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Sinner a valanga, Musetti sotto tono

Jannik Sinner
Jannik Sinner (reuters)
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Nelle fiabe e nelle filastrocche o, meglio, nelle sequenze numeriche per bambini andrebbe così: allora, Marcellino, ci sono cinque italiani nel tabellone principale degli Us Open; Lorenzo Sonego, il quinto nel ranking ATP in tempo reale, esce di scena al primo turno; Fabio Fognini, il quarto, viene eliminato al secondo turno; stessa sorte tocca a Lorenzo Musetti, il terzo, al terzo (sì, sì, il bisticcio di parole fa ridere ma se tu avessi visti la partita rideresti meno). Bene, al quarto turno, gli ottavi di finale, approdano Matteo Berrettini, numero 2 d'Italia e 16 del mondo, e Jannik Sinner, 1 nazionale e 13 globale. Dimmi, Marcellino: chi dei nostri due giocatori superstiti dovrebbe fare le valigie adesso?

Per fortuna nel tennis il tasso di imprevedibilità è tale che non è detto che Berrettini abbia già il destino segnato, tra poche ore, contro il russo Alejandro Davidovich Fokina. Anzi. Analogamente non credo che lunedì il sudtirolese non corra rischi contro il bielorusso Ilya Ivashka, che oggi sul campo 5 ha matato Musetti. Vedremo.

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti (ansa)

Musetti vs. Ivashka è un match davvero inatteso se si considerano i rapporti di forza previsti e quelli evidenziati sul terreno. In nessuno dei quattro set, nemmeno nel secondo che il carrarino fa suo (6-4 3-6 6-2 6-3 il risultato finale), ho l'impressione che l'allievo di Simone Tartarini sia in grado di imporsi. Anzitutto, perché i problemi di vesciche alla mano destra, che si erano presentati giovedì nel corso del confronto con Gijs Brouwer, risultano tutt'altro che risolti già al secondo game, quando Lorenzo è costretto a chiedere il medical timeout. Inoltre, il gioco solido del biondo di Minsk, 28 anni passati in buona parte nel circuito Challenger, lo infastidisce parecchio, come s'era in parte già capito in primavera nell'unico loro precedente nel primo turno del Masters 1000 madrileno, quando però alla fine se l'era cavata (2-6 6-3 7-5). Il vento, tornato a soffiare dopo un giorno di tregua, non favorisce peraltro il nostro numero 30 ATP. Ivashka dispone di un diritto che mette a segno spesso, scende a rete 53 volte ottenendo 36 punti, è implacabile quando si procura le occasioni di break (7 su 7). In più, appare più positivo e convinto dei propri mezzi, forse perché due giorni fa aveva letteralmente maltrattato il numero 9 al mondo nel ranking ufficiale, il polacco Hubert Hurcacz, più avanti di lui di 52 posizioni. Come si dice in questi casi: Lorenzo ha vent'anni e dovrà fare tesoro di questa esperienza.

Assai impegnativo per quasi due ore anche il confronto tra Sinner e Brandon Nakashima, che termina quando a New York è notte fonda e in Italia giorno pieno. Il californiano di origini giapponesi, 21 anni, ATP 68, sta crescendo torneo dopo torneo. Rispetto al giocatore già maturo visto lo scorso anno alle Next Gen Finals milanesi appare ora in grado di affrontare qualsiasi avversario senza alcun timore reverenziale, e l'ha mostrato giovedì mandando a casa in tre set Grigor Dimitrov. Nel primo set Jannik non riesce a contrastare l'aggressività dell'avversario (3-6) mentre nel secondo solo alla fine impone la propria classe e l'esperienza accumulata nel circuito maggiore (6-4). Poi, una volta prese le misure, dilaga. I punteggi degli ultimi due parziali (6-1 6-2) sono perfino impietosi considerando l'impegno che Brandon non lesina per tentare di limitare la valanga di ace, lungolinea, strettini e palle corte che il sudtirolese gli rovescia addosso.

Simone Vagnozzi e Darren Cahill hanno di che essere soddisfatti per il quarto turno a Flushing Meadows conquistato per il secondo anno consecutivo da Jannik. Il ragazzo del quale hanno preso le cure da pochi mesi sta mettendo in pratica i loro insegnamenti e suggerimenti: non è questione di ottusa diligenza ma di condivisione adulta e di interpretazione personale di quanto gli viene trasmesso. Le scelta traumatica di rompere il cordone ombelicale con Riccardo Piatti si sta rivelando, con il senno di adesso, probabilmente obbligata. Soffrendo si cresce più in fretta.

Una notazione finale sul torneo di doppio. Oggi Lorenzo Sonego e Andrea Valvassori hanno battuto 6-4 6-7 6-4 gli americani assai quotati Chris Eubanks e Ben Shelton, conquistando l'accesso agli ottavi di finale, ai quali sono già approdati Fabio Fognini e Simone Bolelli. A seguire il match dei due amici torinesi, entrambi classe 1995, c'era il commissario azzurro Filippo Volandri, chiamato a scegliere quale delle due coppie portare a Bologna per la Coppa Davis subito dopo la fine degli Us Open. Non sarà facile per il tecnico livornese, ma l'abbondanza di opzioni è da preferire alla scarsità.