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La fatica e la civiltà del rispetto. Ciechi è meglio di non vedenti

(afp)
Posta e risposta del 14 luglio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, l’acronimo LGBTQIA+ rappresenta milioni di persone che vogliono vedere tutelati i loro diritti. Ma è una sigla illeggibile. Le stesse organizzazioni non potrebbero trovare una parola più felice?

Franco Sorichetti – Roma

E invece questo è un caso in cui la civiltà del rispetto merita la fatica.

Caro Merlo, leggo su “Repubblica” un’ affermazione lapidaria (“Meglio dire ciechi che non vedenti”) di Giovanni Fornaciari, consigliere dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Finalmente! Quel non in “non vedenti” e “non udenti”, come affermò lo psicologo russo Lev Vygotskij già negli anni ’20 del secolo scorso, rimanda a una concezione “normativa” della vita mentale e comportamentale: ciò che è “normale” (il vedente, l’udente) diventa anche la “norma”, ciò a cui ci si deve uniformare, con tutte le implicazioni discriminatorie immaginabili. Al contrario, il mondo mentale e comportamentale del cieco o del sordo ha una sua peculiarità che va studiata e sostenuta senza declinarlo al…

Caro Merlo, l’acronimo LGBTQIA+ rappresenta milioni di persone che vogliono vedere tutelati i loro diritti. Ma è una sigla illeggibile. Le stesse organizzazioni non potrebbero trovare una parola più felice?

Franco Sorichetti – Roma

E invece questo è un caso in cui la civiltà del rispetto merita la fatica.

Caro Merlo, leggo su “Repubblica” un’ affermazione lapidaria (“Meglio dire ciechi che non vedenti”) di Giovanni Fornaciari, consigliere dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Finalmente! Quel non in “non vedenti” e “non udenti”, come affermò lo psicologo russo Lev Vygotskij già negli anni ’20 del secolo scorso, rimanda a una concezione “normativa” della vita mentale e comportamentale: ciò che è “normale” (il vedente, l’udente) diventa anche la “norma”, ciò a cui ci si deve uniformare, con tutte le implicazioni discriminatorie immaginabili. Al contrario, il mondo mentale e comportamentale del cieco o del sordo ha una sua peculiarità che va studiata e sostenuta senza declinarlo al negativo (non ha questa capacità, ecc.). Vygotskij partì proprio dai ciechi e dai sordi per arrivare a studiare i cosiddetti normali e non viceversa. A Zagorsk (oggi Sergiev Posad), a settanta chilometri a nord di Mosca, gli psicologi e i pedagogisti vygotskiani formavano centinaia di bambini sordociechi affinché si aprissero al mondo intellettuale e sociale. Con il loro linguaggio tattile non si sarebbero mai rivolti a un vedente o un udente qualificandolo come un “non cieco” o un “non sordo”.

Luciano Mecacci

Grazie, caro professor Mecacci, gli eccessi del politicamente corretto spezzano l’equilibrio tra le tre punte del berretto a sonagli: la corda seria, la corda civile e la corda pazza. Troppa corda civile ha risvegliato la corda pazza: più fai l’esorcismo e più alimenti il demone.

Caro Merlo, Luciano Violante , in una intervista sulla Giustizia , ha detto che il "bavaglio” alle intercettazioni anomali e a terzi non implicati, va bene, è un segno di civiltà . Poi, sull'abrogazione dell'abuso di ufficio “è da anni che lo auspico”. Sul resto dubbi e notazioni da verificare E ci sta . Ma perché non si buttano nel cestino le appartenenze a un partito ? Trovo mortificante che importanti sindaci del Pd siano favorevolissimi all’abrogazione dell’abuso di ufficio e poi votano no per carità di partito. E il pur serio presidente Bonaccini, che in attuazione del mitico titolo V era stato promotore della autonomia, ora bofonchiando si dice contrario?

Raffaella Ruzzi Pons

La democrazia garantisce la libertà di coscienza e dunque il dissenso. Ma la libertà di coscienza “nasconde più verità di quanta lana copre una pecora” scrisse Ceronetti. Da lì, come sa, si arriva al voto segreto, che non libera le coscienze ma i franchi tiratori, i fucilatori protetti dall’ombra, gli amici del nemico e i nemici dell’amico. D’altra parte, si ricordi che il voto segreto e la libertà di coscienza furono aboliti dal fascismo

Per un mio errore di impaginazione, ieri due lettere avevano la stessa firma. Quella su Toti e la giustizia politica era di Fabio Capua di Frosinone. Mi scuso.

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