Pressing ucraino su Mosca: “Lo spirito di Anchorage è morto, accetti negoziati seri”. Putin questa mattina rilancia: “Aspettiamo che la questione iraniana si chiuda, poi i mediatori Usa verranno a Mosca”.
Ue: “La Bielorussia abbia buon senso e non entri in guerra”
"L'unico aiuto di cui la Bielorussia ha bisogno è più buon senso e la capacità di non lasciarsi trascinare in questa guerra". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla possibilità che Minsk si faccia trascinare in maniera attiva nel conflitto dalla Russia.
"La Bielorussia ne fa già parte, e la Russia la sta trascinando in questo conflitto intensificando i suoi rapporti con Lukashenko. Da parte nostra, ovunque vada la Russia, la distruzione la segue, come abbiamo visto. Poiché la Bielorussia è complice della guerra di aggressione russa, abbiamo continuato e continueremo a imporre sanzioni a questo regime", ha concluso Hipper.
Lukashenko da Putin senza foto, poi vola da Xi che gli stende il tappeto rosso
Prolungato colloquio lo scorso fine settimana nella residenza del Presidente russo di Valdai fra Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko che è poi volato a Pechino a Xi Jinping per una visita non organizzata con gli usuali tempi della diplomazia. I colloqui fra Putin e Lukashenko, dedicati alle questioni bilaterali e alla situazione regionale e globale, si sono conclusi senza conferenza stampa o dichiarazione congiunta e gli uffici stampa dei due leader non hanno neanche diffuso una foto, come è invece sempre accaduto dopo i loro frequenti incontri. Il colloquio fra i due leader - "durato 24 ore, forse un poco di più, in due giorni, in un contesto informale", come ha riassunto Putin in seguito, in una intervista con il giornalista in auge al Cremlino Pavel Zarubin - non era stato annunciato prima della partenza di Lukashenko per la Russia, venerdì.
Il Presidente cinese ha invece steso, a beneficio di fotografi e cameramen, il tappeto rosso per accogliere la controparte bielorussa, ultimo in ordine di tempo dei molti leader arrivati a Pechino negli ultimi mesi (fra cui il Presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente sudcoreano Lee Jae Myung, il Premier del Canada, Mark Carney, i il Premier britannico Keir Starmer, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, il Premier spagnolo Pedro Sanchez, il Presidente serbo Alxander Vucic, Vladimir Putin, Donald Trump, il Premier del Pakistan Shehbaz Sjarif, i Presidenti del Brunei e Tajikistan, il leader della giunta militare nel Myanmar poi presidente, Min Aung Hlaing, il Premier del Bangladesh, Tarique Rahman, a fronte di un unico viaggio di Xi all'estero, a Pyongyang da Kim Jong Un).
Russia, arrestato il soldato Lunin: aveva chiesto incontro a Putin
Il soldato russo Aleksandr Lunin che aveva chiesto un incontro con Vladimir Putin per informarlo delle reali condizioni dei militari al fronte, minacciando una rivolta fra i militari se questo incontro non fosse stato fissato, è stato arrestato per aver esibito simboli estremisti o nazisti, rende noto il sito di notizie Verstka. L'arresto durerà 11 giorni. Poco dopo la pubblicazione del video di Lunin su Instagram, la sua abitazione è stata pequisita.
Cremlino: “Le condizioni di Mosca sui territori e la Nato non cambiano”
Le condizioni della Russia per arrivare a una pace negoziata in Ucraina "non sono cambiate", dal punto di vista territoriale e della richiesta a Kiev di rinunciare a entrare nella Nato. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
"La nostra posizione è ben conosciuta" e "non è cambiata", ha sottolineato Peskov, citato dalla Tass. "La nostra posizione - ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putin - è stata illustrata due anni fa dal capo di Stato durante un discorso al ministero degli Esteri". In quel discorso, Putin disse che per ottenere la pace, Kiev avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dall'intero territorio delle quattro regioni rivendicate da Mosca e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.
Tale posizione russa "è ben nota al regime di Kiev, è ben nota ai negoziatori americani, ed è molto coerente", ha concluso Peskov.
Centinaia di peruviani reclutati nelle forze russe con l’inganno di un lavoro civile
Centinaia di peruviani sono stati reclutati nelle forze russe, e spediti al fronte ucraino, con le promesse ingannevoli di un lavoro civile, come il cuoco o la guardia di sicurezza, salari elevati e un percorso accelerato per la cittadinanza russa, diffusa sui social, rende noto la Cnn. Già nei mesi scorsi era emerso lo sforzo di Mosca di reclutare civili di diversi Paesi africani, molti dei quali avevano protestato con la Russia, fra le unità inviate a combattere. Magistrati peruviani hanno aperto inchieste sullo schema di reclutamento con l'ipotesi di traffico di essere umani, a fronte di famiglie che continuano le ricerche di loro parenti dispersi. Subito dopo l'arrivo in Russia ai malcapitati veniva sequestrato il telefono ed erano costretti a firmare l'arruolamento, senza interpreti o assistenza legale. E dopo un addestramento sommario, venivano inviati al fronte.
Mosca: “Conquistato un villaggio nella regione ucraina di Dnipropetrovsk”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista nelle ultime 24 ore di un centro abitato nella regione ucraina di Dnipropetrovsk. "Le unità del gruppo di forze Est si sono spinte in profondità nelle difese nemiche e hanno liberato il villaggio di Bogodarovka nella regione di Dnipropetrovsk", si legge sul canale Telgram del ministero russo.
Attacco russo su Dnipro: 4 morti e 10 feriti
L'esercito russo ha attaccato Dnipro, colpendo una azienda: quattro persone sono morte e 10 sono rimaste ferite. Lo ha riferito su Telegram il capo dell'Amministrazione regionale di Dnipro Oleksandr Hanzha, secondo quanto riporta Ukrinform.
"L'attacco mattutino dei russi a Dnipro ha causato la morte di 4 persone. 10 sono rimaste ferite. Sul luogo dell'impatto sono all'opera tutti i servizi di emergenza" ha scritto Ganza.
Il sindaco di Mosca: “Abbattuti tre droni diretti verso la capitale”
Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha affermato che due droni che volavano verso la capitale russa sono stati abbattuti. Ne dà notizia l'agenzia Interfax. Sobyanin, sul social russo Max, ha riferito che gli specialisti dei servizi di emergenza stanno lavorando sul luogo della caduta dei rottami.
Ucraina, trovato morto un comandante di brigata
Il colonnello Volodymyr Kononnikov, comandante della 154 Brigata Meccanizzata Indipendente ucraina, è stato trovato morto ieri. Lo hanno riferito le autorità militari e di polizia ucraine, precisando che le circostanze del decesso sono oggetto di indagine. "Domenica 28 giugno, il comandante della 154 Brigata Meccanizzata Indipendente, il colonnello Volodymyr Oleksandrovych Kononnikov, è stato trovato morto. Sono in corso indagini sulle circostanze della morte dell'ufficiale", si legge in un comunicato del comando". La polizia regionale di Zaporizhzhia ha successivamente riferito che un comandante di un'unità militare era stato trovato morto con una ferita da arma da fuoco, senza tuttavia nominare esplicitamente Konnikov. Le autorità non hanno reso note le circostanze della morte né indicato una possibile causa. Gli inquirenti hanno aperto un'indagine penale ai sensi dell'articolo 115 del codice penale ucraino, che disciplina l'omicidio volontario.
Putin: “Attendiamo i mediatori Usa, una volta chiuso l’accordo con Teheran”
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di attendere l'arrivo dei mediatori americani per riprendere i colloqui con l'Ucraina, una volta che Washington sarà meno impegnata con l'Iran. In un'intervista rilasciata a un giornalista russo e pubblicata dal Cremlino, Putin ha affermato: "Attendiamo, una volta conclusi tutti gli eventi, una volta terminata la fase di tensione relativa all'Iran, l'arrivo dei rappresentanti dell'amministrazione americana che abbiamo già incontrato a Mosca".
Putin: Kiev ha chiesto di limitare la guerra a 4 regioni
L'Ucraina ha chiesto alla Russia di limitare le ostilità a quattro territori: le regioni di Kherson e Zaporizhzhia, il Donetsk e Lugansk. Lo ha riferito il presidente russo, Vladimir Putin, a quanto riporta l'agenzia Tass. “E' chiaro il motivo”, ha detto, “se accettiamo le Forze Armate dell'Ucraina potranno ritirare le loro truppe da Mykolaiv, Dnipro, Kharkiv e Sumy, così come da alcune sezioni dei confini dello Stato. E trasferire queste unità nelle altre quattro regioni”, ha spiegato il presidente.