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Meloni rivendica la norma anti-rave: "L'Italia mai più maglia nera in tema di sicurezza"

Con un post su Facebook la premier precisa: "Non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso". Nordio: "Non incide su diritti espressione". Mollicone: "Può essere applicata ai palazzi occupati pubblici o privati come accade a Roma"
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"Ho letto diverse dichiarazioni da parte di esponenti dell'opposizione in merito alle misure prese in Consiglio dei ministri sui cosiddetti rave party abusivi. Innanzitutto vorrei dire che è una norma che rivendico e di cui vado fiera perchè l'Italia - dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all'illegalità - non sarà più maglia nera in tema di sicurezza". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post su Facebook riferendosi alle polemiche sulle norme anti-rave. "È giusto perseguire coloro che - spesso arrivati da tutta Europa - partecipano ai rave illegali nei quali vengono occupate abusivamente aree private o pubbliche, senza rispettare nessuna norma di sicurezza e, per di più, favorendo spaccio e uso di droghe", osserva Meloni.

E ancora. "Le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano, ma vorrei rassicurare tutti i cittadini - qualora ce ne fosse bisogno - che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso - continua la presidente del Consiglio nel suo post su Facebook - A negarlo in passato, semmai, sono stati proprio coloro i quali oggi attaccano i provvedimenti del nostro esecutivo, difendendo di fatto chi invade terreni ed edifici altrui. Abbiamo dimostrato che se lo Stato c'è, può garantire ai cittadini di vivere in una Nazione più sicura e che anche in passato si sarebbero potuti arginare episodi simili. Infine, vorrei ringraziare le forze dell'ordine che hanno gestito in modo ordinato e in piena sicurezza lo sgombero del capannone a Modena", conclude Meloni. E Federico Mollicone (FdI), in collegamento con l'Aria che Tira su la7, fa sapere che "questa norma può essere applicata giustamente ai palazzi occupati pubblici o privati come accade a Roma, Capitale d'Italia del sindaco Gualtieri, penso al centro storico, all'Esquilino, dove c'è lo Spin Lab, dove facevano le feste di Capodanno a pagamento, per lucro, senza misure di sicurezza, tre piani sotto terra".

 

Le reazioni 

La polemica non si ferma. Per il M5S "la norma, per come è scritta, potrà essere applicata anche ai picchetti degli operai fuori dalle fabbriche, alle occupazioni scolastiche e universitarie da parte degli studenti e potenzialmente a qualsiasi forma di manifestazione. I rave party sono un pretesto", avvisa Stefania Ascari, deputata M5S sul decreto sui rave, una misura che, rincara l'allerta, "mina la libertà di riunirsi". Infatti, spiega, nel testo "non è presente alcun riferimento specifico ai rave e per questo è fuorviante parlarne come di una norma anti-rave. Il reato introdotto è invasione di terreni o edifici compiuto da più di 50 persone per raduni pericolosi per l'ordine o l'incolumità pubblica. L'applicazione è ampia e soprattutto arbitraria e discrezionale, perché alle forze di polizia è affidato il giudizio soggettivo sulla pericolosità che un raduno può presentare per l'incolumità, l'ordine e la salute pubblica". Ad esempio "il raduno di fascisti a Predappio, nonostante il reato di apologia del fascismo, può esser ritenuto non pericoloso per l'ordine pubblico e dunque non punibile. Al contrario - sottolinea Ascari - una manifestazione di operai contro la delocalizzazione o lo sfruttamento, può essere bloccata e punita perché considerata pericolosa dalle forze dell'ordine". La pena poi è fino a sei anni di carcere e 10.000 euro di multa ed è "una sproporzione evidente se si considera che prevedono una pena massima sotto i sei anni persino atti di terrorismo verso cose con ordigni esplosivi, omicidio colposo, omissione di soccorso, abbandono di minori o incapaci, occultamento di cadavere, adescamento di minorenni". Di fatto, il governo Meloni "ha cominciato a palesare la sua natura sin dalle prime mosse e con disinvoltura sta mettendo mano su libertà e diritti" e il M5S, assicura Ascari, si opporà con tutte le sue "forze a questa deriva. I segnali sono allarmanti".

Parla di "un decreto allarmante" anche l'Anpi, perché "limita la libertà di manifestazione tutelata dall'articolo 17 della Costituzione", osserva in una nota l'associazione nazionale dei partigiani, che annuncia di essere "pronta ad assumere ogni iniziativa legittima a tutela della Costituzione e delle libertà dei cittadini, a cominciare dalla potenziale incostituzionalità del provvedimento in oggetto". Anche il Terzo Polo, con la presidente dei senatori Raffaella Paita, non condivide la norma del nuovo governo: "L'opposizione non deve essere ideologica e un governo va giudicato dai fatti. Però le norme esagerate sui rave e il primo atto sul tetto del contante sono fatti, non pregiudizi. Ho una domanda per la Meloni: queste sono le priorità? Avete presente le bollette e il caro energia?", chiede su Twitter. Per la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia del Pd, Anna Rossomando, "l'unica strada è il ritiro". D'accordo Simona Malpezzi, presidente dei senatori dem e Peppe Provenzano, vicesegretario e deputato del Partito democratico perché "è destra estrema quella al governo del Paese che con una norma vaga e generica apre spazi di intollerabile discrezionalità all'autorità pubblica che rischiano di sconfinare nell'arbitrio. È la prova evidente che maggioranza e governo si stanno preparando a reprimere il dissenso, che si tratti di una protesta in una scuola o di una rivendicazione di lavoratori e, per assurdo, può riguardare un falò in spiaggia o un picnic su un prato. Le urgenze vere, caro bollette, inflazione, questione salariale, lotta alla precarietà per l'esecutivo Meloni non esistono", dice il vicesegretario dem. E Laura Boldrini, deputata del Partito democratico, osserva: "Non c'è un solo giurista in Italia che sia favorevole al provvedimento sui rave party del governo. Una norma contro l'invasione degli spazi pubblici e privati c'è già; il nuovo reato può colpire chiunque organizza manifestazioni e proteste e la materia penale non si regola per decreto".

Questo decreto varrà solo per i rave? "La norma prevede il reato di invasione di terreni o edifici all'interno dei quali si svolgono attività pregiudizievoli per la salute, la sicurezza e l'ordine pubblico - risponde il deputato di FdI e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1 - Non credo quindi che possa esser affiancata ad altre manifestazioni ma in ogni caso l'iter del decreto è lungo, se l'opposizione è animata dalle migliori intenzioni, lo si modifica insieme". Si può modificare quindi. "Certo che sì - precisa Rampelli - si può migliorare". Per il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto: "La norma vuole punire solo i rave, è evidente che le scuole e le piazze devono essere escluse da questa norma, deve essere chiaro che la libertà di pensiero non deve essere conculcata dove non c'è uso di violenza. Sulla norma si può e si deve a mio avviso lavorare per renderla più tipica, tassativa e puntuale nel corso del dibattito parlamentare per evitare disinterpretazioni che ne possano tradire il senso". E il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, assicura: "La norma tutela i beni giuridici dell'incolumità e della salute pubblica, nel momento in cui questi beni sono esposti ad un pericolo. Essa non incide, nè potrebbe incidere minimamente sui sacrosanti diritti della libera espressione del pensiero e della libera riunione, quale che sia il numero dei partecipanti. La sua formulazione complessa è sottoposta al vaglio del Parlamento, al quale è devoluta la funzione di approvarla o modificarla secondo le sue intenzioni sovrane".

 

 

 

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