L'infedele
Cronache da un Belpaese di ciarlatani e profeti

Aveva ragione Speranza

Questa è una rubrica di riparazione. La devo al ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma lasciate che ci arrivi per gradi. Mai come in questi giorni d'epidemia la televisione ci ha riversato addosso, per il tramite degli ospiti dei talk show onnipresenti, sempre loro, sempre gli stessi, incompetenti ma bramosi di ubiquità, l'evidenza di quanto siano pericolose le opinioni prive di fondamento. Tanto più che vengono spacciate spesso per informazioni. Una coazione a ripetere che neanche in questo disgraziato momento ci ha risparmiato, come ha scritto Stefano Bartezzaghi, "l'assolutistica incertezza che domina la scena politica". E che talora ha perfino contagiato - mi si perdoni il termine - epidemiologi e virologi sospinti ad "armare le proprie assertività gli uni contro gli altri". Quasi fosse anche per loro inevitabile - oltre che informare, rassicurare, fornire regole di comportamento - "badare al proprio posizionamento nel marketing dell'opinionismo a gettone". Non si poteva dire meglio.

Ebbene, il profilo distaccato, laborioso ma umile, mantenuto nell'emergenza dal ministro della Salute, lo ha posto al riparo da questo guazzabuglio di "assolutistica incertezza" e di pretenziose "assertività". Il che è raro e ammirevole. Roberto Speranza è un politico di professione che in passato compariva spesso nei telegiornali con le classiche dichiarazioni anodine da dieci secondi, e frequentava volentieri i talk. Anche per questo nel novembre scorso, pur manifestando stima personale a Speranza, avevo scritto un Infedele di critica alla scelta di Leu. Perché mai, mi chiedevo, dovendo scegliere un ministro che rappresentasse l'area di sinistra all'interno della coalizione di governo, ancora una volta ricorrevano all'usato sicuro? Obiettavo fosse quella l'occasione per dimostrare che la sinistra sa cimentarsi in uno sforzo innovativo; e quindi la sua designazione mi appariva un rinchiudersi in se stessi.

Speranza mi aveva risposto privatamente, con molto garbo, enumerando i risultati conseguiti e aggiungendo: "Questo avviene perché finalmente alla salute c'è un ministro di sinistra che fa sentire la sua voce anche al tavolo politico". Devo riconoscere che aveva ragione lui. Nella sfida fatale che gli è toccata in sorte, sono emerse una compostezza e un'autorevolezza che gli hanno guadagnato un rispetto trasversale agli schieramenti politici. Nessuno ha potuto insinuare che volesse approfittare della visibilità assegnatagli dalla malasorte. Bravo Speranza, dunque. E viva il professionismo politico.

Sul Venerdì del 20 marzo 2020

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-infedele/2020/03/19/audio/aveva_ragione_speranza-422986901/

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