Immaginate una pala eolica lunga decine di metri giunta a fine vita. O una montagna di pannelli e allestimenti al termine della settimana del design milanese. Fino a ieri, questi oggetti, realizzati in materiali compositi come la vetroresina, rappresentavano un incubo per la filiera del riciclo: ingombranti, costosi da trasportare e difficili da trattare. Oggi, una nuova soluzione promette di ribaltare il paradigma. Non è più il rifiuto a dover viaggiare verso una lontana fabbrica, ma è la fabbrica stessa che, a bordo di un camion, si sposta per dargli nuova vita direttamente sul posto. Questa innovazione si chiama YouRban, un progetto che unisce l'eccellenza della ricerca accademica allo spirito imprenditoriale di una startup, creando un modello di business inedito per la transizione ecologica.
Un impianto su camion
L'idea nasce da una sfida ben nota nei laboratori del dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, sotto la guida del professor Marcello Colledani: come rendere economicamente sostenibile ed efficiente il riciclo dei materiali compositi. La risposta non poteva essere un impianto più grande, ma uno più agile e intelligente. Grazie alla collaborazione con Fibereuse Tech, una startup innovativa specializzata nel settore, l'intuizione accademica ha preso la forma di un prodotto industriale. Il progetto ha ottenuto il prestigioso finanziamento dell'Unione Europea all'interno del programma New European Bauhaus, che premia le iniziative capaci di unire sostenibilità, inclusione e bellezza. YouRban è la sintesi di questa visione: una tecnologia avanzata che non si chiude in un capannone, ma scende in strada per servire il territorio.
Come funziona YouRban
Il cuore di YouRban è un impianto modulare e scalabile, un concentrato di ingegneria meccanica allestito su un truck. Il suo funzionamento è tanto sofisticato quanto pragmatico. Una volta giunto a destinazione, l'impianto viene alimentato con gli scarti di vetroresina, che subiscono un processo di trattamento meccanico a secco. Nessun solvente chimico, ma una tecnologia che sminuzza e riprocessa il materiale per separare le fibre di vetro dalla matrice resinosa, trasformando il tutto in una materia prima seconda di alta qualità, pronta per nuove applicazioni. “Il vero punto di forza di YouRban è stato dimostrare che l'innovazione tecnologica può e deve uscire dai laboratori per incontrare le persone e i territori. Vedere dal vivo la trasformazione di scarti in nuovi prodotti ha permesso ai cittadini di toccare con mano il valore dell'economia circolare” spiega Marcello Colledani, docente del dipartimento di Meccanica e responsabile del progetto YouRban. Questa filosofia è visibile anche nel design del truck, curato dallo studio Origoni&Steiner: non una scatola nera, ma un contenitore con ampie finestre che rendono il processo trasparente, trasformando un'operazione industriale in un potente strumento di comunicazione e didattica.
Il riciclo come servizio on-demand
È qui che l'innovazione tecnologica si salda con quella imprenditoriale. YouRban non è solo un macchinario, ma la base per un vero e proprio servizio di riciclo on-demand che può rivoluzionare diversi mercati. Il primo e più evidente è quello dei servizi diretti alle aziende. "Il truck può spostarsi nei diversi distretti produttivi per trattare gli scarti direttamente in loco, azzerando i costi di trasporto dei rifiuti," aggiunge Colledani. Un altro scenario, di enorme potenziale, è la gestione dei grandi eventi. "Pensiamo a manifestazioni come la Fiera dell’Artigianato o la Design Week, vere e proprie istituzioni del territorio milanese dove la forte concentrazione di allestimenti temporanei richiede soluzioni di trattamento rapide e virtuose". Infine, la flessibilità del mezzo consente di gestire la logistica in zone remote e difficilmente raggiungibili, portando il riciclo direttamente sul posto: può essere usato nei parchi eolici, per esempio, facilitando il trattamento delle pale delle turbine giunte a fine vita.
Materiale riciclato in prototipi di arredo urbano
Seguendo i principi del New European Bauhaus, il progetto non si è fermato all'ingegneria. YouRban ha validato le proprie tecnologie sul campo con due importanti tappe pubbliche a Milano e Barcellona e una terza, in forma ridotta, a Vienna. In queste occasioni, è stato coinvolto anche il dipartimento di Design del Politecnico di Milano: “Il nostro ruolo è stato quello di supportare la creatività dello sviluppo progettuale dei designer e artisti selezionati attraverso delle open call” spiega Stefano Maffei, docente del dipartimento di Design. I designer internazionali hanno trasformato i materiali compositi riciclati dall'impianto mobile in prototipi funzionali di arredo urbano e oggettistica. La dimostrazione che un rifiuto complesso non solo può essere recuperato, ma può tornare a vivere sotto forma di un oggetto di design e funzionale. YouRban trasforma il riciclo da un processo industriale centralizzato e lontano a un'attività locale, visibile e partecipata, aprendo nuove prospettive per l'economia circolare e la gestione sostenibile dei rifiuti.