Sono arrivati a sera, e qui la sera scende presto, alle cinque e mezza del pomeriggio è già quasi buio. Sono arrivati a piedi, in metropolitana, dentro auto scassate, sono arrivati con furgoni attrezzati a camper, con lavandini montati all'impronta, avvitati alle fiancate. Si sono messi davanti allo stadio di San Paolo, lato frontale, tra il centro commerciale e il nulla, oltre la collina che degrada verso l'immensa favela ormai inghiottita dalla sua notte precocissima. E hanno tirato fuori i telefonini.
Erano molto ordinati, disposti quasi in file militari per non farsi ombra, per non togliersi la visuale. Grandi, bambini, vecchi e vecchie, tutti con il cellulare. E lo stadio si è illuminato di colpo: come a Piccadilly, come a Broadway anche se qui non c'è niente. Quelli in attesa si sono messi a fotografare quel momento di solennità, nel tripudio del giallo soprattutto, ma anche del verde, quando lo stadio si è fatto bandiera. Avevano gli occhi di quelli che vedono passare il Rex in "Amarcord". E' successo tutto dentro un grande silenzio, pareva di stare in chiesa, oppure al cinema quando comincia il film. E cosa importa se tra loro e lo stadio c'erano poliziotti, ruspe, vanghe, camionette, i paulisti mica aspettavano una cartolina, volevano solo riempirsi gli occhi e metterli dentro il cellulare, perché chi non fotografa non ricorda e chi non ricorda non esiste.
Erano molto ordinati, disposti quasi in file militari per non farsi ombra, per non togliersi la visuale. Grandi, bambini, vecchi e vecchie, tutti con il cellulare. E lo stadio si è illuminato di colpo: come a Piccadilly, come a Broadway anche se qui non c'è niente. Quelli in attesa si sono messi a fotografare quel momento di solennità, nel tripudio del giallo soprattutto, ma anche del verde, quando lo stadio si è fatto bandiera. Avevano gli occhi di quelli che vedono passare il Rex in "Amarcord". E' successo tutto dentro un grande silenzio, pareva di stare in chiesa, oppure al cinema quando comincia il film. E cosa importa se tra loro e lo stadio c'erano poliziotti, ruspe, vanghe, camionette, i paulisti mica aspettavano una cartolina, volevano solo riempirsi gli occhi e metterli dentro il cellulare, perché chi non fotografa non ricorda e chi non ricorda non esiste.