Insalata Russa

Universi paralleli: l'Italia è a Mosca...

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Se esistono gli universi paralleli, deve essercene uno in cui la Nazionale italiana è appena atterrata a Mosca per giocare il Mondiale. Si è qualificata con una buona dose di fortuna, dopo due pareggi contro la Svezia, 1-1 e 0-0, e solo in virtù di un golletto segnato fuori casa: sul tiro di Darmian a Stoccolma la palla ha colpito il palo e poi ha assunto una traiettoria imprevedibile, tipo la pallottola magica del processo Kennedy, che ha centrato nell'ordine lo stinco di Immobile, le terga di Candreva, la traversa e quindi la nuca di Krafth, per finire alle spalle dell'incolpevole Olsen, premiando l'evidente lungimiranza della programmazione azzurra.

La delegazione, con a capo il presidente Tavecchio nel frattempo proclamato imperatore, e con il ct Ventura che ha incassato il ricco premio qualificazione ed è stato confermato fino all'Europeo 2044, è sbarcata al centro sportivo Bakovka, sei chilometri a Est della capitale, quartier generale del Lokomotiv, bloccato a giugno del 2017 con inappuntabile tempismo. Due campi, una palestra, una sauna, un'ampia area relax per combattere il dannato stress di giocare una Coppa del mondo a soli quattro anni dalla precedente. Qui si prepara al debutto lunedì prossimo contro la Corea del Sud, in un girone terribile con Germania e Messico e con l'obiettivo, più che del risultato, di "verificare i progressi nel processo di maturazione". 

Nell'unico mondo reale, invece, il posto dell'Italia l'hanno preso la Svezia, nel girone, e l'Iran, al Bakovka (è stata la prima nazionale ad arrivare sul suolo russo). Curiosità: negli ultimi anni le relazioni fra la federcalcio italiana e quella iraniana si sono intensificate, l'Italia lavorava a un'amichevole a Teheran, dove Tavecchio era accolto come una star: "Al suk mi hanno riconosciuto e mi hanno chiesto un selfie", diceva orgoglioso. Gli organizzatori avevano pure pensato a una soluzione originale e impraticabile per l'evento con gli azzurri: far pagare un biglietto per il primo tempo e uno per il secondo, per riempire due volte lo stadio. Adesso, l'Iran di Queiroz è al Mondiale per la seconda volta di fila e l'Italia a casa rilegge malinconicamente i ritagli di giornale di un anno fa, quando fu definito il viaggio a Mosca e il ct annunciava: "Il progetto è essere la sorpresa al Mondiale e poi i favoriti all'Europeo". E no, non lo diceva in un universo parallelo.