“La verità è che non ho mai creduto nelle vite perfette. Dietro ogni volto illuminato dai riflettori del successo esiste sempre una stanza chiusa a chiave, piena di polvere, di ferite e di fantasmi”. Bruno Barbieri, chef e volto di MasterChef Italia e 4 Hotel, racconta così la decisione di aprire la sua stanza chiusa a chiave nelle pagine di "Controluce. Ombre e segreti di una vita” (Cairo Editore), “un testo nato non per celebrare i miei successi, ma per ripercorrere con serena lucidità ciò che ho perso e quello che, con grande sacrificio personale, sono riuscito a conquistare”.
C’è la fatica, ci sono i silenzi, e gli squali. “Li riconosci tardi, quasi mai subito. -scrive nel libro -. All’inizio sorridono, ti stringono la mano, ti fanno sentire importante, ti fanno credere che per loro sei innanzitutto un vero amico. Poi lentamente provano a divorarti pezzo dopo pezzo”. Barbieri parla di famiglia, ristoranti e della tv, di MasterChef, di quella volta in cui per poco non si prese a schiaffi con Carlo Cracco.
Il rapporto col papà
Il padre Nello, lavorava nei cantieri di un’azienda specializzata nella costruzione di autostrade, ponti e gallerie. Secondo di sedici figli, “rigidissimo”, voleva che il figlio si iscrivesse all’istituto tecnico per geometri. Barbieri si impose. “Per mio padre l’alberghiero era una scuola per femminucce, non per un maschio alfa com’era lui e come sperava diventassi anch’io”. L’amore per la cucina però era già troppo forte. Le prime informazioni pratiche arrivano dai nonni, Gino e Mina, quando ancora non sapeva leggere né scrivere.
“Avrò avuto non più di quattro o cinque anni quando appresi come si impasta e si tira una sfoglia, come si trattano le carni, come si uccidono e si macellano gli animali, come si distinguono i funghi, o come si preparano i salumi e gli insaccati”. Nonna Mina, “la vera architrave della famiglia. L’ammiravamo per la sua fortissima personalità, forse anche un po’ inconsueta per una donna dell’epoca”.
La prima stella al Trigabolo
Gli esordi in cucina sono noti, sulle navi da crociera, dove Barbieri incontra e diventa amico per la vita di Igles Corelli, con cui accetta una sfida. Sulla terra ferma, ad Argenta, piccolo paese nella provincia di Ferrara, Valli di Comacchio, c’è una pizzeria che ha grandi ambizioni. Due anni dopo, 1984, arriva la prima stella Michelin. “Il Trigabolo non era solo un ristorante, ma una fede, una droga, una promessa da mantenere. Ci entrai pensando di imparare un mestiere e i ritrovai a consegnargli l’esistenza. Lavoravamo senza orari, senza soldi, senza garanzie. Eppure restavamo tutti”.
Lo chef racconta nel libro che a 35 anni non aveva nessun risparmio, nessuna sicurezza. Quello che guadagnava investiva in viaggi, esperienze e ricerca. Intanto il Trigabolo cresceva e diventava leggenda. “Il Trigabolo mi ha dato tutto, una professione, un’identità, una visione, ma mi ha tolto qualcosa di fondamentale: quindici anni della mia esistenza. Mi ha portato via gli affetti e la leggerezza, certamente una parte della mia giovinezza”.
Il provino a MasterChef
Barbieri vive non solo in Italia ma anche alcuni mesi all’estero a Londra, quando viene intercettato da Magnolia (oggi Banijay, ndr) prima per fare la versione italiana di Hell’s Kitchen (ma non se ne fa nulla) poi per un nuovo programma. “Mi fu curiosamente proposto di assaggiare il pranzo che si erano portati al lavoro due autori. Fu una scena molto strana, ma per non offendere nessuno accettai, presi una forchetta e provai questi due piatti riscaldati fatti appositamente preparare dalla tavola calda sotto gli uffici di produzione. Mi abbandonai a commenti sul punto di cottura della pasta o altri dettagli simili e a un certo punto fui bloccato”. Ero a bordo, ero uno dei giudici di MasterChef Italia. Il debutto, scrive nel suo libro Barbieri, fu tremendo.
“Avevo accanto due personalità enormi (Carlo Cracco e Joe Bastianich, ndr), due uomini molto diversi tra loro e da me. Avevamo e abbiamo ancora dei caratteri forti, tre percorsi differenti, tre ego importanti. Gli autori erano riusciti a mettere tre galli nello stesso pollaio”. Con Cracco addirittura sfiora lo scontro fisico. Casting della prima edizione: un ragazzo di Cesena porta un piatto di passatelli, carciofi e vongole veraci. Cracco lo boccia, Barbieri rimane invece colpito dall’idea, dalla personalità del concorrente.
“Scoppiò il finimondo, la discussione diventò feroce, le voci si alzarono, i toni si accesero per un attimo sfiorammo lo scontro fisico. Oggi, dopo tanto tempo posso rivelare che per poco non volò qualche schiaffo. Quella sera chiamai il mio autore e gli dissi che volevo mollare tutto, ritenevo che la situazione fosse degenerata troppo e non ne valesse la pena. Per fortuna, la mattina seguente la rabbia si spense, il rispetto rimase e tornammo tutti a lavorare con serenità andando avanti insieme per diversi anni”.