Com'è la sua vita oggi?
"Da settembre scorso sono ospite in una casa dell'Ail, Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi. E' un luogo sicuro, perché non vivo a contatto con altre persone e sono protetto dal rischio di infezioni: il mio sistema immunitario è molto debole in questo momento. E' una casa confortevole, e mi permette di rimanere in uno spazio personale per riposare dopo le terapie e i controlli cui devo sottopormi in ospedale. Sempre a causa del mio sistema immunitario 'a rischio', è meglio che non prenda i mezzi pubblici per spostarmi. Mi accompagnano e mi vengono a prendere in auto i volontari della Lilt (lega italiana lotta contro i tumori), sono molto gentili e so che su di loro posso fare affidamento".
Quali altri cambiamenti ha portato questa malattia?
"Seguo un'alimentazione regolare, mi sono documentato e ho imparato quanto sia importante mangiare correttamente. In ospedale e in altri centri specializzati ho trovato opuscoli e diverso materiale informativo molto utile per capire come fare la spesa. Poi quando mio padre viene a trovarmi dalla Calabria mi porta olio buono e le verdure che coltiva nell'orto. Si alterna con mia mamma, che ha lasciato un impiego che aveva per starmi vicino. Non riusciva a prendere troppi permessi e ha dovuto licenziarsi. Ci si deve adattare e affrontare la situazione tutti insieme. In ospedale scambio qualche parola con gli altri pazienti. Ma non c'è molto tempo, siamo impegnati a passare da un controllo all'altro. E io non voglio caricare sugli altri i miei pensieri. Ho un ottimo rapporto con gli infermieri, che sono sempre disponibili e sanno come distoglierti dalle preoccupazioni. La dottoressa che mi segue dal 2012 è molto brava ed esperta".
Che progetti sta facendo per il suo futuro?
"Sono laureato in ingegneria elettronica e prima di ammalarmi ero assunto in un call center. Per migliorare però volevo iscrivermi a un master al Politecnico di Torino. Poi mi sono ammalato. Ma bisogna sempre avere progetti per il futuro. Se dovessi dire quale è il mio obiettivo dal punto di vista lavorativo, mi piacerebbe fare l'insegnante, ho avuto modo di fare qualche supplenza come docente di elettronica e il ruolo di professore mi piace moltissimo. Spero di poter avere la possibilità di insegnare seguendo i vari percorsi che si presenteranno, tra concorsi e graduatorie varie. Durante questo periodo di cura ho avuto molto tempo per riflettere sul futuro, perché diventa inevitabile il confronto con i miei amici e coetanei, molti dei quali sposati e con bambini e, come si dice dalle mie parti, sistemati. Per me il percorso di vita è stato più difficile, ma a causa di questa malattia ora so cosa voglio e cosa non voglio nella mia vita. Prima conducevo una vita molto diversa e meno regolare con molti fattori di stress, ora I miei progetti sono molto semplici: vorrei solo una famiglia e vedere i miei genitori accudire e crescere dei nipotini e non solo dover prendersi cura di me che di anni ne ho 36. Penso che meritino anche loro un po' di serenità. Vorrei, come ho detto, riuscire a entrare nel mondo della scuola, ma fondamentalmente ho imparato a evitare le molte cause di stress, per vivere una vita semplice e regolare coltivando le mie passioni che sono il trekking e la pesca".