Ieri sera i miliziani hanno consegnato i resti di tre corpi ad Israle che, secondo i media israeliani, non sarebbero di ostaggi. Le Brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno assicurato che intendono recuperare tutti gli 11 corpi di ostaggi rimasti a Gaza, ma “chiedono ai mediatori e al Comitato Internazionale della Croce Rossa di fornire e preparare le attrezzature e le attrezzature necessarie per recuperare tutte le salme in una volta”. Gli Stati Uniti hanno offerto ad Hamas un passaggio sicuro dalle aree di Gaza in mano ad Israele verso le zone sotto il controllo del gruppo.
Hamas: “Accuse infondate dagli Stati Uniti sul furto di aiuti”
Il Gaza media office ha condannato quelle che definisce "accuse infondate" degli Stati Uniti secondo cui palestinesi avrebbero saccheggiato un camion di aiuti a nord di Khan Younis. Lo scrive il portale Middle East Eye.
"Le affermazioni del comando centrale Usa non sono supportate da prove e fanno parte di una campagna sistematica di disinformazione", ha dichiarato l'ufficio a Al Jazeera. Le autorità di Gaza hanno accusato le forze israeliane di colpire deliberatamente poliziotti e volontari per "diffondere caos e facilitare furti nella Striscia di Gaza".
Rubio rilancia video Centcom: “Hamas priva civili Gaza di aiuti”
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che Hamas continua a sequestrare gli aiuti umanitari destinati ai civili di Gaza da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco il mese scorso. Rubio ha condiviso a dimostrazione delle sue affermazioni le riprese di un drone diffuse dal Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), che mostrano presunti agenti di Hamas prendere il controllo di un camion che trasporta aiuti nel nord di Gaza. "Hamas continua a privare la popolazione di Gaza degli aiuti umanitari di cui ha disperatamente bisogno", ha affermato Rubio, "questo furto mina gli sforzi internazionali a sostegno del Piano in 20 punti del Presidente Trump per fornire assistenza fondamentale a civili innocenti". "Hamas è l'ostacolo", ha aggiunto, "devono deporre le armi e fermare i saccheggi affinché Gaza possa avere un futuro migliore".
Katz incontra Caine: “Discusso della smilitarizzazione di Hamas”
Oggi il capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, generale Dan Caine, ha incontrato il ministro della Difesa Israel Katz. Lo rende noto quest'ultimo in una nota, ripresa dal Times of Israel, in cui spiega che le discussioni si sono incentrate sulle "sfide negli scenari vicini e lontani, prima fra tutte la Striscia di Gaza, e del nostro impegno per il rilascio di tutti gli ostaggi, la smilitarizzazione di Gaza e il disarmo di Hamas", oltre alla "stretta cooperazione strategica e operativa tra le Forze di difesa israeliane e l'esercito statunitense, una partnership che sta plasmando la nuova realtà in Medio Oriente".
Si tratta del secondo appuntamento di Caine, fedelissimo del presidente Usa Donald Trump, da quando è arrivato in Israele nella giornata di giovedì. Ieri ha incontrato il capo di Stato Maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, e altri funzionari militari per una valutazione incentrata sulle "sfide regionali, concentrandosi principalmente sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulle sfide future sia negli scenari vicini che lontani", stando a quanto comunicato dalle stesse Idf.
Rubio: “Hamas continua a sequestrare gli aiuti per Gaza”
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che Hamas ha continuato a sequestrare gli aiuti umanitari destinati ai civili bisognosi di Gaza da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco il mese scorso, lo riferisce il Times of Israel. Rubio condivide le riprese di un drone diffuse dal Comando centrale degli Stati Uniti, che mostrano presumibilmente gli agenti di Hamas prendere il controllo di un camion che trasportava aiuti nel nord di Gaza, ieri.
"Hamas continua a privare la popolazione di Gaza degli aiuti umanitari di cui ha disperatamente bisogno. Questo furto mina gli sforzi internazionali a sostegno del Piano in 20 punti del Presidente Trump per fornire assistenza fondamentale a civili innocenti", scrive Rubio. "Hamas è l'ostacolo. Devono deporre le armi e fermare i saccheggi affinchè Gaza possa avere un futuro migliore", aggiunge il diplomatico statunitense.
Idf: “Ricevuto in visita capo stato maggiore Usa”
"Il capo di stato maggiore congiunto delle forze armate statunitensi, generale Dan Caine, ha visitato Israele nel fine settimana come ospite ufficiale del capo di stato maggiore generale, tenente generale Eyal Zamir", lo annuncia Idf sul proprio profilo su X.
"Nel corso della visita, il generale e il capo di stato maggiore hanno effettuato una valutazione congiunta della situazione, durante la quale hanno discusso delle sfide regionali, concentrandosi principalmente sulla situazione a Gaza e sulle sfide future sia nelle aree vicine che in quelle lontane".
Hamas: “Israele blocca aiuti, entrati 24% di quelli concordati”
L'ufficio stampa del governo di Gaza, controllato da Hamas, ha dichiarato che, dal cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre, la media giornaliera di camion commerciali e di aiuti umanitari entrati nella Striscia è stata di 145, pari al 24% delle 600 unità previste dall'accordo. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo i dati diffusi, tra il 10 e il 31 ottobre sono entrati complessivamente 3.203 camion, di cui 639 commerciali e 2.564 carichi di aiuti, inclusi 84 camion di carburante diesel e 31 di gas da cucina.
Il governo di Gaza ha condannato "l'ostruzionismo dell'occupazione israeliana", accusandola di essere "pienamente responsabile del peggioramento della crisi umanitaria che colpisce oltre 2,4 milioni di persone" nella Striscia di Gaza, a causa dell'assedio e delle restrizioni che limitano l'ingresso di beni essenziali.
In una nota citata da Al Jazeera, il governo di Gaza ha inoltre chiesto l'intervento immediato del presidente statunitense Donald Trump, dei Paesi garanti e dei mediatori dell'accordo "per obbligare Israele ad applicare gli impegni sottoscritti, in particolare la clausola che prevede l'ingresso di aiuti umanitari senza condizioni o restrizioni".
Israele, migliaia in piazza per i 30 anni da assassinio di Rabin
Migliaia di persone riempiono piazza Rabin a Tel Aviv e le strade circostanti per commemorare i 30 anni dall'assassinio del primo ministro Yitzhak Rabin.I partecipanti sono visti reggere cartelli con la scritta "Rabin aveva ragione", uno slogan che ha guadagnato popolarità nel contesto della guerra israeliana a Gaza e delle profonde divisioni interne al Paese, evocando gli avvertimenti di Rabin secondo cui la pace e la sicurezza non possono essere raggiunte solo con la forza. Molti sventolano anche bandiere israeliane e indossano insegne dei partiti di sinistra Yesh Atid e Democratici, scrive il Times of Israel.
La manifestazione, organizzata dal movimento "Ritorno alla Piazza" in coordinamento con il Comune di Tel Aviv e la Polizia Israeliana, è la prima in cinque anni. Gli organizzatori hanno dichiarato che gli eventi precedenti erano stati annullati a causa dei lavori in corso in Piazza Rabin e a causa di difficoltà logistiche e di sicurezza legate alla guerra. Tra fli oratori ci saranno il leader dell'opposizione e capo del partito Yesh Atid Yair Lapid, l'ex capo di stato maggiore delle IDF Gadi Eisenkot, il presidente dei Democratici Yair Golan, l'ex ministro degli esteri Tzipi Livni e l'ostaggio liberato Gadi Mozes.
Sfollati a Gaza trovano rifugio in ex residenza Arafat
La residenza nella Striscia di Gaza del defunto leader palestinese Yasser Arafat è in rovina, come la maggior parte degli altri edifici nel territorio devastato, ma i resti della lussuosa villa ora ospitano anche diverse famiglie sfollate. È quanto emerge dalle immagini di Afp Tv, che mostrano la casa, trasformata in museo dopo la morte del leader palestinese nel 2004 e decorata con murales in suo onore, circondata da macerie. La residenza si trova nel quartiere di Rimal a Gaza City ed è stata gravemente danneggiata dai raid israeliani degli ultimi due anni.
Ashraf Nafeth Abu Salem, professore universitario che ha trovato rifugio nella residenza con la sua e altre famiglie, ha dichiarato all'Afp di aver deciso di ripulire le macerie all'interno del cortile della casa, che è stato "in gran parte distrutto e bruciato".
"Apparteniamo alla generazione della prima intifada (nel 1987). Siamo cresciuti lanciando pietre", ha detto, spiegando che "il presidente Abu Ammar", come i sostenitori si riferiscono affettuosamente al leader defunto, "era un modello e un simbolo della lotta nazionale palestinese". Una porta in metallo che dà sulla strada è ornata da un poster di Arafat, che indossa la sua caratteristica kefiah e gli occhiali da sole. Dietro di lui nell'immagine c'è una foto più piccola dell'attuale presidente dell'Autorità palestinese, Mahmud Abbas.
Media: “Coloni incendiano proprietà beduini in Cisgiordania”
Dei coloni israeliani hanno dato fuoco a proprietà appartenenti a beduini che vivono vicino al villaggio di Jaba in Cisgiordania, a nord di Gerusalemme. Lo si apprende dal Times of Israel, il quale cita media palestinesi. "Secondo le segnalazioni, i coloni avrebbero anche dato fuoco a proprietà beduine nella zona ieri mattina", scrive la testata, evidenziando che al momento non risultano feriti.
Centcom diffonde video: “Operativi di Hamas saccheggiano camion degli aiuti”
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha pubblicato un video, ripreso via drone, che mostra quelli che definisce operativi di Hamas intenti a saccheggiare un camion di aiuti nella Striscia di Gaza meridionale nella giornata di ieri. In un post suo social l'ente afferma che il Centro di coordinamento civile-militare (Cmcc) guidato dagli Usa e localizzato in Israele, "ha osservato sospetti operativi di Hamas saccheggiare un camion di aiuti che viaggiava come parte di un convoglio umanitario che consegnava assistenza necessaria da partner internazionali ai palestinesi nel nord di Khan Younis" grazie all'impiego di un drone MQ-9 statunitense, utilizzato per monitorare il cessate il fuoco a Gaza. I sospetti hanno attaccato l'autista e rubato sia gli aiuti che lo stesso camion, e al momento non si hanno notizie riguardo allo stato dell'autista, si apprende dal comunicato.
Media: “Attacco israeliano con drone contro un'auto in Libano”
L'agenzia di stampa nazionale libanese, rilanciata da Al Jazeera, riferisce che un attacco israeliano con drone ha preso di mira un veicolo a Kfar Sir, nella zona meridionale di Nabatieh. L'agenzia non ha menzionato vittime.
Onu, ottobre mese peggiore per attacchi coloni Cisgiordania
L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha condannato l'aumento della violenza dei coloni israeliani contro i raccoglitori di olive palestinesi in Cisgiordania. "Ottobre 2025 è sulla buona strada per essere il mese più violento da quando l'Unrwa ha iniziato a monitorare la violenza dei coloni nel 2013", ha dichiarato l'agenzia sui suoi social. Il direttore dell'Unrwa per la Cisgiordania occupata, Roland Friedrich, ha affermato che gli attacchi contro i coltivatori di olive "minacciano lo stesso stile di vita di molti palestinesi", poiché rappresentano il principale mezzo di sostentamento per molti.
Autorità Gaza, 5 morti e 17 corpi recuperati in ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore sono state uccise cinque persone e sono stati recuperati 17 corpi a Gaza. Lo ha dichiarato il ministero della Salute di Gaza in una nota, come riporta Al Jazeera. Il bilancio complessivo delle vittime della guerra nella Striscia è salito a 68.858, con 170.664 feriti. "Molte vittime restano sotto le macerie e per le strade, perché finora le ambulanze e le squadre della protezione civile non sono riuscite a raggiungerle", ha affermato il Ministero.
Hamas: “Ci servono più attrezzature e persone per recupero corpi”
"Le Brigate Qassam affermano la disponibilità delle proprie squadre a lavorare al recupero dei corpi dei prigionieri nemici all'interno della Linea Verde, simultaneamente e in tutte le località". Lo ha dichiarato il braccio armato di Hamas in una nota, riferendosi al confine generalmente riconosciuto tra Israele e la Cisgiordania. "Le Brigate Qassam invitano i mediatori e il Comitato Internazionale della Croce Rossa a fornire e attrezzare l'equipaggiamento e il personale necessari per lavorare al recupero di tutti i corpi simultaneamente", ha poi dichiarato il gruppo citato da Al Jazeera.
In merito agli ultimi tre corpi consegnati a Israele Hamas ha dichiarato che si era offerto di fornire allo Stato ebraico campioni di resti non identificati, ma le autorità israeliane avrebbero rifiutato pretendendo di ricevere i corpi per esaminarli. Di conseguenza, venerdì la Croce Rossa ha trasferito in Israele i corpi di tre persone che tuttavia - secondo le brigate Qassam - non erano stati identificati da Hamas. Oggi, Israele ha dichiarato che quei resti non appartengono a nessuno degli ostaggi.
Media Palestina, “Israele vuole altre 2.000 unità coloniali”
La Commissione palestinese per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha rivelato che le autorità israeliane intendono esaminare la costruzione di 2.006 nuove unità coloniali durante le prossime due sessioni del 'Consiglio Superiore di Pianificazione', che prenderanno di mira otto insediamenti in Cisgiordania, tra cui a Gerusalemme. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa. Il capo della commissione, il ministro Mùayyad Shàban, ha dichiarato che la prima sessione, prevista per il 3 novembre, esaminerà quattro piccoli progetti per l'insediamento di Givat Zèev, costruito su terreni di proprietà palestinese nel villaggio di al-Jib, nel governatorato di Gerusalemme. La seconda sessione, prevista per il 5 novembre, affronterà i piani più ampi per l'insediamento di Givat Zèev a Gerusalemme, nonché per gli insediamenti di Avnei Hefetz e Anav nel Governatorato di Tulkarem, Kfar Tapuach ed Efrat nel Governatorato di Salfit, Rosh Tzurim nel Governatorato di Betlemme, Mitzpe Yericho nel Governatorato di Gerico e della Valle del Giordano e Ganei Modìin nel Governatorato di Ramallah e al-Bireh. Shaaban ha aggiunto che i piani del consiglio includono i tre principali quartieri di insediamento di Avnei Hefetz e Anav nel Governatorato di Tulkarem e l'insediamento di Rosh Tzurim all'interno del blocco di Gush Etzion, situato su terreni appartenenti al Governatorato di Betlemme. Ha proseguito affermando che, dopo il 7 ottobre, le autorità di pianificazione israeliane hanno esaminato un totale di 355 piani strutturali per la costruzione di 37.415 unità di insediamento su 38.551 dunam di terreno. Di queste, 18.801 unità sono state approvate, mentre 18.614 nuove unità abitative sono state sottoposte ad approvazione. La maggior parte di questi piani è concentrata nel Governatorato di Gerusalemme, con 148 piani strutturali, seguito dal Governatorato di Betlemme con 51 piani strutturali, Salfit con 48 piani, Ramallah e Al-Bireh con 38 piani, Qalqilya con 20, Nablus con 19 piani strutturali e altri.
Wafa: “Quasi 69 mila vittime a Gaza, 170 mila i feriti”
Fonti mediche nella Striscia di Gaza hanno annunciato che il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana in corso sulla Striscia, iniziata il 7 ottobre 2023, è salito a 68.858 palestinesi, con 170.664 feriti segnalati. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.
Le stesse fonti hanno riferito che gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto i corpi di 22 palestinesi, di cui cinque uccisi nei recenti attacchi e 17 recuperati da sotto le macerie.
Dall'accordo di cessate il fuoco dell'11 ottobre, il bilancio delle vittime è salito a 226, con 594 feriti. Le squadre di soccorso hanno anche recuperato i corpi di 499 palestinesi, mentre l'occupazione ha consegnato i resti di 30 civili, portando il numero totale di corpi ricevuti a 225.
Nel frattempo, migliaia di vittime rimangono sotto le macerie e nelle strade, dove le ambulanze e gli equipaggi della protezione civile non sono in grado di raggiungerli a causa della massiccia distruzione e delle condizioni pericolose del terreno
Patriarca Gerusalemme: “La tregua reggerà nonostante altri morti”
"Secondo me" la tregua "reggerà, perché la vogliono gli Stati Uniti e i Paesi arabi". Lo pensa il patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, analizzando la situazione a Gaza. "Le armi dovrebbero tacere, eppure - evidenzia al Sir - ogni giorno ci sono altri morti. Con l'accordo raggiunto in Egitto può aprirsi una fase nuova in cui occuparsi dell'emergenza sanitaria, sociale, abitativa, economica. Comunque, il futuro è incerto. Ci sarà da organizzare gli aiuti, coordinare i progetti". Analizzando la situazione in Cisgiordania, Pizzaballa osserva che si tratta di una "terra senza legge, con i coloni che si espandono senza limiti e senza che le forze militari israeliane intervengano". Il patriarca di Gerusalemme descrive realtà concrete: ad esempio "il boicottaggio della raccolta delle olive, che sono una fonte di vita per i palestinesi di quella regione. I check point rendono difficili, se non impossibili, gli spostamenti, la gente non può raggiungere i luoghi di lavoro, ci sono tanti villaggi prigionieri".
Media Hamas, Idf spara colpi artiglieria nel nord Gaza
Le forze israeliane hanno sparato colpi di artiglieria a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito Quds News Network, considerato affiliato ad Hamas.
Hamas, vogliamo recuperare tutti ostaggi ma serve aiuto
Le Brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno assicurato che intendono recuperare tutti insieme gli 11 corpi di ostaggi rimasti a Gaza, ma hanno bisogno di aiuto. "Le Brigate chiedono ai mediatori e al Comitato Internazionale della Croce Rossa di fornire e preparare le attrezzature necessarie per recuperare tutte le salme in una volta", ha dichiarato il gruppo. Non solo. Per completare le ricerche è necessario andare oltre la 'Linea Gialla', in quel 53% del territorio di Gaza sotto il controllo militare israeliano. Quanto ai resti di tre cadaveri consegnati ieri, Hamas ha ribadito che aveva informato di non sapere a chi appartenessero. "Abbiamo proposto di consegnare tre campioni di corpi non identificati, ma il nemico si è rifiutato di riceverli e ha chiesto i corpi completi per l'analisi. Abbiamo proceduto con la consegna per prevenire future rivendicazioni israeliane", si spiega ancora nel comunicato.
Egitto: “Impegnati per pace a Gaza secondo il piano di Trump”
L'Egitto prosegue nei suoi "incessanti sforzi" per mettere fine agli scontri e alla guerra nella Striscia di Gaza, 'conformemente al piano del presidente degli Stati Uniti'. Lo ha detto il ministro degli Esteri Badr Abdelatty incontrando questa mattina il suo omologo dell Ordine di Malta, Ricardo Paterno di Montecopo.
Sottolineando l'accoglienza favorevole riservata dall'organizzazione alle conclusioni del vertice di Sharm el Sheik, Abdelatty ha sottolineato i 50 anni di relazioni diplomatiche con l'Ordine e i numerosi progetti portati avanti anche in Egitto per "promuovere una cultura di pace e fornire servizi umanitari e per la salutè. Ha quindi affermato la volontà di rafforzare le relazioni in essere ricordando che la capitale egiziana si appresta ad ospitare la Conferenza internazionale per la ricostruzione di Gaza.
Germania e Giordania: “La forza internazionale a Gaza deve avere mandato Onu”
La Germania e la Giordania affermano che la forza di stabilizzazione internazionale che dovrebbe sostenere una futura polizia palestinese a Gaza, secondo il piano di Donald Trump per la governance post guerra nella Striscia, deve avere un mandato Onu.
"Tutti siamo d'accordo su fatto che per fare in modo che la forza di stabilizzazione sia efficace nel svolgere il suo lavoro debba avere un mandato del Consiglio di Sicurezza", ha detto il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, parlando oggi alla conferenza del Manama Dialogue in Bahrain, insieme all'omologo tedesco Johann Wadephul che, anche ha sottolineato come la forza avrà bisogno di "una chiara base nel diritto internazionale".
"Noi comprendiamo che questo sia di massima importanza per quei Paesi che potranno essere disposti a mandare truppe a Gaza e per i palestinesi, anche la Germania vuole vedere un chiaro mandato per la missione", ha aggiunto il ministro degli Esteri tedesco. Riguardo al fatto che la Giordania non invierà proprie forze nella Striscia, Safadi ha detto "siamo troppo vicini al problema e non possiamo dispiegare truppe a Gaza".
Wafa, due palestinesi uccisi in attacchi israeliani a Gaza
Secondo fonti mediche, due palestinesi sono stati uccisi e un terzo ferito dalle forze israeliane in diverse zone della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. L'ospedale Al-Awda di Nuseirat ha dichiarato di aver ricevuto il corpo di un palestinese, recuperato dagli abitanti della città di Al-Zahra. L'ospedale ha curato un altro individuo ferito dagli spari israeliani a est del campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Nel frattempo, secondo fonti mediche, un uomo palestinese è morto per le ferite riportate ieri a causa degli spari israeliani nel quartiere di Shujàiyya, a est di Gaza City.
Yuval Rabin, a Netanyahu interessa solo sua sopravvivenza
Trent'anni dopo l'assassinio del padre Yitzakh, rompe il silenzio Yuval Rabin. E punta il dito contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu accusandolo di avere di fatto protetto Hamas e di essere ora interessato unicamente alla sua sopravvivenza politica. Rabin vive da 10 anni in un paesino dell'Europa centrale insieme alla moglie Natalie ed è scomparso dalla scena pubblica. A trovarlo e intervistarlo è stata la televisione israeliana Canale 12, a pochi giorni dall'anniversario della morte dell'allora premier laburista Yitzakh Rabin, ucciso il 4 novembre del 1995, al termine di un comizio per la pace a Tel Aviv, da un estremista di destra e fanatico religioso, Yigal Amir. Rabin pagò con la vita gli accordi di Oslo, firmati con Yasser Arafat, che avrebbero dovuto portare alla pace e alla convivenza tra i due popoli. Come avrebbe reagito suo padre alla situazione che Israele sta vivendo, gli è stato chiesto. "Sarebbe sconvolto", spiega nella rara intervista concessa. Yuval racconta del clima di odio contro il padre scatenato da esponenti della destra, compresi il premier Benjiamn Netanyahu e l'attuale ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir. Tale che al funerale la madre Leah si rifiutò di stringere la mano a Netanyahu. Yuval invece ha incontrato l'attuale premier e l'impressione che ne ha avuto è stata netta. "L'uomo è distaccato, non sente, non ascolta. Pensa solo a quale profitto può trarre da una situazione", assicura, "è motivato solo dall'opinione pubblica e solo dalla sua sopravvivenza personale". Compreso quando si tratta del processo cui è sottoposto. Il padre Yitzakh scelse di dimettersi dopo che si scoprì che la moglie Leah aveva un conto in dollari in una banca negli Stati Uniti, cosa vietata all'epoca. "Non voleva vedere lo Stato di Israele contro il Primo Ministro di Israele. Perché nulla del genere può accadere, lo vediamo dal vivo oggi", spiega.
Media, 'coloni Cisgiordania aggrediscono raccoglitori olive'
Coloni israeliani hanno aggredito dei raccoglitori di olive palestinesi in un villaggio della Cisgiordania, accompagnati da una guardia armata della colonia di Yitzar, secondo quanto scrive il Times of Israel. Gli aggressori, scrive il giornale, hanno colpito nel villaggio di Burin, costringendo i contadini arabi a lasciare a terra il loro raccolto.
Idf, “in secondo raid Libano sud ucciso dirigente Hezbollah”
Nel secondo dei due raid con droni compiuti ieri da Israele sul sud del Libano è stato colpito e ucciso un importante dirigente militare di Hezbollah, secondo quanto rivendica oggi l'Idf, citato dai media israeliani. L'attacco è avvenuto nella zona di Nabatieh e la vittima accertata, secondo l'Idf, citato dal Times of Israel, sarebbe membro dell'unità di élite Radwan Force, indicato come "responsabile dell'organizzazione di attentati contro lo Stato di Israele" e della "riorganizzazione delle infrastrutture militari" della milizia filo-iraniana libanese.
Per due terzi cittadini, Israele è Stato vassallo Usa
Il 69 per cento degli Israeliani ritiene che il proprio paese sia diventato uno stato vassallo dell'America. Lo rivela un sondaggio di Canale 12. Secondo la stessa inchiesta, il 67% degli Israeliani pensano anche che siano gli Stati Uniti al momento a decidere le operazioni delle forze armate a Gaza.
Media, i 3 corpi consegnati non sono di ostaggi israeliani
I resti, definiti "parziali", di tre persone restituiti da Hamas a Israele nelle ultime ore attraverso la Croce Rossa non appartengono a ostaggi israeliani: lo scrive il Times of Israel, citando le autorità preposte all'identificazione dei cadaveri. A escludere che i resti parziali appartengano a ostaggi israeliani sono stati i test sul Dna condotti da Abu Kabir presso l'Istituto di Medicina Legale, scrive a sua volta il Jerusalem Post. La Croce Rossa ha consegnato i resti alle truppe dell'Idf la scorsa nottì, scrive il giornale, aggiungendo che Hamas non ha specificato quali resti stesse consegnando. "Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), in qualità di intermediario neutrale, ha assistito questa sera, su richiesta e con l'approvazione di entrambe le parti, la restituzione dei resti di tre corpi alle autorità israeliane. Il processo di identificazione è di competenza delle autorità competenti in Israele e sarà da loro effettuato", si legge nella dichiarazione del Cicr. Giovedì sera Hamas, sempre tramite la Cicr, aveva riconsegnato i cadaveri degli ostaggi uccisi Amiram Cooper e Sahar Baruch.
Hamas restituisce resti di tre corpi
La Croce Rossa ha ricevuto da Hamas e consegnato a Israele resti di tre corpi, forse di ostaggi. Lo riferisce il Times of Israel. Non è chiaro se i resti siano di persone già restituite o di qualcuno degli 11 ostaggi sepolti a Gaza; sono stati portati all'istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv per l'identificazione.