“Ripetiamo ovunque il grido: Mai più Auschwitz”, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la celebrazione del Giorno della memoria al Quirinale. Davanti alle più alte cariche dello Stato, dalla premier Giorgia Meloni ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, nel salone dei Corazzieri, Liliana Segre racconta la sua storia, con passaggi toccanti. Quando decise di non raccogliere la pistola del suo carceriere: “Non sparai, in quell'attimo io capii l'enorme differenza che c'era con lui. Diventai così una donna di pace”. Poi l’appello ai giovani: “Studiate la storia e mollate lo smartphone”.
Tajani: “Combattere rigurgiti dell’antisemitismo”
Alla cerimonia ha partecipato anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Ieri abbiamo inviato un messaggio a tutte le scuole italiane all'estero per ricordare quanto si debba approfondire il tema dell'antisemitismo che rischia di essere un seme che può fare rinascere quello che è successo nel passato. Non è che se è successo una volta non può succedere più. Come ha detto Mattarella a conclusione del suo intervento – dice Tajani lasciando il Quirinale dopo le celebrazioni del Giorno della Memoria – Cacciare un giornalista dall'università perché è ebreo è una cosa incredibile. Siccome è successo due volte in Italia, sia a Roma sia a Napoli, mi pare si faccia un passo indietro non passi in avanti verso la libertà e il rispetto delle persone. Uno non può essere accusato per una religione diversa o perché appartiene a una comunità diversa. È questo che bisogna fare capire anche in Europa e nel mondo. Ci sono rigurgiti di antisemitismo che vanno combattuti. Condivido parola per parola quello che ha detto il presidente della Repubblica”.
Mattarella cede il passo a Liliana Segre, lei risponde: “Mai prima del presidente”
Breve siparietto, al Quirinale, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Liliana Segre al termine della celebrazione del Giorno della Memoria. Dopo aver lasciato la sala dei Corazzieri, il capo dello Stato stava rientrando nelle sue stanze, superando la senatrice a vita che procedeva accompagnata sotto braccio da un aiutante. Mattarella allora si è fermato per cederle il passo: "Prima lei". Ma Segre si è fermata a sua volta: "Mai prima di lei presidente". I due hanno insistito reciprocamente e alla fine l'inquilino del Colle ha ceduto alle insistenze della senatrice a vita e l'ha preceduta, sorridendo e salutando.
Meloni: “Importante attualizzarne il racconto”
Quella della memoria della Shoah "è una di quelle battaglie che non si finisce mai di combattere – commenta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lasciando il Quirinale al termine della Quirinale dedicata al Giorno della Memoria – Penso che sia particolarmente importante attualizzarne il racconto", aggiunge, "come fatto oggi dal presidente della Repubblica, dalla senatrice Segre, dalla presidente Di Segni".
Mattarella: “Ripetiamo ovunque il grido 'mai più!' Auschwitz”
“Non cediamo allo sconforto. Abbiamo fiducia nel futuro dell'umanità, nella saggezza dei popoli, nella determinazione di tante donne e tanti uomini in grado di impedire con onestà e coraggio, che forze oscure possano prevalere sull'aspirazione naturale dell'umanità alla pace, alla giustizia, alla fratellanza. Ripetiamo allora anche noi, con particolare determinazione in questi nostri giorni, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle case e nelle piazze, quel grido forte e alto, che proviene, ogni giorno e per sempre, dal recinto di Auschwitz: 'Mai più!'”, conclude il capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Mattarella: “La Costituzione cancella parole d'ordine del nazi-fascismo”
“La sofferenza vostra e dei vostri cari, così come il sacrificio dei tanti caduti per la libertà, hanno plasmato lo spirito e la forma della nostra Costituzione, che è nata - e vive - per cancellare i principi, le azioni, le parole d'ordine del cupo dominio nazifascista, di cui il sanguinoso conflitto mondiale e i campi di sterminio furono gli esiti crudeli e inevitabili”, continua il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,.
Mattarella ringrazia superstiti per loro parole mai di odio
"I superstiti hanno voluto essere, oggi, presenti in questo incontro di ricordo e sono riconoscente a Liliana Segre, Edith Bruck, Andra e Tatiana Bucci, Sami Modiano. Sono con noi idealmente, seguendoci da casa, Goti Bauer e Gilberto Salmoni. Desidero salutare ciascuna e ciascuno di voi, con il più grande rispetto e con immenso affetto. Ringraziandovi, ancora una volta, per la testimonianza, per l'impegno di memoria e di verità, per le parole preziose, che non sono mai di odio, di vendetta, ma di giustizia, di umanità, di speranzan – osserva il presidente Mattarella – Testimoni e vittime di un orrore indicibile, avete portato il peso di sofferenze atroci, trovando dentro di voi la forza di raccontare, di condividere, di far ricordare. Avete costruito un ponte con le nuove generazioni, trasferendo coraggio, passione, amore per la libertà, ripulsa per l'ingiustizia e la sopraffazione. Le vostre vicende sono incise, indimenticabili, nella storia della nostra Repubblica".
Mattarella: “La peste si è spenta ma l'infezione serpeggia”
“Anche con la definitiva sconfitta del nazifascismo in Europa, con la ripresa delle democrazie, le ferite non si sono mai del tutto rimarginate – le parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella – Era arrivata la liberazione. Ma ombre, parole e fantasmi continuarono - e continuano - a generare inquietudine. Sosteneva in quegli anni Primo Levi: 'Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia. Cominciava un'era di libertà e di solidarietà, ma il suo avvio era accompagnato da non piena consapevolezza degli orrori più perversi degli anni della guerra, da dubbi sulle prime notizie, talvolta da incredulità rispetto a quanto era avvenuto nei campi nazisti. Lo sa bene chi è sopravvissuto a quella tragica e disumana esperienza".
Mattarella: “Da alcuni tragica indifferenza ma passato può tornare”
La Shoah rappresenta "un universo di orrore e di abiezione, che appartiene a quello stesso genere umano che oggi guarda a quella stagione con dolore, sconcerto, talvolta con la tragica indifferenza di chi pensa che si tratti di un passato che non può tornare", continua il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la celebrazione del Giorno della memoria al Quirinale.
Mattarella: “Auschwitz conseguenza diretta di leggi fasciste”
“Auschwitz è la conseguenza diretta delle leggi razziste, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Salò furono complici e collaboratori, fino alla "soluzione finale". Auschwitz rappresenta l'abisso più profondo e oscuro mai toccato nella storia dell'umanità", continua il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla celebrazione del 'Giorno della memoria' al Quirinale.
Mattarella: “Nazismo con terrore e propaganda divenne regime”
Continua Mattarella: “Lo sterminio nazista non nacque per un caso. Fu una macchina di morte lucidamente progettata da uomini - utilizzando i ritrovati della tecnica e una accurata organizzazione burocratica - per sopprimere uomini e donne innocenti, intere comunità, culture, popoli, considerati inferiori. Ebrei provenienti da tutta l'Europa, uccisi a milioni. Rom e sinti, deportati politici, minoranze religiose, omosessuali, malati di mente e disabili. Persone che, secondo quella follia sanguinaria, non erano tali, non avevano diritto di esistere. Un pensiero letale e mefitico prese forma di partito e, con il terrore e la propaganda, divenne regime. Arrivando a convincere milioni di cittadini, che la loro felicità, il benessere loro e della nazione, fossero ostacolati dalla sparuta presenza degli ebrei; e di altre piccole minoranze".
Mattarella: “Auschwitz è anche tentazione che sovente affiora”
“Auschwitz, con le recinzioni elettrificate, le minacciose torrette, le camere a gas, le ciminiere, i crematori...Le crudeli selezioni, le percosse, la fame, il gelo, la paura, i criminali esperimenti medici...Auschwitz provoca sempre infinito orrore, scuote le nostre coscienze, le nostre convinzioni. Genera angoscia, turbamento, interrogativi laceranti. Non si va, non vi si può andare, come se fosse solo un memoriale di un'epoca passata, un sito storico oggi trasformato in un monumento alle vittime di tanta sofferenza – dice ancora il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – Da Auschwitz - smisurato cimitero senza tombe - si torna ogni volta sconvolti. Perché Auschwitz è il "non luogo" per eccellenza, una nebulosa, dove le coordinate spaziali si smarriscono e il tempo si ferma. Non è una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell'animo dell'uomo. È un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora".
Mattarella: “Tempi violenti, rinnovare il patto tra i popoli”
Ieri ad Auschwitz "abbiamo vissuto un evento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un'unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilità di oggi –osserva il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – Un evento che ha espresso anche il significato di rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l'aggressione, l'inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza".
Mattarella: “Auschwitz simbolo incancellabile dell’abominio”
“Sono di ritorno da Auschwitz dove ho partecipato - insieme a capi di Stato e rappresentanti nazionali provenienti da ogni parte d'Europa - unita anche in questa memoria - alla cerimonia che ricorda l'ottantesimo anniversario dell'apertura dei cancelli del più grande campo di sterminio che la storia ricordi – il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Luogo di morte per antonomasia, simbolo tetro e incancellabile, testimonianza dell'abomino di cui è capace l'essere umano quando abbandona la strada del diritto, della tolleranza, del rispetto e si incammina sulla strada dell'odio, della guerra, del razzismo, della propria dignità, della barbarie”.
Valditara: “Collaborazionismo del regime fascista alla Shoah”
Al Quirinale interviene anche il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara: “Noi italiani non possiamo dimenticare la responsabilità del collaborazionismo del regime fascista nello sterminio degli ebrei", per questo "dobbiamo coltivare una memoria viva, vigile e attuale". Circa 40mila ebrei hanno lasciato l'Europa in questi ultimi anni per l'antisemitismo rinascente "e la Memoria è anche vigilare sul presente perché" atrocità come la Shoah "non accadano più".
Segre: “L’accoglienza risolverebbe tutti i problemi”
“L'accoglienza risolverebbe tutti i problemi”, spiega la senatrice a vita Liliana Segre durante la cerimonia al Quirinale rispondendo a una studentessa che le chiedeva come vivere senza conflitti. La senatrice a vita ricorda l'indifferenza della città di Milano davanti alla deportazione degli ebrei caricati su camion scoperti e presi a calci e pugni da fascisti e tedeschi, l'indifferenza della sua maestra, e di tante sue amiche, eccetto tre ragazze che le sono state vicine tutta la vita.
Segre: “Studiare storia e geografia, mollare il telefonino”
“Studiare la storia, studiare la geografia e staccarsi da quella terza mano che avete e che è il telefonino", è la raccomandazione data dalla senatrice a vita Liliana Segre alla domanda di un giovane che le chiedeva cosa fare per prepararsi a non dimenticare la Shoah.
Segre: “Ecco come sono divenuta donna di pace”
"Sono stata molto fortunata da bambina, perché per 13 anni ho avuto così tanto amore che è stato uno scudo fantastico anche quando vestivo l'uniforme di Auschwitz, per cui mai avrei potuto essere altro che una donna di pace – ricorda Liliana Segre, partecipando alla cerimonia per il Giorno della memoria – Quando fuggirono i nazisti da Auschwitz vidi uno dei capi liberarsi della divisa e della pisola ed ebbi l'impulso a raccoglierla per sparargli. Quell'attimo io capii l'enorme differenza che c'era con lui, mai io per alcuna ragione avrei potuto uccidere nessuno. Diventai una donna di pace", dice la senatrice a vita.
Sul palco la riproduzione dell’opera di Isgrò
Sul palco una riproduzione dell'opera di Emilio Isgrò, artista famoso per le sue cancellature, sui "provvedimenti per la difesa della razza italiana" del 17 novembre 1938.
Nel corso della mattinata prenderanno la parola, tra gli altri, anche Noemi Di Segni e la senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell'Olocausto.
Elena Sofia Ricci legge due brani su Giulia Spizzichino
L’attrice Elena Sofia Ricci legge due brani su Giulia Spizzichino, che aiutò a far estradare il nazista Erich Priebke. La sua storia ora è un film Rai, La farfalla impazzita.
Al via la celebrazione al Quirinale con Mattarella e Meloni
Con un giorno di ritardo (ieri Mattarella era ad Auschwitz alla manifestazione per l’ottantesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio) è iniziata la cerimonia al Quirinale per il Giorno della memoria. Presenti nel salone dei Corazzieri, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le più alte cariche dello Stato: i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il vicepremier e titolare della Farnesina Antonio Tajani e i ministri Giuseppe Valditara, Alessandro Giuli, Guido Crosetto e Matteo Piantedosi. In prima fila anche la senatrice a vita Liliana Segre e Sami Modiano.
L’amarezza di Segre: “Antisemitismo sfacciato ma io non ho paura”
Liliana Segre non avrebbe mai immaginato, a ottant’anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, che «l’antisemitismo, che c’è sempre stato» ma era un tabù, «oggi si sarebbe fatto così manifesto, sfacciato, vergognoso, disgustoso». Lei, sopravvissuta all’Olocausto e testimone di quell’orrore, nel giorno della memoria guarda con pessimismo al presente e al futuro. «A volte — ricorda — gli “scheletri” non riuscivano a camminare. Io ero così abituata a quella visione che non mi voltavo, mettevo una gamba davanti all’altra e andavo. Volevo vivere». Ora «sono passati 80 anni, sono una vecchia, ma sono sempre la Liliana d’allora, con una gamba davanti all’altra. E così vado. Non ho paura».
L’articolo di Viola Giannoli