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I rifiuti agricoli diventano oggetti che immagazzinano il carbonio

Una lampada di Petra
Una lampada di Petra 

Hana Khurshid e Steffek Rainey hanno fondato Preta: un'impresa nata in un laboratorio universitario che ha inventato un materiale fatto di scarti agricoli capace di immagazzinare CO2 invece di emetterla. Fanno borse, sgabelli, lampade

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Ogni anno, nei campi di tutto il mondo, milioni di tonnellate di paglia, steli di mais, scarti di potatura vengono bruciate o lasciate marcire. È lo smaltimento più semplice, più economico, più diffuso. Ed è anche uno dei più dannosi: tutto il carbonio che quelle piante avevano assorbito durante anni di crescita torna nell'aria in poche ore, sotto forma di CO2. Nel frattempo, le fabbriche estraggono petrolio, minerali e fibre vergini per produrre i materiali con cui costruiamo oggetti, arredi, vestiti, accessori. Più emissioni. Più carbonio nell'atmosfera.

Hana Khurshid e Steffek Rainey, studenti di Master in Design Engineering alla Harvard Graduate School of Design e alla John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences, hanno deciso che questo meccanismo poteva essere ribaltato. E lo hanno fatto. Insieme hanno fondato Preta, una startup che trasforma scarti agricoli in materiali che invece di emettere carbonio lo trattengono.

Il processo dagli scarti agricoli

Il processo parte dagli scarti agricoli, quelli che normalmente vengono bruciati o buttati. Preta li raccoglie e li sottopone a pirolisi: un riscaldamento ad alta temperatura in assenza di ossigeno. Il risultato è il biochar, un carbone biologico stabile in cui il carbonio è intrappolato in una struttura solida che non si degrada per secoli, a volte per millenni. Il problema è che il biochar grezzo è fragile, polveroso, inutilizzabile così com'è. La sfida che Khurshid e Rainey hanno risolto è stata trasformarlo in un materiale vero, resistente, lavorabile, producibile in serie. Ci hanno messo un anno e più di 100 formulazioni testate prima di trovare la soluzione: combinare le particelle di carbonio con un legante di origine biologica, naturale, che crea una matrice densa e uniforme. Il risultato è un materiale che contiene fino al 70% di carbonio in peso e fino all'82% di componenti di origine biologica. Può diventare rigido — e si usa per fare sgabelli, lampade, lavandini. Oppure flessibile, simile alla pelle, e si usa per fare borse e portafogli.

Dalla paglia alla borsa: come funziona

Produrre un chilo di plastica tradizionale emette mediamente tra 2 e 4 chili di CO2. Un chilo di alluminio primario può arrivare a 12 chili. Produrre un chilo di Preta ha un'impronta di carbonio di -1,98 kg di CO2. Significa che ogni chilo di questo materiale rimuove quasi due chili di CO2 dall'atmosfera invece di emetterla. Ogni oggetto prodotto con Preta è un deposito di carbonio a lungo termine.

Ma Khurshid e Rainey non si sono fermati al laboratorio. Hanno prodotto lampade, sgabelli, lavandini, borse e portafogli. Li hanno lavorati con tecniche industriali esistenti: fusione, taglio a getto d'acqua, levigatura, lucidatura per dimostrare che il materiale è compatibile con le fabbriche già in funzione, senza bisogno di riprogettare nulla. Uno dei prototipi di borsa è stato usato ogni giorno per quattro mesi consecutivi. Ha tenuto. Dettaglio non banale: molti biomateriali emergenti funzionano bene in laboratorio e si deteriorano nella vita reale. Preta è partita dalla direzione opposta, prima dimostrare che regge davvero, poi scalare. Il progetto ha vinto l'Ingenuity Award degli Harvard Innovation Labs 2026 ed è stato finalista nella categoria dei progetti di ingegneria progettuale eccezionale alla Harvard University.

Preta non richiede nuovi impianti produttivi

Esistono già molti biomateriali sul mercato: cuoio vegetale, plastiche compostabili, fibre riciclate. La maggior parte riduce l'impatto ambientale rispetto ai materiali convenzionali. Preta fa qualcosa di diverso: non si limita a ridurre le emissioni, le inverte. E lo fa usando scarti che altrimenti verrebbero bruciati, trasformando un problema in una risorsa. Il team sta portando la startup dalla produzione in laboratorio alla produzione pilota, lavorando con aziende nei settori dell'arredamento, dell'abbigliamento e dei prodotti di consumo. L'obiettivo è dimostrare che le prestazioni del materiale rimangono costanti anche su scala industriale. La visione è più grande: fare di Preta una nuova classe di materiali adottata in tutto il mondo. Non una scelta di nicchia per i consumatori più attenti. Un materiale normale, competitivo, diffuso che porta con sé, come effetto strutturale, la rimozione permanente del carbonio dall'atmosfera.