G7 a riconoscere lo Stato palestinese.
Netanyahu: “Vera pace attraverso la forza; a Onu vedrò Trump”
"All'Onu presenterò la verità. Questa è la verità di Israele, ma è anche la verità oggettiva della nostra giusta lotta contro le forze del male e della nostra visione di una vera pace: la pace attraverso la forza", Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu rivolgendosi ai ministri del suo governo in vista del suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di venerdì. "Dopo l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, incontrerò il mio amico, il presidente Trump - ha aggiunto - sarà la quarta volta che lo incontro dall'inizio del suo secondo mandato, più di qualsiasi altro leader mondiale. E abbiamo molto di cui discutere", ha detto Netanyahu.
Repubblicani Usa minacciano misure punitive per riconoscimento Palestina
"Riconoscere la Palestina significa premiare il terrorismo". Con queste parole un gruppo di 25 deputati repubblicani statunitensi ha minacciato "misure punitive" nei confronti di Francia, Regno Unito, Canada e Australia, se i quattro Paesi procederanno al riconoscimento dello Stato palestinese durante l'Assemblea generale dell'Onu che si apre domani a New York. Nella lettera, firmata tra gli altri dalla leader repubblicana alla Camera Elise Stefanik e dal senatore Rick Scott, i congressisti denunciano che il riconoscimento "sovverte le prospettive di pace" e "rafforza la violenza di Hamas", ricordando gli ostaggi israeliani ancora trattenuti e l'attacco del 7 ottobre 2023. Secondo i firmatari, una simile scelta "legittima uno stato terrorista" e "mette a rischio la sicurezza" degli stessi Paesi coinvolti.
Netanyahu: “Creazione stato palestinese minaccia sopravviveva di Israele”
"La creazione di uno Stato palestinese metterebbe in pericolo la sopravvivenza di Israele". Con queste parole il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito la sua netta opposizione a qualsiasi iniziativa che miri al riconoscimento internazionale di uno Stato palestinese, annunciando che porterà questa posizione anche alle Nazioni Unite la prossima settimana. "Dovremo combattere, sia all'Onu che in tutte le altre sedi, contro la falsa propaganda che ci viene rivolta e contro gli appelli a uno Stato palestinese, che metterebbe a rischio la nostra esistenza e rappresenterebbe un assurdo premio al terrorismo - ha sottolineato il premier durante la riunione di governo - la comunità internazionale sentirà la nostra voce su questo tema nei prossimi giorni".
Gaza, in raid Idf uccise oltre 70 persone in ultime 24 ore
Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, ha riferito che almeno 75 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore e che oltre 300 sono rimasti feriti dal fuoco israeliano nella Striscia. Il bilancio include quattro persone precedentemente uccise, i cui corpi sono stati recuperati dalle macerie. Questi numeri portano il totale dei morti in guerra dichiarato dalle autorità sanitarie di Gaza a 65.283. Il ministero afferma, inoltre, che altre quattro persone sono morte per malnutrizione e fame nell'enclave, portando il numero di morti per queste cause dall'inizio della guerra a 440, tra cui 147 bambini. Israele ha contestato le affermazioni di una carestia diffusa a Gaza, ma ha ammesso che "ci sono problemi di accesso al cibo" in alcune zone. Una commissione d'inchiesta internazionale indipendente nominata dalle Nazioni Unite ha accusato Israele di commettere un "genocidio" nella Striscia di Gaza, con l'"intenzione di distruggere" i palestinesi.
Al Jazeera, un altro bimbo di 3 anni morto per la fame a Gaza
Habeeba Abu Shaar, un bambino di tre anni, è morto "a causa di malnutrizione e mancanza di cure" a Khan Younis, nel sud di Gaza. Lo scrive Al Jazeera citando una fonte dell'ospedale Nasser della città.
Il papa saluta associazioni solidarietà per Gaza, “bene iniziative per chi soffre in terra martoriata”
Il Papa all'Angelus ha salutato i "rappresentanti di diverse associazioni cattoliche impegnate nella solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza". "Apprezzo la vostra iniziativa - ha detto ai rappresentanti delle associazioni cattoliche oggi a Piazza San Pietro per l'Angelus e per invocare la pace a Gaza - e molte altre che in tutta la Chiesa esprimono vicinanza ai fratelli e alle sorelle che soffrono in quella terra martoriata”.
Papa: “Nessun futuro basato su violenza,esilio forzato,vendetta”
"Non c'è futuro basato sulla violenza, sull'esilio forzato, sulla vendetta! I popoli hanno bisogno di pace! Chi li ama veramente lavora per la pace!". E' l'appello di Papa Leone XIV all'Angelus.
Media, “anche l'Australia riconoscerà oggi lo Stato palestinese”
L'Australia annuncerà oggi il riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Lo scrive il Times of Israel citando un alto funzionario dell'amministrazione Trump. Canberra sarebbe il terzo paese occidentale a compiere un simile passo oggi, insieme a Regno Unito e Portogallo. "Abbiamo detto loro che non è utile", ha affermato il funzionario Usa - Paese contrario al riconoscimento - mentre l'Australia ha giustificato la mossa con "considerazioni interne". L'ambasciata australiana a Gerusalemme non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Siria, Al-Sharaa in Usa per l’Assemblea generale Onu
L'autoproclamato presidente siriano Ahmed Al-Sharaa, leader della Siria del dopo-Assad, vola negli Stati Uniti. Al-Sharaa "parteciperà" all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce l'agenzia siriana Sana. Fino a luglio Hay'at Tahrir al-Sham (Hts), protagonista dell'ascesa che ha posto fine all'era Assad, era considerato dagli Stati Uniti come un "gruppo terroristico".
Giordania riapre parzialmente valico Allenby, no merci
La Giordania afferma di aver riaperto parzialmente il valico di frontiera con la Cisgiordania, tre giorni dopo averlo chiuso in seguito a un attacco in cui sono morti due soldati israeliani. "Il valico è stato riaperto domenica solo per i viaggiatori, mentre la circolazione dei camion merci resta sospesa fino a nuovo avviso", si legge in una nota ufficiale. L'emittente statale Al-Mamlaka segnala inoltre un traffico intenso al valico di Allenby in entrambe le direzioni fin dalle prime ore del mattino.
Giovedì, riporta Times of Israel, un camionista giordano che trasportava aiuti diretti a Gaza ha aperto il fuoco al valico, uccidendo un soldato israeliano e un ufficiale di riserva dell'amministrazione civile, prima di essere ucciso a sua volta. Dopo l'attacco, l'esercito israeliano ha chiesto alla Giordania e alla leadership di Gerusalemme di sospendere il trasferimento degli aiuti attraverso il terminal. Allenby è utilizzato principalmente dai palestinesi della Cisgiordania per viaggiare all'estero senza passare da Israele.
Il Portogallo riconoscerà oggi lo Stato di Palestina
In un breve comunicato il ministero degli Esteri portoghese ha annunciato che il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte del Portogallo avverrà oggi a New York alle 15:15 (le 21,15 in Italia). La cerimonia si svolgerà nella sede della rappresentanza permanente del Portogallo presso le Nazioni unite. La delegazione portoghese, che si trova a New York per la Settimana di Alto Livello dell'Assemblea Generale Onu, include il ministro degli Esteri Paulo Rangel, e sarà guidata dal presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa.
Vicepremier, Starmer farà oggi un annuncio su Palestina
Il primo ministro britannico Keir Starmer annuncerà oggi la sua decisione sul riconoscimento o meno di uno Stato palestinese da parte del Regno Unito, ha detto il vice primo ministro, David Lammy, alla Bbc. Keir Starmer aveva detto a luglio che il suo Paese avrebbe riconosciuto uno Stato palestinese a meno che Israele non avesse assunto una serie di impegni, tra cui un cessate il fuoco a Gaza. "Il primo ministro annuncerà la sua decisione nella giornata di oggi, dopo aver valutato se tali condizioni siano state soddisfatte", ha dichiarato Lammy alla Bbc.
Idf, fratello del direttore ospedale Shifa era cecchino di Hamas
L'Idf ha confermato di aver ucciso ieri il fratello del direttore dell'ospedale Shifa di Gaza in un attacco aereo sul campo di Shati a Gaza City, accusandolo di essere "un cecchino dell'ala militare di Hamas". Secondo i militari, citati dal Times of Israel, Abu Salmiya si preparava a sferrare un attacco "imminente" contro le forze israeliane nella zona. Secondo i media palestinesi, l'attacco ha ucciso almeno altri due membri della famiglia di Abu Salmiya e distrutto la loro casa.
Idf, da Striscia Gaza lanciati due razzi verso Ashdod
Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano (Idf), due razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso la città costiera meridionale di Ashdod. L'Id, riporta il Times of Israel, ha dichiarato che un razzo è stato intercettato dalle difese aeree, mentre il secondo è caduto su un'area aperta. Non ci sono notizie immediate di feriti o danni gravi in seguito all'attacco, che ha fatto suonare le sirene nei quartieri orientali di Ashdod e nelle città vicine. Il lancio di razzi da Gaza, in particolare attacchi a lungo raggio con proiettili multipli, è diventato sempre più raro con il progredire della guerra, con le capacità di lancio del gruppo armato palestinese ostacolate dall'offensiva terrestre delle Idf.
Media, dall’alba almeno 14 morti nella Striscia
Sarebbero almeno 14 i palestinesi rimasti uccisi dall'alba in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera che cita fonti mediche dell'enclave palestinese dove proseguono le operazioni militari israeliane. Secondo lefonti dell'emittente, nove delle 14 vittime si registrano a Gaza City.
Idf, sirene suonano nella città di Nitzan
Sirene sono suonate nella città di Nitzan, nel Distretto meridionale di Israele, e a nord della Striscia di Gaza. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane.
Idf: “Preparava attacco a truppe Israele, ucciso terrorista Hamas”
"Nell'area di Gaza City, le Idf hanno colpito ed eliminato Majed Abu Salmiya, un terrorista dell'ala militare di Hamas". Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane. "Nell'ambito del suo ruolo, Abu Salmiya operava come cecchino per Hamas - prosegue la nota - e si stava preparando a compiere un imminente attacco terroristico contro le truppe delle Idf nell'area di Gaza City. Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione, sorveglianza aerea e ulteriori informazioni di intelligence".
Raid aereo israeliano: almeno 4 palestinesi morti in un palazo a Gaza City
Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi in un nuovo attacco aereo dell'aviazione israeliana su Gaza City. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera, secondo quanto riportato dalla Tass, precisando che il raid ha colpito un edificio residenziale con civili all'interno. Secondo il Ministero della Salute palestinese, nella sola giornata di ieri il bilancio delle vittime causate dalle operazioni militari israeliane a Gaza City e nelle aree circostanti ha superato i 60 morti, con oltre 200 feriti.
La Cina chiede “cessate il fuoco globale” a Gaza
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha espresso al suo omologo marocchino, Nasser Bourita, l'urgenza di promuovere un "cessate il fuoco globale a Gaza" per porre fine il prima possibile all'"attuale catastrofe umanitaria", nel contesto dell'offensiva israeliana contro l'enclave palestinese. "I paesi che hanno un'influenza speciale su Israele devono assumersi seriamente le proprie responsabilità, e anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le agenzie umanitarie devono adempiere ai propri obblighi", ha dichiarato il ministro secondo quanto riportato Xinhua.
I piani israeliani di prendere il controllo di Gaza City e accelerare l'invasione della Cisgiordania "violano gravemente le norme del diritto internazionale", ha insistito Wang, aggiungendo che tali azioni "mettono a repentaglio la 'soluzione dei due Stati' e minano direttamente la stabilità del Medio Oriente". "La storia ha ripetutamente dimostrato che la sicurezza deve essere condivisa. Nessun Paese può costruire la propria sicurezza sull'insicurezza di altri Paesi", ha osservato ancora il ministro, che ha anche chiesto di "raccogliere un maggiore consenso internazionale e di formare una posizione più unitaria" attorno alla "soluzione dei due Stati".
Hamas: “Israele crea a Gaza campi di sterminio nazisti”
Il capo del Ministero della Salute di Gaza ha denunciato l'espulsione forzata dei palestinesi da Gaza City da parte di Israele, affermando che centinaia di migliaia di persone restano intrappolate nel centro urbano assediato.
"Più di 900.000 persone rimangono ferme e si rifiutano di andarsene nonostante i bombardamenti e le distruzioni in corso", ha affermato il direttore generale Munir al-Bursh. "Le cosiddette zone umanitarie vengono utilizzate dall'occupazione per cercare di confinare un milione di persone in aree sovraffollate, senza acqua, senza beni di prima necessità e senza un riparo adeguato", ha aggiunto. "L'occupazione ha destinato solo il 12% del territorio di Gaza a zone di rifugio e sta tentando di stipare forzatamente almeno 1,7 milioni di persone in queste zone. Questo equivale a un piano per creare campi di concentramento di sterminio di stampo nazista, con l'obiettivo di sfollare forzatamente le persone in aree prive delle condizioni di vita più elementari".