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Sara Errani, non basta l’entusiasmo

Sara Errani e Jasmine Paolini
Sara Errani e Jasmine Paolini 

Agli Australian Open la romagnola fuori nel doppio femminile con Jasmine Paolini e nel misto con Andrea Vavassori

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Povera Sara, che a quasi 38 anni vorrebbe che il suo entusiasmo fosse sempre contagioso e invece, a volte, non è così. Medaglia d’oro in doppio alle Olimpiadi di Parigi in agosto con Jasmine Paolini e titolo nel misto un mese dopo agli Us Open con Andrea Vavassori, oggi nel giro di poche ore Errani esce a Melbourne dai tabelloni dei due stessi tornei, sui quali puntava moltissimo. Contro le russe Mirra Andreeva e Diana Shneider, la romagnola cerca inutilmente di trascinare la compagna, che evidentemente non ha metabolizzato la sconfitta di ieri in singolare per mano di Elina Svitolina. Jasmine appare fuori fase e continua a scusarsi per i propri errori sui quali le russe, sconfitte nella finale al Bois de Boulogne, costruiscono la propria rivincita (7-5 7-5).

Novak Djokovic
Novak Djokovic 

Nell’annus felix di Sarita e Jas abbiamo ripetuto spesso che alla lucchese, la più forte italiana dell’ultimo decennio, fa un gran bene il contemporaneo impegno nei tornei di singolare e di doppio. La negativa trasferta australiana non le deve stravolgere i programmi, perché per lei il valore aggiunto costituito da Errani non è solo l’entusiasmo. Tre ore più tardi Sara non trova, al fianco di Andrea, le soluzioni adeguate nel confronto con la coppia australiana Olivia Nicholls-Henry Patten (6-3 6-4). Per fortuna, nel torneo di doppio maschile rimangono in corsa Vavassori e Simone Bolelli, che eliminano gli spagnoli Pedro Martinez e Jaume Munar (6-3 7-6).

Jiri Lehecka e Jack Draper condividono l’età - 23 anni appena compiuti da entrambi - e, oggi, la stessa delusione per non essere riusciti a ribaltare i pronostici. Il ceco, ATP 24, cede il passo a Novak Djokovic (6-3 6-4 7-6) mentre l’inglese, ATP 15, getta la spugna per infortunio, ritirandosi dopo un’ora e mezza nel match con Carlos Alcaraz (7-5 6-1). Non giungono sorprese nemmeno dagli altri due ottavi di finale. L’americano Tommy Paul ha facilmente la meglio in tre set (6-1 periodico) sullo spagnolo Alexander Davidovich Fokina, ATP 59. Alexander Zverev impiega un set di troppo (6-1 2-6 6-3 6-2) a piegare la resistenza del francese Ugo Humbert, ATP 14. Passano il turno soltanto i Top Ten, com’è giusto.

Non è quindi Lehecka il decimo giocatore a battere Novak Djokovic su uno dei campi del Melbourne Park. A riuscire nell’impresa, nelle 19 partecipazioni e nei 107 match del serbo agli Australian Open, restano Marat Safin (secondo turno 2005), Paul Goldstein (primo turno 2006), Roger Federer (quarto turno 2007), Jo-Wilfried Tsonga (quarti di finale 2010), Andy Murray (semifinale 2012), Stan Wawrinka (quarti di finale 2014), Denis Istomin (secondo turno 2017), Hyeon Chung (ottavi di finale 2018) e Jannik Sinner (semifinale l’anno scorso). Jiri entra in partita solo nel terzo set, quand’è tardi. Dopo aver recuperato un break, approfitta del nervosismo di Djokovic, che indispettisce il pubblico, e dell’efficacia del proprio servizio per provare a rimettersi in corsa nel tie break, nel corso del quale ha però ben poco da dire (7-4).

Alcaraz consola Draper a fine match
Alcaraz consola Draper a fine match 

Al termine del match, Djokovic rifiuta di fermarsi a parlare con Jim Courier, ex numero 1 al mondo ATP, che per conto degli organizzatori lo dovrebbe intervistare in campo, come da programma. Potrebbe essere un problema personale ma, più probabilmente, il serbo è sempre più insofferente nei confronti del pubblico della Rod Laver Arena, che in crescente misura parteggia per i suoi avversari. Si sa: il talento, la determinazione, l’intelligenza di Nole non mettono tutti d’accordo. Comunque, qualsiasi giocatore - poco importa che sia un ragazzino o uno che ha fatto la storia del tennis - dovrebbe sempre rispettare chi paga per vederlo giocare.

Nel torneo femminile, in apertura di giornata la già citata Mirra Andreeva, dalla quale tutti si attendono futuri sfracelli, viene travolta (6-1 6-2) da Aryna Sabalenka, numero 1 del ranking WTA, alla diciottesima vittoria consecutiva a Melbourne. Più rinunciataria che intimorita, la russa conferma di non avere la maturità che si può pretendere da una Top 20 ma non da una ragazza che deve ancora compiere i 18 anni. Una contraddizione che il tempo risolverà. Oltre alla bielorussa, ad approdare ai quarti di finale nella parte alta del tabellone sono l’americana Coco Gauff, la spagnola Paula Badosa e la russa Anastasia Pavlyuchenkova.

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