IL CANCRO all’ovaio è molto sensibile ai trattamenti chemioterapici che, nella maggior parte dei casi, portano alla riduzione delle dimensioni della neoplasia e all’eliminazione del residuo tumorale dopo la chirurgia.
La chemioterapia. La chemioterapia ha quindi un ruolo di grande rilevanza nella strategia terapeutica, ma sempre insieme alla chirurgia, prima o dopo l’intervento. Consiste nell’utilizzo di farmaci citotossici o antiblastici, che distruggono le cellule malate e ne impediscono la proliferazione. Viene somministrata con l’iniezione di farmaci direttamente in vena e/o per via intraperitoneale, durante sedute di trattamento che durano qualche ora o, in certi casi, alcuni giorni. In molti casi la terapia può essere eseguita in regime ambulatoriale o in Day hospital, altrimenti è necessaria una breve degenza. Quando il cancro si è già diffuso al fegato o comunque oltre la regione addominale, l’intervento chirurgico non è di solito indicato: come primo passo viene scelta la chemioterapia, con gli obiettivi di ridurre il diametro tumorale, alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita. Questo trattamento si effettua anche nei casi di recidiva, quando cioè il tumore si ripresenta a distanza di tempo.
La radioterapia. Viene impiegata raramente ed è scelta nei casi in cui la malattia si ripresenta dopo l’intervento chirurgico e la chemioterapia. Consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia, impiegate per distruggere le cellule malate cercando di preservare allo stesso tempo quelle sane. È composta, in genere, da un minimo di una ad un massimo di 10 sessioni della durata di pochi minuti. Ovviamente, la lunghezza del periodo di trattamento dipende dal tipo di tumore e dalle sue dimensioni.
La chemioterapia. La chemioterapia ha quindi un ruolo di grande rilevanza nella strategia terapeutica, ma sempre insieme alla chirurgia, prima o dopo l’intervento. Consiste nell’utilizzo di farmaci citotossici o antiblastici, che distruggono le cellule malate e ne impediscono la proliferazione. Viene somministrata con l’iniezione di farmaci direttamente in vena e/o per via intraperitoneale, durante sedute di trattamento che durano qualche ora o, in certi casi, alcuni giorni. In molti casi la terapia può essere eseguita in regime ambulatoriale o in Day hospital, altrimenti è necessaria una breve degenza. Quando il cancro si è già diffuso al fegato o comunque oltre la regione addominale, l’intervento chirurgico non è di solito indicato: come primo passo viene scelta la chemioterapia, con gli obiettivi di ridurre il diametro tumorale, alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita. Questo trattamento si effettua anche nei casi di recidiva, quando cioè il tumore si ripresenta a distanza di tempo.
La radioterapia. Viene impiegata raramente ed è scelta nei casi in cui la malattia si ripresenta dopo l’intervento chirurgico e la chemioterapia. Consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia, impiegate per distruggere le cellule malate cercando di preservare allo stesso tempo quelle sane. È composta, in genere, da un minimo di una ad un massimo di 10 sessioni della durata di pochi minuti. Ovviamente, la lunghezza del periodo di trattamento dipende dal tipo di tumore e dalle sue dimensioni.