In vista dell'intensificarsi dei combattimenti a Gaza City, l'Idf ha avvisato la popolazione che la strada costiera Rashid sarà chiusa in direzione nord verso la città a partire da mezzogiorno.
L'esercito si aspetta che in questi giorni Hamas aumenti gli attacchi alle truppe. Secondo le stime israeliane, oltre 800mila persone hanno già lasciato Gaza city dopo i numerosi avvisi di evacuazione.
Intanto Qatar, Egitto e Turchia stanno sollecitando Hamas a dare una risposta positiva alla proposta del presidente Trump di porre fine alla guerra a Gaza.
I tre paesi sono i mediatori con i legami più stretti con Hamas e hanno la responsabilità principale di trasmettere messaggi tra l'organizzazione, Israele e gli Stati Uniti. Alti funzionari di questi paesi hanno incontrato i leader di Hamas due volte nelle ultime 24 ore
Colombia, Petro ordina l’espulsione dei diplomatici di Israele
Il presidente Gustavo Petro ha chiesto l'espulsione di tutta la delegazione diplomatica israeliana dalla Colombia in seguito all'arresto di due cittadini colombiani a bordo della flottiglia Global Sumud. "Se ne va la delegazione diplomatica di Israele dalla Colombia", ha scritto in un post su X.
Tajani: “Stiamo formando classe dirigente dello Stato di Palestina”
"Siamo riusciti a far arrivare studenti palestinesi che studieranno nelle università italiane e avranno la possibilità di formarsi. Il nostro intento è quello di formare la futura classe dirigente dello Stato di Palestina. Quando avranno finito il corso di studi, speriamo che ci sia uno Stato di Palestina". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, accogliendo all'aeroporto di Ciampino un gruppo di 18 studenti palestinesi di Gaza e 20 familiari. Con loro il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che si è recata in Giordania per accompagnare gli studenti nel viaggio verso l'Italia. "Questo è il primo vero corridoio universitario, idea della Bernini", ha sottolineato il titolare della Farnesina.
Onu: “Il bilancio totale delle vittime a Gaza supera le 66mila”
A Gaza il ministero della Salute ha dichiarato che, dall'ottobre 2023, i morti tra i palestinesi sono più di 66mila. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, nel corso dell'incontro quotidiano con i media al Palazzo di Vetro.
"Ribadiamo ancora una volta - ha aggiunto Dujarric - che i civili non devono mai essere un obiettivo. Secondo il diritto umanitario internazionale, devono essere protetti in ogni momento".
Casa Bianca insulta reporter per domanda su Kushner
La portavoce della Casa Bianca ha insultato un giornalista che aveva chiesto se fosse appropriato avere ai negoziati in Medio Oriente il genero di Donald Trump, Jared Kushner, che ha ricevuto da Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita 2,5 miliardi di dollari per i suoi fondi di investimento. "Penso - ha risposto la portavoce Karoline Leavitt - che sia francamente spregevole cercare di suggerire che sia inappropriato per Jared Kushner, che è ampiamente rispettato in tutto il mondo e gode di grande fiducia nelle relazioni con questi partner fondamentali in questi Paesi, elaborare un piano di pace completo e dettagliato di 20 punti che nessun'altra amministrazione sarebbe mai riuscita a realizzare". "E Jared - ha aggiunto - sta donando la sua energia e il suo tempo al nostro governo, al presidente degli Stati Uniti, per garantire la pace nel mondo, e questa è una cosa molto nobile".
Israele: “Lanciati cinque razzi da Gaza verso Ashdod”
Cinque razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza settentrionale verso la città costiera di Ashdod, nel sud di Israele. Secondo l'Idf, quattro dei razzi sono stati intercettati dalle difese aeree e uno è caduto in mare. Non ci sono segnalazioni di feriti o danni, riporta il Times of Israel. L'attacco è avvenuto durante lo Yom Kippur, mentre la Marina israeliana si prepara a intercettare la Global Sumud Flotilla che tenta di rompere il blocco marittimo israeliano sulla Striscia di Gaza.
Ashdod, suonano le sirene per un razzo da Gaza
Suonano le sirene nella città costiera di Ashdod per razzo dalla Striscia di Gaza. Lo riferisce l'Idf, riporta il Times of Israel che afferma che il razzo è arrivato mentre i mezzi della Marina, salpati dal porto di Ashdod, israeliana si preparano ad intercettare il blocco marittimo israeliano della Striscia di Gaza.
Casa Bianca: “Ultimatum a Hamas di 3-4 giorni, sono in corso discussioni”
La Casa Bianca conferma l'ultimatum a Hamas di "tre-quattro giorni" fissato dal presidente Donald Trump per l'accettazione del piano di pace per Gaza. Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt, aggiungendo che "sono in corso discussioni molto sensibili".
Brasile: “Pieno sostegno al piano di pace di Trump per Gaza”
Il governo del Brasile esprime pieno sostegno al piano di pace per Gaza presentato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Mauro Vieira, durante un'audizione alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera dei Deputati.
"Non c'è dubbio: il Brasile plaude all'iniziativa e auspica che produca effetti concreti e venga accettata da tutte le parti coinvolte", ha affermato il capo della diplomazia brasiliana.
Il ministro ha sottolineato che la proposta statunitense è sostanzialmente allineata a quella promossa dal Brasile in diversi forum internazionali, incluso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "L'obiettivo del piano è lo stesso che difendiamo sin dall'inizio del conflitto: liberazione dei prigionieri, cessate il fuoco immediato, ricostruzione di Gaza e rispetto dei diritti umani", ha concluso Vieira.
Media: “Governo Starmer con Blair al servizio del piano Trump”
Vi è stato un ruolo svolto sottotraccia anche dal governo britannico di Keir Starmer, in parallelo con le manovre del vecchio Tony Blair, nella stesura del piano in 20 punti di Donald Trump per il futuro della Striscia di Gaza. Lo rivela oggi il giornale online I, nato da una costola dell'Independent, sulla base di un report filtrato dal Foreign Office.
A svolgerlo risulta essere stato Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale in carica di sir Keir dopo essere stato 20 anni fa capo di gabinetto e braccio destro di Blair ai tempi della sua premiership. Stando a I, dietro le polemiche di facciata scatenate da Israele e Usa per la decisione di Londra di unirsi ad altri Paesi nel recente riconoscimento formale all'Onu dello Stato di Palestina, Starmer ha in realtà lavorato attraverso Powell per concordare con la Casa Bianca e con lo Stato ebraico un piano condivisibile dal governo di Benyamin Netanyahu. Ma anche dalle monarchie arabe del Golfo, fedeli alleate di Londra e Washington.
Il contributo britannico sarebbe stato decisivo per inserire un punto sul riferimento alla prospettiva dei due Stati (essenziale per salvare la faccia agli alleati arabi e per l'immagine stessa di Starmer e dei partner europei): seppure ellittica, condizionata e di fatto non impegnativa per Netanyahu.
Hamas chiede chiarimenti sul piano Trump
Hamas ha chiesto chiarimenti sul piano Trump. Lo rivela ad Al Arabiya una fonte informata. Hamas chiede un calendario chiaro per il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza
Libano, Onu: “Verificate 103 vittime civili dal cessate il fuoco con Israele”
Le Nazioni Unite hanno dichiarato di aver verificato la morte di 103 civili in Libano dal cessate il fuoco con Israele di novembre 2024 a settembre 2025, con l'Ufficio per i diritti umani che ha chiesto un rinnovato impegno per una tregua duratura. "Stiamo ancora assistendo agli effetti devastanti di attacchi di jet e droni in aree residenziali, così come vicino ai peacekeepers Onu nel sud", ha dichiarato in una nota l'Alto Commissario per i diritti umani Volker Turk.
Israele ha continuato ad attaccare quasi quotidianamente obiettivi in Libano, solitamente affermando di prendere di mira miliziani o siti di Hezbollah, nonostante la tregua che mirava a porre fine a oltre un anno di ostilità, comprese due mesi di guerra aperta con il gruppo sostenuto dall'Iran. "Le famiglie semplicemente non sono in grado di iniziare a ricostruire le loro case e le loro vite, trovandosi invece di fronte al pericolo reale e concreto di ulteriori attacchi", ha affermato Turk. "Centinaia di scuole danneggiate, strutture sanitarie, luoghi di culto, tra gli altri siti civili, sono ancora zone interdette, o al massimo, solo parzialmente utilizzabili".
Secondo l'Ufficio, dal cessate il fuoco non ci sono state segnalazioni di uccisioni casate da proiettili sparati dal Libano verso Israele. Cinque persone, tra cui tre bambini, sono state uccise quando un drone israeliano ha colpito un veicolo e una motocicletta nell'area di confine di Bint Jbeil il 21 settembre. Turk ha chiesto un'indagine indipendente e imparziale sull'incidente, insieme ad altri che secondo lui sollevano preoccupazioni sul rispetto del diritto internazionale umanitario. Gli sfollati a causa delle violenze in corso sono oltre 80.000 in Libano e circa 30.000 nel nord di Israele. "In ogni momento, durante lo svolgimento delle ostilità, i civili e le infrastrutture civili devono essere protetti e il diritto internazionale umanitario pienamente rispettato, indipendentemente dalle affermazioni di violazioni del cessate il fuoco", ha detto Turk, sottolineando che "l'attuazione in buona fede del cessate il fuoco è l'unica via verso una pace duratura, e i suoi termini devono essere rispettati".
Al Jazeera: “61 palestinesi uccisi dalle Idf a Gaza dall’alba”
Sono almeno 61 i palestinesi che sono stati uccisi negli attacchi condotti dalle forze di difesa israeliane in tutta la Striscia di Gaza dall'alba di oggi, di cui 44 s Gaza City. Lo hanno riferito fonti mediche ad al Jazeera. Il bilancio complessivo delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre 2023 è quindi salito a 66.148 morti e 168.716 feriti. Il numero dei palestinesi uccisi mentre cercavano aiuto è salito a 2.580, mentre i feriti sono più di 18.930, ha affermato il ministero della Sanità di Gaza.
Starmer sente il principe di Kuwait: “Attuare il piano Trump per Gaza”
Il Regno Unito è impegnato "lavorare strettamente" con il Kuwait, accanto alle altre monarchie del Golfo alleate, per "attuare il piano di pace per Gaza del presidente (Donald) Trump". Lo ha assicurato oggi il premier Keir Starmer nell'ambito di una conversazione con il principe ereditario dell'emirato, Sheikh Sabah Al-Khaled Al-Hamad Al-Mubarak Al-Sabah, di cui dà conto Downing Street.
Secondo i due interlocutori, l'iniziativa del presidente americano va sostenuta con "forte senso di responsabilità" con l'obiettivo di "mettere fine alle ostilità a Gaza" e di aprire le porte "a un cammino di pace a lungo termine". Il principe del Kuwait, riferisce sempre Londra, ha da parte sua "elogiato il primo ministro" per il riconoscimento formale all'Onu dello Stato palestinese "assieme a Paesi partner come Canada e Australia", indicandolo come un contributo a "mantenere viva la sostenibilità della soluzione dei due Stati" per due popoli.
Idf: “Intercettato drone lanciato dallo Yemen vicino Eilat”
Un drone lanciato dallo Yemen è stato intercettato dalle forze israeliane al largo di Eilat, la città nel sud di Israele colpita nei giorni scorsi in un attacco analogo. Lo hanno indicato le Idf, indicando negli Houthi i responsabili del tentato raid. L'esercito ha precisato che, "secondo il protocollo", non sono scattate le sirene d'allarme, dal momento che il drone non ha rappresentato una minaccia.
3 membri di Hamas arrestati a Berlino: “Volevano colpire siti ebraici”
Tre presunti membri di Hamas sono stati arrestati oggi a Berlino con l'accusa di terrorismo e il sospetto che stessero preparando "un grave atto di violenza in Germania". Lo affermano i procuratori tedeschi, che secondo quanto scrive Der Spiegel ritengono che i tre si siano "procurati armi e munizioni in Germania per condurre attacchi contro istituzioni ebraiche e israeliane".
Secondo fonti della sicurezza tedesca, i sospettati sono un tedesco di 36 anni di origine libanese, un uomo di 43 anni di origine libanese e nazionalità incerta, e un cittadino tedesco di 44 anni originario della Siria.
La polizia tedesca arresta tre sospetti membri di Hamas a Berlino
La polizia tedesca arresta tre sospetti membri di Hamas a Berlino
Fonti di Hamas: “Nostro diritto proporre modifiche al piano come ha fatto Netanyahu”
Una fonte di Hamas ha rivelato che il movimento radicale palestinese ha chiesto ai mediatori qatarioti ed egiziani di "chiarire alcuni punti e clausole del piano" del presidente Donald Trump, che ha concesso al gruppo "tre-quattro giorni" per dare una risposta. Secondo l'emittente Al-Arabiya, la fonte ha precisato che "Hamas ha ribadito ai mediatori il proprio diritto di proporre modifiche al piano, sottolineando come lo stesso premier israeliano Benjamin Netanyahu abbia già apportato cambiamenti analoghi". Inoltre, il movimento ha richiesto che la gestione della Striscia di Gaza sia affidata ad "un comitato palestinese, anziché a un'entità internazionale", riporta Al-Arabiya.
Secondo la fonte, Hamas ha insistito sulla "necessità di distinguere tra armi offensive e difensive, sostenendo che il diritto a quest'ultime è garantito dalle normative internazionali". Il movimento ha anche chiesto la "cessazione definitiva delle ostilità e il divieto di un ritorno militare israeliano" nella Striscia, insieme alla definizione di un "cronoprogramma chiaro e dettagliato per il ritiro completo delle forze israeliane da Gaza".
Netanyahu - ricorda la tv panaraba - ha dichiarato che le sue truppe rimarranno nella maggior parte delle aree della Striscia anche dopo il rilascio degli ostaggi, ribadendo il rifiuto categorico alla creazione di uno Stato palestinese, nonostante il piano di Trump preveda un ritiro graduale da Gaza tenendo aperta la possibilità di discutere l'istituzione di uno Stato palestinese.
Lahbib (Ue): “Spedite 94 tonnellate di aiuti, garantire l’accesso subito”
"Ogni giorno, i civili a Gaza lottano senza le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno. Ieri 94 tonnellate di forniture mediche vitali sono arrivate ad Al Arish, in Egitto, dall'Ue, con il supporto dell'OMS e del World Food Programme. Quando sono in gioco vite umane, aspettare non è un'opzione. Chiedo un accesso senza ostacoli per gli aiuti ora". Lo scrive su X la commissaria Ue per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib.
Messico: “La Camera contraria al gruppo di amicizia con Israele”
I deputati messicani del partito di maggioranza Movimiento de regeneración nacional (Morena) hanno respinto l'ipotesi di avviare legami diplomatici con la Camera di Israele, a causa delle azioni violente contro la Palestina. I parlamentari Petra Romero, Aremy Velazco e Luis Humberto Fernandez hanno rinunciato a far parte del Gruppo di Amicizia Messico-Israele, per il quale erano stati inizialmente designati e non ancora formalmente istituito per mancanza di quorum.
Il ritiro, motivato dagli eventi nella Striscia di Gaza, riflette, a detta dei legislatori, la riluttanza di molti a "legittimizzare politiche di aggressione e sterminio". La deputata Romero ha affermato: "la ragione è semplice e profondamente etica, non potrei mai far parte di un gruppo che a mio parere rappresenta l'appoggio a uno Stato internazionalmente accusato di commettere gravi violazioni dei diritti umani contro il popolo palestinese". Dal canto suo, il leader parlamentare di Morena, Ricardo Monreal, ha minimizzato l'impatto di queste "prese di posizione individuali" sull'installazione del Gruppo, sostenendo che la gestione della politica estera spetta al governo federale.
Soldati israeliani rifiutano la missione a Gaza, 10 giorni di carcere
Quattro soldati della Brigata Nahal sono stati condannati a 10 giorni di carcere per essersi rifiutati di viaggiare su un Humvee non blindato in pieno giorno lungo una strada ad alto rischio nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan.
"Missioni come questa vengono svolte a bordo di un carro armato, di un veicolo blindato o di notte", ha detto uno dei soldati condannati, secondo cui percorrendo quelle zone alla luce del giorno si diventa "bersagli facili" ed "è facile essere colpiti da un cecchino o da un lanciarazzi. Per questo abbiamo chiesto di partire qualche ora prima, al buio".
Le Idf hanno reagito dichiarando in una nota che la missione è stata svolta in linea con le esigenze operative e come parte di un processo strutturato di gestione del rischio durante il combattimento. "Un piano formale è stato approvato prima della missione", si legge nella dichiarazione, aggiungendo che la missione si sarebbe svolta "lungo un percorso sicuro, regolarmente utilizzato dalle forze armate".
Idf: “Controlliamo asse Netzarim, stop rientri a Gaza City”
Il portavoce dell'Idf rende noto che è stato raggiunto il controllo operativo sul Corridoio Netzarim nel nord della Striscia di Gaza, e che adesso l'asse è stato chiuso all'ingresso da sud. Questo impedisce ai cittadini di fare rientro a Gaza city. "Le truppe hanno agito per interrompere le capacità operative di Hamas nella zona", aggiunge l'esercito. Gli spostamenti verso sud da Gaza City sono ancora consentiti
Media: “Hamas chiede modifiche su disarmo, esilio e ritiro dell’Idf”
Hamas ha chiesto ai mediatori di apportare alcune modifiche al piano del presidente Trump per porre fine alla guerra a Gaza. Lo riferisce il canale saudita Al-Sharq, citando fonti informate. Le richieste riguardano le clausole relative al disarmo, l'esilio della leadership, e la necessità di ottenere garanzie per un ritiro completo dell'Idf. Una fonte ha detto all'emittente che ieri si sono tenuti a Doha incontri con rappresentanti di Qatar, Egitto e Turchia, che "hanno incoraggiato Hamas ad accettare la proposta. Hamas ha chiarito che sono necessarie garanzie internazionali. Servono 2-3 giorni per definire la sua posizione"
Axios: “Trump ha firmato ordine come l’Articolo 5 della Nato per il Qatar”
Il presidente Usa Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che rafforza notevolmente l'impegno degli Stati Uniti nei confronti del Qatar con una garanzia di sicurezza simile all'Articolo 5 della Nato. Lo riferisce Barak Ravid di Axios. "Gli Stati Uniti considereranno qualsiasi attacco armato al territorio, alla sovranità o alle infrastrutture critiche dello Stato del Qatar come una minaccia alla pace e alla sicurezza degli Stati Uniti". "In caso di tale attacco, gli Stati Uniti adotteranno tutte le misure legittime e appropriate, comprese quelle diplomatiche, economiche e, se necessario, militari, per difendere gli interessi degli Stati Uniti e dello Stato del Qatar e per ripristinare la pace e la stabilità", si legge
Al-Jazeera: “A Gaza 51 morti in 24 ore”
Sarebbero almeno 51 i palestinesi rimasti uccisi in 24 ore nella Striscia di Gaza, dove vanno avanti le operazioni militari israeliane scattate in risposta all'attacco in Israele del 7 ottobre 2023. E' quanto riferisce la tv satellitare al-Jazeera, sulla base dell'aggiornamento comunicato dal ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì in mano a Hamas. In 24 ore, dicono da Gaza, sono 180 le persone ferite arrivate negli ospedali ancora funzionanti nell'enclave palestinese
Meloni: “Ampio sostegno a piano Trump; aspettiamo Hamas”
"La cosa più importante secondo me è il sostegno europeo a un piano di pace che è stato proposto, sul quale, come tutti sanno, c'è stata una adesione amplissima dai Paesi arabi ai Paesi europei, passando per nazioni come l'India. Aspettiamo la risposta di Hamas". Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice Ue informale
Croce Rossa: “Costretti a sospendere le operazioni a Gaza City”
Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha dichiarato di essere stato costretto a sospendere temporaneamente le sue attività a Gaza City a causa dell'intensificazione delle operazioni militari israeliane. "Decine di migliaia di persone affrontano strazianti condizioni umanitarie", si legge in una nota. "L'intensificazione delle operazioni militari a Gaza City ha costretto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) a sospendere temporaneamente le operazioni presso il suo ufficio di Gaza City e a trasferire il personale negli uffici del Cicr nella parte meridionale di Gaza per garantire la sicurezza del personale e la continuità operativa", spiega la nota
Media: “Hamas vuole modifiche la clausola sul disarmo del piano Trump”
Hamas vuole modificare alcune clausole del piano di Donald Trump per Gaza, in particolare quelle che riguardano il disarmo. Lo dice all'AFP una fonte palestinese vicina alla leadership del movimento. I negoziatori del movimento islamista hanno tenuto colloqui ieri a Doha con i mediatori di Qatar e Egitto e funzionari turchi, ha dichiarato la fonte a condizione di anonimato, aggiungendo che Hamas ha bisogno di "due o tre giorni al massimo" per rispondere. Hamas "vuole modificare alcune clausole, come quella sul disarmo e l'espulsione dei suoi funzionari" dal territorio, secondo la stessa fonte. I leader di Hamas vogliono anche "garanzie internazionali" che Israele si ritiri completamente dalla Striscia di Gaza e che non ci siano più omicidi all'interno o all'esterno del territorio, ha aggiunto. Un'altra fonte vicina ai negoziati ha dichiarato all'AFP che "ci sono due opinioni all'interno di Hamas" riguardo al piano americano: "la prima sostiene l'approvazione incondizionata, poiché la priorità è un cessate il fuoco nel quadro delle garanzie fornite da Trump, con mediatori che garantiscano l'attuazione del piano da parte di Israele", ha affermato la fonte. La seconda "esprime serie riserve riguardo alle clausole chiave, rifiutando il disarmo e le espulsioni. E' favorevole a un'approvazione condizionata, con chiarimenti che riflettano le richieste di Hamas e dei movimenti di resistenza", ha aggiunto. "Hamas e i movimenti vogliono un cessate il fuoco immediato, ma non a costo di compromettere i principi nazionali fondamentali", ha concluso
Katz: “Ultima chance per lasciare Gaza, chi resta terrorista”
"Le Idf stanno attualmente completando la conquista del corridoio di Netzarim verso la costa di Gaza, dividendo la Striscia tra nord e sud. Questo rafforzerà l'accerchiamento intorno a Gaza City e tutti coloro che la lasceranno verso sud dovranno passare attraverso i posti di blocco delle Idf". Lo dice il ministro della Difesa israeliano Israel Katz secondo quanto riportano i media israeliani. "Questa è l'ultima opportunità per i residenti che desiderano spostarsi verso sud e lasciare i terroristi di Hamas isolati a Gaza City, di fronte alle operazioni delle Idf, che continuano a pieno ritmo. Chi rimarrà a Gaza saranno terroristi e sostenitori del terrorismo", ha aggiunto
Hamas a Reuters: “Esaminiamo il piano, scelte amare comunque”
Hamas sta esaminando per il terzo giorno il piano di Donald Trump per Gaza: lo ha riferito a Reuters una fonte vicina al gruppo militante. "Accettare il piano è un disastro, rifiutarlo è un altro; qui ci sono solo scelte amare, ma il piano è un piano di Netanyahu articolato da Trump", ha detto un funzionario a conoscenza delle deliberazioni di Hamas con altre fazioni. "Hamas è desideroso di porre fine alla guerra e al genocidio e risponderà nel modo che meglio tutela gli interessi superiori del popolo palestinese", ha affermato
Wafa: “L’Idf ha preso d'assalto il centro di Jenin”
L'esercito israeliano ha preso d'assalto il centro di Jenin. Il corrispondente della Wafa ha riferito che unità di fanteria israeliane hanno attaccato la rotonda principale della città e hanno sparato proiettili veri contro i civili. I soldati sono stati schierati nella zona di Hisba, ostacolando la circolazione dei civili e dei veicoli
Media: “Dall’alba 17 morti nella Striscia di Gaza”
Sarebbero almeno 17 i palestinesi rimasti uccisi nella Striscia di Gaza dalle prime ore di oggi. Lo riporta la tv satellitare al-Jazeera, che cita fonti degli ospedali dell'enclave palestinese che nel 2007 finì in mano a Hamas e dove proseguono le operazioni militari israeliane scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele
Media: “Per le fonti di Hamas il piano Trump è sbilanciato ma c’è un approccio positivo”
Il piano di Donald Trump per la Striscia di Gaza "pende da una parte", viene considerato "ingiusto", ma verrà comunque valutato affrontando la questione in modo "positivo". E' in sintesi quanto sostengono all'interno di Hamas secondo fonti del gruppo citate dal giornale panarabo Asharq Al-Awsat, come rilancia il Times of Israel. Non c'è una data stabilita per una risposta da parte del gruppo. Hamas ha "tre o quattro giorni" per rispondere alla proposta americana per mettere fine alla guerra a Gaza, ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti. I mediatori hanno chiesto rapidità e una risposta in circa 48 ore, dicono le fonti del quotidiano panarabo, secondo le quali i punti del piano non forniscono garanzie sul rispetto dei termini dell'accordo. E, lasciano intendere, potrebbe servire più tempo per il rilascio degli ostaggi. "Entro 72 ore da quando Israele avrà pubblicamente accettato questo accordo, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, verranno restituiti", prevede il piano di Donald Trump per "la fine del conflitto a Gaza". Sarebbero 48 gli ostaggi nella Striscia e si ritiene siano vivi solo in 20. Fonti di Hamas all'interno della Striscia hanno riferito al giornale che in colloqui con i vertici del gruppo che si trovano fuori dall'enclave palestinese, i responsabili a Gaza hanno insistito sull'importanza di impegnarsi in modo positivo per porre fine al conflitto. E, affermano le fonti, il braccio armato è d'accordo su questa linea
Idf chiude la strada per Gaza City: “Si può solo evacuare”
In vista dell'intensificarsi dei combattimenti a Gaza city in quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni di guerra se Hamas accetterà il piano Trump, l'Idf ha avvisato la popolazione che la strada costiera Rashid sarà chiusa in direzione nord verso la città a partire da mezzogiorno (le 11 in Italia). Mentre gli spostamenti verso sud saranno consentiti e continueranno senza l'ispezione dell'esercito. L'esercito si aspetta che in questi giorni Hamas aumenti gli attacchi alle truppe. Secondo le stime israeliane, oltre 800mila persone hanno già lasciato Gaza city dopo i numerosi avvisi di evacuazione