Live

Referendum, dopo la sconfitta via Delmastro e Bartolozzi. Meloni: “Auspico dimissioni Santanchè”

Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia
Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia (ansa)
Vittorio Corasaniti al posto della vice di Nordio. Pd annuncia mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo. Parte il dibattito sulle primarie nel centrosinistra
1 minuti di lettura

Referendum, il terremoto politico del giorno dopo. La capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro si sono dimessi dopo un colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula. Pressing anche sulla ministra del Turismo, Daniela Santanchè tanto che la premier Meloni arriva ad auspicare che, “sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa”. “Dimissioni tardive di capri espiatori”, commenta Elly Schlein. Il Guardasigilli, Carlo Nordio in mattinata aveva ammesso la sconfitta: “Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica”. Intanto, nel centrosinistra si è aperto il dibattito sulle primarie: “Ho già dato la mia disponibilità a partecipare”, ha detto Ernesto Maria Ruffini, leader del movimento 'Più uno'.

Vittorio Corasaniti nuovo capo di gabinetto di Nordio

Il magistrato Vittorio Corasaniti, a quanto si apprende, si appresta a essere nominato nuovo capo di gabinetto del ministero della Giustizia dopo le dimissioni di Giusi Bartolozzi. Corasaniti ricopriva l'incarico di vice capo di gabinetto vicario a via Arenula.

Renzi: “Non è credibile premier che non si fa ascoltare neanche da Santanchè

"Meloni sì è svegliata all'improvviso e ora chiede le dimissioni di molti Fratelli d'Italia. Ma come può essere credibile una premier che vorrebbe parlare al mondo se non riesce a farsi ascoltare nemmeno da Santanchè o da La Russa? Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui, credetemi". Lo scrive su X il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Donzelli (FdI): “Dimissioni ci sarebbero state anche vinceva il sì”

"Vedremo" se ci saranno le dimissioni anche della ministra Santanchè come auspicato da Meloni. Lo dice Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, a Porta a porta, su Raiuno.

Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi ci sarebbero state "anche se avessimo vinto il referendum. La scelta da parte di Giorgia Meloni era già stata presa. Tra l'altro l'onorevole Delmastro aveva già dato la sua disponibilità alle dimissioni anche prima del referendum. Per rispetto degli elettori si è scelto di aspettare il risultato. Le dimissioni sarebbero arrivate comunque e a prescindere - rimarca -.
L'importante è che non abbia fatto nulla di scorretto".

"Certamente" quello che ha fatto "non era opportuno, ma non era a conoscenza dei guai giudiziari del padre e quando ne è venuto a conosceva aveva chiuso i rapporti con quel ristorante, perché sulla lotta alla legalità il sottosegretario Delmastro e Fratelli d'Italia non si fanno dare lezioni da nessuno".

Boschi (Iv), Santanchè deve dimettersi, presentiamo mozione di sfiducia

"La ministra del turismo Daniela Santanchè ha perso la fiducia della premier: ci pare evidente che debba dimettersi. Presenteremo una mozione di sfiducia in Parlamento". Lo afferma in una nota la presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi.

Verini (Pd): “Audire Delmastro in Antimafia”

"Le dimissioni dí Delmastro delle Vedove (e di Bartolozzi) erano un atto dovuto, necessario e urgente. La loro permanenza a via Arenula era insostenibile. Per la dignità delle istituzioni. Dopo il risultato del referendum, queste dimissioni rappresentano, anche plasticamente, il fallimento delle politiche del governo anche nel campo della giustizia. Del governo e del ministro Nordio in prima persona. È giusto che il Parlamento sia informato al più presto. E che il deputato Delmastro sia audito proma possibile in commissione Antimafia". Così Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Antimafia.

Bersani: “Meloni? io mi sarei dimesso, ma non lo deve chiedere l’opposizione”

"Questo referendum ha già cominciato a mordere, come si vede. Delmastro avrebbe già dovuto dimettersi. Se avesse vinto il sì sarebbe ancora lì, perché è successo solo questo, il referendum." Così Pier Luigi Bersani a Otto e Mezzo su La7. "Meloni non se la cava così - continua Bersani - perché questo referendum non è acqua fresca, è destinato ad avere influssi sul destino del paese. Dignità vorrebbe che andasse a casa, io mi sarei dimesso. Se deve essere il centrosinistra a chiedere le dimissioni, no grazie; questi giochini le danno solo respiro. Lasciamola nel suo brodo, che verifichi da sola che livello di dignità ha".

Santanchè: Pd, dimissioni subito. Pronta mozione di sfiducia

"Chiediamo le dimissioni immediate della ministra Santanchè. Se non vuole dare retta a noi, ascolti almeno la sua premier. In ogni caso presenteremo in Aula una nostra mozione di sfiducia". Lo annuncia in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.

Schlein: “Meloni si prenda responsabilità politica”

"Penso che in generale abbiamo dimostrato poco rispetto delle regole, specie delle regole fondamentali che è la nostra Carta Costituzionale". Lo dice Elly Schlein a Di Martedì, su La7. "Giorgia Meloni deve ascoltare con attenzione il giudizio politico arrivato dal referendum", aggiunge Schlein. "Meloni si prenda le responsabilità politiche della campagna".

Schlein: “Dimissioni tardive, capri espiatori di sconfitta Meloni”

"Dimissioni tardive avrebbero dovuto essere già state pretese dalla presidente del Consiglio. Delmastro e Bartolozzi sono capri espiatori facili di una sconfitta che è tutta di Meloni". Lo dice la segretaria Pd, Elly Schlein, a Di Martedì.

Meloni: “Santanchè faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Ministero di via Arenula: Nordio resta al suo posto

La notizia che il ministro Carlo Nordio si dimetta è destituita da ogni fondamento. Resta al suo posto. È quanto fa sapere il ministero di via Arenula alla luce di indiscrezioni che si stanno susseguendo dopo le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusti Bartolozzi che hanno avuto nel pomeriggio un colloquio-confronto con Nordio.

Ricciardi (M5S): “Meloni non pensi di cavarsela con dimissioni Delmastro-Bartolozzi”

"Delmastro e Bartolozzi si sono dovuti dimettere, non perché glielo hanno chiesto Nordio e Meloni, ma perché li hanno obbligati 15 milioni di italiani che con questo referendum hanno detto chiaramente che provano ribrezzo per un modello di giustizia fatto di tracotanza e arroganza del potere. Meloni può anche provare a nascondersi dietro Delmastro e Bartolozzi, ma non ci riuscirà – commenta Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera – È evidente a tutti che Delmastro è un fedelissimo di Giorgia Meloni e la presidente del Consiglio ha una responsabilità politica sulla sua nomina. Parliamo di un sottosegretario alla Giustizia che, insieme alla capo di gabinetto del ministero e con metà dipartimento dell'amministrazione penitenziaria andava a cena da camorristi. Questa vicenda potrà finire solo quando verrà fuori tutta la verità".

Dimissioni di Delmastro, a Biella il presidio diventa una festa per il passo indietro

A Biella doveva essere un sit in di protesta, si è tramutato in un piccolo presidio festoso di orgoglio civico. A Biella decine di persone si sono trovate in piazza per celebrare le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia di Andrea Delmastro Delle Vedove.

Calenda: “Dimissioni necessarie e tardive”

"Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive", afferma il leader di Azione Carlo Calenda.

Fratoianni: “Dimissioni tardi. Ora il governo chiarisca”

“Le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo – afferma Nicola Fratoianni di Avs – Devono essere chiariti ancora molti aspetti e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto - conclude il leader rossoverde – accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia”.

Bonelli: “Ora tocca a Santanchè”

Chiede le dimissioni della ministra Santanchè anche Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che 'non ha fatto nulla di scorretto': Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato".

“Santanchè continua a lavorare, domattina attesa al ministero”

Malgrado le voci di possibili dimissioni, la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha continuato oggi a lavorare regolarmente sentendo i suoi collaboratori, anche se non è stata presente fisicamente al ministero. Al momento, fanno sapere fonti del ministero, sono confermati tutti gli impegni in agenda per domani e per i prossimi giorni. In particolare domani mattina Santanchè è attesa in ufficio alle 9.30 e tra gli impegni della giornata ci sono le riunioni per l'organizzazione del Forum internazionale sul Pet Tourism di maggio a Roma. Giovedì parteciperà al convegno di Assomarinas alle 15.

Conte: “L’impatto sul referendum riuscirà a far dimettere anche Santanchè?”

"Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca – scrive il leader M5S Giuseppe Conte in un post su X – Il danno arrecato al prestigio della massima istituzione di governo è stato pesantissimo. Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?".

Magi: “A che ora si dimette Nordio? In un paese normale cadrebbe il governo”

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio? – chiede il segretario di +Europa, Riccardo Magi – Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi.

Renzi: “Un leader si dimette, una influencer fa dimettere i sottosegretari”

"Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari", scrive su X il leader di Iv Matteo Renzi, commentando le dimissioni di Delmastro da sottosegretario alla Giustizia.

Dopo le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, pressing anche su Santanchè

Dopo le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e la capa di gabinetto Giusi Bartolozzi un pressing è in corso anche sulla ministra del Turismo Daniela Santanchè che è a processo a Milano. Al momento, si ha notizia del pressing politico per il passo indietro ma nessuna decisione sarebbe stata ancora presa.

Pd Senato: “Dopo le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, Nordio in aula”

"Apprendiamo che si sono dimessi da pochi minuti il sottosegretario alla Giustizia Delmastro e la capo di gabinetto del ministro della Giustizia Bartolozzi. A questo punto riteniamo necessario che il ministro Nordio venga in aula a chiarire cosa sta succedendo", commenta in aula il senatore Nicola Irto, segretario d'aula del Pd dopo la notizia delle dimissioni di Delmastro e di Giusi Bartolozzi.

Bartolozzi e Delmastro da Nordio si sono dimessi

Si sono dimessi il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro dopo uncolloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula.

Ruffini: “Disponibile a partecipare alle primarie del centrosinistra”

"Ho già dato la mia disponibilità a partecipare alle primarie, a condizione che siano primarie davvero aperte e con regole condivise da tutti i partecipanti. Prima delle primarie occorre però definire tra i vari soggetti almeno una visione comune e un progetto di Paese che si intende realizzare attraverso un programma di governo condiviso – ha detto all'Ansa Ernesto Maria Ruffini, leader del movimento 'Più uno' – Poi sulla base di una visione comune coerente a partire dalla politica estera, da quella economica e industriale, dalla sanità, dalla scuola, dalla sicurezza, dall'ambiente e dall'energia si potrà passare alla scelta della leadership. Diversamente, le primarie senza una cornice di politica comune rischiano di diventare solo un talent scout per individuare la persona che buca meglio lo schermo o che parla meglio, ma così difficilmente si potrà essere competitivi e soprattutto credibili".

Meloni non chiederà la fiducia al Parlamento. Fonti di governo: non c'è una crisi politica

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non intende chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. È quanto si apprende da fonti di governo. Non c'è una crisi politica, precisano le stesse fonti.

(ansa)

Il sottosegretario alla Giustizia Delmastro verso le dimissioni

di Gabriella Cerami e Conchita Sannino

Ci sono buone possibilità che lasci l’incarico oggi stesso. Da via Arenula trapela questa indiscrezione. Andrea Delmastro, il sottosegretario alla giustizia in affari con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia condannato come prestano del clan Senese, potrebbe dimettersi. Ragioni di opportunità, dicono da Fratelli d’Italia che oggi imputa anche al sottosegretario la responsabilità della sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia.
Dentro il partito della premier, dopo che sono state pubblicate un paio di foto che ritraggono Delmastro insieme a Mauro Caroccio, presente anche la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, si temono altre rivelazioni. Soprattutto perché il sottosegretario è atteso in commissione Antimafia. Non solo. Mercoledì alla Camera è in programma anche un question time al quale il ministro Carlo Nordio dovrà rispondere relazionando sul caso.

(lapresse)

Conte a Meloni: “Occasione persa? È non aver fatto dimettere Delmastro e Santanchè”

Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in un video sui social, commenta le parole di Meloni che ha definito la bocciatura della riforma sulla giustizia "un'occasione persa". "Occasione persa? L'occasione l'hai persa tu Giorgia Meloni. Dovevi far dimettere Delmastro subito come anche Santanchè. Occasione per modernizzare il Paese? Hai avuto 4 anni, 4 leggi di bilancio per modernizzare il Paese. Nulla di nulla per le priorità dei cittadini, delle imprese, delle famiglie. Hai portato semplicemente questa riforma volta a scudare la classe politica al governo dalle inchieste della magistratura. Non ci sorprendiamo quindi che ci sia stato un sonoro no da parte dei cittadini".

Anm: pronti a lavorare con il governo per riforma sull'efficienza

"Non ci siamo intestati una vittoria e siamo pronti a tornare sugli otto punti da cui siamo partiti il 5 marzo del 2025 nell'incontro a Palazzo Chigi. Vogliamo lavorare con il ministero e con gli avvocati sulle riforme necessarie per l'efficienza della giustizia, come le piante organiche e il tema degli applicativi informatici". Così il segretario generale dell'Anm, Rocco Maruotti. "L'Anm - sottolinea Maruotti - non è un attore politico, ma è sempre intervenuta nel dibattito pubblico sui temi della giustizia con una certa postura e, come in questa occasione referendaria, evitando una contrapposizione frontale".

Meloni sconfitta sui media internazionali

La vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia ha trovato ampio risalto sui media internazionali, che hanno sottolineato il "colpo alla leadership" della premier Giorgia Meloni e alla sua "aura di invincibilità" a un anno dalle elezioni politiche. Per la Bbc, la "batosta" al referendum "rende Meloni più vulnerabile" dopo un periodo di relativa stabilità politica. Il Guardian osserva che la sconfitta "renderà più difficile per la coalizione di governo di Meloni portare avanti i propri progetti" e che "la sua popolarità ne risentirà, diventendo un premier più debole". Il Financial Times parla di "sonora battuta d'arresto", mentre per il Telegraph - che alla vigilia aveva anticipato un "David Cameron moment", paragonando una sconfitta alla caduta del premier britannico dopo il referendum sulla Brexit - la leader di Fdi potrebbe aver "pagato la sua vicinanza a Donald Trump". Anche la stampa europea continentale ha dato grande spazio al voto. Le Monde ha descritto l'esito come "un colpo alla destra italiana a un anno dalle elezioni nazionali", mentre Der Spiegel parla di una "sconfitta pesante e spettacolare" e si chiede se "la populista di destra abbia perso il suo istinto" per riprendersi in vista del prossimo anno. Negli Stati Uniti, il Washington Post ha sottolineato come la battuta d'arresto abbia "rinvigorito l'opposizione di centrosinistra", evidenziato "divisioni all'interno della coalizione di destra" e sollevato dubbi sulla stabilità del governo, anche in politica estera, alla luce degli allineamenti con l'amministrazione di Donald Trump. Il New York Times parla di una posizione politica di Meloni "considerevolmente indebolita" al termine di un "mese difficile" che ha "ribaltato in modo significativo uno dei governi italiani più stabili dal dopoguerra".

Crosetto: “La magistratura non sia al fianco o contro la classe politica”

"La magistratura deve essere terza, sopra tutte le parti. Esserlo ed essere percepita come tale – scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il giorno dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia – L'ordine giudiziario non può e non deve essere a fianco di una parte politica o contro una parte politica né diventare attore del confronto politico perché altrimenti viene meno le sua altissima funzione di equilibrio ed i poteri delegati ai magistrati possono diventare uno strumento di altro che non ha a che fare con la giustizia". E aggiunge: "Vale per la magistratura ciò che vale per le forze armate e le forze di polizia: i loro poteri sono quelli su cui si basa la forza di uno Stato e la difesa della democrazia e quindi devono essere apolitici". Per Crosetto "ieri, e nei mesi scorsi" è stato "totalmente sconfitto lo spirito dei padri costituenti" che "seppero confrontarsi rispettandosi, ascoltandosi".

Boccia (Pd): “Nordio alimenta lo scontro, non riduca tutto a errori comunicazione”

"Leggo stamattina le agenzie e il ministro Nordio continua ad alimentare uno scontro insicuro nel Paese, dicendo che si è trattato solo di un errore di comunicazione". Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, a "Ping Pong" su Rai Radio 1. "Non è così: siamo di fronte a un approccio che sta trasformando il ministero della Giustizia in un terreno di scontro politico", ha aggiunto, criticando la gestione delle polemiche degli ultimi giorni. "Mentre il Paese chiede risposte su tempi della giustizia e condizioni del sistema, continuiamo a vedere tensioni e dichiarazioni che dividono invece di risolvere i problemi", ha concluso.

Braga (Pd): “Sconfitto modello autoritario”

"Siamo molto soddisfatti del risultato. Ora vogliamo sconfiggere Meloni alle elezioni. Il voto ha dimostrato sia nella partecipazione che nel risultato che i cittadini hanno a cuore la Costituzione, soprattutto i più giovani. Noi continueremo a sfidare il governo sui temi che toccano la vita quotidiana delle persone: sanità, lavoro, la scuola". Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, a Rainews 24.

Fratoianni: “Primarie non sono una priorità. Ora salario minimo”

"Consideriamo legittimo il dibattito sulle primarie, ma francamente non credo che l'onda generazionale che ha travolto la 'controriforma Nordio' oggi abbia come prima esigenza quella di sapere come il centrosinistra sceglie il suo leader, ma piuttosto se siamo pronti a depositare domani una nuova legge sul salario minimo. Direi che dobbiamo partire da qui, ripresentiamo una proposta per il salario minimo a 11 euro". Così Nicola Fratoianni, in una conferenza stampa alla Camera, convocata all'indomani della vittoria del 'No' al referendum sulla giustizia.

Fratoianni: “Meloni non faccia finta nulla, si fermi su premierato e legge elettorale”

"Quella di ieri è stata una straordinaria vittoria, vorrei ringraziare gli oltre 15 milioni di italiani che hanno scelto di difendere la Costituzione. È stata un'onda repubblicana e costituzionale che ha sommerso Giorgia Meloni. È una bellissima notizia che dice che in questo paese cambia l'aria, può cambiare davvero e ci consegna una grande responsabilità. Noi l'avevamo vista arrivare e vogliamo dire subito qualcosa a questa destra, diamo loro il tempo di riprendersi perché il colpo è stato forte: si fermino con gli altri progetti di stravolgimento della Costituzione, dalle autonomia al premierato alle forzatura della legge elettorale. Il No è anche un giudizio su questo Governo e non possono far finta di niente. Giorgia Meloni non puo pensare di cavarsela con un video fatto con il cellulare da casa sua". Così il co-portavoce di Avs, Nicola Fratoianni, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.

Parodi (Anm): “Cori con Bella ciao a Napoli? Nulla di politico”

"Secondo me non è un qualcosa di politico. Io sicuramente non ho mai avuto atteggiamenti di questo tipo e condivido le indicazioni del presidente Mattarella che ha dato a tutti, non solo ai magistrati, di mantenere sempre un contegno istituzionale e una compostezza che secondo me sono assolutamente importanti. È stato, credo, non certamente un atteggiamento politico, un momento di sfogo dopo una lunga tensione”. Lo dice Cesare Parodi, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, a rtl 102.5.

Nordio: “Dopo il 2027 torno a diletti studi e meritato riposo”

Un impegno anche nella prossima legislatura? "Il prossimo anno compio un anno matematico (80 anni, ndr), a seguito del quale credo di aver diritto a un po' di riposo. Sono stato chiamato per fare delle riforme, la più importante era questa ed è stata sconfitta anche per colpa mia... credo di poter tornare ai miei diletti studi e ai miei hobby". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo a Sky Tg24.

Nordio: “La posizione di Bartolozzi non è in discussione”

"No, assolutamente". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Sky Tg24 risponde in merito alla domanda se fosse in discussione la posizione della capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi, alla luce dei risultati del referendum. "Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente. Quindi non credo che questo eccesso di polemica, della quale ho sempre tenuto di tenermi lontano, abbia influito più di tanto", ha aggiunto Nordio.

Caso Delmastro, Nordio: “Conosco poco vicenda, certo che chiarirà”

“Ma guardi, parola d'onore, io fino a ieri sono stato così occupato, come voi ben sapete, per questo referendum che questa vicenda mi è arrivata completamente inattesa, non sapevo neanche di cosa si parlasse. Però ho letto le prime dichiarazioni sia del collega Delmastro, sia della presidente Meloni. Sono certo che riuscirà a chiarire. Sa, andare a cena in un ristorante - se ho ben capito - andare a cena in un ristorante non è che puoi chiedere la carta d'identità del proprietario. Io avrò stretto diecimila mani in questo periodo di campagna elettorale, non vorrei che un giorno uscisse che sono abbracciato con un mafioso, potrebbe anche essere accaduto...". Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24. Però se fa una società e ha di fronte qualcuno di 18 anni che non conosce e paga in contanti? "Beh, guardi - aggiunge-, io su questo non conosco nemmeno quali siano i termini di questa società perché, ripeto, fino a ieri mi sono occupato, come ben sapete, soltanto del referendum". Questa vicenda, prosegue Nordio, "sicuramente sarà chiarita, credo. Ho letto che anche l'antimafia se ne occuperà e quindi sarà chiarita. Ma conoscendo Andrea Delmastro, tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione, ma certamente non che abbia, non dico delle contiguità, ma anche delle simpatie mafiose o delle conoscenze mafiose. Proprio perché anche quando parliamo tra di noi, lui è, posso dire il più fermo... Ecco, io sarei un po’ più garantista su certe cose anche nei confronti di alcuni... Dello stesso 41 bis, per esempio. Lui con molti colleghi della maggioranza è, diciamo, il più fermo sostenitore di tutti i provvedimenti contro la mafia. Quindi se c'è proprio una persona che non può essere sospettata non dico di simpatie, ma neanche di una minima contiguità, chiamiamola così, occasionale, ecco, questo è proprio Delmastro".

Conte: “È tutto il governo che si deve dimettere”

Ricorda che a differenza di altri casi, e cita quello che ha coinvolto il sottosegretario Siri e che riguarda il ministro Santanchè e il sottosegretario Delmastro, per dire che, alla luce del risultato del referendum, non chiede le dimissioni del ministro Nordio "perché ha confezionato un progetto che hanno condiviso tutti". Dunque, osserva Giuseppe Conte, sempre a Omnibus su La7, "se si dimette lui si devono dimettere tutti, si deve dimettere il governo". "Meloni ci ha messo la faccia, non ha senso che si dimetta il singolo ministro competente per materia e non il governo", rilancia il presidente M5s.

Nordio: “Anm diventa soggetto politico, sinistra dovrà farne i conti”

"Quello che sarà purtroppo l'intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà una forte pressione politica. Questa è una vittoria dell'Anm che ha subito introdotto il comitato del no. Questo darà all’Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e dovrà farne i conti anche la sinistra se dovesse andare al governo". Lo dice il ministro della giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24. Qui, aggiunge, "i vincitori non sono due, Pd, 5 stelle" e magistrati, "ma è l'Anm che diventa un soggetto politico e sarebbe un soggetto politico anomalo".

Nordio: “Non ho sentito Meloni, ma d'accordo con linea espressa”

"No, non ci siamo sentiti" con la premier Giorgia Meloni. "Mi sono sentito con altri colleghi di partito e siamo d'accordo con la linea espressa dalla premier". Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24.

Nordio: “Ritorsioni dalla magistratura? Lo escludo categoricamente”

"Ritorsioni in senso tecnico" e cioè che "la magistratura invii raffiche di informazioni di garanzia o provvedimenti verso chi ha patrocinato la riforma lo escludo categoricamente e sarebbe sacrilego strumentalizzare il potere della magistratura per infierire sui vinti. Lo escludo, è una concezione assolutamente irrealistica". Lo dice il ministro della giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24.

Nordio: “L’eccesso di polemica non ha influito più di tanto”

"L'eccesso di polemica, da cui io mi sono tenuto lontano, non ha influito più di tanto sul risultato" del referendum. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a "Start" su Sky.

Nordio: “La riforma ha il mio nome, mi assumo la responsabilità politica”

"Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei". Così i ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 in merito al risultato del referendum.

L’esultanza social di Vinicio Capossela: “Il cittadino è vivo! Grazie a tutte a tutti. Ai giovani soprattutto”.

Il cantante Vinicio Capossela esulta sui social per la vittoria del no al referendum: Gio-Gio-Gio-ia!!! Il cittadino è vivo! E gode di sana Costituzione! Grazie a tutte a tutti. Ai giovani soprattutto. Viva l’Italia antifascista!”.

Conte: “Non ho vinto io ma i cittadini, si sono svegliati dal torpore”

"Il referendum non l'ho vinto io, lo hanno vinto tantissimi cittadini che hanno riscoperto la voglia di partecipare. Molti uscendo dall'astensionismo, sono numeri sorprendenti. Dopo quattro anni di semitorpore, con appuntamenti elettorali non troppo partecipati, si sono scossi dal torpore di fronte a un tema molto importante". Così il leader M5S Giuseppe Conte intervenendo a Omnibus su La7. "Secondo me non è tanto 'chi tocca la Costituzione muore'; noi abbiamo portato in Costituzione la tutela dell'ambiente, il problema è che oggi passi da De Gasperi, Calamandrei, Terracini a Delmastro, Nordio, Bartolozzi - ha aggiunto - i cittadini si sono informati e hanno detto 'qui mi stanno prendendo in giro'".

Sala: “Nel centrosinistra si andrà alle primarie e Schlein lo sa bene”

Il modello del centrodestra, per cui chi prende un voto in più poi fa il premier, "è un modello che non mi pare accettabile da Conte da quello che capisco, per cui bisogna andare alle primarie, Schlein lo sa benissimo e quindi credo che si farà così, poi la domanda è quando". Lo ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala in collegamento con Rtl 102.5 dove ha commentando gli esiti del voto sul referendum della giustizia anche sul campo largo. "Se devono fare le primarie che non ci vadano all'ultimo momento, perché scateneranno anche tensioni interne quindi meglio assorbirle prima e ben prima del voto, non sapendo quando si voterà", ha aggiunto.

Calenda: “Stasi rancorosa non è opzione, dream team centrosinistra neppure”

"To do list: 1) mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanchè (minimo sindacale); 2) Fare un provvedimento veramente incisivo su energia mettendo a gara concessioni idroelettriche e levando rendite di posizione a Enel distribuzione e Terna. Varare finalmente decreto su Nucleare; 3) lasciare perdere leggi elettorali e riforme costituzionali; 4) fare un piano automotive tosto; 5) mandare dove devono andare Trump e Orban; 6) assumere 12.000 carabinieri, chiudere centri in Albania e aprirli in tutte le regioni italiane; 7) commissariare la Sicilia e sciogliere l'ars; 8) investire seriamente sulla difesa a partire da difese antimissile; 9) rilanciare Nato Europea; 10) salario minimo e contrattazione decentrata. La stasi rancorosa non è un'opzione. Il dream team Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Landini, Gratteri, Renzi, Travaglio neppure. Liberal democratici di tutto il mondo". Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.

Schlein: “Nel Paese esiste una maggioranza alternativa. Basta stravolgere la Carta”

Segretaria Elly Schlein, c’è chi dice no: a chi secondo lei?

«A chi ha provato a stravolgere la Costituzione, a mettere in discussione l’equilibrio dei poteri che sono l’architrave della nostra democrazia, a chi anziché preoccuparsi della gigantesca questione economica e sociale che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese pensa che le priorità siano — lo ha detto un paio di mesi fa Arianna Meloni — il premierato e la legge elettorale».

Referendum, shock Meloni. E torna la tentazione del voto anticipato

Incubi notturni, risvegli bruschi e amarissimi. Domenica notte Giorgia Meloni capisce, solo un miracolo può invertire la rotta di un referendum che punta dritto contro di lei. Le scrivono i suoi dirigenti, incessantemente: i numeri non tornano, qualcosa sembra essersi inceppato anche in alcuni storici fortini. La premier infine comprende: «Stiamo perdendo». Rompe il silenzio elettorale, telefona ad Antonio Tajani e Matteo Salvini, che intanto lanciano a loro volta un ultimo appello alla partecipazione. Inutile: attorno a mezzogiorno, i sondaggisti comunicano i primi exit poll, quelli che anticipano lo svantaggio poi ufficializzato alle 15. Una cosa, però, Meloni non riesce a cogliere finché non la tocca con mano: la portata della sconfitta. La valanga dei giovani, quei due milioni di voti in meno al centrodestra. Non lo immaginava lei, né il suo cerchio magico e neanche la classe dirigente dei Fratelli d’Italia. A quel punto detta la linea ai più fidati: dovete sostenere che andiamo avanti, il resto lo decideremo a mente fredda.

I commenti dei lettori