Un riconoscimento per quelli che con il proprio lavoro portano “il massimo beneficio all'umanità”. Così voleva che fosse usata la sua eredità Alfred Nobel, lo scienziato e imprenditore svedese inventore della dinamite. Un ultimo desiderio realizzato, il suo: nel 1901, cinque anni dopo la sua morte, furono istituiti i Premi Nobel, dedicati a ricerche nell’ambito della fisica, della chimica, della medicina e della letteratura e all’impegno per la pace. A questi dal 1969 si è aggiunto anche il riconoscimento per l’economia.
Come funziona il premio Nobel
Le nomination non sono rese pubbliche prima dell’assegnazione. A selezionare le persone candidate è il mondo dell'accademia: professori universitari, scienziati, personalità premiate negli anni precedenti. A loro tocca selezionare e inviare le candidature ogni settembre. Una volta raccolti nomi dei candidati, che rimarranno segreti per ben 50 anni, la Commissione per il Nobel le esamina e individua un vincitore che verrà annunciato l’ottobre dell’anno seguente. Le medaglie sono accompagnate da un premio in denaro di 11 milioni di corone svedesi, corrispondenti a circa 967mila euro. Un solo riconoscimento può essere spartito tra un massimo di tre vincitori.
Chi assegna il premio
Fu proprio Alfred Nobel a indicare quali dovevano essere le istituzioni incaricate di curare il premio. Alla Royal Swedish Academy spetta la consegna delle medaglie per la fisica e per la chimica; al Karolinska Institutet per la fisiologia o la medicina; alla Swedish Academy per la letteratura. Il Nobel per la pace viene invece assegnato da una commissione di cinque persone elette dal parlamento norvegese. Questa è l’unica categoria che viene premiata in Norvegia, ad Oslo, e non in Svezia, sempre per volere di Alfred Nobel: al momento della sua morte i due stati scandinavi erano unificati.
Tutti gli italiani premiati
Dalla loro nascita ad oggi, sono stati consegnati 621 premi a 1.000 persone meritevoli. Tra loro anche 21 italiani: i primi, nel 1906, Camillo Golgi, per la medicina, e Giosuè Carducci per la letteratura; l’ultimo in ordine di tempo il fisico Giorgio Parisi nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi.
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La maggior parte dei premi assegnati a italiani sono quelli per la medicina, sei in totale: dopo Golgi hanno ottenuto il riconoscimento nel 1957 Daniel Bovet per la sua scoperta sugli antistaminici; nel 1969 Salvatore Luria, emigrato negli Stati Uniti dopo la promulgazione delle leggi razziali; nel 1975 Renato Dulbecco per le sue ricerche sui virus tumorali; nel 1986 Rita Levi-Montalcini, nominata poi anche senatrice a vita per il suo contributo alla scienza; e infine nel 2007 Mario Capecchi, italiano di nascita che ha sempre vissuto e lavorato negli USA.
Sei anche i Nobel consegnati agli italiani nel campo della letteratura: dopo Carducci, Grazia Deledda nel 1926, unica donna italiana oltre a Levi-Montalcini a ricevere il riconoscimento; Luigi Pirandello nel 1934; Salvatore Quasimodo nel 1959; e infine Eugenio Montale nel 1975. E sempre sei sono le medaglie Nobel ottenute da italiani per la fisica. Oltre a Parisi, nomi illustri come quello del padre delle radiocomunicazioni Guglielmo Marconi, insignito nel 1909, di Enrico Fermi, premiato nel 1938 per le sue ricerche sulla radioattività, poi ancora Emilio Segrè, Nobel nel 1959, Carlo Rubbia, oggi senatore a vita, nel 1984 e Riccardo Giacconi nel 2002 per i suoi studi nell’ambito dell’astrofisica. Ernesto Tedoro Moneta fu il primo, e finora unico, italiano a ricevere il Nobel per la Pace; Giulio Natta fu premiato nel 1963 per la chimica e Franco Modigliani, anche lui italiano di nascita ma di formazione statunitense, nel 1985 per l’economia. E il 9 ottobre del 1997 Dario Fo, attore, regista, scrittore e scenografo, fu insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Non è un premio per donne
Anche tra i Nobel esiste un gender gap, una differenza tra uomini donne, alquanto significativo, specialmente quando si parla di ricerca scientifica. Lo ha evidenziato la rivista Nature in uno studio che prende in considerazione i 346 premi e i 646 vincitori individuati per medicina, chimica e fisica. Di questi, solo il 4% è donna, solo 26 su 646. Durante il ‘900 sono state appena 11 le ricercatrici premiate, poi 15 dagli anni 2000: un dato che evidenzia un cambiamento di passo nell’accesso delle donne ai livelli più alti dell’istruzione. Ma a fare la differenza non è solo il genere: le possibilità sono molto diverse in base al paese dove lo studioso si è formato e lavora. In vetta c’è il Nord America, da dove proviene il 54% dei vincitori, seguito dall’Europa e solo in coda i paesi a reddito più basso, da dove provengono appena 10 scienziati premiati. L’età media di chi ha conquistato il Nobel è di 58 anni, ma il più giovane ne aveva appena 25: si tratta di Lawrence Bragg, vincitore nel 1915 del Premio per la Fisica insieme al padre. La più giovane di sempre è Malala Yousafzai, studentessa-attivista pachistana impegnata sul fronte del diritto all’educazione delle donne, premiata nel 2015 a soli 17 anni.