Hamas ha accettato in linea di principio il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza, che prevede l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi israeliani. Lo riferiscono fonti a conoscenza della questione ad Haaretz. Sembra che il Qatar sia stato coinvolto nel tentativo di convincere Hamas ad accettare l'impalcatura dell'accordo e Trump spera di finalizzarlo con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando si incontreranno lunedì. Come parte dell'accordo per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, Israele rilascerebbe centinaia di prigionieri palestinesi e ritirerebbe gradualmente le sue forze dalla Striscia di Gaza
Ynet: “Milei ha rinviato la visita di Netanyahu per evitare un danno elettorale”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, attualmente negli Stati Uniti, aveva programmato una visita in Argentina, ma il presidente argentino Javier Milei, noto sostenitore di Israele, ha chiesto di posticiparla. Secondo fonti locali citate da Ynet, la decisione è legata a motivi politici: "Presto si terranno in Argentina le elezioni parlamentari e Milei teme che la visita del premier possa danneggiarlo, dopo aver già subito un recente calo di consenso".
Le stesse fonti hanno precisato che il rinvio non ha alcun legame con Israele e che si tratta di una decisione generale riguardante i viaggi ufficiali di qualsiasi leader straniero. L'Argentina resta comunque uno dei pochi Paesi disponibili ad accogliere Netanyahu.
Sàar: “Interesse nazionale è porre fine al conflitto raggiungendo gli obiettivi”
In vista dell'incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump previsto per lunedì, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar ha scritto su X di "fidarsi che il primo ministro rappresenterà adeguatamente gli interessi di Israele nei colloqui con il presidente Trump". Sàar ha aggiunto che, "dopo due anni di guerra, l'interesse nazionale chiaro di Israele è porre fine al conflitto e raggiungere i propri obiettivi".
Tajani sulla Flotilla: “Mi hanno detto che andranno avanti"
"Ho ascoltato le ragioni di Flotilla, la loro risposta è che vanno avanti. Sono già andati avanti". A dirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha avuto una telefonata "di circa mezz'ora" con Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana della Flotilla.
Ministro degli Esteri dell’Egitto: “Costruiamo sulla visione di Trump per ripristinare la stabilità”
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, intervenendo all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato che l'Egitto è "pienamente impegnato a costruire sulla visione del presidente Trump per ripristinare la stabilità", con l'obiettivo di porre fine alla guerra, lavorare per l'istituzione di uno Stato palestinese, liberare gli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza e i prigionieri palestinesi in Israele.
Abdelatty ha inoltre sottolineato la ferma opposizione dell'Egitto a qualsiasi tentativo di sfollamento forzato dei palestinesi, definendolo un "crimine di pulizia etnica", e ha affermato: "L'Egitto non è e non sarà una porta per liquidare la causa palestinese. Non saremo mai, mai partner di una nuova Nakba".
Idf: “Controlliamo oltre la metà di Gaza City”
Negli ultimi giorni l'esercito israeliano ha ampliato la portata degli attacchi in tutta Gaza City, prendendo di mira ogni notte più di 140 siti. Mentre più di 800.000 dei milioni di residenti della città sono stati evacuati, l'Idf fa sapere di aver ottenuto il controllo operativo di più della metà di Gaza City. Secondo i rapporti forniti da fonti del comando Sud dell'esercito, le conquiste territoriali "sono il risultato di manovre coordinate in più punti da varie divisioni come parte dell'Operazione Carri di Gideone 2".
Flotilla Gaza: Tajani informa Meloni sulla telefonata con Delia
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha telefonato alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per aggiornarla sul contenuto della telefonata avuta con la portavoce della delegazione italiana alla Flotilla, Maria Elena Delia. Lo si apprende da fonti qualificate.
A Berlino almeno 60.000 persone a manifestazione pro Gaza
Circa 60.000 persone, tra cui numerosi artisti e intellettuali, sono scese in piazza a Berlino per protestare contro la guerra israeliana contro Gaza, secondo le stime della polizia. Gli organizzatori hanno parlato di 100.000 partecipanti. In testa, striscioni contro il 'genocidio' dei palestinesi. La grande e pacifica manifestazione 'Occhi su Gaza' che ha percorso il centro della capitale tedesca - riporta Bild - era stata organizzata da un'alleanza di circa 50 gruppi: tra questi Amnesty International, Medico International e Die Linke. Il musicista ebreo Michael Barenboim, figlio del leggendario direttore d'orchestra Daniel Barenboim, ha parlato ai manifestanti alla Fontana di Nettuno, concordando sulla definizione di genocidio per l'attacco israeliano. "Non la considero una descrizione drastica - ha detto -, perché è il termine usato da quasi tutte le organizzazioni per i diritti umani e da quasi tutti gli esperti".
La manifestazione stata accompagnata da diverse piccole contro-manifestazioni filo-israeliane e ci sono stati dei contatti limitati a scambi verbali e insulti. Poco prima della partenza del corteo, sono state fermate una trentina di persone che hanno imbrattato edifici e vetrine e lanciato petardi contro gli agenti. Il bilancio finale è di 38 arresti e 7 agenti feriti.
A pochi chilometri di distanza, a Kreuzberg, la polizia ha disperso una manifestazione islamista con striscioni contro0 Israele e anche contro il cancelliere Merz, dichiarandola 'anticostituzionale'.
Tajani: “Speriamo in una svolta positiva dopo l’incontro Trump-Netanyahu”
"Il problema è Hamas, non è la Palestina. Noi siamo sempre pronti e siamo in costante contatto con l'Autorità nazionale palestinese e stiamo aiutando il popolo palestinese". Lo ha affermato a "4 di Sera Weekend" il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ci auguriamo che l'incontro tra Trump e Netanyahu (lunedì alla Casa Bianca, ndr) possa portare a una svolta positiva, sosteniamo tutte le operazioni che possano garantire la fine della guerra in Medio Oriente", ha aggiunto.
Il ministro ha ribadito il sostegno italiano a una soluzione a due Stati e ha condannato la violenza in corso: "Consideriamo una carneficina quella che sta accadendo, ma consideriamo Hamas corresponsabile della carneficina che sta facendo l'esercito israeliano. Finché Hamas continuerà a tenere gli ostaggi e a farsi scudo del proprio popolo, le cose non cambieranno. Per noi Israele deve fermarsi e domani mattina Hamas deve rilasciare gli ostaggi, il cessate il fuoco è fondamentale".
Tajani sulla Flotilla: “Situazione preoccupante, non sappiamo cosa può accadere”
"La situazione è preoccupante, non si sa cosa possa accadere, se fosse coinvolto mio figlio, gli direi di non andare". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla festa di FI a Telese Terme. "Ho detto che non ci sarà alcuna protezione di tipo militare e che la Marina militare non accompagnerà la Flotilla per attraversare lo sbarramento israeliano", ha aggiunto il ministro, che ha spiegato di aver chiesto al governo israeliano "di garantire l'incolumità delle persone qualora vi fosse un'invasione". Tajani inoltre ribadisce che ha chiesto alla portavoce "di avere un atteggiamento prudente, non violento".
Tajani: “Pronti a riconoscere la Palestina, purché Hamas non sia protagonista”
"Noi siamo pronti a riconoscere - come Italia - domani mattina lo Stato di Palestina. Ci sarà una mozione anche in Parlamento delle forze di maggioranza, purché Hamas liberi immediatamente tutti gli ostaggi e purché Hamas non sia protagonista della politica della nuova Palestina". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando a "4 di Sera Weekend" il discorso di Benjamin Netanyahu alle Nazioni Unite.
Tajani: “La Marina può assistere la Flotilla per problemi di navigazione”
"Ho chiesto alla portavoce italiana di Flotilla di riferire agli imbarcati che noi garantiremo sempre e comunque assistenza consolare qualora dovessero arrivare in Israele. Per l'assistenza in mare la nostra Marina militare, che" in questa situazione "opera con compiti civili, assisterà in caso di problemi di navigazione". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani a 4 di Sera Weekend su Rete4 riferendo della telefonata con Maria Elena Delia. Il governo ha ribadito inoltre l'offerta di "garantire la consegna dei beni umanitari" portati dalla Flotilla "qualora volesse darli a Cipro o attraverso Food for Gaza".
Tajani alla portavoce della Flotilla: “Forzare il blocco è pericoloso”
"Ho sconsigliato di forzare il blocco, è pericoloso". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani a 4 di Sera Weekend su Rete4 riferendo della telefonata con la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia. Il governo, da parte sua, "continuerà a chiedere Israele di tutelare le persone" nelle imbarcazioni, ha aggiunto.
Scuderi dalla Flotilla: “Siamo ripartiti, ora risultati per Gaza”
"A Creta è stato il nostro ultimo pit stop, la navigazione è ripresa. Si è sviluppata altissima attenzione, ora servono risultati per Gaza. Il nostro obiettivo è chiaro e immutabile: creare un corridoio umanitario permanente". Lo scrive su L'Espresso dalla Global Sumud Flotilla l'europarlamentare di Avs, Benedetta Scuderi.
Media: “Almeno 91 i palestinesi uccisi a Gaza dall'alba”
Sale il bilancio delle vittime a Gaza. Almeno 91 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani in tutta l'enclave assediata dall'alba. Tra i morti, almeno 48 sono stati uccisi a Gaza City, secondo al Jazeera.
Media, Netanyahu pronto ad accettare “concessioni dolorose” nel piano di Trump
A due giorni dall'atteso incontro alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo entourage si aspettano di dover accettare "concessioni dolorose e significative" per aderire al piano americano volto a porre fine alla guerra a Gaza. Lo rivela l'emittente Channel 12, sottolineando come le misure richieste contraddirebbero la linea politica ufficiale di Israele e recenti decisioni del gabinetto, in particolare sul graduale ampliamento del ruolo dell'Autorità Palestinese nella gestione della Striscia dopo il conflitto.
L'emittente riferisce inoltre che Washington starebbe esercitando "forti pressioni" sul Qatar per spingere Hamas ad accettare i dettagli della proposta nei prossimi giorni, con l'obiettivo di concentrare le richieste diplomatiche soprattutto su Netanyahu e sul governo israeliano.
Tajani al telefono con la portavoce della Flotilla
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è al telefono con la portavoce della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia.
Smotrich: “3 condizioni per ok a piano Trump, no a ruolo per l’Anp”
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha esposto tre richieste chiave in relazione al piano di pace di Trump. Secondo quanto riferito da Channel 12, il ministro di estrema destra insiste sul fatto che non ci sarà alcun ruolo per l'Autorità Palestinese nel governo di Gaza o della Cisgiordania, che Hamas dovrà essere completamente smantellato e disarmato e che Israele affermerà la sovranità su parti della Cisgiordania senza riconoscere uno Stato palestinese.
Le sue osservazioni arrivano mentre emergono nuovi dettagli sull'ultima proposta americana per porre fine alla guerra a Gaza. Il piano in 21 punti, ottenuto dal Times of Israel, incoraggia i palestinesi a rimanere nella Striscia mentre crea un percorso verso un futuro Stato, ma include anche elementi familiari di iniziative precedenti, come il rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore e la rimozione di Hamas dal potere. Smotrich, che guida il partito Sionismo Religioso, è da sempre un grande oppositore alla creazione di uno Stato palestinese.
Katz: “Idf verso la fase decisiva a Gaza, intensifichiamo gli attacchi”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che l'Idf sta "aumentando l'intensità dei suoi attacchi" nella Striscia di Gaza, avvicinandosi alla "fase decisiva" dell'offensiva. Lo riporta Haaretz.
Katz ha riferito che oltre 750.000 palestinesi hanno evacuato Gaza City verso sud, aggiungendo che sono stati distrutti edifici e infrastrutture usate da Hamas, mentre veicoli autonomi carichi di esplosivi vengono impiegati per neutralizzare ordigni e l'avanzata delle forze israeliane è protetta da "fuoco pesante e potente". "Se Hamas non rilascia tutti gli ostaggi e non si disarma, Gaza sarà distrutta e Hamas sarà annientato", ha ribadito.
Alle dichiarazioni ha replicato il Forum delle Famiglie degli ostaggi e dispersi, accusando Katz di "far saltare un'altra occasione di accordo per il ritorno degli ostaggi e la fine della guerra". In una nota, il Forum ha affermato che "questa è la strada per abbandonare gli ostaggi, i soldati e distruggere i valori fondamentali della sicurezza e della resilienza nazionale".
Ben Gvir a Netanyahu: “Nessun mandato per fermare la guerra senza la sconfitta di Hamas”
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha avvertito il premier Benjamin Netanyahu che "non ha alcun mandato per porre fine alla guerra senza una sconfitta decisiva di Hamas". Lo ha scritto in un post su X, in un momento in cui emergono notizie di pressioni da parte degli Stati Uniti affinché Israele accetti il piano proposto dal presidente Donald Trump per porre fine al conflitto.
Fonti israeliane: “Qatar dietro alla pressione della Uefa”
Dopo gli attacchi compiuti in Qatar dall'esercito israeliano, aumenta sempre di più la rottura dei rapporti tra Tel Aviv e Doha. I quotidiani israeliani, citando fonti del governo, accusano il Qatar di essere dietro l'ondata delle pressioni della Uefa per tenere le squadre di calcio israeliane lontane dalle competizioni europee.
Farnesina prepara una nuova evacuazione sanitaria da Gaza
Negli ultimi giorni la Farnesina ha ricevuto diversi appelli relativi ad alcuni delicatissimi casi di minori palestinesi a Gaza che necessitano di cure salvavita e per i quali sono già state inoltrate con urgenza richieste di evacuazione alle Autorità israeliane. Fra questi c'è anche Tuleen, una neonata palestinese affetta da una grave malformazione congenita nota come teratoma sacro-coccigeo.
Così come per gli altri pazienti, la Farnesina è al lavoro insieme alla Difesa e alla Protezione Civile per realizzare nel più breve tempo possibile questa nuova evacuazione sanitaria. Per ogni paziente si sta valutando il trasferimento nella singola struttura ospedaliera che possa garantire le cure più adatte, grazie anche alla disponibilità delle Regioni e degli ospedali che si sono già offerti di prestare le proprie cure ai minori in arrivo nel nostro Paese.
L'evacuazione sanitaria, la 15ma dall'inizio della crisi, sarà realizzata possibilmente già all'inizio della settimana prossima. La piccola Tuleen, in particolare, dovrebbe essere trasferita in un ospedale del Piemonte. Sono finora 181 i bambini di Gaza curati negli ospedali italiani, grazie alle 20 strutture sanitare in tutto il territorio nazionale che hanno offerto la loro disponibilità.
Lavrov: ”Nessuna giustificazione per punizione collettiva palestinesi”
"La Russia ha condannato l'attacco dei militanti di Hamas contro i civili israeliani del 7 ottobre 2023. Tuttavia, non vi è alcuna giustificazione per la brutale uccisione di civili palestinesi, né per gli attacchi terroristici". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nel suo discorso all'80esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riporta l'agenzia Tass. "Non vi è alcuna giustificazione per la punizione collettiva dei palestinesi nella Striscia di Gaza, dove i bambini palestinesi muoiono a causa dei bombardamenti e della fame, ospedali e scuole vengono distrutti e centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza casa", ha aggiunto, "non vi è alcuna giustificazione per i piani di annessione della Cisgiordania".
Lavrov: “Israele vuole far esplodere la regione”
Lavrov: “Israele vuole far esplodere la regione”
In 50.000 a Berlino per chiedere fine guerra a Gaza
Circa 50.000 persone stanno partecipando a Berlino a una manifestazione - intitolata "Uniti per la Liberazione" - per chiedere la fine della guerra a Gaza. Le autorità locali affermano che per il momento lo svolgimento è "assolutamente pacifico", anche se un'altra manifestazione secondaria sempre filo-palestinese, nel quartiere di Kreuzberg, è stata interrotta dopo diverse tensioni tra gli agenti e alcuni partecipanti. In quest'ultima, una portavoce della polizia, Anja Dierschke, ha affermato che ci sono stati diversi arresti per resistenza al pubblico ufficiale, lesioni, uso di oggetti pirotecnici non autorizzati e uso di simboli incostituzionali.
A organizzare la marcia principale - conclusasi al Monumento della Vittoria - una piattaforma che riunisce Ong, attivisti e comunità palestinese e che ha ricevuto anche il sostegno del partito della Sinistra. La marcia principale si è conclusa alla Colonna alla Vittoria, nel parco centrale di Tiergarten, dove sono previste esibizioni musicali di vari artisti fino a tarda notte.
Con la manifestazione si chiede al governo tedesco di abbandonare qualsiasi tipo di cooperazione militare con Israele e utilizzare "tutte le misure possibili" per ottenere un cessate il fuoco immediato e l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza.
Lavrov: “Israele tenta il colpo di stato contro il riconoscimento della Palestina all’Onu”
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha accusato Israele di star tentando "una sorta di colpo di Stato volto a seppellire le decisioni dell'Onu sulla creazione di uno Stato palestinese", condannando i piani di annessione della Cisgiordania.
Leader Hezbollah: “Non disarmeremo”
Migliaia di sostenitori di Hezbollah sono scesi in strada per onorare Nasrallah, ucciso in un attacco delle forze israeliane il 27 settembre 2024. "Morte all'America, morte a Israele", ha urlato la folla, sventolando i gagliardetti gialli del gruppo e le bandiere libanesi e iraniane.
Le commemorazioni erano cominciate ieri sera davanti alla famosa Grotta dei Piccioni, al largo della capitale, dove un ritratto di Nasrallah è stato brevemente proiettato sulla roccia, iniziativa che ha fatto infuriare il governo. Le autorita" locali avevano concesso il premesso per la manifestazione, ma non per illuminare la scogliera. Il premier Nawaf Salam ha attaccato duramente Hezbollah per aver violato gli accordi e ha chiesto l'arresto dei responsabili. Questo pomeriggio è stata organizzate una grande cerimonia sulla tomba di Nasrallah a Beirut, cui ha partecipato anche il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani. Raduni anche sul luogo di sepoltura di Safi ad-Din nel villaggio di Deir Qanoun a-Nahar e al cimitero in cui si trova Abbas al-Moussawi, segretario generale di Hezbollah assassinato nel 1992), nella Bekaa. Alle 18:21, l'ora precisa in cui la bomba di Israele distrusse l'edificio nella parte meridionale di Beirut in cui si trovava Nasrallah, è stato osservato un minuto di silenzio. Mentre il cielo della capitale libanese era solcato da droni delle forze israeliane.
Jerusalem Post: “L’Idf controlla oltre la metà di Gaza City, oltre 800mila residenti evacuati”
L'Idf ha esteso le operazioni militari su Gaza City negli ultimi giorni, colpendo ogni notte oltre 140 obiettivi e acquisendo il controllo operativo di più della metà della città, secondo fonti del Comando Meridionale dell'esercito israeliano citate dal Jerusalem Post.
Più di 800.000 dei circa un milione di residenti hanno evacuato l'area, facilitando le manovre delle divisioni israeliane nell'ambito dell'Operazione Gideon's Chariots II. Diversi quartieri, tra cui Tel al-Hawa, Al-Nadi, Sheikh Ajleen, Zeitoun, Shujàiya e Tuffah, sono ora sotto il controllo dell'Idf, dopo attacchi combinati via terra e aria mirati alla distruzione delle infrastrutture terroristiche di Hamas. Rimangono fuori dal controllo israeliano - secondo il Jerusalem Post - quartieri chiave come Al-Rimal, il cuore della città e sede di dirigenti di Hamas, istituzioni governative palestinesi e infrastrutture economiche, oltre alla Città Vecchia, al campo profughi di Al-Shati e al quartiere Sabra.
Media: “Salgono a 82 i morti a Gaza oggi in raid Israele”
Secondo fonti mediche degli ospedali di Gaza, almeno 82 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi lanciati dall'esercito israeliano da questa mattina in tutta la Striscia. Tra i morti, almeno 45 sono stati uccisi a Gaza City. Lo riporta Al Jazeera.
Sale a 66 il bilancio delle vittime a Gaza
E' salito ad almeno 66 il numero dei palestinesi rimasti uccisi da questa mattina negli attacchi israeliani in tutta la Striscia di Gaza. Lo riferisce al Jazeera. Tra le vittime, 11 membri di una stessa famiglia nel campo profughi di Nuseirat. I morti nella città assediata di Gaza sono stati 36 e sei le persone uccise mentre erano infila per gli aiuti nel centro e nel sud di Gaza
Khamenei: “Israele regime più isolato e disprezzato”
L'ayatollah Alì Khamenei non ha mancato di commentare l'intervento di Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una foto del premier davanti a una platea quasi vuota e poche parole a corredo di un post su X: "Oggi, il malvagio regime sionista è il regime più disprezzato e isolato al mondo", ha scritto la guida suprema dell'Iran.
Khamenei: “Il regime sionista è il più isolato e disprezzato al mondo”
La Guida Suprema dell'Iran, Ayatollah Ali Khamenei, ha attaccato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'uscita dall'aula di centinaia di diplomatici durante il suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Oggi, il regime sionista malvagio è il più disprezzato e isolato al mondo", ha scritto Khamenei in un post su X, allegando una foto dell'aula vuota durante il discorso di Netanyahu
Flotilla, la delegazione italiana: “40 italiani a bordo, occhi su Gaza”
"La delegazione italiana presente a bordo è composta da circa 50 persone, di cui circa 40 sono rimaste a bordo e le rimanenti hanno legittimamente deciso di tornare in Italia per proseguire l'attività insieme all'equipaggio di terra. Tra di loro la portavoce Maria Elena Delia, come è stato già comunicato". Lo scrive in una nota la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla. "La missione è complessa e delicata. Le imbarcazioni sono state più volte attaccate da droni militari, il governo israeliano minaccia attacchi da settimane, il livello di stress a cui sono sottoposte le persone a bordo è rilevante. A questo si aggiunge che ieri la Farnesina ha inviato un comunicato ai familiari dei partecipanti italiani alla missione, affermando che alcuna protezione verrà garantita in caso di attacco di Israele: un atto di sabotaggio gravissimo. Per queste ragioni, oltre che per altre di natura personale, è assolutamente legittimo considerare il fatto di fermarsi sulla terraferma", prosegue la nota. "Ridurre la Global Sumud Flotilla al solo scopo (seppur importantissimo) della consegna degli aiuti umanitari è strumentale al boicottaggio della missione, e quindi all'ennesimo sostegno alle illegalità di Israele. Fin all'inizio l'attenzione massima della Global Sumud Flotilla è stata rivolta al blocco navale - illegale dal 2007 - di Israele a largo di Gaza, sull'assedio alla popolazione palestinese, sull'occupazione coloniale, sul genocidio che ogni giorno, anche mentre scriviamo, genera sofferenza, fame, distruzione e morte per due milioni di persone. Solo all'alba di oggi almeno 44 persone sono state uccise nella Striscia, di cui 25 a Gaza City e tre mentre erano in attesa di aiuti umanitari. La delegazione italiana continua la navigazione insieme al resto della flotta internazionale verso est. All eyes on Gaza", concludo
Media: “Sale a 58 bilancio morti Gaza, anche reporter”
Sale ad almeno 58 palestinesi uccisi il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani oggi nella Striscia. Lo riferisce al Jazeera citando fonti mediche. Tra i morti anche il giornalista Mohammed al-Dayah, scrive l'agenzia Wafa, colpito mentre si trovava in una tenda nel centro di Gaza
Libano, supporter di Hezbollah commemorano la morte di Nasrallah
Migliaia di sostenitori di Hezbollah sono scesi in strada ieri a Beirut, e molti sono attesi anche oggi, il primo anniversario della morte del loro leader Hassan Nasrallah, ucciso in un attacco delle forze israeliane il 27 settembre 2024. A un raduno davanti alla famosa Grotta dei Piccioni, al largo della capitale, un ritratto di Nasrallah è stato brevemente proiettato sulla roccia, iniziativa che ha fatto infuriare il governo. Le autorità locali avevano concesso il premesso per la manifestazione, ma non per illuminare la scogliera. Il premier Nawaf Salam ha attaccato duramente Hezbollah. "Sono stati violati impegni espliciti degli organizzatori e dei loro sostenitori", ha chiarito su X, e questo "ha un impatto sulla credibilità" del partito. Salam ha chiesto indagini sull'accaduto e l'arresto dei responsabili. Cerimonie sono previste anche oggi a partire dalle 16:30 ora locale in diversi luoghi, tra cui la tomba di Nasrallah a Beirut, il luogo di sepoltura di Safi ad-Din nel villaggio di Deir Qanoun a-Nahar e il cimitero in cui si trova Abbas al-Moussawi (segretario generale di Hezbollah, assassinato nel 1992) nel villaggio di a-Nabi, nella Bekaa. A ricordare Nasrallah sarà il suo successore, il segretario generale Naim Qassem, con un atteso discorso. Il momento clou sarà alle 18:21, l'ora precisa in cui la bomba di Israele distrusse l'edificio nella parte meridionale di Beirut in cui si trovava Nasrallah, quando sarà osservato un minuto di silenzio
Fonti Hamas a media: “Non abbiamo ancora il piano Trump”
Fonti di Hamas hanno precisato al media al Araby basato in Qatar di "non aver ancora ricevuto il piano Trump". Lo scrivono i media israeliani
Idf: “Oltre 750mila palestinesi fuggiti da Gaza City”
Secondo l'esercito di Israele (Idf), finora oltre 750.000 palestinesi hanno evacuato Gaza City e si sono spostati verso il sud della Striscia. Lo riporta il Times of Israel. "La città di Gaza si sta svuotando perché i suoi abitanti si rendono conto che l'operazione militare si sta intensificando e che spostarsi verso sud è per la loro sicurezza", ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf. "Vi invitiamo a trasferirvi il prima possibile nell'area umanitaria di al-Mawasi e a unirvi agli oltre 750.000 residenti della città che sono partiti negli ultimi giorni e settimane per la loro sicurezza", ha aggiunto. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che le truppe di Israele lanciassero la grande offensiva
Media: “44 palestinesi uccisi a Gaza dall'alba”
Sono almeno 44 i palestinesi uccisi dall'alba di oggi nella Striscia dagli attacchi israeliani. Lo riferisce al Jazeera citando fonti mediche. Tra le vittime, 25 le persone uccise a Gaza City
Media: “Nel piano Trump apertura alla creazione di uno Stato palestinese”
Una volta che la riqualificazione di Gaza sarà stata portata avanti e il programma di riforma dell'Autorità nazionale palestinese sarà stato implementato, potrebbero esserci le condizioni per un percorso credibile verso la creazione di uno Stato palestinese, riconosciuto come l'aspirazione del popolo palestinese. Gli Stati Uniti avvieranno un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica. È quanto prevede il piano in 21 punti per Gaza del presidente Usa Donald Trump, ottenuto dal Times of Israel e autenticato da due fonti a conoscenza della questione
Frontex: “Scortare la Flotilla non è nel nostro mandato”
"Frontex è un'agenzia di controllo delle frontiere europee, un'organizzazione civile, non militare: non abbiamo la capacità di fornire protezione o scorta" alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Lo spiega all'ANSA un portavoce della stessa Frontex, precisandone i limiti di mandato dopo le sollecitazioni giunte dalla politica per l'impiego delle sue navi. In tutto, 58 eurodeputati di Sinistra, Verdi, Socialisti e non iscritti hanno scritto a Ursula von der Leyen per chiedere un intervento di Frontex. Da Bruxelles, evidenzia, non è arrivata alcuna richiesta in tal senso: "La Commissione sa che non rientra nei nostri compiti"
Media: “Nel piano Trump i gazawi incoraggiati a restare nella Striscia”
Con la fine della guerra nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e coloro che sceglieranno di andarsene potranno tornare. Inoltre, i cittadini di Gaza saranno incoraggiati a rimanere nella Striscia e verrà loro offerta l'opportunità di costruire un futuro migliore lì. È quanto prevede il piano in 21 punti per Gaza del presidente Usa Donald Trump, ottenuto dal Times of Israel e autenticato da due fonti a conoscenza della questione
Media: “Nel piano Trump un governo transitorio a Gaza in attesa della riforma dell’Anp”
La Striscia di Gaza con la fine della guerra sarà governata da un governo temporaneo e transitorio di tecnocrati palestinesi, che saranno responsabili della fornitura di servizi quotidiani alla popolazione della Striscia. Il comitato sarà supervisionato da un nuovo organismo internazionale istituito dagli Stati Uniti in consultazione con partner arabi ed europei. Definirà un quadro per il finanziamento della riqualificazione di Gaza, fino al completamento del programma di riforme dell'Autorità nazionale palestinese. È quanto prevede il piano in 21 punti per Gaza del presidente Usa Donald Trump, ottenuto dal Times of Israel e autenticato da due fonti a conoscenza della questione
Media: “Nel piano Trump per i membri Hamas ipotesi di amnistia e esilio”
Una volta restituiti tutti gli ostaggi entro 48 ore dall'accettazione dell'accordo su Gaza, ai membri di Hamas che si impegnano per la coesistenza pacifica verrà concessa l'amnistia, mentre ai membri che desiderano lasciare la Striscia verrà garantito un passaggio sicuro verso i paesi riceventi. È quanto prevede il piano in 21 punti per Gaza del presidente Usa Donald Trump, ottenuto dal Times of Israel e autenticato da due fonti a conoscenza della questione
Tajani: “Disponibile a confronto con il portavoce”
Ci sarà confronto tra ministro degli Esteri e il portavoce della Flotilla? "Se lo chiederà. Io sono disposto ad ascoltare tutti e parlare con tutti". A dirlo, il vicepremier e titolare della Farnesina, Antonio Tajani, a margine della festa di FI a Telese Terme. "Il mio telefono è sempre aperto, quindi sono pronto ad ascoltare chi vuole parlare con me, come abbiamo sempre fatto con tutti i cittadini", aggiunge. Tajani ribadisce che "lavoriamo perché nessun italiano possa rischiare". "L'appello del presidente della Repubblica mi pare assolutamente positivo e raccoglie già qualche effetto - rileva - bene le forze di opposizione che hanno risposto 'si al suo appello. Importante che possano esser consegnati tutti i beni che la flotilla porta alla popolazione Palestinese". "L'unità di crisi della Farnesina segue minuto per minuto le mosse della flotilla - sottolinea Tajani - tutti i cittadini italiani che sono imbarcati sono assistiti. Qualunque cosa accada ci sarà assistenza consolare come accaduto in passato e se ci fosse una emergenza umanitaria anche la Marina militare è pronta a fare la sua parte. Daremo assistenza a coloro che ne faranno richiesta, siamo lì per la pace e perché non ci sia un deterioramento della situazione"
Media: “Ecco i 21 punti del piano Trump per Gaza”
Il canale saudita Al-Hadath ha pubblicato i dettagli del piano in 21 punti del presidente statunitense Donald Trump per Gaza, riportando che include anche "il rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi, tra cui 100-200 detenuti all'ergastolo". Il piano include "l'immediato invio di aiuti illimitati attraverso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali, la chiusura del fondo umanitario a Gaza (Ghf), la raccolta delle armi di Hamas da parte di una forza araba e internazionale, l'impegno americano a non permettere a Israele di annettere la Cisgiordania, un graduale ritiro israeliano dalla Striscia, la creazione di un corridoio di sicurezza non presidiato intorno a Gaza e un'offerta di amnistia ai leader di Hamas in cambio del loro ritiro da Gaza". Anche il Times of Israel ha pubblicato i punti salienti del piano, confermando le anticipazioni di Hadath. Tra gli altri, il punto 15 che recita: "Gli Stati Uniti collaboreranno con i partner arabi e internazionali per sviluppare una forza di stabilizzazione internazionale temporanea che verrà immediatamente dispiegata a Gaza per supervisionare la sicurezza nella Striscia. La forza svilupperà e addestrerà una forza di polizia palestinese, che fungerà da organo di sicurezza interna a lungo termine"
Obama: “I bambini non possono morire di fame, non c’è ragione per continuare l’offensiva”
"I bambini non possono morire di fame" e "non c'è alcuna una ragion militare per continuare a martellare quello che è già ridotto in macerie". Barack Obama, da Dublino, fa sentire la sua voce, critica il proseguimento delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, avviate in riposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, e non risparmia osservazioni sul premier israeliano Benjamin Netanyahu e denunce per Hamas, che nel 2007 prese il controllo dell'enclave palestinese. "E' inaccettabile - ha detto l'ex presidente degli Stati Uniti in dichiarazioni diffuse dal suo ufficio e rilanciate dalla Cnn - ignorare la crisi umanitaria in corso a Gaza ed è necessario insistere sul fatto che entrambe le parti devono trovare una strada in cui uno stato palestinese e la sua autonomia coesistano con un Israele sicuro". Di Netanyahu, intervenuto ieri all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Obama - che arrivò alla Casa Bianca nel gennaio del 2009 - ha ricordato: "Non siamo sempre andati d'accordo". E non ha risparmiato critiche. "Purtroppo, spesso i leader, i politici, hanno un interesse personale nel sostenere l'idea che si tratti semplicemente di loro e di noi e che la colpa sia loro perché questo li aiuta a rimanere al potere - ha incalzato - E' un gioco cinico. L'ho visto durante tutta la mia presidenza e non sono sempre stato popolare in quella regione. Penso sia giusto dire che io e il premier israeliano, che è sempre lì, non eravamo grandi amici". E contro Hamas ha tuonato: "E' il massimo del cinismo l'approccio crudele di Hamas nel tentativo di risolvere un problema che mette a rischio tutta la loro popolazione e da parte mia il rifiuto è allo stesso modo"
Media: “Il piano Trump per Gaza prevede graduale ritiro Idf”
Tra i 21 punti del piano Trump per Gaza c'è anche il ritiro graduale delle truppe israeliane dalla Striscia, preceduto dal rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore dalla sigla dell'intesa. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. Il piano, che includerebbe anche la liberazione di migliaia di detenuti palestinesi inclusi oltre 100 con sentenze all'ergastolo
Media: “Hamas avrebbe accettato il piano Trump con il rilascio di tutti gli ostaggi”
Hamas ha accettato in linea di principio il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza, che prevede l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi israeliani. Lo riferiscono fonti a conoscenza della questione ad Haaretz. Sembra che il Qatar sia stato coinvolto nel tentativo di convincere Hamas ad accettare l'impalcatura dell'accordo e Trump spera di finalizzarlo con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando si incontreranno lunedì. Come parte dell'accordo per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, Israele rilascerebbe centinaia di prigionieri palestinesi e ritirerebbe gradualmente le sue forze dalla Striscia di Gaza
Media: “Almeno 38 morti palestinesi nei raid israeliano a Gaza dall’alba”
Sarebbero almeno 38 i palestinesi rimasti uccisi dall'alba nella Striscia di Gaza, 25 dei quali a Gaza City. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera che cita fonti mediche degli ospedali dell'enclave palestinese, che nel 2007 finì in mano a Hamas, mentre proseguono le operazioni militari israeliane scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele
Flotilla: “Barca Family danneggiata ma la la nostra missione continua”
La barca Family ha subito un grave problema ai motori e non può continuare. La Family ha già subito diversi attacchi con droni caricati con materiale incendiario. Le nostre barche necessitano di costante manutenzione e ogni tanto hanno dei problemi meccanici. La nostra missione è chiara, noi andremo avanti con i nostri obiettivi". Lo scrivono sul loro canale Telegram gli attivisti della Global Sumud Flotilla. La maggioranza delle imbarcazioni ora si trovano in una baia a sud dell'isola greca di Koufonissia, a sud di Creta
Media: “Israele ha informazioni su dove si trovino gli ostaggi”
Israele è in possesso di informazioni sui luoghi dove si trovano gli ostaggi. Lo riporta Haaretz, citando una fonte anonima che ha detto ai media americani: "Abbiamo una discreta idea di dove si trovino gli ostaggi"
Trump, entusiasmo per accordo a Gaza più forte che mai
"Stiamo avendo discussioni molto stimolanti e produttive con la comunità mediorientale riguardo a Gaza. Sono in corso intensi negoziati da quattro giorni e continueranno finché sarà necessario per raggiungere un accordo concluso con successo". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. "Tutti i paesi della regione sono coinvolti, Hamas è consapevole di queste discussioni e Israele è stato informato a tutti i livelli, incluso Netanyahu. C'è più buona volontà ed entusiasmo per il raggiungimento di un accordo, dopo così tanti decenni, di quanto abbia mai visto prima. Dobbiamo liberare gli ostaggi e ottenere una pace permanente e duratura!".
Pezeshkian,sosterremo qualsiasi accordo fermi tragedia Gaza
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il cui governo ha sostenuto Hamas, ha dichiarato di supportare qualsiasi cessate il fuoco a Gaza dopo che Donald Trump ha espresso ottimismo per un accordo. "Sosterremo con tutto il cuore qualsiasi accordo che possa fermare questa tragedia, che possa salvare vite umane e impedire che donne e bambini soffrano la fame", ha detto Pezeshkian ai giornalisti a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.