Live

Guerra in Iran, news del 7 marzo. Media Israele: “Ferito il figlio di Khamenei”

Guerra in Iran, news del 7 marzo. Media Israele: “Ferito il figlio di Khamenei”
(afp)
Iran: “Entro 24 ore riunione per scegliere la nuova Guida Suprema”. Pezeshkian si scusa con i Paesi vicini: “Non li colpiremo se non attaccano”.Trump: “Da bulli a perdenti”. Colpita la base Usa in Bahrein. Teheran: “Lo stretto di Hormuz è aperto”. Un morto a Dubai
1 minuti di lettura

“L’Iran è passato da bullo a perdente e ora colpiremo duro, anche nelle zone non attaccate”, ha commentato il presidente Usa Trump dopo che il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha detto:“Devo scusarmi a nome mio e a nome dell'Iran con i Paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran". In un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, che "il consiglio di leadership ad interim ha deciso che non vi saranno più attacchi contro i Paesi vicini". E poi ha aggiunto: “Combattiamo fino alla morte”. Teheran ha annunciato che “lo stretto di Hormuz è aperto, saranno colpite solo le navi americane e israeliane”. All’alba c’è stato un nuovo allarme all’aeroporto di Dubai, dove sono stati intercettati diversi droni e lo scalo è stato chiuso temporaneamente.

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) emb]]

Punti chiave

Trump: “Vogliamo scegliere un presidente iraniano che non porti il Paese in guerra”

“Non vogliamo tornare ogni cinque o ogni dieci anni a fare questo. Vogliamo scegliere un presidente che non porti il proprio Paese in guerra". Lo ha ribadito Donald Trump parlando del prossimo leader iraniano.

Trump: “L'invio di portaerei da Londra sarebbe stato bello due settimane fa”

L'invio di portaerei britanniche "sarebbe stato carino due settimane fa". Lo ha detto Donald Trump criticando Londra. In un precedente messaggio su Truth, il presidente aveva riferito che il Regno Unito sta pensando all'invio ma che gli Stati Uniti "ora non ne hanno bisogno".

Trump sui caduti: “Giorno triste ma fa parte della guerra”

Donald Trump ha definito un "giorno molto triste" quello del ritorno in Usa delle salme dei sei soldati americani uccisi dall'Iran in Kuwait, e accolti da lui e dalla first lady in Delaware. Ma il Presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che "fa parte della guerra".

Trump: “Inviare soldati? Non rispondo, forse se ci sono ottime ragioni”

"Non rispondo. Potrebbe essere? Forse, ma devono esserci ottime ragioni". Lo ha detto Donald Trump a chi gli chiedeva della possibilità di schierare boots on the ground in Iran.

Trump: “Il bombardamento sulla scuola fatto dall'Iran”

“Sulla base di quello che visto" il bombardamento sulla scuola è "stato fatto dall'Iran". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che Teheran è molto "inaccurata" con le sue munizioni.

Trump: “Abbiamo detto ai curdi che non vogliamo vadano in Iran”

"Abbiamo detto ai curdi che non vogliamo che vadano" in Iran. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.

Trump: “Non ho deciso quanto durerà la guerra in Iran”

Donald Trump ha detto di non aver deciso quanto durerà la guerra in Iran. Senza definire una tempistica, il presidente si è limitato a dire: “Whatever it takes”, tutto il necessario.

Trump: “Nessuna indicazione che la Russia stia aiutando l'Iran”

"Non c'è nessuna indicazione in merito". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se la Russia aiutasse Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

Trump: “Londra pensa di inviare due portaerei in Medio Oriente”

"Il Regno Unito, una volta un nostro grande alleato, forse il più grande, sta finalmente pensando seriamente all'invio di due portaerei nel Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più, ma ce ne ricorderemo. Non vogliamo che la gente si unisca alla guerra quando l'abbimao già vinta". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Iraq, drone prende di mira base militare Usa vicino all'aeroporto di Erbil

Un drone ha preso di mira una base militare statunitense vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione curda dell'Iraq settentrionale. Lo scrive Al Jazeera, il cui corrispondente ha riferito di un fuoco antiaereo dopo aver udito diverse esplosioni. Le difese aeree, aggiunge l'emittente qatariota, sembravano aver intercettato il drone. Non ci sono stati commenti immediati da parte di funzionari statunitensi o iracheni.

Netanyahu contro leader occidentali: “Deboli e flaccidi”

Benjamin Netanyahu contro i leader occidentali, che accusa di essere "deboli e flaccidi". In una dichiarazione video, il premier israeliano ha sostenuto che "molti paesi ci stanno chiedendo di collaborare, perché vedono l'ipocrisia dell'Onu che non ha fatto nulla di fronte al massacro in Iran e vedono la debolezza e la mollezza dei leader occidentali". Secondo Netanyahu, "il nostro successo nella guerra porterà non solo alla rimozione della minaccia nucleare e alla pace tra Israele e Iran, ma anche alla pace in tutto il mondo".

Larijani: “Trump vuole fare come in Venezuela, ma sbaglia”

Il Segretario Generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, ha affermato che l'America immaginava di poter porre fine alla guerra in breve tempo, come aveva fatto in Venezuela, ma ha fallito. Larijani ha spiegato che l'America voleva diffondere il caos in Iran assassinando il leader Khamenei e alcuni funzionari, ma ha fallito. Larijani ha aggiunto che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump crede erroneamente di poter ripetere quanto fatto in Venezuela perché non conosce il nostro popolo e la regione, sottolineando i contatti degli americani con i gruppi separatisti curdi per agire contro l'Iran. "Trump afferma che dovrebbe essere coinvolto nella scelta del prossimo Leader Supremo, ma queste sono affermazioni sciocche" dice Larijani.

Larijani: “Usa e Israele vogliono disintegrarci”

"Il loro obiettivo è la fondamentale disintegrazione dell'Iran". E' l'accusa mossa a Stati Uniti e Israele dal capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, in un'intervista alla tv di Stato.

(reuters)

Iran: “Israele si ritiri dall’Azerbaijan”

Le Forze Armate iraniane hanno chiesto a Baku di ritirare le truppe israeliane dall'Azerbaijan. Lo ha dichiarato un portavoce del Quartier Generale delle Forze Armate della Repubblica Islamica, Khatam al-Anbiya. "Dichiariamo allo Stato vicino dell'Azerbaijan, in quanto Paese musulmano, che per impedire la diffusione dell'instabilità nella regione, è necessario ritirare i sionisti dal suo territorio e non minacciare la sicurezza del suo popolo e dell'Iran", ha affermato la televisione e la radio di Stato iraniana, citando le sue parole.
Il 5 marzo, il Ministero degli Esteri azero aveva riferito dello schianto di due droni lanciati dall'Iran nei pressi dell'aeroporto di Nakhchivan. L'edificio dell'aeroporto è stato danneggiato e due persone sono rimaste ferite. Il Ministero degli Esteri azero aveva osservato che Baku si riserva il diritto di rappresaglia. Lo Stato Maggiore iraniano, da parte sua, aveva negato che i droni fossero stati lanciati in Azerbaijan, incolpando Israele dell'incidente.

Netanyahu: “Non vogliamo dividere l’Iran, vogliamo liberarlo”

"Non stiamo cercando di dividere l'Iran, stiamo cercando di liberarlo". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video, nel quale, rivolto agli iraniani, ha sottolineato che alla fine "dipende da voi". "Il momento della verità si sta avvicinando", ha detto ancora.

Raid su infrastrutture petrolifere a Teheran

L'aeronautica militare israeliana sta colpendo le infrastrutture petrolifere iraniane a Teheran, affermano funzionari israeliani come riporta Times of Israel. E' la prima volta dall'inizio di questa guerra che Israele colpisce le infrastrutture nazionali della Repubblica islamica. In particolare sarebbero stati colpiti depositi di una raffineria petrolifera, secondo le immagini diffuse dal popolare canale Telegram iraniano Vahid Online. Le Idf hanno dichiarato poco fa di aver lanciato una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano nella capitale.

Netanyahu: “Abbiamo piano organizzato per il cambio di regime”

Israele "ha un piano organizzato con molte sorprese" per la prossima fase della guerra in Iran, "per destabilizzare il regime e rendere possibile un cambio". E' quanto ha sostenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video, nel quale si è rivolto ai Pasdaran: "Siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non subirà alcun danno. Chi non lo farà, avrà il sangue sulla testa".

Monito Turchia contro tentativi di scatenare la guerra civile in Iran

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha messo in guardia contro i tentativi di scatenare una guerra civile in Iran. "Ci opponiamo a tutti gli scenari volti a scatenare una guerra civile in Iran sfruttando le divisioni etniche o religiose. Si tratta di uno scenario estremamente pericoloso. Mettiamo apertamente in guardia tutti, occidentali e orientali, contro questo scenario", ha dichiarato in una conferenza stampa a Istanbul.
"Ho sollevato la questione con il segretario di Stato americano Marco Rubio durante la nostra conversazione telefonica. Hanno dichiarato di non essere coinvolti in un'impresa del genere e di non avere alcuna intenzione di farlo", ha dichiarato il ministro degli Esteri turco in merito alla possibilità che gli Stati Uniti addestrino gruppi curdi iraniani per la guerra contro l'Iran.
"Speriamo che i leader d'opinione curdi nella regione non commettano l'errore di assumersi una responsabilità così storica. Siamo in costante contatto con Barzani, Talabani e altre parti interessate. Un simile errore sarebbe irreparabile", ha aggiunto, riferendosi ai leader del Kurdistan iracheno.

Netanyahu ai pasdaran: “Chi si arrende verrà risparmiato”

"I Guardiani della rivoluzione sono nel nostro mirino. Chi abbandonerà le armi sarà graziato, altrimenti lo colpiremo. Al popolo iraniano: il momento della verità si avvicina. La liberazione dal giogo del regime dipende da voi. Credo che se vi presenterete nel momento della verità, non sarà lontano il giorno in cui Israele e Iran torneranno a essere amici coraggiosi", lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in un video.

Netanyahu: “Abbiamo il controllo quasi totale dello spazio aereo”

"Abbiamo il controllo quasi totale dello spazio aereo iraniano". Lo ha annunciato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso in tv al termine dell'ottava giornata di attacchi contro l'Iran condotti insieme agli Stati Uniti.

Netanyahu: “Andiamo avanti, stiamo cambiando il Medio Oriente”

"Andiamo avanti con tutta la forza. Come ho promesso due giorni dopo il massacro del 7 ottobre, stiamo cambiando la faccia del Medio Oriente". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione.

L’Idf sta attaccando per la prima volta depositi di petrolio in Iran

L'esercito israeliano sta attaccando per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet.

La Turchia a Teheran: “State attenti”

La Turchia torna ad avvertire Teheran, dopo che nei giorni scorsi le difese della Nato sul suo territorio hanno intercettato il lancio di un missile balistico. "Non siamo un Paese che si che si lascia provocare facilmente - ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan ai giornalisti a Istanbul - Abbiamo parlato con i nostri amici in Iran e abbiamo detto che se si trattava di un missile che aveva perso la rotta, era un conto. Ma se la situazione dovesse continuare... Il nostro consiglio è: state attenti, non lasciate che nessuno in Iran si imbarchi in un'avventura del genere".

Detriti di un missile intercettato su un’auto, un morto a Dubai

Una persona è morta a Dubai che dopo i detriti provocati dall'intercettazione di un proiettile lanciato dall'Iran sono finiti sulla sua auto. Lo ha riferito il Dubai media office, precisando che la vittima è di origine asiatica.

Esplosioni a Teheran e Gerusalemme

Nuova serie di forti esplosioni a Teheran e Gerusalemme. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp sul posto.

Attaccata l’ambasciata Usa a Baghdad

Il canale televisivo iracheno Naia, vicino agli sciiti, riferisce che l'ambasciata statunitense a Baghdad è stata attaccata. L'ambasciata statunitense in Giordania ha esortato vivamente gli americani a lasciare il Paese.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “Siamo pronti all'escalation”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, se dovesse cercare un'escalation, le forze armate iraniane sono pronte. Araghchi ha affermato in una dichiarazione che l'apertura del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, alla de-escalation nella regione è stata "immediatamente annientata" dalla cattiva interpretazione delle capacità dell'Iran da parte di Trump. "La disavventura durata una settimana è già costata all'esercito americano 100 miliardi di dollari, oltre alle vite di giovani soldati", ha affermato Araghchi, aggiungendo che il costo sarebbe stato trasferito ai cittadini americani.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “Apertura di Pezeshkian uccisa da errata interpretazione di Trump”

"L'apertura del presidente Masoud Pezeshkian alla de-escalation nella nostra regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano, è stata quasi immediatamente uccisa dall'errata interpretazione da parte del presidente Trump delle nostre capacità, determinazione e intenzioni".
E' l'accusa che arriva dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, in una dichiarazione diffusa stasera al termine di una giornata che si era aperta con la dichiarazione 'distensiva' di Pezeshkian e le scuse ai Paesi del Golfo, seguita da una sua parziale correzione dopo che Donald Trump aveva parlato di "resa" di Teheran e poi dall'affermazione del capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei, secondo cui continueranno gli attacchi contro i Paesi che aiutano "il nemico". Se Trump cerca l'escalation, è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che otterrà", ha minacciato Araghchi, citando il rapporto dell'intelligence americana, secondo cui "la guerra all'Iran è destinata a fallire".

Media Israele: “Ferito il figlio di Khamenei”

"L'erede designato in Iran, il figlio di Khamenei, è stato ferito ma a quanto pare è ancora vivo". Lo ha reso noto in un post su X Amit Segal, giornalista dell'emittente israeliana Channel 12 e Ynet. Mojtaba Khamenei, il secondogenito della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, è considerato il favorito ad essere scelto come nuovo leader dall'Assemblea degli Esperti.

Tajani: “Rimpatriati oltre 20mila italiani da inizio crisi”

"Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con tutti gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso. Innanzitutto ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria dei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20mila persone che sono state rimpatriate dall'inizio della crisi". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina. "Continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare o, laddove vengono riaperti gli aeroporto, inserendo i nostri connazionali nei voli che partono", ha aggiunto, sottolineando che "la situazione è leggermente migliorata per quanto riguarda la pressione dei nostri connazionali".

Iran, esplosioni a Isfahan

L'emittente Al Jazeera ha segnalato esplosioni udite a Isfahan, in Iran

Attacchi iraniani a Dubai e Manama, danni a edifici

Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha riferito che gli attacchi iraniani hanno causato un incendio e danni materiali a una casa e ad alcuni edifici nella capitale Manama. "La protezione civile sta adottando misure per domare l'incendio", si legge nel comunicato.
Una forte esplosione è stata anche udita a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo scrive l'agenzia di stampa francese Afp. Il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha annunciato che un missile balistico lanciato dall'Iran verso la base aerea di Prince Sultan ha colpito un'area disabitata.

Dubai, un drone colpisce l'aeroporto: il video dell'esplosione e il caos nello scalo

Tajani: “Teheran ha attaccato un Paese europeo, noi non siamo in guerra”

"Finora è stato l'Iran che ha attaccato un Paese europeo. Noi non abbiamo affatto attaccato l'Iran e abbiamo sempre ripetuto che l'Italia non è in guerra con nessuno". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo alle minacce di Teheran su possibili ritorsioni contro attacchi da parte dei Paesi europei. "Abbiamo deciso di coordinare la nostra azione di difesa qualora ci fosse un attacco, insieme agli alleati europei - ha detto Tajani citando l'esempio di Cipro - Da domenica scorsa ci muoviamo in sinergia con l'Unione Europea, come stiamo facendo anche adesso sulla questione Unifil".

(ansa)

Tajani: “Dallo Stretto di Hormuz oggi passate 2 o 3 navi, danni a economia mondiale”

"Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, non è formalmente chiuso ma oggi sono passate 2 o 3 navi, siamo a una chiusura sostanziale e non formale e questo provocherà danni economici all'economia mondiale". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina.

Bahrein: “Incendio e danni materiali per l’aggressione iraniana”

Un attacco iraniano ha provocato un incendio a Manama, che distrutto un'abitazione e altri edifici. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno del Bahrein, denunciando "l'aggressione iraniana" contro la capitale: "La difesa civile sta prendendo le misure necessarie per estinguere l'incendio".

Media: nuova esplosione a Dubai

Una nuova forte esplosione è stata avvertita a Dubai. Lo ha riferito l'Afp, dopo che gli Emirati avevano annunciato "minacce in arrivo con missili e droni dall'Iran".

L’Idf ordina l’immediata evacuazione del sud di Beirut

L'esercito israeliano ha rivolto oggi un appello agli ultimi abitanti rimasti nella zona sud di Beirut a evacuare "immediatamente" l'area in previsione di nuovi raid contro obiettivi di Hezbollah. In un comunicato, il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, ha intimato: "Allerta urgente per gli abitanti della periferia sud di Beirut, in particolare per quelli che non hanno ancora evacuato la zona. Lo ripetiamo: salvatevi la vita e lasciate le vostre case immediatamente".

Media: gli Usa inviano in Medio Oriente sistemi anti-droni testati in Ucraina

Gli Stati Uniti stanno inviando in Medio Oriente sistemi anti-droni testati in Ucraina per contrastare gli attacchi iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo la quali un numero limitato di sistemi Merops si sta muovendo verso il Medio Oriente dagli arsenali americani in Europa. I sistemi sono accompagnati da personale americano specializzato nel loro uso per addestrare le truppe. È probabile che anche l'Ucraina fornisca degli addestratori. Gli Stati Uniti non sono gli unici interessati all'esperienza dell'Ucraina sul campo di battaglia. Di recente anche funzionari del Qatar e di altri paesi del Golfo hanno avuto incontri con i produttori di armi Ucraina per imparare dalla loro esperienza.

Media: intercettato missile lanciato verso il Qatar

Il Qatar ha intercettato e distrutto un missile lanciato verso il proprio territorio. Lo riferisce Al Jazeera.

Teheran: “Abbiamo le prove che alcuni Paesi del Golfo sono a disposizione del nemico”

eheran sostiene di avere "le prove" che alcuni Paesi della regione si sono "messi a disposizione del nemico", facendo usare il loro territorio per lanciare attacchi contro la Repubblica islamica. Le accuse arrivano dal capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, uno dei tre membri del consiglio provvisorio iraniano, secondo cui, "al momento, le prove di cui dispongono le forze armate mostrano che la geografia di alcuni Paesi della regione e apertamente e segretamente messa a disposizione del nemico e che da queste postazioni sono condotte le aggressioni contro il nostro Paese".

I pasdaran: “L’attacco alla base Usa in Bahrein? Rappresaglia perché hanno colpito impianto di desalinizzazione”

"In risposta all'attacco dei terroristi americani all'impianto di desalinizzazione di Qeshm, la base americana di Juffeir" in Bahrein "è stata immediatamente presa di mira dai missili" iraniani. Lo affermano i Guardiani della rivoluzione secondo quanto riportato dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Ong: moti finora 1.172 civili e 176 militari

Gli attacchi di Usa e Israele hanno finora causato in Iran la morte di 1.172 civili, tra cui almeno 194 bambini, e di 176 militari. Lo riferisce l'Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, riferisce la Cnn.

Il presidente degli Emirati: “Siamo in tempo di guerra, i residenti sono parte della nostra famiglia”

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, ha affermato, per la prima volta dall'inizio dell'operazione militare israelo-americano contro l'Iran, che il Paese si trovano in "tempo di guerra". Lo riporta Haaretz. "Adempiremo al nostro dovere nei confronti del nostro Paese, del nostro popolo e dei residenti, che fanno parte della nostra famiglia - ha affermato bin Zayed - Non siamo una preda facile. Abbiamo la pelle spessa e la carne dura".

Iran: “Entro 24 ore riunione per scegliere la nuova Guida Suprema”

La riunione del Consiglio di esperti iraniano per eleggere la nuova Guida Suprema del Paese si terrà nelle prossime 24 ore. Lo ha annunciato il membro del consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari citato dall'agenzia Fars. "I rappresentanti del popolo nell'Assemblea degli Esperti attendono con impazienza che si verifichino le condizioni e deliberino per selezionare un nuovo leader e successore dell'Imam martirizzato" Ali Khamenei e "abbiamo la fiduciosa speranza che, con l'aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore", ha affermato Mozaffari. La notizia è rilanciata anche da Ria Novosti

Teheran: “Attaccata base Usa in Bahrein”

- I pasdaran iraniani hanno affermato di aver sferrato un attacco missilistico verso la base Usa di Juffair, in Bahrein. Lo riporta Al Jazeera.

Trump: “Con l’operazione in Iran abbiamo fatto un favore al mondo”

Con l'operazione in Iran "abbiamo fatto un favore al mondo". Lo ha detto Donald Trump. Teheran, ha aggiunto, era vicino a ottenere l'arma nucleare.

Media: udite esplosioni in Bahrein, Emirati e Qatar”

Nonostante le rassicurazioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che aveva annunciato un cessate il fuoco verso i Paesi del Golfo, nella tarda serata locale si sono registrate nuove esplosioni in Bahrain, ad Abu Dhabi e in Qatar. Lo riferisce la Cnn, secondo cui testimoni in Bahrain hanno segnalato una serie di forti detonazioni, senza che fosse subito chiaro se fossero dovute a impatti diretti o a missili intercettati. L'agenzia iraniana Fars ha parlato di "forti esplosioni nelle basi americane in Bahrain". Fonti hanno riferito inoltre all'Afp che sono state udite "diverse esplosioni" anche a Doha. Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Emirati Arabi Uniti ha scritto su X che "i sistemi di difesa aerea stanno attualmente rispondendo a una minaccia missilistica", invitando la popolazione a "restare in un luogo sicuro". In precedenza, Pezeshkian si era scusato con i Paesi del Golfo per gli effetti degli attacchi iraniani con droni e missili contro basi statunitensi, precisando che l'Iran avrebbe sospeso le operazioni contro i vicini a meno di essere attaccato.

Hegset: “Dobbiamo difendere la civiltà cristiana”

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti a difendere la "civiltà occidentale cristiana". "Condividiamo" con i Paesi ispanici, ha detto, "culture, la civiltà occidentale cristiana, condividiamo tutte queste cose, dobbiamo avere il coraggio di difendere", ha detto Trump, rivolto ai rappresentanti dei Paesi dell'America Latina e caraibici intervenuti al vertice sulla sicurezza organizzato al Trump National Doral, il resort di lusso di Trump a Miam, "nel nostro Paese abbiamo un Comandante in capo che ha tracciato questa direzione, e al dipartimento della Guerra stiamo seguendo quella rotta".

Rubio: “La sicurezza nell’emisfero occidentale è una priorità”

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che "la sicurezza nell'emisfero occidentale sarà una priorità, e il presidente Donald Trump ne ha fatto una priorità". Rubio ha poi lanciato lo stesso messaggio in spagnolo.

Bahrein: forti esplosioni a Manama

Forti esplosioni sono state avvertite a Manama, la capitale del Bahrain. Lo riportano giornalisti dell'Afp, precisando di aver avvertito almeno 5 esplosioni nella città.

Trump: “Negli ultimi giorni affondate 42 navi da guerra iraniane”

Le forze di Usa e Israele negli ultimi giorni hanno affondato 42 navi da guerra iraniane e distrutto buona parte dell'aviazione e del sistema di comunicazioni della Repubblica Islamica. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump al vertice Shield of the Americas nel suo golf club di Doral. Trump ha assicurato che l'operazione militare sta andando "meravigliosamente" e ha ringraziato il "fantastico" segretario alla Difesa, Pete Hegseth, "che sta facendo un grandissimo lavoro". Il presidente ha inoltre respinto le accuse di "militarismo" rivendicando di aver "portato a termine otto guerre".

Media: l’Iran prepara attacchi contro nuovi obiettivi Usa

L'Iran sta studiando attacchi su obiettivi Usa nella regione mediorientale che finora non erano stati presi di mira. Lo ha riferito alla Cnn un alto funzionario di Teheran. "Se colpiranno nuovi bersagli, lo faremo anche noi", ha commentato il funzionario

Iran: “Gli Usa hanno colpito un impianto di desalinizzazione sull'isola di Qeshm”

"Gli Stati Uniti hanno commesso un crimine palese e disperato attaccando un impianto di desalinizzazione dell'acqua dolce sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post sul suo account X, aggiungendo: “Attaccare le infrastrutture dell'Iran è una mossa pericolosa con gravi conseguenze. Sono stati gli Stati Uniti a creare questo precedente, non l'Iran".
Secondo Araghchi, l'attacco ha compromesso l'approvvigionamento idrico di 30 villaggi.

Pezeshkian: “Le scuse non negano il nostro diritto alla difesa”

Le scuse porte ai Paesi del Golfo attaccati dall'Iran non negano il diritto della Repubblica Islamica a difendersi dall'aggressione israelo-statunitense. Lo ha chiarito su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dopo che un suo messaggio precedente era stato interpretato dall'omologo Usa, Donald Trump, come un'affermazione di resa. "La Repubblica islamica dell'Iran ha sempre sottolineato la preservazione e la prosecuzione di relazioni amichevoli con i governi della regione basate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale", sottolinea Pezeshkian, "ciònon nega il diritto intrinseco dell'Iran di difendersi dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista". "Restiamo in piedi e resistiamo fino alla morte per difendere il nostro paese", ha continuato il presidente iraniano, "non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini, ma abbiamo piuttosto preso di mira basi militari, installazioni e strutture americane nella regione".

Trump: “Alla campagna in Iran darei 15 in una scala da 1 a 10”

"Alla campagna in Iran darei 15 su una scala da 1 a 10". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che 42 navi iraniane sono state distrutte.

Trump: “I soldati uccisi nella guerra in Iran sono eroi”

I soldati americani uccisi nella guerra in Iran "sono degli eroi": "cercheremo di ridurre" per perdite ai minimi. Lo ha detto Donald Trump ricevendo i leader dell'America Latina in Florida

Trump: “Abbiamo distrutto le comunicazioni dell’Iran, non so come faranno adesso”

“Le loro comunicazioni e telecomunicazioni sono interrotte. Non so come comunichino adesso, ma immagino che troveranno un modo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando dell'operazione militare in Iran nel corso di un evento sullo "Shield of Americas".

Gli Usa iniziano a usare le basi della Gran Bretagna, Londra invia elicottero

Gli Stati Uniti hanno iniziato a utilizzare le basi britanniche "per specifiche operazioni difensive mirate a impedire all'Iran di lanciare missili nella regione". Lo riferisce su X il ministero della Difesa di Londra, dopo giorni di lamentele del presidente Usa, Donald Trump, sull'insufficiente collaborazione dell'alleato.
Il Regno Unito, aggiunge il comunicato, ha inoltre inviato un elicottero Merlin nella ragione per rafforzare la sorveglianza, mentre i Typhoon e gli F-35 della Royal Air Force continuano a pattugliare i cieli di Cipro, Giordania e Qatar

La compagnia petrolifera del Kuwait annuncia il taglio della produzione

Il Kuwait ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e della raffinazione del petrolio greggio a seguito dei continui attacchi dell'Iran contro il Paese e delle "minacce iraniane al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo riporta il Guardian. Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera statale, ha affermato che la decisione rientra nella sua "strategia di gestione del rischio e continuità operativa".

Trump domani in Delaware per l’arrivo delle salme dei militari in Iran

Donald Trump e la First Lady Melania riceveranno alla Dover Air Force Base, in Delaware, i militari americani uccisi nella guerra contro l'Iran. Finora sono sei i soldati statunitensi che sono stati uccisi da quando sono iniziati gli attacchi una settimana fa. Non è ancora chiaro se rientreranno negli Stati Uniti le salme di tutti e sei i morti. In passato Trump ha definito le cerimonie a Dover una delle esperienze "più dure" mai fatte. Nel 2019 disse che la cosa peggiore che aveva dovuto fare era firmare le lettere per i genitori dei soldati morti.

Idf: colpiti 16 jet degli Hezbollah per il trasporto delle armi

L'Israeli Air Force ha colpito nella serata di ieri diversi obiettivi a Teheran, tra cui infrastrutture dell'aeroporto di Mehrabad utilizzate dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Lo ha comunicato l'esercito israeliano. Durante l'attacco - si legge nel comunicato delle Idf - sono stati colpiti 16 aerei della Quds Force, considerati utilizzati per trasportare armi e fondi a Hezbollah in Libano e ad altri attori mediorientali. L'esercito ha aggiunto che sono stati danneggiati anche diversi jet da combattimento iraniani.

Libano: dall’inizio dei nuovi raid israeliani i morti sono 1249

Gli attacchi israeliani in Libano di questa settimana hanno causato finora la morte di 294 persone e il ferimento di altre 1.023. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese.

L’ambasciata italiana organizza il trasporto via terra per chi vuole lasciare Israele

Per agevolare il rientro in Italia nel più breve tempo possibile e nel rispetto delle linee guida di sicurezza diramate dalle autorità israeliane, l'Ambasciata d'Italia ha organizzato un trasporto assistito via terra verso il valico di Taba, al confine con Egitto. La partenza in autobus, con a bordo personale dell'Ambasciata, è prevista domenica 8 marzo alle ore 7,30 dalla sede dell'Ambasciata a Tel Aviv (HaMered Street 25). L'arrivo al valico di Taba è previsto intorno alle ore 14,00.
Una volta completate le procedure di frontiera, che potranno durare anche diverse ore, i connazionali saranno assistiti dall'Ambasciata d'Italia al Cairo per il trasferimento verso l'aeroporto di Sharm el-Sheikh, in funzione del volo di rientro che deve essere prenotato individualmente. Il trasporto in autobus, in Israele e in Egitto, è messo a disposizione gratuitamente dalle rispettive Ambasciate. La prenotazione e il costo dei biglietti aerei, nonché eventuali pernottamenti in hotel in Egitto, restano invece a carico dei connazionali.

Media: “La Casa Bianca blocca il rapporto dell’intelligence sulle minacce iraniane in Usa”

La Casa Bianca sta bloccando le agenzie di intelligence dall'avvertire le forze dell'ordine americane sulla crescenti minacce negli Stati Uniti legate alla guerra in Iran. Secondo quanto riporta il Daily Mail, l'Fbi, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e l'antiterrorismo stavano preparando venerdì una dichiarazione congiunta per le autorità statali e locali per metterle in guardia sui crescenti rischi dovuti alla guerra. La Casa Bianca ha però "sospeso" la diffusione della dichiarazione. "Stiamo collaborando con le agenzie per verificare che le informazioni siano accurate anche se questo significa impiegare più tempo per la revisione", si è limitata a osservare la Casa Bianca con il Daily Mail. Nel bollettino di cinque pagine si metteva l'accento sugli obiettivi sensibili e di parlava di "individui radicalizzati che avrebbero potuto sfruttare il conflitto come giustificazione per la violenza.

Teheran: “Gli Usa hanno colpito un aereo civile”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha condannato gli attacchi aerei contro gli aeroporti civili, definendo l'episodio "un altro malvagio capitolo nella campagna di terrore e atrocità degli aggressori contro gli iraniani". Il riferimento di Baghaei è ai recenti bombardamenti - attribuiti agli Stati Uniti e a Israele - nei quali sarebbe stato colpito e distrutto un aereo passeggeri Iran Air parcheggiato all'aeroporto di Bushehr. Il velivolo, secondo fonti iraniane, era vuoto al momento dell'attacco. Il portavoce ha denunciato l'azione come "un attacco intenzionale alle infrastrutture civili" e una violazione del diritto internazionale.

Pezeshkian ribadisce: “In piedi fino alla morte, colpiremo solo l’aggressore”

L'Iran non si arrenderà. Il presidente Massoud Pezeshkian lo ha chiarito un una serie di post su X in cui è tornato sui rapporti con i Paesi del Golfo colpiti dalla rappresaglia di Teheran. Senza però menzionare più le "scuse" porte questa mattina. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha sempre sottolineato il mantenimento e la continuazione di relazioni amichevoli con i governi regionali, basate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale. Ciò non nega il diritto intrinseco dell'Iran a difendersi dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista", ha scritto.
"Restiamo in piedi e resistiamo fino alla morte per difendere il nostro Paese", ha assicurato. "Le operazioni difensive dell'Iran sono mirate esclusivamente contro obiettivi e strutture che sono fonte e origine di azioni aggressive contro la nazione iraniana, e li consideriamo nostri obiettivi legittimi", ha insistito.
"Non abbiamo attaccato i nostri paesi amici e vicini, ma abbiamo preso di mira basi militari, installazioni e strutture americane nella regione", ha ribadito.

Teheran: “Petroliera Usa colpita da un drone nel Golfo”

La Marina iraniana ha annunciato di avere colpito con un drone la petroliera 'Louise P' nel Golfo Persico. Secondo la televisione di Stato, la nave batte bandiera delle isole Marshall ma e' "di proprieta' statunitense". "La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie aveva annunciato in precedenza che tutti gli asset del regime sionista assassino di bambini e del regime terroristico americano nella regione sono obiettivi legittimi per le forze armate della Repubblica Islamica", sottolinea la tv. Secondo il sito 'VesselFiner', l'imbarcazione era arrivata il 5 marzo al porto saudita di al Jubail e alle 8:00 di questa mattina ora italiana risultava all'ancora.

In Bahrein suonano le sirene d’allarme

Le sirene d'allarme sono tornate a suonare in Baherin. Ne ha dato notizia il ministero dell'Interno in un comunicato. "Invitiamo cittadini e residenti a mantenere la calma, a recarsi nel luogo sicuro pù vicino e a seguire le notizie attraverso i canali ufficiali", si legge.

Turchia: “Valutiamo l’invio di alcuni caccia F-16 nella base di Cipro”

La Turchia sta valutando di spostare alcuni caccia F-16 nella base militare situata nella parte turca di Cipro. Lo rende noto il ministero della Difesa di Ankara.
In un comunicato, si spiega che l'opzione e' "attualmente al vaglio delle autorita' competenti". Una mossa che arriverebbe dopo che la parte nord di Cipro e' divenuta uno snodo strategico per americani, israeliani e britannici. Nella notte tra domenica e lunedi' scorsi un drone e' caduto sulla base britannica di Akrotiri.

Media: “Per l’intelligence Usa è improbabile un rovesciamento del regime in Iran”

Un rapporto classificato del National Intelligence Council americano sostiene che un attacco militare - anche su larga scala - degli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a rovesciare il regime iraniano. Il documento, confermato da tre fonti al Washington Post e redatto prima dell'inizio delle operazioni del 28 febbraio, analizza scenari sia di offensive mirate ai leader sia di campagne più ampie contro istituzioni governative e militari, concludendo che "il regime clericale e militare risponderebbe alla morte del Leader Supremo Ali Khamenei seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere". Il rapporto definisce quindi "improbabile" che l'opposizione interna possa assumere il controllo del Paese, sottolineando che "non esiste altra forza all'interno dell'Iran in grado di confrontarsi con il potere rimasto al regime".

Il documento evidenzia inoltre che la successione del Leader Supremo resta nelle mani dell'Assemblea degli Esperti, con un ruolo rilevante dei pasdaran e di altre strutture di sicurezza, e che "anche se non sono in grado di proiettare efficacemente il loro potere verso i vicini, possono certamente dominare all'interno del Paese". Gli analisti citati dal Post osservano che l'intenzione di Trump di "ripulire" la leadership iraniana e di scegliere il successore incontrerebbe limiti strutturali: "Piegarsi a Trump andrebbe contro tutto ciò per cui si battono", ha spiegato Holly Dagres, esperta del Washington Institute for Near East Policy.

Nuova allerta missili a Tel Aviv: è l’ottavo da questa note

Un nuovo allarme per il lancio di missili dall'Iran è scattato in questi minuti a Tel Aviv e nel centro di Israele. È l'ottavo attacco contro il Paese da questa notte.

Media: Gli Usa hanno vendono oltre 20mila bombe a Israele aggirando l’autorizzazione del Congresso”

Il dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio ha invocato l'emergenza della guerra con l'Iran per vendere oltre 20mila bombe a Israele, per un valore di quasi 660 milioni di dollari, aggirando l'autorizzazione del Congresso. Lo scrive il New York Times citando tre fonti informate e un comunicato diffuso la notte scorsa dal dipartimento di Stato in cui si afferma che Rubio ha determinato che "esiste un'emergenza che richiede l'immediata vendita" ad Israele di 12mila bombe, di oltre 450 chili ciascuna. La fornitura comprende altre 10mila bombe più piccole, circa 220 chili, e 5mila di piccolo diametro. L'amministrazione Trump ha avviato il conflitto con l'Iran senza chiedere l'autorizzazione del Congresso.

I curdi iraniani: “No ad attacco dal Kurdistan iracheno”

Il governo iracheno e il Governo Regionale semi autonomo del Kurdistan hanno ribadito che l'Iraq non deve diventare una piattaforma per sferrare attacchi contro i Paesi vicini. Una presa di posizione che arriva dopo che si era diffusa la notizia che Stati Uniti, Israele e curdi iraniani avrebbero pianificato un attacco dal Kurdistan Iracheno per penetrare in Iran. Il primo ministro Mohammed Shia al-Sudani e il presidente della regione del Kurdistan, Nechirvan Barzani, hanno concordato durante una telefonata che "il territorio iracheno non deve essere utilizzato come punto di partenza per attacchi contro i Paesi confinanti". Teheran aveva minacciato ieri di colpire "tutte le strutture" della regione qualora ai combattenti curdi iraniani in esilio fosse stato consentito di entrare in Iran. Secondo tre fonti informate sui colloqui tra Israele e le fazioni curde, citate dall'agenzia Reuters, Israele avrebbe bombardato alcune aree dell'Iran occidentale per sostenere i combattenti curdi iraniani. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdì a Reuters che sarebbe "meraviglioso" se attraversassero il confine. Nelle ultime ore, secondo quanto riferito, droni hanno colpito aeroporti e infrastrutture petrolifere in Iraq, mentre il contingente Usa nell'area ha abbattuto diversi droni sopra la capitale del Kurdistan iracheno, Erbil. Un drone ha inoltre preso di mira l'hotel Erbil Arjaan by Rotana nella regione del Kurdistan iracheno, hanno riferito a Reuters fonti della sicurezza. Nel frattempo, nella tarda serata di venerdì l'aeroporto internazionale di Baghdad che ospita una base militare e una struttura diplomatica statunitense "è stato oggetto di una serie di attacchi" con droni e missili, ha riferito un funzionario della sicurezza all'agenzia Afp. Un'altra fonte della sicurezza ha confermato che un attacco con drone è stato seguito da un incendio all'interno dell'aeroporto. Nella provincia meridionale di Bassora, un impianto petrolifero che ospita compagnie energetiche straniere è stato colpito due volte. Un funzionario della sicurezza di Bassora ha dichiarato ad Afp nella tarda serata di venerdì che "due droni sono stati abbattuti sopra il complesso petrolifero di Burjesia, ma un terzoè riuscito a superare le difese" colpendo il sito. L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha inoltre affermato venerdìche gruppi armati allineati con l'Iran potrebbero tentare di colpire hotel frequentati da stranieri nella regione del Kurdistan, secondo quanto riportato in un post pubblicato su X.

Libano: almeno 41 morti per i raid israeliani nell’est

l bilancio dell'operazione israeliana condotta nella notte nell'est del Libano è salito a 41 morti e 40 feriti. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese in un comunicato. I raid condotti dal nemico israeliano contro la città di Nabi Chit e le località circostanti del distretto di Baalbek hanno causato un totale di 41 morti e 40 feriti", si legge nella nota. Il bilancio precedente indicava 16 vittime e 35 feriti.

Pasdaran: oltre 200 militari Usa uccisi in 24 ore

Oltre duecento militari americani sono rimasti uccisi nelle ultime 24 ore in attacchi compiuti dalle forse iraniane su obbiettivi Usa nel Golfo. Ad sostenerlo è stato un portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya dei Pasdaran. “Ventuno membri del personale della Quinta Flotta degli Stati Uniti operanti nella regione sono stati uccisi e molti altri feriti", ha detto a quanto riporta l'agenzia Mehr, e "circa 200 persone sono state uccise e ferite nella base aerea americana di Al Dhafra". Non solo. "Una petroliera di proprietà degli Stati Uniti eè stata presa di mira nella parte settentrionale del Golfo Persico", ha spiegato a confermare notizie già fatte circolare dall'Ircg.

Qatar Airways attiva voli limitati per Doha

Qatar Airways opererà voli limitati per Doha: in una nota la compagnia ha annunciato che prevede di operare voli da Londra, Parigi, Madrid, Roma, Francoforte e Bangkok per l'aeroporto internazionale di Hamad a Doha domani. La decisione, si spiega, eè stata presa a seguito dell'autorizzazione temporanea dell'Autoritàper l'aviazione civile del Qatar, che ha confermato un corridoio operativo sicuro. "Questi voli sono riservati ai passeggeri la cui destinazione finale è Doha", ha detto Qatar Airways, aggiungendo che "non costituiscono una conferma della ripresa delle operazioni commerciali programmate". Il vettore ha inoltre invitato i passeggeri a non presentarsi all'aeroporto di partenza a meno che non siano in possesso di un biglietto valido e confermato per il viaggio.

Giordania: in 8 giorni intercettati 108 missili e droni

Le forze armate giordane (Jaf) hanno reso noto di aver intercettato negli otto giorni dall'inizio della guerra 108 missili e droni iraniani sui 119 che avevano preso di mira direttamente siti nel Paese. Lo hanno riferito le stesse Forze armate in una conferenza stampa ad Amman.

Giordania: “L’Iran ha preso di mira le nostre installazioni strategiche”

La Giordania ha accusato l'Iran di aver preso di mira installazioni strategiche all'interno del regno, lanciando 119 missili e droni nella settimana successiva agli attacchi Usa-Israele che hanno scatenato una guerra regionale. Il portavoce dell'esercito giordano, il generale di brigata Mustafa Hayari, ha dichiarato in una conferenza stampa che 108 dei proiettili erano stati intercettati. "Questi missili e droni stavano prendendo di mira installazioni vitali all'interno della Giordania e non stavano semplicemente attraversando il nostro territorio", ha affermato.

Hezbollah ordina l’evacuazione della città israeliana Kiryat Shmona

Hezbollah ha intimato ai residenti della città di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, di "evacuare le loro abitazioni immediatamente e dirigersi a sud". Le sirene di allarme, intanto, risuonano nel nord di Israele dopo il lancio di un razzo dal Libano, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato in una nota che se Hezbollah dovesse colpire le truppe o i cittadini israeliani, il Libano ne subirà le conseguenze. Rivolgendosi al presidente libanese Joseph Aoun, Katz ha aggiunto: "Vi siete impegnati a rispettare l'accordo di cessate il fuoco e il disarmo di Hezbollah, eppure ciò non sta ancora accadendo".

Teheran a Guterres: “Onu si assuma le responsabilità sulla guerra”

L'Iran ha criticato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per quelli che giudica commenti fuorvianti sul conflitto. "Egregio signor segretario generale, chiamiamo le cose con il loro nome. Questo non è 'un combattimento', si tratta di un 'atto di aggressione non provocato' lanciato da due regimi dotati di armi nucleari contro l'Iran", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Eravamo impegnati in serie trattative diplomatiche mentre gli Stati Uniti e Israele attaccavano l'Iran, per la seconda volta negli ultimi 9 mesi", ha ricordato. Ora "siete preoccupati per il 'grave rischio per l'economia globale' ma che dire dei civili innocenti, tra cui 175 piccoli angioletti massacrati nella città di Minab e molti altri uccisi e mutilati in tutto l'Iran negli ultimi 7 giorni di atti criminali americani/israeliani?", ha proseguito. Dunque "l'Onu dovrà essere onesta e assumersi le proprie responsabilità legali e morali riguardo a questa guerra illegale contro l'Iran", ha esortato.

Idf ordina l’evacuazione di Tiro in Libano

Israele ha ordinato alla popolazione di Tiro di evacuare in vista di un attacco ad alcuni edifici della città costiera libanese segnati in una mappa allegata al messaggio. Lo riferisce una nota delle Idf. I sei edifici nel mirino, secondo Israele, appartengono a Hezbollah.

Emirati: “Abbattuti 15 missili e 119 droni”

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 15 missili balistici sui 16 lanciati dall'Iran e 119 droni su 121. Lo riferisce il ministero della Difesa emiratino in una nota. La contraerea ha "rilevato oggi 16 missili balistici, di cui 15 sono stati intercettati e distrutti, mentre uno e' caduto in mare. I sistemi di difesa aerea hanno inoltre rilevato 121 droni di cui 119 sono stati intercettati, mentre due sono caduti nel territorio degli Emirati Arabi Uniti", si legge nella nota. "Dall'inizio della palese aggressione iraniana, sono stati individuati complessivamente 221 missili balistici, di cui 205 sono stati distrutti, mentre 14 sono caduti in mare e due sono caduti nel territorio degli Emirati Arabi Uniti. Sono stati inoltre rilevati 1.305 droni iraniani, di cui 1.229 intercettati, mentre 76 sono finiti nel territorio degli Emirati Arabi Uniti. Sono stati inoltre rilevati e distrutti otto missili da crociera", si legge nella nota. "Questi attacchi hanno provocato la morte di tre cittadini pakistani, nepalesi e bengalesi e 112 feriti lievi tra persone di nazionalita' emiratina, egiziana, etiope, filippina, pakistana, iraniana, indiana, bengalese, cingalese, azera, yemenita, ugandese, eritrea, libanese, afghana, del Bahrein, comoriana e turca" si spiega.
Il ministero della Difesa ha affermato "di essere pienamente preparato e pronto ad affrontare qualsiasi minaccia e di contrastare con fermezza qualsiasi tentativo di minare la sicurezza dello Stato".

Guterres condanna l’attacco alla base Onu in Libano

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato l'attacco di ieri contro una base Onu nel Libano meridionale, che ha ferito gravemente tre caschi blu ghanesi. "Il segretario condanna l'incidente ad Al Qawzah, nel Libano sudoccidentale, in mezzo a un intenso fuoco nemico", ha dichiarato il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, sottolineando che la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite deve essere rispettata in ogni momento e che i responsabili devono essere ritenuti responsabili. "L'inviolabilità delle installazioni Onu. deve essere rispettata da tutti" ha affermato. L'attacco è avvenuto durante uno scontro a fuoco tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran. La forza di pace internazionale delle Nazioni Unite funge da cuscinetto tra Israele e Libano dal 1978. Ieri le Nazioni Unite hanno chiesto indagini rapide sulle ondate di attacchi mortali israeliani in tutto il Libano.

Hegset: “L’intelligence russa non mi preoccupa, sono gli iraniani a doversi preoccupare”

“Noi mettiamo in pericolo gli altri, questo è il nostro lavoro". Così Pete Hegseth ha risposto a chi gli chiedeva se il possibile coinvolgimento dell'intelligence della Russia a sostegno dell'Iran possa mettere in pericolo i militari americani nella regione. "Non siamo preoccupati per questo, ma gli unici che devono essere preoccupati ora sono gli iraniani che pensano di rimanere vivi", ha aggiunto il capo del Pentagono nell'intervista a '60 Minutes'. Alla domanda se si prevede che vi saranno contatti con i russi per fermare il loro coinvolgimento, Hegseth ha poi risposto che Donald Trump "ha una relazione unica con un sacco di leader mondiale e riesce ad ottenere coese che altri presidenti, certamente Joe Biden, non hanno mai ottenuto". E poi ha aggiunto che "attraverso colloqui diretti o indiretti, direttamente da lui o tramite il suo gabinetto, saranno sicuramente inviati messaggi".

Trump: “Colpiremo duro, anche nelle zone non attaccate”

Il presidente americano Donald Trump ha avvertito che gli attacchi si estenderanno anche a zone finora escluse dagli obbiettivi militari del Pentagono. "Oggi l'Iran sara' colpito molto duramente!", ha scritto su Truth. Si stanno prendendo "in seria considerazione per la completa distruzione e morte certa, a causa del cattivo comportamento dell'Iran" anche "aree e gruppi di persone che non erano stati considerati obbiettivi fino a questo momento", ha spiegato.

Trump: “L’Iran è passato da bullo a perdente”

“L'Iran, che sta venendo sconfitto in modo schiacciante, ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non avrebbe più sparato contro di loro". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, spiegando che "questa promessa è stata fatta solo a causa dell'implacabile attacco degli Stati Uniti e di Israele". "Il loro obiettivo era quello di conquistare e governare il Medio Oriente - ha scritto su Truth Social - È la prima volta in migliaia di anni che l'Iran ha perso contro i paesi mediorientali circostanti. Hanno detto: 'Grazie, presidente Trump'. Io ho risposto: 'Prego!'. L'Iran non è più il 'bullo del Medio Oriente', ma è invece 'il perdente del Medio Oriente' e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!"

A Teheran sono arrivati i primi giornalisti della Cnn

Teheran "è semideserta, la città è sotto costanti e massicci bombardamenti. In molti hanno deciso di andarsene, perché rimanere qui sembra davvero molto pericoloso": è il primo reportage dell'inviato della Cnn, Fred Pleitgen, che con la fotoreporter Claudia Otto, è arrivato ieri in tarda serata nella capitale iraniana. Si tratta dei primi giornalisti di un'emittente americana a recarsi nella Repubblica islamica dall'inizio della guerra. La Cnn precisa di operare in Iran solo con il permesso del governo, e che Pleitgen condivide i suoi reportage con Erin Burnett.

Iran: “Lo stretto di Hormuz è aperto, colpiremo solo navi Usa e Israele'

"Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane": lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi, aggiungendo "che l'Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra".

Onu: “Stop agli scontri in Libano, serve dialogo”

La coordinatrice speciale delle Nazioni Unite in Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha invocato oggi l'avvio di colloqui tra Libano e Israele per mettere fine agli scontri in corso da lunedì. "I colloqui tra Libano e Israele possono essere l'elemento decisivo che permetterà alle generazioni future di evitare di rivivere lo stesso incubo più e più volte", ha dichiarato. "Se la situazione è già seria, è destinato a peggiorare ancora. Troppe persone rischiano di soffrire. Le ostilità devono cessare", ha aggiunto.

Emirates: programma di volo ridotto fino a nuovo avviso

"Con la riapertura limitata dello spazio aereo, Emirates opera un programma di volo ridotto fino a nuovo avviso": lo si legge in una nota della compagnia aerea che invita i clienti a verificare la disponibilità. "I passeggeri con prenotazioni precedenti hanno la priorità di imbarco su questi voli limitati. - prosegue Emirates - I passeggeri in transito a Dubai saranno accettati per il viaggio solo se il volo in coincidenza è operativo".

Idf: “Nessun resto dell’aviatore Ron Arad trovato in Libano”

L'esercito israeliano ha confermato che le forze speciali dell'aeronautica militare israeliana hanno effettuato un raid nel Libano orientale durante la notte nel tentativo di localizzare i resti dell'aviatore dell'Iaf Ron Arad, scomparso dopo essersi paracadutato dal suo aereo sopra il Libano nel 1986. L'Idf ha dichiarato che, durante l'operazione a Nabi Chit, non sono stati rinvenuti resti riconducibili ad Arad.

Teheran: “Attaccate le basi Usa in Kuwait e Qatar”

Le forze armate iraniane rivendicano il lancio di droni contro basi militari Usa nel Golfo e contro obiettivi in Israele. "La Marina militare iraniana ha preso di mira basi militari e territori occupati con una massiccia ondata di attacchi di droni", si legge in un comunicato dell'esercito, riportato dall'Irna, elencando tra gli obiettivi la base Al-Minhad negli Emirati, un 'altra base in Kuwait e "una struttura strategica" in Israele. In un altro comunicato i Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver preso di mira anche la base aerea Al-Dhafra negli Emirati. "In questo attacco il centro della guerra aerea dei terroristi americani, il centro di comunicazione satellitare, i radar per il primo allarme e i radar per il controllo del fuoco sono stati colpiti", si legge nel comunicato riportato dall'agenzia Tasnim.

Idf: uccisi dirigenti Hezbollah a est e sud del Libano

L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito centri di comando di Hezbollah nel sud e nell'est del Libano, e ucciso diversi dirigenti. "Abbiamo completato un'ulteriore ondata di attacchi contro lanciarazzi, depositi di armi e ulteriori siti militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in varie aree del sud del Libano e nella valle della Beqaa", si legge in una nota. "Inoltre, ieri, sono stati bombardati comandanti della 'Forza Radwan' di Hezbollah" nell'area di Majdal Se

Teheran: conclusa la 25esima ondata dei nostri attacchi

L'Iran ha annunciato la fine della 25esima ondata di attacchi delle sue forze armate. Obbiettivo, si legge in una nota, "centri militari e supporto militare del nemico americano-sionista" colpiti "con la precisione e i missili strategici Fatah ed Emad".

Teheran: “Gli europei non intervengano o saranno obiettivi degli attacchi”

Teheran è tornata ad ammonire i paesi europei a non intervenire nel conflitto scatenato in Medio Oriente dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran. A quanto riporta l'agenzia Mehr, il viceministro degli Esteri Majid Takht-e Ravanchi ha avvertito gli stati europei che "se partecipassero all'aggressione israelo-americana" allora "diventerebbero obiettivi legittimi per l'Iran".

La Spagna condanna gli attacchi massicci in Libano

Il governo spagnolo ha condannato "categoricamente" gli attacchi "massicci" di Israele sul Libano e inviato le sue "condoglianze e solidarietà" alle famiglie delle vittime civili. In una dichiarazione del ministero degli Affari esteri pubblicata oggi, il governo ha dichiarato che la Spagna ribadisce il proprio impegno per la sicurezza e la stabilità del Libano, che considera "vitale per l'intera regione", ed esorta Israele a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale. "Tutte le parti devono rispettare pienamente la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, così come l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024", si legge. Allo stesso tempo, il governo ha ribadito il suo sostegno al mandato della Missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). "La Spagna esorta il rispetto di Israele per le forze di mantenimento della pace, incluso il contingente spagnolo, schierate in Libano in conformità con il mandato della risoluzione 1701", si legge nella dichiarazione. La Spagna ribadisce inoltre il suo appello al rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano e il suo sostegno alle misure adottate dal governo del presidente Joseph Aoun per garantire il monopolio dello Stato sulle armi in tutto il territorio libanese, la Penisola Reale del Libano

Nbc: “Trump ha espresso serio interesse per l’invio di truppe di terra”

In colloqui privati con consiglieri ed esponenti repubblicani, Donald Trump ha espresso un "serio interesse" per l'invio di truppe di terra in Iran. Lo rivela Nbcnews, citando due fonti informate che precisano che il presidente avrebbe discusso l'idea nell'ambito di una visione del dopo guerra in Iran che vedrebbe la messa in sicurezza dell'uranio di Teheran e una collaborazione del nuovo regime con gli Usa sul piano della produzione petrolifera, con un accordo simile a quello imposto al Venezuela dopo il blitz del tre gennaio scorso. Secondo le fonti citate dall'emittente, Trump non starebbe pensando quindi a un'invasione di terra in grande scala ma a piccoli contingenti militari usati per specifici obiettivi strategici. Il presidente, comunque, non avrebbe ancora preso una decisione finale e quindi non ha dato nessun ordine specifico per le truppe di terra, concludono le fonti

Media Israele: “Colpita dai caccia anche l'Università dei Pasdaran”

Nell'ambito degli attacchi sull'Iran di stamattina, i caccia dell'Aeronautica Militare israeliana hanno sganciato circa 230 munizioni su diversi siti militari del regime. Lo riporta la testata israeliana Ynet. Tra gli obiettivi c'è stata l'Università Militare Centrale Imam Hussein delle Guardie Rivoluzionarie, ma anche un sito di stoccaggio di unità missilistiche con bunker e infrastrutture di lancio, e un sito sotterraneo per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici da cui operavano centinaia di soldati delle forze armate del regime iraniano, che conteneva bunker e quartier generali militari

“Blitz dell’Idf in Libano per recuperare resti pilota”

Il blitz notturno delle forze israeliane nel villaggio di Nabi Sheet, nel Libano orientale, aveva l'obiettivo di localizzare i resti del pilota di caccia israeliano disperso Ron Arad. Lo scrivono i media israeliani citando fonti libanesi. Gli elicotteri dell'Idf sono atterrati nei pressi del villaggio, nella valle della Beqaa, poi i soldati sono avanzati fino al cimitero. I miliziani di Hezbollah hanno aperto il fuoco, le truppe israeliane hanno risposto, ritirandosi con la copertura aerea. L'ultimo bilancio ufficiale parla di 16 morti e 35 feriti tra i libanesi

Sirene d'allarme a Gerusalemme

Le sirene dell'allarme antiaereo sono scattate a Gerusalemme dopo l'annuncio di una nuova ondata di missili all'Iran verso Israele

Trump oggi in Delaware per onorare i sei caduti Usa in Kuwait

Donald Trump conferma che oggi sarà in Delaware per il rientro delle salme dei sei militari americani uccisi in Kuwait nell'attacco lanciato dall'Iran in risposta dai raid americani e israeliani. "Sarò alla Dover Air Force Base, con la first lady e membri del mio gabinetto, per rendere l'estremo omaggio ai nostri grandi guerrieri che ritornano a casa per l'ultima volta", ha scritto in un post pubblicato su Truth Social la notte scorsa. Secondo quanto riportato dai media americani, i militari si trovavano in un edificio di Port Shuaiba e non avrebbero ricevuto nessun avvertimento prima dell'attacco dei droni iraniani. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha descritto l'edificio come "una struttura sicura con alte mura fortificate". Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha attacccato i media per le notizie riportate sulla morte dei militari: "stiamo prendendo il controllo della spazio aereo e marittimo dell'Iran, ma quando pochi droni passano e succedono cose tragiche questo va in prima pagina - ha detto nei giorni scorsi - capisco, la stampa vuole solo far apparire Trump in luce negativa, ma cercate per una volta di riportare la realtà"

Iran, la borsa rimarrà chiusa fino a nuovo avviso

La borsa di Teheran rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Ne hanno dato notizia i media statali iraniani. La decisione arriva mentre proseguono gli attacchi di Stati Uniti e Israele al Paese, che a sua volta ha preso di mira i vicini del Golfo Persico

Riprendono operazioni a Dubai, Emirates garantisce voli

Emirates ha annunciato la ripresa delle operazioni dopo la sospensione temporanea dei voli da e per Dubai: "I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio possono recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza è operativo", recita una nota della compagnia aerea. Lo scalo di Dubai, chiuso temporaneamente dopo l'intercettazione di droni dall'Iran, avrebbe intanto ripreso le operazioni, afferma la Bbc

Media: “Usa colpiscono l’isola di Kish”

Le forze americane hanno bombardato l'isola di Kish, paradiso turistico iraniano nel Golfo Persico. Lo riferiscono diversi media della regione

Parzialmente riaperto lo scalo di Dubai

Parzialmente riaperto lo scalo di Dubai

Emirates riprenderà le operazioni: gioia all’aeroporto di Dubai

Dubai e la sua Emirates hanno dichiarato che la compagnia aerea riprenderà le operazioni dopo averle temporaneamente sospese a seguito di un attacco iraniano alla città. La notizia ha suscitato gioia all'aeroporto internazionale di Dubai, dove i passeggeri avevano cercato rifugio nei tunnel dopo aver sentito un forte boato sopra le loro teste. Le autorità non hanno spiegato se ci siano stati intercettazioni o danni all'aeroporto, che è il più trafficato al mondo per i viaggi internazionali

Idf: “Nuova ondata di attacchi su Teheran e Isfahan”

Le forze israeliane hanno annunciato di aver lanciato una nuova ondata di massicci "attacchi" a Teheran e Isfahan. In un post su Telegram, l'Idf afferma che nel mirino ci sono "infrastrutture terroristiche"

Libano: “16 morti e 35 feriti negli attacchi aerei israeliani”

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 16 persone e ferito altre 35 durante i raid notturni nella città di Al Nabi Sheet. Il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale. Israele non ha ancora rilasciato commenti sui combattimenti in quella zona

L'aeroporto di Dubai sospende tutte le operazioni

L'aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico internazionale, ha dichiarato di aver sospeso le operazioni dopo che un oggetto è stato intercettato dalla difesa aerea nell'area. "Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi delle compagnie aeree, le operazioni all'Aeroporto Internazionale di Dubai (Dxb) sono state temporaneamente sospese. Tutte le procedure sono gestite in linea con i protocolli di sicurezza stabiliti", ha dichiarato l'ufficio stampa governativo di Dubai

Iran: “Non ci arrenderemo mai agli Usa e a Israele”

Il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi in un messaggio televisivo che "l'Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele". "I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano", ha detto Pezeshkian, secondo quanto riporta inoltre Afp

Pezeshkian: “Stop agli attacchi a vicini se non ci attaccano. Gli chiedo scusa”

Niente più attacchi contro i paesi vicini. A deciderlo è stato il Consiglio di leadership provvisorio, a quanto riferito dal presidente Massoudd Pezeshkian. "Il Consiglio ha deciso ieri che non ci saranno ulteriori attacchi ai paesi confinanti nè lanci di missili, a meno che tali paesi non attacchino per primi l'Iran", ha detto il presidente a quanto riportala Fars. "Chiedo scusa ai paesi vicini. Non
abbiamo alcuna intenzione di invadere altri paesi", ha assicurato ancora Pezeshkian, uno dei triumviri del Consiglio ad interim

Libano: “Almeno dodici persone uccise nell’est”

Almeno 12 persone sono state uccise e 33 ferite nei raid aerei israeliani sulla città di Nabi, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale. Lo riferisce il ministero della Salute libanese. L'ultimo bilancio delle vittime arriva mentre il Paese è diventato uno dei fronti più feroci nella più ampia guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La scorsa settimana, l'esercito israeliano ha ordinato un'evacuazione forzata su larga scala per il Libano meridionale e la periferia meridionale di Beirut, causando un massiccio esodo di civili da queste aree. Dall'inizio del conflitto in Libano sono state uccise più di 200 persone e si stima che circa 95.000 siano state sfollate

Allarme missili a Dubai: in aeroporto passeggeri nei tunnel e voli sospesi

Tutti i voli Emirates da e per la città di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, sono stati sospesi a causa della guerra in Iran fino a nuovo avviso. Lo ha comunicato la compagnia aerea. I passeggeri in attesa dei voli all'aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato al mondo per i viaggi internazionali, sono stati condotti nei tunnel ferroviari dopo che è scattato l'allarme missilistico. Questa mattina nella metropoli sono stati emessi avvisi sui telefoni cellulari relativi a "potenziali minacce missilistiche". Le autorità degli Emirati hanno esortato la popolazione a cercare immediatamente un rifugio. Il governo ha aggiunto che sono state attivate le difese aeree

Teheran: “Attaccata petroliera nel Golfo”

L'Iran ha annunciato di avere attaccato una petroliera nel Golfo

Pasdaran: “Colpiti gruppi separatisti nel Kurdistan iracheno”

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito “gruppi separatisti” nella regione del Kurdistan iracheno. “Tre postazioni sono state colpite questa mattina - hanno affermato i Pasdaran in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim – Se i gruppi separatisti nella regione del Kurdistan faranno qualsiasi azione contro l'integrità territoriale dell'Iran, li schiacceremo", hanno aggiunto”.

Domani riunione d'emergenza della Lega Araba

I ministri degli esteri della Lega Araba terranno una riunione d’emergenza domani per discutere “gli attacchi iraniani sui territori di diversi paesi arabi”. Lo ha annunciato il vice segretario generale dell'organizzazione, Hossam Zaki. L'incontro, che si terrà in videoconferenza, è stato richiesto da Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Egitto e Giordania.

Usa: “La scorsa notte la più grande ondata di bombardamenti contro l’Iran”

Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha affermato che la notte scorsa ha segnato la “più grande campagna di bombardamenti” americana in Iran. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato a Fox Business: “Faremo i danni maggiori ai lanciamissili iraniani e alle fabbriche che costruiscono i missili. Li stiamo sostanzialmente distruggendo. E, sapete, la nostra campagna è stata travolgente”.

Media: Usa invieranno terza portaerei nel Mediterraneo

Secondo quanto riferito da Fox News, gli Stati Uniti si apprestano a inviare nel Mediterraneo una terza portaerei dopo la Abraham Lincoln e la Gerald Ford. “La George H.W. Bush dovrebbe partire presto per il Mediterraneo orientale dopo che la Gerald Ford ha attraversato giovedì il Canale di Suez ed è ora nel Mar Rosso”, ha annunciato la tv.

Teheran: “L'Onu si assuma la responsabilità, noi aggrediti illegalmente”

“L’Onu sia schietta e si assuma le proprie responsabilità legali e morali riguardo alla guerra illegale di Stati Uniti e Israele contro l'Iran”. Sono le parole del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, criticando le dichiarazioni del capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ieri ha detto: “È ora di fermare i combattimenti e avviare seri negoziati diplomatici. Gli attacchi rappresentano un rischio per l'economia globale”. “Chiamiamo le cose con il loro nome. Questo non è combattimento, ma un atto di aggressione immotivato”, ha sottolineato Baghaei in un post su X, aggiungendo: “Siete preoccupati per il rischio per l'economia globale, che dire dei civili innocenti... uccisi e mutilati in tutto l'Iran negli ultimi sette giorni?”.

Idf: 230 missili su Teheran. Colpita l’università militare

Le forze israeliane hanno annunciato di avere completato la nuova ondata di attacchi su Teheran. I caccia dell'aeronautica militare hanno sganciato circa 230 munizioni su diversi siti militari del regime, tra cui l'università militare centrale delle Guardie rivoluzionarie ('Imam Hussein'), utilizzata come risorsa di emergenza e luogo di ritrovo per le forze del corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Ircq) nell’operazione “Rising Lions”. Sempre secondo le forze israeliane nell’università colpita sono state create diverse infrastrutture al servizio delle forze militari del regime terroristico iraniano in situazioni normali e di emergenza. Obbiettivo dei raid anche un sito di stoccaggio dell'unità missilistica, che comprende rifugi e infrastrutture di lancio verso il territorio israeliano e un sito sotterraneo per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici, dove operavano centinaia di soldati delle forze armate del regime terroristico iraniano.

I pasdaran: “Attendiamo le navi Usa nello stretto di Hormuz”

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno dichiarato di essere "in attesa" di un eventuale intervento delle forze americane per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, il passaggio strategico dove il traffico resta fortemente rallentato mentre continua la guerra nella regione. "Stiamo aspettando la loro presenza", ha detto il portavoce dei pasdaran, Ali Mohammad Naini, dopo che il segretario americano all'Energia aveva annunciato che la marina Usa si stava preparando a scortare le navi nello stretto "non appena sarà ragionevole farlo". "Raccomandiamo agli americani, prima di prendere qualsiasi decisione, di ricordare l'incendio della superpetroliera americana Bridgeton nel 1987 e le petroliere colpite di recente", ha aggiunto Naini, secondo quanto riferito dall'agenzia Fars.

La marina iraniana: “Massiccio attacco di droni contro le forze Usa”

Un grande attacco di droni contro le forze americane e israeliane in Medio Oriente è stato lanciato dalla marina iraniana. A riferirlo è lo stesso esercito di Teheran.

Boati anche a Dubai e Manama

Prosegue la rappresaglia dell’Iran contro i Paesi del Golfo che offrono basi e supporto agli Stati Uniti, Nuovi boati sono stati uditi a Dubai, negli Emirati arabi uniti, e a Manama, capitale del Bahrein.

Esplosione a Gerusalemme

Un’esplosione è stata sentita a Gerusalemme, subito dopo l'attivazione dell'allerta aerea per l'arrivo di un missile iraniano. Le difese aeree "stanno lavorando per intercettare la minaccia", ha fatto sapere l'esercito israeliano. Pochi minuti fa, poi, le, le forze armate hanno annunciato la fine dell'allerta.

Trump oggi in Delaware per i soldati morti in Kuwait

Donald Trump ha annunciato su Truth che oggi si recherà alla base aerea di Dover, in Delaware, insieme alla moglie Melania e ad alcuni membri del governo, "per rendere il massimo omaggio ai nostri grandi guerrieri che tornano a casa per l'ultima volta". Il presidente, attraverso un videomessaggio diffuso dalla Casa Bianca, aveva già espresso il suo "immenso amore e l'eterna gratitudine alle famiglie dei caduti", aggiungendo però che "purtroppo probabilmente ce ne saranno altri prima che finisca". Quella prevista a Dover è la cerimonia che il Pentagono definisce "dignified transfer", il rito con cui vengono accolte e onorate le salme dei militari uccisi in servizio. I sei riservisti, impiegati in compiti logistici, sono morti domenica quando un attacco con drone ha colpito un centro di comando a Port Shuaiba, in Kuwait.

Scontri tra Hezbollah e Israele

I media ufficiali libanesi riferiscono di scontri lungo il confine con la Siria, dove forze israeliane avrebbero tentato un’incursione. Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti sono intervenuti per contrastare l'operazione, mentre da parte dell'esercito israeliano non è arrivato alcun commento immediato. Da lunedì Israele conduce raid e operazioni di terra in Libano, dopo che Hezbollah ha lanciato missili contro lo Stato ebraico presentandoli come rappresaglia per l'uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei. Se venisse confermata, sarebbe l'azione israeliana più in profondità in territorio libanese dal novembre 2024. Secondo l'agenzia ufficiale libanese Nna, "sono in corso scontri sulla catena montuosa orientale lungo il confine libano-siriano per respingere tentativi di infiltrazione israeliana".

In Bahrein risuonano le sirene antiaereo

Il Bahrein ha invitato i suoi cittadini a "mantenere la calma e a dirigersi verso un luogo sicuro", mentre risuonano le sirene per un possibile attacco aereo. Su X il ministero dell'Interno ha riferito che "sono state attivate le sirene" e ha esortato "cittadini e residenti a mantenere la calma e a raggiungere il luogo sicuro più vicino", senza fornire ulteriori dettagli sulla natura della minaccia. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ieri aveva detto che gli attacchi dell'Iran nei Paesi arabi sono diretti contro basi e strutture statunitensi, e non contro gli Stati vicini.

Israele annuncia altri raid su larga scala a Teheran

Nelle prime ore di oggi l'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi "su larga scala" contro obiettivi e infrastrutture a Teheran, mentre la tv di Stato iraniana ha riferito di un'esplosione nella parte occidentale della capitale. In precedenza i militari israeliani avevano segnalato una nuova ondata di missili iraniani diretti verso Israele. Una serie di esplosioni è stata avvertita a Tel Aviv dopo i lanci. I servizi di emergenza israeliani, secondo quanto riportato, non hanno ricevuto segnalazioni di vittime dopo la raffica. Successivamente, l'esercito ha reso noto che la popolazione poteva lasciare i rifugi "in tutte le aree del Paese".

Arabia Saudita: “Distrutti 4 droni diretti verso un giacimento petrolifero”

Il ministero della Difesa saudita ha dichiarato in un post su X di aver distrutto quattro droni iraniani che si dirigevano verso il giacimento petrolifero di Shaybah, nell'area del Paese nota come Empty Quarter.

Trump starebbe valutando l’invio di truppe

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso privatamente un serio interesse a schierare truppe statunitensi sul territorio iraniano. Lo riporta Nbc News, citando due funzionari statunitensi, un ex funzionario statunitense e un'altra persona a conoscenza delle conversazioni. Stando alle fonti Trump ha discusso l'idea di schierare truppe di terra con i suoi collaboratori e funzionari repubblicani fuori dalla Casa Bianca, delineando allo stesso tempo la sua visione di un Iran postbellico in cui l'uranio iraniano sia sicuro e gli Stati Uniti e un nuovo regime iraniano cooperino nella produzione di petrolio, in modo simile a come stanno facendo Washington e il Venezuela. I commenti del presidente, che esprimono un serio interesse per l'invio di truppe di terra, non si sono concentrati su un'invasione terrestre su larga scala dell'Iran, quanto sull'idea di un piccolo contingente di truppe statunitensi da utilizzare per specifici scopi strategici. Le fonti hanno però aggiunto che al momento Trump non ha preso alcuna decisione né impartito ordini.

Attaccato l’aeroporto di Teheran

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha segnalato pesanti attacchi aerei all'aeroporto internazionale Mehrabad di Teheran, riferendo di molteplici esplosioni.

Trump: “Due gruppi di leader eliminati, ora siamo al terzo”

Gli iraniani hanno visto "sparire" già "due gruppi di leader e sono rimasti al terzo gruppo". Lo ha detto Donald Trump parlando dei bombardamenti che hanno decimato la leadership di Teheran. "Il loro esercito è sparito. La loro Marina è sparita. Le loro comunicazioni sono sparite", ha affermato il presidente parlando alla Casa Bianca, riguardo alle perdite inflitte all'Iran. "A parte questo – ha scherzato – stanno andando molto bene". Il presidente ha poi concluso: "Penso che in questo momento siamo un Paese più rispettato di quanto lo siamo mai stati prima".

Bessent: “Valutiamo un altro stop alle sanzioni sul petrolio russo”

Gli Stati Uniti valutano la possibilità di revocare le sanzioni su ulteriori volumi di petrolio russo, dopo aver autorizzato temporaneamente l'India ad acquistare greggio da Mosca in un contesto di forte rialzo dei prezzi energetici. Lo ha reso noto il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e la risposta di Teheran nel Golfo hanno scosso i mercati dell'energia e dei trasporti, rallentando drasticamente le attività nello Stretto di Hormuz. Ieri il petrolio è salito dell'8,5% e nell'arco della settimana ha guadagnato quasi il 30%, dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che solo la "resa incondizionata" dell'Iran potrà porre fine al conflitto in Medio Oriente. "Potremmo revocare le sanzioni su altro petrolio russo", ha detto Bessent a Fox Business. "Ci sono centinaia di milioni di barili di greggio sanzionato in mare. In sostanza, rimuovendo le sanzioni, il Tesoro può creare offerta". L'amministrazione Usa ha sostenuto che le nuove misure non mirano ad allentare le restrizioni contro Mosca, imposte per il comportamento russo nei negoziati sulla guerra in Ucraina, ma riguardano solo forniture già in transito. "Continueremo ad annunciare misure con regolarità per dare sollievo al mercato durante questo conflitto", ha aggiunto Bessent.

Trump attacca un giornalista di Fox News: “Fai domande stupide”

Donald Trump non se la prende solo con i reporter della Cnn e dei media 'liberal' spesso accusati di diffondere "fake news". Nel corso di un evento alla Casa Bianca dedicato alle regole per gli sport universitari, il presidente Usa ha risposto bruscamente al giornalista Petr Doocy di Fox News che gli chiedeva delle notizie secondo cui la Russia starebbe passando informazioni di intelligence agli iraniani per aiutarli a combattere gli americani. Trump ha trasformato la cosa in una battuta: "È un problema facile rispetto a quello che stiamo facendo qui", ha ironizzato, ma poi si è rivolto al giornalista e ha detto, "che domanda stupida da fare in questo momento", invitando gli altri cronisti a fare domande sull'argomento dell'evento.

L’Iran: “Paesi europei legittimi obiettivi se si uniscono all’aggressione”

I Paesi europei sono "obiettivi legittimi" se si uniscono a Stati Uniti e Israele. Lo afferma il vice ministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, a France 24. Se un Paese "si unisce all'America e a Israele nell'aggressione contro l'Iran, diventerà a sua volta un bersaglio legittimo per la rappresaglia dell'Iran". Takht-Ravanchi ha poi affermato che i funzionari iraniani avevano "negoziato in buona fede" con gli Usa prima che Washington decidesse di attaccare insieme a Israele. "Non ci fidiamo degli americani. Non solo ci hanno tradito, ma hanno tradito anche la diplomazia". Ha descritto le ultime mosse di Teheran come difensive, affermando che "questa guerra ci è stata imposta".

Nuovo attacco iraniano su Israele, diverse esplosioni

Nuovo attacco iraniano in Israele. Diverse esplosioni sono state sentite nell'area di Beersheba, nel sud del Paese. L’Idf ha comunicato che al momento non risultano feriti. Intanto c'è anche un allarme nel centro della nazione per ulteriori lanci di missili dall'Iran.

Casa Bianca: “Sostegno russo a Teheran non fa la differenza”

In riferimento a un presunto sostegno della Russia all’Iran nella rappresaglia contro le basi americane in Medio Oriente, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riferito che "non sta facendo alcuna differenza rispetto alle operazioni militari in Iran, perché li stiamo completamente decimando".

I commenti dei lettori