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Al-Hayya nuovo capo di Hamas, era il braccio destro di Sinwar

(reuters)

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La procedura segreta per scegliere il leader era iniziata a gennaio dopo 2 anni di guida collegiale
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Dopo l’interregno del comitato dei cinque, durato un biennio, Hamas annuncia il nome del nuovo leader: Khalil al-Hayya, eletto a capo dell’ufficio politico del movimento islamista palestinese. Capo della delegazione che ha negoziato l’accordo con Israele, il 65 enne vive da anni in Qatar e ha battuto al ballottaggio il 70enne Khaled Mesh’al, che già aveva ricoperto la carica. Vince dunque la linea della continuità, essendo al-Hayya l’ex braccio destro di Yayha Sinwar, l’ideatore del massacro del 7 Ottobre.

A seconda delle fonti consultate, il successo nel lungo e faticoso processo elettorale, cominciato lo scorso gennaio, viene descritto più o meno ampio. Secondo un funzionario di Hamas, citato dall’Afp, al-Hayya ha avuto «una maggioranza schiacciant…

Dopo l’interregno del comitato dei cinque, durato un biennio, Hamas annuncia il nome del nuovo leader: Khalil al-Hayya, eletto a capo dell’ufficio politico del movimento islamista palestinese. Capo della delegazione che ha negoziato l’accordo con Israele, il 65 enne vive da anni in Qatar e ha battuto al ballottaggio il 70enne Khaled Mesh’al, che già aveva ricoperto la carica. Vince dunque la linea della continuità, essendo al-Hayya l’ex braccio destro di Yayha Sinwar, l’ideatore del massacro del 7 Ottobre.

A seconda delle fonti consultate, il successo nel lungo e faticoso processo elettorale, cominciato lo scorso gennaio, viene descritto più o meno ampio. Secondo un funzionario di Hamas, citato dall’Afp, al-Hayya ha avuto «una maggioranza schiacciante», mentre a stare quanto scrive il quotidiano qatarino Al-Araby, ha prevalso solo di un voto. «La procedura elettiva è stata condotta secondo un meccanismo complesso e segreto», si legge in un comunicato ufficiale di Hamas, che dà conto del fatto che alla consultazione hanno partecipato i rappresentanti dei quattro distretti in cui si articola l’organizzazione: Gaza, Cisgiordania, i detenuti nelle carceri israeliane e la diaspora.

Dopo le morti di Ismail Haniyeh, ucciso nel luglio del 2024 a Teheran da un’operazione israeliana, e di Sinwar a Rafah nell’ottobre dello stesso anno, il movimento islamista aveva deciso di non nominare ufficialmente un altro leader, per il timore che venisse colpito dall’Idf, e di affidare il potere a un comitato di cinque, tra i quali figuravano anche al-Hayya e Mesh’al.

Yahya Sinwar con moglie e figli in un tunnel di Gaza la notte prima del 7 ottobre 2023

La selezione del nuovo capo, fatta dal Consiglio della Shura che si compone di 50 membri, è quindi frutto della scelta di Hamas di proseguire con la linea dura di Sinwar e Haniyeh, mantenendo un forte legame con l’Iran: Mesh’al, nato in Cisgiordania, è considerato più vicino a Qatar e Turchia. Non è un buon segnale per la trattativa sul futuro di Gaza, bloccata alla fase uno dell’accordo in 20 punti siglato in Egitto, il piano Trump, che non passa alla fase due perché Hamas non intende disarmare e la Forza internazionale di stabilizzazione, che doveva garantire la sicurezza all’interno della Striscia, non si è mai costituita. Finora i contatti tra Hamas, i mediatori e gli inviati del Board of Peace istituito dall’accordo, non hanno trovato l’intesa per passare da una tregua fragile, e continuamente violata, alla pace.

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