Il sorpasso sulla Lega è avvenuto, dicono i sondaggi. Il Paese è pronto a consegnarsi al generale Vannacci, dunque, come ci diciamo qui da mesi e mi scuso per questa certo noiosa ripetizione del concetto ma rileggevo ieri certe pagine di Carlo Ginzburg sulle profezie che si autoavverano, il marketing e la politica. È così. La ripetizione è l’anima del commercio e il commercio è l’anima della politica per come l’abbiamo fatta diventare, a destra e a sinistra con pari voluttà. Se vuoi diventare icona non devi mai cambiare abito, avvisano le influencer che in virtù del numero di followers potrebbero senz’altro entrare in lista e andare prossimamente al governo, se solo fosse per loro economicamente conveniente e non lo è. Vuoi mettere: guadagnare milioni scartando pacchi regalo in favore di telecamera, o perderli per mettersi al servizio della nazione. Il Paese è pronto a seppellire con una risata l’artefice della candidatura del generale, come abbia fatto Matteo Salvini a non capirlo si iscrive nel capitolo delle sue facoltà strategiche. Ci si domanda piuttosto come abbiano fatto tutti gli altri attorno a lui: che non ci sia stato nessuno, con la notevole eccezione di Guido Crosetto, che abbia visto stagliarsi il manganello italico all’orizzonte. Eppure ad aver letto o infrasentito due cosette - non dico Gadda, figuriamoci, non dico Eros e Priapo, l’erotia della sottomissione. Molto più banalmente: le suonerie dei telefoni con Faccetta nera che squillano sui treni, il marketing di gadget del Ventennio nei mercatini di strada, i portachiavi e le cinture con croci runiche come fossero unicorni. Ora la domanda è: Giorgia Meloni si alleerà con lui? Lui gliela farà sudare e si concederà alle sue condizioni, ma nel frattempo la nuova Forza Italia si sarà smarcata e dovrà farlo, ammesso che basti. Per contro di là, nel campo largo, si fanno le foto. Manca il centro, però. Manca un Draghi. Ecco, soprattutto manca un Draghi. Pensa che giri fa la storia, e quanto gira veloce.
INVECE CONCITA
Il Paese è pronto a consegnarsi
di Concita De Gregorio
I gravi errori
di Matteo Salvini
e un campo largo
senza il centro