L'infedele
Cronache da un Belpaese di ciarlatani e profeti

C'è sballo e sballo

"It's really fucking crazy!" ha esultato incredulo il regista coreano Bong Joon-ho nell'apprendere di aver vinto pure il quarto Oscar, il più importante, quello per il miglior film, mai assegnato prima d'ora a opere recitate in una lingua che non fosse l'inglese. Tale sua esclamazione di giubilo non poteva che risultare fottutamente adeguata, oltre che verace, perfino al vaglio dei più zelanti custodi del linguaggio politically correct. Scroscianti applausi e risate solidali pure all'annuncio successivo di Bong: "Mi accingo a una lunga notte alcolica".

Vorrete mica dargli torto? Passata la sbornia e augurato
il successo d'incassi che si merita al capolavoro coreano Parasite, soffermiamoci con la dovuta indulgenza sul tasso alcolico del suo regista, che a quanto pare è stato di parola nei bagordi californiani. La "lunga notte alcolica" effettivamente c'è stata, come da ampia documentazione fotografica. Prima al party organizzato dalla Neon (società distributrice del film negli Stati Uniti) e poi al bar dell'Academy, in compagnia di un'altra vincitrice, Renée Zellweger, circondati dalle loro statuette dorate, abbiamo visto Bong trincare a più non posso. Cin cin.

Al di fuori del mondo islamico, non troverete nessuno che abbia da ridire sulla nottata alcolica. Il festeggiamento di un meritato traguardo professionale, raggiunto contro ogni pronostico, così come del resto qualsiasi altra forte tensione emotiva, positiva o negativa, suscitano in noi un impulso euforico che, da non esperto, definirei grossolanamente: voglia di sballo.


Questa voglia di sballo, se soddisfatta tramite l'assunzione massiccia di sostanze alcoliche, con ubriacatura conseguente, passato il tempo del proibizionismo, non suscita più alcuna forma di riprovazione. Al contrario, riscuote unanimi consensi quando entra a far parte dello spettacolo. Pensate se, in tempi di #MeToo, Bong avesse annunciato al microfono un festeggiamento notturno in un bordello. O una pazza corsa automobilistica per le strade di Los Angeles. Non parliamo neanche di un'orgia a base di pasticche allucinogene, polveri e/o spinelli. Sarebbe stato catastrofico per lui e per il suo film.

Vini
e superalcolici, per sua (e nostra) fortuna, sono considerati piaceri leciti dalla morale corrente, una volta raggiunta la maggiore età. Al pari di canti e danze. È una convenzione, non certo definitiva né basata su fondamenti scientifici: l'abuso di alcol, come è noto, per quanto difficile da misurare, è piaga sociale più diffusa e nociva del consumo di altre sostanze proibite. Leviamo i lieti calici e brindiamo dunque alla gioia del bravo Bong. Ma, tra i fumi dell'alcol, chiediamocelo: perché ubriacarsi fa simpatia e invece altre forme di sballo no?

Sul Venerdì del 21 febbraio 2020

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-infedele/2020/02/20/audio/ce_sballo_e_sballo-422986945/

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