MINORCA - È poco più che un gioco, ma in un congresso interamente dedicato al dolore, il World medicine park in corso a Minorca fino all'11 maggio, ci sta anche bene. Il "Sine dolore", infatti, è un vino rosso prodotto in Cantabria, a las Rojas alta e in edizione limitata, che, come spiega ironicamente il presidente del congresso, il professor Jordi Moya Riera, responsabile di Anestesiologia e terapia del dolore al policlinico Virgen de Gracias di Minorca, è "il primo vino al mondo contro il dolore, ma non il proprio, bensì quello degli altri, considerato che l'intero ricavato delle vendite - costa circa 15 euro a bottiglia e ne sono state prodotte solo 19.314 bottiglie - andrà alla Fondazione che si occupa di dolore. Quindi attenzione, nessuno di noi sta consigliando di bere vino contro il dolore, anche se il "Sine dolore" è un rosso eccellente e comprarlo - sul sito shop.sinedolore.org - fa bene alla causa dei malati che sono il 20 per cento degli europei (e il 26 per cento degli italiani). Il dolore non si vede né è facile misurarlo, ma è una epidemia che affligge i malati e ha costi economici e sociali molto elevati. Per questo il congresso di Minorca, isola "sine dolore" per l'attenzione da sempre dedicata al tema, si concentra sullo sdoganamento di terapie efficaci, come gli oppioidi, ancora utilizzate scarsamente e con grandi differenze tra un Paese e l'altro, con un impatto sui sistemi sanitari che solo in Europa arriva a 300 miliardi di euro l'anno".Sempre a proposito di vino, In uno studio presentato qui al congresso su 300 accessi ospedalieri per dolore cronico Carmen Martinez Caballero, direttore del progetto scientifico Emnipre (European multidisciplinary network in Pain research and education) ha cercato di studiare una correlazione con il consumo di vino rosso, ricco in resveratrolo. " Non ci sono studi specifici se non in vitro, anche se si conoscono le qualità analgesiche del resveratrolo - racconta - ed è per questo che stiamo preparando il protocollo per un nuovo studio, con la somministrazione di resveratrolo in capsule, per quantificare l'azione della molecola sul dolore, anche se non è del tutto chiara la biodisponibilità della molecola".