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Biodiversità

La ninfea gigante scoperta grazie ai social network

La foto della ninfea gigante Victoria colombiana postata da Jeremiah Harris e individuata dal botanico Carlos Magdalena
La foto della ninfea gigante Victoria colombiana postata da Jeremiah Harris e individuata dal botanico Carlos Magdalena 

La “Victoria colombiana” individuata dal botanico Carlos Magdalena attraverso le foto postate da Jeremiah Harris e passando al setaccio le immagini satellitari della pianta galleggiante dalle foglie giganti nell’alto bacino dell’Orinoco

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Una foto su Instagram ha dato il via alla scoperta di una nuova specie di ninfea gigante. Si chiama Victoria colombiana e la sua descrizione scientifica è stata pubblicata su Phytotaxa, dopo un’indagine che ha unito ricerca botanica, immagini satellitari e conoscenze indigene. Il primo indizio è arrivato da un post di Jeremiah Harris, coltivatore statunitense, che aveva fotografato le piante in Colombia identificandole come Victoria amazonica. A notare qualcosa di insolito è stato Carlos Magdalena, ricercatore dei Kew Gardens: il fiume Inírida, dove erano state scattate le immagini, si trovava fuori dalla distribuzione allora conosciuta delle ninfee del genere Victoria. Questo non dimostrava che fosse una nuova specie, ma giustificava un approfondimento. Magdalena ha quindi passato al setaccio le immagini satellitari del fiume e dei laghi vicini, finché ha distinto dall’alto diverse foglie appartenenti a un’unica pianta: una conferma della presenza di queste ninfee proprio nella zona indicata.

Le ricerche sono proseguite con il Giardino botanico di Bogotá e le comunità locali, che conoscevano già le piante e hanno contribuito a raggiungerle e studiarle. Serviva però un esemplare fiorito per raccogliere il materiale necessario ai confronti botanici. Durante la spedizione, le prime due piante individuate erano entrambe senza fiori, finché Gustavo Melo, della comunità Tucano, ha condotto il gruppo in barca di notte fino a un altro lago, dove finalmente è stato trovato un esemplare in fiore.

Rispetto a Victoria amazonica, la nuova specie presenta differenze nella forma dell’ovario, la parte del fiore da cui si sviluppa il frutto, e nelle spine, più corte e flessibili. Le sue grandi foglie galleggianti possono raggiungere i due metri di diametro. Lo studio colloca Victoria colombiana nell’alto bacino dell’Orinoco e mette in relazione la diversificazione di queste ninfee con la storia dei fiumi sudamericani. Secondo gli autori, corsi d’acqua e inondazioni sono i principali mezzi di dispersione dei semi: l’isolamento dei bacini potrebbe quindi aver favorito la formazione di specie differenti. Ora la priorità è capire quante piante esistano e come proteggerle. I ricercatori stimano che in natura possano esserci appena 30-50 individui, un numero provvisorio che rende urgente cercare altre popolazioni. Tra gli obiettivi c’è anche raccogliere semi per coltivare la specie a Bogotá, studiarla in condizioni controllate e contribuire alla sua conservazione.