POSSIAMO distinguere due tipi di linfomi: di Hodgkin e non Hodgkin. Scopriamo nel dettaglio i fattori di rischio e gli strumenti di prevenzione possibili per questo tipo di malattia.
Linfoma non Hodgkin. Le cause del LNH non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia alcuni fattori clinici pre-esistenti possono aumentare il rischio d’insorgenza come: uno stato di immunodepressione indotto da una terapia post trapianto d’organo o dall’infezione da HIV; malattie autoimmuni; infezioni virali croniche come l’ epatite C o infezioni batteriche come quella da l’Helicobacter Pylori che rappresenta la prima causa di linfoma primitivo dello stomaco. Tra gli agenti esterni: esposizione a insetticidi, benzene, radiazioni ionizzanti e agenti chemioterapici impiegati per precedenti tumori.
Linfoma di Hodgkin. Come in altri tumori anche nel linfoma di Hodgkin indagini di biologia molecolare sempre più sofisticate consentono di comprendere sempre meglio la natura delle alterazioni biologiche responsabili della trasformazione di una cellula normale in tumorale; tuttavia non è possibile riconoscere fattori di rischio specifici di questa malattia, tranne forse il virus di Epstein-Barr (l’agente responsabile della mononucleosi) che ha un simile spettro di età di incidenza ed è spesso riscontrato nei pazienti con linfoma di Hodgkin. Come per altre malattie tumorali, vi sono anche fattori di rischio di tipo ambientale come l’esposizione a pesticidi ed altri agenti chimici e a radiazioni ionizzanti. L’occasionale riscontro di casi multipli della malattia nello stesso ambito familiare fa ipotizzare un ruolo di fattori predisponenti genetici, pur non trattandosi di una malattia ereditaria. Trattandosi di agenti cui tutti noi siamo esposti è difficile indicare comportamenti o fattori di rischio da evitare. L’incidenza della malattia non è elevata, è molto meno frequente ad esempio dei linfomi non Hodgkin, tuttavia è una delle malattie tumorali più frequenti al di sotto dei 30 anni. Non è indicato sottoporre pazienti di così giovane età ad indagini diagnostiche preventive, la cui utilità non è peraltro dimostrata. È invece importante che la malattia venga identificata precocemente, perché se affrontata in fase iniziale richiede trattamenti meno aggressivi e meno tossici. A tale scopo è fondamentale rivolgersi al proprio medico se si notano ingrossamenti dei linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine non motivate da infezioni, o in presenza di febbricola o febbre persistente, o di altri sintomi quali sudorazioni notturne profuse o prurito incoercibile.
*Contenuti a cura dell'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (AIL)
Linfoma non Hodgkin. Le cause del LNH non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia alcuni fattori clinici pre-esistenti possono aumentare il rischio d’insorgenza come: uno stato di immunodepressione indotto da una terapia post trapianto d’organo o dall’infezione da HIV; malattie autoimmuni; infezioni virali croniche come l’ epatite C o infezioni batteriche come quella da l’Helicobacter Pylori che rappresenta la prima causa di linfoma primitivo dello stomaco. Tra gli agenti esterni: esposizione a insetticidi, benzene, radiazioni ionizzanti e agenti chemioterapici impiegati per precedenti tumori.
Linfoma di Hodgkin. Come in altri tumori anche nel linfoma di Hodgkin indagini di biologia molecolare sempre più sofisticate consentono di comprendere sempre meglio la natura delle alterazioni biologiche responsabili della trasformazione di una cellula normale in tumorale; tuttavia non è possibile riconoscere fattori di rischio specifici di questa malattia, tranne forse il virus di Epstein-Barr (l’agente responsabile della mononucleosi) che ha un simile spettro di età di incidenza ed è spesso riscontrato nei pazienti con linfoma di Hodgkin. Come per altre malattie tumorali, vi sono anche fattori di rischio di tipo ambientale come l’esposizione a pesticidi ed altri agenti chimici e a radiazioni ionizzanti. L’occasionale riscontro di casi multipli della malattia nello stesso ambito familiare fa ipotizzare un ruolo di fattori predisponenti genetici, pur non trattandosi di una malattia ereditaria. Trattandosi di agenti cui tutti noi siamo esposti è difficile indicare comportamenti o fattori di rischio da evitare. L’incidenza della malattia non è elevata, è molto meno frequente ad esempio dei linfomi non Hodgkin, tuttavia è una delle malattie tumorali più frequenti al di sotto dei 30 anni. Non è indicato sottoporre pazienti di così giovane età ad indagini diagnostiche preventive, la cui utilità non è peraltro dimostrata. È invece importante che la malattia venga identificata precocemente, perché se affrontata in fase iniziale richiede trattamenti meno aggressivi e meno tossici. A tale scopo è fondamentale rivolgersi al proprio medico se si notano ingrossamenti dei linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine non motivate da infezioni, o in presenza di febbricola o febbre persistente, o di altri sintomi quali sudorazioni notturne profuse o prurito incoercibile.
*Contenuti a cura dell'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (AIL)