L'infedele
Cronache da un Belpaese di ciarlatani e profeti

Imboscati coraggiosi

Mi è capitato, nel corso del lungo periodo d'isolamento che vivo rinchiuso a Milano, di cogliere un certo disagio quando al telefono chiedo, dopo il classico "come stai?", anche l'inopportuno "dove sei?". Non tutti gli interlocutori rispondono volentieri, alcuni fingono di non aver sentito la domanda.

In effetti può risultare imbarazzante, soprattutto se sei titolare di un'impresa - e chiedi a gran voce la ripresa delle attività lavorative - o se sei dirigente politico - e denunci gli errori compiuti dai governanti ai danni del tuo territorio d'elezione - rivelare che tu, nel frattempo, ti sei rifugiato nella casa di campagna, al mare o in montagna.

Sottovoce fioccano le delazioni, quasi mai verificabili. Nelle file davanti ai supermercati si favoleggia della beata villeggiatura di questo o quel vip localizzato a Capalbio, in Costa Azzurra o in Engadina. Torna in auge un vocabolo utilizzato in tempo di guerra - gli imboscati - a smentita del luogo comune secondo cui il virus ci farebbe tutti uguali. Ogni tanto scappa un nome, e non è gradevole. Di certo non ha gradito il titolare di una grande azienda che si è visto citare nel video di una concessionaria in cui raccontavano il contratto pubblicitario stipulato con lui mentre navigava fra gli atolli della Polinesia. Cosa ne penseranno i dipendenti, rimasti a presidiare gli impianti in zona contagiata?

Preferisco allora mantenermi nel vago, e se indovinerete, beh, pazienza. Ma confesso che mi ha colpito il caso di un medico in aspettativa dall'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, loquacissimo dirigente di un movimento politico assai radicato in quella provincia martoriata, già ministro nonché titolare di un alto incarico parlamentare. Scoppiata l'epidemia, il nostro è più volte intervenuto per rappresentare la sofferenza dei bergamaschi, vittime anche delle inadempienze del governo di Roma.

Segnalato fra i vigneti delle Langhe, dove risiede sua moglie, ha raccontato di aver stretto la mano a una persona rivelatasi in seguito positiva al test Covid, e di aver scelto perciò di soggiornare lì in autoisolamento. Niente di grave, ci mancherebbe, deve anche riguardarsi perché reduce da una seria malattia. Pazienza se è il tipo che nei comizi predilige i toni alti e le esibizioni di coraggio. Resta più che comprensibile non abbia ritenuto di condividere in prima persona l'inferno di Bergamo, e non vi abbia messo piede.

Del resto, ci sono politici d'avanguardia e politici da retrovia. Mi auguro di incontrarlo presto, in buona salute, sul pratone dove il suo movimento da trent'anni tiene i suoi raduni. E sono sicuro che nessuno, quando salirà sul palco,  gli griderà "imboscato". Ma, per come conosco quell'ambiente, qualcuno lo penserà.

 

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/l-infedele/2020/04/23/audio/imboscati_coraggiosi-422986953/

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