"Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile": lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu intervenendo all'assemblea generale dell"Onu. Mentre il primo ministro israeliano si apprestava a iniziare il suo discorso, decine di delegazioni – tra le quali quella della Spagna - sono uscite dalla sala per protesta, tra fischi e applausi.
"Non vi abbiamo dimenticato, non riposeremo finché non vi avremo riportato a casa". E' il messaggio indirizzato dal premier agli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza da Hamas dal podio del Palazzo di Vetro davanti a una sala semivuota. "Voglio parlare agli ostaggi, ho fatto piazzare altoparlanti intorno a Gaza così sentiranno il mio messaggio", ha annunciato Netanyahu durante il suo discorso nel quale ha poi negato che nella Striscia ci siano in corso un genocidio e una carestia e ha accusato diversi Paesi di aver ceduto ad Hamas. “Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un marchio di vergogna”, ha spiegato
Msf sospende le operazioni a Gaza città
Medici Senza Frontiere ha deciso di sospendere le attività nella città di Gaza "a causa del rapido deterioramento della situazione della sicurezza". Lo ha annunciato la stessa organizzazione in una nota.
Msf ricorda i "continui raid aerei" sulla zona e "i carri armati che avanzano a meno di un chilometro" dalle sue strutture sanitarie. "Gli attacchi crescenti delle forze israeliane hanno creato un livello inaccettabile di rischio per il nostro personale, e ci hanno costretto a sospendere le attività mediche salvavita", si legge nella nota.
Hamas: “Lo Stato palestinese sarà creato nonostante Netanyahu”
Taher al-Nunu, consigliere per i media del capo dell'ufficio politico di Hamas, ha confermato ad Al Arabiya/Al Hadath che verrà creato uno Stato palestinese basato sulla volontà palestinese, araba e internazionale, nonostante i tentativi del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di contrastarlo. Al Nunu ha poi affermato che costringere la delegazione di Netanyahu ad applaudire durante il suo discorso all'Onu riflette quella che ha definito "megalomania". Ha aggiunto che trasmettere il discorso di Netanyahu tramite altoparlanti su carri armati e veicoli militari a Gaza riflette il suo sadismo.
Iran, accordo con la Russia da 25 mld: “Via a 4 centrali nucleari”
L'Iran ha firmato un accordo da 25 miliardi di dollari con la società nucleare statale russa Rosatom per costruire quattro centrali nucleari nel suo territorio. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana IRNA. Pochi giorni fa Rosatom aveva dichiarato di aver firmato un memorandum d'intesa sulla costruzione di piccole centrali nucleari in Iran, senza fornirne dettagli.
Iran, Grossi: “Senza collaborazione su nucleare picco di tensioni”
L'interruzione della cooperazione dell'Iran con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) porterà a un'impennata delle tensioni internazionali. Lo ha ribadito il direttore dell'agenzia, Rafael Grossi, durante una conferenza stampa a margine del forum della Settimana mondiale dell'atomica. Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran ha deciso di sospendere la cooperazione con l'Aiea in seguito al voto delle Nazioni Unite sulle sanzioni contro Teheran, come ha riferito l'emittente statale iraniana Irib. "Se le autorità iraniane decidessero di interrompere la cooperazione con l'Aiea, si verificherebbe senza dubbio un altro picco di tensione internazionale", ha affermato Grossi, secondo quanto riporta l'agenzia russa Ria Novosti.
Iran: “Con il ripristino delle sanzioni dell’Onu stop a cooperazione con Aiea”
Se saranno ripristinate le sanzioni Onu contro l'Iran entro il 28 settembre, come chiesto da Francia, Germania e Regno Unito, la Repubblica islamica fermerà la cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea). "Se i meccanismi di snapback", ovvero il ripristino delle sanzioni Onu, "verranno applicati, porremo fine alla nostra partecipazione all'Aiea", ha affermato il Segretario per la Sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, in un'intervista a PBS, facendo riferimento alle ispezioni internazionali dell'Aiea sui siti iraniani. "Abbiamo perseguito ogni opzione e meccanismo disponibile per risolvere questo conflitto in modo pacifico", ha aggiunto Larijani, in riferimento al bombardamento dei siti nucleari iraniani in giugno da parte degli Stati Uniti, che aveva portato a una sospensione temporanea della cooperazione con l'Aiea, e alle questioni in sospeso sul dossier nucleare con i Paesi europei e gli Usa.
Iran, appello di Araghchi all’Onu: “Dite no alla legge del più forte”
Ultimo appello dell'Iran ai membri del Consiglio di sicurezza: votate per la proroga alla sospensione delle sanzioni, non fate vincere il più forte. A pronunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in un post su X a poche ore dalla decisione sul testo presentato da Cina e Russia.
"Questo pomeriggio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà una bozza di risoluzione per estendere la risoluzione 2231 (che ha sospeso le misure contro l'Iran dopo l'accordo del 2015, ndr). Si tratta dell'ultima occasione per il Consiglio di dire 'No' allo scontro e 'Si alla cooperazione, di dare tempo e spazio alla diplomazia", ha sottolineato. Se il testo dovesse essere bocciato, come molti prevedono, da domani torneranno in vigore le sanzioni su iniziativa di Francia, Gran Bretagna e Germania, con l'appoggio degli Stati Uniti. "Negli ultimi giorni e settimane, l'Iran ha avanzato molteplici proposte per mantenere aperta la finestra della diplomazia. L'E3 non è riuscito a ricambiare, mentre gli Stati Uniti hanno raddoppiato i loro diktat", ha proseguito Araghchi. "Di fronte a questa apparente politica di escalation degli E3 e degli Usa, l'Iran esorta i membri del Consiglio ad agire responsabilmente e a stare dalla parte giusta della storia, sostenendo la diplomazia, la giustizia e il diritto internazionale. La forza non deve mai avere ragione", ha sottolineato.
Hamas: “Il discorso di Netanyahu boicottato. Israele isolato”
L'uscita di molti delegati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite quando il premier Benjamin Netanyahu ha preso la parola dimostra, secondo Hamas, l'isolamento internazionale di Israele. "Il boicottaggio del discorso di Netanyahu è una manifestazione dell'isolamento di Israele e delle conseguenze della guerra di sterminio", ha detto in una dichiarazione Taher al-Nunu, consigliere per i media del capo dell'ufficio politico di Hamas.
Tajani: “Si lavora per il cessate il fuoco, uno slogan è ‘pace, pace”
"Lavoriamo per arrivare quanto prima al cessate il fuoco e poi arrivare a una situazione intermedia e poi a costruire uno stato palestinese". Lo ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, poco dopo il suo arrivo alla convention di Forza Italia partita oggi a Telese Terme (Benevento). "Stiamo lavorando per questo, alle Nazioni Unite si è lavorato per fare passi avanti", ha aggiunto Tajani, "Non è facile, come non lo è sul fronte russo ucraino, ma c'è solo uno slogan, "pace pace pace".
Media: “Con piano ad interim popolazione di Gaza non sarà trasferita”
Il piano a cui sta lavorando l'amministrazione Trump per la gestione transitoria della Striscia di Gaza dopo la fine del conflitto tra Israele e Hamas, basato sulla creazione dell'organismo chiamato 'Gaza International Transitional Autority' (Gita) sotto la guida dell'ex premier laburista britannico Tony Blair, non prevede un trasferimento della popolazione palestinese dal territorio in cui vive. È quanto si legge sui media del Regno Unito, secondo cui in questo la proposta si differenzia dallo scenario evocato dal presidente americano con la criticatissima idea della "Riviera del Medio Oriente". In precedenza si era infatti parlato, nell'ambito dell'attività di consulenza fornita da Blair e dalla sua fondazione alla Casa Bianca, del progetto "Great Trust": in quel caso veniva prevista la possibilità di pagare mezzo milione di palestinesi per lasciare l'area e attrarre investitori privati per la ricostruzione di Gaza al fine di trasformarla in un hub commerciale e una meta turistica.
Secondo il Guardian, in base al nuovo piano, Blair all'interno dell'autorità transitoria guiderebbe un consiglio composto da sette a dieci membri, con "almeno un rappresentante palestinese qualificato (potenzialmente proveniente dal settore imprenditoriale o della sicurezza)", un alto funzionario delle Nazioni Unite, importanti personalità internazionali con esperienza dirigenziale o finanziaria e una "forte rappresentanza di membri musulmani".
Gaza, operatrice umanitaria uccisa con due figli piccoli
Gli attacchi indiscriminati israeliani a Gaza continuano a mietere vittime tra gli operatori umanitari. Una psicologa di 27 anni che lavorava per Juzoor for Health and Community Development, organizzazione partner di Oxfam, è stata uccisa assieme ai suoi 2 figli, Sham di 5 anni e Suleiman di 3.
"Siamo sconvolti per quanto successo - spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia - quando è stata uccisa Tasneem era incinta, dopo aver già perso l'anno scorso un altro figlio, Muslam. Nell'attacco è rimasto ferito anche suo marito". É accaduto il 20 settembre, ma Oxfam ha diffuso oggi la notizia.
Jennifer Lawrence: “Quanto accade a Gaza è genocidio”
"Sono atterrita. Quanto sta accadendo" a Gaza "non è meno di un genocidio ed è terribile". Lo ha detto l'attrice statunitense, Jennifer Lawrence, in conferenza stampa al Festival del Cinema di San Sebastian, dove questa sera raccoglierà il premio Donostia alla carriera. Nel rispondere alla domanda se sia preoccupata per il futuro dei suoi figli per la situazione a Gaza e in altre parti del mondo, Lawrence - ripresa dai media iberici, fra cui Efe - ha replicato: "Quanto accade in Palestina è un genocidio e mi mortifica". "Magari potessi fare qualcosa per risolvere questa orribile situazione, complessa e difficile, che mi rompe il cuore". L'interprete di 35 anni, premio Oscar nel 2021 per 'Il lato buono delle cose' e protagonista e produttrice del film 'Die my love', di Lynne Ramsay, presentato all'ultimo festival di Cannes, in merito agli attacchi alla libertà di espressione negli Stati Uniti ha detto che la "intristisce la mancanza di rispetto nel discorso della politica statunitense in questo momento". "Voglio che la gente rifletta quando dovrà votare". ha aggiunto l'attrice.
Riunione ambasciatori Ue: “Piccoli passi dell’Italia e della Germania verso le misure contro Israele”
Nel Coreper di oggi a Bruxelles, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri, si sono registrati dei piccoli passi avanti nella faticosa costruzione di una maggioranza qualificata a favore delle limitate misure commerciali proposte dalla Commissione Europea nei confronti di Israele per la guerra che conduce a Gaza, vale a dire la sospensione del trattamento commerciale preferenziale previsto nell'ambito dell'accordo di associazione Ue-Israele, che riguarderebbe una parte delle merci importate nell'Ue provenienti dallo Stato ebraico.
A quanto si apprende a Bruxelles, Italia e Germania, due grandi Paesi il cui peso è decisivo per costruire una maggioranza qualificata (serve il sì di almeno 15 Stati su 27, rappresentanti il 65% della popolazione Ue), hanno adottato una posizione leggermente più possibilista (prima erano entrambi dati nel fronte dei contrari). Riguardo alle altre proposte, che sono sanzioni vere e proprie e richiedono dunque l'unanimità, l'Ungheria è l'unico Paese a bloccare le sanzioni contro i coloni israeliani violenti della Cisgiordania, ma ha confermato il proprio assenso alle misure contro Hamas (le uniche sulle quali non ci sono problemi).
Non c'è ancora alcun accordo sulle sanzioni ai due ministri israeliani considerati estremisti (Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich), ma anche in questo caso il consenso sta lentamente crescendo. Budapest, però, resta contraria, quindi l'unanimità resta lontana. Diversi Stati membri hanno ricordato l'importanza di bloccare il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania, come richiesto dalla Corte Internazionale di Giustizia. Alla luce dell'attuale stallo, diversi Paesi hanno affermato che questa questione dovrà essere affrontata dai leader a Copenaghen, nel Consiglio Europeo informale della settimana prossima.
Trump: “Molto vicini a un accordo su Gaza”
"Siamo molto vicini a un accordo su Gaza". Lo ha detto Donald Trump aprlando con i giornalisti alla Casa Bianca. E' un accordo, ha aggiunto il presidente, che "riporterà indietro gli ostaggi, metterà fine alla guerra e porterà la pace".
Onu: “158 aziende legate all’espansione degli insediamenti di Israele”
“Booking.com, Motorola Solutions (società distinta e che non ha nessuna connessione con Motorola Mobility, azienda produttrice di smartphone), Trip Advisor sono alcune delle 158 aziende legate allo sviluppo degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, considerati illegali dal diritto internazionale”
"Questo rapporto sottolinea la responsabilità delle aziende che operano in contesti di conflitto di garantire che le loro attività non contribuiscano alle violazioni dei diritti umani", ha dichiarato l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani in una nota. La maggior parte delle aziende elencate ha sede in Israele. Altre hanno sede in Canada, Cina, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Questo elenco è stato pubblicato per la prima volta dalla stessa organizzazione dell'Onu nel 2020, a seguito di una risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani approvata nel marzo 2016 che chiedeva la creazione di "un database di tutte le aziende coinvolte in attività" legate in particolare alla costruzione e allo sviluppo di insediamenti israeliani in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
L'elenco in questione non è esaustivo: a causa della mancanza di risorse, l'Alto Commissariato ha potuto finora esaminare solo 215 aziende. L'occupazione israeliana dei Territori Palestinesi è considerata illegale dalle Nazioni Unite. Quando il primo elenco è stato pubblicato nel 2020, l'Unhcr ha chiarito che esso "non costituisce, e non intende costituire, un procedimento giudiziario o quasi giudiziario", riferendosi implicitamente ai timori israeliani che potesse essere utilizzato come base per campagne di boicottaggio. Nel 2023 è stato pubblicato un elenco aggiornato, ridotto a 97 aziende, ma le Nazioni Unite non hanno valutato l'opportunità di aggiungerne di nuove. Le aziende elencate nell'aggiornamento pubblicato oggi operano principalmente nei settori dell'edilizia, immobiliare, minerario e delle cave. Nel 2020, Israele e Stati Uniti hanno condannato fermamente l'esistenza di questa lista delle Nazioni Unite, con il ministero degli Esteri israeliano che ha affermato che si tratta di "una vergognosa resa alle pressioni di paesi e organizzazioni che vogliono danneggiare Israele". Dall'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il suo governo amplierà gli insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata. I ministri israeliani di estrema destra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich si sono spinti oltre, chiedendone l'annessione.
Piano Blair per Gaza: “Autorità transitoria per 5 anni sul modello del Kosovo”
Secondo le fonti citate dall'Economist, la Gita oltre all presidenza di Blair, con un segretariato di 25 persone, avrebbe un board di sette persone per controllare un organismo esecutivo a cui verrebbe affidata la gestione dei territori. Inizialmente la sua sede sarebbe in Egitto, a el-Arish, capoluogo della provincia che confina con Gaza. Il piano prevede il trasferimento dell'autorità a Gaza, una volta stabilizzata la Striscia, accompagnata da una forza multinazionale.
Le fonti insistono nel dire che i palestinesi non saranno incoraggiati a lasciare Gaza, che anzi questa sarà riunita alla Cisgiordania e gradualmente restituita all'Anp. Affermazioni in contrasto con la visione della Gaza del dopoguerra di Trump emerse nei mesi scorsi, quando il presidente rilanciava lo shoccante video con "Gaza Riviera" con le immagini, realizzati con l'Ia, di alberghi di lusso sul lungomare. E membri della sua amministrazione affermavano che l'unica chance per sfuggire a fame e morte per i palestinesi era lasciare Gaza. Una visione immobiliare del futuro di Gaza, che è stata rilanciata e confermata nei giorni scorsi da Bezale Smotrich, uno dei ministri estremisti del governo di Benjamin Netanyahu, con un'altra frase sconcertante: "Gaza è una miniera d'oro immobiliare, ho iniziato la trattiva con gli americani".
Grossi: “Non abbiamo potere di ispezioni o sanzioni a Israele”
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) non ha il potere nè di compiere ispezioni in territorio israeliano, né di sanzionare Israele perché Tel Aviv non aderisce al Trattato di non proliferazione. Lo ha detto il direttore generale dell'agenzia, Rafael Grossi, rispondendo a una domanda posta durante il forum internazionale della Settimana atomica mondiale in corso a Mosca su perché vengano compiute ispezioni sugli impianti nucleari in Iran, ma non in Israele. "L'Aiea non è un poliziotto internazionale che va dove e quando vuole" ha spiegato Grossi, "l'agenzia ha il diritto di operare nel quadro di determinati accordi, e in questo caso, si tratta del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.
Quando si aderisce al trattato, si è soggetti a ispezioni da parte dell'Aiea. L'Iran aderisce, quindi può essere ispezionato dall'agenzia, ma Israele no". "Chi mi dice che siamo ingiusti perchè non stiamo effettuando ispezioni in Israele, potrebbe non essere a conoscenza del fatto che non abbiamo la capacità di ispezionare un Paese che non è parte del Trattato" ha concluso, secondo quanto riporta Ria Novosti.
Il padre di un ostaggio allontanato dalla sede dell’Assemblea dopo aver cercato di interrompere Netanyahu
Il padre dell'ostaggio Bar Kuperstein, Tal, è stato allontanato dalla sede dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo aver urlato il suo dolore e aver interrotto per due volte il discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tal Kuperstein ha avuto un ictus in seguito a un grave incidente automobilistico e ha difficoltà a parlare. In sedia a rotelle, stava seguendo il discorso di Netanyahu in galleria
Netanyahu: “Il riconoscimento della Palestina è un marchio di vergogna”
Netanyahu: “Il riconoscimento della Palestina è un marchio di vergogna”
Idf s'infiltra nei telefoni a Gaza e invia le parole di Netanyahu
Benjamin Netanyahu, nel suo intervento all'Onu, ha annunciato che l'Idf ha preso il controllo dei telefoni dei residenti di Gaza e degli attivisti di Hamas e che il suo discorso viene ora trasmesso in diretta tramite quei dispositivi. Lo rende noto l'ufficio del primo ministro israeliano. Il primo ministro - si aggiunge - si rivolge ai residenti di Gaza e chiarisce che la guerra può terminare immediatamente con la restituzione di tutti gli ostaggi, lo smantellamento militare di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia. "Chi lo farà vivrà, chi non lo farà, sarà perseguitato", ha avvertito
Netanyahu a Onu, critiche a Israele su Gaza “bugie antisemite”
Le critiche a Israele su Gaza sono "bugie antisemite": lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu intervenendo all'assemblea generale dell"Onu
Netanyahu: “I palestinesi non credono nella soluzione due Stati”
"I palestinesi non credono nella soluzione dei due stati, non vogliono uno stato vicino a Israele ma al posto di Israele". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando all'Assemblea Generale dell'Onu
Netanyahu: “Né genocidio né fame, evacuiamo civili e li sfamiamo”
Le accuse di genocidio e di carestia a Gaza sollevate contro Israele sono uno "scherzo". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu. "Quale Paese che sta commettendo un genocidio cerca di convincere i civili a recarsi in una zona sicura?", ha sostenuto dal podio. "Ci accusano di affamare deliberatamente Gaza. Israele sta deliberatamente sfamando Gaza. Se non c'è abbastanza cibo è perché Hamas lo ruba", ha aggiunto
Netanyahu interroga l’aula con un cartello: “Chi grida morte all’America e uccide a sangue freddo”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato che il conflitto in corso a Gaza "riguarda tutti". Il leader ha invitato i presenti a fare un "pop quiz", rispondendo per alzata di mano a delle domande su cartelli da lui mostrati. "Chi grida 'morta all'Americà? A. L'Iran; B. Hamas; C. Hezbollah; D. Gli Houthi; E. Tutti le risposte. La risposta corretta è 'E. Tutte le risposte'". "Seconda domanda. Chi ha ucciso americani ed europei a sangue freddo? A. Al Qaeda; B. Hamas; C. Hezbollah; D. Iran; E. Tutte le risposte. La risposta esatta è ancora E", ha spiegato
Netanyahu: “Molti Paesi hanno ceduto ad Hamas”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato molti leader mondiali di aver "ceduto" ad Hamas "quando le cose hanno iniziato a farsi difficili" per Israele. Parlando all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il premier ha affermato di star affrontando una guerra su sette fronti con poco aiuto: "Ci condannate, ci sottoponete a embargo e minacciate battaglia politica e legale contro di noi"
Netayahu ad Hamas: “Lasciate gli ostaggi e deponete le armi”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando all'Assemblea Generale dell'Onu si é rivolto direttamente ad Hamas riguardo gli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Ricordando di aver fatto mettere degli schermi nella Striscia, ha detto: "Liberate gli ostaggi, e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete Israele vi darà la caccia"
Netanyahu all'Onu chiede il ripristino delle sanzioni contro l’Iran
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando all'Assemblea Generale dell'Onu ha "chiesto il ripristino delle sanzioni delle Nazioni Unite contro l'Iran"
Netanyahu: “Vogliamo finire il lavoro a Gaza al più presto”
"Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile": lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu intervenendo all'assemblea generale dell"Onu e ricordando che gli ultimi militanti di Hamas sono rimasti a Gaza City
Netanyahu: “Altoparlanti a Gaza nella speranza gli ostaggi mi ascoltino”
"Non vi abbiamo dimenticato, non riposeremo finché non vi avremo riportato a casa". E' il messaggio indirizzato dal premier Benjamin Netanyahu agli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza da Hamas dal podio del Palazzo di Vetro. "Voglio parlare agli ostaggi, ho fatto piazzare altoparlanti intorno a Gaza così sentiranno il mio messaggio", ha annunciato Netanyahu durante il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu
Netanyahu all'Onu mostra la “mappa del terrore dell'Iran”
"L'anno scorso da questo podio ho mostrato questa mappa del terrore dell'Iran che sta rapidamente sviluppando un programma nucleare e di missili balistici. Questi non solo rischiano di distruggere Israele ma mettono in pericolo gli Usa". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu all'inizio del suo discorso all'Assemblea Generale Onu. Quindi ha ricordato i successi di Israele contro l'Iran, gli Houthi in Yemen, in Siria e contro i leader di Hamas a Gaza
Sulla giacca di Netanyahu una spilla con un qr code: porta a sito documentazione su atrocità 7 ottobre
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha mostrato "una grande spilla" durante il suo discorso alle Nazioni Unite invitando a "prendere i cellulari e inquadrare il Qr: vedrete perché combattiamo e perché dobbiamo vincere". Netanyahu ha aggiunto che "il 7 ottobre Hamas ha condotto attacco peggiore contro gli ebrei dall'Olocausto, hanno decapitato uomini, stuprato donne, bruciato bambini vivi, questi mostri hanno preso ostaggio 200 persone". In precedenza l'ufficio di Netanyahu aveva reso noto che sarebbe stato diffuso un "filmato sulle atrocità a partire dal 7 ottobre" "nell'ambito dell'impegno di sensibilizzazione internazionale". Si tratta di un "film completo sulle atrocità è attualmente proiettato in collaborazione tra l'ufficio del Primo Ministro e il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane"
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Parla Netanyahu all’Onu: fischi e decine di delegati se ne vanno
Mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu si apprestava a iniziare il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu, decine di rappresentanti sono usciti dalla sala per protesta, tra fischi e applausi
Media: “34 morti a Gaza in attacchi Israele dall'alba”
È di 34 morti nella Striscia di Gaza il bilancio degli attacchi israeliani dall'alba di oggi, di cui 23 a Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere. Precedentemente era stato riferito che 11 delle vittime, fra cui due bambini, erano state uccise nel centro della Striscia mentre erano in cerca di aiuti
Appello di Mattarella per la Flotilla: “Iniziativa di valore ma evitare di porre a rischio incolumità delle persone”
"Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l'incolumità di ogni persona. A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell'iniziativa assunta - valore che si è espresso con ampia risonanza e significato - appare necessario preservare l'obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza. Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal patriarcato latino di Gerusalemme - anch'esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza - di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza". E' l'appello inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Greta Thunberg sulla Flotilla verso Gaza: "Non ho paura di Israele, temo l'assenza di umanità"
Greta Thunberg sulla Flotilla verso Gaza: "Non ho paura di Israele, temo l'assenza di umanità"
Hezbollah sfida il divieto di onorare l’anniversario della morte di Nashrallah con uno show di luci sulla costa
Migliaia di sostenitori di Hezbollah si sono radunati sulla costa di Beirut e hanno proiettato immagini dell’ex leader storico del gruppo, Hassan Nasrallah, e del suo successore sulla iconica roccia di Raouche per commemorare la loro morte negli attacchi aerei israeliani di quasi un anno fa. La celebrazione è avvenuta nonostante un apparente tentativo del premier libanese Nawaf Salam di fermare lo spettacolo. Salam ha diffuso una circolare all’inizio di questa settimana sottolineando “la recente ricorrenza dello sfruttamento dei monumenti nazionali a scopi di propaganda e per svolgere attività in cui vengono sollevati slogan partigiani e politici.” Hassan Nasrallah, storico leader del gruppo militante e partito politico, è stato ucciso in una serie di massicci attacchi israeliani contro un sito nei sobborghi meridionali di Beirut il 27 settembre 2024, che hanno distrutto un intero isolato sotto il quale Nasrallah stava incontrando un generale iraniano e alcuni dei suoi principali comandanti militari.
Media: “Trump e Netanyahu parleranno di programmi nucleari e missilistici iraniani”
I presunti tentativi dell'Iran di rilanciare i suoi programmi nucleari e missilistici saranno al centro dell'incontro tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha riferito una fonte israeliana citata dal Jerusalem Post, mentre oggi è in programma l'intervento di Netanyahu all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ieri su alcuni media internazionali sono state pubblicate immagini satellitari che mostrerebbero come l'Iran abbia iniziato a ricostruire le strutture delle basi missilistiche di Parchin e Shahroud, colpite lo scorso giugno durante la cosiddetta guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran
Eurovision, a inizio novembre il voto sulla possibile esclusione di Israele
I membri dell'Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu) si riuniranno a inizio novembre per votare sulla partecipazione di Israele all'Eurovision, a seguito delle richieste di boicottaggio da parte di diversi Paesi europei. Lo ha annunciato l'organizzazione. "Una lettera è stata inviata ai direttori generali di tutti i nostri membri per informarli che una votazione sulla partecipazione all'Eurovision Song Contest 2026 si terrà in una riunione straordinaria che si terrà online a inizio novembre", ha dichiarato l'Ebu all'Afp
Katz si congratula con il futuro capo dello Shin Bet Zini
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, si è congratulato con David Zini per la sua attesa nomina a capo dello Shin Bet, dopo che ieri il comitato Grunis ha dato il via libera. "Le Idf hanno perso un generale eccellente e lo Shin Bet ha acquisito un capo eccezionale, che sono convinto saprà gestire questa importantissima organizzazione con abilità e forza, insieme alle persone eccezionali che vi lavorano durante questo periodo difficile", ha dichiarato Katz. La scelta del premier Benjamin Netanyahu di nominare Zini per sostituire Ronen Bar, dimessosi a giugno dopo una durissima lotta con il governo, ha sollevato obiezioni e polemiche. Gli oppositori temono la politicizzazione di una carica, quella di responsabile dell'agenzia d'intelligence interna, che è uno dei ruoli fondamentali nello Stato d'Israele: considerano Zini inadatto e troppo legato al leader del Likud, e preoccupa la sua cerchia di riferimento messianica
Media: “Il discorso di Netanyahu all’Onu diffuso con altoparlanti in tutta la Striscia”
L'ufficio del primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha dato istruzioni alle Forze di Difesa israeliane (Idf) di installare altoparlanti in tutta la Striscia di Gaza in modo che gli abitanti dell'enclave palestinese possano ascoltare il discorso che oggi pronuncerà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Secondo l'emittente Canale 12, l'esercito si è espresso contro quest'ordine perché richiederebbe che i soldati lascino le loro postazioni ed entrino in aree della Striscia di Gaza dove sarebbero esposti al rischio di essere bersagliati da Hamas. Per il sito del quotidiano Haaretz, tuttavia, l'esercito non si opporrà alla richiesta del primo ministro e si sta preparando a trasmettere il discorso di Netanyahu in tutta Gaza. Un funzionario militare ha dichiarato a Haaretz che la decisione è un atto di "guerra psicologica". L'intervento di Netanyahu all'Onu è previsto quando in Italia saranno le 15 e, stando a quanto riferito dal Times of Israel, dovrebbe concentrarsi sulla critica ai recenti annunci sul riconoscimento dello Stato palestinese da parte di diversi Paesi occidentali, tra cui Francia e Regno Unito
Media: “Attacchi israeliani nella valle della Beqaa”
Secondo i media di Beirut sono in corso attacchi aerei israeliani nella zona orientale della valle della Beqaa, in Libano. Lo riporta Times of Israel. L'Idf non ha rilasciato al momento commenti
Media: “Ventiquattro palestinesi arrestati in Cisgiordania, anche cronisti”
Le truppe israeliane hanno arrestato 22 palestinesi durante i raid in Cisgiordania occupata: è quanto scrive Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa Wafa. La testata araba afferma che 22 persone, tra cui giornalisti palestinesi, sono state arrestate durante i raid avvenuti all'alba nel governatorato di Nablus, nella città di Nablus, nei campi di Askar e Balata e nelle città di Zawata e Kafr Qalil. Altre due persone sono state arrestate nella città di Attil, nel governatorato di Tulkarem
Idf: “Nelle ultime 24 ore colpiti oltre 140 obiettivi a Gaza”
Nelle ultime 24 ore l'aviazione israeliana ha attaccato "più di 140 obiettivi in tutta la Striscia di Gaza". Lo fa sapere il portavoce dell'Idf sottolineando che le forze della 36a Divisione, con l'assistenza della 282a Brigata dei Vigili del Fuoco, hanno attaccato più di 35 obiettivi terroristici, tra cui terroristi ed edifici strategici utilizzati dai terroristi di Hamas come centri di attività terroristica, mentre le forze della 162esima Divisione hanno localizzato armi ed esplosivi nascosti nell'area della città. Nel frattempo, il ministero della Sanità di Hamas ha riferito che 83 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore
Oggi l’intervento di Netanyahu all’Assemblea generale dell’Onu
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si rivolgerà alle 9 di questa mattina (ora di New York, le 15 in Italia) all'Assemblea generale delle Nazioni Unite dove solo pochi giorni fa numerosi Paesi hanno annunciato la loro decisione di riconoscere lo Stato palestinese. Sempre per oggi, quarto giorno dei lavori di questa sessione dell'Assemblea, sono attesi gli interventi di rappresentanti di Cina e Gran Bretagna, fra gli altri
Incontro Milei-Netanyahu a margine dell’Assemblea Onu: focus su Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Javier Milei si sono incontrati a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Non è stata rilasciata una dichiarazione immediata da parte di Netanyahu sui suoi colloqui con Milei, mentre l'ufficio del presidente argentino ha pubblicato un video dell'incontro, che si è concentrato principalmente sulla difficile situazione degli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza, tra cui ci sono Eitan Horn, con doppia cittadinanza israelo-argentina, e i fratelli Ariel Cunio e David Cunio. Un quarto di origine argentins, Lior Rudaeff, è stato ucciso il 7 ottobre 2023
Salpata dalla Spagna la nave militare che assisterà la Flotilla
La nave di azione marittima 'Furor' della Marina spagnola è salpata all'alba di oggi dal porto di Cartagena (Murcia) verso il Mediterraneo orientale per "assistere" e fornire protezione, in caso di aggressione, alla Global Sumud Flotilla carica di aiuti umanitari diretti a Gaza, che include imbarcazioni di 44 paesi, fra cui Italia, Spagna, Grecia e Tunisia. Fonti militari chiariscono che la missione del 'Furor' è esclusivamente di salvataggio e soccorso e non di scorta militare. La nave, di conseguenza, non ha l'autorità di respingere alcun attacco delle forze di difesa israeliana contro le imbarcazioni civili. Il suo ruolo è limitato all'assistenza in caso di necessità, mantenendo una distanza di sicurezza (12-14 miglia) per una funzione di pura deterrenza. Le recenti aggressioni contro la cinquantina di imbarcazioni della spedizione umanitaria hanno spinto i governi di Italia e Spagna a inviare navi militari per proteggere i propri connazionali in caso di bisogno. Il 'Furor' assisterà anche cittadini belgi, su richiesta del governo del Belgio. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares, citato oggi dai media iberici, ha evidenziato che gli attivisti della Global Sumud Flotilla "sono persone pacifiche, con un obiettivo umanitario e non costituiscono una minaccia per nessuno, né per Israele, né per il popolo israeliani, tantomeno per la sicurezza di Israele". Albares ha ricordato che gli spagnoli a bordo hanno piena protezione diplomatica e consolare. Il 'Furor', un pattugliatore di altura specializzato in scenari a bassa intensità, equipaggiato con due cannoni e una mitragliatrice, ha a bordo, oltre all'equipaggio, una decina di fanti di marina, un team medico, uno legale e di intelligence. Il ministero della Difesa sta ultimando le regole di ingaggio, che saranno "molto limitate", per restringere qualsiasi azione offensiva e gesto che possa essere considerato ostile una volta che la nave arriverà nell'area operativa, riporta Efe
Media: “Duri attacchi aerei, 10 palestinesi morti a Gaza City”
Dieci palestinesi sono stati uccisi la notte scorsa a causa di pesanti attacchi aerei israeliani su quartieri di Gaza City. Lo rende noto la Wafa. Secondo l'agenzia di stampa palestinese, sei persone sono state uccise e altre ferite quando un attacco israeliano ha preso di mira un gruppo di residenti vicino al Patient's Friends Hospital nel quartiere di al-Remal, a ovest della città. In un altro attacco, altri quattro palestinesi sono stati uccisi in attacchi contro il campo profughi di al-Shati, sempre nella parte occidentale di Gaza City. I raid aerei sono continuati per tutta la notte, con pesanti bombardamenti segnalati in diversi quartieri di Gaza City. Secondo la Wafa al momento il bilancio delle vittime della Striscia dall'ottobre 2023 è di 65.600 persone, per lo più bambini e donne, e di quasi 168 mila feriti. Bilancio definito "incompleto, poiché molte vittime rimangono intrappolate sotto le macerie, inaccessibili alle ambulanze e ai soccorritori"