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Gaza, le news del 22 ottobre. Onu: “Usa, Italia e Germania maggiori fornitori di armi”

Il monito dell’Aia allo Stato ebraico: “Non usi la fame come arma di guerra”. La replica: “Vergognoso”. Il Wall Street Journal: Hamas ha promesso lo stop alle esecuzioni pubbliche. Il vicepresidente Usa Vance oggi ha incontrato Netanyahu. La Knesset boccia una commissione d’inchiesta sulle responsabilità del 7 ottobre
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Il massimo tribunale delle Nazioni Unite ha chiesto a Israele di sbloccare gli aiuti dell’Unrwa e l’ha ammonito a non usare la fame come arma di guerra. Oggi c’è stato l’incontro del vicepresidente Usa Vance con il premier Netanyahu, con cui ha discusso del futuro di Gaza.

Costa, prime difficoltà ma serve buona fede per tregua

"Sono emerse le prime difficoltà, ma tutte le parti devono impegnarsi in buona fede per garantire che il cessate il fuoco venga rispettato, che gli aiuti umanitari continuino a essere forniti e che siano distribuiti in modo più adeguato". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al termine del summit Ue-Egitto. "Vogliamo che israeliani e palestinesi possano costruire insieme un futuro di pace e vogliamo una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e lo Stato di Palestina che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, liberi dal terrorismo. L'Unione Europea è pronta a fornire il suo contributo, come ha fatto in passato, nella ripresa, nella ricostruzione e nel sostegno alle riforme", ha aggiunto.

Onu, "Usa, Italia e Germania maggiori fornitori armi"

"Stati Uniti, Germania e Italia sono tra i maggiori fornitori di armi a Israele. Solo pochi Stati occidentali, in particolare Spagna e Slovenia, hanno annullato contratti e imposto embarghi". Lo scrive, in un report alle Nazioni Unite, Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati. Tra ottobre 2023 e ottobre 2025, 26 Stati hanno inviato almeno 10 spedizioni di "armi e munizioni" a Israele, tra cui Cina, Taiwan, India, Italia, Austria, Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Francia. Gli Stati - prosegue Albanese - effettuano anche trasferimenti indiretti fornendo componenti per le armi utilizzate da Israele. Il programma di caccia stealth F-35, fondamentale per l'assalto militare israeliano a Gaza, coinvolge 19 Stati: Australia, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Corea del Sud, Romania, Singapore, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Ue-Egitto, 'assicurare aiuti a Gaza, ruolo Unrwa centrale'

L'Ue e l'Egitto restano "profondamente preoccupate per la catastrofica situazione umanitaria a Gaza" e chiedono "un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli e il ripristino dei servizi essenziali, comprese in particolare le infrastrutture mediche. Garantire la fornitura di piena assistenza umanitaria alla Striscia di Gaza, con un ruolo centrale per le Nazioni Unite e le sue agenzie, tra cui l'Unrwa, costituisce una priorità fondamentale". Lo si legge nel comunicato congiunto al termine del vertice Ue-Egitto a Bruxelles.

Gueterres: “Israele rispetti decisione della Corte internazionale di giustizia su Gaza”

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres definisce "molto importante" la decisione della Corte internazionale di giustizia su Gaza e spera che Israele "vi si conformi". Secondo il numero uno del Palazzo di Vetro, che ha parlato con i giornalisti a Ginevra, la decisione "interviene in un momento in cui stiamo facendo tutto il possibile per rafforzare la nostra assistenza umanitaria a Gaza: il suo impatto è quindi determinante per consentirci di agire in modo adeguato alla tragica situazione in cui versa ancora la popolazione di Gaza". La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato che Israele è tenuto, in virtù del diritto internazionale, a facilitare l'invio di aiuti a Gaza, sottolineando che il Paese deve provvedere ai bisogni fondamentali dei palestinesi, essenziali per la loro sopravvivenza.

Hamas: “Progetto legge su Cisgiordania è coloniale e illegale”

Un progetto di legge "coloniale e illegale" quello che è stato approvato oggi in via preliminare alla Knesset sull'annessione della Cisgiordania. Questo il commento di Hamas, contenuto in una nota citata dal giornale palestinese "Filastin": "L'occupazione insiste nel continuare i suoi tentativi di 'legittimare' gli insediamenti e imporre la 'sovranità' sionista sui territori palestinesi occupati, in flagrante violazione delle leggi e delle risoluzioni internazionali". Secondo il movimento di resistenza islamico, i "frenetici tentativi" di Israele di impossessarsi di queste terre sono illegali e "non cambieranno il fatto che la Cisgiordania è territorio palestinese secondo la storia, il diritto internazionale e la Corte internazionale di giustizia".

Costa, 'Egitto forza chiave e stabilizzatrice in Medio Oriente'

"Il nostro primo vertice Ue-Egitto rappresenta un nuovo importante capitolo nelle nostre relazioni, basato sul nostro partenariato strategico e globale". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, dando il benvenuto al presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi a Bruxelles. "Attendo con interesse i nostri scambi sulle relazioni bilaterali tra Ue ed Egitto e sulle questioni di politica estera, poiché l'Egitto rappresenta una forza centrale e stabilizzatrice in Medio Oriente e oltre", ha evidenziato.

Jihad islamica aderisce ad accordi Sharm

Un portavoce dell'ala militare della Jihad islamica, una fazione palestinese della Striscia di Gaza, ha affermato che "centinaia di combattenti dell'ala militare" sono stati uccisi durante la guerra con Israele. "Dichiariamo la nostra piena adesione all'accordo di cessate il fuoco raggiunto a Sharm el-Sheikh", si legge nella dichiarazione. "Monitoreremo di conseguenza il livello di impegno di Israele sul campo e applicheremo il nostro impegno nella stessa misura di quello di Israele", ha affermato il portavoce.

Norvegia proporrà risoluzione Onu per aiuti a Gaza

La Norvegia proporrà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione per chiedere a Israele di revocare le restrizioni sugli aiuti ai palestinesi. Lo ha preannunciato il ministro degli Esteri Espen Barth Eide, dopo il parere con cui la Corte Internazionale di Giustizia ha chiesto a Israele di dare seguito all'obbligo di collaborare alla consegna degli aiuti, in quanto potenza occupante. "La Norvegia intende dare seguito a questa decisione con una nuova risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite", ha detto Barth Eide in una conferenza stampa. Era stata sempre la Norvegia a depositare la risoluzione delle Nazioni Unite per chiedere alla Corte il parere sugli obblighi di Israele arrivato oggi.

Anp: “La comunità internazionale faccia rispettare a Israele la sentenza della Corte Onu”

Il delegato palestinese alla Corte internazionale di Giustizia ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché faccia in modo che Israele rispetti l'obbligo a far entrare gli aiuti umanitari a Gaza. "E' da tempo il momento che la comunità internazionale affronti questa sfida perché sappiamo che Israele non rispetterà l'obbligo e non si assumerà le responsabilità delineate dalla Corte", ha dichiarato Ammar Hijazi commentando con i giornalisti la sentenza annunciata oggi per l'ingresso degli aiuti umanitari di tutte le agenzie dell'Onu, compresa l'Unrwa che Israele ha bandito accusandola di terrorismo. "Così la responsabilità di mantenere questi valori e obbligare Israele a rispettare queste leggi è della comunità internazionale", ha poi concluso.

Israele: “La decisione della Corte dell'Aia è vergognosa”

L'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato che il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia sul blocco degli aiuti a Gaza è "vergognoso". "Stanno accusando Israele di non aver collaborato con gli organi delle Nazioni Unite. Dovrebbero incolpare se stessi. Quegli organi sono diventati focolai di terroristi. Prendiamo ad esempio l'Unrwa,
un'organizzazione che ha sostenuto Hamas per anni", ha affermato Danon, avvisando che Israele respinge il tentativo di farsi imporre "misure politiche".

(reuters)

Israele contro la Corte Onu: “Opinione politica”

Israele ha "respinto categoricamente" il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia sugli obblighi del governo relativi alla presenza delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati definito "politico". Si tratta di una linea "del tutto prevedibile fin dall'inizio riguardo all'Unrwa", l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, si legge in una nota del ministero degli Esteri.
"Si tratta dell'ennesimo tentativo politico di imporre misure politiche contro Israele sotto la copertura del diritto internazionale", afferma il ministero.
I giudici "avrebbero dovuto denunciare l'attività terroristica in cui è coinvolta l'Unrwa" i cui dipendenti "hanno preso parte direttamente al massacro del 7 ottobre e continuano a supportare le operazioni terroristiche di Hamas, il tutto sotto l'egida delle Nazioni Unite. L'attività terroristica di Hamas all'interno dell'Unrwa ha avuto luogo prima del massacro del 7 ottobre, durante il massacro e dopo il massacro", secondo il governo.
"Israele ha fornito alle Nazioni Unite ampie prove a dimostrazione dell'infiltrazione di Hamas nell'Unrwa, ma l'Onu non ha mai indagato sulla reale portata di questa infiltrazione", prosegue la nota, e "a oggi, l'Unrwa impiega ancora più di 1.400 agenti di Hamas".
Dunque, si assicura, "Israele non collaborerà con un'organizzazione infestata da attività terroristiche. Israele rispetta pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale. Israele rifiuta fermamente la politicizzazione del diritto internazionale, che mira a produrre risultati politici e imporre misure volte a danneggiare lo Stato di Israele".

Corte Onu: “Israele non usi la fame come arma di guerra”

La fame non può essere un'arma di guerra a Gaza. E' il monito arrivato oggi dalla Corte internazionale di giustizia, il massimo tribunale delle Nazioni Unite, con sede all'Aia. "La Corte ribadisce l'obbligo di Israele a non ricorrere alla fame della popolazione civile come metodo di guerra", ha detto il presidente della Corte Internazionale di Giustizia, Yuji Iwasawa.

Corte Onu: “Israele ha l’obbligo di facilitare gli aiuti dell’Unrwa”

Per la Corte internazionale di giustizia, Israele ha l'obbligo di facilitare la consegna di aiuti a Gaza, compresi quelli forniti dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. "La Corte ritiene che Israele abbia l'obbligo di accettare e facilitare i programmi di aiuto forniti dalle Nazioni Unite e dalle sue entità, compresa l'Unrwa", ha spiegato il presidente della Corte internazionale di giustizia, Yuji Iwasawa, nel parere consultivo del tribunale dell'Aia sugli obblighi di Israele relativi alla presenza delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati.

(reuters)

Corte Onu: “Da Israele no prove sui legami tra lo staff dell’Unrwa e Hamas”

Israele non ha fornito prove inconfutabili che membri dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Urnwa) dispiegati a Gaza fossero affiliati ad Hamas. Lo ha stabilito la Corte Internazionale di Giustizia. "La Corte ritiene che Israele non abbia dimostrato le sue accuse secondo cui una parte significativa dei dipendenti dell'Urwa è affiliata ad Hamas o ad altre fazioni terroristichè", ha dichiarato il presidente della Corte Internazionale di Giustizia, Yuji Iwasawa, nel parere consultivo sugli obblighi di Israele in relazione alla presenza e alle attività delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali nei territori palestinesi occupati.

Jihad islamica: “Pieno rispetto per l’accordo Trump su cessate il fuoco”

La Jihad islamica palestinese ha espresso "il massimo impegno nel rispettare l'accordo di cessate il fuoco raggiunto a Sharm el-Sheikh" sulla base del piano Trump, sottolineando che "monitoreremo sul campo quanto Israele si impegnerà a rispettarlo. In una nota, il braccio armato della Jihad islamica ha poi ammesso che "centinaia di combattenti armati" sono stati uccisi nella guerra con Israele.

Rubio da giovedì in visita in Israele

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sarà da giovedì in visita in Israele. Lo rende noto il governo israeliano confermando le notizie di stampa trapelate in mattinata.

Vance: “Abbiamo davanti un compito difficile, disarmare Hamas e ricostruire Gaza”

"Abbiamo davanti a noi un compito molto difficile, che è disarmare Hamas, ricostruire Gaza, migliorare la vita per la popolazione di Gaza ma anche assicurare che Hamas non sia più una minaccia per gli amici in Israele". Lo ha detto J.D. Vance, dopo il suo incontro oggi a Gerusalemme con Benjamin Netanyahu, ribandendo l'impegno dell'amministrazione Trump. "Noi continueremo a lavorare" ha affermato, aggiungendo che "questi sono i giorni del destino, e siamo emozionati nell'essere qui e lavorare insieme al piano di pace per Gaza".
Da parte sua il premier israeliano ha spiegato che nel colloquio di oggi si è discusso come sarà il "day after" dopo la tregua, anche riguardo la sicurezza a Gaza. E Vance ha aggiunto che questo richiederà "molto lavoro, molta creatività", affermando che "siamo sulla via di fare qualcosa che non è stato mai fatto" e che "potrà creare un modello per accordi di pace in tutto il mondo".
Il vice presidente ha poi spiegato che Donald Trump crede fermamente che Israele e gli alleati del Golfo possano esercitare una leadership positiva nella regione "fino al punto che, francamente, gli Stati Uniti possano occuparsi meno del Medio Oriente, perché i nostri alleati nella regione si fanno avanti, prendono il controllo della loro area del mondo". "Ora - ha concluso Vance - questo non significa che non abbiamo interessi qui, non significa che non ci interessa quello che succede".

Media: tensioni nei negoziati tra Egitto e Israele sul futuro di Gaza

Gli incontri di ieri tra il capo dei servizi segreti egiziani Hassan Rashad e la leadership israeliana riguardo il futuro di Gaza sono stato segnati da "profonde divergenze di vedute". Lo riporta Sky News Arabia citando una fonte palestinese, secondo cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha "respinto con fermezza l'ingresso a Gaza di elementi di sicurezza affiliati all'Anp o di un'amministrazione di professionisti ad essa collegata". "La delegazione egiziana ha avanzato la richiesta di consentire l'accesso a Gaza di personale di sicurezza palestinese addestrato in Egitto e Giordania, ma anche questa proposta è stata respinta senza esitazione da Netanyahu", suggerisce la fonte.
La fonte ha inoltre aggiunto che il premier israeliano ha posto come "condizione preliminare l'attuazione delle disposizioni della seconda fase del piano, che prevedono il disarmo di Hamas e la sua rinuncia al controllo di Gaza, prima di qualsiasi discussione su un'amministrazione o forze di sicurezza locali nel territorio" della Striscia di Gaza. "La delegazione egiziana - conclude la fonte - ha lasciato Israele senza raggiungere un accordo sulla partecipazione dell'Anp al futuro di Gaza, evidenziando le difficoltà nei negoziati e l'assenza di soluzioni condivise per il momento".

Parigi: “Hamas sta riprendendo il controllo di Gaza”

Hamas sta "riprendendo il controllo di Gaza". Lo ha dichiarato la portavoce del governo francese, Maud Bregeon, chiedendo l'attuazione "urgente" di misure per la sicurezza e il governo del territorio della Striscia. "Hamas sta riprendendo il controllo del territorio e delle sue amministrazioni e sta conducendo una campagna di repressione contro i suoi oppositori dopo che gli americani hanno lasciato intendere che avrebbe avuto tempo per stabilizzare la Striscia di Gaza", ha detto la portavoce di Matignon dopo la riunione del Consiglio dei Ministri. "In questo contesto, è urgente attuare la seconda fase del cessate il fuoco, con tre priorità: umanitarie, di sicurezza e infine di governance", ha aggiunto. Ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che il cessate il fuoco rimane "molto fragile" e ha chiesto la riapertura dei punti di ingresso nel territorio, "un'emergenza assoluta", per consentire l'ingresso degli aiuti umanitari.

Witkoff e Kushner hanno lasciato Israele

L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner hanno lasciato Israele. Lo ha riferito una fonte diplomatica statunitense al Times of Israel. I due consiglieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono rimasti in Israele per diversi giorni, impegnati a rafforzare il cessate il fuoco. Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance si trova attualmente in Israele e il segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe arrivare domani nel Paese.

Netanyahu: “Non siamo uno Stato vassallo degli Usa”

Dopo l'incontro con il vicepresidente statunitense J.D. Vance, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'idea che Israele sia uno Stato cliente degli Stati Uniti è una "sciocchezza". "Voglio essere molto chiaro", ha detto rispondendo a una domanda in merito così come riporta il Times of Israel, "Una settimana dicono che Israele controlla gli Stati Uniti. La settimana dopo dicono che gli Stati Uniti controllano Israele. Sono tutte sciocchezze".
"Abbiamo una partnership, un'alleanza di partner", afferma Netanyahu, "che condividono valori e obiettivi comuni. Possiamo discutere, possiamo avere disaccordi ma nel complesso no e nell'ultimo anno abbiamo raggiunto un accordo non solo sugli obiettivi, ma anche su come raggiungerli".
Netanyahu ha detto che Israele è riuscito a "mettere il coltello alla gola di Hamas, e quello è stato lo sforzo militare guidato da Israele, e l'altro sforzo è stato quello di isolare Hamas nel mondo arabo e musulmano, cosa che penso il presidente degli Stati Uniti abbia fatto brillantemente con la sua squadra".
Da parte sua il vicepresidente Vance ha sottolineato che gli Stati Uniti non vogliono "uno stato vassallo, e Israele non è questo. Non vogliamo uno stato cliente, e Israele non è questo.
Vogliamo una partnership. Vogliamo un alleato qui". "Il presidente ritiene che Israele, insieme ai nostri alleati arabi del Golfo, possa svolgere un ruolo di leadership molto positivo in questa regione, al punto che, francamente, agli Stati Uniti non importerà più nulla del Medio Oriente, perché i nostri alleati nella regione stanno intensificando gli sforzi, prendendo il controllo e la proprietà della loro area del mondo. Questo non significa che non abbiamo interessi qui", continua Vance. "Non significa che non ci interessi ciò che accade qui.
Ma in realtà vediamo questa come un'opportunità per costruire sulla base degli Accordi di Abramo. Credo che questo accordo di Gaza sia un elemento fondamentale per sbloccare gli Accordi ma ciò che potrebbe consentire è una struttura di alleanza in Medio Oriente che persevera, che dura, che permette alle brave persone in questa regione del mondo di farsi avanti e prendersi la responsabilità del proprio territorio. Questo è nel migliore interesse degli Stati Uniti. Penso che sia anche nel migliore interesse di Israele".

Netanyahu: “Stiamo creando un incredibile giorno dopo per Gaza”

'"Stiamo semplicemente creando un giorno dopo incredibile con una visione completamente nuova di come avere un governo civile, di come garantire la sicurezza lì, di chi potrebbe garantire tale sicurezza lì. Non sarà facile, ma penso che sia possibile... stiamo davvero creando un piano di pace e un'infrastruttura là dove non esisteva nulla nemmeno una settimana e un giorno fa. Ci vorrà molto lavoro. Ci vorrà molta ingegnosità". Lo afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu nella conferenza stampa dopo l'incontro con il vicepresidente Usa JD Vance. Lo riportano i media israeliani.

(afp)

L’Idf effettua almeno 45 arresti in Cisgiordania

Le forze israeliane avrebbero arrestato 45 persone, tra cui un minorenne e diversi ex prigionieri, durante le incursioni effettuate dalla notte scorsa in Cisgiordania. Lo rende noto l'Associazione dei prigionieri palestinesi citata da Al Jazeera. La maggior parte degli arresti - viene spiegato - è avvenuta nella provincia di Hebron, mentre gli altri sono stati effettuati nelle province di Nablus, Ramallah, Qalqilya e Tulkarem, secondo quanto riferito dal gruppo.

Netanyahu: “Con Vance discusso del futuro di Gaza”

"Abbiamo discusso l'idea del 'giorno dopo’ a Gaza, con una nuova visione". Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in occasione del suo incontro a Gerusalemme con il vicepresidente americano J.D. Vance a Gerusalemme. Lo riporta Ynet. Vance ha affermato che "ci vorrà molto lavoro" perché "siamo su un percorso importante e mai intrapreso prima".

Vance: “L’intesa su Gaza aiuterà a sbloccare gli Accordi di Abramo”

Il cessate il fuoco di Gaza mediato da Washington potrebbe aprire la strada a più ampie alleanze per Israele in Medio Oriente e contribuirà a sbloccare gli Accordi di Abramo. Lo dice il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance. "Penso che questo accordo sia un elemento fondamentale per sbloccare gli Accordi di Abramo", ha dichiarato Vance in una conferenza stampa a Gerusalemme, riferendosi alla serie di accordi di normalizzazione tra Israele e diversi paesi arabi nel 2020. "Ma ciò che potrebbe consentire è una struttura di alleanza in Medio Oriente che persevera, che dura e che consente alle brave persone di questa regione, del mondo, di farsi avanti e prendersi la responsabilità del proprio territorio", ha aggiunto.

(afp)

La Knesset boccia la proposta di una commissione d’inchiesta sulle responsabilità del 7 ottobre

La Commissione di controllo dello Stato della Knesset ha bocciato la proposta di istituire una commissione d'inchiesta sull'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La proposta era stata avanzata dall'opposizione israeliana. I membri del comitato del Likud e dei partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism hanno votato contro la mozione. La proposta avrebbe consentito a una commissione di indagare sugli eventi che hanno portato all'attacco guidato da Hamas in cui sono state uccise circa 1.200 persone e rapite 251.
L'opposizione ha condannato l'esito del voto, definendolo un "fallimento morale": secondo il parlamentare democratico Efrat Rayten Marom la responsabilità del disastro "ricade interamente su Netanyahu". Il deputato ha definito "una vergogna" l'assenza di qualsiasi rappresentante dell'ufficio del primo ministro durante la seduta.
La decisione ha indignato anche le famiglie colpite dal lutto.
Reut Edri, il cui figlio Ido è stato assassinato al festival Nova, ha affermato che "non può esserci rinascita del Paese senza responsabilità e una vera indagine". Il governo sta valutando la possibilità di istituire e nominare una propria commissione per indagare sull'attacco del 7 ottobre, anziché sostenere una commissione d'inchiesta statale imparziale, , riportano i media israeliani. Secondo i sondaggi la maggioranza dell'opinione pubblica israeliana ritiene che dovrebbe essere istituita una commissione d'inchiesta statale.

Esercito israeliano: “Ucciso in Libano un comandante di Hezbollah”

Un comandante di un plotone della forza d'élite Radwan di Hezbollah è stato ucciso oggi in un attacco aereo israeliano nel Libano meridionale. Lo ha affermato l'esercito israeliano. Secondo l'Idf Issa Ahmad Karbala, questo il nome della persona uccisa, era coinvolto nel trasporto di armi in Libano e nell'avanzamento di attacchi contro Israele. L'esercito afferma che le attività di Karbala "costituiscono una violazione degli accordi tra Israele e Libano". L'uomo è stato preso di mira mentre era in moto nella città di Ain Qana.

Emirati Arabi Uniti: “L’annessione di territori palestinesi è una linea rossa”

Gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono che l'annessione di territori palestinesi sarebbe considerata una "linea rossa", ma al contempo è importante garantire la sicurezza di Israele. Lo ha dichiarato l'ex ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, Anwar Gargash, attuale consigliere diplomatico del presidente Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan.
In un'intervista al Reuters Next Gulf Summit ad Abu Dhabi, Gargash ha affermato che le visioni massimaliste sulle questioni palestinesi non sono più valide, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza di Israele insieme alla creazione di uno Stato palestinese sostenibile. "Siamo molto risoluti riguardo a qualsiasi annessione nei territori palestinesi", ha insistito Gargash, aggiungendo che la normalizzazione con Israele "ci ha dato una leva sulla questione dell'annessione". Infine il diplomatico ha riferito che sono in corso discussioni in merito all'invio di agenti e personale sul campo a Gaza.

Media: domani Rubio in Israele per una visita di due giorni

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio arriverà domani in Israele per una visita di due giorni. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense al Times of Israel. Secondo il funzionario, il viaggio sarà incentrato sul sostegno all'attuazione del piano di cessate il fuoco di Washington a Gaza. La visita segue quella del vicepresidente statunitense J.D. Vance e degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner avvenuta questa settimana nel Paese. Questa sarà la quarta visita di Rubio in Israele da quando ha assunto l'incarico a gennaio.

Il Wall Street Journal: “Hamas ha promesso di fermare le esecuzioni pubbliche”

Hamas ha detto ai mediatori che fermerà le esecuzioni pubbliche di membri di bande rivali, dopo che i mediatori hanno sostenuto che tali azioni avrebbero potuto dare a Israele una scusa per riprendere i combattimenti, hanno affermato funzionari arabi. Lo scrive il Wall Street Journal. Trump ieri ha di nuovo affermato che Hamas "sarebbe stato sistemato molto rapidamente se non avesse sistemato la situazione da solo, perché stava violando il suo accordo". "Siamo determinati a far sì che questo accordo resti valido. Durerà, perché vogliamo che duri", ha dichiarato il leader di Hamas, Khalil al-Hayya.

La Corte internazionale di Giustizia si pronuncia oggi sull’obbligo di aiuti per Gaza e Cisgiordania occupata

La Corte internazionale di Giustizia dell'Aia esprimerà oggi un un parere consultivo sugli obblighi legali di Israele di garantire che gli aiuti umanitari raggiungano i palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Ai giudici della Corte internazionale di giustizia dell'Aia è stato chiesto da parte delle Nazioni Unite un "parere consultivo" che stabilisca il dovere di Israele di facilitare gli aiuti a Gaza. Il parere della Corte internazionale di giustizia non è giuridicamente vincolante, ma la Corte ritiene che abbia "grande peso giuridico e autorità morale".

acp

220838 Ott 2025


I corpi identificati sono di Tamir Adar e Aryeh Zalmanovich

L'esercito israeliano ha annunciato di aver identificato i corpi di due ostaggi ritrovati nella Striscia di Gaza: si tratta di Tamir Adar, 38 anni, e di Aryeh Zalmanovich, 85 anni. Secondo le autorità israeliane, Tamir Adar è stato ucciso durante l'attacco del 7 ottobre 2023 compiuto in Israele dal movimento islamista Hamas. Aryeh Zalmanovich, agricoltore e tra i fondatori del kibbutz Nir Oz, era stato a sua volta rapito durante l'assalto. Era comparso in un video diffuso da Hamas nel 2023, in cui si sosteneva che avesse avuto un infarto, notizia mai verificata. La sua morte era poi stata confermata lo scorso dicembre dal kibbutz Nir Oz.

Identificati corpi dei due ostaggi rientrati in Israele

I resti consegnati ieri da Hamas appartenevano effettivamente a due ostaggi, che sono stati identificati. Lo riferisce l'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Si trattava dei corpi dell'85enne Arie "Zalman" Zalmanowicz - proveniente dal kibbutz Nir Or - e di un altro ostaggio la cui famiglia non ha ancora autorizzato la diffusione del nome. Lo riporta The times of Israel.

Due bare sono arrivate in serata in Israele

Idf e Shin Bet hanno comunicato che due bare contenenti i corpi di ostaggi rapiti hanno attraversato il confine con Israele. "Il convoglio si sta dirigendo verso il Centro nazionale di medicina legale, dove verrà effettuata l'identificazione", hanno annunciato.

Onu: alto e diffuso rischio di ordigni inesplosi a Gaza

Il responsabile del servizio d'azione contro le mine dell'Onu (Unmas) nei territori palestinesi occupati, Luke David Irving, ha dichiarato che la popolazione di Gaza è esposta a una minaccia "incredibilmente alta" a causa degli ordigni inesplosi che disseminano l'enclave. Irving, come spiega Al Jazeera, ha sottolineato come la scorsa settimana cinque bambini palestinesi siano rimasti feriti da armi sepolte tra le macerie dei bombardamenti israeliani. "E' solo uno dei centinaia di casi segnalati", ha aggiunto in un briefing al quartier generale dell'Onu a New York. "Ad oggi, l'Unmas ha registrato 328 vittime di ordigni esplosivi, tra feriti e morti, dall'ottobre del 2023".

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