Sarebbero almeno 73 i palestinesi rimasti uccisi dall'alba nella Striscia di Gaza, dove proseguono le operazioni militari israeliane. Lo riferisce l’agenzia Wafa.
Intanto continuano i bombardamenti di artiglieria nelle zone orientali, meridionali e nord-occidentali di Gaza City, mentre i droni sorvolano intensamente la città. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani sta lavorando a una mediazione con Israele per far entrare gli aiuti della Flotilla a Gaza. Secondo quanto emerge dall'emittente saudita Al-Hadath, gli Usa presenteranno oggi una proposta per la fine della guerra.
Israele: “La Flotilla accetti la proposta sugli aiuti in un Paese vicino”
"Abbiamo un'altra proposta per la Flotilla Hamas-Sumud: se non si tratta di provocazione e di servire Hamas, siete liberi di scaricare qualsiasi aiuto in vostro possesso in qualsiasi porto di un Paese vicino, al di fuori di Israele, da cui possa essere trasferito pacificamente a Gaza. Israele non permetterà alle navi di entrare in una zona di combattimento attiva e non permetterà la violazione di un blocco navale legittimo. Si tratta di aiuti o di provocazione?". Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano.
Gli Houthi rivendicano l’attacco con droni a Eilat
Il gruppo armato Houthi dello Yemen ha rivendicato la responsabilità di un attacco con droni alla città di Eilat, nel sud di Israele, affermando che è stato effettuato in risposta al genocidio di Gaza. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che le sue forze hanno condotto "un'operazione militare di qualità con due droni che hanno preso di mira due obiettivi nemici israeliani".
Nella dichiarazione si afferma che l'operazione ha raggiunto il suo obiettivo, poichè i sistemi di difesa israeliani non sono riusciti a intercettare l'attacco. Gli Houthi aggiungono che si tratta della seconda operazione di questo tipo in 24 ore e che gli attacchi continueranno."Non ci fermeremo, con l'aiuto di Dio Onnipotente, finchè l'aggressione contro i palestinesi non cesserà e l'assedio non sarà revocato", si legge nella dichiarazione
Witkoff: “Presentato piano degli Usa con 21 punti”
Steve Witkoff, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medio Oriente, ha affermato che "abbiamo presentato a diversi leader della regione il piano in 21 punti per la pace in Medio Oriente e a Gaza". Witkoff ha aggiunto: "Spero e sono persino fiducioso che potremo annunciare qualche svolta a Gaza nei prossimi giorni".
Flotilla, Sanchez annuncia l’invio di una nave della Marina
Sanchez annuncia l’invio di una nave della Marina per proteggere la Flotilla
Witkoff: “Speriamo di poter annunciare una svolta su Gaza a giorni”
"Spero che nei prossimi giorni potremo annunciare una svolta riguardo a Gaza". Lo ha detto Steve Witkoff, l'inviato speciale di Donald Trump, secondo quando riportano i media americani. Witkoff e Donald Trump hanno presentato il piano per la pace a Gaza degli Stati Uniti ai leader arabi, che lo avrebbero accolto positivamente. Trump riceverà lunedì il premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca.
Witkoff: “Presentato piano Trump, speriamo in una svolta a breve”
Il presidente Usa Donald Trump ha presentato ai leader arabi il suo 'piano in 21 punti per la pace in Medio Oriente'. "Siamo fiduciosi - e potrei dire persino con convinzione - che nei prossimi giorni saremo in grado di annunciare una sorta di svolta" su Gaza. Lo ha affermato l'inviato Usa per la regione, Steve Witkoff, secondo quanto riferisce Channel 12.
Macron: “Ferma condanna per l'attacco a Eilat”
"Condanno con la massima fermezza l'attacco a un centro commerciale israeliano a Eilat da parte di un drone Houthi, avvenuto durante la festività di Rosh Hashanah.
Rivolgo i miei pensieri ai feriti, ai quali auguro una pronta guarigione, nonché alle loro famiglie. La mia piena solidarietà, e quella della Francia, va al popolo israeliano di fronte al terrorismo": è quanto si legge in un messaggio pubblicato su X dal presidente francese, Emmanuel Macron.
Protesta dei manifestanti per la fine della guerra e il ritorno degli ostaggi
Centinaia di manifestanti si sono radunati all'aeroporto Ben-Gurion, in vista della partenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu per gli Stati Uniti dove parteciperà all'Assemblea generale dell'Onu e vedrà il presidente Usa Donald Trump, per la quarta volta dal suo ritorno alla Casa Bianca.
Secondo quanto riporta Haaretz, i dimostranti protestano contro la guerra a Gaza e la nomina di David Zini a capo dello Shin Bet che rischia di far diventare l'agenzia d'intelligence "una branca del Likud" e chiedono a gran voce il ritorno degli ostaggi. Ingenti le forze di polizia schierate allo scalo, decine di agenti in tenuta antisommossa.
Meloni: “Colpita dal no dell’opposizione, vuole Hamas nel futuro della Palestina?”
"Francamente sono rimasta colpita dalla risposta dell'opposizione, perché non me l'aspettavo". Lo dice Giorgia Meloni, riguardo alla proposta di mozione della maggioranza per il riconoscimento della Palestina. "Io penso che quella sia una posizione molto seria, cioè dire sì, siamo disponibili a riconoscere la Palestina, chiaramente non siamo disponibili a fare un favore a Hamas", prosegue la premier. "Siamo disponibili anche, come ci è stato detto, a utilizzare il tema del riconoscimento della Palestina per fare pressione, ma riteniamo, sapendo che il bandolo della matassa di quello che accade a Gaza è il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas, utilizzandolo per arrivare a quell'obiettivo e arrivare all'obiettivo, ovviamente, di escludere un'organizzazione terroristica dalla possibilità di gestire il futuro della Palestina. Quindi quando l'opposizione dice di no, che cosa è che sta dicendo esattamente? Che ha difficoltà a chiedere il rilascio degli ostaggi? O che vuole che Hamas sia presente nella dinamica di governo della Palestina del futuro?", conclude Meloni.
Francia: “Timori per la Flotilla, sono informati dei rischi”
"La Francia segue da molto vicino e con grande preoccupazione la rotta della Global Sumud Flotilla verso Gaza. Condanna qualsiasi forma di attacco in mare e invoca il rispetto del diritto internazionale, in particolare, il diritto marittimo. I partecipanti di questa spedizione in favore di Gaza sono stati informati dei rischi": è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Estri di Parigi. Come ricordato dal ministro dell'Europa e degli Esteri, Jean-Noel Barrot, si prosegue nel comunicato, "recarsi a Gaza è pericoloso e strettamente sconsigliato, sia per via terrestre sia per via marittima. I consigli ai viaggiatori si applicano a tutti, inclusi parlamentari e giornalisti". Per la diplomazia d'Oltralpe, "la sicurezza dei nostri connazionali è una priorità in ogni occasione". "I servizi del ministero dell'Europa e degli Esteri - garantisce il Quai d'Orsay - seguono attentamente la situazione dei nostri connazionali e assicureranno il loro compito di tutela consolare per gestire al meglio le conseguenze di questa iniziativa".
Yemen, Katz agli Houthi: “Non imparate mai, pagherete caro”
Gli Houthi "si rifiutano di imparare dall'Iran, dal Libano e da Gaza, e impareranno a proprie spese. Chiunque arreca danno a Israele subirà un danno sette volte maggiore". E' l'avvertimento lanciato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz dopo che un drone lanciato dai ribelli yemeniti filo-iraniani si è schiantato su Eilat, facendo 22 feriti di cui due gravi.
Axios: “I leader arabi accolgono positivamente il piano di Trump per Gaza”
Il piano per la pace a Gaza presentato da Donald Trump è stato accolto positivamente dai leader arabi che lo hanno incontrato ieri. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente americano ha presentato il suo piano perché, ogni giorno che passa, Israele è sempre più isolato a livello internazionale. Il piano di Trump prevede il rilascio di tutti i restanti ostaggi, un cessate il fuoco permanente, il graduale ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza e un meccanismo di governo di Gaza senza Hamas. Sono previsti anche una forza di sicurezza che include i palestinesi ma anche soldati arabi e di altri Paesi, il finanziamento arabo per la nuova amministrazione a Gaza e per la ricostruzione, e qualche coinvolgimento dell'autorità palestinese.
Macron: “La chiusura del consolato di Francia a Gerusalemme sarebbe un grave errore di Israele”
Emmanuel Macron ha dichiarato oggi che una eventuale chiusura del consolato di Francia a Gerusalemme da parte delle autorità israeliane in rappresaglia al riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Francia sarebbe un "grave errore". "Penso che sarebbe un grave errore e quindi non che credo che verrà commesso", ha dichiarato il presidente francese, intervistato ai microfoni di France 24 e Radio France internationale.
Idf: “700mila palestinesi hanno lasciato Gaza City”
Circa 700mila palestinesi finora hanno lasciato Gaza City per dirigersi verso il sud della Striscia di Gaza. Lo stima l'Idf, secondo cui circa un milione di palestinesi viveva a Gaza City prima che i militari israeliani lanciassero una grande offensiva contro Hamas nella principale città dell'enclave palestinese.
Meloni: “Irresponsabile usare Gaza per attaccare il governo”
"Io non sono stupida: quello che accade in Italia non ha come obiettivo alleviare la sofferenza della popolazione di Gaza, ma attaccare il governo italiano. Trovo oggettivamente irresponsabile usare la sofferenza a Gaza per attaccare il governo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni da New York.
Meloni: “Sulla mediazione aspettiamo la risposta della Flotilla”
Sulla Flotilla, Tajani "sta lavorando a un'altra proposta di mediazione che è consegnare questi aiuti a Cipro, al patriarcato latino di Gerusalemme che si assume la responsabilità di consegnarli. È una proposta sulla quale mi pare ci sia il consenso del governo cipriota, del governo israeliano, ovviamente del governo italiano. Stiamo aspettando una risposta dalla flottiglia. E io qui davvero faccio un appello alla responsabilità di tutti, perché non si può rischiare l'incolumità delle persone per fare iniziative che sembrano prevalentemente fatte non per consegnare gli aiuti, ma per creare problemi al governo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni da New York.
Meloni: “Flotilla? Richiamo tutti alla responsabilità”
"Tutto questo è gratuito, pericoloso, irresponsabile. Non c'è bisogno di rischiare la propria incolumità di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare aiuti a Gaza che il governo italiano avrebbe potuto consegnare in poche ore. Richiamo tutti alla responsabilità, particolarmente per quanto riguarda parlamentari italiani". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni da New York sulla Flotilla per Gaza.
Abu Mazen ringrazia Belgio, Monaco, Lussemburgo e Malta
Il Presidente palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha accolto con favore l'annuncio del riconoscimento dello Stato palestinese da parte di Belgio, Lussemburgo, Monaco, Malta e Andorra. Per Abbas "questo riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, alla libertà e all'indipendenza aprirà la strada all'attuazione della soluzione dei due Stati, consentendo allo Stato di Palestina di convivere fianco a fianco con lo Stato di Israele in sicurezza, pace e buon vicinato. Le priorità sono il cessate il fuoco, l'invio di aiuti, il rilascio di tutti gli ostaggi e prigionieri, il completo ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza, la piena assunzione delle responsabilità dello Stato di Palestina, l'inizio della ripresa e della ricostruzione e la cessazione delle attività di insediamento e del terrorismo dei coloni".
Ministra Rego: “L’Ue esca dal letargo, misure contro Israele solo fumo”
Le misure che ha annunciato la Commissione europea contro Israele "non sono sanzioni, è solo fumo: comportano la sospensione di appena l'1,4% delle esportazioni israeliane, una cifra ridicola di fronte a un genocidio che dura ormai da quasi due anni". Lo ha detto in un'intervista a LaPresse la ministra spagnola della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, unica ministra in Ue insieme alla vicepremier seconda Yolanda Diaz che Israele ha sanzionato vietandole l'ingresso nel Paese. Rego, il cui padre è palestinese, ha esortato l'Ue a "non essere complice di un genocidio", a "uscire dal letargo" e a "interrompere tutte le relazioni con Israele e imporre sanzioni". "Ogni giorno di inazione è un assegno in bianco per continuare a uccidere civili e distruggere Gaza", ha avvertito, accusando poi la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen di aver "preferito la foto con il presidente di Israele Isaac Herzog e con il premier Benjamin Netanyahu piuttosto che schierarsi dalla parte della giustizia internazionale, come ha fatto il Sudafrica all'Aia", in riferimento alla denuncia che Pretoria ha presentato davanti alla Corte internazionale di Giustizia contro Israele per genocidio. L'Europa, ha detto la ministra di Izquierda Unida, partito spagnolo confluito nella piattaforma progressista Sumar, "è rimasta paralizzata, mentre i cittadini, nelle strade della Spagna e di tutto il mondo, hanno manifestato la loro solidarietà verso la Palestina". "L'Ue ha il dovere di ascoltare questo grido: con uno Stato che pretende di sterminare un popolo indifeso non può esserci alcun tipo di relazione", ha sostenuto Rego, sottolineando che non bastano le dichiarazioni ma servono i fatti.
"Una revisione parziale degli accordi con Israele non ha senso. La popolazione di Gaza non subisce un genocidio parziale, non muore parzialmente, non soffre la fame parzialmente", ha commentato. La ministra ha poi sottolineato che è vero che l'Ue è "in ritardo", ma che "il genocidio a Gaza non si può comprendere senza l'appoggio degli Stati Uniti, ancora più intenso da quando Donald Trump ha assunto la presidenza". "Non possiamo ignorare che il presidente Usa abbia pubblicamente dichiarato che costruirà un resort turistico a Gaza e che uno dei ministri israeliani ha pubblicamente assicurato che il territorio sarà diviso con gli Stati Uniti", ha rimarcato, sottolineando che in gioco c'è "la visione del mondo del nostro tempo: uno in cui i diritti umani sono alla mercé dei signori della guerra o uno in cui prevalgono la legalità internazionale e il rispetto della pace, della convivenza e della vita umana come diritto inalienabile della nostra specie".
Ambasciatore tedesco in Israele: “I droni degli Houthi non aiutano minimamente Gaza”
"Un drone Houthi ha colpito Eilat e ferito diverse persone: auguro a tutti una pronta guarigione. Il mondo non deve abituarsi al fatto che gli Houthi cerchino di uccidere civili israeliani solo perché dicono di agire per la popolazione di Gaza. Che ovviamente non aiutano minimamente". E' il messaggio postato su X dall'ambasciatore tedesco in Israele, Steffen Seibert, dopo che un drone lanciato dai ribelli yemeniti Houthi si è schiantato su Eilat, facendo 20 feriti di cui due gravi.
Sindaco di Eilat: “3 attacchi in 14 giorni, bisogna rimuovere la minaccia”
"Questo è il terzo attacco in meno di due settimane. Sebbene (gli Houthi) cerchino di sconvolgere le nostre vite, non ci riusciranno". Lo ha affermato il sindaco di Eilat, Eli Lankri, dopo che un drone si è schiantato sulla città nell'estremo sud di Israele, facendo 20 feriti di cui due gravi. Il primo cittadino ha chiesto un'indagine "seria e approfondita" dopo un'altra intercettazione fallita. La minaccia degli Houthi in Yemen va rimossa, ha aggiunto, sottolineando che il porto di Eilat è chiuso da due anni a causa degli attacchi. "La risposta agli Houthi è continuare a vivere la routine, indagando sui recenti eventi e garantendo la piena protezione difensiva per i residenti e i visitatori di Eilat, in mare, in aria e a terra", ha concluso.
Ministra Rego: “Grave che Israele vieti l’ingresso a me e a Diaz”
"È un fatto molto grave, sia per il governo spagnolo che per l'Unione europea, che un Paese come Israele abbia vietato l'ingresso nel suo territorio a due ministre di un governo europeo". Lo ha detto in un'intervista a LaPresse la ministra spagnola della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, che lo Stato ebraico ha sanzionato insieme alla vicepremier seconda e ministra del Lavoro Yolanda Diaz l'8 settembre, dopo che il premier Pedro Sanchez ha annunciato un pacchetto di nove misure contro Israele per "fermare il genocidio a Gaza". Rego, il cui padre è palestinese, ha rimarcato che il divieto di ingresso disposto da Israele "corrisponde a una decisione propria di un governo che da anni viola ogni forma di legalità internazionale" e che è "un ulteriore segnale del suo intento di intimidire chiunque denunci le atrocità commesse nella Striscia di Gaza, dove la popolazione sta subendo uno sterminio". La ministra ha spiegato che con questa mossa il governo di Benjamin Netanyahu le ha impedito di fatto l'ingresso in Cisgiordania, dove risiede parte della sua famiglia. "Nonostante la Palestina sia uno Stato riconosciuto dalla maggior parte della comunità internazionale, compresa la Spagna, il governo israeliano controlla di fatto l'intero territorio, decidendo chi entra e chi esce, sottoponendo la popolazione a un regime di apartheid. Un regime di colonizzazione che dura ormai da 77 anni e che comporta una costante violazione dei diritti dei palestinesi", ha rimarcato. Per la ministra è "doloroso" non poter tornare a casa dalla sua famiglia, ma ciò che è "davvero insopportabile" è "il genocidio a Gaza". Per questo, "smettere di alzare la voce per la pace, per i diritti umani e per il popolo palestinese non è un'opzione, bisogna fermare Israele e il governo di Netanyahu".
I Verdi Ue chiedono un dibattito all'Europarlamento sulla Flotilla
I Verdi Ue hanno chiesto un dibattito alla plenaria al Parlamento europeo, la prossima settimana, sugli attacchi alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. "E' profondamente deplorevole che la società civile debba intervenire laddove l'Ue e i suoi Stati membri hanno fallito e che i volontari debbano rischiare la vita per compensare le carenze dei politici. Gli attacchi di ieri sera sono del tutto inaccettabili. Questa intimidazione non frenerà la determinazione dei volontari e del mondo intero ad aiutare la popolazione di Gaza", hanno evidenziato i co-presidenti dei Greens, Bas Eickhout e Terry Reintke, annunciando la richiesta.
Corrado: “Sulla Flotilla notte orribile, rabbia per l'attacco”
"E' stata una notte orribile, siamo stati attaccati per oltre tre ore". Con queste parole l'eurodeputata dem Annalisa Corrado, a bordo della Global Sumud Flotilla, ha iniziato la diretta Instagram dalla pagina del Pd Europa in collegamento con il capodelegazione Pd al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. "Abbiano iniziato a ricevere sulle chat della Flotilla messaggi che parlavano di materiale urticante - ha raccontato Corrado - e abbiamo iniziato a sentire bombe sonore, una bomba in particolare è esplosa molto vicina alla nostra barca mentre le vele di alcune barche sono state danneggiate".
"C'è tanta rabbia perché ci hanno attaccato in acque internazionali, questo attacco è stato un avvertimento per farci capire che non c'è nessun rispetto di nessun limite e confine - ha aggiunto -. Voglio però sottolineare che sono molto importanti le manifestazioni di sostegno e solidarietà di queste ore che ci fanno capire che non siamo soli".
Flotilla Gaza: Tajani sente Sàar e il ministro cipriota Kombos
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sentito i ministri degli Esteri di Israele, Gideon Saar, e di Cipro, Constantinos Kombos, per verificare la possibilità di consegnare a Gaza il materiale umanitario trasportato dalla Flotilla. La Farnesina vuole evitare qualsiasi possibilità di contrasto violento nel tentativo di bloccare la Flotilla. L'Italia sta mettendo a punto un meccanismo di mediazione. Lo rendono noto fonti della Farnesina.
Drone caduto su Eilat, 20 feriti
E' di almeno 20 feriti il bilancio del drone caduto su Eilat, nel sud di Israele. Lo ha riferito il Servizio medico di emergenza nazionale Magen David Adom, precisando che due sessantenni sono in gravi condizioni e che la maggior parte dei feriti è stata colpita da schegge. La stampa israeliana sostiene che si sia trattato di un attacco lanciato dagli Houthi, il gruppo filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen.
Ministra Rego: “Indagare subito sugli attacchi, proteggeremo l’equipaggio”
La ministra spagnola della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, ha chiesto un'indagine "immediata" sugli attacchi subiti dalla Global Sumud Flotilla e ha ribadito "l'impegno del governo spagnolo a proteggere i cittadini spagnoli a bordo". La Flotilla, ha detto in un'intervista a LaPresse, "è oggetto di minacce da parte dello Stato di Israele sin da prima dell'inizio della sua traversata in mare. A bordo ci sono persone che si sono coordinate, attraverso organizzazioni impegnate nella lotta contro il genocidio, con l'unico scopo di portare aiuti umanitari a Gaza. Perché bisogna ricordare che lo Stato di Israele continua a bloccare praticamente tutto l'ingresso di cibo e medicinali. Questo è il suo scopo e la risposta di Tel Aviv è stata la solita: segnalare, minacciare e cercare di dissuadere con ogni mezzo chiunque denunci il genocidio e voglia opporsi allo sterminio del popolo palestinese", ha sostenuto Rego, "nelle ultime settimane abbiamo persino assistito a ingenti investimenti in campagne pubblicitarie volte a diffondere l'idea che dietro la Global Sumud Flotilla si nascondano dei terroristi". "È una follia', ha affermato la ministra di origini palestinesi, a cui Israele ha di recente vietato l'ingresso nel Paese.
Drone su Eilat, l’Idf indaga su fallita intercettazione
Le forze armate israeliane stanno indagando sulla fallita intercettazione di un drone Houthi che si è schiantato su Eilat, nell'estremo sud del Paese, facendo 19 feriti, di cui due gravi. L'aeronautica militare ha tentato di intercettarlo utilizzando l'Iron Dome, riferisce la stampa, sottolineando che, volando a bassa quota sopra la città, era difficile intervenire con un elicottero da combattimento.
Dalla Bei e dalla Commissione Ue 400 mln per l’Autorità palestinese
Dopo l'approvazione del Consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (Bei) lo scorso luglio, oggi la Bei e la Commissione hanno annunciato, durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, la firma di una linea di credito da 400 milioni di euro con la Palestine Monetary Authority (Pma) per sostenere la ripresa e la resilienza economica del settore privato palestinese.
L'operazione è strutturata come un finanziamento intermediato tramite la Pma e le istituzioni finanziarie locali ed è destinata a migliorare l'accesso al credito per micro, piccole e medie imprese e mid-cap, che rappresentano la spina dorsale dell'economia palestinese. L'iniziativa punta a favorire la stabilità e una crescita inclusiva fornendo risorse finanziarie a lungo termine e a costi contenuti alle imprese fortemente colpite dal conflitto in corso. Il finanziamento della Bei sarà canalizzato attraverso banche partner locali e istituzioni di microfinanza, consentendo loro di offrire prestiti a condizioni vantaggiose alle imprese idonee.
Il fondo rappresenta una componente chiave del "Programma pluriennale e globale per la ripresa e la resilienza palestinese" della Commissione europea. Con una dotazione complessiva fino a 1,6 miliardi di euro per il periodo 2025-2027, il programma comprende 620 milioni di euro in sovvenzioni a sostegno dell'Autorità palestinese, 580 milioni di euro per progetti concreti di resilienza e ripresa in Cisgiordania e a Gaza (quando le condizioni lo consentiranno), e la linea di credito della Bei da 400 milioni di euro garantita dalla Commissione europea a sostegno del settore privato palestinese. "La stabilità economica e finanziaria della Palestina è una priorità per l'Unione europea e parte del nostro impegno per una pace duratura e sostenibile basata sulla soluzione dei due Stati", ha dichiarato Nadia Calvino, presidente del gruppo Bei, "l'accordo riflette il sostegno del gruppo Bei al popolo e alle imprese palestinesi colpite dal conflitto ed è pienamente allineato alla posizione dell'Ue per una cessazione immediata di questa guerra".
La Commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, ha aggiunto: "questa significativa linea di credito della Bei da 400 milioni di euro, garantita dalla Commissione europea, rappresenta il nostro impegno incrollabile a favore di un'economia, di una società e di uno Stato palestinese resilienti. Come parte del nostro Programma pluriennale e globale per la ripresa e la resilienza palestinese, questa iniziativa migliorerà l'accesso a finanziamenti sostenibili per le imprese locali, contribuendo direttamente alla stabilità economica e alla creazione di posti di lavoro".
Drone Houthi su Eilat, 15 feriti di cui 2 gravi
Cinque persone sono rimaste ferite da schegge, di cui due in modo grave, dopo che un drone Houthi lanciato dallo Yemen ha colpito Eilat, nell'estremo sud di Israele. Lo hanno riferito i soccorritori. I cinque sono stati trasferiti all'ospedale Yoseftal, mentre altre 10 persone sono state trattate sul posto. Le riprese dell'attacco mostrano che il drone ha colpito un'area commerciale nella località turistica.
La famiglia dell’ostaggio Alon Ohel ha autorizzato la pubblicazione di una foto di Alon dal video di Hamas
La famiglia dell’ostaggio Alon Ohel ha autorizzato la pubblicazione di una foto di Alon dal video di Hamas: “Questi non sono gli occhi di Alon – Alon è cieco da un occhio”. La famiglia ha permesso solo la pubblicazione di questa foto. Dopo la conclusione della festività, la famiglia prevede di rilasciare una dichiarazione in merito al video e rivolgerà un appello al primo ministro Netanyahu in vista del suo imminente viaggio negli Stati Uniti.
Trump ai leader arabi: “Israele non annetterà la Cisgiordania”
Donald Trump ha promesso ai leader arabi che non permetterà al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di annettere la Cisgiordania. Lo riporta Politico citando alcune fonti informate sulla riunione che il presidente americano ha tenuto martedì con i leader arabi a margine dell'assemblea dell'Onu. Trump ha presentato ai leader un documento che delinea il piano dell'amministrazione per mettere fine alla guerra e include la promessa sulla Cisgiordania, oltre alla governance e alla sicurezza del dopo guerra.
Drone Houthi si schianta su Eilat, sono 4 i feriti
Quattro persone sono rimaste ferite dopo che un drone, lanciato dagli Houthi in Yemen, ha colpito Eilat, nell'estremo sud di Israele. Lo hanno riferito i soccorritori, citati dai media.
Sirene a Eilat, un drone si schianta in città
Sirene di allarme sono risuonate a Eilat, nell'estremo sud di Israele, dove è stato poi segnalato lo schianto di un drone. La scorsa settimana, un drone lanciato dai ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi si è schiantato contro un hotel nella città meridionale senza causare feriti.
Media: “Gli Usa presenteranno una proposta per la fine della guerra a Gaza”
Gli Stati Uniti si apprestano a presentare una proposta per mettere fine alla guerra a Gaza insieme alla liberazione degli ostaggi. Lo ha riferito l'emittente saudita Al-Hadath, citando fonti. Nel piano è previsto anche un graduale ritiro delle truppe israeliane e la distribuzione di aiuti nella Striscia attraverso le istituzioni internazionali.
Fonti sulla Flotilla: “Tajani lavora per l’ingresso degli aiuti a Gaza”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sta lavorando a una mediazione con il governo di Israele per permettere l'ingresso a Gaza dei beni umanitari trasportati dalla Flotilla. E' quanto riferiscono fonti della Farnesina, precisando che il ministro è in contatto con il governo israeliano e ha individuato un credibile meccanismo di mediazione.
Il governo italiano sta esaminando tutte le opzioni per evitare nuove azioni offensive contro le imbarcazioni della Flotilla, hanno aggiunto le fonti.
Della Valle (M5s): “L’Ue invii navi Frontex per scortare la Flotilla”
"Gli attacchi alle imbarcazioni Global Flotilla sono vergognosi. Israele usa tecniche di guerriglia per fermare questa missione di pace, mettendo così anche a rischio l'equipaggio. Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti gli attivisti a bordo e al senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti che stanno coraggiosamente proseguendo questo viaggio nonostante le continue aggressioni e provocazioni dell'esercito israeliano. Chiediamo all'Unione europea di intervenire immediatamente per difendere le navi che battono bandiera degli Stati membri". Lo afferma in una nota Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 stelle.
"Va assicurata loro protezione e una scorta marittima attraverso l'invio delle navi Frontex. Il mandato dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera prevede già attività di contrasto alla criminalità e cosa c'è di più criminale oggi del governo Netanyahu? La Commissione europea istruisca subito l'agenzia di intervenire per difendere e scortare in tutta sicurezza e fino a Gaza le imbarcazioni della Flotilla", aggiunge.
Farnesina: “mail bombing contro il ministero dopo l’attacco alla Flotilla”
Il ministero degli Esteri, in particolare l'Unità di crisi e il gabinetto del ministro, sono stati oggetto di un "mail bombing" innescato da un centro sociale dopo l'attacco contro le barche della "Flotilla" per Gaza. L'attacco, che è consistito nell'invio di migliaia di false mail, ha avuto fra l'altro l'effetto di ostacolare proprio il lavoro dell'Unità di Crisi che in queste ore è in contatto con i cittadini italiani che sono a bordo delle unità della Flotilla che procede verso Gaza, accusa la Farnesina in una nota. La Flotilla è stata fatto oggetto di azioni offensive e intimidatorie. L'autorità giudiziaria è stata informata dal comando provinciale dei Carabinieri dell'azione di "mail bombing" contro la Farnesina.
Greta Thunberg: “Gli attacchi sono una tattica intimidatoria ma non ci fermeranno”
Gli attacchi sono una "tattica intimidatoria". Lo ha detto Greta Thunberg, a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, nel corso di una diretta streaming. Thunberg ha esortato i sostenitori della Flotilla a restare concentrati su Gaza piuttosto che sugli attivisti e ha detto che erano in corso valutazioni dei danni subiti dalla flotta. "Eravamo consapevoli dei rischi di questo tipo di attacchi e non è qualcosa che ci fermerà", ha dichiarato. "La cosa più importante non è che siamo stati colpiti dai droni. I droni sono qualcosa che i palestinesi vivono 24 ore su 24", ha aggiunto.
Yolanda Díaz: “I Paesi di transito proteggano la Flotilla”
La Global Sumud Flotilla diretta a Gaza "dev'essere protetta in base al diritto umanitario": lo afferma sul social Bluesky Yolanda Díaz, vicepremier spagnola ed esponente della coalizione di sinistra Sumar.
"Chiediamo ai Paesi di transito e al Ministero degli Esteri di fare il possibile per garantirne la sicurezza", aggiunge Díaz, che si rivolge anche a Israele invocando "la fine degli attacchi e delle minacce" alla Flotilla ed esigendo che ne "permetta" l'arrivo a Gaza "con aiuti umanitari".
Berlino: “Non sono necessarie ulteriori misure contro Israele”
Nonostante le crescenti critiche internazionali sulla guerra di Gaza, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha escluso al momento nuove misure contro Israele. "Il governo tedesco discuterà sicuramente ancora quale posizione adottare a livello Ue. Esamineremo la questione la prossima settimana, ma credo che finora siano state prese misure efficaci e che non ne servano altre", ha dichiarato all'emittente Deutschlandfunk. All'inizio di agosto il cancelliere Friedrich Merz aveva annunciato una sospensione parziale delle esportazioni di armi verso Israele, motivata dall'intenzione annunciata da Tel Aviv di estendere le operazioni militari nella Striscia e conquistare la città di Gaza. Sul tavolo dell'Ue ci sono intanto le sanzioni proposte dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per spingere il premier Benjamin Netanyahu a un cambio di rotta. Il governo tedesco intende definire la propria posizione entro il vertice informale dei capi di Stato e di governo della prossima settimana. Per l'adozione servono i voti favorevoli di 15 Stati membri su 27, che rappresentino almeno il 65% della popolazione Ue: senza Berlino o Roma, il via libera appare al momento improbabile. Wadephul ha ribadito l'impegno di Berlino per una soluzione a due Stati, ma si è detto contrario al riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese: "Non farebbe che irrigidire la posizione israeliana, e non lo ritengo corretto". Nei giorni scorsi Francia e Regno Unito hanno scelto di riconoscere la Palestina. "La Germania non è neutrale, è schierata dalla parte di Israele", ha precisato il ministro, sottolineando però il costante dialogo con entrambe le parti. "La questione deve essere risolta attraverso negoziati: questa è la linea della politica estera tedesca".
Hamas: “Il riconoscimento dello Stato palestinese è frutto dell’operazione del 7 ottobre”
Il riconoscimento di uno Stato palestinese che ogni giorno arriva da diversi Paesi "è un primo passo verso la giusta direzione". Lo ha affermato un alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, in un'intervista a un’emittente libanese. "Anche se tardiva, questo è il risultato della fermezza del popolo palestinese e della sua continua lotta nel corso dei decenni e in particolare dell'operazione del 7 ottobre", ha sottolineato Hamdan.
Sondaggio Izi: “Il 90% degli italiani vuole lo Stato di Palestina”
È quasi plebiscitaria la percentuale degli italiani che si dice favorevole al riconoscimento dello Stato di Palestina, a prescindere dagli schieramenti politici. Quasi il 90% degli intervistati ha risposto positivamente al sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, presentato questa mattina nel corso della trasmissione l'Aria che Tira condotta da David Parenzo su La 7 .
L'87,8% delle persone ritiene dunque sia giusto che nasca il nuovo Stato palestinese, una percentuale che scende di dieci punti, ma comunque arrivando alla percentuale importante del 73,7%, se gli intervistati sono riferibili a partiti di governo, mentre i principali partiti di opposizione (Pd, M5S, AVS) sono del tutto plebiscitari nella risposta positiva. È il cosiddetto Terzo Polo a rivelare una posizione più tiepida ma comunque sempre sopra la media: il 64,7% degli elettori di Azione e Iv è favorevole al nuovo stato palestinese.
Alla domanda sulla politica estera del governo italiano, quasi il 63% degli italiani pensa che possa danneggiare l'esecutivo in termini di minor consenso. Per il 71% degli elettori di governo le posizioni espresse sulla questione mediorientale e riguardo le politiche trumpiane non rappresentano un problema, mentre per i principali partiti di opposizione la situazione è del tutto opposta: l'81% degli elettori ritiene che il governo Meloni adotti una politica estera che non raccoglie il consenso degli elettori. Anche qui il Terzo Polo si assesta in una posizione di medietà con il 42,4% di elettori che non ritiene problematica la politica estera di Meloni.
Al Jazeera: “Le brigate al-Qassam attaccano l’Idf a Gaza City”
Le brigate al-Qassam segnalano attacchi alle forze israeliane a Gaza. Lo riporta Al Jazeera. L'ala armata di Hamas afferma di aver lanciato colpi di mortaio e razzi Rajum a corto raggio contro le forze di terra israeliane.
Le Brigate al-Qassam hanno dichiarato in una breve nota che i soldati israeliani si sono radunati in una zona a est di Gaza City. Il gruppo ha diffuso un video che mostra un carro armato israeliano Merkava colpito direttamente da un razzo. Il luogo dell'attacco è stato indicato come la zona di Tal al-Hawa, nella parte meridionale di Gaza City. Non sono state segnalate vittime.
Cairo: “Cominciato l’addestramento delle forze palestinesi per Gaza”
L'Egitto ha iniziato ad addestrare forze palestinesi affinchè si assumano la responsabilità della sicurezza di Gaza una volta cessate le operazioni israeliane. Lo ha annunciato il premier egiziano Mustafa Madbouly all'Assemblea Generale dell'Onu, citato da Haaretz. Il piano prevede l'addestramento di circa 10.000 agenti di polizia palestinesi, metà in Egitto e Giordania e metà all'interno delle istituzioni dell'Autorità nazionale palestinese.
Flotilla, l’Onu chiede un’indagine indipendente sugli attacchi
L'Alto commissariato Onu per i diritti umani chiede "un'indagine indipendente, imparziale e approfondita sugli attacchi" contro la Global Sumud Flotilla, che definisce incredibili. "Gli attacchi e le minacce contro coloro che cercano di fornire aiuti e sostegno alle centinaia di migliaia di persone a Gaza che soffrono la fame e la carestia sono incredibili. Ci deve essere un'indagine indipendente, imparziale e approfondita sugli attacchi" da parte di "droni e altri oggetti contro la flotta Global Sumud diretta a Gaza" e "tali attacchi devono cessare e i responsabili delle violazioni devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni", afferma il portavoce dell'ufficio Onu, Thameen Al-Kheetan.
Il gestore di fondi danese AkademikerPension abbandona gli investimenti in Israele
Il gestore di fondi danese AkademikerPension escluderà dal suo portafoglio di investimenti i beni dello Stato israeliano, tra cui le società controllate dal governo, a causa della guerra a Gaza e dell'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo riferiscono i media israeliani. L'AkademikerPension, che gestisce le pensioni degli insegnanti e dei docenti universitari danesi, ha un patrimonio di 157 miliardi di corone danesi (24,77 miliardi di dollari).
Wafa: “73 civili uccisi a Gaza dall'alba nei raid israeliani”
Fonti mediche hanno annunciato a Wafa che 73 civili sono stati uccisi dagli spari e dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi
Attacco all’ospedale Al-Shifa, Idf: “Un covo di militanti di Hamas”
Le forze di difesa israeliane hanno condotto un attacco contro l'ospedale Al-Shifa di Gaza, la più grande struttura medica della Striscia. Secondo le Idf è stato utilizzato da uomini armati di Hamas diversi giorni fa.
L'esercito ha diffuso dei video realizzati con dei droni che mostrerebbero dei combattenti di Hamas entrare in un edificio non specificato dell'ospedale e trasformarlo in un "centro di comando terroristico presidiato", mettendo così "consapevolmente in pericolo la vita di pazienti, personale medico e residenti innocenti". Secondo la dichiarazione delle Idf, il video è stato girato all'inizio di questa settimana e fornisce "un'ulteriore prova del cinico e sistematico modus operandi di Hamas nello sfruttare le infrastrutture civili come postazioni di comando terroristiche presidiate". Il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato in una nota che l'ospedale "continua a funzionare nonostante le dure condizioni e il suo personale resta impegnato nella sua missione umanitaria"
Anp: “Ingiustificata la chiusura del valico di Allenby, è una punizione collettiva”
Il ministero degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha definito "ingiustificata" la decisione di Israele di chiudere il valico di Allenby, unico collegamento tra la Cisgiordania e la Giordania, definendola una "forma di punizione collettiva". In una nota, il ministero ha affermato che "il valico è l'unica via di spostamento per oltre 3 milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania verso il mondo esterno e la sua chiusura provoca ingenti danni umanitari ed economici, lasciando migliaia di palestinesi bloccati, impossibilitati a tornare al lavoro, agli studi e alle famiglie, o a recarsi per cure mediche"
Cei: “Presto a Gerusalemme per verificare l’incremento degli aiuti umanitari”
Monsignore Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, "si recherà a Gerusalemme per esprimere solidarietà alla Chiesa di Terra Santa, verificare la possibilità di incrementare l'aiuto umanitario e di realizzare, come già avvenuto con alcune Conferenze Episcopali Regionali, una prossima visita fraterna da parte di rappresentanti dell'Episcopato italiano". Lo fa sapere lo stesso segretario generale nella conferenza stampa a Gorizia al termine del Consiglio permanente d'autunno
Ministero della salute di Gaza: “Uccise 37 persone e ferite 175 nell’ultimo giorno”
Sono 37 le persone uccise e circa 175 quelle ferite dal fuoco israeliano nell'ultimo giorno nella Striscia di Gaza. Lo rende noto il ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas
Unifil: “Un drone israeliano colpisce il quartier generale a Naqoura”
Un drone militare israeliano si è schiantato ieri all'interno del quartier generale della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, a Naqoura, nel Libano meridionale: lo riferisce sui social l'Unifil. "L'incidente non ha causato feriti", afferma Unifil sostenendo che i genieri "hanno neutralizzato il dispositivo", che è stato accertato non essere armato ma dotato solo di una telecamera. L'esercito israeliano, scrive Times of Israel, ha confermato all'Unifil che il drone apparteneva a loro. L'Unifil afferma che "questo costituisce una violazione della risoluzione 1701 e della sovranità libanese"
Un 19enne lancia un ordigno contro l’Idf in Cisgiordania: ucciso
Un ragazzo palestinese di 19 anni, che questa mattina ha lanciato un ordigno esplosivo contro i soldati israeliani durante un raid dell'Idf nel villaggio di Anza, nel nord della Cisgiordania, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. Lo ha comunicato l'esercito israeliano, aggiungendo che le forze dell'unità di ricognizione della Brigata Paracadutisti non sono state ferite dalla bomba. Il palestinese ucciso è stato identificato dai media locali come Ahmed Jihad Barahmeh
Al Jazeera: “Dall’alba a Gaza 51 morti nei raid israeliani”
Sarebbero almeno 51 i palestinesi rimasti uccisi dall'alba nella Striscia di Gaza, dove proseguono le operazioni militari israeliane. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, secondo cui 36 delle 51 vittime si registrano a Gaza City
Wafa: “33 palestinesi uccisi dall'alba dai raid israeliani a Gaza”
Secondo l’agenzia Wafa 33 palestinesi, di cui 28 nella città di Gaza, sono stati uccisi nei bombardamenti e nei raid israeliani dall'alba. Un raid ha ucciso 20 civili nel raid sui magazzini di proprietà del comune di Gaza che ospitavano sfollati nei pressi del mercato Firas della città. Continuano, scrive Wafa, i bombardamenti di artiglieria nelle zone orientali, meridionali e nord-occidentali di Gaza City, mentre i droni sorvolano intensamente la città
Germania: “La soluzione a due Stati non si può imporre da fuori”
Da New York, dove è in corso l'Assemblea Generale delle Nazioni Uniti, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha affermato che "le azioni di Israele a Gaza sono sproporzionate, ma la soluzione dei due Stati si rifletterà solo nei negoziati tra Israele stesso e i palestinesi". Secondo lui, infatti, il processo "non può essere anticipato o imposto dall'esterno"
Al-Jazeera: “Dall'alba almeno 29 morti in raid Idf a Gaza”
Almeno 29 palestinesi sono morti dall'alba di questa mattina a Gaza durante gli attacchi dell'Idf. Lo hanno detto fonti mediche ad Al Jazeera Arabic, aggiungendo che tra i deceduti almeno 17 persone sono state uccise in un attacco vicino a un mercato nel centro di Gaza City
Giordania sposta ospedale da campo da Gaza City a Khan Yunis
L'esercito giordano ha annunciato il trasferimento dell'ospedale da campo istituito a Gaza City "per proteggere la sicurezza del personale" alla luce dell'operazione di terra dell'Idf nella città principale della Striscia. Lo rendono noto i media israeliani, sottolineando che la struttura verrà trasferita a Khan Yunis, dove l'esercito dello Stato ebraico ha designato un'area umanitaria.
G7 condanna Hamas e rivolge appello per cessate il fuoco
I ministri degli Esteri del G7 hanno rivolto hanno chiesto ad Hamas e Israele di arrivare a un cessate il fuoco. L'appello è contenuto in una nota diffusa dai ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America e dall'Alto Rappresentante dell'Unione Europea dopo un incontro a margine della Settimana di Alto Livello all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Nel testo si sottolinea "l'urgenza di alleviare le immense sofferenze dei civili a Gaza attraverso un'ondata di aiuti umanitari" ma non si fa menzione dell'offensiva israeliana nella Striscia. I ministri chiedono "di garantire il rilascio di tutti gli ostaggi" e ribadiscono "l'appello per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas".