"L'esercito di occupazione sionista continua a commettere crimini orribili e massacri contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza". Lo afferma Hamas, secondo cui sono 70 le persone uccise dagli attacchi israeliani sabato. Questo "smaschera le false affermazioni del governo del criminale di guerra Netanyahu riguardo alla riduzione delle operazioni militari contro civili indifesi", aggiunge Hamas.
Fonti israeliane: “Witkoff e Dermer al Cairo mercoledi”
Citando fonti che hanno familiarità con la questione, i media israeliani fanno sapere che il segretario agli affari strategici Ron Dermer, l'inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, arriveranno al Cairo solo mercoledì. In precedenza, l'ufficio di Netanyahu aveva annunciato per domani la partenza di una delegazione negoziale guidata dal ministro per gli affari strategici Ron Dermer.
Sa’ar: “Spero in un accordo vicino, credo in Trump e non a Hamas”
"Spero che ci siamo vicini. Siamo determinati a raggiungere un accordo il più rapidamente possibile per riportare a casa i nostri ostaggi". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar intervistato dal quotidiano tedesco Bild. "Quando si tratta di Hamas, le cose che sembrano semplici possono diventare molto complesse. Non credo a Hamas, credo a Trump. Credo agli Stati Uniti e agli attori internazionali coinvolti negli sforzi per porre fine alla guerra", ha aggiunto il capo della diplomazia israeliana.
Arrivati a Madrid 21 attivisti spagnoli della Flotilla
E' atterrato alle 20,22 all'aeroporto di Madrid-Barajas l'aereo con a bordo 29 attivisti della Gobal Sumud Flotilla, dei quali 21 spagnoli, assieme a portoghesi e olandesi, proveniente da Tel Aviv.
Restano detenuti in Israele 28 componenti spagnoli della spedizione umanitaria - intercettata mercoledì in acque internazionali dall'esercito israeliano - che hanno rifiutato di firmare i documenti con cui riconoscono l'entrata illegale in territorio israeliano.
Fra i 21 atterrati a Madrid, la ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, il consigliere comunale di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), Jordi Coronas - che proseguiranno con un altro volo per Barcellona - e il deputato di Copromis all'Assemblea regionale di Valencia, Juan Borderas. Al loro arrivo, gli attivisti sono stati accolti da familiari e da un folto gruppo di simpatizzanti della causa palestinese, oltre che dalla ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia. "Abbiamo portato il nostro team medico per dare loro assistenza e poter valutare qualunque danno abbiano potuto subire" durante la detenzione in Israele, ha spiegato la ministra, ripresa dall'emittente pubblica Tve. Ad accogliere i reduci della spedizione Flotilla al terminal anche le leader di Podemos, Ione Belarra e Irene Montero.
Media: “Hamas chiederà il rilascio di Barghouti e leader condannati all’ergastolo”
Hamas chiederà di liberare alcuni dei più noti detenuti palestinesi nelle carceri israeliane in cambio degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente israeliana Channel 12 citando fonti di Hamas. Tra i nomi che Hamas citerà nei colloqui che inizieranno domani in Egitto ci sono quelli di Marwan Barghouti, capo di Fatah Tanzim, incarcerato per molteplici omicidi commessi durante la Seconda Intifada, Ahmad Sàadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ibrahim Hamed, condannato a 45 ergastoli per aver orchestrato l'uccisione di numerosi israeliani come comandante di Hamas in Cisgiordania durante la Seconda Intifada; Abbas al-Sayed, che orchestrò l'attentato del 2002 al Park Hotel di Netanya, in cui morirono 39 israeliani, e Hassan Salameh di Hamas, condannato a 48 ergastoli per molteplici attentati suicidi.
Channel 12 cita una fonte di Hamas che afferma che il gruppo "non rinuncerà" a garantire il rilascio di questi e altri detenuti condannati all'ergastolo, "anche a costo di compromettere l'accordo".
Israele aveva posto il veto su questi nomi nei precedenti accordi.
Attualmente in Israele ci sono 303 detenuti in stato di libertà vigilata che stanno scontando l'ergastolo. Channel 12 riferisce inoltre che la delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Hayya negozierà contemporaneamente anche con una squadra dell'Autorità Nazionale Palestinese, nel tentativo di garantire che il meccanismo "del giorno dopo" a Gaza includa l'Anp.
Hamas: “Non stiamo raccogliendo corpi né consegnando armi”
Hamas non sta raccogliendo i corpi degli ostaggi e non sta consegnando le armi. Lo rivelano i media affiliati al gruppo islamista smentendo il precedente rapporto pubblicato da Al Arabiya, di proprietà saudita, secondo cui Hamas avrebbe iniziato a raccogliere i corpi degli ostaggi e accettato di consegnare le sue armi a un organismo sotto supervisione internazionale. Nelle dichiarazioni diffuse da organi di stampa come la radio Al-Aqsa di Hamas, si afferma che si tratta di notizie "false".
Netanyahu: “Ue irrilevante ha ceduto al terrorismo”
L'Europa è "diventata sostanzialmente irrilevante" per lo sforzo di liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra a Gaza. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu intervistato da Euronews. "L'Europa è stata assente perchè l'Europa ha sostanzialmente ceduto al terrorismo palestinese, alle minoranze islamiche radicali al loro interno", ha sottolineato Netanyahu riferendosi ai Paesi europei che hanno riconosciuto uno Stato palestinese.
Netanyahu: “Il sì di Hamas non è sicuro, in caso agiremo”
Alla vigilia dei negoziati indiretti con Hamas, Benjamin Netanyahu ha usato un tono cauto su un possibile accordo sugli ostaggi: "Non posso dirvi se Hamas accetterà il rilascio degli ostaggi. Penso che sia possibile. Spero che accada, ma non posso garantire che accadrà", ha affermato il premier israeliano, aggiungendo che se ciò non dovesse accadere, "il presidente Trump ha dichiarato che sosterrà pienamente Israele in un'azione decisa contro Hamas". "Speriamo di poterla porre fine nel modo più facile e non nel modo più difficile", ha continuato Netanyahu, ribadendo ancora una volta che ora "l'onere è su Hamas".
Tajani: “Spero prossime ore siano decisive per pace a Gaza”
"Spero che le prossime ore siano decisive per consolidare gli sforzi di pace compiuti dall'amministrazione statunitense. La pace è il nostro obiettivo finale, irrinunciabile: potremo raggiungerla soltanto con un impegno totale di tutti. Un impegno a costruire 2 Stati per 2 popoli, israeliano e palestinese". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Tajani: “Ultimi italiani partiranno domani da Israele”
"Gli ultimi 15 italiani della Flottilla rimasti in Israele partiranno domani con un volo charter per Atene". Lo ha annunciato su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che "saranno assistiti dalla nostra Ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l'Italia". "Voglio ringraziare sinceramente tutto il personale del Ministero degli Esteri, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni", ha aggiunto Tajani, auspicando che "le prossime ore siano decisive per consolidare gli sforzi di pace compiuti dall'amministrazione statunitense".
"La pace è il nostro obiettivo finale, irrinunciabile: potremo raggiungerla soltanto con un impegno totale di tutti. Un impegno a costruire 2 Stati per 2 popoli, israeliano e palestinese" ha concluso il ministro.
Circa 3mila in piazza a Londra per chiedere il rilascio degli ostaggi
Circa tremila persone si sono radunate nel centro di Londra per il secondo anniversario dell'attacco di Hamas nel sud di Israele, sferrato il 7 ottobre 2023. I manifestanti hanno sventolano bandiere israeliane e britanniche tenendo in mano manifesti raffiguranti gli ostaggi mentre le fotografie delle vittime sono state proiettate su uno schermo gigante. Il rabbino capo Ephraim Mirvis ha guidato una preghiera per la liberazione degli ostaggi rimasti a Gaza.
La manifestazione è avvenuta dopo che ieri circa 500 persone sono state arrestate durante una protesta pro-palestinese e anti-israeliana, tenutasi anch'essa a Trafalgar Square a Londra, e tre giorni dopo il mortale attacco terroristico a una sinagoga nel nord di Manchester, durante lo Yom Kippur.
In migliaia in marcia a Rabat in solidarietà con la Palestina
In migliaia si sono riversati nelle strade di Rabat in una marcia di solidarietà per la Palestina. A due giorni dal secondo anniversario dello scoppio della guerra a Gaza, si è svolta quella che secondo la stampa locale è "una delle più grandi manifestazioni filo-palestinesi nella capitale dal 2023". Organizzata dal Gruppo d'Azione Nazionale per la Palestina e dal Fronte Marocchino per il Sostegno alla Palestina e Contro la Normalizzazione, la manifestazione ha riunito cittadini di ogni età, appartenenza politica e provenienza con lo slogan "Una sola voce per il Marocco: contro il genocidio, contro la normalizzazione, con la resistenza". Partiti da piazza Bab El Had e diretti verso il Parlamento, i manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi, definendo la normalizzazione con Tel Aviv una "vergogna nazionale". Le forze di sicurezza hanno presidiato pesantemente l'area. Tra i manifestanti, c'è anche un gruppo di medici marocchini che denuncia la scomparsa di almeno 1.500 colleghi a Gaza, dall'inizio della guerra.
Abdelhafid Sriti, coordinatore del Gruppo di Azione Nazionale per la Palestina, ha affermato che la marcia è "la continuazione di una posizione storica radicata nella solidarietà marocchina fin dagli anni '30". Sriti ha esortato le autorità a chiudere l'ufficio di collegamento israeliano a Rabat, affermando: "Questa marcia invia un messaggio chiaro: la piazza marocchina è al fianco di Gaza, della giustizia e della libertà fino all'ultimo giorno di occupazione".
Netanyahu: “Il team negoziale parte domani per Sharm con Dermer”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato l'invio di una delegazione israeliana per condurre i negoziati, sotto la guida del ministro Ron Dermer. La delegazione partirà domani per prendere parte ai colloqui che si terranno a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Lo comunica l'ufficio di Netanyahu.
Media: “Mezzi dell’Egitto a Gaza per creare campi profughi”
Decine di mezzi pesanti egiziani hanno iniziato a entrare nella Striscia di Gaza, nelle aree a nord di Nussirat, vicino al campo profughi di Al-Bureij, per creare i più grandi campi temporanei per gli sfollati nella Striscia, come parte del piano egiziano per ricostruire la Striscia. Lo dicono fonti egiziane a Al Arabya. Secondo le fonti, l'obiettivo è "ripopolare e alleviare le sofferenze degli sfollati a Gaza, stabilizzare i palestinesi sulle loro terre e impedire il loro sfollamento".
Servizi Egitto: “Rigide misure sicurezza per delegazione Hamas”
L'intelligence egiziana, responsabile della sicurezza dei negoziati sul piano Trump per Gaza, "ha adottato rigide misure di sicurezza sugli spostamenti e sui luoghi in cui si trova la delegazione di Hamas". Lo dice una fonte dei servizi del Cairo ai media arabi. La fonte ha aggiunto che per la prima volta saranno rafforzati i sistemi di sicurezza e le misure di interruzione dell'accoglienza lungo il percorso della delegazione e nei luoghi di incontro al Cairo.
Capo IDF: “Pronti a riprendere raid a Gaza in ogni momento”
Il capo di stato maggiore delle IDF, Eyal Zamir, ha detto ai comandanti delle forze israeliane a Gaza che devono essere pronti a riprendere i combattimenti in qualsiasi momento, in quanto l'esercito ha sospeso l'attività offensiva a causa delle pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riportano i media israeliani. "Non c'è un cessate il fuoco, ma c'è un cambiamento nella situazione operativa, il livello politico sta prendendo gli strumenti e i risultati ottenuti attraverso l'azione militare e li sta traducendo in un risultato politico", ha detto Zamir durante un giro nel punto più occidentale del corridoio di Netzarim, a sud di Gaza City, che è stato recentemente riconquistato dall'esercito."Se lo sforzo politico non avrà successo, torneremo a combattere", ha affermato, secondo quanto riportato dalle IDF.Mgm
Capo del Pentagono: “Israele può finire il lavoro se Hamas non rispetta l’accordo”
Se Hamas non rispetta i termini dell'accordo per il cessate il fuoco elaborato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, "Israele può finire il lavoro". Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth intervenendo nel programma 'The Sunday Briefing' di Fox News, affermando che "Israele può intervenire e assicurarsi che Hamas venga annientato" se il piano non viene rispettato.
"Se Hamas sarà all'altezza, se la caverà in questo momento e saremo sull'orlo di qualcosa di reale, di veramente diverso in Medio Oriente, che creerà una serie di possibilità completamente diverse", ha aggiunto Hegseth. "Siamo orgogliosi di contribuire al sostegno e alla difesa di Israele", ha sottolineato.
Al Arabya: “Hamas ha iniziato a raccogliere i corpi degli ostaggi”
Una fonte di Hamas ha riferito al canale saudita Al-Arabiya che gli agenti di Hamas a Gaza hanno iniziato a raccogliere i corpi degli ostaggi morti in tutta la Striscia: l'organizzazione chiede a Israele di interrompere gli attacchi aerei in modo da poter portare a termine il compito. Secondo le fonti, il trasferimento delle salme richiederà del tempo e su questo punto gli americani sono flessibili. Hamas, aggiungono le fonti dell'emittente, avrebbe ricevuto garanzie americane che impongono a Israele di non riprendere la guerra e di ritirare le forze dell'IDF dalla Striscia.
Trump: “I colloqui dureranno un paio di giorni”
"Stanno negoziando, proprio ora, mentre parliamo, hanno iniziato. Dureranno un paio di giorni" i colloqui indiretti tra Hamas e Israele. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre lasciava il South Lawn per un evento a Norfolk, in Virginia. "Vedremo come andrà a finire. Ma ho sentito dire che sta andando molto bene", ha aggiunto.
Trump apre a qualche cambiamento in piano di pace
Parlando con i reporter, Donald Trump non ha escluso qualche cambiamento nei negoziati con Hamas. Alla domanda sulla flessibilità con il piano di Hamas, ha risposto che "non abbiamo bisogno di flessibilità, perché praticamente tutti sono d'accordo. Ma ci saranno sempre alcuni cambiamenti". "Ma il piano di Hamas - ha aggiunto - è incredibile. Avrete la pace, se ci pensate, pace in Medio Oriente per la prima volta. E dicono, davvero, dopo 3000 anni. Quindi sono molto onorato di esserne una parte importante. Guardate, hanno combattuto per avere un piano per anni. Noi riotteniamo gli ostaggi quasi immediatamente".
Ritiro dell’Idf da Gaza e cessate il fuoco totale: le richieste di Hamas
Un cessate il fuoco completo, con la sospensione di tutte le operazioni militari israeliane, il ritiro delle truppe dell'Idf nelle posizioni che occupavano durante il precedente accordo firmato a gennaio, ovvero al di fuori delle aree popolate della Striscia di Gaza, e la sospensione delle attività dell'aviazione e dei droni per dieci ore al giorno, dodici ore nei giorni in cui si svolgono gli scambi di prigionieri. Sono queste le richieste che Hamas presenterà domani durante i colloqui che si terranno in Egitto. Lo hanno riferito fonti di Hamas all'emittente saudita Al-Sharq.
Secondo le fonti, Hamas insisterà affinché queste condizioni rimangano in vigore per tutta la durata dei negoziati, che potrebbero durare una settimana o più. Si prevede che i colloqui affronteranno anche i criteri per il rilascio dei prigionieri palestinesi detenuti in Israele. Alti funzionari di Hamas hanno affermato che il gruppo insiste affinché i rilasci vengano effettuati in base all'anzianità e all'età, in particolare in base alla data di arresto e all'età di ciascun prigioniero.
Media: “Condizioni Hamas; cessate fuoco e ritiro da Gaza City”
In vista dell'apertura dei colloqui con Israele e i mediatori domani in Egitto, Hamas avrebbe avanzato una serie di richieste alle controparti per far procedere le discussioni su piano proposto da Donald Trump. Secondo notizie riportate dal canale saudita Asharq, rilanciato dai media israeliani, Hamas chiederà un cessate il fuoco completo per tutti i giorni dei negoziati e il ritiro israeliano da Gaza City. Secondo Asharq, Hamas chiederà un cessate il fuoco completo, il ritiro delle IDF nelle posizioni in cui si trovavano durante l'attuazione del precedente accordo raggiunto lo scorso gennaio (vale a dire, fuori dalle aree popolate) e la cessazione dei raid militari per 10 ore al giorno e 12 ore nei giorni in cui vengono rilasciati gli ostaggi. Secondo le fonti, Hamas esigerà l'attuazione di queste misure durante i negoziati, che potrebbero durare una settimana o più.
Il quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed, rilanciato da Channel 12, ha pubblicato le modalità con cui Hamas condurrà i negoziati: un alto funzionario di Hamas, Khalil Al-Hayya, guiderà una delegazione che dovrebbe essere divisa in due squadre, una si impegnerà in negoziati indiretti con Israele per un accordo sugli ostaggi e per porre fine alla guerra, e l'altra parteciperà a incontri intra-palestinesi volti a "unire le fila e porre fine alle divisioni".
Trump: “Liberazione degli ostaggi? Molto presto, i negoziati avanti molto bene”
Quando verranno liberati gli ostaggi? "Molto presto, stiamo negoziando adesso. Abbiamo iniziato i negoziati negli ultimi due giorni, vedremo come andranno avanti ma stanno andando molto bene". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti a Washington del piano Usa per Gaza.
Merz e Trump: “Uniti sul piano di pace a Gaza e sostegno a Ucraina”
Colloquio telefonico tra il cancelliere Friedrich Merz e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, lo riferisce il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius. Due i temi al centro del colloquio: la situazione a Gaza e gli sviluppi in Ucraina. I due hanno concordato che i prossimi colloqui in Egitto devono "raggiungere rapidamente un accordo. Tutti gli ostaggi devono essere liberati, i combattimenti devono cessare, Hamas deve deporre le armi".
Il cancelliere federale ha poi riferito dell'iniziativa di "utilizzare i beni russi congelati per sostenere le forze armate ucraine". Secondo Kornelius entrambi "hanno concordato di continuare a lavorare insieme per porre fine al più presto alla guerra di aggressione russa".
Media: “Dermer, Witkoff e Kushner non andranno subito a colloqui”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione con il team negoziale per la liberazione degli ostaggi e i suoi principali consiglieri per la sicurezza nel pomeriggio, prima che i negoziatori volino al Cairo stasera. Lo scrive il Times of Israel citando una fonte israeliana. Secondo quanto riferito, il ministro per gli Affari Strategici Ron Dermer, ufficialmente responsabile del team israeliano, non volerà stasera e si unirà ai colloqui in base ai progressi compiuti. Secondo l'emittente pubblica Kan, anche l'inviato statunitense Steve Witkoff e lo stretto consigliere e genero del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, non si uniranno immediatamente ai colloqui.
Trump: “Piano su Gaza è un ottimo accordo, i negoziati vanno molto bene”
Il piano su Gaza è un "ottimo accordo" e i negoziati "stanno andando molto bene". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrando i giornalisti alla Casa Bianca.
Merz a Netanyahu: “Il ritiro da Gaza è passo nella giusta direzione”
Il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, lo comunica il portavoce del Governo tedesco Stefan Cornelius. Merz, che "sostiene il piano di pace del presidente Trump" che rappresenta "la migliore possibilità per la libertà per gli ostaggi e la pace per Gaza", ha accolto con favore il fatto che Israele l'abbia accettato.
"Il ritiro annunciato delle forze armate israeliane da Gaza è un passo nella giusta direzione. Ora i colloqui in Egitto devono portare rapidamente a un accordo sulla fine delle ostilità, sul rilascio immediato degli ostaggi, sul pieno accesso umanitario e sul disarmo di Hamas", si legge nel comunicato diffuso dopo il colloquio. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul è al momento nella regione e domani dovrebbe essere in Israele.
Msf: “Sconvolti per la morte del quindicesimo operatore ucciso da Israele a Gaza”
E' con profondo dolore e indignazione che Medici Senza Frontiere (Msf) conferma la morte di Abed El Hameed Qaradaya, fisioterapista dell'organizzazione nella Striscia di Gaza.
Nonostante gli sforzi per tenerlo in vita, Abed è deceduto domenica 5 ottobre a causa delle gravi ferite procurate dall'esplosione di schegge a seguito dell'attacco che giovedì 2 ottobre aveva già ucciso Omar Hayek e ferito molte altre persone. L'attacco, condotto dalle forze israeliane a Gaza, ha colpito una strada dove i team di Msf stavano aspettando l'autobus per recarsi al lavoro presso l'ospedale da campo dell'organizzazione a Deir Al-Balah. Tutto il personale indossava gilet Msf che li identificava chiaramente come operatori medico-umanitari. Abed aveva 43 anni, ed è il quindicesimo membro dello staff di Msf ucciso a Gaza dal 7 ottobre 2023, il terzo in meno di 20 giorni.
Abed e Omar avevano lasciato Gaza City in seguito agli ordini di evacuazione e agli incessanti attacchi delle forze israeliane, che alla fine li hanno uccisi in quella che viene descritta come una "zona sicura". Non esiste alcun luogo sicuro a Gaza, sottolinea l'organizzazione i una nora. Msf rivolge poi i pensieri dell'organizzazione alla moglie e ai due figli di Abed. "La sua perdita è immensa e ha un impatto devastante sui suoi cari, su Msf e sul sistema sanitario di Gaza", afferma la nota sottolineando che "per 18 anni Abed El Hameed è stato una colonna portante del reparto di fisioterapia di Msf a Gaza. Era uno specialista unico e prezioso sia nella fisioterapia che nella terapia occupazionale".
Parroco Gaza: “Continuiamo a pregare per la pace”
“Continuiamo a pregare per la pace a Gaza”. Lo chiede il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli dai suoi canali social postando immagini di speranza dalla parrocchia della Sacra Famiglia. "La luce del sole - annota - filtra attraverso la finestra rotta nel giorno del terribile attacco del 17 luglio 2025, presso la parrocchia della Sacra Famiglia". Il sacerdote ieri dopo l'annuncio di Hamas in relazione al piano Trump aveva detto: "Tante volte in questi mesi ci sono stati annunci che poi non hanno portato a nulla. Per questo restiamo speranzosi ma al tempo stesso pragmatici. Le esplosioni al momento sembrano diminuite rispetto a ieri e ai giorni passati . Vedremo se smetteranno. Non possiamo fare altro che pregare e continuare a sperare che tutto finisca presto".
Trump, Bibi d'accordo su stop bombardamenti e piano pace
"Sì, Bibi è d'accordo": Donald Trump ha risposto così in una intervista alla Cnn quando gli è stato chiesto se il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu fosse d'accordo nell'interrompere i bombardamenti a Gaza e sostenere la visione più ampia degli Stati Uniti per la pace nella Striscia.
Trump a Netanyahu: “Sei sempre così fottutamente negativo”
Telefonata tesa tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu venerdì sera, dopo il sì condizionato di Hamas al piano di pace Usa. Stando ad Axios, il tycoon ha chiamato Bibi per discutere di quella che lui considerava una buona notizia ma il leader israeliano la pensava diversamente."Bibi ha detto a Trump che non c'era nulla da festeggiare e che non significava niente", riferisce Axios, secondo cui Trump ha reagito bruscamente: "Non capisco perché sei sempre così fottutamente negativo. Questa è una vittoria. Accettala".
Trump, se Hamas rifiuta di cedere il potere sarà annientata
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato alla Cnn che Hamas rischia il "completo annientamento" se si rifiuterà di cedere il potere e il controllo di Gaza, nel contesto degli sforzi in corso per portare avanti il piano di cessate il fuoco da lui proposto. Trump lo ha scritto in un messaggio inviato al giornalista dell'emittente Jake Tapper che gli chiedeva cosa sarebbe successo se Hamas avesse insistito per rimanere al potere.
Ministro esteri tedesco lunedì in Israele
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha prolungato con breve preavviso il suo viaggio in Medio Oriente alla luce degli attuali negoziati sull'attuazione del piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: dopo una visita all'emirato del Qatar nel Golfo, il politico ha in programma di proseguire come previsto domenica sera verso il Kuwait e partecipare a una riunione dei ministri degli Esteri dell'UE con il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC). Lunedì Wadephul proseguirà il suo viaggio in Israele, per discutere con il suo omologo Gideon Saar del piano di pace statunitense.
Trump posta foto folla di israeliani con slogan 'ora o mai più'
"It's now or never" (Ora o mai più): è lo slogan dei manifestanti israeliani per la liberazione degli ostaggi, ripresi in una foto dall'alto postata da Donald Trump su Truth. Un messaggio condiviso per sottolineare quella che il presidente Usa considera un'occasione storica irripetibile per la restituzione dei prigionieri nelle mani di Hamas e la pace a Gaza.
Hezbollah, sostegno a Hamas su piano Trump; Israele lasci Gaza
Hezbollah sostiene la risposta di Hamas al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla tregua a Gaza e chiede il ritiro di Israele dalla Striscia. "I negoziati" tra Israele e Hamas "devono portare al ritiro del nemico dall'intera Striscia di Gaza, impedire lo sfollamento della popolazione e consentire al popolo palestinese di gestire autonomamente i propri affari politici, di sicurezza e di sostentamento, rifiutando qualsiasi clientelismo straniero", scrive Hezbollah in una nota.
Netanyahu, senza rilascio ostaggi piano Trump non va avanti
"Finché non verrà rispettata la prima clausola, ovvero il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e morti, finché l'ultimo degli ostaggi, tutti quanti, non sarà trasferito in territorio israeliano, non passeremo ad altre clausole" del piano di Donald Trump sulla tregua a Gaza. Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrando i membri del Gvura Forum , associazione di destra che rappresenta le famiglie dei soldati uccisi in azione a Gaza. Netanyahu, secondo quanto riportato dai media in lingua ebraica, ha aggiunto che se Hamas non rilascerà gli ostaggi "entro la scadenza del termine stabilito dal presidente Trump", Israele tornerà all'offensiva a Gaza "con il pieno appoggio di tutti i paesi coinvolti".
Rubio: “Hamas ha accettato in linea di massima quanto accadrà dopo la guerra”
“Hamas ha accettato in linea di massima quanto accadrà dopo la guerra”, ha detto il Segretario di stato Usa Marco Rubio, specificando che questa non è la fine del conflitto ma “bisogna fare ancora dei lavori”. “La seconda fase delle discussioni sul disarmo di Hamas non sarà facile”, ha aggiunto. “Sapremo molto presto se Hamas fa sul serio o meno dall'esito di questi colloqui tecnici in termini logistici”, ha dichiarato Rubio al programma “Meet the Press” della Nbc News in merito al rilascio degli ostaggi da Gaza.
Coordinatore Israele per ostaggi incontra capo Croce Rossa
Gal Hirsch, coordinatore israeliano per gli ostaggi e i dispersi, ha fatto sapere su X di aver incontrato questa mattina il capo della delegazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Israele Julien Lerisson per un "incontro preparatorio". La notizia è riportata dal Times of Israel. Hirsch si recherà al Cairo come membro del team israeliano incaricato dei negoziati per il rilascio degli ostaggi, impegnato in colloqui indiretti per porre fine alla guerra di Gaza e liberare gli ostaggi rimasti, secondo il piano statunitense. La Croce Rossa ha trasferito ostaggi fuori da Gaza durante i precedenti cicli di rilascio e probabilmente sarà chiamata a farlo di nuovo se l'attuale proposta statunitense verrà attuata.
Autorità Gaza, 63 vittime nelle ultime 24 ore
Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, ha affermato che nelle ultime 24 ore sono stati trasportati negli ospedali della Striscia i corpi di 65 persone, comprese due recentemente recuperate. Altre 153 persone sono rimaste ferite. Questi dati portano il numero delle vittime degli attacchi israeliani dall'inizio della guerra ad almeno 67.139, con altre 169.583 ferite. Lo riporta Al Jazeera.
Stretta della polizia britannica sui cortei, limiti a pro-Pal
La polizia del Regno Unito avrà nuovi poteri sulle manifestazioni dopo che grandi proteste di piazza per la Palestina hanno causato "molto timore" alla comunità ebraica. Una nota del ministero dell'Interno indica che le nuove regole, introdotte il prima possibile, metteranno limitazioni alle manifestazioni ripetute e di notevoli dimensioni. La polizia potrà ordinare agli organizzatori di tenere l'evento altrove o anche vietarlo in alcuni casi. Chiunque violerà queste disposizioni rischierà l'arresto. Il ministro dell'Interno Shabana Mahmood ha dichiarato: "Il diritto di protestare è una libertà fondamentale nel nostro Paese. Tuttavia, questa libertà deve essere bilanciata con la libertà dei vicini di vivere la propria vita senza paura".
Netanyahu convoca riunione Difesa con Zini
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato per oggi una riunione con vertici della Difesa israeliana, compreso il nuovo capo dello Shin Bet, David Zini. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan.
Papa: “In queste ore significativi passi per pace”
"Continuo ad essere addolorato per l'immane sofferenza patita dal popolo palestinese a Gaza. In queste ultime ore nella drammatica situazione del Medioriente si stanno compiendo alcuni significativi passi in avanti nelle trattative di pace che auspico possano raggiungere i risultati sperati". Lo ha detto Papa Leone XIV a margine dell'Angelus in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha chiesto a "tutti i responsabili di impegnarsi su questa strada", "di cessare il fuoco" e di "liberare gli ostaggi". Il Papa ha esortato all'unità affinché "gli sforzi in corso" possano portare alla fine della guerra e alla pace "giusta e duratura".
Papa: “Preoccupato per insorgenza odio antisemita nel mondo”
"Esprimo la mia preoccupazione per l'insorgenza dell'odio antisemita nel mondo come purtroppo si è visto con l'attentato terroristico a Manchester avvenuto pochi giorni fa". Così Papa Leone XIV all'Angelus.
Israele smentisce maltrattamenti a Greta Thunberg, sfacciata menzogna
"Le affermazioni sui maltrattamenti di Greta Thunberg e di altri detenuti della 'flottilia Hamas-Sumud' sono sfacciate menzogne. Tutti i diritti legali dei detenuti sono pienamente tutelati". Lo ha scritto in un post su X il ministero degli Esteri israeliano. "È interessante notare che Greta stessa e altri detenuti si sono rifiutati di accelerare la loro espulsione e hanno insistito per prolungare la loro permanenza in custodia", si legge ancora. "Greta non ha nemmeno presentato reclamo alle autorità israeliane per nessuna di queste accuse ridicole e infondate, perché non si sono mai verificate", conclude il post.
“Greta Thunberg costretta a baciare la bandiera israeliana”. Denuncia dei giornalisti sulla Flotilla
Houthi rivendicano lancio missile contro Israele
I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato l'attacco missilistico balistico di questa mattina contro Israele, sostenendo di aver preso di mira "diversi obiettivi sensibili" nell'area di Gerusalemme utilizzando un missile con testata a grappolo. Secondo l'esercito, il missile è stato intercettato con successo durante l'attacco prima dell'alba. Non sono stati segnalati feriti o danni. Gli Houthi annunciano che stanno "monitorando gli sviluppi a Gaza" nel contesto della proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra. "I risultati di questi sviluppi saranno affrontati in modo da soddisfare le richieste del nostro popolo palestinese oppresso", affermano gli Houthi, aggiungendo che continueranno i loro attacchi contro Israele "finché l'aggressione contro Gaza non cesserà e l'assedio non sarà revocato".
Media, 'fuoco contro richiedenti aiuti a Rafah, 4 morti'
Un attacco israeliano contro richiedenti aiuti umanitari nel sud di Gaza ha causato stamattina quattro vittime: lo riferisce al-Jazeera. Il Nasser Medical Complex, afferma la testata araba, ha dichiarato che le forze israeliane hanno sparato contro i palestinesi nei pressi di un centro di distribuzione a nord di Rafah. Inoltre una fonte dell'ospedale al-Ahli di Gaza ha riferito che è stato recuperato il corpo di un bambino ucciso in un attacco aereo israeliano su un'abitazione a Tuffah, a est di Gaza City.
Media, 'da Israele ok a nuove colonizzazioni in Cisgiordania'
Le autorità israeliane hanno approvato un nuovo piano coloniale per confiscare 35 dunum di terra (35 mila metri quadrati, ndr) dal villaggio di Kafr Qaddum, a est di Qalqilia, in Cisgiordania. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. Muneef Nazzal, che monitora le attività di insediamento nel governatorato di Qalqilia, ha affermato che il piano è stato pubblicato sui media ebraici e prevede la confisca di 35,31 dunum di terra a nord del villaggio. Nazzal ha spiegato che il piano mira a costruire 58 nuove unità abitative per l'espansione dell'insediamento di Mitzpe Yishai, costruito su terreni di proprietà di Kafr Qaddum. Kafr Qaddum è da tempo bersaglio dell'espansione degli insediamenti israeliani, scrive ancora la Wafa. Per anni i residenti hanno protestato settimanalmente contro la confisca dei terreni e la chiusura della strada principale del villaggio, bloccata dalle forze israeliane dal 2003 per facilitare l'accesso agli insediamenti. Secondo la Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti, la costruzione di insediamenti e l'espropriazione di terreni sono aumentati drasticamente dall'ottobre 2023, nell'ambito di una più ampia politica israeliana di annessione 'di fatto' nella Cisgiordania occupata.
Difesa aerea israeliana intercetta missile dallo Yemen
Un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato nella notte dalla difesa aerea israeliana. L'esercito israeliano ha reso noto oggi che in diverse regioni del paese è scattato l'allarme antiaereo. Secondo la protezione civile, l'allarme ha riguardato anche l'area intorno all'aeroporto internazionale Ben Gurion, vicino a Tel Aviv. Non sono stati segnalati feriti o danni materiali.
Almeno 10 morti a Gaza da questa mattina
Bombardamenti e attacchi di artiglieria sono continuati stanotte nella Striscia di Gaza nonostante gli imminenti negoziati per il cessate il fuoco, e hanno provocato almeno dieci morti. Cinque delle vittime sono state uccise dall'Idf nella città di Gaza mentre cercavano di tornare alle loro case, le altre cinque mentre tentavano di raggiungere il capoluogo da sud, hanno riferito fonti ospedaliere.
David Zini assume incarico direttore Shin Bet
David Zini ha assunto ufficilamente l'incarico di nuovo capo dello Shin Bet. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu - si legge sui media locali - gli ha augurato buona fortuna "nell'enorme missione che lo attende". Zini è stato nominato per la prima volta da Netanyahu a capo dell'agenzia a maggio, in seguito alla controversa estromissione dell'ex capo Ronen Bar che era stato rimosso dal suo incarico con voto del governo il 21 marzo, in base all'affermazione di Netanyahu secondo cui aveva perso fiducia nella capacità del capo dell'agenzia di sicurezza di svolgere il suo lavoro in seguito all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Idf: “In 900mila hanno lasciato Gaza, città quasi vuota”
Secondo le nuove stime fornite dall'Idf, la città di Gaza si è quasi completamente svuotata dei palestinesi. Secondo le valutazioni dell'esercito - riportate dal Times of Israel - circa 900mila dei circa 1 milione di palestinesi che risiedevano a Gaza City prima della grande offensiva dell'Idf sono stati evacuati verso la parte meridionale della Striscia. Secondo i dati israeliani, nelle ultime settimane il tasso di abbandono della zona da parte dei palestinesi è aumentato, con l'avanzata dell'Idf nella città di Gaza.
Israele, intercettato missile lanciato dallo Yemen
L'esercito israeliano ha intercettato un missile proveniente dallo Yemen, da dove i ribelli Houthi lanciano regolarmente attacchi in risposta all'offensiva israeliana a Gaza. Lo dichiara lo stesso esercito attraverso Telegram: "Un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato dall'aeronautica militare israeliana", ha affermato. I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, lanciano regolarmente missili o droni verso Israele, la maggior parte dei quali vengono intercettati. In risposta, il mese scorso Israele ha bombardato i siti degli Houthi a Sanaa e nella provincia settentrionale di Jawf.
Trump pubblica su Truth foto con scritta "Ora o mai più"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth una foto dall'alto della grande piazza di Tel Aviv dove le persone si sono radunate per chiedere il rilascio degli ostaggi mostrando in primo piano uno striscione con sopra la scritta: "Ora o mai più". Lo rende noto anche il quotidiano The Time of Israel, secondo il quale, questo è un modo per esortare il governo a concludere l'accordo da lui proposto per porre fine alla guerra di Gaza e restituire tutti i rapiti.
Ministro esteri Venezuela, "Netanyahu saboterà pace"
Per il ministro degli Esteri venezuelano Yvàn Gil il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "resta determinato a sabotare" gli sforzi di pace in Palestina, dove l'esercito israeliano ha effettuato attacchi nella giornata di sabato, nonostante la richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di interromperli per facilitare un accordo e porre fine all'offensiva. "Netanyahu è ancora determinato a sabotare gli sforzi di pace sostenuti dalle nazioni arabe e musulmane e a cui ha risposto positivamente l'organizzazione politico-militare Hamas", ha affermato Gil sul suo canale Telegram. Il ministro degli Esteri ha chiesto, a nome del governo venezuelano, che "siano rispettati tutti i diritti del popolo palestinese e che sia consentito il suo ritorno sicuro nelle proprie terre, procedendo con un processo di pace definitivo".
Capo negoziatore di Hamas riappare in tv dopo raid a Doha
Il canale qatariota Al-Araby ha pubblicato quello che afferma essere il primo filmato di Khalil al-Hayya, capo negoziatore e uno dei leader di spicco di Hamas, da quando Israele ha tentato di assassinarlo in un attacco aereo in Qatar. Il filmato è stato rilanciato sui social del canale tv e la notizia è stata riportata dai media israeliani.
Flotilla, arrivati a Roma 18 italiani liberati in Israele
Un gruppo di 18 italiani dei 26 totali rilasciati oggi dalle Autorità israeliane che facevano parte della Global Sumud Flotilla è arrivato verso le 23.30 all'aeroporto di Fiumicino con un volo della Turkish Airlines. Il gruppo si è dapprima imbarcato su un volo charter della Turkish Airlines partito alle 13.40, le 12.40 in Italia, dall'aeroporto di Eilat diretto a Istanbul e quindi, con l'assistenza di un team del Consolato Generale d'Italia in Turchia, trasferito su altri due voli per il rimpatrio, uno per Roma e l'altro per Milano. Altri 15 italiani, che non hanno invece firmato il foglio di rilascio volontario, dovranno attendere l'espulsione per via giudiziaria, che avverrà la prossima settimana.