Sono stato proprio una Bestiolina
Gad LernerNon disponendo di un’agguerrita Bestia per la propaganda digitale, quando spedisco i miei messaggi sui social altri non sono che la Bestiolina inesperta di me stesso. E ora che, fortunatamente – ma chissà se dura–, sembrerebbe sbocciare anche a destra una certa preoccupazione per i messaggi intimidatori “politicamente scorretti”, viziati da una terminologia di greve violenza verbale, non voglio perdere l’occasione di cimentarmi in una pubblica autocritica.
Forse qualcuno se lo ricorda: nel settembre scorso, quando fui preso a male parole al raduno leghista di Pontida, l’apparato della Bestia si mise freneticamente in cerca, fino a rintracciare un mio tweet risalente al 6 gennaio 2016, quando il presidente della Corea del Nord, Kim Jong-un, fece esplodere una bomba all’idrogeno provocando un piccolo sisma tellurico.
Memore dell’incredibile visita compiuta laggiù da Matteo Salvini in compagnia del senatore Antonio Razzi, con tanto di elogi per lo «splendido senso di comunità» percepito fra i sudditi di quella dittatura ("l’embargo nei loro confronti è idiota", Salvini dixit), mi lasciai scappare quanto segue: "Esplode bomba all’idrogeno in Corea del Nord e provoca terremoto. Peccato che Salvini e Razzi non si trovassero nella loro patria elettiva". Una modesta battuta di spirito, giustamente ignorata da tutti, compresi i diretti interessati. Ma tre anni dopo, dovendo giustificare la furia di chi si era accanito contro la “provocatoria” presenza di quel giornalista a Pontida, la riesumazione del suddetto tweet divenne l’esile pretesto per giustificarla: ecco la prova! Costui si è permesso di augurare la morte a Salvini! Penserà mica che ce lo siamo dimenticati! Naturalmente potrei cavarmela facendo notare che il tono scherzoso del tweet escludeva qualsiasi intento sanguinario. Semmai voleva sfottere i due estimatori del dittatore coreano. Ma invece preferisco riconoscere che in questi tempi grami neanche l’attenuante dello scherzo può essere chiamata a giustificazione.
La Bestiolina avrebbe fatto meglio ad autocontrollare i suoi impulsi. Ha commesso un errore di cui è stata chiamata a rendere conto, sia pure fuori tempo massimo e pretestuosamente. Fingendo di non capire il senso di un titolo di Repubblica, “Cancellare Salvini”, la Bestia, col suo seguito di opinionisti divenuti improvvisamente custodi della gentilezza e della mansuetudine nel linguaggio, ha ingranato la retromarcia del vittimismo. Bravi. Bene. Prendiamoli in parola. E vediamo quanto tempo resistono, prima di sbottare di nuovo.
Sul Venerdì del 24 gennaio 2020