Il Gusto

Nel calice

Il Barolo a Serralunga cambia ritmo: il 2023 si beve già, ma non rinuncia al tempo

Il Barolo a Serralunga cambia ritmo: il 2023 si beve già, ma non rinuncia al tempo

Un’annata complicata tra piogge e picchi di calore sorprende nel calice per freschezza, succosità e tannini croccanti

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Il Villaggio Narrante di Fontanafredda ha ospitato la quinta edizione del Serralunga Day, l'appuntamento nato nel 2021 per riunire produttori, critica e operatori attorno alla menzione comunale. Al centro delle degustazioni, l'anteprima del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2023. I lavori si sono aperti con un passaggio dedicato alla storia e all’etica del lavoro nelle Langhe, ricordate da Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia, e Paolo Tibaldi, co-autore con Carlo Petrini del libro Vite di Langa.

Il momento centrale della giornata è stato poi la degustazione al buio del millesimo 2023, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli insieme ad Andrea Lonardi e alla critica canadese Michaela Morris. Dal confronto è nato il Manifesto dell'Annata, intitolato Il ritmo dell'annata e l’energia del territorio. Un documento nato dal confronto tra degustatori e produttori , per cercare di dare sempre un significato preciso all’espressione del vino nelle annate che cambiano.

Il profilo del 2023 racconta una stagione complessa tra i filari, segnata da piogge primaverili insistenti e picchi di calore estivo, riscattata da un finale di stagione fresco e luminoso che ha accompagnato una vendemmia classica. Nel bicchiere la consueta forza del comune trova una misura lontana da opulenze o muscolarità rigide. La struttura si rivela precisa, sostenuta da una spiccata succosità e da tannini croccanti, per un sorso fluido e di viva sapidità. All’olfatto i campioni mostrano un’apertura graduale di stampo mediterraneo. Ai richiami tradizionali di rosa, viola e cipria si affiancano sentori agrumati di buccia d’arancia, mandarino e tamarindo, arricchiti da note carnose ed erbe officinali, restituendo le sfumature di microclimi e suoli differenti.

Il risultato è un quadro articolato: se alcune bottiglie richiedono attesa in cantina, molte altre mostrano già una godibilità immediata che non intacca la capacità di affrontare il tempo. Un po’ quello che ci si aspetta oggi da vini questo spessore: godibili subito ma in grado di trasformarsi nel tempo. Ed è probabilmente l’unica arma che possa permettere un risveglio dei consumi: comprare una bottiglia di Barolo non deve essere per forza motivo di farla sostare a lungo in cantina.

La manifestazione ha dato spazio anche al confronto tra denominazioni nella masterclass "Il potenziale del tempo”: due rette parallele che con il tempo convergono. Quattordici Barolo dei cru locali e quattordici Brunello di Montalcino sono stati versati a ritroso fino agli anni Novanta. Una degustazione incrociata promossa dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino per verificare la tenuta alla longevità di due territori distanti ma uniti dalla medesima vocazione al tempo.

Da un lato è interessante capire le potenzialità di questi prodotti nel loro confronto con il tempo, dall’altro è uno strumento incuriosire un consumatore, soprattutto italiano, a sperimentare le bottiglie che hanno degli anni sulle spalle e che spesso vengono ignorate : l’Italia non è certo il paese che ama attendere , come succede invece nel Rego Unito o in Svizzera. Sui banchi d'assaggio le aziende di Serralunga e i produttori ilcinesi hanno presentato insieme i loro vini, chiudendo la giornata sul confronto diretto tra chi la terra la lavora e chi la ritrova poi nella bottiglia.

I vigneti in zona Serralunga d'Alba della cantina Domenico Clerico
I vigneti in zona Serralunga d'Alba della cantina Domenico Clerico 

I migliori assaggi annata 2023

Domenico Clerico

Nel calice sfoggia un rubino fitto e luminoso, da cui salgono subito note vivaci di ribes nero e mirtillo pressato, arricchite da un soffio resinoso di macchia mediterranea. In bocca ha un peso ben calibrato: la materia è cremosa, piena, mossa da una succosità costante che distende il sorso lungo tannini rifiniti e levigati.

Fontanafredda

Veste una tonalità granato liquida e profonda. L’impatto olfattivo è fresco e balsamico, scandito da spunti mentolati, sfumature di oliva e un frutto rosso maturo. All'assaggio mostra grande misura: l'equilibrio della struttura accompagnata da una spinta costante fino a un finale lungo e pulito.

Pico Maccario

Il colore rubino si accende di vividi riflessi granati. L'apertura aromatica gioca sulla freschezza, alternando la scorza d'agrume e la nota acidula del tamarindo a una manciata di frutti di bosco e al ricordo di rosa fresca. Il sorso si distende con una spiccata vena sapida che ne allunga la persistenza.

Damilano

Un granato leggero e trasparente nell'aspetto. Il naso regala un profilo floreale di pot-pourri e un tocco di timo essiccato, prima di virare su toni più classici di prugna e ciliegia croccante. La bocca è succosa, immediata e invitante, sorretta da tannini distesi che guidano il finale.

Podere Gagliassi

Timbro ematico ben nitido fin dai primi profumi, intrecciato alla viola fresca e a un fruttato scuro di mora e mirtillo. All'assaggio si apre ampio e accogliente, con tannini dalla trama setosa e una freschezza integrata che tiene in tensione il sorso.