Nella nostra redazione c’è una convinzione granitica: per essere consumatori responsabili non è necessario soffrire come penitenti. È davvero inutile, oltre che triste, sedersi a tavola con il senso di colpa apparecchiato vicino al bicchiere e alla forchetta. In poche parole, non bisogna rinunciare al piacere mortificando il palato. E nemmeno serve affrontare ogni acquisto alimentare come se fosse un esame di coscienza. Da questa premessa, il tema della nuova edizione di C'è +Gusto, “Libertà e Responsabilità” spaventa un po’ meno.
Sì, perché sono due parole importanti e potrebbero creare l’equivoco di un evento tutto occupato da discorsi seriosi. Invece il 10 e 11 ottobre, a Bologna, abbiamo intenzione soprattutto di fare una grande festa, con cuochi, produttori, esperti, sommelier, nutrizionisti tra masterclass, degustazioni, pizze, brindisi e tutto ciò che rende il cibo uno dei più straordinari strumenti di felicità collettiva.
Certo, ci saranno anche momenti per riflettere sul fatto che la libertà di produrre, creare, innovare, acquistare e mangiare ciò che ci piace non può prescindere dalla consapevolezza delle conseguenze delle nostre scelte, che si riverberano sul pianeta, sul lavoro di chi coltiva e alleva, sul benessere degli animali, sulla nostra salute e su quella delle generazioni che verranno.Il discrimine, però, è che non si tratta di scegliere tra ciò che è buono e ciò che è giusto. Ma di accettare la sfida di far coincidere le due cose, per scoprire o avere la conferma che un prodotto rispettoso dell'ambiente può essere anche straordinariamente goloso, che un allevamento attento al benessere animale non è un vezzo, che combattere lo spreco non significa impoverire la cucina, ma magari arricchirla di creatività.
N.B. non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello la presunzione di salvare il mondo in due giorni. Ma cercheremo di dimostrare che possiamo prendercene cura anche godendocelo, senza trasformare la sostenibilità in una religione fatta di divieti e sensi di colpa, né sventolando il piacere come un alibi per non porci domande.In fondo, è questa la magia del gusto: ci permette di esercitare la nostra libertà ogni giorno, persino più volte al giorno. E di farlo insieme agli altri, perché una tavola felice è quella in cui abbiamo tutti qualche buona ragione in più per brindare. Ci vediamo a Bologna. Una raccomandazione: venite affamati. Di tutto.