Urla di rabbia contro gli Usa nella Grande Moschea dove sono iniziati i funerali di Ali Khamenei, una prova di potere del regime che giura “vendetta” e “morte all'America”. Oltre 70 Paesi saranno rappresentati, secondo quanto afferma Teheran. Nelle cerimonie funebri che dureranno sei giorni attesi circa venti milioni di persone. Mojtaba Khamenei, figlio dell'ayatollah ucciso nell'attacco del 28 febbraio scorso all'inizio della guerra, vorrebbe esserci per la tumulazione prevista per il 9 luglio. Subito dopo, secondo Al Arabiya, ovvero l'11 luglio, dovrebbero riprendere i negoziati con gli Usa in Pakistan.
- Migliaia in piazza per i funerali di Khamenei
- Lo storico: “Con Khamenei finisce la repubblica islamica”
- L’avviso dei pasdaran a Parigi e Londra: “Niente navi a Hormuz”
Ghalibaf: “Sono combattente prima che diplomatico”
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato, durante un incontro con un alto esponente di Hezbollah, di considerarsi "un combattente prima che un diplomatico", sottolineando che l'Iran deve negoziare mantenendo al tempo stesso la propria "prontezza al combattimento". Le parole, riportate dai media iraniani, sono state pronunciate nel corso di un colloquio con Mohammad Fneish, ex ministro libanese e figura di spicco del movimento Hezbollah. "Prima sono un combattente e poi un diplomatico. Nella Repubblica islamica, accanto alla diplomazia, abbiamo anche la nostra forza e la nostra prontezza al combattimento - ha affermato Ghalibaf - Dobbiamo negoziare preservando lo spirito della lotta, della preparazione e del sacrificio". Il leader iraniano ha aggiunto che il cosiddetto "fronte della resistenza" resta un elemento centrale della strategia di Teheran e che, a suo dire, "il nemico ha compreso che la pace nella regione non è possibile se non attraverso la Repubblica islamica".
Cnn: “La sicurezza a Hormuz tra i temi del vertice Nato di Ankara”
La sicurezza nello Stretto di Hormuz sarà tra i temi nell'agenda dei leader tra pochi giorni al vertice della Nato di Ankara. Lo scrive la Cnn citando un alto funzionari Usa, secondo il quale diversi alleati dell'Alleanza hanno espresso la volontà di contribuire alle iniziative per la sicurezza marittima, ma in molti sono privi di navi o risorse necessarie per una missione navale di rilievo. L'argomento sarà caldeggiato dal presidente Donald Trump, che partirà lunedì sera per la Turchia, mentre Washington continua a sollecitare tutti gli alleati a potenziare le proprie capacità e a investire maggiormente nella difesa nazionale.
Media, spazio aereo Iran chiuso domani per il corteo funebre di Khamenei
L'Iran chiuderà completamente lo spazio aereo di Teheran domani nell'ambito dei funerali della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Lo riferisce l'agenzia di stampa Isna, scrive Anadolu. Oggi i voli sono proseguiti senza restrizioni in tutto il Paese, ma domani lo spazio aereo di Teheran sarà completamente chiuso durante il corteo funebre principale. Secondo il programma annunciato dall'Organizzazione per l'Aviazione Civile, i voli di linea presso gli aeroporti internazionali di Teheran Mehrabad e Imam Khomeini saranno sospesi domani, in concomitanza con lo svolgimento delle cerimonie pubbliche nella capitale. Martedì invece l'aeroporto di Mehrabad riprenderà le normali operazioni, mentre l'aeroporto Imam Khomeini rimarrà chiuso. Le autorità hanno inoltre reso noto che il 9 luglio, durante la cerimonia di sepoltura finale, saranno completamente sospesi anche lo spazio aereo sopra la città nord-orientale di Mashhad e le operazioni presso l'aeroporto internazionale Shahid Hasheminejad.
Media, muore neonato in Cisgiordania dopo che Idf gli vieta l'accesso alle cure
Un bambino palestinese di quattro mesi è morto dopo che le forze israeliane hanno bloccato il suo trasferimento medico urgente attraverso un checkpoint militare all'ingresso del villaggio di Deir Ammar, a ovest di Ramallah, secondo quanto riportato dall'agenzia Wafa, che cita una funzionaria locale, Laila Ghannam. Secondo la funzionaria, i soldati hanno anche lanciato lacrimogeni contro residenti e veicoli, impedendo al bambino di ricevere cure mediche urgenti. Ghannam ha descritto l'incidente come "una macchia sulla coscienza dell'umanità" e coerente con la politica israeliana attuata attraverso posti di blocco militari, varchi e chiusure volte a ostacolare la circolazione di civili, pazienti e ambulanze.
Netanyahu: “Leader mondiali non mi sostengono in pubblico ma in privato mi ammirano”
"I leader mondiali, che si astengono dall'esprimere pubblicamente il loro sostegno a Israele, hanno un atteggiamento diverso nelle conversazioni private che intrattengono con me. Apprezzano molto la determinazione di Israele nel combattere l'islam radicale, che minaccia anche loro. Mi dicono: 'Primo Ministro, siamo con lei. L'opinione pubblica qui non ci permette di dirlo apertamente, ma la ammiriamo. Abbiamo bisogno del suo aiutò". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa a Gerusalemme per Theodor Herzl, il padre del sionismo politico.
Netanyahu: “Come accadde con Dreyfus, le calunnie contro Israele diventeranno polvere”
"Ho appreso di recente che la Francia ha promosso di grado l'ufficiale ebreo Alfred Dreyfus, che alla fine del XIX secolo fu falsamente accusato di tradimento. È proprio il processo Dreyfus che motivò Herzl. E forse arriverà anche il giorno in cui le calunnie del sangue contro lo Stato di Israele e i soldati dell'Idf, come quelle infondate presentate al Tribunale dell'Aia, si trasformeranno in polvere. Noi non abbassiamo la testa alle calunnie dei nostri detrattori". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia commemorativa per Theodor Herzl, considerato il padre del sionismo politico, morto nel 1904. "L'antisemitismo è stata la prima forza che ha motivato Herzl, che scrisse, più di trenta volte, che un Olocausto si sarebbe verificato in Europa, e perciò cercava una soluzione per la questione ebraica. Ma c'era anche una forza positiva che spingeva Herzl ad agire: restituire il controllo del nostro destino nelle nostre mani. Renderci un popolo proattivo", ha aggiunto Netanyhau.
Herzog contro ministro esteri turco: “Israele benedizione, non fardello per il mondo”
"Qualche giorno fa, ho sentito un alto funzionario del governo turco pronunciare una terribile frase antisemita. Nelle sue parole, 'Israele è un fardello per il mondo'. La mia risposta è semplice: Israele è qui per restare ed è una benedizione per il mondo. Israele è in prima linea contro il terrorismo che minaccia il mondo intero. Le nostre innovazioni e invenzioni portano benessere e benefici a miliardi di persone in tutto il mondo". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog durante la cerimonia commemorativa per Teodoro Herzl, commentando le affermazioni del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan alla Cnn in turco venerdì, secondo cui Israele rappresenta "un problema per il mondo intero, un fardello insopportabile per l'umanità".
Idf: “Colpita cellula Hezbollah in raid su Al-Uqaydah nel sud del Libano”
"I soldati dell'Idf hanno individuato una cellula terroristica di Hezbollah operante su motociclette nella zona di Al-Uqaydah, adiacente alla Zona di Sicurezza e che rappresentava una minaccia per i soldati. A seguito dell'individuazione, l'Idf ha condotto un attacco mirato contro i terroristi per neutralizzare la minaccia". Lo ha detto il portavoce dell'Idf in una nota, rispondendo alla richiesta di informazioni in merito a raid dell'Idf nell'area di Nabatieh nel sud del Libano oggi.
Netanyahu: “Villaggi cristiani in Libano hanno chiesto di essere annessi a Israele”
"Alcuni villaggi cristiani in Libano hanno chiesto di essere annessi a Israele, perché noi li proteggiamo da Hezbollah, fanatici di Hezbollah che vogliono ucciderli, e facciamo lo stesso con i cristiani ovunque". Lo ha dichiarato a Fox News il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Herzog: “Disobbedienza a sentenze Corte, linea rossa che non deve essere oltrepassata”
"Le dichiarazioni di disobbedienza alle sentenze della Corte Suprema danneggiano il fondamento dell'unità nazionale. L'ho già detto chiaramente e lo ripeterò ancora: la disobbedienza a una sentenza della Corte è una linea rossa che non deve essere oltrepassata in nessuna circostanza". Lo ha detto il capo dello Stato Isaac Herzog intervenendo alla cerimonia di commemorazione di Theodor Herzl a Gerusalemme.
Netanyahu: “Con Trump non c'è nessun frattura”
Nel corso di un'intervista a Fox News il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto l'idea di una frattura fra lui e il presidente americano, Donald Trump. "Trump è il leader degli Stati Uniti. Fa ciò che è bene per l'America. Io sono il leader di Israele, l'unico e solo Stato ebraico. Faccio ciò che è bene per Israele", ha detto Netanyahu. "Nel 99% dei casi siamo d'accordo. Ma come in ogni famiglia, in ogni amicizia profonda, a volte ci sono divergenze di opinione, ne parliamo apertamente e di solito riusciamo anche a risolverle", ha concluso.
Ukmto: “Traffico marittimo a Hormuz stabile ma non in aumento”
Il traffico complessivo attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto "stabile" negli ultimi giorni, ma non sembra essere in aumento, soprattutto per quanto riguarda la rotta meridionale dell'Oman. E' quanto ha reso noto il centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto). "Il rischio rimane inferiore rispetto al periodo precedente al memorandum d'intesa; tuttavia, l'intento e la capacità dell'Iran di condurre azioni ostili intenzionali permangono, e il contesto continua a richiedere una maggiore vigilanza nonostante l'assenza di una recente escalation", ha affermato l'Ukmto
Netanyahu: “Rispetto Vance ma Israele ha molti alleati oltre agli Usa”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato a Fox News le recenti dichiarazioni critiche del vicepresidente statunitense JD Vance, che aveva avvertito il governo israeliano di avere negli Usa "l'unico alleato rimasto". "Lo rispetto e abbiamo un ottimo rapporto, ma questo non significa che io sia d'accordo con tutto ciò che dice", ha affermato Netanyahu. Il premier ha poi ribadito l'importanza del sostegno internazionale a Israele, citando anche il ruolo del presidente Donald Trump. "E' il più grande amico che abbiamo mai avuto alla Casa Bianca, ma abbiamo anche altri amici - ha dichiarato - Abbiamo un enorme sostegno dall'India e il mio profilo Facebook è pieno di messaggi di sostegno.
Abbiamo molti altri alleati"
Sondaggio Financial Times: “Per il 58% degli elettori Usa la guerra all'Iran non è valsa la spesa”
La maggior parte degli elettori americani, pari al 58%, ritiene che la guerra di Donald Trump all'Iran non sia valsa il prezzo pagato, evidenziando come il conflitto in Medio Oriente stia pesando sui livelli di gradimento del presidente Usa. E' quanto emerge da un sondaggio del Financial Times, quando la Casa Bianca ha chiesto al Congresso di approvare una nuova spesa federale di 67 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra sostenuti finora. Il sondaggio a livello nazionale, condotto la scorsa settimana da Focaldata, ha rilevato poi che il 44% degli elettori registrati ritiene che la guerra abbia lasciato gli Stati Uniti in una posizione di debolezza nei confronti dell'Iran, contro il 31% che ritiene il contrario, in posizione di forza. Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, in Turchia, il sondaggio ha fatto emergere che il 53% degli elettori pensa che gli Usa debbano restare nell'Alleanza, mentre il 23% è favorevole all'uscita. Da tempo Trump minaccia di abbandonare la Nato: all'inizio dell'anno l'ha definita una "tigre di carta" e ha duramente criticato gli alleati europei per essersi rifiutati di partecipare alla campagna militare statunitense in Iran. Il sondaggio del quotidiano della City ha rilevato un diffuso scetticismo sul memorandum d'intesa tra Washington e Teheran. Il 66% ha detto che l'accordo avrebbe avuto scarso o nessun impatto su pace o stabilità in Medio Oriente, oppure che avrebbe aumentato l'instabilità e reso più probabile un conflitto. Solo un elettore su cinque ha dichiarato che l'accordo avrebbe portato alla pace. Infine, solo il 36% ha approvato l'operato di Trump come presidente, registrando un calo di due punti percentuali sulla rilevazione precedente. Posizione più solida per i democratici in vista delle elezioni di metà mandato di novembre: alla domanda su quale candidato avrebbero sostenuto per il Congresso, gli intervistati hanno assegnato ai dem un vantaggio di sei punti. Il 44% ha dichiarato di sostenere il partito, contro il 38% dei repubblicani. Un nuovo campanello d'allarme per The Donald
Cnn: “Netanyahu ha in programma di recarsi a Washington il 13 luglio”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha in programma di recarsi a Washington per incontrare il Presidente Donald Trump già lunedì prossimo (13 luglio). Lo scrive la Cnn citando una fonte israeliana a conoscenza della questione. La fonte ha affermato che i due leader discuteranno dell'Iran e di un nuovo accordo di sicurezza tra Israele e gli Stati Uniti. L'attuale accordo tra i due Paesi, in base al quale Israele riceve 3,8 miliardi di dollari all'anno, scadrà nel 2028. Anche la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita sarà all'ordine del giorno, ha aggiunto la fonte, una priorità per Trump. I leader sauditi hanno ripetutamente chiarito che non procederanno verso la normalizzazione senza un percorso concreto verso uno Stato palestinese. I due leader, che non si incontrano di persona da prima della guerra con l'Iran, si sono sentiti telefonicamente venerdì sera e hanno concordato di fissare un incontro a breve
Iran, l’aeroporto di Bandar Abbas riprende le operazioni dopo quattro mesi
L'aeroporto internazionale di Bandar Abbas, nel sud dell'Iran, ha ripreso i voli commerciali dopo una sospensione di quattro mesi. Il primo volo passeggeri proveniente da Mashhad è atterrato sabato pomeriggio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. Bandar Abbas è il capoluogo della provincia di Hormozgan, situata a circa 1.000 km a sud di Teheran, sullo Stretto di Hormuz. L'aeroporto è stato chiuso per lavori di ricostruzione e riparazione a seguito dei danni subiti durante i bombardamenti israeliani-americani. Le autorità prevedono una graduale ripresa dei voli per Teheran, Shiraz e Yazd nei prossimi giorni
Funerali di Khamenei, domani chiuso lo spazio aereo di Teheran
L'Iran si isola e blinda i propri cieli per l'ultimo saluto alla Guida Suprema Ali Khamenei. Secondo quanto riferito dai media di Stato iraniani, lo spazio aereo della capitale Teheran rimarrà completamente chiuso per l'intera giornata di lunedì in concomitanza con il corteo funebre dell'ayatollah. Le medesime restrizioni di sicurezza si sposteranno poi nel nord-est del Paese: giovedì sarà infatti interdetto il volo sui cieli di Mashhad, la città natale del leader, dove si terrà la solenne cerimonia di sepoltura. L'Organizzazione per l'aviazione civile ha confermato che durante le chiusure nessun volo commerciale o privato sarà autorizzato a decollare o ad attraversare le aree interessate.
Ghalibaf: “Oggi gli invincibili iraniani gridano vendetta”
Oggi "la nazione orgogliosa e invincibile dell'Iran ha testimoniato all'unanimità per il suo martire" (il defunto leader supremo Ali Khamenei) e "si è sollevata all'unisono, gridando dal profondo del cuore: 'Ya Latharat Al-Hussein': lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, riferendosi al motto in arabo pronunciato durante i funerali di Khamenei, iniziati ieri, per chiedere "vendetta" per la sua morte durante gli attacchi di Usa e Israele partiti il 28 febbraio scorso. Il motto originale invoca la vendetta per il martirio del terzo imam sciita, Hussein. Ghalibaf ha fatto queste dichiarazioni in un post su X, condividendo un video dello slogan pronunciato durante le cerimonie.
Iran e Qatar riprendono gli scambi marittimi
Gli scambi marittimi tra Iran e Qatar sono ripresi dopo una sospensione di circa cinque mesi, ha dichiarato oggi ai media statali l'addetto commerciale iraniano a Doha. Abbas Abdolkhani ha affermato che le spedizioni tra il porto iraniano di Dayyer e il porto qatariota di Al Ruwais sono riprese a seguito del coordinamento tra l'ambasciata iraniana a Doha e le autorità del Qatar.
Nave mercantile attaccata al largo dello Yemen nel Mar Rosso
Una nave mercantile è stata attaccata al largo della costa yemenita nel Mar Rosso. Lo ha riportato l'Ukmto, l'Agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (United Kingdom Maritime Trade Operations). L'Ukmto ha dichiarato di aver ricevuto un segnale di soccorso dall'imbarcazione situata a 56 chilometri, 30 miglia nautiche, a sud-ovest della città portuale yemenita di Hodeidah. Le autorità stanno indagando sull'incidente, ha dichiarato l'agenzia, consigliando alle imbarcazioni presenti nella zona di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta.
L’esercito iraniano: “La tregua è una opportunità di migliorare le capacità di combattimento”
"Abbiamo ripetutamente annunciato che sfrutteremo l'opportunità del cessate il fuoco per migliorare le nostre capacità di combattimento e non perderemo un solo istante né saremo negligenti": è quanto affermato da un portavoce delle Forze armate iraniane, citato dall'agenzia Tasnim. "Se i nemici commetteranno un errore, dovranno affrontare una risposta schiacciante e decisiva da parte delle Forze armate iraniane", ha aggiunto a modo di avvertimento.
Medvedev al funerale di Khamenei: “Teheran ha come arma di riserva Bab al-Mandeb”
L'Iran possiede un'"arma di riserva" nello stretto di Bab al-Mandeb, situato tra Yemen, Gibuti ed Eritrea, che collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e al Canale di Suez. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, che si trova a Teheran per i funerali di Ali Khamenei e che ha definito lo Stretto di Hormuz come una risorsa strategica per l'Iran, paragonabile a un'arma nucleare. Secondo Medvedev il traffico marittimo attraverso Bab al-Mandeb potrebbe essere interrotto in caso di un conflitto regionale più ampio. "Spero che non si arrivi a questo, ma tutti i Paesi che cercano un conflitto nella regione dovrebbero tenerlo a mente", ha detto. I ribelli Houthi avevano già minacciato di chiudere Bab al-Mandeb e l'8 giugno avevano dichiarato il divieto di transito delle navi israeliane nel Mar Rosso.
Araghchi: “I Paesi indipendenti condannino le violazioni del diritto degli Usa”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato i Paesi indipendenti a condannare le violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. Lo scrive l'agenzia Irna. Durante un incontro con l'inviato speciale del presidente serbo, Boris Bratina, Araghchi ha elogiato la solidarietà e la vicinanza dimostrate dal governo e dal popolo serbo nei confronti della nazione iraniana. Il ministro ha sottolineato la necessità "che tutte le nazioni indipendenti assumano una posizione ferma nel condannare l'illegalità e le violazioni del diritto internazionale commesse dagli Stati Uniti e dal regime israeliano" scrive Irna.
Incontri a Teheran tra Araghchi e le delegazioni di Hamas e Hezbollah
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha tenuto incontri separati a Teheran con delegazioni di Hamas e Hezbollah, entrambe arrivate per partecipare ai funerali dell'Ayatollah Ali Khamenei. La delegazione di Hamas, guidata dal capo del Consiglio direttivo Mohammad Darwish, ha espresso le proprie condoglianze per la morte di Khamenei e ha informato Araghchi sulla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, definendo la risposta internazionale "catastrofica" e chiedendo che Israele ne risponda.
Separatamente, Aragchi ha incontrato una delegazione di Hezbollah guidata dall'alto funzionario politico ed ex parlamentare libanese Muhammad Fneish. Fneish ha elogiato le prestazioni militari e diplomatiche dell'Iran durante le recenti ostilità con gli Stati Uniti e Israele, nonché il suo sostegno al Libano, come riportato dall'Irin. Aragchi ha ringraziato le delegazioni, ha ribadito il sostegno dell'Iran alla creazione di uno Stato palestinese e ha elogiato la resistenza di Hezbollah. Inoltre ha reso omaggio al leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e ha affermato che l'Iran continuerà a perseguire la fine della guerra in Libano, in linea con il memorandum di cessate il fuoco.
Media Iran mostrano i partecipanti al funerale di Khamenei con slogan “uccidere Trump”
Le immagini diffuse dall'agenzia Tasnim, legata ai Pasdaran, mostrano alcuni partecipanti al funerale della defunta Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran mentre sventolano striscioni e scandiscono slogan che incitano a "uccidere Trump" e "uccidere Bibi", invocando vendetta per la morte di Khamenei. Le frasi sugli striscioni sono scritte in inglese.
Tre figli di Khamenei alla cerimonia di commiato, manca Mojtaba
Tre figli della defunta guida spirituale iraniana Ali Khamenei, Mostafa, Masoud e Meisam, hanno partecipato oggi per la prima volta alla cerimonia di commiato, per pregare in onore del padre. L'altro figlio di Khamenei e suo successore, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non si è più visto in pubblico dopo la sua nomina, non ha partecipato né alle preghiere né alla cerimonia di commiato, iniziata ieri. Le preghiere sono state guidate dall'Ayatollah Jafar Sobhani, di 97 anni.
Araghchi: “Oltre 70 Paesi erano rappresentati ai funerali di Khamenei”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un post scritto oggi in arabo su X che rappresentanti di oltre 70 Paesi hanno partecipato ai funerali di Ali Khamenei, tra cui quelli che ha definito i "fedeli fratelli arabi" dell'Iran. "L'Iran è lieto di aver ricevuto rappresentanti da oltre settanta Paesi che hanno scelto di partecipare all'omaggio alla nostra Guida Suprema", ha scritto Araghchi, sottolineando che la commemorazione rimarrà un "ricordo indelebile" nelle relazioni condivise tra l'Iran e quei Paesi. Lo riporta Iran International.