Ci sarà una ragione per cui tutto è sempre e soltanto una passerella? Tanto è così che quando Giorgia Meloni si è recata sui luoghi dell'alluvione, la prima cosa che ha detto è stata: "Niente passerella"; però poi per forza di cose l'ha fatta, o almeno la si è vista in Romagna con camicia verde, capelli raccolti e stivali che s'informava, entrava nelle case, scendeva le scale, accarezzava il viso di signori anziani, sembrava sinceramente commossa. Senza giornalisti al seguito, è vero, ma con i telefonini e avveduti social media manager la passerella informale è risultata ancora più efficace nella sua comoda disintermediazione.
Anche Silvio Berlusconi, era il maggio del 2008 nel pieno dell'emergenza monnezza, volle chiarire: "Non vengo a Napoli per fare la passerella, ma per affrontare i problemi". E sarà anche stato così, per quanto in una successiva visita con passeggiata protocollare, venne segnalata una squadretta di addetti adibita a sporcare il tragitto presidenziale quel tanto che bastava perché di lì a poco, opportunamente rifornito di una ramazza, il Cavaliere si esibisse in una intensa pulizia a beneficio delle telecamere. Dal che si deduce l'ineluttabilità della passerella, ma anche l'astuta convenienza retrattile di questa pratica che in origine proviene dal mondo del teatro di rivista, allorché gli artisti sfilavano sull'estremo lembo del palcoscenico per meglio raccogliere gli applausi. Défilé aggiornato ai moduli televisivi dal Maurizio Costanzo Show, quindi trasferitosi nel mondo della moda, come indica la tecno-passerella nella foto qui sotto, e nel caso qui in esame inesausto motivo di sdegno e dileggio per tutti quei politici che approfittando di eventi drammatici si mettono in mezzo cercando di farsi notare e ammirare.
La casistica e l'ambientazione della passerella diffusa è piuttosto ampia: luoghi terremotati e relativi anniversari, ponti crollati e cerimonie di inaugurazione, liberazione di ostaggi e arrivo dei medesimi all'aeroporto, attracco di navi con migranti, comunità di recupero, eventi di charity, sopralluogo intorno alle tende nelle università, cortei contro la violenza di genere, taglio di nastri per nuovi reparti Covid, visite ai militari italiani impegnati all'estero (meglio se tuta mimetica), abbattimento di villette dei Casamonica (possibilmente con foto sulla ruspa), camere ardenti di celebrity.
È in tutti questi posti che dagli e dagli i politici tendono a essere vissuti un po' come degli abusivi, un altro po' come degli invasori. Tocca aggiungere con sgomento che se non vanno, sono criticati, mentre se partecipano sono accusati di fare la passerella. Il paradosso dovrebbe farli riflettere, eventualità di cui tuttavia si è portati a dubitare.
Sul Venerdì del 9 giugno 2023