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Chi sono Hinton e Hopfield, vincitori del Nobel per la Fisica e pionieri dell’intelligenza artificiale

Chi sono Hinton e Hopfield, vincitori del Nobel per la Fisica e pionieri dell’intelligenza artificiale

Hinton, chiamato “il Padrino dell’IA”, non perde occasione per avvertire dei suoi rischi

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“Ho lasciato Google per poter parlare liberamente dei pericoli dell’intelligenza artificiale”. Così Geoffrey Hinton, uno dei pionieri dell’apprendimento automatico dei computer, a maggio del 2023 si era dimesso a sorpresa dal motore di ricerca di Mountain View, dove aveva lavorato per dieci anni.

Subito dopo la notizia del Nobel, è tornato sull’argomento, al telefono durante la conferenza stampa a Stoccolma. “L’intelligenza artificiale migliorerà molti aspetti della nostra vita e renderà il nostro lavoro più facile e veloce. Avrà lo stesso impatto della rivoluzione industriale. Ma non possiamo escludere la possibilità che sfugga al nostro controllo”.

Il “padrino” dell’intelligenza artificiale

Nato a Londra 77 anni fa, ma emigrato in Canada, soprannominato dai giornali il “Padrino dell’intelligenza artificiale”, Hinton insegna oggi all’università di Toronto e continua a lavorare nel mondo degli sviluppatori di intelligenza artificiale. Come Hopfield, Hinton è padrone degli strumenti della fisica statistica che tanti frutti stanno dando al campo dell’intelligenza artificiale.

A Hinton il termine “reti neurali” risuona nelle orecchie già dagli anni ’70, quando i più lo consideravano un argomento da fantascienza. Indica un circuito informatico capace di imparare analizzando dati e cogliendo le combinazioni che si presentano con maggiore frequenza.

Già nel 2012 Hinton aveva disegnato un computer capace di imparare a riconoscere i fiori in una foto. Dopo le dimissioni da Google, Hinton concesse un’intervista al New York Times sull’intelligenza artificiale che faceva tremare le vene e i polsi. “E’ difficile capire come potremmo impedire ai malintenzionati di usarla per scopi negativi”. E ancora: “Guarda com’era cinque anni fa e come è oggi. Proietta la differenza sul futuro e vedrai quanto è spaventosa”.

Il fisico appassionato di neuroscienze

John Hopfield, 91 anni, è nato a Chicago negli Stati Uniti e ha insegnato fino alla pensione all’università di Princeton. “Lo scienziato – ha spiegato ancora l’Accademia Reale delle Scienze – ha creato una memoria associativa che sa immagazzinare e ricostruire immagini e altri elementi ricorrenti nei dati”.

Hopfield si è laureato in fisica come i suoi genitori, che da piccolo gli davano il permesso di smontare qualunque oggetto della casa, purché fosse capace di riportarlo allo stato originario. Negli anni ‘80 però era rimasto affascinato dai progressi delle neuroscienze. Aveva studiato il metodo che il cervello usa per correggere e raddrizzare immagini leggermente distorte o a ricordare foto e parole partendo da dati incompleti ed era riuscito a simularlo tramite un computer.

La sua tecnica, chiamata “rete di Hopfield, aveva risollevato un tema di ricerca – quello delle reti neurali artificiali – che all’epoca sembrava troppo complesso per poter dare frutti. Vari decenni dopo, anche grazie all’iniezione di fiducia di Hopfield, ci stiamo accorgendo che lo scoramento era solo una fase di passaggio.

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