Se si vuole comprendere l’anima contemporanea di Amsterdam, dovete scrollarvi di dosso la retorica cartolinesca dei canali del centro, oltrepassare il cerchio dorato delle dimore patrizie del XVII secolo e addentrarvi nei suoi quartieri popolari, dove l’integrazione è un’esperienza quotidiana che si misura a tavola. È qui che la storia coloniale dei Paesi Bassi, dall’arcipelago indonesiano fino alle sponde del Mediterraneo e del Medio Oriente, si è materializzata sotto forma di cucine di strada, tra Eethuis, Toko e Warung.
Muoversi a caccia di street food richiede però un piccolo vocabolario gastronomico per districarsi tra le insegne. Un Eethuis, che letteralmente significa “casa del mangiare” o “casa del cibo” è la quintessenza del locale informale olandese; è un locale a conduzione familiare dove la sostanza prevale sempre sulla forma. Nei contesti multiculturali come De Pijp o la Javastraat, è quasi invariabilmente sinonimo di cucina creola, surinamese o indonesiana.
Il Warung, invece, porta nel nome l’eredità diretta dell'isola di Giava e della cultura caraibico-surinamese. In origine piccola bottega di villaggio o chiosco da strada, a Amsterdam rappresenta la garanzia di una cucina casalinga e verace, gestita da famiglie originarie del Suriname o dell’Indonesia. L’atmosfera è spoglia, schietta e comunitaria: si ordina al banco e si gustano ricette tramandate di generazione in generazione. Toko invece è una parola di origine indonesiana che in olandese indica un negozio, nei Paesi Bassi il termine ha però assunto un significato gastronomico molto preciso. Solitamente è una piccola bottega di alimentari dove si vendono ingredienti indonesiani, un negozio con cucina o una gastronomia da asporto.
Due sono i cuori pulsanti di questo fenomeno urbano e gastronomico: il distretto di De Pijp, a sud della cintura dei canali, e la Javastraat, arteria maestra del quartiere Indische Buurt nell’East End amsterdammer. De Pijp è stato per decenni il rifugio di lavoratori, studenti, artisti e bohémien, prima di diventare il teatro delle prime grandi ondate migratorie post-coloniali; oggi è un quartiere vivacissimo.
Javastraat, nella zona est (Amsterdam Oost), ha una matrice simile ma un’evoluzione ancora più radicale. Progettata a inizio Novecento con strade intitolate alle ex colonie delle Indie Orientali Olandesi, la Indische Buurt è stata per decenni un’enclave proletaria e successivamente il punto di approdo privilegiato per le comunità surinamesi, marocchine, turche e mediorientali. Negli ultimi anni si è trasformata in una delle passerelle culinarie più stimolanti di Amsterdam.
De Pijp
Tjin’s Toko - Eerste van der Helststraat 64 Un’autentica dispensa surinamese e giavanese dove vale la pena fermarsi all’ora di pranzo. Il Roti kip, con pollo, patate, fagiolini chilometrici, uovo e la sfoglia di pane roti, è uno dei piatti da ordinare. Altrettanto interessante il Nasi rames, con pollo alla giavanese, Sajoer lodeh, tempeh e Rendang.
Albert Cuypmarkt Il mercato ospita diversi punti di street food, qua provate le specialità locali. Si viene sicuramente per l’aringa, cruda o fritta, per lo Stroopwafe ma anche per le frittelle dolci Poffertjes. Fra le bancarelle, la scelta è notevole e cambia con le stagioni. Ecco cosa non vi dovete perdere.
Rudi’s Original Stroopwafels – Albert Cuypmarkt Qui lo street food coincide con uno dei dolci simbolo dei Paesi Bassi. Lo Stroopwafel viene cotto al momento, tagliato a metà e farcito con lo stroop, un particolare sciroppo caramellato. Va gustato appena esce dalla piastra, ancora caldo e morbido al centro; volendo nappato nel cioccolato fuso.
Vlaardingse Haringhandel – Albert Cuypstraat 89
Qua la specialità è l’haring, servita cruda con cipolla tritata e cetrioli sottaceto da mangiare nel panino tradizionale broodje, direttamente dal piattino, o tenendole per la coda. Scoprirete un boccone grasso, salino e acidulo, emblema dello street food locale.
Greg Monsieur – Albert Cuypmarkt
Qui la specialità è decisamente più popolare: il Tosti, in versione extralarge. Tre strati di pane a lievitazione naturale, formaggi Goudse e Beemster kaas e diverse farciture. Tra i più richiesti ci sono The Hamster, con prosciutto e formaggio, Toasty & Tasty con pollo, e soprattutto Greg’s Madame, con cipollotto, prosciutto, formaggio e uovo fritto.
Twin Olives - Albert Cuypmarkt
Il banco mediorientale con sperimentazioni fusion, che in pochi anni è diventato un cult per i suoi Msemmen, crêpes marocchine da gustare calde, e per le dieci varietà Hummus, tra cui spiccano quello al mango e quello piccante all’harissa.
Warung Mini - Van Wou Van Woustraat 19
Oltre trent’anni di cucina giavanese-surinamese e una specialità che è diventata la sua firma: il Saoto soep, un brodo con pollo, uovo, germogli di soia, vermicelli, patate fritte e cipolla croccante. Poi arrivano a ruota: Nasi rames, Roti, Bakkeljauw, Moksie e soprattutto i piccoli assaggi, tipo tapas, da mangiare in piedi: Saté, Bara e Baka bana con salsa di arachidi.
Roopram Roti - Van Woustraat 37°
Il nome dice praticamente tutto. Il Roti kip è il piatto da cui partire, ma il menu attraversa tutta la tradizione surinamese: Roti lams, Doks, Bakkeljauw e versioni vegetariane con tempeh. Per uno spuntino da strada, la Bara, ciambella fritta e speziata a base di legumi.
Javastraat e dintorni
Ricardo’s - Javastraat 47H
È uno degli indirizzi che meglio spiegano cosa significhi eethuis. La cucina è creolo-surinamese, con piatti che cambiano e una forte impronta familiare. Il Bami e il Nasi con pollo arrosto sono fra i punti fermi, ma la vera specialità è il Maispap: una crema dolce di mais, burro e latte, profumata dalla cannella e arricchita tradizionalmente con boerenjongens, l’uvetta macerata nel brandewijn.
Tigris & Eufraat - Javastraat 20H
Qui il viaggio cambia improvvisamente direzione e vi porta in Siria e nel Medio Oriente. È un fast food, lunchroom e delicatessen, dove la specialità assoluta sono i falafel preparati in casa, serviti nel pane piatto siriano. Molto richiesti anche la Shawarma di pollo con limone e crema all’aglio e quella di agnello con tahina e sommacco.
New Draver – Tweede Oosterparkstraat 2-4
Un indirizzo storico, attivo dal 1984. Fra i signature ci sono il Moksi alesi, il Bami con pollo arrosto e la Witte nasi con gamberi e pollo; la carta propone anche Roti kip, e la Pindasoep con carne salata e pollo, servita con cassava e puree di banane verdi tomtom
Dappermarkt - Dapperstraat
Come l’Albert Cuyp, anche il Dappermarkt va considerato un unico grande indirizzo gastronomico più che una singola bancarella. Il mercato quotidiano è uno dei luoghi dove si respira meglio la natura internazionale di Oost, il posto giusto per un pranzo itinerante
Bar Basquiat - Javastraat 88-90
È l’indirizzo più contemporaneo, ma la vocazione è la stessa degli altri indirizzi: mangiare informale, condividere piccoli piatti e prendere il cibo con le mani. La carta punta sullo street food internazionale: Taco, pollo fritto, bao, patatine cariche di salse e snack da accompagnare con una birra